Ospedale di Comunità San Pancrazio Salentino, Amati: “Lavori avviati e la Regione cancella debito del Comune per la costruzione della struttura”

“Dopo l’istituzione dell’Ospedale di Comunità di San Pancrazio Salentino avviati i lavori per l’adeguamento degli spazi con il completamento degli interventi previsto entro il 18 febbraio. E con la legge di Bilancio il Consiglio regionale ha cancellato, su mia proposta, il debito che il Comune contrasse per la realizzazione della struttura. Ieri primo sopralluogo sul cantiere”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Il Consiglio regionale ha approvato con la Legge di bilancio, un mio emendamento sottoscritto anche dai colleghi Mauro Vizzino e Alessandro Leoci, con cui si assolve il comune dal pagamento del debito residuo per la costruzione della struttura, pari a € 253.000. Questo perché l’immobile di via Umbria (angolo via Turati) è stato messo a disposizione dal Comune di San Pancrazio. Insomma, con l’Ospedale di comunità il Comune di San Pancrazio acquisisce un importante presidio territoriale di assistenza per la costruzione della struttura e allo stesso tempo ottiene un sensibile alleggerimento per le proprie casse, idoneo a ripagare la decisione di cedere alla Asl in comodato gratuito la struttura.
I lavori di adeguamento permetteranno la ridistribuzione e la ridestinazione degli spazi e dei locali, sono stati aggiudicati nel mese scorso per un importo complessivo di euro 83.954,69.
Ringrazio il sindaco Salvatore Ripa e l’intera amministrazione comunale, la Asl di Brindisi e il direttore dei lavori Ing. Perrone e i cittadini di San Pancrazio che stanno sostenendo con partecipazione tutte le fasi del programma”.

 

 

 

Xylella, Amati: “Finalmente in cattedra vanno gli scienziati e a casa i creduloni. Ma abbiamo sofferto”

“Plaudo alla nomina di un comitato Xylella composto da personalità accordate con la prova scientifica. Mi ricordo quando eravamo non più di “quattro gatti”impegnati in questa missione con quotidiane sofferenze per fronteggiare accuse ingiuste, alcuni finiti dalla cattedra al processo, contro ambiguità politiche, negazionisti, fabbricatori di credulità, attori e cantanti travestiti da fitopatologi e agronomi. E mentre tutto ciò andava in scena, la Xylella avanzava e ora ci sta mettendo di fronte all’ultimo disperato tentativo di salvare il salvabile”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando la nomina del Comitato anti-Xylella.

“Le battaglie combattute con Donato Pentassuglia tra i banchi del Consiglio regionale, delle Commissioni e nelle strade, ci regalano oggi una notizia di conforto; e speriamo che non sia troppo tardi.
È sempre molto fastidioso aver ragione in ritardo, perché certifica la bontà di un’opinione nel tempo in cui – tuttavia – non si può fare moltissimo per mutare il corso della storia. Contribuirò ovviamente a lavorare e collaborare con l’amministrazione regionale e con tutte le istituzioni scientifiche, per fare in modo che l’ultima metà di Puglia sia risparmiata dal flagello Xylella.
E mentre parlo mi torna in mente il ricordo del Prof. Giovanni Martelli, che non ha potuto vedere questo primo risarcimento al valore pesantemente ferito degli studi e della ricerca”.

Vaccinazione Covid, Amati: “Depositata proposta di legge per vaccinare tutti gli operatori sanitari”

