Acque reflue ex Ilva: questione grandiosa che riguarda la tutela dell’ambiente e l’approvvigionamento idrico e irriguo delle province di Brindisi, Lecce e Taranto

 

È una balla clamorosa che le acque ultra-affinate non siano idonee alle esigenze industriali dell’ex Ilva. La questione è grandiosa e riguarda la tutela dell’ambiente e l’approvvigionamento idrico e irriguo delle province di Brindisi, Lecce e Taranto.

Si tratta di risparmiare le acque del Sinni che attualmente vengono utilizzate per scopi industriali nell’ex Ilva, per poi convogliarle nell’invaso Pappadai e destinarle alle esigenze irrigue e potabili di milioni di persone. Il progetto, oggetto di prescrizione Aia, prevede di sostituire le acque del Sinni con quelle ultra-affinate dei depuratori Gennarini-Bellavista.

Si tratterebbe di utilizzare acque rese quasi potabili dal processo di ultra-affinamento risparmiando risorsa idrica da destinare agli usi umani ed evitando di buttare in mare i reflui. Insomma, i migliori trattamenti di tutela ambientale, riuso e risparmio idrico.

 

 

Acqua a ex Ilva, Amati: “Sottosegretario Turco dice una balla clamorosa. L’acqua affinata si può usare”

“È una balla clamorosa che le acque ultra-affinate non siano idonee alle esigenze industriali dell’ex Ilva. Sono costretto a dirlo perché quella decisione, tecnicamente approfondita dai dirigenti del Ministero dell’ambiente, della Regione, dell’Autorità di bacino e di Aqp, mi costò una battaglia quasi solitaria contro la riluttanza dei Riva e dei loro rappresentanti. Abbandonarla ora senza ragioni significherebbe un ritorno a quei tempi bui, in cui i dirigenti Ilva dettavano legge”.

Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio, con riferimento alle dichiarazioni rilasciate ieri dal sottosegretario Mario Turco.

“La questione è grandiosa e riguarda la tutela dell’ambiente e l’approvigionamento idrico e irriguo delle province di Brindisi, Lecce e Taranto. Non si può perciò far passare sotto silenzio questa notizia, oppure relegarla nei fatti di cronaca della città di Taranto”, prosegue Amati.

Si tratta – spiega – di risparmiare le acque del Sinni, che attualmente vengono utilizzate per scopi industriali nell’ex Ilva, per poi convogliarle nell’invaso Papadai e destinarle alle esigenze irrigue e potabili di milioni di persone. Il progetto, oggetto di prescrizione Aia, prevede di sostituire le acque del Sinni con quelle ultra-affinate dei depuratori Gennarini-Bellavista. Il progetto di ultra-affinamento, che va ben aldilà del dm 185 del 2003 (e non 183, come dice Turco), produce acque addirittura più idonee agli scopi industriali, da immettere nei circuiti di raffreddamento (o altri usi) dello stabilimento”.

“L’ex Ilva, infatti, utilizza – sostiene ancora Amati – le acque del Sinni tal quali e perciò con impurità granulometriche ben maggiori delle acque ultra-affinate, perché la preventiva decantazione all’interno del lago non riesce a garantire l’eliminazione di residui biologici o chimico-fisici. In buona sostanza, si tratterebbe di utilizzare acque rese quasi potabili dal processo di ultra-affinamento, risparmiando risorsa idrica da destinare agli usi umani ed evitando di buttare in mare i reflui. Insomma, i migliori trattamenti di tutela ambientale, riuso e risparmio idrico. Mi piacerebbe peraltro conoscere – conclude – la corrispondenza con cui AM ha fatto presente la sua volontà di disattendere l’Aia, e in particolare le questioni tecniche che sottendono tale decisione. Non vorrei – conclude – fossero le stesse utilizzate da Girolamo Archinà, quando decise di abbandonare un lungo e acceso confronto sulla stessa questione, con il seguente parere tecnico: noi siamo noi e voi non siete nessuno”.

15 nuovi interventi di estensione della rete idrica ammessi a finanziamento da AIP / rassegna stampa

15 nuovi interventi di estensione della rete idrica ammessi a finanziamento da AIP. A questi si sommano gli altri 9 già approvati nelle scorse settimane. Aspettiamo l’autorizzazione di nuovi interventi per le prossime settimane; intanto ringrazio il Consiglio direttivo di AIP, a cominciare dal suo Presidente, Sindaco di Mesagne Toni Matarrelli, e dal Direttore generale Vito Colucci.
 
