Rischio idrogeologico, Amati: “Abbattuto ultimo diaframma all’attraversamento stradale del canale di Torre Canne. Fine alluvioni e allagamenti”

Rischio idrogeologico, Amati: “Abbattuto ultimo diaframma dell’attraversamento stradale del canale di Torre Canne. Fine alluvioni e allagamenti”

 

Contenere la furia dell’acqua, cioè regimentare, è lo scopo del canale deviatore di Torre Canne. Con l’abbattimento di oggi dell’ultimo diaframma dell’attraversamento della strada statale E55 si corre, dunque, verso la fine dei lavori. Un’opera idraulica di 2.600 metri che metterà in sicurezza da alluvioni e allagamenti la frazione di Fasano-Torre Canne”.

Lo ha dichiarato il Presidente della Commissione bilancio, Fabiano Amati, alla fine delle operazioni di abbattimento dell’ultimo diaframma del cunicolo di attraversamento della strada statale E55 (379), funzionale al completamento dei lavori di realizzazione del canale deviatore delle acque meteoriche dall’abitato di Fasano-Torre Canne.

All’evento sono intervenuti il Sindaco di Fasano Francesco Zaccaria, il Consigliere regionale Fabiano Amati, il Commissario Asset Elio Sannicandro, il Rup Leonardo Angelini, il direttore dei lavori Leonardo D’Adamo, il responsabile sicurezza Francesco Leone, il collaudatore dell’opera Piero De Leonardis, il rappresentante legale dell’impresa Gallone Cosimo esecutrice dei lavori e l’ex segretario generale dell’Autorità di Bacino della Puglia, Antonio Di Santo.

L’attraversamento della strada statale è stato uno dei momenti più importanti dell’intera lavorazione, perché effettuato con una tecnica in grado di conciliare la circolazione stradale. Ove fosse stata utilizzata la tecnica tradizionale vi sarebbe stato il bisogno di interrompere il traffico veicolare. L’attraversamento stradale misura 41 metri ed è parte del canale deviatore di lunghezza pari a 2.600 metri, è composto da 7 attraversamenti stradali e 3 opere di presa, raccoglierà le acque provenienti dalle colline sovrastanti la frazione di Torre Canne, intercettandole da tre lame per poi farle defluire in mare. È bello vedere opere pubbliche che si realizzano dopo lunghi passaggi burocratici – conclude Amati –. Il canale di Torre Canne, il cui costo di realizzazione si aggira intorno a 5 milioni di euro, rientra in un piano generale di mitigazione del dissesto idrogeologico per circa 200 milioni e per parecchie decine d’interventi sull’intero territorio regionale, approvato all’epoca del mio mandato da Assessore regionale ai lavori pubblici”.

 

DETTAGLI TECNICI DELL’OPERA DI ATTRAVERSAMENTO OGGETTO DELL’ABBATTIMENTO DELL’ULTIMO DIAFRAMMA

 

Si tratta dell’unico attraversamento gettato in opera.

L’opportunità di realizzare la struttura in cemento armato in opera scaturisce dalla richiesta dell’ANAS di non ridurre la carreggiata della E55 che, come noto, rappresenta un asse viari di primaria importanza per il traffico veicolare della Regione Puglia, rappresentando il principale collegamento del Salento verso nord.

Prevede la realizzazione dello scatolare in cemento armato gettato in opera e successivamente spinto sotto la strada statale. La struttura monolitica da infiggere viene realizzate al di sopra di una platea di varo.

L’infissione avviene tramite martinetti che contrastano da un lato sulla struttura e dall’altro su una parete, detta muro reggispinta, che a sua volta scarica e ripartisce tale azione sul terreno retrostante.

Le fasi di realizzazione della spinta del monolite sono stare le seguenti:

  1. messa in opera dei dispositivi antinfortunistici;
  2. esecuzione del tagliente in acciaio e della feritoia per la fuoriuscita del lamierino sulla soletta del monolite;
  3. installazione attrezzature di spinta tra il monolite e la parete reggispinta:

– collegamento martinetti idraulici alla centrale oleodinamica situata nelle immediate vicinanze, controllando l’idoneo fissaggio delle condotte contenenti olio in pressione;

– posizionamento piastre/travi in acciaio per la ripartizione della spinta sulle strutture in calcestruzzo;

