EMA su AstraZeneca, Amati: “Tempo perso e gravissimo danno alla campagna vaccinale”

“Era tutto previsto. Un danno terribile alla campagna vaccinale, in ore in cui il Covid avanza e le persone si ammalano. La decisione politica non deve mai scostarsi dalla prova scientifica, soprattutto in materia sanitaria. E tale prova scientifica diceva che il vaccino era sicuro ed efficace e che lo è anche oggi proprio in virtù dei dati ulteriori sui casi di trombosi rara: 25 su 20 milioni d’inoculazioni, cioè lo 0,000125%”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando l’esito dell’indagine suppletiva dell’Agenzia europea per i medicinali – EMA.

“Abbiamo vissuto tre giorni di paura collettiva sulla base di un’esigenza di precauzione decisa per ragioni politiche e non per l’evidenza della prova scientifica.
E tutto ciò ha avuto come effetto collaterale il rallentamento della campagna vaccinale, fiaccando il morale e l’entusiasmo di tanti operatori sanitari all’opera.
Non si può parlare di attività rischiosa quando è solo qualche rara aneddotica, nemmeno provata, a oscurare le percentuali quasi totali del beneficio. Un clamoroso errore di ragionamento, infatti, ci porta a enfatizzare gli effetti altamente improbabili e remoti senza nemmeno compararlo con quelli enormemente possibili e prossimi.
Ogni giorno accettiamo in modo spensierato decine e decine di rischi per migliaia di volte superiori alla percentuale del vaccino AstraZeneca; basti pensare al consumo di farmaci, di cibo, di alcool o all’uso dei più vari mezzi di trasporto.
Sapere tutto ciò, addirittura ribadirlo, come ha fatto il DG AIFA, e però sospendere le procedure della più grande campagna di trattamento sanitario a valore collettivo, è stato un durissimo colpo che speriamo di poter superare al più presto”.

ASI BR, Amati: “Tutto come previsto: i Revisori avevano ragione. Ora rimuovere altre criticità”

“Ora lo riconosce anche il CdA e i soci. Il bilancio del Consorzio ASI del 2019 andava riformulato sulla base delle indicazioni dei revisori e l’utile dell’esercizio caratteristico è stato pari a € 172.000 al netto delle imposte; tutt’altra cifra rispetto a quella entusiastica celebrata dal sindaco Rossi, su carta intestata del Comune, e dal presidente Bianco”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando l’esito della riunione odierna della IV Commissione per l’audizione dei soci, CdA e Revisori dei conti del Consorzio Asi di Brindisi.

“Ho attraversato mesi di polemiche e attacchi personali solo perché avevo osato esigere puntuali verifiche sulla gestione ASI, per poi ritrovarmi ad osservare il riconoscimento di tutti i punti critici segnalati dai Revisori dei conti. Dispiace che solo oggi venga celebrato dal CdA e da una parte dei soci il lavoro di questo importante organo di controllo nominato dalla Regione, mentre nei mesi scorsi s’insinuava un conflitto d’interessi oggi però escluso, forse perché nel faccia a faccia è molto più difficile sostenere le insinuazioni.
Resta ora da approfondire la gestione del 2020, in materia di donazioni, reclutamento di personale, consulenze e allargamento dei collegi difensivi. A proposito delle donazioni i Revisori dei conti hanno comunicato di aver ricevuto solo ieri sera la perizia richiesta diversi mesi fa, per cui ogni valutazione di regolarità amministrativa sarà oggetto di successivo approfondimento. Anche sugli argomenti delle consulenze e dell’allargamento dei collegi difensivi in alcune controversie, i Revisori dei conti si sono riservati ogni più utile approfondimento, mentre sulla questione del reclutamento del personale hanno già accertato l’esistenza di una violazione, cioè il mancato rispetto delle procedure di pubblicità nelle modalità di selezione.
Spero che questa vicenda possa essere d’insegnamento, così da evitare futuri battibecchi tra chi sta dalla parte delle norme e dei numeri, e chi agisce per difendere a oltranza il proprio clan politico.
A Brindisi c’è bisogno di praticare, a cominciare dall’amministrazione del capoluogo, una maggiore attenzione e rispetto nei confronti degli organi di controllo, dei pareri dei dirigenti e delle leggi scientifiche. Non deve più succedere che a fronte di un esito tecnico contrario al proprio punto di vista politico, pure quando si tratti del risultato di un’equazione, a tutti venga assegnata la patente di controrivoluzionari. Quel modo di fare e pensare finì in tragedia oltre trent’anni fa e spiace vederlo riproporre con le sembianze della farsa. Suvvia, possiamo farcela a fare qualcosa di buono per Brindisi, basta avere un po’ più di fiducia nei numeri e in tutte le persone con cui ci ritroviamo a compiere assieme pezzi di strada”.

