Morte in culla di una bambina di 11 giorni, la Puglia punta a triplicare gli screening: “Un test con una goccia di sangue può prevenire la Sids”

La piccola è morta a Lecce nella notte tra il 6 e il 7 ottobre per la sindrome della morte improvvisa del lattante (Sudden Infant Death Syndrome), che colpisce i bambini nel primo anno di vita: da un anno la Regione ha avviato il progetto di monitoraggio dei neonati ma non può estenderlo a tutta la popolazione a causa del piano di rientro. L’assessore Amati: “Proporrò alla giunta di triplicare i fondi, ora con un milione di euro interveniamo solo su duemila bambini ma potremmo raggiungerne 12mila”

Casi come la tragedia della neonata di Lequile, morta a undici giorni dalla nascita, si potrebbero probabilmente evitare con uno screening esteso a tutti i piccoli appena nati in Puglia. Ne è convinto Fabiano Amati, assessore regionale al bilancio e promotore di tutte le leggi più recenti sugli screening neonatali, che annuncia: “Proporrò alla giunta di triplicare i fondi per il progetto di ricerca Genoma-Puglia che abbiamo avviato da un anno. Quelli stanziati finora, un milione di euro, consentono di intervenire solo su duemila bambini. Con tre milioni di euro possiamo intervenire su dodicimila”. La Puglia, spiega Amati, è già avanti rispetto ad altre regioni e nel caso del Progetto Genoma è tra le prime al mondo. Ma non può estendere a tutta la popolazione il beneficio del programma e quindi la somministrazione tempestiva delle terapie perché sarebbero prestazioni non comprese nei livelli essenziali di assistenza. E siccome la Regione non è ancora formalmente uscita dal piano di rientro, è costretta a rinunciare, perché non ha nemmeno la possibilità alternativa di disporre dei fondi propri. Sì riteneva che la piccola di Lequile fosse morta a causa di un rigurgito mentre dormiva nello stesso letto dei genitori. Da un accertamento ulteriore è emerso invece che la neonata sia morta più precisamente di “Sids”, la sindrome della morte improvvisa del lattante (Sudden Infant Death Syndrome), una malattia che colpisce i bambini nel primo anno di vita. Oltre che con la prevenzione e con l’utilizzo di comportamenti corretti, le cause di questi decessi possono essere identificate attraverso test genetici. È infatti il progetto di ricerca Genoma Puglia, consistente nell’analisi di 407 geni per diagnosticare l’esposizione a 450 malattie, prevede anche la verifica sui geni interessati a causare la Sids.
Per questo Amati è convinto della necessità di aumentare gli investimenti: “Così possiamo salvare vite umane e continuare sulla nostra strada virtuosissima”.

Articolo di Davide Carlucci pubblicato su Repubblica edizione Bari del 08/11/2024

Le mie priorità in giunta. Imprese, scuole e ospedali

Incontriamo Fabiano Amati sul lungomare di Savelletri. Passeggiando tra un lido dal nome geometrico, bar, osterie di pesce e bracerie piene di turisti sedotti dal sole pugliese lo incalziamo sul nuovo incarico di assessore al Bilancio della Regione Puglia.

Amati, il suo impegno politico è iniziato nel consiglio comunale di Fasano. E all’aula dell’assemblea municipale ha rivolto un pensiero salutando il nuovo incarico. C’è un filo rosso da cogliere?

«Il municipio è il luogo politico dove si sta a contatto con la realtà di ogni giorno, con le strade, le scuole, gli ospedali e con le difficoltà delle persone, senza perdersi in tanti fronzoli. Se c’è un filo rosso da cogliere è dunque la realtà, le lacrime delle cose, portando alla Regione il metodo del Comune. Che è in fondo quello che sempre faccio».

In questo itinerario nello spazio pubblico, ci sono “maestri” a cui rendere omaggio?

