Liste di attesa, passo in avanti dopo discussione. La dichiarazione di Amati sul rinvio

“Non sono soddisfatto ma un passo in avanti è stato fatto in Aula con la discussione generale.

Con il rinvio alla prossima seduta speriamo di avere con noi altri consiglieri che vogliano porre rimedio ai lunghi tempi delle liste di attesa in sanità”.

Per il testo integrale della proposta di legge CLICCA QUI 

Qui la mia video dichiarazione dopo il Consiglio regionale di oggi.

 

Acqua in Puglia, Amati: “Ottima notizia il rinnovo ad Aqp della concessione per il prelievo da Caposele. Grazie alla Regione Campania”

“La Regione Campania ha rinnovato ad AQP la concessione di derivazione dell’acqua da Caposele. La concessione riguarda il prelievo di 363 litri al secondo e varrà fino al 2032, a meno che non si sottoscriva l’Accordo unico tra le regioni del distretto meridionale”.

Fabiano Amati a Caposele

Lo dichiara il Presidente della Commissione bilancio Fabiano Amati, commentando il rinnovo della concessione di grande derivazione d’acqua ad uso potabile dalla sorgente di Sanità di Caposele, rilasciato dalla Regione Campania ad AQP.

“Non si riesce forse a cogliere la grandezza di questa notizia perché l’acqua la insegna la sete e noi non la conosciamo più da oltre un secolo grazie a Caposele, alla Campania e alla costruzione del grande Acquedotto. Dietro al rinnovo della concessione c’è un lavoro immane di solidarietà e diplomazia, che tiene aperti i rubinetti di casa di quasi due milioni di pugliesi. Se ogni volta che aprissimo un rubinetto pensassimo a ciò che si nasconde oltre i tubi, cioè alla grande potenza tecnologica e alla collaborazione tra istituzioni di regioni diverse, forse comprenderemmo che è arrivato il tempo di convogliare in un’unica gestione la risorsa idrica per tutti gli usi (potabile, agricolo ed industriale) e a realizzare così una gestione a grandi economie di scala, innanzitutto per preservare la scarsità della risorsa. Ma per far ciò c’è bisogno di mettersi alle spalle l’egoismo di chi aggrappato solo sul presente, fregandomene dei debiti da lasciare in eredità”.

Consorzi di bonifica, Amati, Colonna, Pendinelli: “Autogoverno non può significare continuare a far pagare i cittadini pugliesi”

“L’autogoverno dei Consorzi di bonifica, da parte dei proprietari di immobili compresi nel loro perimetro, non può significare che la Regione Puglia, con le tasse dei cittadini, continui a farsi carico dei costi di gestione di tali Enti, perché è proprio questo lo schema che ha condotto al disastro a cui, con la legge di riforma approvata un anno e mezzo fa, stiamo cercando di porre rimedio”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Enzo Colonna e Mario Pendinelli, con riferimento alle audizioni dei rappresentanti delle associazioni del settore agricolo svoltesi questa mattina in IV commissione su una proposta di legge finalizzata a evitare il passaggio ad AQP delle funzioni irrigue dei Consorzi.
In base alla legge vigente (l.r. 3 febbraio 2017, n. 1), infatti, le funzioni irrigue dovrebbero essere trasferite ad AQP qualora, al 1° dicembre 2018, la Giunta regionale dovesse verificare il mancato “rispetto dei criteri di economicità, di equilibrio finanziario, di efficienza nei servizi resi ai consorziati”, nel quadro degli obiettivi definiti dalla medesima legge.
“La Regione – proseguono i consiglieri – ha già assunto, con la legge, il pesante impegno di farsi carico di tutti i debiti pregressi dei Consorzi. Sembra perciò francamente irricevibile l’idea di cambiare una decisione – il passaggio ad AQP – che, assicurando efficienza ed efficacia alla gestione delle funzioni irrigue, determinerebbe significativi risparmi di spesa, sinora sostenuta da tutti i cittadini pugliesi.
Come si può scambiare una norma vigente diretta a non finanziare più i Consorzi con fondi regionali con una norma che, invece, legittimerebbe di fatto la prosecuzione di questo schema? Sarebbe più utile, invece, lavorare nella direzione di individuare soluzioni finalizzate a consentire alla Regione di recuperare i circa 120 milioni di euro di crediti vantati nei confronti dei Consorzi.
Anche a voler mettere da parte i problemi contabili e finanziari richiamati – concludono i consiglieri -, siamo comunque dell’opinione che, al cospetto di un bene come l’acqua, non abbia alcun senso continuare a immaginare gestioni diverse in base ai diversi usi. È proprio la scarsità del bene acqua, infatti, che dovrebbe consigliare a tutti (e il più rapidamente possibile) di favorire processi di unificazione della sua gestione. Peraltro, sarebbe incomprensibile non proseguire su questa strada, segnata dalla legge di riforma, vantando la Puglia la piena ed esclusiva titolarità di una straordinaria azienda, AQP, la più articolata e avanzata d’Europa in materia di gestione della risorsa idrica”.

