Dati vaccinazioni, Amati: “Domenica 18 aprile somministrate 19.356 dosi, 15.962 dosi in meno rispetto a sabato, 13.297 in meno rispetto a venerdì e 11.432 in meno rispetto a giovedì. Disponibili 88.686 dosi”

“Ieri, domenica 18, sono state somministrate 15.962 dosi in più rispetto al giorno precedente, sabato 17 aprile, cioè 19.356 contro 35.318. Complessivamente, su 1.071.275 dosi consegnate ne risultano somministrate 982.589, il 91,7 %, con una disponibilità residua di 88.686 dosi. Penso che il calo sia effetto della giornata festiva, che comunque non può essere una giustificazione soprattutto a fronte di una disponibilità di vaccini superiore a 80mila. Stiamo a vedere”.

Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, sulla base dei dati registrati dal Ministero della Salute sino alle ore 06:05 di oggi, lunedì 19 aprile.

“Nel dettaglio.
Vaccino Moderna: su 77.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 69.644. Restano dunque disponibili 7.656 dosi. Ciò vuol dire che domenica 18 sono state somministrate 433 dosi, quindi 1.593 dosi in meno rispetto a sabato 17 aprile.

Vaccino Pfizer/Biontech: su 719.275 dosi consegnate, ne risultano somministrate 681.509. Restano dunque disponibili 37.766 dosi. Ciò vuol dire che domenica 18 sono state somministrate 9.356 dosi, quindi 11.987 dosi in meno rispetto a sabato 17 aprile.

Vaccino AstraZeneca: su 274.700 dosi consegnate, ne risultano somministrate 231.436. Restano, dunque, disponibili 43.264 dosi. Ciò vuol dire che domenica 18 sono state somministrate 9.567 dosi, quindi 2.382 in meno rispetto a sabato 17 aprile.

Con riferimento al dato di sabato 17 aprile, consolidato alle ore 06:05 di oggi, domenica 18 aprile, sono state dunque somministrate 35.318 dosi, 2.665 in più rispetto al giorno precedente, venerdì 16 aprile, e 15.962 dosi in più rispetto a domenica 18.

Con riferimento al dato di venerdì 16 aprile, consolidato alle ore 06:05 di oggi, domenica 18 aprile, sono state dunque somministrate 32.653 dosi, 1.865 in più rispetto al giorno precedente, giovedì 15 aprile, e 13.297 dosi in meno rispetto a domenica 18.

Con riferimento al dato di giovedì 15 aprile, consolidato alle ore 06:05 di oggi, domenica 18 aprile, sono state dunque somministrate 30.788 dosi, 379 in più rispetto al giorno precedente, mercoledì 14 aprile, e 11.432 dosi in più rispetto a domenica 18.

Per quanto riguarda la classificazione delle Puglia rispetto alle altre regioni e province autonome: terza per dosi somministrate, 982.589 su 1.071.275 pari al 91,7%, undicesima per la fascia +90 pari al 80,1%; decima per la fascia 80-89 pari al 81,3%; diciassettesima per la fascia 70-79 pari al 33,0%”.

Dati vaccinazioni, Amati: “Sabato 17 aprile somministrate 32.186 dosi, 143 dosi in più rispetto a venerdì, 1.619 in più rispetto a giovedì e 1.960 in più rispetto a mercoledì. Disponibili 32.186 dosi”

