Eni-Versalis Brindisi, Amati: “Garanzie per lavoro diretto e indotto. Rivedere accordo, come in Sicilia, e la firma pugliese ci sarà.”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati

«La Regione Puglia non ha ancora sottoscritto l’accordo con Eni e Versalis perché mancano garanzie chiare e vincolanti per i lavoratori diretti e per tutto l’indotto industriale. Non è una questione formale, ma sostanziale: si tratta di assicurare continuità produttiva, tutela occupazionale e sviluppo reale del territorio.

Il piano di trasformazione industriale può essere una grande opportunità per Brindisi e per la Puglia, ma deve camminare insieme alla certezza del lavoro. È necessario prevedere tutele concrete per chi oggi lavora negli impianti e per le imprese dell’indotto che da anni ne sostengono l’attività. Senza questo, nessuna riconversione potrà dirsi giusta.

Servono impegni chiari: il mantenimento dei livelli occupazionali per i lavoratori diretti, percorsi di riqualificazione professionale per accompagnare la transizione, e strumenti di garanzia per l’indotto, in modo che le aziende locali continuino a produrre, investire e impiegare manodopera nel territorio. La transizione non può significare abbandono, ma evoluzione condivisa.

Abbiamo visto come in altre regioni, penso alla Sicilia, si sia raggiunto un equilibrio migliore tra innovazione produttiva e garanzie sociali, ampliando le clausole dell’accordo originario. È quella la strada da seguire: rivedere l’accordo, inserire garanzie solide e misurabili, e allora la firma pugliese ci sarà, senza esitazioni, a suggellare un connubio tra amministrazione pubblica e imprese.

Non siamo contrari al cambiamento industriale, anzi lo vogliamo e lo accompagniamo con determinazione. Ma il cambiamento, per essere credibile, deve essere giusto. E la giustizia, in questo caso, si misura in posti di lavoro, in dignità e in futuro per chi oggi vive di quell’attività.
Ringrazio per l’impegno sulla gerenza il Dipartimento Sviluppo economico della Regione e la task force lavoro regionale.»

SMA, Amati: “Diagnosticato il 13° caso a quattro giorni dalla nascita. Lo screening si conferma salva vita. Che gioia!”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

“Diagnosticato il tredicesimo caso di SMA a quattro giorni dalla nascita, nell’ambito dello screening obbligatorio attivo dal dicembre 2021. Lo screening obbligatorio si rivela salva vita. Che gioia!
Si tratta di un caso di malattia con tre copie del gene SMN2 (nella diagnosi clinica del passato si sarebbe detto SMA2) e, per la seconda volta nella storia dello screening obbligatorio, sarà trattato con la terapia genica, se il test anticorpale sul vettore virale sarà negativo.
Ad oggi, ossia da quando è cominciato lo screening obbligatorio, sono stati esaminati 100.740 bambini nati in Puglia, praticamente tutti, e oltre ai casi individuati con lo screening nessun altro bambino ha ricevuto la diagnosi in fase sintomatica, cioè quando sarebbe un po’ troppo tardi. Questo significa che la rete dello screening obbligatorio è a maglie strettissime e non sfugge nessuno.
Ringrazio ancora una volta il direttore del Laboratorio di Genetica del Di Venere di Bari, Mattia Gentile, e il suo staff; i componenti dell’Unità Operativa di Neurologia dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII, con il dirigente Delio Gagliardi; la Farmacia Ospedaliera dell’A.O.U. Policlinico – Giovanni XXIII, con lo staff di Galenica coordinato da Anna Rita Gasbarro, e l’Area amministrativa dedicata.”