Sms per bocciare pdl liste attesa, Amati: “Il danno al reddito di pochi medici non vale più delle file al Cup”

“Se Emiliano ha un consigliere che si chiama Procacci è normale che si metta a procacciare i voti dei consiglieri regionali. È discutibile se questa attività si svolga per assecondare pochissimi medici che temono, peraltro infondatamente, di subire un danno al reddito, mettendo così in secondo piano le file dei cittadini al Cup e tutti i dati statistici in possesso della Regione”.

shutterstock 647930842 attesaLo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, con riferimento a notizie di stampa su un messaggio inviato ai capigruppo di maggioranza per orientare il voto contrario sulla proposta di legge per la riduzione delle liste d’attesa.
“La proposta di legge – prosegue Amati – sta suscitando conflitti e anche qualche colpo basso, perché non si riesce ad accettare l’idea che la legge italiana non consente che i tempi d’attesa dell’attività istituzionale non siano allineati a quelli per l’attività a pagamento. Di qui viene fuori un rumorosissimo arrampicarsi sugli specchi, fatto di circostanze e opinioni prive di ogni nesso con i terribili dati statistici che segnalano questa profonda disuguaglianza nell’accesso dei cittadini alle prestazioni sanitarie”.
“Nel corso di questi mesi – aggiunge – ho messo in risalto, senza mai avere la soddisfazione di una replica pertinente, che i dati pugliesi consegnano una notevole differenza nei tempi d’attesa per prestazioni istituzionali e a pagamento, a parità di prestazioni, personale ed ore di lavoro.
Se la legge dice che tale differenza non può sussistere, è mai possibile non intervenire con un rimedio meramente attuativo? Se la legge dice che bisogna pubblicare su internet tutti i dati analitici delle attività a pagamento, è mai possibile tollerare che alcune aziende lo facciano parzialmente ed altre per niente? Se la legge dice che i tempi d’attesa sono livelli essenziali d’assistenza, è mai possibili che diventino per nulla essenziali al cospetto di un timore di danno economico avanzato da pochissimi medici? Queste sono le domande – conclude il consigliere Amati – su cui sarebbe il caso di procacciare risposte, magari pertinenti ai dati e più accordate alle leggi”.

Liste d’attesa, Amati:”Siamo agli sms di orientamento”

Siamo ormai agli sms di “orientamento” ai Consiglieri regionali per affossare la proposta di legge sulle liste d’attesa … e purtroppo lo si fa senza conoscere i dati del problema (a me forniti dai dirigenti regionali) e col solo intento di assecondare pochi medici che temono un danno economico.
E chi pensa ai cittadini in fila ai Cup?