“Ho depositato oggi una proposta di legge per vaccinare al Covid gli operatori sanitari, in coerenza e conformità con la normativa regionale approvata nella scorsa legislatura su iniziativa consiliare, poi dichiarata legittima dalla Corte costituzionale e inserita tra i prodotti legislativi più rari tra quelli vigenti in materia su tutto il territorio nazionale. L’approvazione rapida della proposta di legge determinerebbe un grosso aiuto, anche educativo, per procedere con determinazione sul lungo percorso utile a conseguire al più presto gli effetti della massima copertura vaccinale, che le leggi statali eccezionali e d’emergenza suggeriscono senza alcun dubbio o remora”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“La pandemia da Coronavirus -19 e la relativa produzione del vaccino, dotato della prova scientifica di efficacia così come accertato dalle autorità di regolazione, hanno riproposto antichi problemi sulle migliori modalità per conseguire, con idonea copertura vaccinale, il raggiungimento dell’immunità di comunità e realizzare – attraverso la vaccinazione degli operatori sanitari – standard di maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro, in favore degli stessi operatori sanitari, dei loro colleghi, dei pazienti e dei loro familiari.
La vigente legge regionale riguarda la prevenzione e il controllo della trasmissione delle infezioni occupazionali e degli agenti infettivi ai pazienti, ai loro familiari, agli altri operatori e alla collettività, e individua i reparti dove consentire l’accesso ai soli operatori che si siano attenuti alle indicazioni del Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV) vigente per i soggetti a rischio per esposizione professionale. In particolare, le vaccinazioni tassativamente indicate per i soggetti a rischio per esposizione professionale sono quelle contro epatite B, morbillo, parotite, rosolia, varicella, difterite, tetano, pertosse, influenza e tubercolosi.
Nel corpo normativo vigente manca, tuttavia, una previsione in grado di estendere la medesima disciplina di sicurezza per prevenire il contagio con altre malattie di tipo infettivo, o addirittura pandemico, che dovessero insorgere nel frattempo e non raccolte – dunque – da alcuna disciplina normativa.
Per colmare tale lacuna ho presentato una proposta di legge, coerente con la Sentenza della Corte Costituzionale n. 137/2019.
Poiché la legislazione regionale non può avere ad oggetto la regolazione degli obblighi vaccinali ma l’accesso ai reparti degli istituti di cura, la finalità della proposta è in buona sostanza quella di prevenire le epidemie in ambito nosocomiale, rimanendo così all’interno delle competenze regionali.
Tutte le disposizione regionali debbono quindi essere emanate – in via ordinaria – nell’ambito del PNPV vigente.
Per questo motivo un intervento legislativo regionale tout court, compiuto estendendo la normativa vigente alle sopravvenienze infettive, sarebbe assoggettabile a giudizio d’incostituzionalità per violazione delle attribuzioni statali, a meno che non si sostenga – ragionevolmente – che la pratica vaccinale per il Coronavirus sia inquadrabile tra quelle fortemente raccomandate, alla luce di un’interpretazione testuale e logico-sistematica di tutta la normativa eccezionale e d’emergenza e di tutti gli atti di amministrazione statale adottati per contrastare la diffusione del contagio e – da ultimo – per conseguire (in ragione del programma di approvvigionamento) il massimo numero di dosi del vaccino per coprire in modo capillare l’intera popolazione italiana, a cominciare dagli operatori sanitari e dai soggetti più deboli, facendo dunque emergere l’obbligo a carico delle regioni di favorire – nell’ambito della propria competenza concorrente – tutte le misure idonee a tenere in sicurezza la popolazione attraverso l’obiettivo minimo del raggiungimento dell’immunità di comunità e della massima sicurezza degli operatori sanitari, dei pazienti, dei loro familiari, degli altri operatori e della collettività, individuando dunque – in coerenza con le disposizioni regionali già vigenti – i reparti dove consentire l’accesso ai soli operatori che si siano attenuti alle indicazioni contenute negli atti di esecuzione della campagna vaccinale, indiscutibilmente integrativi – a tacer d’altro e dall’elencazione obiettiva di tragici dati di fatto – del PNPV”.

TESTO ARTICOLATO DELLA PROPOSTA

Articolo 1

(Operatori sanitari e vaccinazione anti-Coronavirus-19. Applicazione della Legge regionale 19 giugno 2018, n. 27)

Le disposizioni di sicurezza previste, dalla Legge regionale 19 giugno 2018, n. 27 e dal successivo regolamento attuativo, a carico degli operatori sanitari per prevenire e controllare la trasmissione delle infezioni occupazionali e degli agenti infettivi ai pazienti, ai loro familiari, agli altri operatori e alla collettività, si applicano anche per la vaccinazione anti-Coronavirus-19, purché la pratica di prevenzione sia prescritta in forma di obbligo o raccomandazione dalla legislazione statale, ovvero qualora la sua raccomandabilità possa intendersi derivata in coerenza con la legislazione statale eccezionale e d’emergenza, oppure sia prevista da atti amministrativi nazionali, comunque denominati, diretti a favorire la massima copertura vaccinale della popolazione e per questo aventi efficacia integrativa del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale.