  1. sistemazione di coperchio sui martinetti per consentire il passaggio dei mezzi di scavo utilizzati per lo scavo del terreno all’interno del monolite. Il coperchio è posizionato sopra i martinetti perché questi ultimi non rimangano danneggiati dal passaggio dei mezzi meccanici che entrano ed escono dal monolite;
  2. fissaggio del lamierino anti trascinamento alla struttura fissa di ritegno;
  3. spinta di primo stacco del monolite per verifica di funzionamento dell’impianto e resistenza delle strutture in c.a.;
  4. definizione caposaldo;
  5. scavo dall’interno del monolite sul fronte di avanzamento eseguito con mezzi meccanici;
  6. spinta del monolite per 50 cm corrispondenti alla corsa dei martinetti che a fine spinta ritirano lo stelo;

10.inserimento travi in acciaio di spessoramento di idonea lunghezza tra la parete reggispinta ed i martinetti;

11.lubrificazione eseguita dall’interno e dall’esterno del monolite, tramite opportuni fori previsti in fase di costruzione, dell’estradosso della soletta superiore;

12.ripetizione delle fasi 8-9-10-11 fino alla progr. 5,00 m di avanzamento.

 

Canale deviatore di Torre Canne, Amati: “Domani sarà abbattuto l’ultimo diaframma dell’attraversamento sotto la strada statale E55. Passo avanti per sicurezza idraulica”

Canale deviatore di Torre Canne, Amati: “Domani sarà abbattuto l’ultimo diaframma dell’attraversamento sotto la strada statale E55. Passo avanti per sicurezza idraulica”
Sarà abbattuto alle ore 10 di domani 29.8.2019 l’ultimo diaframma del cunicolo di attraversamento della strada statale E55, funzionale al completamento dei lavori di realizzazione del canale deviatore delle acque meteoriche dall’abitato di Fasano-Torre Canne. Interverranno il Sindaco di Fasano Francesco Zaccaria, il Consigliere regionale Fabiano Amati,  il Commissario Asset Elio Sannicandro, il Rup Leonardo Angelini, il direttore dei lavori Leonardo D’Adamo, il responsabile sicurezza Francesco Leone e il rappresentante legale dell’impresa Gallone Cosimo esecutrice dei lavori.
Al cantiere si potrà accedere dalla via Appia di Fasano-Torre Canne, nei pressi di fiume Piccolo.
I lavori di questa rilevante opera pubblica, che permetterà di mettere in sicurezza Torre Canne dalle alluvioni, furono appaltati alcuni anni fa e valgono circa 5 milioni di euro; rientravano in un piano generale di mitigazione del dissesto idrogeologico approvato all’epoca del mandato di Fabiano Amati da Assessore regionale ai lavori pubblici, nell’ambito del più complessivo Piano frane e versanti, per un valore di circa 200 milioni di euro. Si tratta di un canale deviatore lungo circa 2,6 chilometri, composto da 7 attraversamenti stradali e 7 opere di presa, che raccoglie le acque provenienti dalle colline sovrastanti la frazione di Torre Canne, intercettandole da tre lame per poi farle defluire in mare.
«Questo canale è un ulteriore passo verso la complessiva sicurezza idraulica della città e un chiaro esempio di politica trasformata in cantieri e concretezza – commenta il Consigliere Amati –. È un fatto di educazione, non solo di sicurezza, perché queste opere, soprattutto quelle invisibili, servono a far conoscere il rapporto che deve esserci tra l’uomo e la natura, gli equilibri che devono essere mantenuti affinché, nel mantenimento di questi equilibri, ci si allontani dal rischio ambientale e dalla perdita di vite umane, e si difenda anche la bellezza del territorio in cui si vive».
DETTAGLI TECNICI DELL’OPERA DI ATTRAVERSAMENTO OGGETTO DELL’ABBATTIMENTO DELL’ULTIMO DIAFRAMMA
Si tratta dell’unico attraversamento gettato in opera. L’opportunità di realizzare la struttura in cemento armato in opera scaturisce dalla richiesta dell’ANAS di non ridurre la carreggiata della E55 che, come noto, rappresenta un asse viari di primaria importanza per il traffico veicolare della Regione Puglia, rappresentando il principale collegamento del Salento verso nord. Prevede la realizzazione dello scatolare in cemento armato gettato in opera e successivamente spinto sotto la strada statale.
La struttura monolitica da infiggere viene realizzate al di sopra di una platea di varo. L’infissione avviene tramite martinetti che contrastano da un lato sulla struttura e dall’altro su una parete, detta muro reggispinta, che a sua volta scarica e ripartisce tale azione sul terreno retrostante.
Le fasi di realizzazione della spinta del monolite sono stare le seguenti:
1. messa in opera dei dispositivi antinfortunistici;
2. esecuzione del tagliente in acciaio e della feritoia per la fuoriuscita del lamierino sulla soletta del monolite;
3. installazione attrezzature di spinta tra il monolite e la parete reggispinta:
– collegamento martinetti idraulici alla centrale oleodinamica situata nelle immediate vicinanze, controllando l’idoneo fissaggio delle condotte contenenti olio in pressione;
– posizionamento piastre/travi in acciaio per la ripartizione della spinta sulle strutture in calcestruzzo;
4. sistemazione di coperchio sui martinetti per consentire il passaggio dei mezzi di scavo utilizzati per lo scavo del terreno all’interno del monolite. Il coperchio è posizionato sopra i martinetti perché questi ultimi non rimangano danneggiati dal passaggio dei mezzi meccanici che entrano ed escono dal monolite;
5. fissaggio del lamierino antitrascinamento alla struttura fissa di ritegno;
6. spinta di primo stacco del monolite per verifica di funzionamento dell’impianto e resistenza delle strutture in c.a.;
7. definizione caposaldo;
8. scavo dall’interno del monolite sul fronte di avanzamento eseguito con mezzi meccanici;
9. spinta del monolite per 50 cm corrispondenti alla corsa dei martinetti che a fine spinta ritirano lo stelo;
10.inserimento travi in acciaio di spessoramento di idonea lunghezza tra la parete reggispinta ed i martinetti;
11.lubrificazione eseguita dall’interno e dall’esterno del monolite, tramite opportuni fori previsti in fase di costruzione, dell’estradosso della soletta superiore;
12.ripetizione delle fasi 8-9-10-11 fino alla progr. 5,00 m di avanzamento.