PS E pensare che oggi avevo scritto un articolo sul Corriere del mezzogiorno, proprio per spiegare che sulle liste d’attesa non sono ammesse disuguaglianze.

“Bloccare la prescrizione è una schifezza”

Bloccare la prescrizione è una schifezza: significa scaricare sui cittadini, soprattutto i più deboli, il disordine dello Stato nel celebrare in tempi brevi i processi. La prescrizione penale è una regola di comportamento ordinato che lo Stato impone a se stesso. La proposta di modifica, invece, è un modo per violare la regola dell’ordine, legalizzando il disordine. Ho l’impressione che vogliono costruire uno Stato dove i cittadini sono tutti colpevoli e gli innocenti dei semplici delinquenti non ancora scoperti. Se crediamo ancora nella libertà, dobbiamo reagire con durezza a questo disegno, perché se togli il diritto – si chiese Sant’Agostino – cosa resta dello Stato? Una grossa banda di briganti, fu la risposta. Ecco le mie dichiarazioni sulla Gazzetta di oggi.

Fasano e il Festival della Scienza nel programma Benvenuti in Puglia

Il Festival della scienza di Fasano sarà al centro del programma “Benvenuti in Puglia” in onda oggi – domenica 4 novembre – alle 18.30, sull’emittente televisiva a diffusione nazionale 7GOLD (visibile in Puglia sul canale 77 del digitale terrestre).

Il programma, dedicato alle attrattive turistiche del tacco d’Italia, ha realizzato un approfondimento sulla città di Fasano e sul Festival della scienza che si è svolto dal 13 al 21 ottobre organizzato dal Comune di Fasano e finanziato dalla Regione Puglia con la collaborazione di scuole e università.

All’interno della trasmissione ci saranno le interviste al consigliere regionale Fabiano Amati e al sindaco di Fasano Francesco Zaccaria.

Inoltre il format potrà essere visto anche su varie emittenti televisive locali che trasmettono nel territorio regionale pugliese. Di seguito giorni e orari:

TELEBARI – CH 12 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 19.30
lunedì 5 novembre alle ore 21.30

TELEFOGGIA – CH 12 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 19.00
lunedì 5 novembre alle ore 10.30

TELEREGIONE – CH 14 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 20.00
lunedì 5 novembre alle ore 13.30

STUDIO 100 – CH 15 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 18.30
lunedì 5 novembre alle ore 18.30

TELESVEVA – CH 17 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 21.00

TELEDEHON – CH 18 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 20.20
lunedì 5 novembre alle ore 16.00

DELTA TV – CH 78 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 18.30
lunedì 5 novembre alle ore 22.00

TELEDAUNA – CH 87 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 20.00
lunedì 5 novembre alle ore 14.30/18.00/20.00

TELECATTOLICA – CH 110 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 18.40 e alle ore 20.05

CANALE 2 – CH 114 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 18.45

PUGLIA TV – CH 116 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 19.00
lunedì 5 novembre alle ore 15.00

EURONEWS PUGLIA – CH 178 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 17.30
lunedì 1 ottobre alle ore 20.30

TELETRANI – CH 188 DEL DIGITALE TERRESTRE
domenica 4 novembre alle ore 20.15
lunedì 5 novembre alle ore 21.30

Dibattito sulla sanità in Puglia a Martina Franca

Sabato 3 Novembre alle ore 17.00 a Martina Franca nella sede Anteas (piazza del Plebiscito 15) dibattito sulla sanità in Puglia e sul futuro degli ospedali organizzato dall’associazione Upward.

Relatori i consiglieri regionali Fabiano Amati e Donato Pentassuglia; Saveria Esposito Direttore del distretto socio sanitario 5 Martina Franca Crispiano; Mino Bellanova del dipartimento Sanità CGIL Taranto,
Pino Pulito consigliere comunale di Martina Franca.

Testo proposta di legge per abbattere le liste di attesa in sanità

PROPOSTA DI LEGGE:

Misure per la riduzione delle liste d’attesa in sanità – Primi provvedimenti.”