“Ieri, sabato 17, sono state somministrate 143 dosi in più rispetto al giorno precedente, venerdì 16 aprile, cioè 32.186 contro 32.043. Complessivamente, su 1.071.275 dosi consegnate ne risultano somministrate 958.259, con una disponibilità residua di 113.016 dosi. Finalmente stiamo risalendo nella classifica nazionale, ora bisogna mantenere questo andamento”.
Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, sulla base dei dati registrati dal Ministero della Salute sino alle ore 06:06 di oggi.
“Nel dettaglio.
Vaccino Moderna: su 77.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 68.458. Restano dunque disponibili 8.842 dosi. Ciò vuol dire che sabato 17 sono state somministrate 1.770 dosi, quindi 734 dosi in più rispetto a venerdì 16 aprile.
Vaccino Pfizer/Biontech: su 719.275 dosi consegnate, ne risultano somministrate 668.247. Restano dunque disponibili 73.401 dosi. Ciò vuol dire che sabato 17 sono state somministrate 18.671 dosi, quindi 1.055 dosi in più rispetto a venerdì 16 Aprile.
Vaccino AstraZeneca: su 274.700 dosi consegnate, ne risultano somministrate 221.554. Restano, dunque, disponibili 65.999 dosi. Ciò vuol dire che sabato 17 sono state somministrate 11.745 dosi, quindi 1.646 in meno rispetto a venerdì 16 aprile.
Con riferimento al dato di venerdì 16 aprile, consolidato alle ore 06:06 di oggi, domenica 18 aprile, sono state dunque somministrate 32.043 dosi, 1.476 in più rispetto al giorno precedente, giovedì 15 aprile, e 143 dosi in meno rispetto a sabato 17.
Con riferimento al dato di giovedì 15 aprile, consolidato alle ore 06:06 di oggi, domenica 18 aprile, sono state dunque somministrate 30.567 dosi, 341 in più rispetto al giorno precedente, mercoledì 14 aprile, e 1619 dosi in meno rispetto a sabato 17.
Con riferimento al dato di mercoledì 14 aprile, consolidato alle ore 06:06 di oggi, domenica 18 aprile, sono state dunque somministrate 30.226 dosi, 2.961 in più rispetto al giorno precedente, martedì 13 aprile, e 1.960 dosi in meno rispetto a sabato 17.
Per quanto riguarda la classificazione delle Puglia rispetto alle altre regioni e provincie autonome: quinta per dosi somministrate, dodicesima per la fascia +90; decima per fascia 80-89; diciassettesima per la fascia 70-79”.

 

Dati vaccinazioni, Amati: “Disponibili 150.814 dosi. Venerdì 16 aprile somministrate 1.642 dosi in meno rispetto a giovedì, 978 in meno rispetto a mercoledì e 1.592 in più rispetto a martedì. Non bisogna rallentare”.

“Ieri, venerdì 16, sono state somministrate 1.642 dosi in meno rispetto al giorno precedente, giovedì 15 aprile, cioè 28.668 contro 30.310. Complessivamente, su 1.071.275 dosi consegnate ne risultano somministrate 920.461, con una disponibilità residua di 150.814 dosi. C’è un rallentamento rispetto agli ultimi due giorni, purtroppo, in una campagna che non può mai registrare il segno meno.

Inoltre nelle ultime ore sono state consegnate 10.800 vaccini Vaxzevria (AstraZeneca).”

Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, sulla base dei dati registrati dal Ministero della Salute sino alle ore 06:06 di oggi.

“Nel dettaglio.
Vaccino Moderna: su 77.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 65.886. Restano dunque disponibili 11.414 dosi. Ciò vuol dire che venerdì 16 sono state somministrate 844 dosi, quindi 895 dosi in meno rispetto a giovedì 15 aprile.

Vaccino Pfizer/Biontech: su 719.275 dosi consegnate, ne risultano somministrate 645.874. Restano dunque disponibili 73.401 dosi. Ciò vuol dire che venerdì 16 sono state somministrate 15.237 dosi, quindi 1.578 dosi in meno rispetto a giovedì 15 aprile.

Vaccino AstraZeneca: su 274.700 dosi consegnate, ne risultano somministrate 208.701. Restano, dunque, disponibili 65.999 dosi. Ciò vuol dire che venerdì 16 sono state somministrate 12.587 dosi, quindi 1.191 in più rispetto a giovedì 15 aprile.

Con riferimento al dato di giovedì 15 aprile, consolidato alle ore 06:06 di oggi, venerdì 16 aprile, sono state dunque somministrate 30.310 dosi, 664 in più rispetto al giorno precedente, mercoledì 14 aprile, e 1.642 dosi in più rispetto a venerdì 16.