Xylella, C-Entra il futuro: “Osservatorio fitosanitario risponde a nostre sei domande: le cose dette a convegno Conversano sono false. Emiliano sia più prudente”

Xylella, C-Entra il futuro: “Osservatorio fitosanitario risponde a nostre sei domande: le cose dette a convegno Conversano sono false. Emiliano sia più prudente”

 

“L’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia ha risposto alle nostre sei domande. Ci pare di capire che non rispondono al vero accertato o accertabile tutte le affermazioni e supposizioni espresse a Conversano durante un convegno, svoltosi nei giorni scorsi alla presenza, purtroppo, del Presidente Emiliano. D’ora in poi maggiore prudenza e affidamento alla prova scientifica non guasterebbe”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea, presentatori nei giorni scorsi di un’istanza al Servizio Osservatorio fitosanitario regionale, riscontrata oggi, per avere informazioni dettagliate sui contenuti esposti in un convegno sulla Xylella svoltosi il 24 luglio 2019 a Conversano alla presenza del Presidente della Giunta regionale Michele Emiliano. 

Ecco il testo delle domande e delle risposte:

1. È stato detto che dall’agosto 2016 c’è un albero infetto a nord di Bari. Risulta al Servizio tale circostanza?

Alla Sezione Osservatorio, sulla base degli atti disponibili, non risulta alcun ritrovamento di piante infette a Corato.

Nello specifico, le coordinate GPS dell’agro di Corato presenti nell’appendice “Xylella fastidiosa host plant database” della pubblicazione EFSA “Update of a database of host plants of Xylella fastidiosa: 20 November 2015” del 9 febbraio 2016 (EFSA Journal) si riferiscono, come specificato dall’EFSA, non alla posizione della pianta infetta ma rappresentano le coordinate di centroide della Puglia., mentre le coordinate GPS della pianta a cui si fa riferimento e tutte le informazioni ad essa associate sono presenti nel link presente nel lavoro scientifico di riferimento citato nello stesso documento.

2. Un relatore ha dichiarato d’occuparsi di Xylella dal 2011, cioè ben prima che la presenza del batterio fosse accertata ufficialmente. Di tale circostanza ne è mai venuto a conoscenza il servizio fitosanitario? In caso affermativo, perché il servizio ritenne di non rendere pubblica la notìzia e di adottare le opportune misure?

Il servizio fitosanitario non è mai venuto a conoscenza che ci fosse qualcuno a livello regionale che si occupasse di xylella nel 2011.

