Popolare di Bari, Amati: “Tenere in vita ultima banca del sud. I risparmiatori si salvano aiutando la banca”

 

“Bisogna tenere in vita l’ultima banca medio-grande del sud. La Popolare di Bari va aiutata per salvare azionisti, obbligazionisti e correntisti. Non vedo cosa ci sia di tanto diverso tra i casi della Popolare di Vicenza, Veneto Banca e Banca Carige, e quello della Popolare di Bari”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, con riferimento alle vicende della Banca Popolare di Bari.

Bisogna subito accordare un prestito ponte e attivare tutti gli interventi a tutela previsti dal nostro ordinamento. Il mancato intervento finirebbe per punire la banca e i risparmiatori per le azioni degli amministratori, sulla cui responsabilità bisognerà attendere gli accertamenti della magistratura. Salvare dunque la banca, l’ultimo istituto medio-grande dell’Italia meridionale, serve a salvare i risparmi di azionisti, obbligazionisti e correntisti con più di 100.000 euro – conclude Amati -. Non abbandonare la banca al suo destino, inoltre, significa far pesare al minimo l’intervento dello Stato attraverso i fondi pubblici, cioè attraverso le tasse”.

Prescrizione, Amati: “Con Bonafede siamo passati dallo Stato di diritto allo Stato di rovescio”

“Le esternazioni del Ministro Bonafede dimostrano che abbiamo superato lo Stato di diritto e siamo finiti nello Stato di rovescio. Nel senso che tutto funziona a rovescio; per cui chi ha il compito di governare la giustizia può tranquillamente andare in tv parlando di ciò che ignora”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, con riferimento alle dichiarazioni rese dal Ministro Alfonso Bonafede durante la trasmissione “Porta a Porta” dell’11 dicembre scorso.

“Cercando di giustificare la sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, il Ministro ha detto che ‘quando in un reato non si riesce a dimostrare il dolo, e quindi diventa un reato colposo, ha termini di prescrizione molto più bassi’. Secondo il Ministro, dunque, la colpa è la supplente del dolo, per cui se non si dimostra il dolo entra in campo la colpa. E poiché la colpa – sempre a detta del Ministro – ha un termine di prescrizione più breve, ecco che si giustifica la sua straordinaria idea di irrogare l’ergastolo processuale, cioè fine processo mai. Ma dico io – conclude Amati –, perché non iscrivono Bonafede al club di Toninelli? Ne guadagnerebbe l’Italia e pure i Cinquestelle”.

Newco AQP, Amati: “Che confusione. Ogni giorno una risposta diversa. Se presidente chiuderò il Comitato elettorale travestito da CdA”

Sulla nuova società AQP con i privati, i Comuni, i Sindacati e l’ANCE hanno rivolto la stessa domanda ricevendo però tre risposte diverse. Siamo in piena confusione. In caso di elezione a presidente della Regione chiuderò il Comitato elettorale travestito da CdA, nominando un amministratore unico normale, cioè esperto di aziende di servizi pubblici”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, con riferimento all’ipotesi di costituzione di una società pubblico-privato per la ricerca perdite e il risanamento delle reti.

