Xylella, Amati: “Così non va. A morte Piana degli ulivi, agricoltura e turismo. Mobilitazione per monitoraggio speciale”

“Il Piano di azione sul monitoraggio Xylella non va bene. Così rischia di morire la Piana degli ulivi monumentali, un marchio agricolo di successo e il turismo di alta gamma. A prescindere dalle disposizioni europee, dunque, bisogna mobilitarsi affinché in quell’area sia istituito un programma di monitoraggio speciale, per difendere paesaggio, economia e prevenire l’ulteriore espansione del batterio”.

Lo dichiara il presidente della commissione bilancio e programmazione del Consiglio regionale Fabiano Amati.

“Ho fiducia nell’assessore Pentassuglia, anche in nome dell’antico sodalizio nell’amministrazione fattiva e critica, e nei confronti del Comitato tecnico scientifico di cui si avvale. Ed è proprio in coerenza con la prova scientifica offerta dai componenti del CTS, che ho deciso di avviare da oggi una campagna di confronto per giungere urgentemente al risultato auspicato.
Sulla base del vigente Regolamento UE sono state infatti ridotte a circa 5 km, rispetto ai 20 e 10 km, le rispettive larghezze delle fasce di contenimento e cuscinetto della zona infetta. Dai 30 km complessivi siamo dunque passati a 10 km.
Tale nuova delimitazione includerebbe dunque solo i focolai più avanzati (Fasano), escludendo tutti gli altri focolai e interrompendo l’azione massiccia di contenimento che serve per limitare l’espansione del contagio nella Piana degli ulivi monumentali e in provincia di Taranto.
Per questi motivi, c’è bisogno di un Piano di azione integrativa, finanziato dalla Regione e magari dallo Stato, per proseguire le efficaci azioni di contenimento poste in essere sinora e riguardanti la Piana degli ulivi monumentali, partendo dal nord del territorio di Carovigno.
Senza questa essenziale attività, idonea a conoscere quasi immediatamente lo stato di salute degli alberi, è più che plausibile prevedere la totale distruzione della Piana degli ulivi monumentali e la maggiore aggressività del contagio nei territori ancora indenni.
E a quel punto non ci sarebbe più nulla da fare per salvare paesaggio, produzione agricola di qualità e turismo di alta gamma. Cioè la combinazione di tutto quello che ci ha caratterizzato negli ultimi due decenni”.

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Bene la visita al cantiere di Emiliano e Lopalco. Subito fondi per attrezzature e arredi”

“È apprezzabile la visita del Presidente Emiliano e dell’Assessore Lopalco al cantiere del nuovo ospedale Monopoli-Fasano. Ora spero però che aiutino a sbloccare, nel giro di qualche settimana, i fondi per finanziare la gara delle attrezzature e degli arredi, pronta per la pubblicazione, così da rispettare il cronoprogramma: non vorrei che ci ritrovassimo con la struttura pronta ma non in grado di funzionare”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Il completamento delle strutture del blocco ospedale, avvenuto la scorsa settimana, propone ora la necessità di compiere l’ultimo e difficoltoso tratto di strada per dare alle province di Bari e Brindisi ciò che non hanno mai avuto: un ospedale intermedio d’eccellenza, per curare le malattie tempo-dipendenti e di alta complessità, alleggerendo il lavoro del Perrino di Brindisi e degli ospedali di Bari.
Il nuovo ospedale Monopoli-Fasano, situato su un area di quasi 18 ettari, prevede 299 posti letto per le maggiori e più importanti unità operative.
Fu programmato, finanziato e avviato alla progettazione durante il mandato del Presidente Vendola, nell’ambito di un programma di edilizia sanitaria comprendente anche il nuovo ospedale di Taranto, in corso di costruzione, e gli ospedali di Maglie-Melpignano e Andria, in fase di progettazione, e Bari nord.
La I Commissione programmazione ha da tempo avviato un programma di verifica bimestrale sull’andamento della spesa in edilizia sanitaria, da cui risulta – tra l’altro – la necessità di procedere alla sottoscrizione dell’ultimo accordo di programma stralcio sui fondi derivanti dall’art. 20 delle Legge n. 67 del 1988, pari ad euro 246 milioni e derivanti dalle delibere CIPE nn. 97 e 98 del 2008. Tra gli interventi previsti da questi fondi ci sono gli arredi e le attrezzature per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano, la riqualificazione degli ospedali San Paolo, Di Venere, Perrino, Francavilla Fontana, Giovanni XXIII, Policlinico, Barletta, Castellaneta, Cerignola, San Severo, Gallipoli e nuovo ospedale Nord barese.
Se la visita al cantiere potesse dunque avere senso ulteriore rispetto alla già importante presenza celebrativa, mi piacerebbe vedere l’impegno per sbloccare risorse così ingenti e così importanti”.

