Amati: “Tra qualche giorno cominciano i lavori di ristrutturazione del PTA di Fasano”

“È stato sottoscritto il contratto tra la Asl Brindisi e l’impresa appaltatrice dei lavori di ristrutturazione del PTA di Fasano. Tra qualche giorno si comincia con importanti interventi di riqualificazione, ristrutturazione e miglioramento sismico dell’intero edificio e degli spazi esterni. Un nuovo traguardo per questa struttura che vanta già numeri di accesso imponenti grazie alla professionalità dei medici che prestano servizio e da qualche mese anche dotata di 3 nuovissime sale operatorie dopo la completa ristrutturazione del blocco operatorio.

Si procede dunque al perfezionamento di una struttura in grado di diventare sempre più centro attivo e dinamico al servizio del territorio e di accogliere e organizzare la domanda dei cittadini. Il piano dei lavori complessivo è pari a 7 milioni di euro”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, comunicando l’avvio imminente dei lavori all’ex ospedale “Umberto I” di Fasano.

“Si tratta di lavori di riconversione mediante riqualificazione in PTA e miglioramento sismico dell’edificio monumentale. Gli interventi sono stati affidati alla R.T.I. Alfa Impianti Srl – Ilario Group Srl vincitrice di gara. Il progetto prevede l’adeguamento della struttura sia dal punto di vista funzionale, con la riconversione e l’ammodernamento di alcuni piani, sia interventi sugli spazi esterni di approccio e accoglienza”.
Il progetto“Nello specifico – spiega Amati – le destinazioni funzionali ai vari piani saranno organizzate in questo modo:
– piano meno 1 (seminterrato): Archivi, Depositi, Sottostazione termica, Vani Tecnici;
– piano 0 (terra): Postazione Servizio 118, Punto di Primo Intervento Territoriale (PPIT), Guardia Medica, Servizio di Radiologia CUP, URP, Centro Assistenza Dialitica – CAD (articolazione rete dialitica aziendale), Servizio Farmacia, SERT, Point of care/Centro prelievi, Spogliatoi centralizzati, Deposito biancheria sporco-pulito, Sala mortuaria;
– piano 1 (primo): Consultorio Familiare, Oncologia (articolazione rete oncologica aziendale), Punto Raccolta sangue, Area della Prevenzione (Ufficio Igiene, Servizio Vaccinazioni, ecc.), Centro Assistenza Dialitica – CAD, Distribuzione pasti;
– piano 2 (secondo): Sale operatorie, Day Service chirurgici, Servizio di Cardiologia, Struttura di Riabilitazione (Fisiokinesiterapia), Struttura Polispecialistica, Servizi Amministrativi per l’utenza (anagrafe sanitaria, rimborsi, autorizzazioni, ecc.), Centro NIAT;
– piano 3 (terzo): Porta unica di Accesso (PUA), Sede Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) Servizio Cure Domiciliari integrate, Servizio Assistenza Residenziale e Semi residenziale Servizio Assistenza Protesica, Servizio assistenza Integrativa, Centrale Operativa 118 – Stanza Direttore e deposito Uffici amministrativi PTA, Uffici direzione distrettuale – Medico Competente;
– piano 4 (quarto): Unità di degenza territoriale (Ospedale di Comunità) – Posti letto adulti n.20, Centrale Operativa 118;
– piano 5 (quinto): Unità di degenza territoriale (Ospedale di Comunità), Centrale Operativa 118 – Server, Ambulatori Medici PTA.
