Ospedale Fiera, Amati: “Saltato impegno apertura per ieri e questo ennesimo ritardo pesa su Brindisi per 18 ricoveri negli ultimi giorni”

“Lunedì ci era stato riferito che l’ospedale in Fiera sarebbe stato aperto al massimo venerdì, cioè ieri, ma purtroppo non è accaduto. E questo ennesimo ritardo pesa sulla situazione di Brindisi, chiamata a sopperire alle carenze di Bari e Taranto per 18 ricoveri negli ultimi giorni”.

Lo dichiara il presidente della commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.

“Con il collega Mauro Vizzino – prosegue – avevano chiesto notizie puntuali e definitive, ottenendo come risposta sia la definizione della pianta organica che il tempo massimo di apertura: entro venerdì, cioè ieri, era stato detto. E invece nulla di tutto ciò. Ad oggi ancora non si hanno notizie precise e, anzi, pare che solo per giovedì prossimo sia previsto un incontro con i sindacati per definire l’accordo. Se non ci diamo una regolata, magari in silenzio e senza lo stillicidio di notizie contraddittorie e presenze nei talk show, la terza fase – conclude Amati – arriverà e beffarda ci troverà ancora ad annunciarla”.

Ematologia Perrino, Amati: “Quanto bisogna attendere per una firma che serve a salvare vite umane da leucemia? Ho sollecitato”

“Serve autorizzare immediatamente il reparto di ematologia del Perrino all’apertura dello sportello del Registro italiano donatori midollo osseo (IBMDR), così da consentire una maggiore possibilità nella cura di leucemie, linfomi e mielomi attraverso i trapianti da donatori non familiari iscritti nei Registri autorizzati di midollo osseo o nelle Banche placentari autorizzate. Insomma, una semplice firma su un pezzo di carta per salvare vite umane. Per questo ho provveduto oggi a sollecitare il Dipartimento Salute della Regione al rilascio dell’autorizzazione”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Nell’Unità operativa di ematologia del Perrino di Brindisi, diretto dall’eccellente Dott. Domenico Pastore, si eseguono già i trapianti da donatore familiare (padre, madre, fratello, sorella). Il Centro di Brindisi realizza già più di 20 trapianti di questo tipo a biennio e in tale qualità potrebbe accedere alla possibilità di effettuare trapianti da donatori non familiari iscritti negli appositi registri. Insomma, un notevole ampliamento delle possibilità di cura, alla ricerca del donatore compatibile.

L’Unità operativa di ematologia di Brindisi, peraltro, ha già ottenuto l’autorizzazione all’apertura dello sportello dal Centro Regionale Trapianti, coordinato dal Prof. Loreto Gesualdo.

Per poter avviare concretamente l’attività, che consiste in una ricerca di compatibilità su donatori italiani ed esteri, ampliando dunque di gran lunga le possibilità di cura ed evitando fenomeni di mobilità passiva, serve solo l’autorizzazione della Regione, che spero arrivi in poche ore. In queste questioni non c’è intralcio burocratico in grado di giustificare ritardi, né serve eventualmente raccontarli perché quel tempo è ben impiegato solo se utilizzato nel risolverli”.

Piano casa, Amati: “La legge è salva. Già depositata la proposta abrogazione di un comma, richiesta dal Ministero per ritirare il ricorso”

“Il piano casa è salvo. Il Ministero per i Beni culturali ha chiesto l’impegno del Consiglio regionale ad abrogare una singola disposizione della disciplina e ho già depositato la proposta di legge. Non appena il Consiglio regionale approverà la modifica, il ricorso alla Corte costituzionale sarà dunque ritirato, come formalmente comunicato, per evidente sopravvenuto difetto d’interesse”.

Lo dichiara il presidente della commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.

