Progetto “Le parole del cibo, le suggestioni dell’arte”: domani appuntamento a Latiano con il Consigliere Amati

Si terrà domani, venerdì 31 maggio, alle ore 18.30 nella BIC-Biblioteca Innovativa di Comunità “G. de Nitto” in piazza Umberto I, a Latiano, la sesta tappa del progetto “Le parole del cibo, le suggestioni dell’arte”, manifestazione ideata e diretta da Lia De Venere, promossa dalla Biblioteca multimediale consiliare “Teca del Mediterraneo” e organizzata dall’Associazione Culturale ETRA ETS di Castellana Grotte. A rappresentare il Consiglio Regionale della Puglia sarà il Consigliere Fabiano Amati, il quale interverrà all’appuntamento e omaggerà la biblioteca con alcune pubblicazioni sulle tematiche oggetto d’analisi, che ne incrementeranno il patrimonio bibliografico. A Latiano, il progetto che unisce il mondo dell’arte e della letteratura con il filo rosso del cibo e dell’alimentazione approfondirà il tema “Mangiar sano”.

Il pomeriggio sarà introdotto dai saluti del sindaco di Latiano, Cosimo Maiorano, del presidente del consiglio comunale Gabriele Argentieri e del responsabile del Settore Cultura Piergiorgio Galiano. Seguirà la presentazione dell’installazione dell’artista Mariantonietta Bagliato in un dialogo con Lia De Venere, storica dell’arte e curatrice di mostre di arte contemporanea.
Nella seconda parte dell’appuntamento, il “Mangiar sano” sarà al centro della conversazione con l’agronomo Nico Catalano, autore per Radici Future del libro Abbiamo fatto 13, pubblicazione che intende fornire alle giovani generazioni gli strumenti conoscitivi necessari per orientarli verso il mangiare sano, verso gli antichi saperi e sapori, verso la salvaguardia della salute e la custodia della biodiversità e dell’ambiente in un’ottica sostenibile. Dialogherà con l’autore Giancarlo Perrone, ricercatore del CNR-ISPA di Bari.A moderare l’appuntamento, la giornalista Annamaria Minunno.

 

 

 

 

Sei Consiglieri: “Avevamo sperato in Zingaretti ma nulla di fatto. Di Gioia deve dimettersi o essere revocato”

Avevamo sperato in Zingaretti ma nulla di fatto. Il contorsionismo e la convenienza stanno prevalendo. L’assessore Di Gioia deve dimettersi o essere revocato, perché chi gode del nostro appoggio può scegliere di votare chi vuole, fuorché persone candidate in partiti che vogliono ammazzare i cittadini del sud in nome dell’autonomia del nord. Noi non abbiamo una doppia verità, una per il popolo e una per i dirigenti”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia.

“C’è il chiaro tentativo di trascinare la questione sino al 26 maggio, nella speranza di fargli perdere ogni attualità – proseguono –. Sia chiaro, per noi non sarà così. E non per involuti discorsi politicisti, ma per un fatto molto concreto: Di Gioia sta portando acqua al mulino di un partito che con l’autonomia del nord vuole togliere alla Puglia 282 milioni all’anno pensando solo all’Iva sanitaria, e senza dimenticare il grande danno già inflitto alle regioni meridionali con il trasferimento delle centrali idroelettriche alle regioni del nord.

L’assessore Di Gioia, tra l’altro, sostiene candidati di un partito fortemente scettico sull’Europa e lo fa nonostante le regioni del sud prendano dall’Europa più di quanto versino; sono cioè beneficiari netti. Quasi tutte le imprese, alberghi, attività di commercio, opere pubbliche, percorsi di formazione, ecc. hanno in bella mostra il cartello in plexiglas che annuncia il contributo europeo attraverso la Regione. Come si fa a fingere che tutto questo non esista e a tollerare, invece, contributi elettorali alla causa della Lega, che è ormai diventata la fabbrica delle paure per lucrare voti?