Gli interventi prevedono una serie di lavori edili, in particolare: lavori interni, tesi ad adeguare gli spazi alle nuove funzioni legate all’ospedale di Comunità; interventi più omogeni sull’involucro esterno, necessari per far fronte al diffuso stato di degrado e restituire un’immagine rinnovata del Complesso Ospedaliero. Scopo dell’intervento sulle facciate è quello di rendere il fabbricato più efficiente sotto il profilo energetico e di migliorarne anche la qualità estetica. Per quanto attiene la parte storica dell’edificio, gli interventi rivestiranno il carattere del restauro architettonico e, per alcune parti, del restauro artistico. Si precisa che, nel complesso, le opere previste per l’area del chiostro, sia di restauro che strutturali e impiantistiche, costituiranno un pacchetto a parte che l’impresa concorrente potrà offrire quale miglioria all’interno dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Gli interventi previsti all’esterno del Complesso Sanitario sono diffusi e di varia natura, riguardano aspetti di carattere tecnico, impiantistico e funzionale, di pavimentazione e di comunicazione, accessibilità e relazione. La proposta progettuale prevede poi una riconfigurazione dei percorsi pedonali, in alcuni casi ampliati a formare zone per la sosta (come davanti alla caffetteria), e la loro pavimentazione con materiale calcareo bocciardato; saranno predisposti anche stalli per il parcheggio opportunamente segnalati. Sul versante dell’accessibilità, invece, sarà migliorata l’identificazione degli ingressi sia attraverso una nuova insegna sia, in corrispondenza dell’ingresso principale di accesso al Pronto Soccorso, con il montaggio di un Totem di circa 12 metri opportunamente illuminato. Inoltre, per meglio identificare l’ingresso utilizzato dai fruitori della struttura, si prevede un percorso coperto immediatamente riconoscibile e opportunamente corredato di segnaletica orientativa. Dal punto di vista strutturale, sono previsti essenzialmente due tipologie di intervento: il primo relativo a nuove strutture che vengono realizzate ex novo e che quindi sono state progettate in conformità alle NTC 2018 per resistere alle azioni sismiche, il secondo attinente al miglioramento del comportamento delle strutture esistenti nei confronti del sisma. Infine, il progetto prevede la realizzazione degli impianti a servizio delle zone oggetto di ristrutturazione: impianto di condizionamento a pompa di calore negli ambienti oggetto di completa ristrutturazione; impianto elettrico (sostituzione di un trasformatore in cabina MT/BT, l’installazione di un nuovo gruppo elettrogeno, di un Power-Center, e la realizzazione di linee dorsali, quadri di zona, quadri di reparto, organi illuminanti, apparecchi di comando e prese, impianti ausiliari di chiamata infermieri, di rivelazione incendi, telefonico e dati e videocitofono ecc.); impianto idrico fognante a servizio delle nuove utenze (le tubazioni di adduzione saranno in acciaio per le montanti e dorsali e in multistrato per le derivazioni; le tubazioni di scarico fognante in PEAD; sarà realizzata una nuova centrale idrica dotata di gruppo di spinta con tre pompe azionate da motori ad inverter); impianto Gas Medicali (comprendente linee di alimentazione, quadri di regolazione prevenzione e di allarme)”.