La presenza di xylella sul territorio Europeo è stata segnalata per la prima volta dal Servizio fitosanitario della Regione Puglia ad ottobre 2013, come rilevabile dalla prima comunicazione fatta dal Servizio fitosanitario al Ministero a seguito della nota dei laboratori SELGE di Bari con cui si comunicava l’identificazione mediante tecniche molecolari di Xylella fastidiosa in campioni vegetali prelevati nel Salento; in particolare da olivi con manifesti segni di disseccamento, da oleandro e mandorlo.

Con l’occasione si richiama l’art. 8 del D.igs 214/05 e s.m.i., che dispone “chiunque è a conoscenza , compresi gli Enti pubblici e privati ed ogni altra istituzione scientifica, di darne immediata comunicazione al Servizio fitosanitario regionale competente per territorio, della comparsa effettiva o sospetta di organismi nocivi di cui all’allegato I o II, nonché di ogni altro organismo nocivo, non segnalato precedentemente nel territorio della Repubblica Italiana”. L’inadempimento è sanzionabile ai sensi del comma 5 dell’art. 54 del medesimo decreto legislativo.

3. È stato detto che “… la fastidiosa fastidiosa c’è sempre stata in Puglia. Considerato che la “fastidiosa fastidiosa” è l’agente della temutissima malattia di “Pierce della vite”, del cui rinvenimento non si ha notizia nonostante le analisi compiute, il Servizio Fitosanitario ha dati o notizie che possano confermare tale affermazione? Se sì, perché ciò non è stato reso noto e quali misure sono state adottate in merito? Se invece non è vero, perché non sì smentisce tale falso allarme?

A questo servizio non è giunta alcuna comunicazione sul ritrovamento di ceppi di X. fastidiosa sottospecie fastidiosa.

E’ altresì doveroso specificare che la vite è stata oggetto di specifiche attività di monitoraggio dal 2013, I cui risultati non hanno mai evidenziato infezioni su questa specie, né tantomeno sono giunte segnalazioni di viti con sintomi sospetti e attribuibili alla Malattia di Pierce.

Peraltro, tutti i dati relativi alla caratterizzazione genetica effettuata dal laboratorio BELGE ogni qualvolta è stata identificata una nuova specie ospite o un nuovo focolaio, indicano in tutti i casi la presenza di X. fastidiosa sottospecie pauca ST53.

A seguito delle prove di patogenicità effettuate su vite, suffragate dalle analisi di laboratorio effettuate sui campioni vegetali prelevati da vite nelle aree infette, con Decisione UÈ 2352 del 14/12/2017, tre varietà di vite molto diffuse in Puglia: Negroamaro, Cabernet Sauvignon e Primitivo, sono state inserite tra le specie non suscettibili alla Xylella f. pauca ST53.

4. È stato detto che la Xylella è arrivata in Puglia alla fine del secolo scorso. Se il riferimento è verosimilmente alla sottospecie “pauca”, considerato che nello stesso convegno è stato detto che la fastidiosa “c’è sempre stata in Puglia”, il Servizio Fitosanitario è in possesso di dati che confermino questa affermazione, sinora smentita dalle analisi anche genetiche effettuate da gruppi di rilevanza internazionale? E se invece tali affermazioni fossero false, perché non si procede a smentita?

Che l’introduzione possa essere avvenuta alcuni anni prima del 2013 (anno in cui è stato diagnosticato in Puglia il batterio per la prima volta) è cosa alquanto plausibile considerando che dalle informazioni acquisite nell’areale colpito dai disseccamenti, sintomi atipici di disseccamento su olivo erano stati notati già nel 2008-2010; dai dati ora a disposizione emerge che (in condizioni di campo) dal momento dell’infezione sino alla comparsa dei sintomi possono intercorrere anche anni (3-4 anni).

Gli studiosi hanno cercato di stimare la probabile data di introduzione, fra le quali l’autore del libro fa riferimento all’arco temporale individuato durante la conferenza EFSA di Mallorca del 2017, ciò ovviamente non è da intendersi come data sin dalla quale si aveva conoscenza dell’esistenza di Xylella in Puglia.