SMA – ELENCO DEI CASI DIAGNOSTICATI

Caso 1 – SMA con due copie di SMN2. Data di nascita 4 aprile 2022; data di diagnosi 11 aprile 2022; data somministrazione terapia genica 27 aprile 2022. Ad oggi nessun segno di malattia e cammina. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Caso 2 – SMA con tre copie di SMN2. Data di nascita 10 giugno 2022; data di diagnosi 17 giugno 2022; data avvio terapia non genica 1 luglio 2022. Ad oggi nessun segno di malattia e cammina. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Caso 3 – SMA con due copie di SMN2. Data di nascita 29 ottobre 2022; data di diagnosi 7 novembre 2022; data somministrazione terapia genica 18 novembre 2022. Ad oggi nessun segno di malattia e deambula autonomamente. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Caso 4 – SMA con due copie di SMN2. Data di nascita 31 maggio 2023; data di diagnosi 7 giugno 2023; data somministrazione terapia genica 16 giugno 2023 (dopo 16 giorni dalla nascita e 9 giorni dalla diagnosi). Ad oggi deambula autonomamente con qualche incertezza. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Caso 5 – SMA con due copie di SMN2. Data di nascita 6 ottobre 2023; data di diagnosi 12 ottobre 2023 (dopo 6 giorni dalla nascita); data somministrazione terapia genica 19 ottobre 2023. Ad oggi nessun segno di malattia e processo di crescita coerente con l’età. Deambula autonomamente. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Caso 6 – SMA con quattro copie di SMN2. Data di nascita 17 ottobre 2023; data di diagnosi 24 ottobre 2023; data avvio terapia non genica 6 novembre 2023. Ad oggi deambula autonomamente. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Caso 7 – SMA con tre copie di SMN2. Data di nascita 28 novembre 2023; data di diagnosi 6 dicembre 2023; data avvio terapia non genica 13 dicembre 2023. Ad oggi nessun segno di malattia e processo di crescita coerente con l’età. Tiene la stazione eretta autonomamente. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Caso 8 – SMA con tre copie di SMN2. Bambino di 6 anni, fratello maggiore di un bimbo intercettato (caso 7) con lo stesso difetto genetico, che non aveva ancora sviluppato la malattia (3 copie di SMN2 con variante benigna). Diagnosticato il 15 febbraio 2024 grazie al counseling genetico fatto sulla famiglia. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Caso 9 – SMA con due copie di SMN2. Data di nascita 30 marzo 2024; data diagnosi 4 aprile 2024; data terapia genica 12 aprile 2024. Ad oggi deambula con appoggio. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Caso 10 – SMA con quattro copie di SMN2. Data di nascita 4 agosto 2024; data diagnosi 9 agosto 2024; nessuna terapia, strategia “wait and see”. Sviluppo psicomotorio normale. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Caso 11 – SMA con due copie di SMN2. Data di nascita 17 aprile 2025; data diagnosi 23 aprile 2025; data avvio terapia non genica 26 aprile 2025; terapia genica il 26 maggio 2025. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up. Allo stato la crescita è coerente.

Caso 12 – SMA con tre copie di SMN2. Data di nascita 26 giugno 2025; data diagnosi 1 luglio 2025; terapia genica l’8 luglio 2025. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up. Allo stato la crescita è coerente.

Caso 13 – SMA con tre copie di SMN2. Data di nascita 24 ottobre 2025; data diagnosi 28 ottobre 2025; in attesa della somministrazione della terapia genica. Gestito in Puglia, presso il Di Venere per la diagnosi e il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

BAMBINO PALESTINESE
Diagnosi clinica di SMA1 a 5 mesi in Cisgiordania. Trattato con Risdiplam.
All’età di 11 mesi arrivava in Italia, reggendo il capo con difficoltà e in maniera incostante. Trattato con terapia genica l’11 aprile 2024. Attualmente tiene la posizione seduta in autonomia. Gestito in Puglia, presso il Giovanni XXIII per terapia e follow up.