“Ringrazio i ministri Dario Franceschini e Maristella Gelmini, i deputati Alberto Losacco e Mauro D’Attis, il presidente del Consiglio regionale Loredana Capone, il mio attivissimo capigruppo Filippo Caracciolo e i capigruppo della maggioranza Gianfranco Lopane, Grazia Di Bari e Massimiliano Stellato – prosegue Amati – per l’impegno dimostrato nel dialogo con i ministeri e al fine di salvare una delle pochissime leve economiche della Puglia di questi tempi. Il piano casa è infatti uno straordinario strumento di eco-edilizia e produzione, in grado di garantire riduzione del consumo di suolo, utilizzo di materiali per il risparmio energetico, recupero dalla fatiscenza e dall’abbandono di numerosi immobili, riduzione degli ambiti di discrezionalità amministrativa degli amministratori e delle strutture burocratiche dei comuni, quindi grandi rischi di corruzione, e migliaia di piatti a tavola. Gli unici avversari del piano casa sono purtroppo alcune frange di benpensanti orientati da narcisismo etico, condotta sociale descritta e avversata dal compianto Franco Cassano nel suo meraviglioso libro ‘L’umiltà del male’”.

“È stato molto bello vedere il Consiglio regionale – conclude – mobilitato in modo corale nel compimento di atti di amministrazione attiva su temi così rilevanti, spesso coprendo ritardi dell’azione amministrativa; si tratta, in buona sostanza, della condivisione dei problemi, prendendosi però la cura di perseguire una soluzione”.

Contrade Brindisi, Amati a Borri: “Io ignorante? Probabile, ma prima di giudicare gli abitanti delle contrade spieghi la sua villa-rudere in zona di pregio a Selva di Fasano”

“Borri accetti di confrontarsi piuttosto che offendere. Riconoscerò la mia ignoranza, molto probabile, alla condizione che egli riconosca la propria ipocrisia. Borri non può giudicare le costruzioni altrui, mettendosi sempre dalla parte della giuria e senza risolvere i problemi della povera gente, mentre a Selva di Fasano ha chiesto e ottenuto un permesso di costruire per una villa in area ad alto pregio paesaggistico, cosa che avrebbe criticato se fosse stata di un altro essere umano, lasciandola vergognosamente alla condizione di rudere in stato di degrado e abbandono”.

Lo dichiara il presidente della commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, commentando le parole offensive rivoltegli dell’assessore comunale all’urbanistica del Comune di Brindisi Dino Borri, durante il Consiglio comunale di venerdì 26 febbraio.

“Vorrei ricordare – prosegue Amati – che la norma per gli allacci all’acqua e alla fogna nelle contrade oggetto di piano di recupero in variante, approvato dalla giunta Vendola su proposta dell’assessore Barbanente, l’ho scritta e proposta io, ottenendo l’approvazione del Consiglio regionale, mentre a Brindisi si cincischiava e magari si aspettava il colera. E vorrei inoltre ricordare che i poveri cittadini delle contrade sono costretti a togliersi il cappello dinanzi alla burocrazia comunale per ricevere l’attestazione di sanabilità, necessaria per consentire ad Aqp di realizzare gli allacci”.

“Sentire poi che le contrade, e in particolare Torre Rossa, sorgono in area a rischio idraulico, per cui non è possibile autorizzare un aumento volumetrico perché le ville e le persone possono finire sott’acqua – sottolinea ancora il consigliere regionale – significa non sapere, cioè ignorare, che il carico volumetrico è già presente e che le persone già vivono in quelle case. Per cui il problema è accelerare sulle opere di mitigazione e non pontificare sugli aumenti volumetrici. Se Borri fosse coerente con il suo dire dovrebbe attivare l’immediato sgombero delle case e il successivo abbattimento, perché – ripeto – le persone già vivono in quel quartiere. Se la sente? È facile mettersi sul pulpito, strumentalizzare il rischio idraulico come se in quelle case non abitasse nessuno, e poi evitare di essere conseguenti e coerenti”.