Vaccini e furbetti, Amati: “Negano accesso a elenco violando mie prerogative. Per occultare abusi?”

“Mi stanno negando l’accesso agli elenchi dei vaccinati, violando le mie prerogative, e ciò mi autorizza a pensare che si vogliano occultare gli eventuali abusi. Ho scritto al Presidente del Consiglio regionale per ottenere l’immediata tutela della funzione di Consigliere regionale”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Ho richiesto da diversi giorni l’elenco dei cittadini vaccinati, per verificare eventuali abusi e, a tutt’oggi, nessuna risposta se non una richiesta di parere alla segreteria generale della Giunta. Insomma, un estenuante procedimento per schivare la responsabilità di procedere e fornire gli elenchi, contravvenendo alla disciplina dell’accesso agli atti dei Consiglieri regionali.
Si evocano peraltro ipotesi di diniego fondati sulla tutela dei dati anagrafici e sanitari o richiamando giurisprudenza sul divieto d’accesso generalizzato, oppure paventando rischi di confusione tra funzione legislativa e amministrativa.
Nessuna di tali ipotesi è però accordata con l’ordinamento, per tre motivi molto concreti. Il Consigliere regionale può accedere agli atti dell’amministrazione indicati specificamente, senza alcuna limitazione, e a esso si intendono estesi tutti gli obblighi sul trattamento dei dati, compreso quello di segretezza; non è possibile opporre l’argomento della tutela dei dati anagrafici e sanitari, perché la richiesta di accesso è in questo caso proprio fondata sulla verifica dei presupposti per la vaccinazione e cioè le coorti d’età e di categorie, sicché la vaccinazione di un non avente diritto per età o categoria comporterebbe la lesione di un diritto o interesse altrui, impugnabile dinanzi al giudice; la richiesta è specifica e nient’affatto generalizzata (tale sarebbe stata la richiesta della password d’accesso) per cui non è possibile individuare, nemmeno per ipotesi, la supposta confusione tra funzione esecutiva-amministrativa e legislativa-controllo politico.
Per questi motivi ho ribadito la mia richiesta d’accesso e rilascio copia degli atti, investendo della questione il Presidente del Consiglio regionale, affinché sia sviluppata un’iniziativa a tutela delle prerogative assegnate ai Consiglieri regionali attraverso regolari elezioni popolari e non derogabili attraverso l’uso delle funzioni di gestione, appropriandosi cioè di un potere di arbitrato improprio sulla legittimità della funzione legislativa e di controllo politico; una cosa non riscontrabile nemmeno in periodo pre-rivoluzionario”.

 

 

Sospensione AstraZeneca, Amati: “Sui vaccini non esiste la decisione politica per ‘mal di firma’ ma solo la prova scientifica”

“Una decisione politica non può avallare le paure, mettendo a soqquadro una campagna vaccinale che ha già di suo mille problemi organizzativi. Mi sembrano pertanto improprie le dichiarazioni del direttore generale AIFA: o c’è la prova scientifica che AstraZeneca ha problemi imprevisti, e non mi pare che ci siano, oppure si revochi subito la sospensione. Siamo purtroppo immersi nel ‘mal di firma’ e nel modello ‘una carta a protocollo’ per scansare responsabilità”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando le dichiarazioni del direttore generale AIFA Nicola Magrini, riportate oggi dalla stampa quotidiana, sulla sospensione del vaccino AstraZeneca.

