Amati: “Vietato morire da soli. Ospedali applichino legge prima che entri in vigore, perché ogni giorno ha il suo rimpianto”.

“In Puglia i malati ricoverati in ospedale non possono morire soli. Questa è una legge-divieto che spero sia applicata prima ancora che entri in vigore, perché ogni giorno che passa si porta dietro decine di crudeli rimpianti. La nostra iniziativa era mossa da un’ispirazione che oggi è diventata dedica: in memoria di centinaia di persone morte in solitudine in tempo di Covid e chiuse in un sacco senza lo sguardo di chi le ha amate”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Per giungere al risultato auspicato con la nostra proposta abbiamo dovuto faticare un bel po’, forse illusi dal fatto che una proposta del genere potesse rotolare facilmente perché spinta dalla forza di gravità dell’amore. E invece è stata una battaglia, vinta però grazie alla dedizione della maggior parte dei colleghi Consiglieri regionali.
Ringrazio il collega Antonio Tutolo che ha messo in gioco tutte le energie per conseguire l’esame della Commissione e del Consiglio regionale e gli altri colleghi che poi hanno sostenuto con la loro sottoscrizione un’idea antichissima di umanità e civiltà.
Poiché la legge approvata oggi deve scontare ancora qualche giorno per la pubblicazione e l’entrata in vigore, mi appello ai responsabili amministrativi e sanitari delle ASL e delle RSA affinché anticipino gli effetti delle disposizioni approvate, dando immediate disposizioni per offrire a pazienti e ospiti la possibilità di avere accanto una persona cara. E ciò lo dico perché ogni giorno muoiono decine di persone che non possono ricevere il confronto di una mano stretta per amore”.

Dati vaccinazione Puglia: Amati “Ieri, domenica 2 maggio, sono state somministrate 19.701 dosi, -5.786 rispetto a sabato 01, -12.898 rispetto a venerdì 30, -5.175 rispetto a giovedì 29”.

Dati della campagna vaccinale aggiornati alle 17:11 di oggi.
Ieri, domenica 2 maggio, sono state somministrate dosi 19.701.
– 5.786 rispetto a sabato 1,
– 12.898 rispetto a venerdì 30,
– 5.175 rispetto a giovedì 29.
Ad oggi sono state consegnate 1.583.085 dosi di vaccini, 1.345.226 delle quali sono state somministrate.
Nello specifico sono 1.006.732 prime dosi e 338.494 seconde dosi. In giacenza 237.859 dosi.

“Mi preoccupa molto la copertura ancora limitata dei fragili e i ritardi di convocazione per chi ha saltato il turno per carenza di dosi, o per chi è stato ritenuto incompatibile ad AstraZeneca e attende ancora di essere richiamato” – commenta il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

Il punto sull’immunità.
La percentuale dei pugliesi che hanno ricevuto almeno una dose è del 25,47 %, mentre l’ 8.56 % ha ricevuto anche la seconda dose.

Nel dettaglio i dati di utilizzo dei singoli vaccini.
VAXZEVRIA (ASTRAZENECA) dosi consegnate 437.300, dosi somministrate 320.819. Giacenza 116.345.
Ieri, domenica 2 maggio, sono state somministrate 2.097 dosi di Vaxzevria (AstraZeneca), + 752 rispetto al giorno precedente.

PFIZER/BIONTECH dosi consegnate 986.035, dosi somministrate 915.126. Giacenza 70.909.
Ieri, domenica 2 maggio, sono state somministrate 15.637 dosi di Pfizer/BioNTech, – 5.577 rispetto al giorno precedente.

MODERNA dosi consegnate 137.200, dosi somministrate 98.756. Giacenza 38.444.
Ieri, domenica 2 maggio, sono state somministrate 272 dosi di Moderna, – 1.083 rispetto al giorno precedente.

JANSSEN dosi consegnate 22.550, dosi somministrate 10.389. Giacenza 12.161.
Ieri, domenica 2 maggio, sono state somministrate 1.795 dosi di Janssen, +122 rispetto al giorno precedente.