“Infine: sarei ignorante perché, a dire di Borri, starei proponendo l’applicazione dell’articolo 36 del Testo unico dell’edilizia (c.d. doppia conformità), in virtù della sentenza della Corte costituzionale n. 107 del 2017”, sostiene Amati. “Non sarebbe meglio studiare le leggi e le carte prima di parlare? Io certamente sono ignorante, ma secondo Borri sono tutti ignoranti i componenti di quel collegio giudicante, e cioè Grossi, Criscuolo, Lattanzi, Carosi, Cartabia, Morelli, Coraggio, Amato, Sciarra, De Pretis, Zanon, Modugno, Barbera (relatore) e Prosperetti? Suvvia cerchiamo di essere seri. Non si può contrapporre alle norme e alle sentenze, che io cito con rigore, un concentrato di patafisica, aneddotica e dissipazione di parole: è un metodo, questo, contro la logica scientifica, sulla cui scia tento di preservare la mia biografia intellettuale, coltivando però sempre la virtù del dubbio e del limite”.

“Ma a parte ciò, trovo stupefacente che vi sia un’amministrazione comunale impegnata solo a giudicare le proposte altrui, peraltro bocciandole sempre, senza mai preoccuparsi di avanzare una proposta per risolvere un problema”, rimarca. “Una serie infinita di verbi coniugati al futuro – faremo, vedremo, lavoreremo, solleciteremo – senza mai assumersi la responsabilità di una decisione concreta e magari farsi coinvolgere dalle sofferenze umane, preferendo sempre il ruolo della ricca sinistra che odia il popolo, quella alla quale, come avrebbe detto Flaiano, molti di noi non aderiscono perché non se lo possono permettere. Io ignorante? Molto probabile. Ma spero – conclude – che Borri voglia spiegarmelo di persona in commissione comunale urbanistica – con alla mano leggi, sentenze e umanità – ove qualche consigliere ha già chiesto di udirci. Resto in attesa”.

Operatori sanitari e obbligo vaccino Covid, Amati: “Primi in Italia e secondo Costituzione. Lo facciano anche le altre regioni”

“Siamo i primi in Italia ad aver disposto misure energiche per agevolare la vaccinazione anti-Covid del personale sanitario, in coerenza con la Sentenza della Corte costituzionale n. 137 del 2019, relatrice l’attuale ministro della Giustizia Marta Cartabia. E ciò dovrebbe essere sufficiente per provare a convincere chi pensa che la Costituzione sia un contenitore di sentimenti personali, più che di norme, come la lirica per il poeta”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, promotore della legge “Operatori sanitari e vaccinazione anti-Coronavirus-19”, approvata ieri dal Consiglio regionale.