Giovanni XXIII, Amati: “Ministeri impongono passaggio alla ASL Bari e chiedono dettagli per la lunga procedura di autonomia. Eseguire subito o ANAC.”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati
«Il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero della Salute, con parere congiunto, hanno imposto ai burocrati della Regione Puglia, della ASL Bari e del Policlinico di Bari di attuare la prima fase prevista dalla legge regionale: il trasferimento del plesso pediatrico Giovanni XXIII alla ASL di Bari, come passaggio propedeutico alla piena autonomia dell’ospedale. Si tratta, in sostanza, di una richiesta di conformarsi alla procedura transitoria prevista dalla legge, quindi una questione di legalità, prima di poter istituire l’Azienda ospedaliera autonoma, così come deciso dal Consiglio regionale. Il Ministero ha chiesto inoltre alla Regione di integrare la documentazione con il Programma Operativo 2025-2027, l’aggiornamento della rete ospedaliera ai sensi del DM 70/2015, e i dettagli del piano assunzionale per il triennio 2026-2028, al fine di valutare pienamente la sostenibilità economico-finanziaria e organizzativa della nuova azienda pediatrica. La Regione Puglia ha già trasmesso un piano che prevede il potenziamento di tutti i reparti pediatrici, la creazione di percorsi integrati ad alta complessità (cardiochirurgia, neurochirurgia, ortopedia, genetica, nefrologia, urologia, malattie metaboliche) e una riduzione del disavanzo, oggi attestato a oltre 18 milioni di euro annui. Tutte le azioni sono finalizzate a trattenere in Puglia i piccoli pazienti, riducendo la mobilità passiva e facendo del Giovanni XXIII un punto di riferimento nazionale. Ora il Governo chiede di rispettare l’iter procedurale e di fornire ulteriori dati di dettaglio per completare la valutazione. È un passaggio tecnico, ma necessario per consolidare definitivamente l’autonomia dell’ospedale pediatrico pugliese; ma tutto questo è un procedimento lungo che non consente a nessuno di violare la legge sul passaggio transitorio alla ASL Bari. Ne deriva che, se il transito provvisorio alla ASL Bari non si dovesse eseguire subito, denuncerò l’accaduto all’ANAC, facendo presente che ogni eventuale disavanzo a partire dal 1° gennaio 2025 dovrà essere valutato a titolo di responsabilità amministrativa dei responsabili. Bisogna andare avanti, con la determinazione di sempre, perché i bambini non possono aspettare i tempi dei burocrati e le loro eventuali complicità con le baronie sanitarie.».

ADI BR, Amati: “No proroga né gara ponte. Non si perda tempo. Altrimenti bisognerà dare conto.”

Comunicato stampa dell’assessore e consigliere regionale Fabiano Amati.

“L’ho detto anche alla prima riunione di ieri sera con gli operatori. Per la gestione dell’assistenza domiciliare della ASL Brindisi, in scadenza il 30 novembre prossimo, non è possibile né una proroga all’attuale gestione né una gara ponte. Perciò, l’ipotesi in circolazione su presunti tavoli tecnici, peraltro discutibile nella composizione, non ha nessun motivo di essere. Si possono fare solo due cose: valutare la convenienza della gestione diretta, come credo, e a partire dal prossimo 1° dicembre far transitare il personale nella ASL, nelle more del concorso; oppure procedere con una gestione diretta ponte (altro che gara ponte), nell’attesa di valutare la convenienza della gestione esterna, ma non credo sia così, e procedere alla gara.
Ipotesi diverse, magari fantasiose, mi obbligheranno a investire le autorità competenti sui conti pubblici e sulla legittimità delle procedure.
Anche perché i dirigenti regionali – che ringrazio ancora una volta – hanno parlato chiaro: non si può procedere a gara, anche nella forma ponte, e bisogna attenersi in ogni caso alle determinazioni del Dipartimento Salute.”

ZES, Amati: “La semplificazione non può essere rallentata. Propongo protocollo d’intesa ZES – Regione. Ecco il testo”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati

«La ZES Unica è nata per semplificare, non per tornare indietro. Per questo propongo un protocollo d’intesa chiaro e operativo tra Regione Puglia e Struttura di Missione ZES, che tuteli la rapidità dei procedimenti e la certezza dei tempi, senza ricadere nelle lungaggini delle varianti urbanistiche, che rischierebbero di riportarci ai tempi lunghi da cui vorremmo uscire.