“Sull’argomento della nuova società abbiamo sentito di tutto. Ogni giorno una cosa diversa. Una rassegna di informazioni a seconda dell’interlocutore – Comuni, Sindacati, ANCE – e sulla base di una domanda sempre uguale. Siamo partiti il 26 novembre con la conferenza stampa e con l’idea che la nuova società ‘provvederà alla realizzazione degli interventi in 94 Comuni pugliesi critici dal punto di vista delle perdite idriche nel comparto distributivo cittadino’, ‘nonché per la sostituzione di circa 1.600 chilometri di rete’ e che la nuova tecnologia portata dal socio privato sarebbe il ‘controllo globale delle reti mediante sensori di nuova generazione’. Abbiamo continuato con la comunicazione del 28 novembre, contenente la terribile confessione di un rischio sanzioni per ritardo (‘accelerare la realizzazione di interventi necessari, e prescritti, a pena di sanzioni salatissime, da parte dell’Autority del settore’) e la rassicurazione ‘che i lavori sulla rete saranno appaltati all’esterno’, cioè come è sempre avvenuto, e che il socio privato avrebbe cooperato ‘nella progettazione degli interventi e nella gestione sulla rete’. A quel punto – prosegue Amati – qualcuno faceva osservare che la progettazione per i 637 milioni di lavori era già oggetto di appalto da parte di AQP e – addirittura – in fase di aggiudicazione; da quel momento dall’elenco delle attività oggetto della società di scopo scompariva pure la progettazione dei lavori per 637 milioni. La questione si faceva confusionaria e così insorgevano con preoccupazione i Comuni pugliesi, i Sindacati e l’ANCE. Allora, AQP cominciava a giocare con le note tre carte: ai Comuni provava a distribuire la carta con effetti valeriana, dicendo che si trattava di un’indagine preliminare di mercato e che comunque l’iniziativa sarebbe stata concordata e non avrebbe riguardato i lavori; ai Sindacati la carta con effetti anestetici, dicendo che si era solo nella fase dell’annuncio e che tutto sarebbe stato ancora definito; all’ANCE, invece, una carta con effetti ‘red bull’, cioè l’eccitante degli appalti riservati alle imprese locali, come se vivessimo in un paese fermo alla preistoria del diritto”.

“È inutile dire che né Anci, né Sindacati, né ANCE se la sono bevuta. E mentre tutto ciò accade, una recentissima comunicazione del Presidente Di Cagno Abbrescia ci fa sapere che la nuova società si occuperà solo di dare supporto all’attività già in corso e su cui AQP è ’intensamente impegnata’. Qual è il supporto? La tecnologia d’avanguardia. Cioè? ‘I sensori di nuova generazione’. È così – conclude – siamo tornati, dopo due settimane, alle dichiarazioni del 26 novembre. Come nel gioco dell’oca”.

 

 

Primarie, Amati: “Emiliano non accetta confronti e così sabota le Primarie e indebolisce la coalizione”

Mi pare che Emiliano voglia sabotare le Primarie e indebolire la coalizione. Non accetta confronti con gli altri candidati, ha sottomesso il PD regionale e non si pone il problema di una coalizione ridotta al lumicino proprio per i contrasti con lui. Invece, occorre una grande mobilitazione, perché molti di noi vorrebbero provare a vincere e non limitarsi ad assicurare il seggio da consigliere regionale d’opposizione al miglior candidato perdente”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle Primarie del 12 gennaio 2020 per la scelta del candidato Presidente della Regione Puglia.

“La situazione è grave. Tra i cittadini pugliesi c’è un’aspra delusione su decine di problemi non affrontati, su cui si attendono proposte affinché il problema sia sostituito con la soluzione. E penso a liste d’attesa, Xylella, rifiuti, Psr ecc.; tutte questioni su cui un confronto sarebbe necessario. A questo – prosegue Amati – si aggiunga che alcuni partiti e movimenti vicini alla nostra coalizione si rifiutano di partecipare alle Primarie proprio per segnalare la loro incompatibilità con Emiliano. E penso a Italia viva, Azione e La giusta causa, con cui sarebbe più facile unirsi se le Primarie non le vincesse Emiliano. Nei circoli locali, inoltre, si tocca con mano un dissenso generalizzato nei confronti dell’ultimo quinquennio. E mi riferisco alle parole di sconforto che sento ogni giorno nel mio lungo entusiasmante tour. Al cospetto di tutto questo che facciamo? Sabotiamo le Primarie, silenziamo il dibattito e sotterriamo i confronti”.

Un vasto programma di insensatezza, verrebbe da dire. Ho accettato di partecipate alle Primarie – conclude – per far vincere sul campo un programma di soluzioni. Non mi sarei aspettato invece una situazione in cui lo sforzo maggiore è quello di nascondere l’appuntamento del prossimo 12 gennaio. Se continuiamo di questo passo alle Primarie parteciperanno pochissimi cittadini, con la conseguenza che non riusciremo a capire l’umore politico dei pugliesi e quindi regalare militanza e voti alla coalizione avversaria”.