Per questo non possiamo restare in silenzio né pensare, come sostenuto da Zingaretti, che l’assessore abbia un problema con i cittadini e non con il PD. E questo perché – concludono i sei Consiglieri – se un assessore ha un problema con i cittadini e viene sostenuto dal PD, per i cittadini il problema diventa fatalmente il PD: come se già non ne avessimo abbastanza di nostri”.

 

Decreto archiviazione su Xylella, Amati: “È una buona notizia; resto però perplesso sulle motivazioni”

“Il decreto di archiviazione è una buona notizia, resto però molto perplesso sulle motivazioni. Nessuno dei dirigenti, ricercatori e scienziati ha commesso reati e solo questo vale quando a pronunciarsi è il giudice penale”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, commentando il decreto di archiviazione emesso dal Tribunale di Lecce sul procedimento relativo alla diffusione della Xylella.

“Le persone coinvolte nell’inchiesta sono tra i migliori professionisti di cui la nostra regione dispone e in questi anni non si sono mai lasciati fiaccare né dall’inchiesta giudiziaria né dalle continue aggressioni anti-scientifiche. Le loro intuizioni scientifiche si sono purtroppo rivelate fondate, prova ne sia il paesaggio lunare oggi visibile in tutta l’area salentina.

Mi auguro – conclude – che questa dolorosa esperienza possa servire a far comprendere che i tribunali non sono luoghi adatti a giudicare le modalità con cui i ricercatori raggiungono la prova scientifica o i rimedi che essa suggerisce”.

Amati: “Il DG assicura che il servizio dialisi rispetta le procedure e i protocolli. Mi pare di poter dire che finalmente le analisi non vengono più trasformate in voti”

“Il servizio dialisi rispetta le procedure e i protocolli. È quanto mi è stato comunicato dal Direttore Generale con una lettera, e a questo punto credo di poter dire che a Fasano le analisi si fanno regolarmente e abbiano perso solo la capacità – finalmente – di essere trasformate in voti”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, che nei giorni scorsi aveva interrogato il DG della Asl di Brindisi in merito a una denuncia avanzata dal Dott. Franco Di Tano sulla inattendibilità dei risultati delle analisi dei pazienti dializzati.

Ecco il testo della lettera inviata ad Amati dal Dott. Giuseppe Pasqualone:

“Gentile Presidente,

nel ringraziarLa per la sua attenzione e sensibilità al tema della salute dei cittadini pugliesi ed in particolare di quelli nel territorio nel quale operiamo entrambi, seppure con ruoli differenti, in merito all’oggetto della sua lettera pubblica ripresa da alcuni organi di informazione, oltre che dagli stessi social, posso rassicurare che il Servizio Dialisi del PTA di Fasano rispetta le procedure e i protocolli previsti dalle norme.

In particolare, circa la conservazione delle provette contenti i prelievi dei pazienti, esse vengono custodite in apposite strutture refrigerate a temperature controllate ed il trasporto successivo nel Centro analisi dell’ospedale Perrino di Brindisi avviene entro i termini e nelle condizioni previste dai protocolli sanitari.

Per quanto riguarda la tipologia dei mezzi utilizzati per il trasporto di queste provette, gli stessi rispondono ai requisiti previsti per il trasferimento in sicurezza dei prelievi.

Circa i tempi che intercorrono tra il prelievo effettuato a Fasano e gli esami di laboratorio processati a Brindisi, come già sottolineato, le provette sono costantemente monitorate e gli esami di laboratorio rappresentano un’ulteriore conferma dei risultati che gli specialisti del Centro Dialisi di Fasano effettuano in tempo reale al paziente attraverso “l’emogasanalizzatore”. Da questo esame estemporaneo derivano le informazioni sull’equilibrio acido base, sui valori di emoglobina e degli elettroliti su cui vengono modulate le decisioni terapeutiche ad horas. Valutazioni poi che – come da protocollo – vengono completate in laboratorio.

Fin qui, illustre Presidente Amati, le informazioni che riguardano le procedure e dunque la tutela della salute dei nostri cittadini.