«Sì, tanti, la maggior parte letti. Luigi Sturzo, Luigi Einaudi, Aldo Moro, Ignazio Silone, Ortega y Gasset e tanti altri. Tra quelli, invece, ascoltati più che frequentati, e per la fascinazione che produssero in me nei tempi della giovinezza politica, ci sono Ciriaco De Mita e Mino Martinazzoli. E per far cogliere la misura di questa fascinazione mi basta dire due cose dei due: di De Mita che rispondendo a un giovane aggressivo su cosa facessero i grandi per i giovani, gli rispose “facciamo il massimo possibile, invecchiamo”; di Martinazzoli che rispondendo a un giornalista curioso sulle decisioni da assumere in vista della Dc, a lui che invece stava provando a rianimarla per non farla morire, gli rispose “lei mi chiede di rispondere a domande che non mi sono mai posto”. È tutto questo per dire con due lampi cosa significhi aver avuto per maestri una schiera di realisti».

È stato un puntuale fustigatore delle mancanze delle giunte Emiliano nei due ultimi mandati. Ora indosserà la maglia emilianista nella giunta. C’è un aneddoto legato alla ricostruzione del rapporto personale con il governatore?

«Da alcuni mesi il nostro dialogo è diventato fluido e su cose molto concrete faite o da farsi per i pugliesi. In questo contesto qualche settimana fa ci siamo scritti qualche messaggio e abbiamo convenuto su una sua frase: “la politica senza arte è come dipingere con la mazza della scopa”. In questo aneddoto un po’ proverbiale c’è il senso di una ricostruzione di rapporti che non ha cambiato né il mio né il suo temperamento, ma ci ha convinto a lavorare per accordarli».

I calendiani pugliesi protestano. Per assumere l’incarico di assessore è necessario il placet dell’ex ministro Calenda?

«Non è necessario ma sarebbe molto bello averlo, per lavorare in concordia».

Anche nel brindisino, i dem locali hanno silenziosamente borbottato per il suo assessorato…

«Le vicende del passato hanno lasciato residui. È umano. Ma i messaggi che m stanno arrivando in queste ore dicono parole idonee alla vita prima che alla politica. Ricominciamo nel dialogo, perché abbiamo tanto da fare».

A prescindere dalle sigle, lei rappresenta l’anima liberale e riformista del centrosinistra. Cosa porta ora nell’esecutivo di questa visione politica?

«La libertà, che è l’essenza del mio fare, non è una cultura politica o peggio un’ideologia. È un metodo. È il metodo della realtà che prevale sulle illusioni e del realismo che prevale sul mondo idealizzato. Che gusto provate a parlare di repubbliche o principati che non esistono? Così chiedeva Machiavelli, per insegnare il rigetto di ogni mitizzazione, comprese le ideologie».

Avrà i cordoni della borsa delle risorse regionali per l’ultimo anno. Cosa si può migliorare in questi pochi mesi nella gestione? Quanto conta l’arrivo dei fondi Fsc da Roma?

«Ogni gestione economica si migliora agendo come se i soldi fossero i nostri. Prima di spendere bisogna chiedersi: “se i soldi fossero i miei farei quella spesa?” La ragioneria fu inventata dai greci, elevando l’amministrazione patrimoniale a livello del logos, della Parola. Poi furono i romani, geniali e pratici, a penetrare il segreto più intimo di questa scienza, facendo nascere imprese, banche e amministrazione pubblica, con un sistema di contabilità ordinata e valevole per tutti e non per tutti tranne che per la Pa. Circa i fondi Fsc, sono essenziali. Basta scorrere l’elenco delle opere da finanziare per rendersene conto. E ogni giorno di ritardo per avviare la spesa ha un costo notevole, perché il tempo che passa solo nella Pa sembra non avere valore».