Il punto a livello nazionale.
La Puglia è in decima posizione nella classifica generale nazionale: su 1.583.085 dosi consegnate, sono state somministrate 1.345.226, pari al 85%.
Preceduta da: prima Liguria, seconda Marche, terza Lombardia, quarta Emilia Romagna, quinta Umbria, sesta Veneto, settima Valle D’Aosta, ottava Molise, nona Piemonte.
Il punto sulle fasce d’età Puglia.
Decima per la fascia +90 (53,1%);
Nona per fascia 80/89 (66,6%);
Quarta per fascia 70/79 (5,5%).

Dosi somministrate ai cittadini fragili negli ultimi giorni
Fragili censiti: 485.896. Attualmente vaccinati 207.227 pari al 21,32%.

Per tutti gli approfondimenti e per saperne di più sui dati in Puglia in tempo reale della campagna vaccinale con tutte le regioni a confronto visita il portale www.fabianoamati.it/covidreport

Facoltà medicina Lecce, Amati: “Le Università pugliesi si parlino, senza campanilismi, per non lasciare spazio a fraintendimenti.”

“Penso che il sistema universitario pugliese debba parlarsi con franchezza e senza eccessi di fair play, per valutare come programmare al meglio l’ampliamento dell’offerta di ricerca e formazione. Ha suscitato interesse, infatti, l’opinione del Rettore dell’Università di Bari in ordine alla necessità di dare priorità alle scuole di specializzazione piuttosto che ai corsi di laurea, dando così continuità agli investimenti già previsti e al miglioramento delle dotazioni infrastrutturali delle sedi esistenti”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La Regione sta per decidere un notevole investimento economico sulla ricerca e formazione universitaria, impegnandosi per vent’anni e fuori dalle proprie competenze funzionali. La straordinarietà della questione merita, perciò, un impegnativo approfondimento, a cominciare dal rifiuto sincero e concreto di ogni ipotesi di campanilismo, dirigendosi verso l’ampliamento della reputazione del nostro sistema universitario e valutando gli investimenti sulla base di dati obiettivi.
In tal senso vanno considerati il dato demografico, il sistema pensionistico e le aspettative di vita, che in forma congiunta o disgiunta sono in grado di condizionare l’insegnamento universitario per progressiva contrazione di studenti, per aumento degli anni di lavoro del personale in servizio e per mutamento delle necessità specialistiche.
Tutto ciò rende necessario, alla luce della scarsità delle risorse economiche disponibili, una programmazione più pertinente e meno emotiva, puntata sull’ampliamento dell’offerta specialistica, che è un modo più sicuro per contrastare i flussi degli studenti pugliesi verso le altre università italiane. In poche parole, così come ha fatto intendere il Rettore di Bari, è più importante che i giovani medici si specializzino in Puglia, così da rimanerci, piuttosto che laurearsi in Puglia ed emigrare verso scuole di specializzazione extra regionali che non li riporteranno più indietro, impoverendo il nostro sistema sanitario.
Spero dunque che nell’audizione della prossima settimana con gli assessori regionali alla Sanità e alla Formazione si parli di questo e con ampi livelli di disponibilità ad aprirsi a tutte le ragioni, anche per onorare le sollecitazioni che abbiamo richiesto e che sono venute non per esigenze di cerimoniale ma per farci meglio valutare la decisione politica che stiamo per prendere”.

Ristorazione Oncologico, Amati: “Vicenda s’ingarbuglia. Asl Brindisi autorizzò estensione ma si preferì attendere per molto tempo la gara dell’Asl Bari. Perché?”