Una risposta scientifica in tal senso è stata fornita ad aprile 2019, sulla rivista scientifica “Applied and Environmental Microbiology” è stato pubblicato il lavoro “Genomic diversity and recombination among Xylella fastidiosa subspecies” di: Mathieu Vanhove, Adam C. Retchless, Anne Sicard, Adrien Rieux, Helvecio D. Coletta-Filho, Leonardo De La Fuente, Drake C. 5tenger,e Rodrigo P. P. Almeida, che attraverso una analisi bioinformatica delle sequenze dei genomi disponibili (quindi dati reali) ha stimato come data di introduzione statisticamente più probabile in Puglia il 2008, mentre in Costa Rica la data di introduzione statisticamente più probabile è il 1943.

5. È stato detto che “la Francia ha deciso di abbandonare il problema…”. Considerato che non risulta avviato alcun procedimento d’inadempimento (infrazione) a carico della Francia, mentre al contrario sono stati resi più volte pubblici gli esiti del monitoraggio del materiale vegetale importato e del controllo di potenziali focolai sul territorio francese, cosa intende fare il Servizio Fitosanitario per impedire che il prestare credito a tale tipo di informazioni può favorire il propagarsi dell’epidemia?

Al Servizio fitosanitario pugliese non risulta che “La Francia ha deciso di abbandonare il problema”.

La Francia nella regione Provenza-Alpi – Costa Azzurra (PACA), attua misure di eradicazione e in Corsica misure di contenimento. Si rammenta che le misure di eradicazione che sono le più drastiche hanno come obiettivo Feradicazione del batterio dal territorio interessato, mentre in Corsica nonostante sia un’isola e il batterio è diffuso e insediato, si attuano misure di contenimento proprio per cercare di contenerne la diffusione.

6. È stato detto che “a Mentone hanno trovato tutti i 5 tipi” (riferendosi presumibilmente a tutte le diverse sottospecie di Xylella). E’ una affermazione che trova conferma nei documenti ufficiali?

Dai report ufficiali della Francia presentati in seno al Comitato Fitosanitario Permanente di Bruxelles e pubblicati su CIRCA (portale della Commissione) non risulta che in Francia siano stati individuate tutte le sottospecie di xylella.

Le sottospecie rilevate in Francia nella regione PACA sono: X. fastidiosa subsp. multiplex e X. fastidiosa subsp. pauca.

SS 16 Bari-Mola, C-Entra il futuro: “Avanti subito con il nuovo tracciato. Sicurezza e lavoro sono capisaldi”

SS 16 Bari-Mola, C-Entra il futuro: “Avanti subito con il nuovo tracciato. Sicurezza e lavoro sono capisaldi”
“Avanti subito con il nuovo tracciato della strada statale 16, nel tratto Bari-Mola. Sicurezza e lavoro sono i capisaldi dell’azione politica, e la soluzione progettuale proposta possiede questi requisiti e tiene in debito conto i valori ambientali”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea.
“Il nuovo tracciato della strada statale 16, nel tratto Bari-Mola, è un progetto già finanziato, ha valore regionale e non può essere valutato sulla base di istanze meramente locali.
Incidendo sulla spina dorsale della rete viaria pugliese, rappresenta il modo migliore di corrispondere alle necessità di sicurezza, in termini di tutela della vita umana, e lavoro, sia per quanto attiene alla fase di cantiere che per la crescita dei vari contesti produttivi. È insomma un intervento d’infrastrutturazione da cui deriva il più auspicato esito, cioè quello della civiltà che viene a trovarci – spiegano i sei Consiglieri-. Siamo ovviamente impegnati, come tutti, nel richiedere le migliori compatibilità del progetto con i beni ambientali e paesaggistici, e in questo senso riteniamo meritevoli della giusta attenzione tutti i rilievi delle amministrazioni locali direttamente interessate, all’unica condizione che non trascendano mai in veti ingiustificati. In questo senso ci pare che l’esperienza e la professionalità Anas possano essere considerate una garanzia”.
“Riteniamo inoltre meritevole di attenzione il fatto che alla dismissione dell’attuale tracciato potranno conseguire il risanamento e la valorizzazione a fini turistici di tutta l’area interessata. Per questo motivo – concludono -, approviamo l’attività dell’assessore Giannini e della Giunta regionale, e invitiamo tutti i colleghi consiglieri e i sindaci pugliesi, in particolare quelli del litorale Adriatico, a sostenere l’importante iniziativa progettuale”.

