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Aprire ai Cinquestelle anche in Puglia? La politica non consiste in un esperimento di chimica fatto a Roma e applicabile a Bari. Se vogliono possono partecipare alle primarie, perché da noi così si scelgono candidati e programmi.

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Aprire ai Cinquestelle anche in Puglia? La politica non consiste in un esperimento di chimica fatto a Roma e applicabile a Bari. Se vogliono possono partecipare alle primarie, perché da noi così si scelgono candidati e programmi.

Contenere la furia dell’acqua, cioè regimentare, è lo scopo del canale deviatore di Torre Canne. Con l’abbattimento dell’ultimo diaframma dell’attraversamento della strada statale E55 si corre, dunque, verso la fine dei lavori. Un’opera idraulica di 2.600 metri che metterà in sicurezza da alluvioni e allagamenti la frazione di Fasano-Torre Canne”



Al castello di Carovigno, questa sera incontro-dibattito “La xylella minaccia senza fine? Il punto, le strategie, il futuro” con il Consigliere Amati
“La xylella minaccia senza fine? Il punto, le strategie, il futuro”: questo l’argomento di un incontro in programma per questa sera, venerdì 30 agosto, alle ore 19,30, al Castello Dentice di Frasso di Carovigno. La serata, moderata dal giornalista Michele Fortunato, sarà occasione per discutere del tema con le istituzioni e i tecnici agrari. L’evento chiuderà la tre giorni della manifestazione “Mandorle e Sapori a Corte”.
Interverranno il Consigliere regionale Fabiano Amati, Commissione Ambiente-Assetto ed utilizzazione del territorio; Filippo Angelini De Miccolis, Presidente Coldiretti della Provincia di Brindisi; Vito Rubino, Responsabile Settore Organizzazione e Sviluppo Cia Puglia e Direttore Area Due Mari-Brindisi Taranto. Le questioni tecniche, invece, saranno discusse da Franco Bellino, Tecnico Agrario; Felice Suma, Agronomo; Raffaele De Giovanni, Tecnico Agrario. Per i saluti istituzionali, saranno presenti: il Sindaco di Carovigno, Massimo Lanzilotti; Antonella Tateo, Assessore al Turismo e Cultura del Comune di Carovigno; Luigi Orlandini, Assessore alle Attività Produttive del Comune di Carovigno.
L’incontro è aperto alla cittadinanza.
Rischio idrogeologico, Amati: “Abbattuto ultimo diaframma dell’attraversamento stradale del canale di Torre Canne. Fine alluvioni e allagamenti”
“Contenere la furia dell’acqua, cioè regimentare, è lo scopo del canale deviatore di Torre Canne. Con l’abbattimento di oggi dell’ultimo diaframma dell’attraversamento della strada statale E55 si corre, dunque, verso la fine dei lavori. Un’opera idraulica di 2.600 metri che metterà in sicurezza da alluvioni e allagamenti la frazione di Fasano-Torre Canne”.
Lo ha dichiarato il Presidente della Commissione bilancio, Fabiano Amati, alla fine delle operazioni di abbattimento dell’ultimo diaframma del cunicolo di attraversamento della strada statale E55 (379), funzionale al completamento dei lavori di realizzazione del canale deviatore delle acque meteoriche dall’abitato di Fasano-Torre Canne.
All’evento sono intervenuti il Sindaco di Fasano Francesco Zaccaria, il Consigliere regionale Fabiano Amati, il Commissario Asset Elio Sannicandro, il Rup Leonardo Angelini, il direttore dei lavori Leonardo D’Adamo, il responsabile sicurezza Francesco Leone, il collaudatore dell’opera Piero De Leonardis, il rappresentante legale dell’impresa Gallone Cosimo esecutrice dei lavori e l’ex segretario generale dell’Autorità di Bacino della Puglia, Antonio Di Santo.