“Un Consiglio regionale accordato con la prova scientifica, almeno nella sua parte maggioritaria, ha affermato che non esiste efficacia di un obbligo senza disporre ragionevoli sanzioni.
Per questo motivo abbiamo deciso di aggiungere il vaccino anti-Covid all’elenco delle vaccinazioni alla cui obiezione la legge vigente riconnette rimedi disciplinari e sanzioni pecuniarie.
Il vaccino anti-Covid è stato dunque aggiunto a quello anti-difterite, tetano, pertosse acellulare, epatite B, morbillo, parotite, rosolia, varicella, influenza e tubercolosi; tutte vaccinazioni fortemente raccomandate dal legislatore statale.
Sino a questo momento, la mancata vaccinazione anti-Covid non poteva comportare, come per le altre previste, la sanzione pecuniaria sino a euro 5.000 e per ogni vaccinazione rifiutata.
Con la legge approvata ieri anche per il vaccino anti-Covid si aggiunge il regime sanzionatorio previsto per le altre vaccinazioni, al fine di attribuire maggiore efficacia al programma necessario a raggiungere al più presto l’immunità di popolazione, cominciando proprio dai professionisti sanitari che a rigore dovrebbero dare l’esempio.
La mancanza di una norma del genere, peraltro, comportava un mero giudizio d’inidoneità dell’operatore sanitario obiettore a essere impiegato nei reparti a rischio, cioè oncologia, ematologia, radioterapia, neonatologia, ostetricia, pediatria, malattie infettive, emergenza-urgenza è pronto soccorso, terapia intensiva e rianimazione, trapianti e gestione di pazienti trapiantati, trattamenti di pazienti dializzati, trattamenti di pazienti immuno-compromessi, strutture ambulatoriali/consultoriale ove si gestiscono donne in gravidanza e bambini, servizi vaccinali.
Considerato dunque il lungo elenco di unità operative nelle quali l’operatore non vaccinato non può operare, è facile immaginare come le alte percentuali di obiezioni (in media il 20-25%) alla vaccinazione potrebbero costituire un notevole problema di formazione dei turni lavoro e quindi un rischio di sospensione delle attività in decine di unità operative. E a questo si potrebbe aggiungere l’ulteriore rischio di assistere al fenomeno dell’obiezione vaccinale utilizzata come opportunità per evitare di prestare il servizio nelle unità operative a più alta complessità di lavoro.
Se dunque si vuole evitare di scadere nella mera polemica politica un po’ inconcludente, come sempre si dovrebbe nella pubblica amministrazione, ci è sembrato necessario rispondere alle domande di salute e profilassi, in linea con la prova scientifica e con il lungo percorso di affermazione dello stato di ragione”.

Nuovo porto di Otranto, Amati: “Condotte d’acqua è pronta, nei prossimi giorni sarà rilasciata la concessione regionale e poi i lavori”

“Condotte d’acqua S.p.A. conferma l’interesse alla realizzazione del nuovo porto di Otranto e si dichiara pronta a cominciare i lavori. Entro domani sarà inviato l’ultimo atto mancante, la SOA, e nel giro di pochi giorni la Regione rilascerà la concessione”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando l’audizione svoltasi oggi in V Commissione con la società Condotte d’Acqua S.p.A., il Comune di Otranto e il Direttore di Dipartimento Bilancio.

“Sino a qualche giorno fa si parlava dell’abbandono dell’importante programma, che avrebbe rappresentato un grave danno per l’economia turistica pugliese.
Oggi invece il tempo si è messo al bello e dal dialogo tra il rappresentante della società prof. Giovanni Bruno e il Direttore del Dipartimento Bilancio dott. Angelosante Albanese, è venuto l’impegno per un cronoprogramma rapidissimo.
Entro domani mattina Condotte d’acqua presenterà la certificazione SOA e la Regione si è impegnata a rilasciare in pochissimi giorni la concessione. A quel punto, scontati i tempi di legge, potranno avviarsi i lavori per poi concludersi entro 36 mesi dall’avvio”.

Pista aeroporto di Brindisi, Amati: “Lunedì mattina alle 11 partono i lavori. Sicurezza per voli e più ingressi di navi nel porto”

“Ci siamo. Cominceranno lunedì mattina, 22 febbraio alle ore 11, i lavori per la riqualificazione della pista dell’aeroporto di Brindisi. Confido molto nel lavoro e nella serietà della direzione lavori e dell’impresa appaltatrice, RTI Alò s.r.l. – Spina S.p.A – Siles s.r.l – Sintexcal S.p.A., per vedere concluse le attività nei tempi stabiliti, così da ottenere sicurezza nel volo e innalzamento del sentiero di discesa degli aeromobili, cioè il rimedio in grado di consentire l’ingresso nel porto delle grandi navi da crociera”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Ringrazio Aeroporti Puglia e tutti quelli che hanno lavorato per l’obiettivo: sono in tanti e impegnati a vario titolo nelle istituzioni e negli uffici tecnici.
Mi pare che con qualche parola in meno e qualche fatto in più si sarebbe potuto arrivare all’obiettivo con maggiore anticipo.
Ma è l’ora di guardare avanti, anche approfittando della minore consistenza del traffico aereo, causa Covid, così da agevolare le lavorazioni senza generare gravi disservizi.
Come per tutti i lavori che seguo, anche per questo farò sentire la mia presenza costante di controllo e incoraggiamento, magari aiutando nel caso dovesse sorgere qualche intoppo imprevisto così come spesso accade nel mondo del lavoro e nella vita.
La rilevanza dell’opera che si avvia, come più volte è stato detto, riguarda il potenziale di sicurezza e maggiore produttività che sarà in grado di generare, in via diretta sul traffico aereo e in via indiretta sul traffico portuale, considerata la quasi originalità brindisina di avere porto e aeroporto così strettamente connessi”.