Per andare subito nel pratico, Fdi con Michele Picaro invita a ritirare il provvedimento sui nuovi Lea…

«Non si risponde con domande a doman- de. Ma qui ci vuole, per segnalare il paradosso di quel punto di vista. È perché mai dovremmo ritirare un provvedimento che avvia 406 nuove prestazioni sanitarie, per la cui erogazione riceviamo i soldi? Se di quelle prestazioni avessimo bisogno io, Picaro o i nostri più stretti congiunti, avremmo il coraggio di riproporre un rinvio che va avanti dal 2017?».

Il suo primo provvedimento che porterà in giunta?

«Tra quelli più importanti dovrò valutare con gli altri colleghi assessori la necessità di assestare il bilancio, per poi procedere rapidamente alla predisposizione del bilancio 2025. Quest’anno dobbiamo provare a evitare l’approvazione troppo sotto Natale».

Sa come si dice assessore regionale in inglese? Qui siamo quasi gli unici a dialogare in italiano…

«Si dice regional minister. Dialoghiamo in italiano perché spesso ci spaventa il mondo. E questo si può capire. Ma a volte pretendiamo addirittura di dialogare in dialetto e ciò accade quando nei tempi dell’intelligenza artificiale dibattiamo sulle maggiori autonomie regionali, mentre tutto suggerisce un processo di riforma che riduca a più non posso le autonomie, in particolare nella regolazione della materia sanitaria, producendo paradossi e clamorose disuguaglianze».

Intervista di MIchele De Feudis, Gazzetta Del Mezzogiono 28/10/2024

Depuratore Sava-Manduria, Amati: “Il TAR e la prossima inaugurazione mettono fine a un decennio di follia. Arrivano salute e ambiente”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Sul depuratore di Sava-Manduria la decisione ultima del TAR di Bari e la prossima inaugurazione dell’impianto mettono fine a un decennio di contestazioni e follie, confermando il valore fortemente ambientale dello schema idraulico previsto, in grado di porre fine all’attuale e vergognoso stato di inquinamento del suolo e del mare di un territorio meritevole invece di tutela.
Si conferma così sia la decisione del Governo Vendola con il Piano di tutela delle acque 2009-2015 e sia quella del Governo Emiliano con il Piano 2015-2021, entrambi attestati – a prescindere da qualche differenza a valore dialettico più che tecnico – sullo scarico d’emergenza in battigia, più o meno come accade in altri territori, ove la soluzione prescelta costeggia e protegge importantissimi resort di alta qualità.
Certo, sarebbe stato meglio se le classi dirigenti del territorio interessato – non solo politici – avessero assecondato soluzioni tecnologicamente più quadrate, come la condotta sottomarina, ma purtroppo può capitare che, per notevoli errori di valutazione a sfondo politico e propagandistico, si finisca per preferire ipotesi certamente previste dalla legge, come lo scarico in battigia, ma meno performanti.
Su questo argomento ho trascorso mesi terribili dal 2009 al 2014, fronteggiando manifestazioni popolari fondate sull’eccitazione delle paure delle persone e cercando di far comprendere come fosse incivile tenere un territorio così bello e vasto nella prigionia dell’inquinamento. Infatti, celebrare nel 2024 l’entrata in esercizio di un depuratore somiglia un po’ alla vendita di un Commodore 64 nei tempi dell’intelligenza artificiale.
Ma purtroppo la vita in generale, e quella amministrativa in particolare, sono fatte di queste cose, per cui è necessario soffrire tenendo in alto la bandiera del buon senso anche quando il senso comune ti sta mettendo alla gogna; e ciò accade perché le prove si possono dire superate quando ciò che producono ha durata e non il sapore effimero di un’ora di celebrità.
Ringrazio i dirigenti e i tecnici regionali impegnati dal 2009 ad oggi – e per loro Anna Maria Iannarelli, Luca Limongelli, Andrea Zotti -, i dirigenti e i tecnici di AQP – e per loro Massimiliano Bianco, Nicola Di Donna e Francesca Portincasa -, l’avvocatura regionale – e per loro la coordinatrice Rossana Lanza e l’avvocato della causa Carmela Capobianco, l’impresa appaltatrice Putignano di Noci e tutte le maestranze, e l’amministrazione comunale di Manduria, per ultimo l’attuale Sindaco Gregorio Pecoraro, che ha dovuto sopportare anche il peso di decisioni impopolari ma giuste.”