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puglia

Acqua, Amati: “AIP approva altri 15 interventi di estensione rete in province di BA, BR e LE”

L’Autorità Idrica Pugliese ha ammesso a finanziamento altri 15 interventi di estensione della rete idrica, per un importo stimato di euro 3.667.000. Si completa così la prima tranche del programma deliberato a seguito dell’approvazione della Legge da me proposta nel 2019”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

“Si tratta di 15 interventi nei seguenti comuni: Binetto (vie varie); Monopoli (Strada Loggia di Pilato e Strada Ciporrelli); Fasano (C.da Lamascopone, C.da S. Angelo, C.da Pezze di Monsignore, C.da Campranello, C.da S. Elia e C.da Salamina); Cavallino (via Marsala, Via vecchia San Donato, vicinale Pepini, vicinale Quattro Palmenti, vicinale Spezzaferri); Ugento (C.da Scirocco). Con la decisione odierna – prosegue Amati – può avviarsi, per questi 15 interventi e per gli altri 9 già approvati nelle scorse settimane, l’attività di progettazione, preliminare alla realizzazione dei lavori. È necessario che nei prossimi mesi si autorizzino ulteriori interventi, a fronte di necessità sempre più vaste, stabilendo una proficua collaborazione anche in termini finanziari tra Regione Puglia, Autorità Idrica e AQP. Nel frattempo – conclude –, ringrazio il Consiglio direttivo di AIP, a cominciare dal suo Presidente, Sindaco di Mesagne Toni Matarrelli, e dal Direttore generale Vito Colucci”.

Torre Rossa Brindisi, Amati: “Emergenza sanitaria per 450 persone. Anche i pozzi non hanno più acqua per cause misteriose. Ho scritto al Prefetto”

Nel quartiere Torre Rossa di Brindisi, 450 persone vivono in emergenza sanitaria, senza acqua e fogna, aggravata nelle ultime settimane per cause misteriose, poiché l’unica fonte di precario approvvigionamento, i pozzi, non riescono più a essere alimentati dalla falda, lasciando quindi senz’acqua le persone. AQP è pronta agli allacci ma la burocrazia comunale impedisce di farlo. Ho scritto al Prefetto per chiedere la convocazione di una riunione con Comune, ASL e AQP, affinché o si proceda agli allacci o si sgomberi il quartiere”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

“Ieri sera ho visitato il quartiere Torre Rossa di Brindisi e ho avuto modo di studiare tutta la documentazione urbanistica e idrogeologica. Ho potuto constatare che da qualche settimana la già assurda condizione igienico-sanitaria è stata aggravata dall’improvvisa e misteriosa interruzione del tributo idrico della falda ai pozzi artesiani. È come se fosse stata rotta la calotta in creta della falda superficiale in pressione, determinando un nuovo equilibrio idrologico e mettendo dunque fuori gioco i pozzi. Tutto questo – prosegue Amati – ha reso non più rinviabile, nemmeno per una settimana, il procedimento di allaccio alle reti idriche e fognarie”.

“Torre Rossa è un quartiere di Brindisi dove vivono circa 450 persone in case generalmente unifamiliari, in attesa dei permessi di costruire rivenienti dall’approvazione della variante di recupero degli insediamenti. Il quartiere è dotato di rete idrico-fognaria pienamente funzionante, ma il Comune di Brindisi non agevola l’allaccio delle singole utenze, nonostante AQP sia pronta a realizzare le opere. La carenza di acqua e fogna crea gravissimi problemi igienico-sanitari, sia per l’assenza di acqua potabile – sostituita sino a qualche settimana fa dall’emungimento dai pozzi – sia per l’utilizzo di veri e propri pozzi neri, privi di tenuta e dunque con caratteristiche altamente inquinanti. Allo stato è del tutto ingiustificata l’inerzia dell’apparato burocratico del Comune di Brindisi nel consentire gli allacci, considerato che il Consiglio comunale ha approvato l’acquisizione delle aree di sedime stradale al demanio comunale, ovvero la sottoscrizione di un atto unilaterale d’obbligo alla cessione. Poiché ogni ritardo è in grado di infliggere un danno alla salute degli interessati e all’ambiente – conclude –, ho scritto al Prefetto di Brindisi chiedendo la convocazione di una riunione urgentissima con la ASL, il Comune di Brindisi e AQP”.