“Si sta ingarbugliando la storia della ristorazione all’IRCCS Oncologico Giovanni Paolo II. E la mia nuova obiezione è tutta in una domanda: perché si decise di attendere l’esito della gara di ristorazione di Bari per poi chiedere l’estensione, nonostante un anno e tre mesi prima la Asl di Brindisi avesse dato l’autorizzazione ad avvalersi della propria gara ponte? Mi pare che all’aumentare delle domande s’ingigantiscano i dubbi. Chiederò l’audizione del Commissario straordinario Delle Donne”.
Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando l’esito dell’audizione odierna in III Commissione del DG della Asl di Brindisi.
“Dal complesso delle audizioni emerge un quadro abbastanza critico. Abbiamo avuto modo di appurare che il 28 maggio 2019 l’Oncologico dichiarava deserta la propria gara ponte per la ristorazione e che il 28 ottobre 2019 l’Asl di Bari bandiva una gara per ristorazione collettiva, estensibile alle altre aziende pugliesi in virtù di una norma approvata dal Consiglio regionale ben 17 anni fa, cioè l’articolo 28 della Legge regionale n. 1 del 2004.
Il 4 dicembre 2019, cioè ben sette mesi dopo la dichiarazione di gara deserta, l’Oncologico chiedeva alla Asl Bari di poter usufruire della clausola di estensione, e il 7 ottobre 2020, cioè oltre un anno e mezzo dopo la dichiarazione di gara deserta, la Asl di Bari aggiudicava la propria gara.
Dopo aver sollevato il problema in sede di prima audizione in Commissione per chiedere spiegazioni sui fatti e in particolare sulla sussistenza dei requisiti di legge per far corso all’estensione, chiedevo al DG dell’Oncologico se avessero domandato a qualche altra Asl la possibilità di ottenere l’estensione del servizio, nel tempo intercorrente dalla dichiarazione di gara deserta, cioè il 28.5.2019, all’aggiudicazione della gara della Asl di Bari, cioè il 7.10.2020. A seguito di questa domanda ricevevo l’informazione che l’estensione della gara per il servizio di ristorazione era stata richiesta alla Asl Brindisi e che la stessa non aveva inteso rispondere. Sulla base di tale informazione provvedevo a richiedere l’audizione del DG della Asl Brindisi per conoscere i motivi di tale silenzioso diniego.
L’audizione si è svolta oggi e ho avuto modo di apprendere come i fatti non stiano proprio come riferito dal DG dell’Oncologico. Infatti, in data 2.7.2019, cioè un mese dopo la gara deserta, l’Oncologico chiedeva alla Asl di Brindisi di poter avvalersi dell’estensione, per una somma di € 560.000 al netto di IVA; in data 30.7.2019 la Asl accoglieva la richiesta, dichiarando una disponibilità d’estensione capiente rispetto alla richiesta, cioè pari a € 1.604.011; dopo tale ultima dichiarazione non sopraggiungeva alcun seguito; in data 22.10.2019 la Asl di Brindisi reiterava la propria disponibilità all’estensione della propria gara in favore dell’Oncologico; anche tale ultima missiva restava priva di riscontro.
Mettendo dunque in ordine gli atti e le date, risulta che, tra la dichiarazione di gara deserta dell’Oncologico e l’aggiudicazione della gara da parte della Asl di Bari, è intervenuta una pronta dichiarazione di disponibilità della Asl di Brindisi ingiustificatamente non accolta, preferendo invece attendere per più di un anno l’esito della gara della Asl di Bari.
E su questo sarà interessante conoscere le giustificazioni che potrà formulare il Commissario straordinario dell’Oncologico, che oggi stesso ho chiesto sia chiamato a riferire in audizione”.