In merito agli interrogativi che Lei pone, ritengo che le considerazioni contenute nella denuncia del medico siano del tutto errate, meravigliandomi come lo stesso professionista non conosca i percorsi sanitari e, soprattutto, non abbia segnalato quanto da egli stesso evidenziato ai suoi diretti superiori.

Ritengo che, per tale circostanza, l’Azienda abbia il dovere di intraprendere ogni azione finalizzata a tutelare l’immagine e la professionalità del personale che opera con grande capacità, ma anche per ristabilire, qualora ce ne fosse bisogno, i corretti percorsi che queste informazioni devono avere, così da non consentire – come in questo caso – allarmismi ingiustificati nella opinione pubblica e, soprattutto, nei pazienti dializzati già costretti dalla malattia ad affrontare enormi sacrifici.

Infine trovo persino inopportuno soffermarmi sulla richiesta del medico di trasferirsi presso altra struttura sanitaria, considerando infondate le motivazioni addotte alla stessa.

Nel ringraziarLa, resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Distinti saluti.

Il Direttore Generale

Dott. Giuseppe Pasqualone”

 

Decreto Centinaio, Amati e Pentassuglia: “C’è un errore, si rischia di rendere più difficile la lotta all’avanzata della Xylella. Lettera ai deputati”

“Con il testo approvato si rischia di vanificare, sia pure involontariamente, tutta l’attività di lotta al batterio e di contenimento della sua avanzata. Per questo motivo abbiamo scritto ai componenti della commissione Agricoltura della Camera dei deputati, per correggere l’errore in vista della conversione in legge del D.L. n. 27 del 2019”.

Lo comunicano i presidenti delle commissioni regionali Bilancio e Attività produttive, Fabiano Amati e Donato Pentassuglia.

“Riteniamo la necessità – spiegano i due consiglieri regionali pugliesi – di prestare attenzione all’art.8 del decreto, nella parte in cui aggiunge l’art.18 bis D. lgs. n. 214 del 2005, il quale prevede che nel caso di irreperibilità o rifiuto degli obbligati a eseguire le misure fitosanitarie di emergenza, queste possono essere eseguite coattivamente mediante accesso sui fondi da parte degli ispettori incaricati, coadiuvati, su richiesta, dalla Prefettura. La disposizione risulta inutile e addirittura dannosa. Inutile perché – aggiungono – tratta di misure già obbligatorie con la legislazione pre-vigente e quindi eseguibili coattivamente contro gli irreperibili e coloro che “rifiutano” o semplicemente non eseguono spontaneamente; dannosa perché fonte di equivoci, sicché si potrebbe sostenere che senza la sua introduzione non si poteva già procedere all’esecuzione coattiva e in danno, come invece è stato fatto in passato”.

“Non solo”, proseguono i due esponenti Pd in Consiglio regionale. “Tale disposizione, prevedendo espressamente che si possa accedere nei fondi per eseguire le misure fitosanitarie nei casi di irreperibilità o rifiuto, implica che dette circostanze – sostengono – debbano essere accertate con le forme aggravate previste dal codice di procedura civile (artt. 140 o 143). Sarebbe pertanto utile, invece, una disposizione speciale che, accoppiata a quella generale dell’art. 21 bis della Legge n. 241 del 1990, abiliti le amministrazioni interessate a effettuare le notifiche delle ordinanze che dispongono misure obbligatorie, in forma collettiva e nella maniera ritenuta più idonea, senza che sia necessario comunicarle individualmente ai singoli soggetti obbligati”.

“Tale procedimento è già previsto – precisano – peraltro dalla delibera della Giunta regionale n. 1890 del 2018, adottata in conformità con la normativa pre-vigente al decreto Centinaio. Si rappresenta, inoltre, che senza modifiche il decreto legge potrebbe finire per costituire, paradossalmente, un vantaggio per l’espansione del contagio in quanto di ostacolo all’esecuzione delle misure di contenimento. Allo stato, infatti, pende dinanzi al Tar Bari un ricorso con cui è stato impugnato proprio il punto della esecuzione delle misure fitosanitarie previste dalla Giunta pugliese che, alla luce del decreto Centinaio, potrebbe addirittura avvantaggiare la tesi dei ricorrenti, rendendo quindi vano – concludono – ogni tentativo di esecuzione delle superiori misure di salute vegetale”.