Con riferimento al dato di mercoledì 14 aprile, consolidato alle ore 06:06 di oggi, venerdì 16 aprile, sono state dunque somministrate 29.646 dosi, 2.570 in più rispetto al giorno precedente, martedì 13 aprile, e 978 dosi in più rispetto a venerdì 16.

Con riferimento al dato di martedì 13 aprile, consolidato alle ore 06:06 di oggi, venerdì 16 aprile, sono state dunque somministrate 27.076 dosi, 1.438 in meno rispetto al giorno precedente, lunedì 12 aprile, e 1.592 dosi in meno rispetto a venerdì 16.

Per quanto riguarda le somministrazioni per fascia d’età ecco la classificazione della Puglia rispetto alle altre regioni e province autonome: 12esima per la fascia +90; 10esima per fascia 80/89; 17esima per la fascia 70-79”.

Vaccinazioni anomale, Amati: “Ho avuto oggi gli elenchi. Operatori sanitari cresciuti a dismisura e 7mila casi equivoci”

“Limitando l’osservazione al periodo dicembre-gennaio, risultano 7.305 vaccinazioni anomale, prescindendo dagli operatori sanitari su cui c’è bisogno di approfondimento perché cresciuti a dismisura. Dicono questo, a prima vista, gli elenchi dei vaccinati sino al 12 aprile scorso”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando l’elenco acquisito oggi dei cittadini beneficiari della vaccinazione anti-Covid al 12 aprile 2021.

“La bellezza dei numeri consiste nella loro capacità di fotografare la realtà senza giri di parole e rendersi utili, dunque, per decisioni o soluzioni politiche. Mi spiace solo che per compiere atti semplici ci sia bisogno di generare tensioni e incomprensioni inutili, com’è accaduto per ottenere gli elenchi.
Riservandomi un’analisi più dettagliata e limitando l’osservazione al periodo 27.12.2020 – 31.01.2021, arco di tempo in cui non erano stati ammessi alla vaccinazione i conviventi o assistenti di persone fragili, risultano ammessi al beneficio della vaccinazione 6.593 operatori non sanitari in RSA, 389 persone prive di indicazioni sulla categoria professionale di appartenenza, 243 persone adibite ad altra attività lavorativa a rischio, diversa cioè da quella di operatore sanitario in strutture ospedaliere o RSA e 14 persone con attività a contatto con animali. Dati decisamente anomali.
A ciò si aggiunga, però nel periodo sino al 12.4.2021, l’ammissione al beneficio della vaccinazione di 66 persone minori di 18 anni, di cui 23 per appartenenza a categoria non specificata, 34 alla categoria degli operatori sanitari, 5 operatori sanitari in RSA, 3 operatori scolastici e 1 forze di polizia. Anche questo dato si presenta intuitivamente anomalo.
Ma c’è una questione ben più grande da analizzare con attenzione e pur considerando la doppia dose: è quella relativa alla vaccinazione degli operatori sanitari, che si presenta anomala perché a fronte di 207.584 vaccinati al 12.4.2021, tale quantità è sproporzionata rispetto al numero di 140mila operatori sanitari totali dichiarati ai fini della vaccinazione, dai quali andrebbero peraltro sottratti i 20mila operatori che ai fini del controllo agli obblighi di vaccinazione risultano al 10 aprile non vaccinati per ragioni sanitarie o per rinuncia. Ma su questo, come su altro, mi riservo ulteriori valutazioni”.

Dati vaccinazioni, Amati: “Disponibili 188.310 dosi. Giovedì 15 aprile somministrate 2.560 dosi in meno rispetto a mercoledì, 299 in più rispetto a martedì e 537 in meno rispetto a lunedì”.

“Ieri, Giovedì 15, sono state somministrate 544 dosi in più rispetto al giorno precedente, mercoledì 14 aprile, cioè 26.491 contro 25.947. Complessivamente, su 1.074.875 dosi consegnate ne risultano somministrate 854.056, con una disponibilità residua di 220.819 dosi. Il dato si mantiene costante e non registra purtroppo l’impennata di cui abbiamo bisogno per raggiungere al più presto l’immunità di popolazione ”.

Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, sulla base dei dati registrati dal Ministero della Salute sino alle ore 06:06 di oggi.

“Nel dettaglio.
Vaccino Moderna: su 77.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 63.934. Restano dunque disponibili 13.366 dosi. Ciò vuol dire che giovedì 15 sono state somministrate 1.203 dosi, quindi 4.588 dosi in meno rispetto a mercoledì 14 aprile.

Vaccino Pfizer/Biontech: su 719.275 dosi consegnate, ne risultano somministrate 627.922. Restano dunque disponibili 91.353 dosi. Ciò vuol dire che giovedì 15 sono state somministrate 14.919 dosi, quindi 3.687 dosi in più rispetto a mercoledì 14 Aprile.

Vaccino AstraZeneca: su 263.990 dosi consegnate, ne risultano somministrate 194.709. Restano, dunque, disponibili 69.281 dosi. Ciò vuol dire che giovedì 15 sono state somministrate 10.758 dosi, quindi 4.659 in meno rispetto a mercoledì 14 aprile.

Con riferimento al dato di mercoledì 14 aprile, consolidato alle ore 06:06 di oggi, giovedì 15 aprile, sono state dunque somministrate 29.440 dosi, 1.102 in più rispetto al giorno precedente, martedì 13 aprile, e 2.560 dosi in più rispetto a giovedì 15.

Con riferimento al dato di martedì 13 aprile, consolidato alle ore 06:06 di oggi, giovedì 15 aprile, sono state dunque somministrate 26.581 dosi, 836 in meno rispetto al giorno precedente, lunedì 12 aprile, e 299 dosi in meno rispetto a giovedì 15.

Con riferimento al dato di lunedì 12 aprile, consolidato alle ore 06:06 di oggi, giovedì 15 aprile, sono state dunque somministrate 27.417 dosi, 11.333 in più rispetto al giorno precedente, domenica 11 aprile, e 537 dosi in più rispetto a giovedì 15.

Per quanto riguarda le somministrazioni per fascia d’età ecco la classificazione della Puglia rispetto alle altre regioni e province autonome: 13esima per la fascia +90; 12esima per fascia 80/89; 18esima per la fascia 70-79”.

Dati vaccinazioni, Amati: “Disponibili 220.819 dosi. Mercoledì 14 aprile somministrate 544 dosi in più rispetto a martedì e 558 in meno rispetto a lunedì. Speriamo in Protezione civile”.

“Ieri, Mercoledì 14, sono state somministrate 544 dosi in più rispetto al giorno precedente, martedì 13 aprile, cioè 26.491 contro 25.947. Complessivamente, su 1.074.875 dosi consegnate, comprese le 104.130 consegnate ieri, ne risultano somministrate 854.056, con una disponibilità residua di 220.819 dosi. Purtroppo si registra un dato di somministrazione più o meno costante, senza il salto in alto che serve. Ora speriamo nella nuova organizzazione, sottratta all’assessorato alla Salute e affidata alla Protezione civile”.

Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, sulla base dei dati registrati dal Ministero della Salute sino alle ore 06:23 di oggi.

“Nel dettaglio.
Vaccino Moderna: su 77.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 61.229. Restano dunque disponibili 16.071 dosi. Ciò vuol dire che Mercoledì 14 sono state somministrate 1893 dosi, quindi 1226 dosi in meno rispetto a Martedì 13 aprile.

Vaccino Pfizer/Biontech: su 719.275 dosi consegnate, ne risultano somministrate 610099. Restano dunque disponibili 109176 dosi. Ciò vuol dire che Mercoledì 14 sono state somministrate 10182 dosi, quindi 1701 dosi in meno rispetto a Martedì 13 Aprile.

Vaccino AstraZeneca: su 278.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 182658. Restano, dunque, disponibili 95642 dosi. Ciò vuol dire che Mercoledì 14 sono state somministrate 13776 dosi, quindi 13176 in più rispetto a Martedì 13 aprile.