 

REGIONE, DUE SEDUTE AL MESE CON STIPENDI RECORD IN ITALIA

Amati è il più prolifico, De Palma fermo a zero. La top della produttività in Consiglio regionale.

 

Del passaggio di Vito De Palma in Consiglio regionale non è rimasta quasi traccia: nessun progetto di legge concluso è stato presentato né mai sottoscritto da lui. Certo, il politico tarantino è rimasto in carica soltanto due anni, da settembre 2020 a settembre 2022, quando è stato eletto alla Camera per Forza Italia. Ma è una giustificazione che vale fino a un certo punto: il suo è stato lo stesso percorso di Ignazio Zullo, di Fratelli d’Italia, che però in quell’arco di tempo è riuscito a firmarne sei di pdl, di cui tre proposti da lui. A pochi mesi dalle elezioni regionali si può tracciare un bilancio di chi, almeno come impegno, si è guadagnato l’indennità nell’undicesima consiliatura, che si avvia a conclusione.

Chi produce e chi non va

Nella classifica della produttività degli eletti nel parlamentino pugliese di via Gentile, al primo posto svetta Fabiano Amati, consigliere di Azione sulla via del ritorno nel Pd: recano la sua firma 33 progetti di legge, di cui 29 sono farina del suo sacco. Secondo, anche se con distacco,Antonio Tutolo, ex sindaco di Lucera, del gruppo misto, che ha messo il suo nome e cognome su 22 progetti di legge, risultando tra i primi firmatari in dieci casi. Amati e Tutolo sono tra i più assidui frequentatori dell’aula consiliare. Il record delle assenze ingiustificate nei Consigli regionali – tra il 2021 e giugno 2024 lo detiene invece il leghista Joseph Splendido: per nove volte non si è presentato senza dare adeguate giustificazioni, seguito da Paride Mazzotta (8) e Pierluigi Lopalco (7). Міchele Emiliano quattro volte. A loro il compenso sarà decurtato, però, e a chi presenta il certificato no.

Se 8mila vi sembran pochi

Ed è un peccato, perché è un bello stipendio: 7mila euro lordi, che arrivano a 8mila 200 con le indennità di funzione (per esempio se si è presidente di commissione) e superare i 12mila per gli assessori, il vicepresidente e il governatore (che ne guadagna 13mila 800). Sono tra le retribuzioni più elevate in Italia: più del Piemonte, della Lombardia, del Veneto, della Campania e della Sicilia, dove i compensi oscillano tra i 5mila e i 6mila 600 euro. Ma alle indennità bisogna aggiungere i rimborsi, che in Puglia ammontano a 4mila 100 euro. Di poco inferiori a quelle della Lombardia (4mila 218), superiori ai rimborsi nel Lazio (3mila 500). In totale, fra rimborsi e compensi, un consigliere pugliese non percepisce meno di 8mila euro netti.

Il caso Cera

Cifre importanti alle quali non si è aggiunto grazie alla pressione di un movimento di protesta guidato soprattutto da Cgil e Confindustria – il trattamento di fine mandato, nonostante tutti i blitz tentati a più riprese dai consiglieri. Fra i più accaniti c’era Filippo Caracciolo, del Pd, che risulterebbe sulla carta tra i più prolifici in termini di progetti di legge: ne ha presentati 33. Ma soltanto per quattro è il primo firmatario. Uno in meno di Francesco Paolicelli, del Pd, che risulta tra i cofirmatari di 18 progetti. La presidente, la dem Loredana Capone, invece, ne ha presentati otto, di cui in quattro compare come proponente. In fondo a questa graduatoria figura il forzista dissidente Napoleone Cera: ne ha firmati tre, non ne ha proposto neanche uno. È vero che è subentrato a novembre nel 2022, ma nella scorsa legislatura, tra il 2015 e il 2020, deteneva il record di assenze ingiustificate, ben 15 su 155. Segue l’attuale deputato azzurro Gian Diego Gatta (una firma, zero proposte), il suo collega di partito leccese Paride Mazzotta. Antonia Spina, di Fratelli d’Italia, che ha zero su entrambe le voci, è giustificata perché è subentrata solo a luglio a Francesco Ventola, il capogruppo eletto al Parlamento europeo, che ha prodotto 16 leggi, ma in 14 casi si è accodato ad altri.