Piano casa, Amati: “Demolire il Piano casa è condanna a morte della Puglia produttiva. Appello a Draghi, Franceschini e parlamentari”

“Mi appello a tutti i ministri del governo Draghi, in particolare a Dario Franceschini, e a tutti i parlamentari pugliesi. Demolire la legge sul ‘piano casa’ significa condannare a morte il settore produttivo edilizio, che assieme all’agricoltura sta mantenendo a galla la Puglia. Affermare che la mera proroga del piano casa sia incostituzionale per ottenere l’effetto di trascinare dinanzi al giudizio della Corte costituzionale punti diversi della legge approvati negli anni scorsi, mi sembra inammissibile dal lato processuale, infondato nel merito e comunque frutto di una forzatura della funzione tecnica di controllo sulle leggi regionali”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, commentando la richiesta d’impugnazione, avanzata dalla struttura burocratica del Mibact al Governo nazionale, dell’articolo 15 della legge regionale 30 dicembre 2020, n. 35, recante proroga dell’ambito temporale di validità, dal 31.12.2020 al 31.12.2021, della legge sul Piano casa.

“A scanso di ogni equivoco – spiega Amati – devo ribadire che in Puglia, come in qualunque regione italiana, non è possibile realizzare interventi edilizi in contrasto con le prescrizioni dei piani paesaggistici. E questo è, peraltro, apertamente ammesso nella stessa proposta d’impugnativa, per cui non si coglie in cosa consista il difetto di potere della Regione nel disporre la proroga che la struttura burocratica ministeriale ha sollevato. Ci sarebbe, anzi, da dire che sono proprio le norme tecniche del piano paesaggistico a consentire interventi edilizi che la legge regionale sul piano casa si preoccupa solo di richiamare e quindi rispettare; per fare un esempio, la giusta iniziativa avviata dal Comune di Bari per la riqualificazione della costa Sud, utilizzando sia il piano paesaggistico che la legge sul piano casa, addirittura inserita nelle richieste a valere sul Recovery. E mi fermo qui – sottolinea – per non accedere al metodo della dissipazione delle parole, che mi pare in contrasto con quello inaugurato dal governo Draghi”.

“La questione centrale – sostiene ancora il consigliere regionale – che dunque si pone con la richiesta d’impugnazione, consiste nel chiedersi se rientri o meno nelle competenze della Regione prorogare per un anno ancora il piano casa, sulla base di una norma statale eccezionale e di carattere temporaneo. La risposta è semplice e disarmante: si, almeno sino a quando sarà in vigore la legge statale che ha autorizzato il ricorso al piano casa, che come è noto non ha posto alcuna data di scadenza. Se il Governo volesse dunque eliminare lo strumento del piano casa, magari ritenendo che si tratti di uno strumento protrattosi sin troppo nel tempo, non ha che da compiere la scelta politica dell’abrogazione della norma statale che consente l’esistenza dei venti piani casa regionali, con la maggior parte di questi divenuti ormai strutturali, cioè validi senza alcun tempo di durata. Questo è il punto centrale della questione, che in ogni modo sto cercando di sottoporre ai ministri e ai parlamentari pugliesi”.