La maggiore autonomia delle regioni è una concessione al contenzioso, ai ritardi e alla vittoria finale della burocrazia mitomane / rassegna stampa

Dalla Rassegna Stampa di oggi >>
 
#Autonomia del Nord: la maggiore autonomia delle regioni è una concessione al contenzioso, ai ritardi e alla vittoria finale della burocrazia mitomane. Basti pensare che negli ultimi 18 anni ci sono stati 1804 liti tra Stato e regioni, di cui 111 in Puglia. E di queste la metà si sono concluse con la dichiarazione d’illegittimità costituzionale. E tutto questo alla faccia della crescita, che per avverarsi ha bisogno di meno autonomia e più libertà da un labirinto di regole prodotte da più autorità e sulle stesse materie.

Autonomia, C-Entra il futuro: “La maggiore autonomia delle regioni equivale a più contenzioso, ritardi e burocrazia mitomane. Ecco i numeri: alla faccia della crescita”

Autonomia, C-Entra il futuro: “La maggiore autonomia delle regioni equivale a più contenzioso, ritardi e burocrazia mitomane. Ecco i numeri: alla faccia della crescita”
La maggiore autonomia delle regioni è una concessione al contenzioso, ai ritardi e alla vittoria finale della burocrazia mitomane. Basti pensare che negli ultimi 18 anni ci sono stati 1804 liti tra Stato e regioni, di cui 111 in Puglia. E di queste la metà si sono concluse con la dichiarazione d’illegittimità costituzionale. E tutto questo alla faccia della crescita, che per avverarsi ha bisogno di meno autonomia e più libertà da un labirinto di regole prodotte da più autorità e sulle stesse materie”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea, commentando i dati 2001-2018 sui contenziosi davanti alla Corte costituzionale sulle competenze tra Stato e regioni, pubblicati oggi dal quotidiano «Il Sole 24 ore».
A parte la questione dei soldi sottratti alle regioni meridionali, la maggiore autonomia delle regioni susciterà un’ovvia impennata del contenzioso costituzionale. Già con l’attuale ordinamento il numero complessivo dei ricorsi negli anni 2001-2018 è stato pari a 1804, di cui 1131 conclusi con dichiarazione d’illegittimità costituzionale. E, quanto alla Puglia, il numero complessivo dei contenziosi nello stesso periodo è stato pari a 111, di cui 64 conclusi con dichiarazione d’illegittimità costituzionale” – spiegano i sei Consiglieri.
“Per dato d’esperienza – concludono –, si può dire che l’incertezza normativa derivante dai contenziosi determina un maggiore attendismo della burocrazia nell’assunzione della decisione, anche quando la singola norma impugnata non riguarda il caso concreto. È tutto ciò porta come conseguenza clamorosi ritardi da burocrazia mitomane, cioè da quel senso di potenza che non riesce a vedere l’uomo celato dietro un’istanza, con le sue aspettative e i suoi dolori, ma solo carte e puntigli per decidere, portando al minimo la responsabilità”.

Sistema sanitario locale: intervista / rassegna stampa

 

Rassegna Stampa >>

Sistema sanitario locale: per superare la sofferenza del “Perrino”, c’è bisogno di un Pta e Odc al “Di Summa”; per il nord della Provincia, appurato il buon lavoro che sta svolgendo il Pta di Fasano, spero che i lavori in corso nell’ospedale di Monopoli-Fasano siano consegnati nel minore tempo possibile. Bisogna completare la rete territoriale e portarla al massimo delle sue capacità, ma soprattutto abbattere i tempi d’attesa che sono il problema più grosso. L’approfondimento nella mia intervista su “Quotidiano” di oggi.

A Cisternino, approfondimento sul tema “5G. Benefici o rischi? La decisione politica alla prova della Scienza”

A Cisternino, approfondimento sul tema “5G. Benefici o rischi? La decisione politica alla prova della Scienza”

Domani sera, lunedì 26 agosto, alle ore 19.30, nella Villa Comunale di Cisternino sarà approfondito il tema “5G. Benefici o rischi? La decisione politica alla prova della Scienza”. L’incontro è promosso dal Comune di Cisternino.

L’introduzione sarà affidata a Martino Montanaro, Presidente del Consiglio Comunale di Cisternino. Seguiranno le relazioni del prof. Gennaro Boggia, Professore ordinario in Telecomunicazioni al Politecnico di Bari; del prof. Giuseppe Pirlo, Professore ordinario in Sistemi di Elaborazione delle Informazioni all’Università degli Studi di Bari; della dott.ssa Maddalena Schirone, Dirigente agenti fisici Arpa Puglia; del dott. Stefano Termite, Direttore del servizio igiene e sanità pubblica Asl Brindisi.