“Non mi paiono congrue con il blasone scientifico di AIFA dichiarazioni che da un lato ribadiscono la sicurezza del vaccino AstraZeneca alla luce dei dati addirittura rivisti e poi giustificano la sospensione come scelta di tipo politico.
Nelle materie scientifiche la decisione politica si assume scegliendo tra ipotesi plausibili scientificamente provate e non per fronteggiare la paura. Anzi, il compito delle istituzioni scientifiche è proprio quello di rassicurare ogni condizione di paura che interferisse pesantemente nel raggiungimento del risultato auspicato, cioè l’immunità di popolazione nel più breve tempo possibile.
Sono certo che la decisione sarà rivista tra non molte ore, ma il danno che è stato realizzato è già immenso e le ore di lavoro che impiegheremo per rinnovare la fiducia della gente si sarebbero potute usare con maggior profitto nella lotta alla pandemia”.

Obbligo vaccinazione sanitari, Amati: “Tutte le regioni facciano come in Puglia. Si può fare, lo stabilì la Corte costituzionale”

“Suggerisco a tutte le regioni italiane di fare come abbiamo fatto in Puglia. Obbligare per legge alla vaccinazione tutto il personale sanitario, prevedendo l’inidoneità per reparti a rischio, il procedimento disciplinare e la sanzione pecuniaria sino a 5.000 euro. Che le regioni possano obbligare per legge alla vaccinazione fu stabilito dalla Corte costituzionale, relatrice l’attuale Ministro della Giustizia Marta Cartabia”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore della legge sull’obbligo vaccinale anti-Covid a carico degli operatori sanitari.

“La legge pugliese proposta da me e approvata dal Consiglio regionale qualche settimana fa, ha ampliato alla vaccinazione anti Covid l’obbligo già introdotto nel 2018 per tutte le altre vaccinazioni.
La normativa pugliese fu sottoposta al vaglio della Corte costituzionale, su impugnazione del Governo nazionale, e giudicata legittima con sentenza n. 137 del 2019, relatrice Marta Cartabia.
Secondo la legge regionale in vigore, dunque, l’operatore sanitario che si rifiuti di vaccinarsi è assoggettato al giudizio di inidoneità per i reparti a rischio, al procedimento disciplinare e alla sanzione pecuniaria fino a 5.000 euro.
Per quanto assurda possa sembrare la realtà di un operatore sanitario che al posto di curare infligge malattie, in questa materia bisogna usare la mano pesante.
Nessuno può avere il diritto di scegliere per sé una condotta in grado di far ammalare i pazienti che ha in cura. Nella ampia gamma delle libertà non c’è infatti quella di decidere la sorte sanitaria degli altri.
Un’organizzazione sanitaria regionale che non sappia dunque preservare il valore collettivo della pratica vaccinale, per cui è la vaccinazione di tutti che ci mette a riparo, perde in partenza la sua funzione di cura.
Per questo motivo fondamentale, cioè l’osservanza al parametro della solidarietà sociale, mi pare disgustoso dover commentare vicende di focolai Covid accessi nei reparti ospedalieri da sanitari irresponsabili”.

Vaccinazioni, Amati: “Asl Br cerca volontari sanitari e amministrativi: ho dato la mia adesione”

“Ho dato la mia disponibilità alla Asl di Brindisi, come volontario, per aiutare nello svolgimento della campagna vaccinale. Invito chi ha i requisiti a fare la stessa cosa”.

Lo comunica il presidente della commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.

“È ottima l’idea della Asl di Brindisi – prosegue – di reclutare medici e infermieri in pensione e amministrativi per comporre gli staff di vaccinazione in tutti i centri della provincia. La campagna vaccinale non ammette diserzioni, perché si tratta di un trattamento sanitario a valore collettivo e non individuale: più siamo vaccinati e più aumenta la possibilità di debellare il virus. È, insomma, un fatto di cuore che non può attendere la definizione a volte estenuante di decine di protocolli e negoziati burocratici”.