Autorità portuale Brindisi, Amati: “Consiglio di Stato dà ragione a Patroni Griffi e censura il mal di firma: avanti tutta con le opere”

“La sentenza del Consiglio di Stato sulle opere portuali dice che aveva ragione il Presidente Ugo Patroni Griffi e che le norme vanno interpretate nella loro logica e cronologia piuttosto che usate per assecondare il mal di firma della burocrazia. Dopo questa parentesi spero che sia dato l’avanti tutta a queste opere e a tutte quelle che servono a Brindisi e al suo porto”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando la sentenza del Consiglio di Stato numero 8356, pubblicata oggi, e relativa conformità delle opere di realizzazione di una recinzione che delimita l’area portuale dalla Stazione Marittima fino alla banchina di Punta dell’arco, mediante l’installazione su un basamento in calcestruzzo di un recinto con pannelli alternati in acciaio corten e trasparenti, con relativi impianti di videosorveglianza ed antintrusione, oltre a n. 17 varchi portuali, in parte sostitutivi di quelli esistenti, con installazione di strutture in fabbricato leggero con tettoia attigua.

“Mi spiace molto che in tutta la fase processuale l’Autorità di sistema portuale abbia avuto come contraddittore, tra gli altri, il Comune di Brindisi, che per missione dovrebbe invece sostenere l’attivismo infrastrutturale e quindi una maggiore predisposizione a interpretare le norme nel loro senso produttivo, cioè quello per cui nella specie furono approvate, e non in funzione di burocratismo difensivo. Il Consiglio di Stato ha infatti sentenziato che i Piani Regolatori Portuali approvati antecedentemente alla legge n. 84 del 1994, non hanno effetti di conformazione del territorio, così come più volte ribadito dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Il Piano regolatore portuale di
Brindisi, risalente al 1975, non poteva essere dunque considerato come parametro giuridico ai fini della valutazione di conformità urbanistica degli interventi proposti dall’Autorità portuale, considerato peraltro che le sue prescrizioni non erano mai state recepite in qualche modo nelle previsioni del piano regolatore comunale.
E tale assunto non può essere superato nemmeno dalla variante al piano portuale di Brindisi operata nel 2002 in relazione ai pontili a pettine di S. Apollinare. L’annessione di tale nuova opera accanto a quelle già previste nel Piano regolatore portuale del 1975 (la variante estremamente limitata in portata riguardò l’edificazione di tre pontili a pettine e la realizzazione di una banchina di riva), non può avere la caratteristica dell’aggiornamento complessivo previsto della legge e dunque necessario al fine di modificarne la natura, da mero atto di programmazione di opere marittime a strumento urbanistico.
Secondo il Consiglio di Stato pure i rilievi preliminari del Comune sono confutabili, perché le opere eseguite sul demanio sono soggette all’obbligo di conformarsi alle disposizioni urbanistiche vigenti e ai relativi controlli, fermo restando che, per tali interventi ‒ per i quali non è richiesto il previo rilascio di titolo abilitativo ‒ è necessario l’accertamento di
conformità con le prescrizioni urbanistiche ed edilizie, effettuato secondo le modalità procedimentali previste dalla legge. Infatti: le ipotesi in cui l’opera, per quanto conforme sostanzialmente allo strumento urbanistico, non sia stata preceduta dalla sequenza procedimentale autorizzatoria prevista dalla legge, costituisce un istituto generale contemplato dal testo unico dell’edilizia, applicabile anche agli interventi edilizi realizzati su area demaniale”.

Legge di Bilancio, Amati: “Prorogato il recupero di sottotetti, porticati, locali seminterrati”

“Prorogato al 31 dicembre 2021 il termine per il recupero dei sottotetti destinato a usi connessi alla residenza, dei porticati a piano terra o piano rialzato da destinare prioritariamente a usi terziari e commerciali, dei locali seminterrati da destinare a uso residenziale e dei locali seminterrati e interrati da destinare a uso terziario e commerciale. Lo ha stabilito la legge di Bilancio regionale accogliendo un mio emendamento, sottoscritto anche dal collega Francesco Paolicelli”.