“Ringrazio il Direttore Generale della Asl Brindisi Giuseppe Pasqualone e la struttura tecnica guidata dall’Ing. Sergio Rina – conclude Amati – per aver eseguito in tempi ragionevoli l’indirizzo programmatico regionale, in grado di accogliere una prospettiva assistenziale territoriale di grande prospettiva e sino a qualche anno fa addirittura incomprensibile”.

Ospedale in Fiera, Amati: “Sarebbe grave la destinazione per attività a pagamento. Audire DG Policlinico”

“Sarebbe irragionevole oltre che grave la decisione di utilizzare l’ospedale della Fiera per erogare prestazioni a pagamento, peraltro in tempi in cui ci sono da recuperare migliaia di prestazioni istituzionali in attesa. A scanso di equivoci ho chiesto l’audizione del DG del Policlinico, per diradare ogni dubbio e facendo affidamento sulla sua esperienza ed equilibrio”.

Lo comunica Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione.

“Apprendo del rischio di ritrovare una parte dell’ospedale in Fiera destinato all’attività intra-moenia, cioè a pagamento. Se non fosse per la particolare qualifica della fonte ci sarebbe da non crederci, considerando che l’ospedale è nato per curare le malattie acute e che il finanziamento è stato erogato per tale finalità.
Ma c’è di più: viviamo un tempo in cui l’unica cosa comprensibile è la destinazione di spazi e personale per il recupero di migliaia di prestazioni istituzionali, cioè erogate gratuitamente dal sevizio sanitario che, se non eseguite, potrebbero portarci a scoprire, a detta di quasi tutti i medici, una dolorosa realtà di diagnosi tardive.
Da fin troppo tempo conduco la battaglia per allineare i tempi tra attività istituzionale e attività a pagamento, tanto da conoscere in modo più che sufficiente il dolore che l’attesa comporta nella vita delle persone. Ed è per questo che di fronte a notizie del genere non posso che chiedere informazioni e augurarmi, invece, che gli spazi eventualmente a disposizione dell’ospedale della Fiera siano destinati alla più celere erogazione delle prestazioni istituzionali. Altro che intra-moenia”

Consorzio ASI, Amati: “Alle obiezioni dei Revisori è giusto far rispondere il CdA. Nuova audizione”

“È giusto offrire la possibilità al Presidente del Consorzio Asi di dedurre sulle obiezioni dei Revisori dei conti. Per questo faccio mie le richieste dei sindaci di Francavilla e Ostuni, chiedendo l’audizione urgente del Presidente del Consorzio Asi e del Presidente della provincia e sindaco di Brindisi. Chiedere e dare conto nella PA è la medicina giusta alla malattia della polvere messa sotto i tappeti e alla abitudine totalitaria di parlare delle persone che dicono e mai sul merito di ciò che dicono”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Salvo che non siamo dinanzi alla solita manfrina di persone che non si abituano all’idea che il mondo deve cambiare e che ci sono pure politici che controllano seriamente piuttosto che partecipare al banchetto delle prebende, immagino che sia volontà del CdA del Consorzio rispondere prontamente a tutte le perplessità avanzate dai Revisori dei conti, così come peraltro richiesto dai sindaci di Ostuni e Francavilla Fontana. Sarebbe peraltro il primo momento in cui si potrebbero sentire in contraddittorio il CdA e i Revisori, come sto richiedendo da settimane.
È importante l’audizione del CdA, perché credo abbiano qualcosa da dire sul bilancio 2019, affinché se ne possa disporre l’approvazione; sulla pace fiscale accordata da una disposizione di legge, utilizzata nonostante il CdA avesse dichiarato una prognosi a sé favorevole del contenzioso in corso con l’Agenzia delle entrate; sull’attivo di bilancio che pare più una sopravvenienza attiva contabile che una differenza positiva d’esercizio tra ricavi e costi; sui concorsi la cui trasparenza e pubblicità non sono richieste per le aziende ma sono obbligatorie per gli enti pubblici economici; sulle donazioni le cui procedure sono previste dalle leggi, a meno che non sia stato il DG della Asl a depistare il Consorzio e in tal caso chiederne conto.
Insomma, questi e altri temi per fare chiarezza e spiegare all’ente di controllo, la Regione, le proprie ragioni.
Nella richiesta di audizione ho pregato il Presidente di concordare con il CdA la data dell’audizione,
al fine di evitare sovrapposizione con impegni più importanti e quindi eventuali indisponibilità”.

Cinquestelle in Giunta, Amati: “Crimi autorizza con riserva, ed è già ridicolo a pensarlo, e perché abbiamo salvato i Consorzi di bonifica. Una vergogna”

“L’ingresso in giunta con riserva è già ridicolo a pensarlo, figurarsi a farlo. Ma ciò che più fa ridere e vergognare è che Crimi decida di autorizzare l’operazione per aver salvato ancora una volta i più noti carrozzoni di Puglia, cioè i Consorzi di bonifica”.

Lo dichiara Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione.