“Per questo trovo adeguata la decisione della Asl – sottolinea Amati – di dotarsi di personale volontario, un battaglione di persone pratiche e benintenzionate, in grado di fornire il bene più rilevante nella gestione delle emergenze: il cuore. Ho dato, quindi, la mia adesione entusiasta sia per contribuire ancor di più alla causa della lotta al Covid e sia per aggiungere un anello alla catena degli esempi. Sono già pronto per l’addestramento e per il lavoro. Aspetto –conclude – solo la chiamata”.

SMA, Amati: “Luisa, in cura al Medea di Brindisi e campionessa di droni, nominata Alfiere della Repubblica da Mattarella. Orgoglio pugliese”

“Luisa Rizzo, 18 anni, una vita in carrozzina a causa della SMA e campionessa dei droni, è stata nominata Alfiere della Repubblica dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Luisa, di San Pietro in Lama, è tra i 28 nuovi Alfieri della Repubblica designati dal Capo dello Stato, indicata “per l’impegno e l’abilità mostrati nel pilotare i droni, pur costretta sulla carrozzina, è riuscita a raggiungere primati di velocità e anche a realizzare filmati molto originali e apprezzati sulle bellezze della propria terra”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Ho conosciuto Luisa visitando l’IRCCS Medea di Brindisi e qualche ora prima che si procedesse alla prima somministrazione, in quel centro, dell’innovativo farmaco Risdiplam per via orale.
Luisa è campionessa nazionale in carica di Drone Racing, una specie di Formula 1 per droni, titolo riconosciuto dal Coni.
Avevamo già parlato di lei quando abbiamo raccontato la sua bellissima storia qualche mese fa a proposito della struttura ospedaliera pediatrica che si è occupata della sua malattia neuromotoria, ovvero l’IRCCS “Medea” – La nostra famiglia di Brindisi. Ed è da qui che Luisa ha intrapreso un percorso di cure che riempie di speranza chi soffre di malattie neuromuscolari degenerative e le ha permesso di diventare un grande esempio nella lotta contro la SMA.
La sua vita accende le speranze di chi lotta contro questa malattia, soprattutto nelle forme più gravi. Il farmaco somministrato a Luisa rappresenta la seconda opportunità terapeutica a disposizione dei pazienti con la SMA, che è possibile ricevere nel Medea di Brindisi.
Il Risdiplam agisce aumentando le concentrazioni sistemiche della proteina SMN così come ha spiegato il dott. Antonio Trabacca, neurologo pediatra, direttore dell’IRCCS E. Medea di Brindisi. Va ricordato che il centro brindisino è stato riconosciuto Presidio della Rete Nazionale (PNR) delle Malattie Rare e incluso nella Rete delle Malattie Rare della Regione Puglia (D.G.R. n. 1491/2017) anche nello specifico ambito delle malattie neuromuscolari quali SMA e distrofie muscolari”.

Sma1, Amati: “Rimediato a disuguaglianza tra bimbi italiani ed europei. Onore alle famiglie dei bimbi pugliesi”