Vaccinazioni, Amati: “Ecco il portale per l’aggiornamento in tempo reale sui numeri della campagna vaccinale”

“Un portale per controllare in tempo reale l’andamento della campagna di vaccinazione in Puglia e metterla a confronto con il dato nazionale, regione per regione. Si può raggiungere la piattaforma direttamente dal link https://fabianoamati.it/covidreport con il proprio smartphone o con il computer e navigare tra le numerose funzioni”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Questo portale, che ho realizzato con il mio staff e con il contributo di Alessandro Nestola, che ringrazio per la sua grande disponibilità, già nella prima pagina permette di visualizzare i dati aggiornati con le dosi giornaliere somministrate e le differenze rispetto ai giorni precedenti, in modo da poter capire facilmente l’andamento della campagna vaccinale in Puglia.
In seconda pagina è visibile la percentuale di vaccinati per fasce d’età, da qui https://fabianoamati.it/covidreport/puglia-tipologia. In terza pagina c’è l’andamento della campagna per le categorie lavorative, da qui https://fabianoamati.it/covidreport/puglia-categoria e, in ultima pagina, la classifica reale delle regioni in base alla copertura di tutta la popolazione, una funzione che pochi portali offrono e che permette di capire realmente quanto siamo vicini all’immunità di gregge regionale, da qui https://fabianoamati.it/covidreport/comparazioni-regionali.
Insomma un portale semplice e chiaro che permette di conoscere la situazione della campagna vaccinale anche in rapporto ai giorni precedenti. Mi auguro che sia uno strumento utile per chiunque voglia approfondire l’argomento”.

Amati: “Beppe Grillo ha svelato la malafede di Bonafede. Ora si riformino le cattive riforme”

“Il padre Beppe Grillo poteva tacere sull’accusa penale rivolta al proprio figlio, ma nessuno può a questo punto tacere il senso politico di quelle dichiarazioni: tutto il castello delle riforme targate Cinquestelle, ispirate al più bieco populismo giudiziario, erano in malafede. Mi pare di poter dire, a questo punto, che il padre del movimento politico più gratuitamente crudele degli anni 2000 abbia abiurato la sua dottrina e preso le distanze dall’ex ministro Bonafede, per la rozza ragione del tengo-famiglia”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Abolizione della prescrizione, ergastolo ostativo, violazione dei principi di tassatività e determinatezza, riduzione delle prerogative dell’indagato o imputato, sostegno a iniziative giudiziarie senza né capo né coda, clima di sospetto e disprezzo per l’essenziale categoria professionale del difensore, sono stati i cavalli di battaglia dei Cinquestelle per abbattere avversari politici e prendere il potere. E un bel giorno, come d’incanto, ci ritroviamo il padre spirituale di tanta disumanità dalla parte opposta, cioè dalla parte della legalità formale, solo perché il proprio figlio è risultato indagato per un grave reato comune.
Io non conosco i fatti-reato e quindi, come sempre, mantengo un contegno riservato, confidando nella magistratura giudicante, ma una cosa è certa: la sortita di Grillo fa compiere ai Cinquestelle una rivoluzione copernicana, in grado di giustificare l’immediata riforma di tutte le cattive riforme approvate dal Parlamento su proposta di quel partito e oggi in contrasto con il nuovo Grillo parlante nella funzione, però, di papà”.