“Capisco Emiliano che spinge per i Cinquestelle in giunta, sia per intestarsi la prima volta in una regione, che per contribuire a distruggerli. Ma mi sarei fatto i fatti miei se non avessi letto che il motivo programmatico principale dell’ingresso in giunta, cioè quello che ha determinato di rompere ogni indugio e rendere la decisione addirittura urgente, consista nell’aver impedito il transito della sezione irrigua dei Consorzi di bonifica in AQP, cioè il modo per continuare a tenere in piedi l’attività che fa i maggiori buchi e che pagano i cittadini con le tasse.
Non è proprio possibile tacere e assecondare un vorace appetito di posti di potere mettendo le mani nelle tasche dei cittadini, che per i Consorzi equivale a 15 milioni all’anno per sprechi e super stipendi, con i quali potremmo ogni anno ristrutturare e mettere a norma almeno due ospedali”.

Ospedale di Ostuni, Amati: “Attività di ristrutturazione reparti chirurgia e ortopedia era legittima: il TAR boccia ordinanza del comune”

“È stato più che opportuno ristrutturare i reparti di chirurgia e ortopedia dell’ospedale di Ostuni approfittando della sospensione delle attività non urgenti nella prima fase Covid, resistendo dunque all’ordinanza del Comune di Ostuni, annullata definitivamente dal Tar, con cui si prescriveva la riattivazione di attività incompatibili con le misure regionali di contenimento della pandemia e con la ristrutturazione dei reparti. Sono molto contento, perché la decisone del Tar sanziona ogni forma di polemica inutile e respinge l’idea che si possano portare in tribunale dispute meramente politicistiche e in conflitto con gli interessi dei cittadini”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, in merito alla sentenza emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce – Sezione Seconda sul ricorso (numero di registro generale 470 del 2020) proposto dall’Azienda Sanitaria Locale di Brindisi contro il Comune di Ostuni.

“Nell’aprile scorso, in concomitanza con la sospensione sull’intero territorio regionale delle attività non urgenti e accorpamento delle attività urgenti nei presidi di I e II livello, la Asl di Brindisi programmava la ristrutturazione dei reparti di chirurgia generale e ortopedia dell’ospedale di Ostuni e contestuale temporaneo trasferimento delle attività di chirurgia generale ed ortopedia dall’ospedale di Ostuni a quello di Francavilla Fontana.
Contro tale provvedimento il Comune di Ostuni adottava un’ordinanza sindacale, con cui era intimata la riattivazione dell’attività nei reparti di chirurgia e ortopedia-traumatologia dell’Ospedale di Ostuni, puntando quindi a disattendere il provvedimento regionale generale diretto a rendere disponibili posti letto e professionisti per la gestione di casi sospetti/positivi e in ottemperanza alle disposizioni regionali circa la riduzione delle attività non urgenti.
Contro l’ordinanza sindacale insorgeva la Asl chiedendo e ottenendo dal Tar di Lecce la sospensione cautelare del provvedimento. Tale pronuncia provvisoria del giudice amministrativo consentiva l’esecuzione e la conclusione dei lavori in tempi record, restituendo all’assistenza ospedaliera due reparti pienamente ammodernati e tecnologicamente adeguati.
Nei gironi scorsi è stata depositata la sentenza con cui è stata definitivamente annullata l’ordinanza sindacale.
Secondo i Giudici amministrativi, il sindaco di Ostuni, con l’ordinanza di riattivazione dei reparti, non ha considerato il complessivo quadro organizzativo sanitario all’interno del quale si è collocata la sospensione dei ricoveri nell’ospedale di Ostuni, ricoveri che sono stati dirottati nell’ospedale di Francavilla Fontana. L’ordinanza adottata sarebbe quindi nulla, poiché affetta da incompetenza assoluta in quanto avrebbe avuto l’unica finalità di impedire l’esecuzione del provvedimento che l’ASL aveva adottato in tema di organizzazione del servizio ospedaliero, cioè in materia assolutamente estranea alle competenze del sindaco.
La pronuncia del TAR ha confermato la legittimità dell’operato della ASL e dimostrato la debolezza delle ragioni di chi, pur di alimentare una polemica inutile, ha rischiato di compromettere la conclusione dei lavori di ristrutturazione dei reparti”.