“L’Aifa ha posto oggi rimedio, pur con un certo ritardo, a una complicazione burocratica in grado di creare incertezze sulla disponibilità della terapia genica Zolgensma e tragiche disparità tra bimbi italiani ed europei. Si deve alle famiglie di Melissa prima e poi di Federico, Paolo e Marco, un’attività di sensibilizzazione che ci ha esposto con crudezza il problema delle malattie rare e della diagnosi precoce”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Nella lotta alla SMA è la parola ‘precoce’ che in Italia pare mancare. Poco precoci nel diagnosticarla, nonostante da fine 2018 il test neonatale sia diventato un livello essenziale di assistenza, e poco precoci nel regolamentare l’accesso alle terapie più innovative, nonostante in altri paesi europei è previsto da un pezzo l’uso della terapia genica sino al peso corporeo di 21 kg.
Ed è proprio per la mancanza di precocità che ci siamo ritrovati di fronte a famiglie giustamente disperate e poco inclini a credere nello Stato, promuovendo soluzioni alternative che al loro posto tutti avremmo proposto, con tutti gli errori di valutazione che questo può determinare.
I medici contratti dalle regole di utilizzo delle terapie, i burocrati intimiditi dal carico di responsabilità della decisione, l’opinione pubblica allertata dalla solidarietà e le famiglie lasciate al loro dramma o alla polemica con chi stando dalla loro parte osa nel dire la verità.
Ho visto tutte queste cose in questi mesi e grazie a Melissa e a Federico, Paolo e Marco ho deciso che il campo delle malattie rare non va lasciato senza presidio, con più leggi e atti amministrativi e meno conferenze e convegni.
Questa vicenda ci ha fatto crescere e dobbiamo essere grati ai quattro bimbi pugliesi e alle loro famiglie.
La decisione dell’AIFA apre ora nuovi scenari clinici, offrendo ai medici la possibilità di prescrivere il farmaco Zolgensma con costi a totale carico del servizio sanitario e senza alcun dubbio d’interpretazione.
Colgo l’occasione di un clima prevedibilmente più sereno per ribadire che al cospetto di queste malattie i principali problemi sono la diagnosi precoce e la responsabilità di prescrivere una cura; il costo delle cure e dei farmaci, invece, è solo una conseguenza da gestire secondo buon senso, che nel sistema sanitario universalistico italiano è materia che non manca e dice che nessun bambino può essere lasciato indietro per mancanze di risorse”.

Ristorazione all’Oncologico, Amati: “Permangono dubbi. Perché Brindisi negò l’estensione della propria gara mentre Bari accettò?”

“Permangono tutti i miei dubbi sulla gara di ristorazione della Asl di Bari estesa all’IRCCS Giovanni Paolo II. Mi pare di capire che le prestazioni richieste dall’Oncologico per la gara propria, andata deserta, non siano state ritenute utili per la gara dell’Asl di Bari a cui si intese poi aderire. Per questo diventa difficile capire in cosa sia consistita la convenienza dell’estensione, inoltre negata dalla Asl di Brindisi e approvata dalla Asl di Bari”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando lo svolgimento dell’audizione dei DG dell’IRCCS Giovanni Paolo II e Asl di Bari sulla gara per la ristorazione dei pazienti.