Vaccinazioni, Amati: “Risultati eccellenti dopo settimane di purgatorio. Ecco a cosa servono critiche e inchieste giornalistiche”

“Dopo settimane di disorganizzazione e difficoltà, cioè un vero purgatorio, la Puglia conquista risultati eccellenti nella campagna vaccinale. Le critiche, le proposte alternative e le inchieste giornalistiche, sono servite a passare dal penultimo posto al podio nella classifica italiana delle vaccinazioni. Ora bisogna consolidare la posizione e, se possibile, migliorarla. Grazie a chi ha saputo ascoltare, a partire dal Presidente Emiliano, anche se per orgoglio continua a dire che non ci sono mai stati problemi e che i disservizi avvengono sempre per colpa degli altri”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“In questi giorni la maggior parte delle testate giornalistiche sono state il cane da guardia del potere, dando voce sia ai numeri, anche quando la comunicazione ufficiale occultava le percentuali, sia alle posizioni critiche e propositive di alcuni amministratori pubblici.
Per diverse settimane la Puglia è stata relegata nelle ultime posizioni della classifica nazionale a causa di un approccio molto burocratico al problema delle vaccinazioni e, quindi, in contrasto con le regole di organizzazione dettate per i grandi eventi di Protezione civile: regia unica, presenza sul campo e grandi punti di raccolta.
Non è infatti un caso che i risultati siano migliorati a vista d’occhio con il cambio di gestione e il nuovo assetto organizzativo.
Fermo restando la questione della consegna dei vaccini, ora è importante non perdere mordente e passione per incrementare ancora di più la pratica vaccinale, perché al passo attuale ritarderemmo di almeno un mese l’obiettivo di raggiungere l’immunità di popolazione, cioè il 70 %, entro fine agosto”.

Vaccinazioni anomale, Amati: “Ho avuto oggi gli elenchi. Operatori sanitari cresciuti a dismisura e 7mila casi equivoci”

“Limitando l’osservazione al periodo dicembre-gennaio, risultano 7.305 vaccinazioni anomale, prescindendo dagli operatori sanitari su cui c’è bisogno di approfondimento perché cresciuti a dismisura. Dicono questo, a prima vista, gli elenchi dei vaccinati sino al 12 aprile scorso”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando l’elenco acquisito oggi dei cittadini beneficiari della vaccinazione anti-Covid al 12 aprile 2021.

“La bellezza dei numeri consiste nella loro capacità di fotografare la realtà senza giri di parole e rendersi utili, dunque, per decisioni o soluzioni politiche. Mi spiace solo che per compiere atti semplici ci sia bisogno di generare tensioni e incomprensioni inutili, com’è accaduto per ottenere gli elenchi.
Riservandomi un’analisi più dettagliata e limitando l’osservazione al periodo 27.12.2020 – 31.01.2021, arco di tempo in cui non erano stati ammessi alla vaccinazione i conviventi o assistenti di persone fragili, risultano ammessi al beneficio della vaccinazione 6.593 operatori non sanitari in RSA, 389 persone prive di indicazioni sulla categoria professionale di appartenenza, 243 persone adibite ad altra attività lavorativa a rischio, diversa cioè da quella di operatore sanitario in strutture ospedaliere o RSA e 14 persone con attività a contatto con animali. Dati decisamente anomali.
A ciò si aggiunga, però nel periodo sino al 12.4.2021, l’ammissione al beneficio della vaccinazione di 66 persone minori di 18 anni, di cui 23 per appartenenza a categoria non specificata, 34 alla categoria degli operatori sanitari, 5 operatori sanitari in RSA, 3 operatori scolastici e 1 forze di polizia. Anche questo dato si presenta intuitivamente anomalo.
Ma c’è una questione ben più grande da analizzare con attenzione e pur considerando la doppia dose: è quella relativa alla vaccinazione degli operatori sanitari, che si presenta anomala perché a fronte di 207.584 vaccinati al 12.4.2021, tale quantità è sproporzionata rispetto al numero di 140mila operatori sanitari totali dichiarati ai fini della vaccinazione, dai quali andrebbero peraltro sottratti i 20mila operatori che ai fini del controllo agli obblighi di vaccinazione risultano al 10 aprile non vaccinati per ragioni sanitarie o per rinuncia. Ma su questo, come su altro, mi riservo ulteriori valutazioni”.