 

Fabiano Amati – Presidente Commissione Bilancio Regione Puglia
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Gas e fonti rinnovabili, Amati: “Pratiche ferme nei cassetti della PA e ‘no’ a tutto; così rischiamo di perdere l’appuntamento con il green e i fondi del Recovery”

“Sono fermi nei cassetti della pubblica amministrazione i numerosi programmi del nuovo mondo green e noi rischiamo di perdere lo storico appuntamento, forse perché non è molto chiaro in cosa consista. L’ambientalismo è infatti sotto l’assedio delle inerzie varie, del ‘no’ al gas – noto carburante di transizione – e del ‘no’ alle fonti rinnovabili – cioè quello che serve per produrre idrogeno. C’è da chiedersi, allora: ma si pensa che il green sia uno dei colori sulla tavolozza del pittore?”. Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati. “

“Non c’è dibattito pubblico che non sia incentrato sulle virtù del green e sui fondi del Recovery”, prosegue. Ma a questa gran quantità di parole corrispondono fatti che vanno nel senso contrario e in particolare nel settore della produzione di energia. Si parla tanto di decarbonizzazione, cioè l’eliminazione del carbone tra le fonti di produzione di energia, ma giacciono nei meandri delle burocrazie ministeriali, regionali e comunali le autorizzazioni per le sostituzioni delle unità a carbone con quelle a gas. Eppure si sente spesso decantare la virtù del gas, sia come il miglior carburante di transizione e sia come la fonte fossile decisamente meno inquinante che ci sia”.

“Si parla tanto – sottolinea ancora Amati – di idrogeno verde, cioè quello che si produrrà utilizzando le fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico e biomasse), ma giacciono nei meandri delle amministrazioni provinciali e regionali, tra mille ‘no’, le autorizzazioni per gli impianti rinnovabili. Eppure si dovrebbe sapere che dire ‘no’ alla grande quantità di rinnovabili di cui abbiamo bisogno, coincide con un ‘si’ nel continuare la produzione energetica nelle forme tradizionali, cioè inquinando a più non posso. A meno che tutto questo non nasconda l’intento politico di far arretrare il mondo a condizioni di vita con minore dispendio di energia; ma posto che mi sembra impossibile che gli uomini possano rinunciare al progresso, che in larga parte coincide con gli incrementi di libertà, vuol dire che non siamo di fronte a battaglie ambientaliste ma a dottrine politiche che cercano d’imporsi strumentalizzando i valori ambientali e finendo per proporre un mondo inquinato. Che è – conclude – tutt’altra storia, da combattere senza risparmio”.

Vaccinazioni, Amati: “Dono alla Regione il mio portale. Solo con i dati si decide al meglio”

“Le maggiori difficoltà nella gestione della campagna vaccinale e nell’assunzione di decisioni ben calibrate, derivano dalla incredibile mancanza di un sistema unitario di raccolta e catalogazione dei dati. Per questo ho scritto al Presidente Emiliano, offrendo alla Regione il mio portale e la collaborazione del mio staff; e tutto ciò per migliorare la qualità della campagna di vaccinazione ed evitare disagi per i cittadini, problemi per gli operatori e rischi di mancato raggiungimento dell’obiettivo d’immunità di popolazione”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Attraverso il portale è possibile valutare l’andamento della campagna vaccinale pugliese.
Attraverso un’analisi dettagliata dei numeri su andamento vaccinazioni per categorie e dosi disponibili, si possono notare i punti deboli che il Piano vaccinale dovrebbe tenere presente ed eliminare attraverso scelte mirate e precise, così da valutare ampiamente le somministrazioni da fare e a chi, sulla base dei numeri e dei vaccini a disposizione. Ogni giorno, infatti, il dato dei vaccini in giacenza è sempre troppo elevato per giustificare una sospensione dell’attività nei centri vaccinali. E allora attraverso questo importante strumento che ragiona sui numeri si può pianificare al meglio giorno per giorno la campagna vaccinale pugliese. Si può raggiungere la piattaforma direttamente dal link https://fabianoamati.it/covidreport con il proprio smartphone o con il computer e navigare tra le numerose funzioni.
Mi auguro che sia uno strumento utile per prendere decisioni importanti per raggiungere quanto prima l’immunità di popolazione”.