L’Autorizzazione Unica ZES deve restare il cuore della semplificazione: tempi brevi, procedure integrate e trasparenza amministrativa. Se si tornasse al vecchio schema delle varianti ordinarie agli strumenti urbanistici, si cancellerebbe di fatto la missione della ZES, con istruttorie che potrebbero durare anche tre o quattro anni. Sarebbe un disastro per le imprese e per l’attrattività del nostro territorio.

Il protocollo d’intesa che propongo, in grado di orientare il lavoro dei dirigenti e dei funzionari regionali e comunali, deve servire – come afferma la sua stessa premessa – ad accorciare i tempi, senza ambiguità e con estrema chiarezza. Ecco perché ritengo necessario introdurre nel testo tempi certi anche per le istruttorie di VIA e una gestione coordinata che mantenga allineati i procedimenti regionali con quelli dell’Autorizzazione Unica.

La ZES Unica è una legge speciale per lo sviluppo dei territori, non un esercizio burocratico. E i numeri lo dimostrano: mi risulta che ad oggi siano state rilasciate 850 Autorizzazioni Uniche nelle otto regioni ZES, per 40 miliardi di nuovi investimenti e 35.000 nuovi posti di lavoro, senza un euro di spesa pubblica.

La Puglia deve restare in questa traiettoria. Il nostro obiettivo è semplificare, attrarre investimenti, creare lavoro. E per farlo serve una pubblica amministrazione che cammini al passo della celerità, non a quello della lentezza.

Devo dare atto, per il giusto riconoscimento e ringraziamento, che nella prospettiva di un protocollo d’intesa sono da mesi impegnati i Dipartimenti Ambiente (direttore Paolo Garofoli) e Sviluppo Economico della Regione (direttrice Gianna Berlingerio), che attendono solo di esserne dotati attraverso la condivisione con la Struttura di Missione ZES e l’approvazione della Giunta regionale.».

BOZZA PROTOCOLLO DI INTESA Regione Puglia ZES UNICA

I pagamenti della settimana. Dalla Regione oltre 189,9 milioni di euro: 66,6 milioni per investimenti e 76 Comuni pugliesi beneficiari

Report settimanale dal 17 al 23 ottobre 2025 sui mandati di pagamento della Regione Puglia.

Comunicato stampa

Nel periodo compreso tra il 17 e il 23 ottobre 2025, la Regione Puglia ha disposto pagamenti per un valore complessivo di 189,9 milioni di euro, confermando la solidità della propria gestione finanziaria e la costanza nell’attuazione della spesa pubblica.

La parte più rilevante, pari a 66,6 milioni di euro, è stata destinata a spese in conto capitale, cioè investimenti per opere pubbliche, infrastrutture, interventi ambientali e di sviluppo urbano. I restanti 123,3 milioni hanno coperto spese correnti e servizi, incluse le risorse per la sanità e per il funzionamento ordinario dell’amministrazione regionale.

Un’attenzione particolare è andata ai territori, con 76 Comuni raggiunti dai mandati di pagamento della settimana e oltre 11,6 milioni di euro complessivi erogati.

A guidare la classifica dei beneficiari c’è Trani, con 1,49 milioni di euro per il progetto di riutilizzo irriguo delle acque reflue affinate, un investimento strategico per l’agricoltura e la sostenibilità idrica. Seguono Molfetta, che riceve 1,25 milioni di euro tra Buoni Servizio per anziani e disabili e contributi per le spese elettorali, e Barletta, con 966 mila euro tra welfare e misura “Patto di Cura”.