Zero progetti

Non hanno proposto ancora alcuna legge che sia riuscita a terminare il suo iter nemmeno consiglieri i leghisti Fabio Romito, Gianfranco De Blasi, Giacomo Conserva e Joseph Splendido, Mauro Vizzino (Per la Pu- glia, centrosinistra), Massimiliano Stellato (Italia Viva), Michele Mazzarano (Pd), Alessandro Leoci (Con), Grazia Di Bari (Movimento 5 Stelle), Sergio Clemente (Azione) e Debora Ciliento, ad aprile nominata assessora ai Trasporti in quota Pd.

Le moto di Emiliano

Emiliano risulta firmatario, insieme con altri, soltanto di un progetto di legge in Consiglio (a parte quelli di giunta, naturalmente): sul “riconoscimento, la valorizzazione e la pro- mozione del mototurismo”. Il consigliere Giuseppe Tupputi ne ha proposti tre: uno sulla Disfida di Barletta, un altro per l’Istituzione di una “Fondazione per la formazione politica e istituzionale” e infine un terzo per la promozione del riconoscimento della lingua dei segni.

I progetti futuri

Chi non ha ancora portato a casa neanche un progetto di legge concluso ha ancora qualche mese di tempo. Amati ne ha nel caricatore dieci, Davide Bellomo prima di andarsene a fare il parlamentare della Lega ne ha lasciati 18. Il suo collega di partito Fabio Romito ne ha due. Giacomo Conserva, che ne ha chiuso soltanto uno, se n’è tenuti nove per gli ultimi giorni. Renato Perrini, di Fratelli d’Italia, ne ha ben nove.

Chi l’ha visto?

Oltre a scrivere leggi e a partecipare, con una media di due volte al mese, alle sedute del Consiglio regionale, i consiglieri pugliesi devono anche partecipare alle commissioni. Mauro Vizzino ci è andato soltanto sei volte, Paolo Pagliaro (Puglia Do- mani) tre, De Blasi appena due. Sommate alle sette sedute assembleari alle quali ha partecipato – in due casi è stato assente, una volta senza giustifica – sarebbero nove giorni in sei mesi. Senza neanche un progetto proposto, né da esaminare, né in itinere, né concluso. Chi non ci metterebbe la firma, per portare a casa ottomila euro al mese?

 

Articolo di Davide Carlucci, La Repubblica Bari 05/10/2024

San Raffaele Ceglie, Amati. “Per mollare questa battaglia mi devono abbattere. Ce la faremo, perché siamo dalla parte della salute e della legge”

“Per mollare questa battaglia hanno un’unica possibilità: abbattermi”.

Lo ha detto il Consigliere regionale Fabiano Amati, durante sit-in organizzato da FP CGIL Brindisi, CISL FP Taranto e Brindisi, UILFPL Brindisi, nel piazzale del Centro di Riabilitazione del San Raffaele.