“L’attraversamento della strada statale è stato uno dei momenti più importanti dell’intera lavorazione, perché effettuato con una tecnica in grado di conciliare la circolazione stradale. Ove fosse stata utilizzata la tecnica tradizionale vi sarebbe stato il bisogno di interrompere il traffico veicolare. L’attraversamento stradale misura 41 metri ed è parte del canale deviatore di lunghezza pari a 2.600 metri, è composto da 7 attraversamenti stradali e 3 opere di presa, raccoglierà le acque provenienti dalle colline sovrastanti la frazione di Torre Canne, intercettandole da tre lame per poi farle defluire in mare. È bello vedere opere pubbliche che si realizzano dopo lunghi passaggi burocratici – conclude Amati –. Il canale di Torre Canne, il cui costo di realizzazione si aggira intorno a 5 milioni di euro, rientra in un piano generale di mitigazione del dissesto idrogeologico per circa 200 milioni e per parecchie decine d’interventi sull’intero territorio regionale, approvato all’epoca del mio mandato da Assessore regionale ai lavori pubblici”.
DETTAGLI TECNICI DELL’OPERA DI ATTRAVERSAMENTO OGGETTO DELL’ABBATTIMENTO DELL’ULTIMO DIAFRAMMA
Si tratta dell’unico attraversamento gettato in opera.
L’opportunità di realizzare la struttura in cemento armato in opera scaturisce dalla richiesta dell’ANAS di non ridurre la carreggiata della E55 che, come noto, rappresenta un asse viari di primaria importanza per il traffico veicolare della Regione Puglia, rappresentando il principale collegamento del Salento verso nord.
Prevede la realizzazione dello scatolare in cemento armato gettato in opera e successivamente spinto sotto la strada statale. La struttura monolitica da infiggere viene realizzate al di sopra di una platea di varo.
L’infissione avviene tramite martinetti che contrastano da un lato sulla struttura e dall’altro su una parete, detta muro reggispinta, che a sua volta scarica e ripartisce tale azione sul terreno retrostante.
Le fasi di realizzazione della spinta del monolite sono stare le seguenti:
– collegamento martinetti idraulici alla centrale oleodinamica situata nelle immediate vicinanze, controllando l’idoneo fissaggio delle condotte contenenti olio in pressione;
– posizionamento piastre/travi in acciaio per la ripartizione della spinta sulle strutture in calcestruzzo;
10.inserimento travi in acciaio di spessoramento di idonea lunghezza tra la parete reggispinta ed i martinetti;
11.lubrificazione eseguita dall’interno e dall’esterno del monolite, tramite opportuni fori previsti in fase di costruzione, dell’estradosso della soletta superiore;
12.ripetizione delle fasi 8-9-10-11 fino alla progr. 5,00 m di avanzamento.

Xylella, C-Entra il futuro: “Osservatorio fitosanitario risponde a nostre sei domande: le cose dette a convegno Conversano sono false. Emiliano sia più prudente”
“L’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia ha risposto alle nostre sei domande. Ci pare di capire che non rispondono al vero accertato o accertabile tutte le affermazioni e supposizioni espresse a Conversano durante un convegno, svoltosi nei giorni scorsi alla presenza, purtroppo, del Presidente Emiliano. D’ora in poi maggiore prudenza e affidamento alla prova scientifica non guasterebbe”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea, presentatori nei giorni scorsi di un’istanza al Servizio Osservatorio fitosanitario regionale, riscontrata oggi, per avere informazioni dettagliate sui contenuti esposti in un convegno sulla Xylella svoltosi il 24 luglio 2019 a Conversano alla presenza del Presidente della Giunta regionale Michele Emiliano.
Ecco il testo delle domande e delle risposte:
“1. È stato detto che dall’agosto 2016 c’è un albero infetto a nord di Bari. Risulta al Servizio tale circostanza?
Alla Sezione Osservatorio, sulla base degli atti disponibili, non risulta alcun ritrovamento di piante infette a Corato.