Risorse importanti anche per Putignano (598 mila euro) e Monteleone di Puglia (433 mila euro per la messa in sicurezza dell’ex discarica), mentre a San Donaci arrivano 368 mila euro per il progetto culturale “SMART-IN”, dedicato alla valorizzazione dei luoghi archeologici. Martina Franca ottiene 363 mila euro per il rinnovo del parco autobus del trasporto pubblico urbano, e Vico del Gargano, Giurdignano, Martano, San Ferdinando di Puglia e Manduria beneficiano di fondi destinati al welfare territoriale e alle reti pluviali.

Completano il quadro numerosi interventi diffusi, da San Vito dei Normanni a Motta Montecorvino, da Triggiano e Altamura fino a Corato, Lucera, Bitonto e Monopoli, segno di una presenza capillare della Regione nel sostegno alle comunità locali.

Un insieme di risorse che racconta una Puglia in movimento, impegnata a rafforzare infrastrutture, servizi sociali, ambiente e cultura, con interventi che migliorano concretamente la qualità della vita dei cittadini.

Tutti i dettagli sono riportati negli schemi allegati.

Nel complesso, gli oltre 189,8 milioni di euro pagati in settimana si suddividono in circa 123,3 milioni per spese correnti, circa 66,5 milioni per spese in conto capitale.

Riepilogo

Tutti i Comuni beneficiari di pagamenti in questa settimana (dal 17.10.2025 al 23.10.2025).

COMUNE DI TRANI

1.497.170

COMUNE DI MOLFETTA

1.255.261

COMUNE DI BARLETTA

966.813

COMUNE DI BARI

739.454

COMUNE DI PUTIGNANO

598.495

COMUNE DI MONTELEONE DI PUGLIA

433.495

COMUNE DI SAN DONACI

368.131

COMUNE DI MARTINA FRANCA

362.971

COMUNE DI VICO DEL GARGANO

315.486

COMUNE DI GIURDIGNANO

311.790

COMUNE DI MARTANO

298.973

COMUNE DI SAN FERDINANDO DI PUGLIA

289.373

UNIONE COMUNI TERRA DI LEUCA

277.847

COMUNE DI MANDURIA

270.391

COMUNE DI SANTERAMO IN COLLE

214.436

COMUNE DI SAN VITO DEI NORMANNI

202.516

COMUNE DI MOTTA MONTECORVINO

194.371

COMUNE DI SANT’AGATA DI PUGLIA

178.212

COMUNE DI TRIGGIANO

165.784

COMUNE DI ALTAMURA

138.664

COMUNE DI PATU’

128.658

COMUNE DI CORATO

122.217

COMUNE DI LUCERA

116.768

COMUNE DI BITONTO

115.340

COMUNE DI MONOPOLI

114.348

COMUNE DI GRUMO APPULA

97.141

COMUNE DI MIGGIANO

86.756

COMUNE DI GRAVINA IN PUGLIA

82.030

COMUNE DI MANFREDONIA

81.934

COMUNE DI MODUGNO

76.409

COMUNE DI NARDO’