Vaccinazioni e file, Amati: “Persone non possono stare in piedi per ore e al freddo, come in Fiera. Seguire il modello Fasano-Conforama”

“Le persone anziane non possono stare in fila per ore, in piedi e al freddo, come sta accadendo al centro vaccinale aperto in Fiera a Bari. In un hub vaccinale possono esserci ritardi o inconvenienti, ma per considerarlo tale deve essere dotato, tanto per cominciare, di una grande sala d’attesa al chiuso, con almeno 300 sedie, come accade nell’hub vaccinale di Fasano-Conforama”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Non c’è nulla da inventarsi. Negli hub vaccinali si accede con criteri di suddivisione per orari e si rispettano misure organizzative in grado di sostenere il gran numero di vaccinazioni, contenendo al massimo i disagi.
In particolare. Considerando un hub vaccinale con 16 postazioni di somministrazione, preferibilmente allocate in un unico grande spazio, è necessario prevedere: ampi parcheggi; uno spazio d’attesa di circa 1.800 mq per contenere un numero di sedie tra 250 e 500, sistemate a coppie per consentire la seduta di un accompagnatore, specie per la vaccinazione delle persone più anziane; uno spazio d’attesa di circa 300 mq, con sedie sistemate a coppia, per il turno di accesso registrazione e il supporto nella compilazione dei moduli; uno spazio d’attesa di circa 300 mq, con sedie sistemate a coppia, per il turno di accesso all’anamnesi; uno spazio di circa 1.200 mq per scrivanie anamnesi, postazioni vaccinali, postazione di preparazione vaccini e area soccorso; uno spazio per l’osservazione di circa 300 mq, con sedie sistemate a coppia; uno spazio di circa 100 mq per rilascio certificazioni.
Insomma circa 4.000 mq, oltre accessori, per evitare problemi, disagi e soprattutto per velocizzare al massimo le operazioni di vaccinazione, così da raggiungere al più presto l’immunità di popolazione”.

Dati vaccinazioni, Amati: “Disponibili 176.482 dosi. Lunedì 12 aprile somministrate 10.246 dosi in più rispetto a domenica, 1.956 in meno rispetto a sabato e 5.272 in più rispetto a venerdì”.

Dati vaccinazioni, Amati: “Disponibili 176.482 dosi. Lunedì 12 aprile somministrate 10.246 dosi in più rispetto a domenica, 1.956 in meno rispetto a sabato e 5.272 in più rispetto a venerdì”.

“Ieri, lunedì 12 aprile, sono state somministrate 10.246 dosi in più rispetto al giorno precedente, domenica 11 aprile, cioè 24.291 contro 14.045. Complessivamente, su 970.745 dosi consegnate ne risultano somministrate 794.263, con una disponibilità residua di 176.482 dosi. Si cresce rispetto a domenica e venerdì, ma non rispetto a sabato”.

Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, sulla base dei dati registrati dal Ministero della Salute sino alle ore 5.46 di oggi.

“Nel dettaglio. Vaccino Moderna: su 77.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 54.258. Restano dunque disponibili 23.042 dosi. Ciò vuol dire che lunedì 12 aprile sono state somministrate 1.262 dosi, quindi 1.222 dosi in meno rispetto a domenica 11 aprile.

Vaccino Pfizer/Biontech: su 615.145 dosi consegnate, ne risultano somministrate 583.842. Restano dunque disponibili 31.303 dosi. Ciò vuol dire che lunedì 12 aprile sono state somministrate 12.601 dosi, quindi 2.878 dosi in più rispetto a domenica 11 aprile.

Vaccino AstraZeneca: su 278.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 156.173. Restano, dunque, disponibili 122.127 dosi. Ciò vuol dire che lunedì 12 aprile sono state somministrate 10.408 dosi, quindi 8.540 in più rispetto a domenica 11 aprile.

Con riferimento al dato di domenica 11 aprile, consolidato alle ore 5.46 di oggi, martedì 13 aprile, sono state dunque somministrate 14.045 dosi, 12.202 in meno rispetto al giorno precedente, sabato 10 aprile, e 10.246 dosi in meno rispetto a lunedì 12.