Assunzioni in sanità, sei Consiglieri: “Chi ha dato il parere favorevole della Puglia alla norma a vantaggio delle regioni del nord? Sembra un anticipo di autonomia da contrastare a tutti i costi”

“Chi ha dato il parere favorevole della Puglia alla proposta di sblocco del turnover del personale sanitario, a tutto vantaggio delle regioni del nord? È ciò che chiediamo sulla base degli annunci del ministro Giulia Grillo e del sottosegretario Luca Coletto, che hanno riferito l’accordo di tutte le regioni italiane. Se fosse vero sembrerebbe un parere favorevole con punte di autolesionismo, dato di fatto a un’iniziativa anticipata di autonomia del nord a spese del sud”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia.

“La proposta di emendamento, che a dire del ministro Grillo è stata concordata con tutte le regioni meridionali, prevede innanzitutto di ignorare i reali fabbisogni della popolazione e di piegare le norme di finanza pubblica all’esclusivo vantaggio delle regioni del nord. Un’anticipazione del progetto di autonomia del nord ai danni del sud. Vediamo il perché.

Senza la norma proposta, le regioni del nord dovrebbero rientrare – a partire dal 2019 – nel parametro della spesa per il personale sostenuta nel 2004, meno l’1,4%, negli anni sistematicamente violata ed elusa. Ne deriva che l’approvazione della proposta rappresenta un condono in favore delle regioni del nord che hanno eluso il tetto di spesa del 2004, autorizzandole a mantenere la spesa sul più ampio tetto raggiunto in conseguenza appunto della violazione di legge.

Per le altre regioni invece, per esempio la Puglia, che hanno mantenuto il tetto della spesa storica del 2004 e che non hanno potuto eluderlo o violarlo per via dei piani di riordino o operativo, o che magari si accingono a superare la spesa del 2018 per via di un virtuoso ritorno a una gestione ordinaria, resterà in piedi il tetto della spesa storica del 2004, meno l’1,4%. Una gravissima conseguenza in materia di offerta di prestazioni e servizi, che in caso di mancato equilibrio finanziario (si pensi per esempio alla spesa farmaceutica in deficit) comporta l’impossibilità di spendere centinaia di milioni per incrementare il personale sanitario.

A ciò si aggiunga – proseguono i Consiglieri – che con la stessa norma, ove approvata, è stabilito un aumento della spesa nella misura del 5% dell’incremento del Fondo sanitario rispetto all’esercizio precedente. È facile dedurre quanto nociva sarebbe per noi se fosse approvata la richiesta di maggiore autonomia del nord, che ha come più gravi effetti proprio la riduzione del Fondo sanitario regionale”.

Vivai e xylella, Amati e Pentassuglia: “Ora si autorizzi, non ci sono più scuse. Da Roma il via libera nonostante la curiosa astensione della Puglia”

“A questo punto non ci sono scuse. In poche ore si autorizzi la movimentazione delle piante in area delimitata, così da salvare i vivai pugliesi dal fallimento. È questa la ovvia conseguenza dell’approvazione di un parere da parte del Comitato fitosanitario nazionale, avvenuta nonostante il curioso voto di astensione della Regione Puglia”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati e Donato Pentassuglia.

“Tra mesi persi e riunioni interlocutorie siamo giunti esattamente dove avevamo più volte auspicato. Basti pensare che non era bastata nemmeno una norma contenuta nella legge regionale di bilancio (art. 99), approvata per consentire proprio la movimentazione delle piante nelle aree delimitate a causa della xylella. Una norma purtroppo violata in attesa di un parere del Comitato fitosanitario nazionale, che ora è finalmente arrivato.