Amati: “DH Oncoematologia a Brindisi con i fondi dell’art. 20. Ora bisogna correre”

“Sarà possibile finanziare il nuovo Day hospital di oncoematologia del Perrino di Brindisi, con i fondi dell’art. 20 della legge 67 del 1988. È quanto emerso dai lavori odierni della I Commissione, alla quale ha partecipato il DG della Asl Brindisi Giuseppe Pasqualone”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Nel corso della riunione odierna della I Commissione, convocata per monitorare lo stato della spesa dei fondi per l’edilizia e le tecnologie sanitarie (articolo 20 della Legge n. 67 del 1988), è emersa la disponibilità di circa 8 milioni per realizzare un nuovo Day hospital di ematologia, considerato che quello attuale ha una sala di attesa in comune con quello di Oncologia, è aperto mattina e pomeriggio nei giorni feriali (ore 8-20) ed è utilizzato da circa 50-60 pazienti al giorno per diagnosi e chemioterapie.
La necessità di dotarsi di questa nuova struttura è relativa al notevole utilizzo del servizio, ampliatosi anche in termini di mobilità attiva per l’ottima reputazione professionale del direttore dell’Unità Operativa Domenico Pastore, che ha reso insufficienti la sala d’attesa, le 3 stanze visita, le stanze per chemioterapia con poltrone e le stanze con letti per terapie più lunghe.
La situazione descritta genera ovviamente problemi anche sull’organizzazione del Day hospital oncologico, per cui è auspicabile assicurare a entrambe le Unità operative le migliori condizioni di lavoro.
Ora bisogna correre nell’attivazione e conclusione del procedimento amministrativo, considerata la priorità assegnata al programma dalla Direzione generale della Asl”.

Tap-Snam e investimenti, Amati: “A fatica qualche passo avanti. Coordinare interventi perché forza contrattuale è stata colpevolmente ridotta”

“Sia pur con fatica un passo avanti su investimenti Tap-Snam l’abbiamo fatto. Abbiamo le proposte della Provincia di Lecce, presentate con un unico atto, e quelle della Provincia di Brindisi presentate dai singoli Comuni, cioè Brindisi, San Pietro Vernotico e Torchiarolo. Poiché il peso contrattuale degli enti locali è stato colposamente portato a quasi zero, credo che difficilmente ci saranno le risorse per accogliere tutte le proposte e perciò serve un coordinamento, che spero sia fatto dalle due Province”. Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.

“C’è da recuperare il tempo perduto – sottolinea – in lotte e diatribe, che comunque non hanno ragione di continuare, perché il gas Tap-Snam sta entrando nelle case di tutti, comprese quelle di chi ancora protesta contro questa importantissima infrastruttura energetica. Mi rendo conto che è stato dissipato un patrimonio di forza che oggi avrebbe portato al finanziamento dell’intero programma proposto o forse di più, e mi stupisco nel leggere commenti di chi oggi vorrebbe mostrare muscoli per chiedere più risorse, nonostante sia noto che le società interessate abbiano ottenuto maggiore peso contrattuale proprio grazie alla condotta colpevole dei contestatori del ‘non-si-puotismo’ o del ‘ben-altro-luoghismo’. Gravi patologie italiane, in grado d’intralciare la strada della rivoluzione verde e tecnologica”.

“Ma ormai – sottolinea Amati – è accaduto e non si può tornare indietro. Perciò nei prossimi giorni proverò ad aiutare le Province di Brindisi e Lecce a compiere azioni di coordinamento tra le diverse proposte, attribuendo – conclude – priorità a quelle con rendimento duraturo, a partire dal Centro di ricerca per la decarbonizzazione, e accantonando quelle finanziabili con altre risorse”.