Relazione

Il presente progetto di legge è diretto a dettare misure per contenere il fenomeno delle liste d’attesa per prestazioni sanitarie in ambito ospedaliero o territoriale.

Le disposizioni proposte non possono essere considerate esaustive, perché la materia è dotata di notevole complessità tecnica e molto esposta a semplificazioni emotive e meramente percettive.

Tali problematiche non possono tuttavia giustificare diserzioni, sia pur con la tecnica della prudenza, perché coinvolgono una domanda di salute (e di diagnostica) che per natura contraddice attese e ritardi.

In tale prospettiva risulta necessario, innanzitutto, offrire un quadro di monitoraggio quanto più dettagliato ed avanzato – rispetto al vigente censimento fondato sulle prestazioni indice -, in grado di rendere visibile, struttura per struttura (ospedaliera o territoriale), il quadro complessivo dei tempi sia sulle prestazioni istituzionali che in quelle libero professionali intramurarie (articolo 1 del presente progetto), che è argomento che per molti versi si intreccia con quello più generale delle liste d’attesa: prova ne sia che diverse disposizioni sull’attività libero professionale intramurarie, contenute nel regolamento regionale 11 febbraio 2016 n. 2, reclamano opportune intersezioni con la questione delle liste d’attesa.

È noto che il nostro ordinamento consente l’attività libero-professionale intramuraria. Essa è l’attività esercitata dalla dirigenza medica e non medica del ruolo sanitario, personalmente o in équipe, fuori dell’orario di lavoro, in favore e su libera scelta dell’assistito pagante, ad integrazione e supporto dell’attività istituzionalmente dovuta.

L’attività viene esercitata in strutture ambulatoriali interne o esterne all’azienda sanitaria, pubbliche o private non accreditate, con le quali l’azienda stipula apposita convenzione. Sono comprese anche le attività di diagnostica strumentale e di laboratorio, di day hospital, di day surgery e di ricovero, nonché le prestazioni farmaceutiche ad esso collegate, sia nelle strutture ospedaliere che territoriali, con oneri a carico dell’assistito, di assicurazioni o dei fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale di cui all’articolo 9 del decreto legislativo n. 502 del 1992.

L’attività è autorizzata sulla base di singoli regolamenti aziendali, ove figurano varie condizioni d’esercizio.

Un monitoraggio in comparazione tra tempi d’attesa per prestazioni istituzionali e attività intramuraria, da cui emerga un disallineamento (vietato) problematico a carico delle prestazioni istituzionali, non può trovare vuoti normativi (di particolare rigore) per ripristinare – in tempi brevi – la differenza, anche per respingere eventuali sospetti sulla artificiosa funzionalità delle liste d’attesa alla crescita dell’attività libero-professionale.

Colmare il vuoto normativo pone dinanzi a un bivio: più controlli o più responsabilità competitiva?

La presente proposta di legge sceglie la responsabilità competitiva, con gli articoli 2, 3 e 4.

La figura del Responsabile Unico aziendale delle Liste d’Attesa (RULA), collega le esigenze di monitoraggio con quelle di controllo all’interno di una visione non limitata alla singola struttura o specialità ma all’intera azienda, attribuendogli facoltà di sostegno e affiancamento nel procedimento di riequilibrio nell’erogazione dei tempi delle prestazioni, nei due diversi segmenti dell’attività istituzionale e libero-professionale (articolo 2). Sono previste, sempre con l’articolo 2, regole per la predisposizione del Piano aziendale sulle liste d’attesa, per la nomina e la valutazione dei RULA e per la istituzione del coordinamento regionale dei RULA.

L’articolo 3 comma 1 dispone – sempre nell’ambito del principio di responsabilità competitiva – l’automatismo della sospensione dell’attività libero professionale qualora dai dati di monitoraggio dovessero risultare tempi disallineati, per indirizzare tutte le dotazioni umane e strumentali del servizio interessato al recupero di una tempistica più adeguata così da poter tornare rapidamente (articolo 4) ad assicurare la scelta tra i diversi regimi al paziente.