70.320

COMUNE DI ALBERONA

69.094

COMUNE DI MOLA DI BARI

63.231

COMUNE DI CORIGLIANO D’OTRANTO

59.716

COMUNE DI GIOIA DEL COLLE

57.001

COMUNE DI PRESICCE-ACQUARICA

56.000

COMUNE DI CONVERSANO

54.638

COMUNE DI TERLIZZI

52.511

COMUNE DI RUVO DI PUGLIA

52.173

COMUNE DI NOICATTARO

50.923

COMUNE DI GIOVINAZZO

49.555

COMUNE DI PALO DEL COLLE

45.766

COMUNE DI VALENZANO

45.735

COMUNE DI FAETO

45.000

COMUNE DI ACQUAVIVA DELLE FONTI

44.491

COMUNE DI CASTELLANA GROTTE

42.860

COMUNE DI POLIGNANO A MARE

41.400

COMUNE DI RUTIGLIANO

41.125

COMUNE DI CASTELNUOVO DELLA DAUNIA

40.448

COMUNE DI NOCI

39.957

COMUNE DI CASAMASSIMA

38.234

COMUNE DI CASALNUOVO MONTEROTARO

37.913

COMUNE DI ADELFIA

36.917

COMUNE DI CAPURSO

33.691

COMUNE DI POGGIORSINI

30.660

COMUNE DI CASSANO DELLE MURGE

30.418

COMUNE DI CELENZA VALFORTORE

30.000

COMUNE DI TURI

29.949

COMUNE DI LOCOROTONDO

28.630

COMUNE DI ORIA

26.250

COMUNE DI BITRITTO

25.421

COMUNE DI BITETTO

24.975

COMUNE DI SANNICANDRO DI BARI

24.799

COMUNE DI ALBEROBELLO

21.600

COMUNE DI TORITTO

21.166

COMUNE DI STORNARELLA

20.000

COMUNE DI SAMMICHELE DI BARI

16.935

COMUNE DI SPONGANO

15.402

COMUNE DI MARTIGNANO

15.000

COMUNE DI CELLE DI SAN VITO

13.129

COMUNE DI CELLAMARE

13.058

COMUNE DI MATINO

9.395

COMUNE DI MESAGNE

9.000

COMUNE DI MELENDUGNO

7.000

COMUNE DI BINETTO

5.699

COMUNE DI STATTE

549

Totale complessivo

11.688.967

Il totale dei pagamenti emessi dal 1° gennaio al 23 ottobre 2025 ammonta 10.111.305.436 euro.

Riepilogo

ADI Brindisi, Amati: “Regione chiede chiarimenti su tutto: costi, farmaci, auto, telemedicina. La trasparenza è un dovere.”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati

«La Regione ha chiesto alla ASL di Brindisi di chiarire ogni aspetto della gestione dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI): dai farmaci ai dispositivi, dai costi complessivi all’uso delle auto aziendali, dai sistemi di telemedicina alla privacy dei pazienti.
Una richiesta completa e dettagliata, che arriva a conferma del dovere di verifica che incombe sulla Pubblica amministrazione, a dispetto di ogni polemica strumentale e politicizzata posta in essere dagli amministratori della cooperativa San Bernardo.
La nota regionale, in riscontro alla prima relazione inviata dalla ASL, amplia il fronte degli approfondimenti e chiede di esibire varia documentazione:
il protocollo operativo sulla fornitura diretta di farmaci e materiali sanitari ai pazienti ADI;
una relazione sulle modalità di acquisizione e la rendicontazione dei costi sostenuti negli anni;
chiarimenti sull’identità del Responsabile della Collaborazione Gestionale (RE.CO.GE.);
precisazioni sulle autorizzazioni sanitarie relative alle attività svolte; la ripartizione del contratto triennale 2022-2025 da 30 milioni di euro, con copia integrale dell’accordo;
spiegazioni sull’uso del parco auto aziendale, cresciuto a oltre 100 vetture rispetto alle 12 previste dal progetto originario, per capire chi ne sostiene i costi e con quale titolo; il modello di approvvigionamento e dispensazione di farmaci e materiali di consumo, con analisi dei costi e delle modalità prescrittive;
le condizioni di utilizzo dei dispositivi ASL per il telemonitoraggio, comprese le eventuali spese a carico del SSR;
le garanzie sul trattamento dei dati personali nei sistemi di telemedicina; copia delle fatture mensili emesse;
il dettaglio dei servizi “migliorativi” dichiarati, per verificare se si tratti effettivamente di prestazioni comprese nei LEA o di attività aggiuntive a carico della spesa pubblica.
Inoltre, la Regione ha chiesto un quadro riepilogativo dei dati economici per ogni anno di attività, distinguendo tra importi riconosciuti e oneri a carico del SSR, e l’elenco del personale impiegato con i relativi profili professionali.
Con la stessa nota, la Regione ha invitato la ASL di Brindisi ad attendere le determinazioni regionali prima di assumere qualsiasi iniziativa utile a fronteggiare la prossima scadenza del contratto, prevista per il 30 novembre.
È un’operazione verità, doverosa e indispensabile per capire se la gestione dell’ADI – servizio delicatissimo e vitale – sia davvero efficiente, equa e conforme alle regole del buon uso del denaro pubblico.
Io credo che la trasparenza non sia un fastidio, ma un obbligo.
E credo anche che il diritto alla cura non possa convivere con eventuali opacità o silenzi amministrativi, che in ogni caso spero non siano riscontrati.
Chi gestisce fondi pubblici deve essere il primo a pretendere i controlli, perché è così che si tutela il lavoro onesto e si restituisce fiducia ai cittadini.
Non è un atto contro qualcuno, ma un atto per la verità, per i lavoratori e per i pazienti.
La legalità non è un sospetto, ma la condizione minima per chiamarsi Pubblica amministrazione.
Ringrazio, per puntualità e senso del dovere, il direttore del Dipartimento Vito Montanaro, i dirigenti Mauro Nicastro e Antonella Caroli, e la funzionaria Isabella Cavallo.”