Consorzio ASI BR, Amati: “Panettoni, bilancio, consulenze, concorsi e donazioni. Revisori segnalano irregolarità, intervenga la Giunta”

“Tra cose piccole inaudite, come le spese per i panettoni natalizi, e cose importanti come il parere negativo sul bilancio 2019, concorsi zoppicanti, consulenze discutibili, programmi azzardati e donazioni allo stato non periziate, mi pare che ci siano tutti gli ingredienti per correre al più presto a opportuni rimedi. Mi spiace constatare l’assenza della Provincia e del Comune di Brindisi, mentre ringrazio l’assessore Delli Noci e l’Avv. Berlingerio per la loro presenza e per l’attività di controllo in via di svolgimento”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Spero che il CdA possa rapidamente esprimere le sue osservazioni di merito sulle questioni sollevate dai Revisori dei conti, organismo nominato dalla Regione a cui siamo tenuti a prestare fede sino a prova contraria, così diradare ogni nube.
Nel frattempo mi pare che ci sia più d’un motivo per porre in rilievo diverse condotte: incarico di consulenza a Deloitte per valutare tutti gli elementi di attivo e passivo del bilancio, eseguito parzialmente ma pagato completamente, con sovrastima delle attività per circa 55 milioni, del patrimonio netto per circa 28 milioni, del passivo dello stato patrimoniale Regione Puglia conto finanziamenti per circa 24 milioni, del passivo stato patrimoniale enti diversi, conto anticipi, opere ultimate per circa 3 milioni; allargamento dei collegi difensivi per contenziosi pendenti senza alcuna motivazione; procedure di reclutamento di personale senza pubblicazione degli avvisi sul sito e senza che allo stato risulti agli atti la documentazione relativa alla selezione; donazioni di beni alla ASL di Brindisi in occasione dell’emergenza Covid con procedure non ancora chiarite, nonostante i solleciti, e allo stato prive degli atti giustificativi e ricognitivi previsti dalla legge; mancata approvazione del Piano economico finanziario, il cui termine è già scaduto il 31 ottobre.
Infine, e qui non c’è bisogno di deduzioni perché parlano i fatti: non è prova di buona amministrazione, l’acquisto di 30 panettoni natalizi da regalare ai dipendenti, che peraltro sono 14, prelevando dalla cassa del Consorzio i fondi occorrenti, pari a quasi 1000 euro. Una cosa piccola e irrilevante, ha commentato qualcuno: probabilmente è così, ma anche sulle piccole cose si misura la nostra statura”.

Tap-Snam, Amati: “Onore al Prof. Laforgia per serietà e chiarezza. 49 progetti da BR e LE, ma non conosciamo l’oggetto”

“Pare che Lecce e Brindisi abbiano inviato il 28 dicembre scorso 49 schede progettuali, 39 Lecce e 10 Brindisi, per gli investimenti richiesti in relazione al gasdotto Tap e pipeline di interconnessione alla rete Snam. Ovviamente, siamo in attesa di conoscere il dettaglio di queste proposte e nel frattempo mi sento di attribuire il più grande onore al prof. Domenico Laforgia, che con il suo intervento di oggi ha chiarito con neutralità e serietà i gravissimi errori compiuti nella gestione del procedimento di realizzazione dell’importante infrastruttura energetica”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando l’audizione di oggi in quarta Commissione sugli investimenti relativi alla realizzazione del gasdotto Tap-Snam.