Interverranno il dott. Luca Convertini, Sindaco di Cisterino; l’avv. Fabiano Amati, Consigliere Regionale; l’avv. Vito Bruno, Direttore generale Arpa Puglia.

L’appuntamento è aperto alla cittadinanza.

 

Il PD non può accettare il negoziato su autonomia lombardo-veneta / rassegna stampa

 

Rassegna Stampa >>

Il PD non può accettare il negoziato su autonomia lombardo-veneta; un male per il sud e pure per il nord.

Avrà la nostra ostilità qualsiasi governo che dovesse portare avanti il progetto autonomista lombardo-veneto, cioè quello che si presta a fare del male al sud e pure al nord, rendendolo meridione dell’Europa. Diffidiamo pertanto i nostri partiti, in particolare il PD, dall’accettare il negoziato su questo punto e invitiamo i parlamentari pugliesi a far sentire la propria voce.

 

Autonomia del nord, C-Entra il futuro: “Il PD non può accettare il negoziato su autonomia lombardo-veneta; un male per il sud e pure per il nord”

Autonomia del nord, C-Entra il futuro: “Il PD non può accettare il negoziato su autonomia lombardo-veneta; un male per il sud e pure per il nord”

Avrà la nostra ostilità qualsiasi governo che dovesse portare avanti il progetto autonomista lombardo-veneto, cioè quello che si presta a fare del male al sud e pure al nord, rendendolo meridione dell’Europa. Diffidiamo pertanto i nostri partiti, in particolare il PD, dall’accettare il negoziato su questo punto e invitiamo i parlamentari pugliesi a far sentire la propria voce”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea.

“Tra i dieci punti indicati dal Movimento 5 Stelle per trattare sul programma del nuovo governo, c’è il rilancio del progetto autonomista proposto dalle regioni Lombardia e Veneto. Poiché su questi punti si svilupperà il confronto tra i partiti, compreso il PD, facciamo presente a chi non l’avesse ancora compreso che il progetto lombardo-veneto non consiste in una semplificazione amministrativa e quindi in una sfida a migliorarsi. Si tratta, invece, di un’iniziativa fondata sui soldi, cioè sul gettito fiscale da trattenere nelle regioni, che in materia di Iva sanitaria comporterebbe, per esempio, un probabile guadagno per il fondo sanitario veneto pari a 442 milioni e una probabile perdita per il fondo sanitario pugliese pari a 682 milioni”.

“A questo scenario – proseguono i sei Consiglieri –, si aggiunga che la prova scellerata dell’autonomia l’abbiamo già avuta con l’ultimo decreto semplificazioni, votato pure dai parlamentari pugliesi di maggioranza, che ha conferito alle regioni del nord le centrali idroelettriche, consentendo un guadagno sulla bolletta elettrica pari ad € 257 milioni, così distribuiti: 1.390 miliardi wattora di energia gratuita, per un valore di 201 milioni di euro; 20 euro per ogni kW a titolo di canoni aggiuntivi per concessioni scadute, per un valore di 30 milioni di euro; maggiorazione dei canoni per 26 milioni di euro. È inutile dire che in quella sede a nessun parlamentare, pure di opposizione, venne in mente di chiedere il medesimo trattamento per le regioni del sud, e circa la Puglia a valere sulla centrale termoelettrica di Brindisi e sulla più che abbondante produzione elettrica da fonti rinnovabili”.
“A ciò si aggiunga che questo progetto è pure malizioso e apre scenari inquietanti sugli sprechi regionali e la spesa pubblica, perché le regioni Lombardia e Veneto si limitano a chiedere le maggiori competenze e non il correlativo potere di tassare per farvi fronte. Troppo comodo, verrebbe da dire: lo Stato nazionale tassa e le regioni spendono”.

“Ma lo sanno i Presidenti delle regioni Lombardia e Veneto che se puoi spendere senza avere la responsabilità di tassare, finisce che le risorse vengono sprecate e buttate? E lo sanno che così facendo rischiano di determinare la meridionalizzazione delle regioni del nord, in un mondo in cui servono, invece, minori autonomie e maggiori libertà? Ecco, queste sono le cose su cui bisogna riflettere prima di mettere la firma su qualsiasi programma di governo” – concludono.