Con riferimento al dato di Martedì 13 aprile, consolidato alle ore 06:23 di oggi, mercoledì 14 aprile, sono state dunque somministrate 25.947 dosi, 1.102 in meno rispetto al giorno precedente, lunedì 12 aprile, e 544 dosi in meno rispetto a Mercoledì 14.

Con riferimento al dato di lunedì 12 aprile, consolidato alle ore 06:23 di oggi, mercoledì 14 aprile, sono state dunque somministrate 27.049 dosi, 12.643 in più rispetto al giorno precedente, domenica 11 aprile, e 558 dosi in più rispetto a Mercoledì 14.

Con riferimento al dato di domenica 11 aprile, consolidato alle ore 06:23 di oggi, mercoledì 14 aprile, sono state dunque somministrate 14.406 dosi, 13.056 in meno rispetto al giorno precedente, sabato 10 aprile, e 12.085 dosi in meno rispetto a Mercoledì 14.

Per quanto riguarda le somministrazioni per fascia d’età ecco la classificazione della Puglia rispetto alle altre regioni e province autonome: 13esima per la fascia +90; 11esima per fascia 80/89; 18esima per la fascia 70-79”.

Dati vaccinazioni, Amati: “Disponibili 148.490 dosi. Martedì 13 aprile somministrate 3.109 dosi in meno rispetto a lunedì, 9.104 in più rispetto a domenica e 3.567 in più rispetto a sabato”.

“Ieri, martedì 13 aprile, sono state somministrate 3.109 dosi in meno rispetto al giorno precedente, lunedì 12 aprile, cioè 23.323 contro 26.432. Complessivamente, su 970.745 dosi consegnate ne risultano somministrate 822.255, con una disponibilità residua di 148.490 dosi. Si cala rispetto a lunedì, ma c’è bisogno di una terapia d’urto nell’organizzazione, con i centri vaccinali più grandi aperti h12 e uno per provincia, il più grande, aperto h24.”.

Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, sulla base dei dati registrati dal Ministero della Salute sino alle ore 6:06 di oggi.

“Nel dettaglio.
Vaccino Moderna: su 77.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 57.286. Restano dunque disponibili 20.014 dosi. Ciò vuol dire che martedì 13 aprile sono state somministrate 1.821 dosi, quindi 42 dosi in meno rispetto a lunedì 12 aprile.

Vaccino Pfizer/Biontech: su 615.145 dosi consegnate, ne risultano somministrate 596.983. Restano dunque disponibili 18.162 dosi. Ciò vuol dire che martedì 13 aprile sono state somministrate 10.660 dosi, quindi 2.718 dosi in meno rispetto a lunedì 12 aprile.

Vaccino AstraZeneca: su 278.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 167.446. Restano, dunque, disponibili 110.854 dosi. Ciò vuol dire che martedì 13 aprile sono state somministrate 10.302 dosi, quindi 889 in meno rispetto a lunedì 12 aprile.

Con riferimento al dato di lunedì 12 aprile, consolidato alle ore 6:06 di oggi, mercoledì 14 aprile, sono state dunque somministrate 26.432 dosi, 12.213 in più rispetto al giorno precedente, domenica 11 aprile, e 3.109 dosi in meno rispetto a martedì 13.

Con riferimento al dato di domenica 11 aprile, consolidato alle ore 6:06 di oggi, mercoledì 14 aprile, sono state dunque somministrate 14.219 dosi, 12.671 in meno rispetto al giorno precedente, sabato 10 aprile, e 9.104 dosi in più rispetto a martedì 13.

Con riferimento al dato di sabato 10 aprile, consolidato alle ore 6:06 di oggi, mercoledì 14 aprile, sono state dunque somministrate 26.890 dosi, 6.160 in più rispetto al giorno precedente, venerdì 9 aprile, e 3.567 dosi in più rispetto a martedì 13.

Per quanto riguarda le somministrazioni per fascia d’età ecco la classificazione della Puglia rispetto alle altre regioni e province autonome: 15esima (su 21) per la fascia +90; 11esima (su 21) per fascia 80/89; 19esima (su 21)per la fascia 70-79”.