Lo comunica il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Questa norma, assieme al Piano casa, ha l’obiettivo sia di dare sostegno e impulso all’attività edilizia, sia di migliorare la qualità del patrimonio edilizio di zone residenziali e aree pubbliche attraverso il recupero di sottotetti, porticati, locali seminterrati e interviene su immobili esistenti. La norma inoltre pone l’attenzione su uno dei settori a più alta densità di posti di lavoro. Il compito di un amministratore pubblico è proprio quello di favorire la produzione elaborando idee per tenere in moto l’economia e magari riuscire a darle maggiore potenza”.

Sanità, Amati: “Buona sanità è anche allargare le strade, perché arrivare in tempo in ospedale è un diritto. Approvata mia proposta”

“La buona sanità consiste anche nel dovere di allargare e sistemare le strade che da ogni città portano agli ospedali di riferimento. Arrivare in tempo in ospedale per le malattie da pericolo di vita è, infatti, un diritto di ogni cittadino. Per questo ho proposto una norma, approvata dal Consiglio, per progettare entro un anno tutto il sistema viario di accesso agli ospedali di primo e secondo livello, così da poter indirizzare a questa causa a elevato rendimento una buona parte delle risorse sulla infrastrutturazione della Regione”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.

“Fare le strade significa offrire la possibilità alla civiltà di venirci a trovare e alla salute di non andarsene”, prosegue. “Arrivare in tempo in ospedale per le malattie tempo-dipendenti è l’unica possibilità per non perdere la vita. La legge di bilancio per il 2021 – spiega ancora Amati – ha stabilito, infatti, che per gestire al meglio i pazienti critici negli ospedali di riferimento e per conseguire il rispetto dei tempi massimi raccomandati per la stabilizzazione, occorre procedere ad ammodernare e mettere in sicurezza la rete stradale dell’intero bacino epidemiologico afferente a ogni ospedale di primo e secondo livello. E per far questo la legge ha dato mandato all’Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio (Asset), in collaborazione con gli assessorati ai Trasporti, alle Opere pubbliche e Promozione della salute, di predisporre uno studio di fattibilità, comprensivo di costi stimati, sugli interventi necessari”. “L’attività – annuncia il consigliere regionale – dovrà essere completata entro e non oltre il 31 dicembre 2021 e sarà caratterizzata da due fasi: entro e non oltre il 30 giugno 2021, la consegna dello studio relativo ai nuovi ospedali in costruzione o in fase d’appalto per progettazione o lavori (Monopoli-Fasano, Taranto, Maglie-Melendugno e Andria); entro e non oltre il successivo 31 dicembre 2021, la consegna dello studio relativo a tutti gli altri ospedali già in esercizio. Lo studio di fattibilità – conclude Amati – deve anche valutare e stimare le eventuali iniziative suggerite per la realizzazione o per il potenziamento di idonea rete metropolitana al servizio dei presìdi ospedalieri e per l’istituzione o per il potenziamento delle linee di trasporto pubblico locale”.

Amati e Paolicelli: “Bimbi soffrono per diagnosi tardive: finanziato progetto a Giovanni XXIII di Bari e IRCCS Medea di Brindisi”

“Nel bilancio della Regione c’è una norma di attenzione e speranza per tanti bimbi con malattie neuromuscolari. Il progetto ‘Monitor’ finanzierà un’attività sperimentale di diagnosi precoce, gestita dalle Unità operative di riferimento del Giovanni XXIII di Bari e IRCCS Medea di Brindisi. Con questo provvedimento comincia la nostra lotta al fianco delle famiglie e dei medici impegnati nella cura delle malattie rare”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati e Francesco Paolicelli.