Vaccinazioni, Amati: “Basta disagi. Riaprire subito centri con dosi disponibili, garantendo accoglienza e informazioni per chi ha perso il turno”

“Riaprire subito i centri vaccinali somministrando le dosi disponibili, convocando i cittadini che hanno saltato l’appuntamento e garantendo accoglienza e informazioni. Non riesco a capire che gusto si provi nel creare disagio prevedibile. In questa tormentata campagna vaccinale serve purtroppo ripetersi per vedere inversioni di rotta e soluzione ai problemi”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Sedute vaccinali sospese, centri vaccinali con assembramento di persone in attesa e comunicazione carente sulle modalità di recupero del turno saltato, sono gli ingredienti problematici di queste ultime ore.
Che ci sia carenza di dosi AstraZeneca è fatto noto e non addebitabile al Governo regionale; è però altrettanto noto il fatto che ci siano dosi in giacenza dei vaccini Pfizer/Biontech e Moderna, e che ben potrebbero essere utilizzati per continuare la campagna vaccinale per i fragili, i rinviati per incompatibilità con AstraZeneca e le classi d’età 79-60.
Tale decisione sarebbe peraltro più che plausibile anche con riferimento all’imminente consegna di altre dosi, annunciata dal Governo nazionale, che è notizia in grado di far cadere ogni e ulteriore resistenza prudenziale.
La regola principale di Protezione civile consiste nel mettere in sicurezza le persone con ciò che si ha, confidando nel fatto che altre istituzioni hanno promesso l’arrivo prossimo di ciò che ancora serve.
Dubitare tra le istituzioni può essere una regola di prudenza nei tempi ordinari, ma non per fronteggiare le situazioni di emergenza.
Auspico, dunque, l’immediata ripartenza della campagna con le dosi disponibili, poiché la sospensione dell’attività dei centri non può mai essere disposta anche nel caso non ci sia più nemmeno una dose in frigorifero: lasciarli sempre aperti, cioè con il personale presente, garantisce accoglienza, informazioni utili, rinvio ad altra data e, comunque, possibilità di ripartire all’istante e senza perdite di tempo”.

Vaccinazioni, Amati: “No sospensioni campagna. Prime dosi per 79-60 con Pfizer, Moderna e J&J, e richiami con AstraZeneca”

“In concomitanza con la vaccinazione dei fragili, si valuti la possibilità di fare con Pfizer, Moderna e J&J le prime o uniche dosi per la classe d’età 79-60, lasciando AstraZeneca solo per i richiami. E ciò considerando le dosi in giacenza e le consegne di ieri di Pfizer e Moderna”.

Lo dichiara il presidente della commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La campagna vaccinale, come grande evento di protezione civile, deve avere la capacità di adattarsi a ogni evenienza, senza dogmi o rigidità di punti di vista, considerato che l’unica cosa da non fare è sospendere la campagna vaccinale.
Allo stato i vaccini in giacenza sono: AstraZeneca per 7.719 dosi, Pfizer/Biontech per 39.601 dosi, Moderna per 33.162 dosi, Janssen (J&J) per 9.380 dosi.
Se si considera dunque che nell’imminente programma di consegne non è previsto AstraZeneca, ne deriva che il piano vaccinale deve riservare le dosi AstraZeneca in giacenza ai richiami e le dosi degli altri vaccini (complessivamente pari a 82.143) ai fragili e alla classe d’età 79-60.
Sospendere la campagna di vaccinazione in attesa di AstraZeneca, con le dosi di altri vaccini in giacenza, non mi pare una decisione logica e in linea con la necessità di vaccinare a più non posso per raggiungere entro fine estate l’immunità di popolazione”.