Vaccinazioni, Amati: “Grandi strutture, lo ripeto da mesi ma ora lo dice un’autorevole rivista di medicina. No sperimentazioni e circolari che non devono circolare”

“Lo ripeto da mesi, occorre usare siti di vaccinazione di massa ad alto rendimento e di grandi dimensioni, aperti almeno h12 e uno per provincia h24, per cavarsela in tempi rapidi. Lo dice anche la più antica e autorevole rivista medica del mondo, The New England Journal of Medicine, che suggerisce le migliori modalità di vaccinazione e di fatto mette in guardia dall’assunzione di iniziative sperimentali o nonsense, come la circolare che non doveva circolare, così come si legge in autorevoli dichiarazioni alla stampa dell’assessore Lopalco”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando l’articolo “Siti di vaccinazione di massa: un’innovazione essenziale per frenare la pandemia di Covid-19” pubblicato il 10 marzo 2021 sulla rivista di medicina “The New England Journal of Medicine”.

“Stiamo avendo problemi pur non avendo ancora avviato la grande vaccinazione di massa e perciò mi sento di suggerire, ancora una volta, le migliori pratiche di gestione, così come peraltro suggerite da importanti riviste di medicina.
La vaccinazione di massa, infatti, richiede un’assistenza a cui non si può adempiere con le dotazioni strutturali e di personale dei siti convenzionali, cioè quelli usati per i tempi ordinari.
Un volume immenso di vaccinazioni, con tutte le necessità di rapidità, programmazione, registrazione, spazi per parcheggi, attesa pre-vaccinazione, anamnesi, somministrazione e osservazione, impongono soluzioni logiche fatte di economie di scala.
Luoghi con grandi spazi e quindi ad alto rendimento offrono la possibilità di avere nello stesso luogo e sotto la stessa regia tutto il necessario in termini di dotazioni tecniche e umane, così da catturare tutti i problemi che allungano i tempi di risposta e che, se non risolti, generano esperienze negative in grado di amplificare messaggi di sfiducia.
Niente di nuovo, insomma, se non regole di protezione civile con i generali in campo e non solo nella sala macchine, evitando continue espressioni giustificazioniste, in grado di irritare la comunità amministrata. Non abbiamo nulla da sperimentare né responsabilità da scaricare sul capo altrui, raggiungendo il paradosso di giudicare sperimentale un’idea su cui si è fatta una clamorosa retromarcia, cioè la vaccinazione a sportello, o pretendere che una circolare amministrativa non faccia ciò che per sua natura deve fare, cioè circolare, dando l’impressione che l’anima di Crozza ha deciso di venire ad abitare in noi”.

SMA, Amati: “Notizia meravigliosa. La Puglia prima regione italiana con obbligo generalizzato di screening neonatale”

“Una notizia meravigliosa. Da oggi la Puglia è l’unica regione italiana in cui è obbligatorio sottoporre tutti i neonati a screening per diagnosticare la SMA e così offrire loro la possibilità di accedere tempestivamente a tutte le cuore disponibili. Ho visto così tanto dolore da diagnosi tardiva, che tutto questo mi sembra solo un primo passo e una promessa di maggiore impegno”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore della proposta di legge Screening obbligatorio per l’atrofia muscolare spinale – SMA.