“In Puglia abbiamo due magnifiche strutture impegnate nella cura delle malattie neuromuscolari, a Bari il Giovanni XXIII e a Brindisi l’IRCCS Medea – dicono i Consiglieri Amati e Paolicelli.
Di recente ho preso atto di un clamoroso problema diagnostico – aggiunge il Consigliere Amati – facendo l’esperienza durissima e meravigliosa di visitare l’IRCCS Medea e incontrare il Primario Antonio Trabacca, l’amorevole personale, i bambini e ragazzi degenti e alcuni familiari. E da quel momento ho deciso, coinvolgendo il Collega Paolicelli, che l’attenzione alle malattie rare sarà un ulteriore capitolo del mio impegno amministrativo, cercando di istituire anche un nuovo ospedale pediatrico per le province di Brindisi, Lecce e Taranto.
Il progetto Monitor – continuano i Consiglieri Amati e Paolicelli, è finalizzato ad attivare il sistema regionale di sorveglianza e di riconoscimento precoce di bambini con malattia neuromuscolare, e perciò abbiamo proposto al Consiglio regionale d’istituire un programma pilota “Monitor” assegnato in gestione all’Ospedale Pediatrico “Giovanni XXIII” di Bari e all’IRCCS “E. Medea” di Brindisi, sotto la rispettiva sorveglianza dell’Azienda Ospedaliera Policlinico di Bari e la ASL Brindisi, e con la collaborazione della Società Italiana di Pediatria e la Federazione Italiana Medici Pediatri.
Il programma pilota avrà durata biennale e prevede lo screening neuromuscolare su un campione di bambini nati vivi, determinato dai rispettivi gestori del programma e sulla base di apposita consultazione con i Pediatri di libera scelta aderenti.
Il programma sarà attivato sulla base della sottoscrizione di un disciplinare tra Regione Puglia, Aziende sanitarie interessate e Unità operative delle strutture di ricovero e cura assegnatarie e funzionalmente interessate, avente ad oggetto le fasi del programma, il regolamento economico e la relazione finale di verifica sulla fattibilità d’estensione del programma a tutti i bambini pugliesi nati vivi. Nei primi giorni del 2021 ci attiveremo affinché si parta rapidamente, perché c’è un mondo di sofferenza – sconosciuto ai più – che va portato alla conoscenza di tutti, per incentivare nuove prospettive di cura e nuovi fronti di ricerca. Ringraziamo il dirigente regionale Dott. Benedetto Pacifico, per i suggerimenti tecnici e soprattutto per aver condiviso con passione la nuova missione”.

Piano casa, Amati: “Anche nel 2021 avremo eco-edilizia e produzione per tanti bilanci messi assieme”

“La proroga al 31 dicembre 2021 della legge sul Piano casa rappresenta la conferma delle politiche fondate sull’eco-edilizia, in quanto solo così si evita di consumare suolo, e sulla produzione con cifre a nove zeri. Una norma di poche righe, infatti, vale in termini di rendimento ambientale ed economico come dieci bilanci messi assieme”.

Lo dichiara il Presidnete della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando la proroga al 31 dicembre 2021 – disposta con la legge di bilancio – del Piano casa.

“Nonostante questi dati di fatto inappuntabili sento ancora qualche eco di un’ideologia politica decrescitista e con qualche problema con gli uomini che hanno il diritto di mettere il piatto a tavola. Lo rilevo non tanto a scopo polemico quanto per offrire il mio piccolo contributo affinché nell’amministrazione pubblica si abbia sempre riguardo a provvedimenti a elevato tasso di rendimento, come lo è – appunto – il Piano casa.
Dal 2009 ad oggi il Piano casa rappresenta l’unico strumento normativo in grado di favorire la produzione, se solo si considera che anche per quest’anno solo il settore dell’edilizia fa segnare dati di tenuta. E ciò accade grazie alle diverse modifiche apportate negli anni alla legge sul Piano casa, ultimamente avallate con la recente modifica al testo unico dell’edilizia approvata dall’intera maggioranza di governo nazionale.
Nell’anno in corso mi preoccuperò di monitorare con maggiore attenzione i dati di applicazione e utilizzo dello strumento, al fine di poter pensare a ulteriori miglioramenti, sempre nell’ambito dell’edilizia esistente e del risparmio energetico, proseguendo sulla strada dell’edilizia come atto dovuto e cioè non soggetto alla discrezionalità dei politici di turno e alle tentazioni di corruzione”.