“Attendo di conoscere il contenuto delle 49 schede progettuali, così da poter sostenere il finanziamento rapido degli investimenti, nella speranza che dette proposte avanzate dalle due province siano state condivise con i sindaci e che abbiano come obiettivo non il campanile ma il rendimento duraturo. Sono nel frattempo soddisfatto di aver udito parole importantissime dal prof. Laforgia, che in qualche modo risarciscono le poche persone che in passato avvertivano, invano, sull’utilità dell’opera e sull’assurdità dello scontro messo in atto contro il gasdotto.
Sentire il prof. Laforgia tacciare di ‘schizofrenia’ la condotta politica seguita, perché ha offerto a Tap-Snam tutta la forza possibile per ridurre al massimo i notevoli investimenti che si sarebbero potuti chiedere, da un lato rincuora per l’amore di verità che coraggiosamente svela ma dall’altro offende, per l’odio alla serietà che sottende.
Tap e Snam, che attualmente servono tutte le case pugliesi con il loro gas e che realizzano 1.500 milioni di fatturato annui, si ritrovano oggi a negoziare da una posizione di forza, perché la condotta di ostilità non ha portato a nulla, com’era prevedibile, se non a ridurre ai minimi termini la forza negoziale delle istituzioni pubbliche e quindi dei cittadini. Continuerò il mio impegno per salvare il salvabile, chiedendo la collaborazione e la comprensione delle aziende interessate, in particolare Snam, azienda dello Stato, con la quale ci sono amministratori pubblici che addirittura si rifiutano di parlare, il che, detto con le parole del prof. Laforgia, è una vera assurdità”.

Serbatoio GNL Brindisi, Amati: “Ipotesi Capobianco non è alternativa ma foglio di via a Edison”

Sulla questione della localizzazione del serbatoio Edison leggo che viene proposta la soluzione alternativa di Capobianco. E allora mi chiedo: vi pare plausibile che Brindisi rinunci alla Zona franca doganale o che Edison possa attendere almeno cinque anni per la realizzazione di banchine, colmata, e dragaggi, opere allo stato prive dei finanziamenti pubblici stimati per almeno 100 milioni di euro? 

Peraltro, l’ipotesi Capobianco si scontrerebbe con la proposta del sindaco di spostare in quei luoghi la Marina. E chi glielo dice ora che è una pessima idea? È evidente a tutti che chi sostiene l’ipotesi Capobianco quale alternativa sta suggerendo, non si sa quanto consapevolmente, un’opzione dall’esito impossibile e un foglio di via a Edison. Ma quando la finiremo di giocare alla politica?”.
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio a Programmazione Fabiano Amati.
“Il ‘ben-altro-luoghismo’ si è immortalato dunque nell’offrire una soluzione localizzativa diversa per il serbatoio Edison, dimenticando però di avanzarla con le caratteristiche della plausibilità. Un dettaglio non da poco.
Se dunque si analizzassero i fatti e i luoghi, piuttosto che incentrare le osservazioni sulle persone che esprimono idee, forse non ci si ritroverebbe in un vicolo cieco.
I fatti, quindi. Capobianco si compone a grandi linee di due parti. L’una, cioè quella colmata da British gas, è destinata alla Zona franca doganale, così come da decisione adottata dall’Agenzia delle dogane. Qualora la proposta si riferisse dunque a questa parte, bisognerebbe rinunciare alla Zona franca. E non mi sembra una buona idea quella di rinunciare a un grande investimento per accogliere un investimento più piccolo.
La seconda parte di Capobianco, invece, ha bisogno di essere infrastrutturata (banchine e colmata), operazione che allo stato non ha nemmeno la progettazione e che per essere realizzata ha bisogno di 100 milioni d’investimenti pubblici. In altre parole, se ci fossero i soldi e tutto dovesse andare per il meglio, servirebbero almeno cinque anni di tempo per rendere disponibile l’area a ciò aggiungendo, ovviamente, i tempi di realizzazione del serbatoio di gas naturale liquefatto. Un ottimo motivo per convincere Edison ad andare altrove.
In realtà Capobianco non è una soluzione alternativa plausibile ma un rifugio dialettico, per dare a vedere di possedere una soluzione alternativa e non farsi affibbiare il giudizio di ‘non-si-puotisti’, che mi pare invece possa essere confermato, a meno che non passi l’idea, Dio non voglia, che in tanti parlano senza un minimo di approfondimento di merito”.