“Abbiamo avuto modo di appurare che il 28 maggio 2019 l’Oncologico dichiarava deserta la propria gara ponte e che il 28 ottobre 2019 l’Asl di Bari bandiva una gara per ristorazione collettiva, estensibile alle altre aziende pugliesi in virtù di una norma approvata dal Consiglio regionale ben 17 anni fa.
Il 4 dicembre 2019, cioè ben sette mesi dopo la dichiarazione di gara deserta, l’Oncologico chiedeva alla Asl Bari di poter usufruire della clausola di estensione, e il 7 ottobre 2020, cioè oltre un anno e mezzo dopo la dichiarazione di gara deserta, la Asl di Bari aggiudicava la propria gara.
Con riferimento a questi dati di fatto ho avuto modo di sapere che la gara dichiarata deserta dall’Oncologico aveva clausole speciali sia sul tipo di servizi che su prestazioni di opere di adeguamento dei locali e di integrazione e sostituzione delle attrezzature. È molto probabile, che tali speciali richieste fossero state il motivo della mancata presentazione di offerte, anche in considerazione del fatto che l’eventuale contratto avrebbe contenuto una clausola di risoluzione anticipata.
In ogni caso, ho avuto modo di constatare che le speciali clausole richieste per la propria gara dichiarata deserta non erano oggetto della gara indetta dalla Asl Bari, salvo l’utilizzo del disciplinare generale, e in particolare con riferimento all’adeguamento dei locali e alla integrazione e sostituzione delle attrezzature. Ciò che dunque era stato ritenuto necessario per la gara propria, non era altrettanto necessario, in tutto o in parte, per la gara della Asl Bari a cui si decideva di aderire.
È stato inoltre riferito che tra la dichiarazione di gara deserta e la richiesta d’estensione alla Asl Bari, cioè dopo sette mesi, l’Oncologico aveva fatto una medesima richiesta d’estensione alla Asl Brindisi ricevendone però un diniego. Sarebbe utile comprendere perché la Asl Brindisi abbia opposto tale rifiuto.
La Asl di Bari, interpellata sui punti di propria competenza, ha fatto presente che l’Oncologico non richiese, con la propria richiesta d’estensione, l’eventuale previsione nel disciplinare di gara di opere di adeguamento locali e sostituzione o integrazione di attrezzature, sempre nei limiti della disponibilità economica massima prevista dalla legge, che invece erano previste nel disciplinare della gara promossa dall’Oncologico e andata deserta. Infine, la stessa Asl Bari, con riferimento alla questione della motivazione sulla convenienza del procedimento d’estensione, ha riferito di aver semplicemente trasmesso gli atti dell’aggiudicazione, non rientrando nelle proprie competenze alcuna verifica di convenienza a valle dell’aggiudicazione, in base al quale esercitare e confermare il proprio assenso.
Una vicenda molto complessa che lascia molti dubbi e mi consolida nell’idea che lo strumento dell’estensione sia in contrasto con la normativa comunitaria, e che nel tempo risultato necessario a concludere il procedimento d’estensione, l’Oncologico avrebbe potuto bandire almeno due altre gare ponte, correggendo magari le incongruenze economiche del primo disciplinare, evitando di concedere altre proroghe al gestore in carica, se è vero che il ricorso all’estensione era stato deciso – come è stato ripetuto in Commissione – per evitare proroghe. In altre parole: si decide di non ripetere la gara andata deserta per farla finita con le proroghe, provvedendo però ad effettuare una o più proroghe per assicurare il servizio nel lungo tempo necessario a concludere il procedimento di gara della Asl Bari a cui aderire.
E sullo sfondo rimane la domanda al DG della Asl di Brindisi, per il quale ho già chiesto l’audizione: come mai non diede l’assenso a una medesima richiesta d’estensione dell’IRCCS Giovanni Paolo II?”.

Ceglie Messapica, Amati: “Allestito centro vaccinale nel Palasport, pronti a partire con le somministrazioni”

“Un altro centro vaccinale è pronto a partire in provincia di Brindisi: è stato infatti allestito a Ceglie Messapica nel Palasport 2006 e le attività di somministrazione saranno avviate già entro questa settimana. L’Asl di Brindisi, in collaborazione con il Comune, ha predisposto questo nuovo spazio per le vaccinazioni anti covid su una superficie di 1000 mq, oltre gli spalti che saranno utilizzati per l’attesa degli utenti”.
Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.
“Questo nuovo hub vaccinale è uno dei tanti centri già attivi in provincia di Brindisi in cui si stanno somministrando vaccini per gli over 80, per gli insegnanti e il personale scolastico e – da poco –  anche per le forze dell’ordine, in attesa di aprire le porte anche al resto della popolazione. Questa è la campagna di vaccinazione che la Asl di Brindisi sta portando avanti con grande impegno e determinazione grazie al contributo di amministrazioni comunali, personale sanitario, protezione civile e soprattutto dei tanti cittadini che stanno dimostrando fiducia nella scienza. Basti pensare che in meno di 48 ore nell’hub vaccinale di Fasano-Conforama, il più grande di Puglia inaugurato appena venerdì scorso, sono state effettuate più di 800 somministrazioni.
Questi centri in ogni caso possono assicurare anche maggiori prestazioni in base alle necessità e alle possibilità, soprattutto non appena avremo maggiori disponibilità di vaccini, così da garantire la maggiore immunità di gregge nel più breve tempo possibile.
Per l’allestimento del centro di Ceglie Messapica ringrazio il Direttore generale della Asl Giuseppe Pasqualone, il Sindaco Angelo Palmisano, il Dirigente Asl Angelo Greco e il tecnico Asl Giuseppe Perrone”.