“Ce la faremo a riportare il Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica nella sanità pubblica, perché la nostra iniziativa è dalla parte della salute, dei malati, delle loro famiglie e della legge. Chiunque definisca proditorie le battaglie, come fa la Fondazione San Raffaele, magari per scarsa dimestichezza con il vocabolario, sappia che proditorio si definisce un atto realizzato a tradimento e che solo il silenzio nello scoperchiare i fatti per ripristinare la giustizia sarebbe un tradimento, nei confronti dei miei doveri e del mio datore di lavoro, che è la pubblica amministrazione.
Il Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica, struttura pubblica, di proprietà della ASL Brindisi, da considerarsi un reparto dell’ospedale Perrino di Brindisi, è condotto da un privato in sperimentazione gestionale assegnata illegittimamente, peraltro con una dotazione di medici privi di specializzazioni appropriate a quel tipo di malati gravi.
Da tempo lotto contro la prepotenza della Fondazione San Raffaele – che da 24 anni svolge (ripeto) senza alcuna gara una funzione pubblica, che negli anni è stata costantemente remunerata attraverso artifizi e raggiri sui numeri di posti letti, relativa distribuzione dei codici e illegittima compensazione del canone di locazione – per garantire il futuro pubblico del Centro di riabilitazione, che vive, o meglio sopravvive, in condizioni di assistenza sanitaria decisamente inadeguate e condizioni di lavoro inconcepibili in qualsiasi azienda, figurarsi in una struttura pubblica e pienamente inserita nella rete ospedaliera pubblica.
Per mollare questa battaglia mi devono perciò abbattere e proditorio sarebbe disinteressarsene. Non risparmierò colpi, con rigore e rispetto delle leggi, perché ho visto il dolore dei pazienti e dei lavoratori e perché ritengo intollerabile l’abuso normativo consumatosi. Si aggiunga il perfido tentativo dello stesso privato che, con la rappresaglia dei licenziamenti, ha provato nei mesi scorsi a mescolare le carte, nel tentativo di ‘arruolare’ subdolamente gli stessi lavoratori in una lotta militante contro il Consiglio regionale, – che finalmente ha inteso all’unanimità interrompere l’esercizio abusivo della gestione – per abbarbicarsi nella struttura ospedaliera, magari in vista di maggiori business.
Ringrazio i lavoratori, i sindacati, i dirigenti del Dipartimento dell’assessorato regionale alla Salute, la ASL e tutti coloro i quali, con la schiena dritta, stanno facendo il loro dovere e chiedo ad alcuni colleghi politici di emanciparsi dalla timidezza ed esporsi, uscendo dal pantano dell’ambiguità, mettendosi in prima linea in questa battaglia di legalità.”

«Vietato distrarsi, esserci è dovere di tutti Che peccato quelle leggi in stand-by»

Siamo come i piloti di aereo: dalla nostra inerzia possono derivare pericoli e danni

«Noi consiglieri regionali siamo come piloti di un aereo, nel senso che non possiamo distrarci perché la nostra inerzia può de- terminare pericoli e danni»:

la pensa così Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio e da sempre tra i più assidui.

Consigliere, dati alla mano lei sta più in Commissione e in Consiglio che a casa sua…

“Sono stato eletto, percepisco una indennità: è un dovere essere presente. Non trovo per niente eccezionale il fatto di aver finora partecipato a tante sedute di Consiglio o Commissione. Sono abituato a certi ritmi dal l’adolescenza, quando prima di studiare dovevo sostituire mio padre per due o tre ore nel bar di famiglia”.

In generale, quello pugliese le sembra un Consiglio di stakanovisti o di fannulloni?

“Devo dire che su tutte le leggi innovative che ho proposto, a cominciare su quelle in in materia di sanità, i colleghi si sono mostrati sempre attenti e presenti. Anzi, per certi versi il la- voro del Consiglio regionale si è caratterizzato per la discussione e l’approvazione di norme che non avevano precedenti in Italia”.

Intanto, nelle scorse settimane, il numero legale dei consiglieri è venuto meno: strategia politica o distrazione “balneare”?

“Nell’ultima seduta del Consiglio qualche “assente per vacanza” c’è stato. Ed è un peccato non aver discusso della legge sulla displasia dell’anca, dell’inserimento di 407 prestazioni sanitarie tra i Lea, sul concorso per destinare infermieri all’Asl di Bari».