“Il governo scelga allora – conclude Amati – il da farsi sullo strumento del piano casa, ma non mi pare equo portare nell’aula della giustizia costituzionale un problema di valutazione politica, attinente invece alle leve di produzione per dare tenuta all’economia italiana e dunque pugliese”.

Amati: “Non c’è solo Recovery. In Puglia ci sono da spendere 516 milioni in sanità”

“Giusta la discussione sul Recovery ma nel frattempo è bene sottoscrivere con urgenza in ambito sanitario un accordo stralcio per circa 246 milioni di euro, che già per averlo sottoscritto ci offrirebbe la possibilità di raddoppiare e quindi programmare interventi per le ulteriori risorse, pari a 270 milioni di euro, ottenute con la delibera CIPE n. 51 del 2019“.

Lo dichiarano il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, e il deputato Alberto Losacco.
“Siamo a lavoro per sollecitare la Regione a promuovere la sottoscrizione degli accordi con i progetti preliminari di fattibilità e il Ministero a fare il suo in tempi rapidi, affinché possano essere spese queste ingenti risorse, necessarie per modernizzare l’assistenza sanitaria in Puglia.
Gli interventi programmati, a valere sull’ultimo stralcio delle delibere CIPE 97 e 98/2008, per un ammontare di circa 246 milioni, riguardano l’acquisto degli arredi e attrezzature per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano e la riqualificazione degli ospedali San Paolo, Di Venere, Perrino, Francavilla Fontana, Giovanni XXIII, Policlinico, Barletta, Castellaneta, Cerignola, San Severo, Gallipoli e nuovo ospedale Nord barese. Tutti questi interventi hanno bisogno della sottoscrizione di un accordo per poter partire.
Dalla sottoscrizione dell’accordo per l’ultimo stralcio, con una sorta di modalità prendi e raddoppia, deriverebbe la possibilità di avviare il procedimento per l’utilizzo degli ulteriori 270 milioni di euro deliberati dal Cipe il 24 luglio 2019, con la delibera n. 51. E su questo sarebbe certamente opportuno che alla luce dello stato di emergenza si modificassero un po’ le regole di autorizzazione alla spesa, semplificando e accelerando i procedimenti statali e regionali”.

Covid, Amati: “I sanitari non vaccinati dichiarati non idonei per i reparti a rischio. Difficoltà per i turni”

“Sta per sorgere un grosso problema. I medici competenti delle Asl, in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, stanno dichiarando non idonei i sanitari non vaccinati e impiegati presso i reparti a rischio. Ciò significa che di questo passo non si potrà garantire la turnazione nei reparti di ematologia, oncologia, dialisi, rianimazione, sale operatorie, reparti Covid, geriatria, medicina, ostetricia ed altri. Lo ripeto ancora una volta: subito in aula la proposta di legge sull’obbligo vaccinale”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione, Fabiano Amati.

“Non c’era bisogno di avere particolari doti intuitive per prevedere che il personale sanitario non vaccinato sarebbe stato dichiarato non idoneo allo svolgimento dell’attività presso le unità operative a rischio e che ciò avrebbe comportato notevoli difficoltà nel garantire la formazione delle équipe per i diversi turni” – prosegue Amati.

“Era ed è anche questo il motivo per cui è indispensabile una legge che sancisca l’obbligo di vaccinazione e mi stupisco che non si convochi il Consiglio per l’approvazione di questa iniziativa legislativa, nonostante la Commissione sanità abbia approvato e licenziato il testo da due settimane e con il parere favorevole dell’assessore Lopalco. Non lo sottolineo per polemica ma solo per evitare che tra qualche settimana la questione dei medici non vaccinati e i conseguenti riflessi sull’attività, possano assumere i caratteri dell’emergenza, come purtroppo sta accadendo per ogni cosa nella gestione della pandemia” – ha concluso il presidente Amati.