Nello specifico, le coordinate GPS dell’agro di Corato presenti nell’appendice “Xylella fastidiosa host plant database” della pubblicazione EFSA “Update of a database of host plants of Xylella fastidiosa: 20 November 2015” del 9 febbraio 2016 (EFSA Journal) si riferiscono, come specificato dall’EFSA, non alla posizione della pianta infetta ma rappresentano le coordinate di centroide della Puglia., mentre le coordinate GPS della pianta a cui si fa riferimento e tutte le informazioni ad essa associate sono presenti nel link presente nel lavoro scientifico di riferimento citato nello stesso documento.
2. Un relatore ha dichiarato d’occuparsi di Xylella dal 2011, cioè ben prima che la presenza del batterio fosse accertata ufficialmente. Di tale circostanza ne è mai venuto a conoscenza il servizio fitosanitario? In caso affermativo, perché il servizio ritenne di non rendere pubblica la notìzia e di adottare le opportune misure?
Il servizio fitosanitario non è mai venuto a conoscenza che ci fosse qualcuno a livello regionale che si occupasse di xylella nel 2011.
La presenza di xylella sul territorio Europeo è stata segnalata per la prima volta dal Servizio fitosanitario della Regione Puglia ad ottobre 2013, come rilevabile dalla prima comunicazione fatta dal Servizio fitosanitario al Ministero a seguito della nota dei laboratori SELGE di Bari con cui si comunicava l’identificazione mediante tecniche molecolari di Xylella fastidiosa in campioni vegetali prelevati nel Salento; in particolare da olivi con manifesti segni di disseccamento, da oleandro e mandorlo.
Con l’occasione si richiama l’art. 8 del D.igs 214/05 e s.m.i., che dispone “chiunque è a conoscenza , compresi gli Enti pubblici e privati ed ogni altra istituzione scientifica, di darne immediata comunicazione al Servizio fitosanitario regionale competente per territorio, della comparsa effettiva o sospetta di organismi nocivi di cui all’allegato I o II, nonché di ogni altro organismo nocivo, non segnalato precedentemente nel territorio della Repubblica Italiana”. L’inadempimento è sanzionabile ai sensi del comma 5 dell’art. 54 del medesimo decreto legislativo.
3. È stato detto che “… la fastidiosa fastidiosa c’è sempre stata in Puglia. Considerato che la “fastidiosa fastidiosa” è l’agente della temutissima malattia di “Pierce della vite”, del cui rinvenimento non si ha notizia nonostante le analisi compiute, il Servizio Fitosanitario ha dati o notizie che possano confermare tale affermazione? Se sì, perché ciò non è stato reso noto e quali misure sono state adottate in merito? Se invece non è vero, perché non sì smentisce tale falso allarme?
A questo servizio non è giunta alcuna comunicazione sul ritrovamento di ceppi di X. fastidiosa sottospecie fastidiosa.
E’ altresì doveroso specificare che la vite è stata oggetto di specifiche attività di monitoraggio dal 2013, I cui risultati non hanno mai evidenziato infezioni su questa specie, né tantomeno sono giunte segnalazioni di viti con sintomi sospetti e attribuibili alla Malattia di Pierce.
Peraltro, tutti i dati relativi alla caratterizzazione genetica effettuata dal laboratorio BELGE ogni qualvolta è stata identificata una nuova specie ospite o un nuovo focolaio, indicano in tutti i casi la presenza di X. fastidiosa sottospecie pauca ST53.
A seguito delle prove di patogenicità effettuate su vite, suffragate dalle analisi di laboratorio effettuate sui campioni vegetali prelevati da vite nelle aree infette, con Decisione UÈ 2352 del 14/12/2017, tre varietà di vite molto diffuse in Puglia: Negroamaro, Cabernet Sauvignon e Primitivo, sono state inserite tra le specie non suscettibili alla Xylella f. pauca ST53.
4. È stato detto che la Xylella è arrivata in Puglia alla fine del secolo scorso. Se il riferimento è verosimilmente alla sottospecie “pauca”, considerato che nello stesso convegno è stato detto che la fastidiosa “c’è sempre stata in Puglia”, il Servizio Fitosanitario è in possesso di dati che confermino questa affermazione, sinora smentita dalle analisi anche genetiche effettuate da gruppi di rilevanza internazionale? E se invece tali affermazioni fossero false, perché non si procede a smentita?