Qualcuno dovrebbe sentirsi in colpa?

“Prendiamo il caso dei Lea: io sto male se penso che, a causa della mancata approvazione della norma, qualcuno soffrirà. Questo dimostra che noi consiglieri siamo come i piloti di aereo: non possiamo e non dobbiamo distrarci nemmeno quando il cielo è sereno. Perché dall’inerzia possono derivare pericoli e danni gravissimi».

Fabiano Amati, attualmente esponente di Azione, è stato tra i fondatori del Pd pugliese e anche assessore regionale.

Neuropsichiatria infantile Monopoli, Amati: “Tra notevoli ritardi, annunciato il nuovo avvio dei lavori per il 10 settembre. Speriamo sia la volta buona”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Tra notevoli ritardi annunciato per il 10 settembre il nuovo avvio dei lavori per il Centro di Neuropsichiatria infantile di Monopoli.
È questo ciò che abbiamo accertato nella riunione di oggi della Commissione.
Ecco i punti salienti del complesso procedimento.
In data 28 luglio 2020 fu sottoscritto un protocollo tra Regione Puglia, Comune di Monopoli e ASL di Bari, per realizzare al più presto il nuovo centro di Neuropsichiatria infantile, all’interno di un immobile di proprietà comunale sito in via Gobetti.
Se si esclude qualche rara comunicazione stampa, non accade nulla sino al 18 luglio 2022, quando sull’argomento è convocata una riunione della I Commissione. In quella sede si apprende dell’esistenza di uno studio di fattibilità, con l’impegno ASL di approvare il progetto definitivo entro il 18 agosto successivo.
In data 29 novembre 2022 si apprendeva che il progetto definitivo era stato approvato il giorno prima (28 novembre), con tre mesi di ritardo.
In data 12 dicembre 2022, la ASL comunicava l’approvazione del bando di gara per la stessa giornata, con l’impegno ad aggiudicare i lavori entro febbraio.
In data 6 marzo 2023, la ASL comunicava l’apertura delle buste avvenuta il 15 febbraio precedente, l’ammissione di 7 imprese e l’impegno ad aggiudicare e sottoscrivere il contratto entro il 2 maggio, ossia con ulteriori tre mesi di ritardo, per un totale di sei mesi a cui aggiungere i due anni dalla sottoscrizione del protocollo. Totale ritardo: 2 anni e 6 mesi.
In data 16 maggio 2023, la ASL comunicava la sottoscrizione del contratto entro il 2 giugno, cioè con un ulteriore mese di ritardo. Totale ritardo: 2 anni e 7 mesi.
In data 11 settembre 2023, la ASL di Bari comunicava non solo di non aver sottoscritto il contratto entro il 2 giugno, ma di non aver nemmeno aggiudicato, poiché priva di disponibilità sulla dotazione finanziaria necessaria e in attesa dell’impegno regionale a far valere il finanziamento sul FESR. Totale ritardo: 2 anni e 9 mesi.
In data 25 settembre 2023, la ASL comunicava l’aggiudicazione e rinviava a data successiva per la comunicazione del nuovo cronoprogramma.
In data 15 gennaio 2024, la ASL comunicava la sottoscrizione del contratto il 3 gennaio 2024, ossia con un ritardo di sette mesi dalla precedente indicazione di giugno 2023, con impegno al deposito del progetto esecutivo entro il 17 febbraio 2024, successiva validazione entro il 31 marzo 2024 e consegna cantiere i primi giorni di aprile 2024. Totale ritardo: 3 anni e 4 mesi.
In data 11 marzo 2024, la ASL comunicava la mancata consegna da parte del Comune di Monopoli dell’immobile e quindi l’impossibilità a completare la redazione del progetto esecutivo e quindi la sua validazione e l’avvio dei lavori.
Il resto è storia recente, la riunione del 18 marzo 2024, con l’impegno ad avviare i lavori entro il 27 maggio. Totale ritardo: 3 anni e 8 mesi.
A questo ritardo si aggiungeva quello conseguito sugli impegni presi nella riunione del 27 maggio, che prevedeva l’avvio dei lavori, poi  disatteso, entro il 21 luglio. Totale ritardo 3 anni e 10 mesi.
Oggi si fissa una nuova data per l’avvio lavori, 10 settembre 2024, che se rispettata porterà il ritardo a 4 anni, a ciò aggiungendo altri mesi per arredare la struttura e renderla utilizzabile attraverso lunghi e complessi procedimenti di accreditamento.”