Consorzi di bonifica, Amati: “Nulla di nuovo. Ancora sprechi, stipendificio e si privatizza acqua”

“Con i soldi buttati nei Consorzi di bonifica si potrebbe mettere a nuovo un ospedale all’anno. Si preferisce però continuare con gli sprechi milionari finalizzati a mantenere lo stipendificio chiamato Consorzi di bonifica. E per completare l’opera si elimina la norma di transito della sezione irrigua ad AQP, che fa buchi milionari ogni anno e che rappresenta in parte la privatizzazione della gestione dell’acqua. Nulla di nuovo sotto il sole. Questa volta chi ha scritto una parola di conforto per il più noto dei carrozzoni sono stati i Cinquestelle, divenuti in men che non si dica fucina di riforme in nome di un patto politico fondato sul tartufo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Con il voto odierno si ripete la scena di 10 o 15 milioni regalati ai Consorzi di bonifica per assicurare super stipendi.
Mi spiace che non ci si rende conto che i Consorzi di bonifica sono enti tra privati a costituzione obbligatoria e non un ente strumentale della Regione. La decisione di impedire, dunque, il passaggio della funzione irrigua al soggetto interamente pubblico AQP ha come conseguenza il permanere di una situazione di privatizzazione della gestione della risorsa, anche in contrasto con la normativa di cura ambientale prescritta dalle leggi europee e nazionali. La sezione irrigua detenuta dai Consorzi, infine, continua a registrare notevoli debiti, come attestato dagli atti contabili degli stessi Consorzi, che puntualmente vengono pagati con le tasse dei cittadini pugliesi. Io continuerò nella mia battaglia contro gli sprechi e i carrozzoni, convinto che alla fine qualcosa di buono accadrà”.

Contrade Brindisi, Amati: “Affondato salvataggio case dove vivono 1000 persone senza acqua e fogna. Oggi ripresento la norma”

“Sono rammaricato. Il Consiglio regionale ha soppresso la norma approvata in Commissione e che sarebbe servita a salvare le case dei quartieri di Brindisi-Torre Rossa, Sant’Elia e Montenegro, già recuperate e sanate con un piano approvato definitivamente dalla Regione nel giugno 2005 dalla Giunta Vendola su proposta dell’assessore Barbanente, ove risiedono circa 1000 persone, e che senza questa norma in tanti non potrebbero allacciarsi alla rete idrica e fognaria. Quando l’ideologia orienta il merito e si ha qualche problema per le ragioni dei poveri, va a finire che si travolge le vite delle persone e la stessa ragione. Oggi ripresento la norma, affinché approdi rapidamente in Commissione per poi tornare in aula”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio
e Programmazione Fabiano Amati.

“La norma proposta consentiva all’Amministrazione comunale di Brindisi di non esporsi a un ridicolo paradosso, cioè dover applicare un Piano di recupero approvato dalla Regione ordinando la demolizione di piccoli ampliamenti, tutti nel volume massimo del 20%, per poi autorizzarne la ricostruzione ai sensi del Piano casa, cioè la norma che consente l’ampliamento delle residenze nei limiti del 20% della volumetria totale, calcolata ai sensi della stessa legge che consentiva l’approvazione dei Piani di recupero. Cioè una cosa irragionevole a dir poco.
A ciò si aggiunga (per abbondare nell’irragionevolezza) che il motivo della soppressione è stato motivato nella circostanza che la proposta violerebbe la legge regionale vigente, che è proprio il motivo per cui è stata presentata una norma regionale, cioè di pari rango, perché se non ci fosse stato il contrasto con la normativa regionale vigente non ci sarebbe stato ovviamente alcun bisogno di dotarsi di una norma approvata dal
Consiglio regionale. Faccio inoltre presente, a tutti i commentatori d’occasione, che a causa di questi mancati interventi si continua a compromettere l’ambiente di quel territorio, perché senza le canalizzazioni lo scarico fognario avviene in pozzi senza tenuta stagna e il prelievo dell’acqua – non potabile – è assicurato dalle acque sotterranee. Insomma, una combinazione di atti non aderenti alla cura dell’ambiente e del paesaggio.
Ringrazio comunque i capigruppo delle diverse parti politiche della maggioranza che hanno colto le necessità vitali per queste persone e la struttura tecnica dell’assessorato regionale, guidata dall’Ing. Barbara Valenzano, che ha posto a disposizione il proprio impegno tecnico – purtroppo invano – per cercare e trovare una soluzione condivisa”.