Covid e scuole, Amati: “La decisione spetta allo Stato e non alle famiglie: ragazzi discriminati. Intervenga Draghi”

“La decisione sulla riapertura delle scuole non può spettare alla Regione, né tantomeno alle famiglie. Essa riguarda le competenze statali e lo Stato ha deciso per la riapertura sin da oggi. Continuare con decisioni dal contenuto equivoco, non fondate su particolari condizioni epidemiologiche e con quasi tutte le attività aperte, mi pare un atto di discriminazione nei confronti dei ragazzi pugliesi”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Sono amareggiato nel cogliere l’idea di una pubblica amministrazione che si attesta alla massima deresponsabilizzazione, approfittando del consenso suscitato dalle paure dei genitori e degli insegnanti, e dallo spirito dei ragazzi, diretto a evitare differenze di trattamento tra la più impegnativa didattica in presenza e la meno impegnativa didattica a distanza. Mi spiace dirlo, ma il dibattito pubblico e la decisione politica non possono svolgersi in questo modo, estraniandosi dai dati epidemiologici, dal dovere dello Stato di formare e dal diritto dei ragazzi di essere formati.
A questo punto spero che i parlamentari pugliesi chiedano al Presidente del Consiglio di occuparsi della questione e di assumere ogni iniziativa utile a garantire l’uguaglianza tra i ragazzi pugliesi e i loro coetanei italiani”.

Amati e Pentassuglia: “Consulta approva interventi per turismo rurale e territori costieri secondo il PPTR. Meditino i contestatori”

“La Corte costituzionale ci ha dato ragione: sono sempre consentiti gli interventi di recupero a fini turistici degli immobili rurali e quelli nei territori costieri previsti dal Piano paesaggistico, senza autorizzazione regionale e anche qualora le norme tecniche comunali non lo prevedano. Una norma urbanistica di ragionevolezza perché valorizza e preserva il patrimonio rurale e il paesaggio, diversamente condannati all’abbandono e alla distruzione”.

Lo comunicano i Consiglieri regionali Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, commentando la Sentenza della Corte costituzionale del 9 febbraio 2021, n. 74, depositata il 21 aprile 2021, con cui è stata dichiarata la legittimità costituzionale dell’articolo 36 della Legge regionale 30 novembre 2019, n. 52: integrazione delle norme tecniche di attuazione degli strumenti urbanistici comunali con le attività previste dalla Legge regionale sul Turismo rurale (n. 20 del 1998), senza necessità di approvazione regionale, e dall’articolo 45, commi 3 e 4 delle norme tecniche d’attuazione del Piano paesaggistico territoriale regionale (PPTR).

“All’epoca della presentazione della norma si scatenarono una serie di referti e obiezioni, purtroppo incompetenti, rispetto alla complessità tecnica della disciplina urbanistica e paesaggistica. Tali prese di posizione trovarono sponda anche in alcune pagine e servizi informativi, purtroppo disinformati o mal consigliati e compulsati.
Nella combinazione di tali reazioni venne fuori un’aggressione tanto ingiustificata quanto gratuita nei confronti dei proponenti, con produzione di relazioni tecniche che dissimulavano intenti politici di discredito, dichiarazioni muscolose di pronta e immediata abrogazione, e insinuazioni infondate, sul piano legale e causale, di connessione di quella norma con la vicenda Costa Ripagnola.
E mentre ciò accadeva, l’unica cosa non considerata era il vero fine ambientalista e di sviluppo di quella norma: applicare con semplicità e immediatezza la legge vigente e il PPTR, in una regione che ha deciso di vivere di turismo e che almeno a parole dice di voler agevolare gli imprenditori e i lavoratori di questo settore e i tanti giovani che a quel mondo si affacciano con speranze di occupazione.
Questo fu, è e sarà il nostro intento. Curare l’ambiente, valorizzarlo e tutelarlo nella sua virtuosa combinazione con la produzione e il progresso, semplificando al massimo i procedimenti amministrativi.
Siamo dunque soddisfatti per la pronuncia della Corte costituzionale, giunta peraltro senza la costituzione in giudizio della Regione e quindi senza deduzioni contrarie a quelle del ricorrente Governo nazionale. Ciò vuol dire che la costituzionalità della norma era già scritta nell’evidenza delle sue misurate e lungimiranti parole. E su questo meditino i contestatori, per evitare di ripiombare sempre nello stesso dibattito che, dietro i valori universali della tutela ambientale e paesaggistica, cela un progetto fazioso di lotta politica”.