Che l’introduzione possa essere avvenuta alcuni anni prima del 2013 (anno in cui è stato diagnosticato in Puglia il batterio per la prima volta) è cosa alquanto plausibile considerando che dalle informazioni acquisite nell’areale colpito dai disseccamenti, sintomi atipici di disseccamento su olivo erano stati notati già nel 2008-2010; dai dati ora a disposizione emerge che (in condizioni di campo) dal momento dell’infezione sino alla comparsa dei sintomi possono intercorrere anche anni (3-4 anni).
Gli studiosi hanno cercato di stimare la probabile data di introduzione, fra le quali l’autore del libro fa riferimento all’arco temporale individuato durante la conferenza EFSA di Mallorca del 2017, ciò ovviamente non è da intendersi come data sin dalla quale si aveva conoscenza dell’esistenza di Xylella in Puglia.
Una risposta scientifica in tal senso è stata fornita ad aprile 2019, sulla rivista scientifica “Applied and Environmental Microbiology” è stato pubblicato il lavoro “Genomic diversity and recombination among Xylella fastidiosa subspecies” di: Mathieu Vanhove, Adam C. Retchless, Anne Sicard, Adrien Rieux, Helvecio D. Coletta-Filho, Leonardo De La Fuente, Drake C. 5tenger,e Rodrigo P. P. Almeida, che attraverso una analisi bioinformatica delle sequenze dei genomi disponibili (quindi dati reali) ha stimato come data di introduzione statisticamente più probabile in Puglia il 2008, mentre in Costa Rica la data di introduzione statisticamente più probabile è il 1943.
5. È stato detto che “la Francia ha deciso di abbandonare il problema…”. Considerato che non risulta avviato alcun procedimento d’inadempimento (infrazione) a carico della Francia, mentre al contrario sono stati resi più volte pubblici gli esiti del monitoraggio del materiale vegetale importato e del controllo di potenziali focolai sul territorio francese, cosa intende fare il Servizio Fitosanitario per impedire che il prestare credito a tale tipo di informazioni può favorire il propagarsi dell’epidemia?
Al Servizio fitosanitario pugliese non risulta che “La Francia ha deciso di abbandonare il problema”.
La Francia nella regione Provenza-Alpi – Costa Azzurra (PACA), attua misure di eradicazione e in Corsica misure di contenimento. Si rammenta che le misure di eradicazione che sono le più drastiche hanno come obiettivo Feradicazione del batterio dal territorio interessato, mentre in Corsica nonostante sia un’isola e il batterio è diffuso e insediato, si attuano misure di contenimento proprio per cercare di contenerne la diffusione.
6. È stato detto che “a Mentone hanno trovato tutti i 5 tipi” (riferendosi presumibilmente a tutte le diverse sottospecie di Xylella). E’ una affermazione che trova conferma nei documenti ufficiali?
Dai report ufficiali della Francia presentati in seno al Comitato Fitosanitario Permanente di Bruxelles e pubblicati su CIRCA (portale della Commissione) non risulta che in Francia siano stati individuate tutte le sottospecie di xylella.
Le sottospecie rilevate in Francia nella regione PACA sono: X. fastidiosa subsp. multiplex e X. fastidiosa subsp. pauca.

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Sistema sanitario locale: per superare la sofferenza del “Perrino”, c’è bisogno di un Pta e Odc al “Di Summa”; per il nord della Provincia, appurato il buon lavoro che sta svolgendo il Pta di Fasano, spero che i lavori in corso nell’ospedale di Monopoli-Fasano siano consegnati nel minore tempo possibile. Bisogna completare la rete territoriale e portarla al massimo delle sue capacità, ma soprattutto abbattere i tempi d’attesa che sono il problema più grosso. L’approfondimento nella mia intervista su “Quotidiano” di oggi.