“Ringrazio tutti i colleghi consiglieri che hanno sottoscritto e votato la proposta di legge.
Lo screening neonatale per tutti i neonati e per le malattie neuromuscolari è in Italia un livello essenziale di assistenza dalla fine del 2018, con la legge statale di bilancio per il 2019. È davvero ingiustificabile, dunque, che da oltre due anni si attenda l’aggiornamento dell’elenco degli screening da parte dal Ministero della Salute, nonostante si sappia che per queste malattie la diagnosi precoce è strettamente collegata alla possibilità di poter accedere o meno alle più innovative cure, a partire dalle terapie geniche.
E in questo senso spero che la decisione pugliese possa servire anche da sollecitazione, affinché l’obbligo di screening sia esteso all’intero Paese.
L’atrofia muscolare spinale – SMA è una malattia causata dalla degenerazione dei motoneuroni, prima causa di mortalità infantile e definita rara per la sua incidenza compresa tra 1/6000 a 1/10000.
La diagnosi molecolare di SMA può essere realizzata mediante un test che metta in evidenza l’assenza di funzione di un gene e interpelli un gene omologo a quello che ha subito la perdita di funzione, così da stabilire la gravità della malattia. Poiché la SMA si presta bene a programmi di screening neonatale è più facile con diagnosi precoce l’utilizzo di diverse terapie, ma tutte comunque con maggiore efficacia di successo in base alla precocità dell’avvio del trattamento. Se diagnosticata in tempo diverse possono essere le terapie a cui poter sottoporre i neonati entro i 6 mesi di vita. Un esempio per tutti, la possibilità di poter ottenere il farmaco Zolgensma nome che abbiamo imparato a conoscere con le storie di Melissa, Federico, Paolo e Marco che hanno superato i 6 mesi e che non possono accedere a questa terapia in base alle norme AIFA. Per questo lo screening neonatale diventa una possibilità di riconoscere in tempo la malattia e la proposta di legge approvata oggi renderà obbligatorio lo screening con un test genetico effettuato dal laboratorio di genomica dell’Ospedale Di Venere entro e non oltre l’arco temporale di 2-5 giorni dall’accettazione del campione prelevato e con le modalità stabilite dal centro di riferimento. In caso d’identificazione di un neonato affetto da SMA, il risultato dovrà essere confermato su un nuovo campione di DNA estratto dallo stesso materiale prelevato, comunicato al Punto nascita di riferimento e da questo alla famiglia, che verrà indirizzata presso un servizio di Genetica medica della Regione per effettuare una completa consulenza specialistica. La legge approvata è auto esecutiva e dichiarata urgente, per questo si potrà partire subito.
Ovviamente lo screening neonatale è solo una tappa. In questi anni la genetica medica sta mettendo a punto tecnologie che il sol pensiero reclama ottimismo. Stiamo andando infatti verso il sequenziamento esomico, cioè analisi del 1-2% del genoma che codifica i geni, filtrato ad evitare che possano essere registrate variazioni di significato incerto, ovvero mutazioni in geni che lascerebbero presagire diagnosi per malattie indesiderate ad esordio in età adulta, per le quali al momento non vi è alcuna cura”.

Opere pubbliche in corso, Amati: “Approvata norma per ristorare imprese dai costi aggiuntivi per misure sicurezza Covid”

“Le stazioni appaltanti si faranno carico dell’aumento delle spese generali dei cantieri in corso per applicazione delle misure anti-covid19. È quanto è stato deciso all’unanimità dal Consiglio regionale con l’approvazione di una mia proposta di legge”.

Lo comunica il Presidente regionale della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, autore di un emendamento alla Legge n. 24 su “Disposizioni in materia di prezzario regionale opere pubbliche” approvato all’unanimità nella seduta del Consiglio regionale del 9 marzo scorso.

“La norma approvata dispone l’aumento per le voci del prezzario regionale delle opere pubbliche nella misura del 2% delle attuali spese generali, sulla base di una stima dei costi e degli oneri per l’attuazione di misure che hanno comportato notevoli sforzi economici da parte delle società appaltatrici per garantire sicurezza e salute di tutti i lavoratori impegnati e quindi contrastare la diffusione del covid.
Si tratta di un provvedimento necessario per andare incontro agli importanti sforzi di natura economica che hanno riguardato i cantieri di opere pubbliche avviati o già attivi nel corso di questa pandemia in quanto costretti ad adottare misure e strumenti straordinari, o non previsti in precedenza, per l’adeguamento alle norme in tema di sicurezza ‘Anti-Covid19’. Nel dettaglio si applica limitatamente ai cantieri in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76 e a quelli consegnati successivamente a tale data, fino al permanere dello stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”.