RSA Ostuni, Amati: “Questione risolta. I nove lavoratori assunti da Sanitàservice.”

Comunicato stampa del Consigliere e Assesore al Bilancio Fabiano Amati.

“Questione risolta alla RSA di Ostuni.
I nove lavoratori non sanitari, destinati ai servizi di ausiliariato e portierato, sono stati dichiarati vincitori della selezione e saranno a brevissimo assunti da Sanitàservice ASL Brindisi, come previsto dagli accordi e dopo il sollecito dei giorni scorsi.
Ringrazio la Direzione generale della ASL e l’Amministratore unico di Sanitàservice per aver dato seguito agli impegni presi e restituito serenità a lavoratori che attendevano dal 15 ottobre.
La pubblicazione della graduatoria dei vincitori — cinque ausiliari e quattro portieri — è la prova che quando si vuole, la macchina pubblica può funzionare bene, in modo tempestivo e giusto.
La coerenza tra parole e fatti resta la misura di ogni amministrazione credibile. E questa vicenda lo ha appena confermato.”

Genoma-Puglia, Amati: “Il mondo riunito a Londra ci ha ascoltato e lodato. Dedicato a chi ci ha creduto e ai bambini che non sono arrivati in tempo”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

“Il mondo degli screening neonatali, riunito a Londra, ci ha ascoltato e lodato. È accaduto durante il congresso internazionale ICoNS’25, dove abbiamo presentato al mondo scientifico l’esperienza pugliese del programma Genoma-Puglia, riconosciuto come il primo al mondo di sanità pubblica, gratuito e strutturalmente aperto a tutti i neonati. La relazione clinica e riepilogativa di Mattia Gentile, direttore del Laboratorio di Genetica Medica dell’Ospedale Di Venere di Bari, ha messo in evidenza i dati che attestano la trasformazione della ricerca, della tecnologia e della diagnosi in diritto universale di salute.”

Dal sogno al diritto: la nascita di Genoma-Puglia

Tutto ha inizio il 9 febbraio 2021, con l’approvazione della legge sullo screening obbligatorio per la SMA, progenitore del più imponente programma Genoma-Puglia. Da quel momento e nel giro di pochi anni, la Puglia ha costruito un modello di screening genomico neonatale unico al mondo, basato su un pannello di 407 geni, capaci di individuare precocemente oltre 480 malattie genetiche gravi a esordio infantile.

La fase sperimentale (giugno – novembre 2024)

La fase pilota, avviata nel giugno 2024, fu condotta in nove reparti di terapia intensiva neonatale (NICU) distribuiti sul territorio regionale. In soli cinque mesi furono testati 4.421 neonati, con un tasso di consenso informato dell’80%. Il tasso di positività genomica (gNBS positive) risultò pari al 2,4%, consentendo l’identificazione di oltre 100 casi di malattie genetiche gravi prima della manifestazione clinica. Le analisi mostrarono inoltre 58 portatori eterozigoti per condizioni di suscettibilità, fra cui BRCA2, LDLR e RYR1, a conferma della potenza predittiva e preventiva del sequenziamento genomico. Il tempo medio di risposta (Turn Around Time) fu di 55 giorni, con una variabilità tra 21 e 166 giorni, un risultato già avanzato per un progetto pionieristico su scala pubblica.