Con riferimento al dato di sabato 10 aprile, consolidato alle ore 5.46 di oggi, martedì 13 aprile, sono state dunque somministrate 26.247 dosi, 7.228 in più rispetto al giorno precedente, venerdì 9 aprile, e 1.956 dosi in più rispetto a lunedì 12.

Con riferimento al dato di venerdì 9 aprile, consolidato alle ore 5.46 di oggi, martedì 13 aprile, sono state dunque somministrate 19.019 dosi, 1.169 in più rispetto al giorno precedente, giovedì 8 aprile, e 5.272 dosi in meno rispetto a lunedì 12.

Per quanto riguarda le somministrazioni per fascia d’età ecco la classificazione della Puglia rispetto alle altre regioni e province autonome: 18esima per la fascia +90; 13esima per fascia 80/89; 21esima per la fascia 70-79”.

Dati vaccinazioni, Amati: “Disponibili 222.415 dosi. Sabato 10 aprile somministrate 4.252 dosi in più rispetto a venerdì. C’è un incremento ma bisogna fare molto di più”.

“Ieri, sabato 10 aprile, sono state somministrate 4.252 dosi in più rispetto al giorno precedente (21.962 contro 17.710). Complessivamente, su 970.745 dosi consegnate ne risultano somministrate 748.330, con una disponibilità residua di 222.415 dosi.

Mi pare che ci sia stato un piccolo passo avanti, ma c’è bisogno di un massiccio incremento tenendo i centri aperti h12 e uno per provincia h24, avendo cura di non generare comunicazioni all’ultimo momento che possono disorientare e mettere in difficoltà l’ancora precaria organizzazione”.

Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, sulla base dei dati ricevuto del Ministero della salute e a cui potrebbero essere apportati ulteriori aggiornamenti.

“Nel dettaglio.
Vaccino Moderna: su 77.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 47.130. Restano dunque disponibili 30.170 dosi. Ciò vuol dire che sabato 10 aprile sono state somministrate 4.068 dosi, con un + 730 rispetto a venerdì 9 aprile.
Vaccino Pfizer/Biontech: su 615.145 dosi consegnate, ne risultano somministrate 557.687. Restano dunque disponibili 57.458 dosi. Ciò vuol dire che sabato 9 aprile sono state somministrate 16.666 dosi, con un + 3.144 rispetto a venerdì 9 aprile.
Vaccino AstraZeneca: su 278.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 143.513. Restano, dunque, disponibili 134.787 dosi. Ciò vuol dire che sabato 9 aprile sono state somministrate 1.228 dosi, con un + 378 rispetto a venerdì 9 aprile”.

Vaccinazioni, Amati: “Disponibili 247.539 dosi. Ieri somministrate solo 18 in più rispetto al 7 aprile, serve un colpo di reni”

“Ieri sono state somministrate solo 18 dosi in più rispetto a giovedì 7 aprile. Su 970.745 dosi consegnate, infatti, ne risultano somministrate 723.206, con una disponibilità residua di 247.539 dosi. Ciò vuol dire che l’8 aprile sono state somministrate 15.478 dosi, cioè più 18 dosi rispetto al giorno precedente. Serve un colpo di reni per sollevarci dagli ultimi posti in classifica, a cominciare dai centri aperti h12 e uno per provincia h 24”.

Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.

“I numeri odierni delle vaccinazioni – prosegue – riportano uno scenario di somministrazioni che ha bisogno di essere incrementato al più presto. Nel dettaglio. Vaccino Moderna: su 77.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 41.373. Restano dunque disponibili 35.927 dosi. Ciò vuol dire che l’8 aprile sono state somministrate 2.314 dosi ( – 120 rispetto al giorno precedente). Vaccino Pfizer/Biontech: su 615.145 dosi consegnate, ne risultano somministrate 539.682. Restano dunque disponibili 75.463 dosi. Ciò vuol dire che l’8 aprile sono state somministrate 15.478 dosi ( + 463 rispetto al giorno precedente). Vaccino AstraZeneca: su 278.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 142.151. Restano, dunque, disponibili 136.149 dosi. Ciò vuol dire – conclude Amati – che l’8 aprile sono state somministrate 716 dosi ( – 325 rispetto al giorno precedente)”.