Nuova società AQP, Amati: “Emiliano è d’accordo. Chiedo l’intervento dei Magistrati della Corte dei conti”

 

Ora è chiaro. Emiliano sostiene la decisione di privatizzare Acquedotto pugliese. A questo punto scriverò al Magistrato della Corte dei conti delegato al controllo di AQP, dott. Carlo Greco, e alla sua sostituta, dott.ssa Fabia D’Andrea. Questo disegno sciagurato va impedito, perché in nessun modo possiamo avallare un progetto rivolto a interessi molto particolari e per niente chiari”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, con riferimento alle dichiarazioni rese ieri in Consiglio regionale dal Presidente Michele Emiliano.

“Secondo il Presidente Emiliano il Consiglio di amministrazione di AQP è libero di agire in autonomia, qualora si tratti ‘di rimediare al fatto che i tubi perdono acqua’. Questa dichiarazione mostra in modo inequivoco che Emiliano ha condiviso la scelta di aprire ai privati e che sottovaluta i pugliesi al punto da voler far credere che AQP stia selezionando non un socio ma una decina di tubisti, più o meno come si fa a casa quando qualche sifone comincia a gocciolare” – prosegue Amati.

“Emiliano evita invece di considerare, sia pur nella sua scarna comunicazione, che AQP ha intenzione di selezionare un partner privato per costituire una società con durata superiore alla concessione – in violazione di una quantità di norme formali e di buona creanza –, per lo svolgimento di attività che l’azienda ha sempre svolto (attività rolling) e che sono il cuore della gestione della rete in esercizio. E che AQP non stia selezionando uno o più tubisti per i rubinetti della sede di via Cognetti o San Cataldo è dimostrato dal più eclatante paradosso: si vorrebbe conferire alla nuova società la progettazione per 637 milioni di lavori per ricerca perdite e risanamento, nonostante quell’attività sia già oggetto di gara addirittura prossima all’aggiudicazione. Insomma – conclude –, una serie di violazioni congiunte a sprechi, d’interesse per i magistrati addetti al controllo su AQP, per fare una cosa che punta a recidere l’idea su cui combattiamo dal 2009, cioè AQP società per azioni interamente pubblica”.

Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Tutto nei tempi dopo 354 giorni di lavoro. Oggi il getto del primo solaio; grazie a tecnici e operai”

“I lavori per la costruzione del Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano procedono come da cronoprogramma. Dall’avvio dei lavori al 30.11.2019 sono trascorsi 354 giorni, pari al 35,4% del tempo di durata complessivo, stimato in 1000 giorni. Ne mancano, dunque, 646 alla fine. Lo stato di avanzamento delle opere conferma che tutto procede secondo i tempi e senza intoppi. L’avvio dei getti del primo impalcato dei blocchi Polo Tecnologico (comprensivo di Isola ecologica) e NH1, avvenuto oggi, 5 dicembre, è la dimostrazione che impegno, determinazione, entusiasmo e sostegno costante nei confronti di tutti gli operai e i tecnici impegnati nella realizzazione dell’opera portano a risultati concreti”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati, commentando l’andamento dei lavori al 30.11.2019.

Per quanto concerne le opere strutturali, sono terminate le attività di scavo. Risultano eseguite e quasi completate le attività di getto dei magroni di fondazione, posa delle guaine pregetto ed armatura delle fondazioni per quanto riguarda le strutture fondali basse (ovvero per le parti del building per cui è previsto un livello interrato). Le stesse risultano già gettate per oltre il 50%. Sono state avviate le attività di: getto di pilastri nei blocchi PT, NH1; getto di setti e muri controterra nei blocchi NH1. Nel mese di novembre – precisa ancora Amati – sono state avviate le attività di: getto delle strutture fondali nei blocchi NH2, NH5 e NH6; getto di pilastri nei blocchi NH1 e NH2; getto di setti e muri controterra nei blocchi NH1 e NH2”.