Il comma 2 dell’articolo 3 prescrive a carico del Direttore generale dell’azienda la possibilità di impartire disposizioni ulteriori, integrative o in deroga all’atto aziendale, così da sostenere il processo di rientro rapido nei tempi.

L’articolo 5, infine, istituisce il Piano di governo regionale delle liste d’attesa, da adottarsi da parte della Giunta regionale entro 60 giorni, in cui far confluire per obiettivi e con tempistica determinata il complesso delle questioni attinenti alle liste d’attesa.

Fabiano Amati

Napoleone Cera

Vincenzo Colonna

Ruggiero Mennea

Clausola di invarianza:

La presente legge non comporta variazioni in aumento o in diminuzione a carico del bilancio regionale.

Testo articolato:

Articolo 1

(Monitoraggio e pubblicazione dei dati)

  1. Con scadenza bimestrale, e comunque non oltre il quinto giorno del bimestre successivo, i Direttori generali delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliero-universitarie e degli IRCCS di diritto pubblico, provvedono a pubblicare sul relativo sito istituzionale i dati di monitoraggio sui tempi d’attesa nell’erogazione di tutte le prestazioni eseguite nell’ambito delle attività istituzionale e dell’attività libero professionale intramuraria (ALPI).
  2. Le pubblicazioni di cui al comma precedente devono riferirsi ad ogni singola struttura ospedaliera o territoriale autorizzata all’erogazione ed aggregati per lo stesso tipo di prestazione.

Articolo 2

(Responsabile unico aziendale delle liste d’attesa)

  1. Entro e non oltre quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i Direttori generali delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliero-universitarie e degli IRCCS di diritto pubblico provvedono a nominare il Responsabile Unico aziendale delle Liste d’Attesa (RULA), a cui attribuiscono le funzioni e gli obiettivi tematici e temporali contenuti nel Piano aziendale sulle liste d’attesa da adottare con validità annuale.
  2. Il RULA è responsabile dell’attuazione e del raggiungimento degli obiettivi contenuti nel Piano aziendale sulle liste d’attesa, delle attività di cui all’articolo 1, provvede al controllo sull’avvenuto adempimento e adeguamento alle disposizione di cui all’articolo 3 e assume i provvedimenti di cui all’articolo 4.
  3. I RULA devono essere nominati tra il personale in servizio presso le rispettive organizzazioni sanitarie, dotati di qualifica dirigenziale ed esperienza coerente con la funzione da assolvere. Il mancato raggiungimento degli obiettivi indicati dal Piano aziendale sulle liste d’attesa comporta la mancata erogazione della retribuzione di risultato.
  4. Con Decreto del Presidente della giunta regionale, i RULA sono organizzati in coordinamento regionale presieduto dallo stesso Presidente della Giunta regionale o da suo delegato, con competenza funzionale a monitorare l’andamento del processo di riduzione dei tempi d’attesa, a proporre iniziative di coordinamento tra le diverse organizzazioni sanitarie finalizzate a ridurre eventuali disomogeneità territoriali nella gestione delle liste d’attese e a proporre iniziative di supporto reciproco tra le diverse organizzazioni regionali sanitarie per superare condizioni di particolare criticità.