Studenti Bat e Brindisi: sono fuori sede, approvata la mia proposta di legge / rassegna stampa

Gli #studenti delle province di Brindisi e Bat sono fuori sede. Lo ha deciso ieri il Consiglio regionale approvando la mia proposta di legge. Per questo motivo potranno partecipare alle borse di studio del bando #Adisu. Abbiamo così risolto un grave problema, eliminando il criterio di considerare gli studenti fuori sede o pendolari in base al tempo di percorrenza dei mezzi di trasporto.
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Adisu, Amati: “Gli studenti Brindisi e Bat sono fuori sede. Lo ha deciso il Consiglio”

Gli studenti di Cisternino, Fasano, Bisceglie, Trani e Barletta sono fuori sede e, pertanto, potranno partecipare alle borse di studio del bando Adisu benefici e servizi. Lo ha deciso oggi il Consiglio regionale approvando la mia proposta di legge”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

“Abbiamo risolto un grave problema. Era accaduto, infatti, che i criteri per considerare gli studenti fuori sede o pendolari fossero stati legati al tempo di percorrenza dei mezzi di trasporto, sicché i residenti in comuni distanti meno di sessantacinque minuti dalla sede universitaria erano considerati pendolari e non fuori sede, e venivano così esclusi da ogni forma di sostegno. Tale criterio – aggiunge Amati – infliggeva problemi agli studenti delle provincie di Brindisi e Bat. Il tempo di percorrenza nel limite di sessantacinque minuti, difatti, rappresenta uno standard teorico ottimale, calibrato sulla corsa e sulla tipologia di trasporto più performanti, che purtroppo i mezzi pubblici non raggiungono quasi mai in tutte le fasce orarie. Ne derivava, allora, che uno standard ottimale teorico stava escludendo di fatto centinaia di studenti dalla parità di condizioni al diritto allo studio, così come negli anni scorsi era sempre accaduto. Per questo motivo – conclude – ho proposto una norma, approvata dal Consiglio, che qualifica come fuori sede tutti gli studenti residenti in province diverse da quelle in cui ha sede l’Università o l’istituto di formazione”.

Costa Ripagnola, Amati: “Abbiamo chiesto d’istituire il Parco nella seduta del Consiglio di domani”

“Sei firme per chiedere che il Parco di Costa Ripagnola sia istituito nella seduta del Consiglio di domani. Dopo l’espressione del parere finanziario sul disegno di legge promosso dalla Giunta regionale, espresso favorevolmente nella seduta di oggi della I Commissione, ci pare che non ci siano più difficoltà per approvarlo in Aula”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, sottoscrittore con i consiglieri Sergio Blasi, Paolo Campo, Mario Conca, Francesca Franzoso e Donato Pentassuglia della richiesta di inserimento all’ordine del giorno della seduta del Consiglio prevista per domani, martedì 21 luglio.

“Ormai – prosegue Amati – ci sono tutti gli ingredienti per portare a compimento questa importantissima iniziativa amministrativa di tutela ambientale e paesaggistica. C’è l’unanimità tra le forze politiche rappresentate in Consiglio, c’è l’accordo con il Comune di Polignano a Mare, c’è l’accordo con diverse associazioni ambientaliste e c’è anche il favore di migliaia di cittadini con spiccata sensibilità ambientale. Certo, come in tutte le cose in cui si prova a raggiungere un obiettivo che accomuna, tutti hanno rinunciato a una parte della propria opinione per raccordarsi con le opinioni degli altri: ma ciò accade perché solo in questo modo si progredisce e perché – conclude – nessuno può ragionevolmente dire, a discapito degli altri, di rappresentare la verità e l’ottimo, cioè i nemici del bene”.

Tutto secondo programma nei cantieri delle strutture sanitarie di Cisternino, Fasano e Ostuni / rassegna stampa

👉 A #Cisternino, #Fasano e #Ostuni proseguono senza sosta i lavori nei cantieri per migliorare l’assistenza sanitaria per i cittadini.
Tutto secondo programma e con l’impegno di tecnici e operai a concludere nei tempi e nei modi previsti: avviati i lavori edili di adeguamento dell’Ospedale di comunità di Cisternino, ultima tappa per l’imminente apertura; siamo alla stretta finale per i lavori di ristrutturazione del blocco operatorio di Fasano e del reparto di ortopedia di Ostuni.
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Sbloccato il Piano casa: tutti i progetti di riqualificazione potranno andare avanti / rassegna stampa

Lo sblocca cantieri aveva distrutto il Piano casa, il decreto Semplificazioni lo fa tornare più utile ed efficace di prima. Il governo nazionale ha disinnescato gli effetti della sentenza della Corte costituzionale, facendo ritornare in vigore – di fatto – l’eco-edilizia, il lavoro, la riqualificazione degli immobili e la legalità.