Risultano pagati tre Stati Avanzamento Lavori (SAL), per un totale di € 3.736.423,02 pari al 5,10% dell’importo complessivo (€ 73.263.878,28). Quella del Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano è una lunga battaglia, combattuta per diversi anni per dare a un’area intermedia tra Bari e Brindisi un ospedale per curare le malattie tempo-dipendenti o di alta complessità, che si materializza con l’edificio che emerge dalle viscere della terra. Sarà la risposta concreta alla condizione attuale – conclude – nella quale ospedali affollati e una rete territoriale in fase di organizzazione sono insufficienti a colmare la domanda di salute dei cittadini”.

 

Piano Casa, Amati: “Proroga a rischio. Invito i lavoratori del settore a far sentire la voce”

“Il Piano Casa e il piatto a tavola di migliaia di pugliesi sono a rischio. Ma che razza di politica è quella che non pensa al lavoro del popolo e lo affama? Ma come si fa a prendere posizione senza sapere nulla, prendendo a pesci in faccia il proprio assessore e mettendosi a offendere con gratuita supponenza come ha provato invano a fare Emiliano oggi con me? Invito i sindaci, i professionisti tecnici, gli imprenditori e i sindacati edili, i lavoratori e tutto l’indotto a far conoscere la propria contrarietà. Dall’edilizia senza consumo di suolo e discrezionalità amministrativa, si vuole passare al deturpamento di aree non edificate e alla burocrazia del cappello in mano”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Durante il Consiglio regionale di oggi è stata approvata, con la nostra forte contrarietà, una modifica che vanifica gli ampliamenti degli immobili non residenziali. A quel punto, abbiamo fatto mancare il numero legale nella speranza che i prossimi giorni possano portare rimeditazioni. Il Presidente Emiliano, sostenitore di tale modifica, ha addirittura manifestato la sua contrarietà al Piano Casa, affermando che quello strumento avrebbe dovuto essere eccezionale e con validità temporale limitata a due anni, cioè al 2011. Come se mettere il piatto a tavola fosse un fatto eccezionale, il cui bisogno è limitato a soli due anni di vita. L’attuazione del Piano Casa ha invece rivitalizzato il settore dell’edilizia e sarebbe uno scempio metterlo in ginocchio, dopo Ilva, agricoltura e decine di aziende”.

Newco Aqp, Amati: “Emiliano non parla e Aqp non spiega a che punto è la gara in corso”

“Dopo otto giorni il Presidente Emiliano non dice cosa pensa della nuova società di scopo Aqp-privati e Aqp non spiega a che punto è la gara in corso per la progettazione lavori di ricerca perdite e risanamento reti”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, con riferimento all’ipotesi di costituzione di una società mista per la ricerca perdite e il risanamento delle reti, annunciata la settima scorsa agli organi d’informazione.

“Martedì scorso, Aqp ha annunciato di voler costituire una nuova società per fare la ricerca perdite e il risanamento delle reti. Da quel giorno non si contano le critiche e le risposte impettite, generiche e inconcludenti di Aqp. E mentre ciò accade, il Presidente Emiliano non fa conoscere la sua opinione su un’operazione che rischia di scassare l’idea di gestione pubblica del servizio idrico. E per non farci mancare nulla – prosegue Amati –, c’è Aqp che assegna alla nuova società il compito di progettare lavori per 637 milioni, giustificandosi con la necessità di accelerare, senza accorgersi di aver già avviato e quasi concluso la gara per progettare gli stessi lavori. Mi interesserebbe sapere, piuttosto, quando procederanno ad aggiudicare la gara visto che hanno la necessità di accelerare? A meno che l’istinto velocista vale solo se a correre si cimenti un privato e non l’azienda e la sua straordinaria forza lavoro – conclude –. Resto comunque in attesa, attendendo la prossima mossa o la resa silenziosa dallo sciagurato progetto”.