Articolo 3

(Sospensione dell’attività libero professionale intramuraria)

  1. Qualora a seguito del monitoraggio di cui all’articolo 1 i tempi di erogazione della prestazione nei regimi istituzionale e ALPI risultino non allineati ed i tempi di attesa della prestazione istituzionale siano superiori di più di cinque giorni rispetto a quella erogata in ALPI, l’attività relativa in regime ALPI è sospesa per dettato di legge.
  2. Nel periodo di sospensione di cui al comma 1, il Direttore generale provvede ad impartire al responsabile della specialità sottoposta a sospensione ulteriori istruzioni, anche integrative o in deroga all’atto aziendale, per contrarre i tempi d’attesa nel regime istituzionale.
  3. Tra i provvedimenti integrativi o in deroga di cui al comma 2 rientra un programma finalizzato di incentivi economici in favore del personale della specialità sospesa, a valere sul fondo aziendale vincolato alla riduzione delle liste d’attesa, solo qualora il motivo del disallineamento sia motivatamente dovuto a carenze strutturali o di organico.

Articolo 4

(Durata della sospensione)

  1. La sospensione di cui all’articolo 3 è revocata qualora i tempi d’attesa in regime istituzionale siano allineati con quelli in regime ALPI che determinarono la sospensione.
  2. Per le prestazioni sottoposte a più periodi di sospensione nell’arco di un biennio, ai sensi dell’articolo 3 comma 1, la revoca di cui al comma 1 interviene trascorso un anno dall’avvenuto allineamento con i tempi in regime ALPI che determinarono l’ultima sospensione.

Articolo 5

(Piano regionale per il governo delle liste d’attesa)

  1. La Giunta regionale provvede ad adottare, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, il Piano regionale per il governo delle liste d’attesa per l’accesso alle prestazioni sanitarie.
  2. Il Piano deve essere redatto per obiettivi e tempi di raggiungimento, ed aggiornato ogni anno.

Articolo 6

(Entrata in vigore)

Gli articoli 3 e 4  si applicano trascorsi 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

 

 

 

Sanità, Amati: “Su liste d’attesa Emiliano sbaglia e lo dicono i dati raccolti dalla Regione”

“Il Presidente Emiliano sbaglia e proverò a fargli cambiare idea. La nostra proposta di legge per la riduzione delle liste d’attesa non colpevolizza i medici ma li rende protagonisti della missione di ridurle. Così come chiedono i cittadini e come prescrive la legge, il contratto dei medici e pure il nostro ottimo regolamento.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione bilancio della Regione Puglia Fabiano Amati, commentando le dichiarazioni rese oggi dal Presidente della Giunta regionale della Puglia Michele Emiliano a margine di un convegno sull’accoglienza nelle strutture sanitarie regionali.

“L’attività a pagamento non è una sorta di libera professione dentro l’ospedale, o un aiuto fuori dall’orario di lavoro che i medici danno per abbattere le liste d’attesa. È invece una possibilità offerta ai pazienti di scegliersi il medico, diventata però un rimedio per scalare le lunghe attese per le visite istituzionali.

Che di questo si tratti è provato dal fatto che dai dati raccolti dalla Regione risulta che i tempi d’attesa siano profondamente disallineati, per le classi di priorità breve e differita, e a parità di numero di prestazioni, personale impiegato e ore di lavoro dedicate.

A questo si aggiunga che l’attività libero professionale determina un sensibile disavanzo a carico dei bilanci delle aziende sanitarie e ospedaliere, come risulta da uno studio effettuato dal Consiglio regionale, e che tutto il sistema di trasparenza e di contabilità analitica previsto dalla legge sulla materia dell’intramoenia risulta generalmente eluso. A questo proposito stiamo ancora attendendo la pubblicazione completa dei dati sui siti internet delle aziende sanitarie, ospedaliere e dell’Università.

Sarebbe certamente da schiocchi pensare che la nostra proposta di legge possa risolvere tutto il problema dell’attesa in sanità, ma è verosimile che le sue disposizioni possano aiutare a ridurre fortemente il suo impatto nella vita delle persone.

Spero pertanto che la nostra proposta di legge sia approvata al più presto, e si evitino le parole della colpa a carico degli uni o degli altri, perché l’unica colpa sarebbe non sentirsi in colpa, non occuparsene o sminuire la portata del problema che abbiamo da risolvere”.