Ci stupisce solo che nel voto finale sul parere ci sia stata l’astensione del rappresentante della Regione Puglia, le cui ragioni sono allo stato sconosciute. In ogni caso speriamo solo che in poche ore sia adottata la determina di autorizzazione, così da farci spuntare tra le cose fatte almeno uno dei moltissimi problemi”.

Xylella, Amati: “Sottovalutato il fronte avanzato del contagio, sputacchina in arrivo e non si hanno notizie sugli alberi infetti di Fasano e Monopoli. A rischio Bari Nord e Bat. Forse serve nuova manifestazione”

“Bene i soldi per la zona infetta, ma si hanno notizie degli alberi infetti di Fasano-Torre Canne e Monopoli? È in arrivo la stagione della sputacchina che si mette all’opera e ho l’impressione che si stia sottovalutando il fronte avanzato del contagio. Se si molla la presa, c’è il rischio concreto di vedere presto invase le province di Bari e Bat. Forse occorre al più presto una nuova manifestazione”.

Lo dichiara il presidente della commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati.

“La giusta attenzione che si sta rivolgendo verso le risorse per ricostruire gli ambiti produttivi e paesaggistici distrutti – prosegue Amati – rischia di distrarre dall’avanzata del batterio, tant’è che non si hanno notizie, per esempio, sulla sorte degli alberi infetti ritrovati a Fasano e Monopoli. Eppure si avvicina la stagione in cui si schiudono le uova della sputacchina, cioè il momento a più alto rischio di contagio per gli alberi sani.

Se si intende davvero frenare la devastazione in corso – avverte l’esponente del Pd – non si può lasciare il fronte più avanzato al suo destino o nella distrazione, magari in ascolto di varie suggestioni o a tollerare l’impotenza della pubblica amministrazione di fronte alle difficoltà che insorgono per eseguire le decisioni più risolute”.

“Vorrei ricordare – aggiunge il presidente della commissione Bilancio – che la stesa cosa accadde purtroppo nel Salento qualche anno fa. Si discuteva sulla bontà dei rimedi indicati dalla scienza per contenere il diffondersi del batterio e nel frattempo il contagio avanzava, lasciando alle sue spalle la distruzione che oggi si vede. Ho l’impressione che quelle antiche e inconcludenti discussioni si siano trasferite nei comuni dell’ultimo fronte e, tra un convegno e l’altro, rischiamo di ritrovarci tra qualche mese a dover manifestare per nuovi fondi per ricostruire le province di Bari e della Bat”.

Voto e futuro, Amati: “Si sgonfiano 5Stelle a vantaggio di Salvini. Dobbiamo contrastare autonomia del Nord a spese del Sud”

“Il voto ai Cinquestelle si sta forse rivelando una bolla elettorale, purtroppo assorbito da Salvini e dal suo progetto di sostegno al Nord a spese del Sud. A questo punto dobbiamo fare ciò che pure il Presidente Emiliano non era propenso a fare sino a qualche settimana fa. E cioè prendere le distanze con durezza dalla proposta di ‘scippi e rapine’ delle regioni del Nord a spese del Sud”. Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“In concreto. Dobbiamo contrastare la norma che ha concesso alle regioni del Nord le centrali idroelettriche, con un incremento del canone stimato in 260 milioni oltre potenza elettrica gratuita; dobbiamo lottare per evitare la riduzione di 682 milioni circa (calcolando solo l’IVA) sul fondo sanitario pugliese; dobbiamo insorgere contro la riduzione degli stipendi agli insegnanti del Sud; dobbiamo reagire al trasferimento delle infrastrutture stradali per mantenere al Nord l’Irpef.

Dobbiamo inoltre pensare a fare in proprio ciò che si può fare. E cioè: liste d’attesa, lotta alla xylella, vivai e sprechi dei Consorzi di bonifica. Poiché la politica è composta da argomenti di stretto merito, realizzare queste cose equivale già alla costruzione di un comitato di liberazione” – conclude Amati –.