 

Aqp e Newco, Amati: “Da quattro giorni aspetto opinione di Emiliano. È forse d’accordo? In tal caso venga in Consiglio”

Aqp e Newco, Amati: “Da quattro giorni aspetto opinione di Emiliano. È forse d’accordo? In tal caso venga in Consiglio”

 

“Sono quattro giorni che aspetto invano una parola del Presidente Emiliano sulla decisione di costituire una nuova società AQP-privati, per la gestione della rete idrica. Devo dedurre che c’è il suo consenso? Se è così, venga in Consiglio a chiedere un mandato, perché la gestione pubblica dell’acqua non è materia per decisioni solitarie”. Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale Bilancio, con riferimento all’ipotesi di costituzione di una società mista per la ricerca perdite e il risanamento delle reti.

“Un’ipotesi di società pubblica-privata, che nega la gestione pubblica dell’acqua, eccede il termine della concessione (2023), attribuisce mansioni – la progettazione – già oggetto di gara in fase di aggiudicazione, non autorizzata dall’Autorità Idrica e contrastata dall’associazione dei comuni, può mai essere ignorata dal Presidente della Giunta regionale?”, prosegue Amati. “Stiamo parlando di un colosso della gestione pubblica di un servizio a rete, con una storia secolare di giustizia e libertà, che ha come socio unico – sottolinea – la Regione Puglia. È mai possibile che non dobbiamo sapere se per esempio abbiamo cambiato idea rispetto all’impegno referendario del 2011? Io non ho cambiato idea. Sostenevo e sostengo l’idea di una società di gestione interamente pubblica, perché solo in questo modo è possibile garantire il valore pubblico della risorsa acqua. Se altri hanno cambiato idea lo dicano e chiedano al Consiglio regionale il mandato per questo cambiamento a 360 gradi di prospettiva. Lo esige – conclude – un obbligo di chiarezza che è l’unico modo per fare politica e prendere decisioni”.

AQP, Amati a Di Cagno Abbrescia: “Ma dopo le chiacchiere da politicante vuole rispondere alle domande tecniche?”

“L’unica cosa che Di Cagno Abbrescia non fa è rispondere al domandone tecnico: è vero che la progettazione per i 640 milioni di euro di lavori è in fase di aggiudicazione e che quindi non può essere oggetto della nuova società con i privati? E se è così, perché AQP ha fatto comunicazioni pubbliche menzognere? Sul resto non è mia intenzione fare ping pong con politicanti chiacchieroni, che in nome di un incarico ad AQP si sono trasformati da fieri avversari di Emiliano in suoi fieri sostenitori. Si dimetta, che è meglio”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, replicando al comunicato stampa del Presidente del CdA di Acquedotto Pugliese S.p.A..

“È chiaro che Di Cagno Abbrescia è in grande imbarazzo e non sa che pesci pigliare. A questo si aggiunga che probabilmente anche il socio unico Regione Puglia lo sta scaricando, considerato che il Presidente Emiliano non ha detto una sola parola sulla vicenda. Di Cagno Abbrescia si arrampica dietro frasi di stile e circostanza, autoincensandosi su ponderazione, consapevolezza e impegno, e non si accorge che nel suo dire mancano proprio gli argomenti tecnici e di merito che attestino tutta quella quantità di virtù. E infine, con la tecnica di chi, non sapendo cosa rispondere nel merito preferisce attaccare la persona che domanda, Di Cagno Abbrescia insinua – da politicante impenitente – che io stia parlando ‘per ben altre finalità’, non considerando che in questo momento gli unici dubbi che abbiamo non sono sul fatto che il 12 gennaio ci saranno le Primarie e che lui voterà il suo ex ‘nemico’ Emiliano, ma – conclude Amati – sulle ‘ben altre finalità’ che l’operazione di Newco nasconde e su cui da diversi giorni non si riesce a sapere nulla di chiaro”.

 

Aqp, Amati: “I manager AQP dicono che non ce la fanno senza l’apporto di un privato: perché non si dimettono?”