L’avvio strutturale (dal 16 aprile 2025
A seguito del successo della fase sperimentale, dal 16 aprile 2025 il programma è diventato strutturale e universale, coinvolgendo tutti i 24 punti nascita pubblici della Regione Puglia.
I risultati, aggiornati a settembre 2025, sono altrettanto straordinari:
• 9.537 campioni raccolti;
• 9.012 sequenziati (94,5%);
• 8.200 analizzati (86%);
• 241 risultati positivi (2,9%), di cui 27 falsi positivi esclusi;
• 152 ri-test (1,8%);
• zero fallimenti tecnici;
• tempo medio di refertazione: 24 giorni.

Il sistema è basato su un workflow automatizzato con tracciabilità totale dei campioni, grazie a tecnologie di ultima generazione. Ogni campione è anonimo, ogni risultato è tracciato, ogni dato è protetto.
La Puglia è così diventata il primo esempio al mondo di genomica pubblica sicura, certificata e universale.

La rete della scienza e della curaIl programma coinvolge diverse eccellenze professionali, coordinate da Mattia Gentile, Paola Orsini, Cristina Bartolomeo, Roberta Bucci, Rosa Buonamassa, Mauro De Guglielmo, Roberta Ficarella, Caterina Nanna, Emanuela Ponzi, Carmen Ranieri, Francesco Nicola Riviello e Michela Valente. Un lavoro di squadra che ha trasformato la Puglia in laboratorio vivente della medicina del futuro, dove la diagnosi diventa parte integrante del diritto alla vita.

La lezione di Melissa: da un dolore alla rivoluzione

Ma questa impresa non nasce solo dal progresso scientifico. Nasce anche dal dolore. La vicenda della piccola Melissa, colpita da SMA (Atrofia Muscolare spinale), resta la radice morale di tutto il percorso pugliese: da quella storia nacquero la prima legge regionale sulla SMA, poi la legge sull’Esoma, e infine la costruzione del Programma Genoma-Puglia.
Melissa non arrivò in tempo alla diagnosi, ma la sua storia ha reso possibile che migliaia di altri bambini oggi ci arrivino in tempo. La sua memoria è diventata coscienza collettiva e politica, la prova che la prevenzione genetica non è un lusso per pochi, ma un dovere pubblico per tutti.

Una visione di civiltà

Genoma-Puglia rappresenta oggi la sintesi più alta tra scienza, etica e politica pubblica. Ha reso la Puglia la prima regione al mondo dove ogni neonato ha diritto alla conoscenza del proprio genoma e, con essa, a una vita protetta dalle malattie prevenibili. È un messaggio che da Londra ha attraversato il mondo, ma che parla prima di tutto alla coscienza di un popolo: che la prevenzione non è un costo, ma un atto d’amore istituzionale; che la politica, quando unisce scienza e umanità, può cambiare la storia; che la vita, prima ancora di essere curata, deve essere conosciuta.

“Questo riconoscimento internazionale – conclude Amati – lo dedico a tutti coloro che ci hanno creduto fin dall’inizio, ai medici, ai ricercatori, ai funzionari, e soprattutto ai bambini che non sono arrivati in tempo, che ci hanno insegnato a non fermarci mai davanti a nessuna lentezza o scetticismo.
Oggi, con Genoma-Puglia, la Puglia ha dimostrato che la conoscenza è la prima forma di cura e che la diagnosi precoce può diventare diritto universale di nascita. E che la scienza, quando incontra l’amore e l’immedesimazione, può cambiare davvero il destino dell’uomo.”