LE MIE LEGGI IMPUGNATE? SULLA SANITÀ FACCIAMO SCUOLA E ANCHE IL GOVERNO LO CAPIRÀ

Fabiano Amati, consigliere regionale, due su tre delle leggi impugnate dalla presidenza del Consiglio hanno la sua firma. Cosa combina?

“Attenzione perché incostituzionale è quando l’arbitro fischia, non quando il tifoso canta, quindi conta di vincere”.

Finora come le andata?

“Tutte vinte. Gliene cito una, quella sul sequenziamento dell’esoma.Dal 1 per cento del Dna possiamo diagnosticare l’85 per cento delle malattie. Non solo la Corte costituzionale ha respinto il ricorso ma Marta Carabia, l’ex presidente, ha lanciato un monito al governo:ma voi siete pazzi a non estendere questi sistemi all’intero Paese? E ve la prendete con una Regione che li applica?”

il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato le evidenzia una contraddizione: è contro l’autonomia differenziata ma poi propone leggi che introducono cose che invadono la competenza statale.

«Infatti, quando propongo le leggi io, preso atto del successo, subito dopo chiedo, ad esempio: “Ma è giusto che un bambino con la Sla che abbia la sfortuna di nascere in un’altra regione rischi di morire trattamento che introdotto noi? L’autonomia differenziata è un’altra cosa, cosa assurda, è distribuzione di risorse. Noi invece innovazioni che possono perché non si fa la diagnosi e il abbiamo lanciamo essere estese al resto d’Italia».

L’accusano di fare il primo della classe.

“Non soffro né di eccessi di umiltà né eccessi di vanità. Ho la mia esperienza. E quando non so vado dagli esperti e prendo appunti. E cucio la norma perché il diritto è il sarto delle scienze.É vero, dicono Amati sta sempre lui in mezzo. Pero poi mi votano sempre tutto.”

Sulla prevenzione del papilloma virus la presidenza del Consiglio vi accusa di aver sconfinato, discriminando gli studenti pugliesi da quelli di altre regioni che non sono costretti a dichiarare se si sono vaccinati o no.

“Con quella impugnazione è stata discriminata la salute in favore della malattia. Il ministero dovrebbe chiedersi come fare a tenere alta la copertura vaccinale, non contestare le Regioni che provano a farlo. I ragazzi possono anche dire “Io me ne infischio”. Però se le persone vengono informate sull’utilità del vaccino e sui tumori che possono causare le malattie, si vaccinano”.

Non si viola la privacy? Non si vincola l’iscrizione all’informazione sulla vaccinazione?

“Già il sistema Edotto è una banca dati che sa chi è vaccinato e chi no. La scuola è anche uno strumento per raggiungere obiettivi di salute pubblica.”

E’ stata impugnata anche la sua legge sul centro di riabilitazione di Ceglie Messapica.

«Il governo ha impugnato una legge che ripubblicizza un centro di riabilitazione di proprietà della Asl. Com’è possibile che la Regione non possa gestire un servizio pubblico concesso a un privato per 24 anni senza gara né scadenza? C’è solo una spiegazione: il fondatore del San Raffaele è un senatore del centrodestra che si chiama Antonio Angelucci. Ho fatto segnalazioni e qualcuno mi ha detto “Ma chite lo fa fare?”. Comincio ad avere paura».

(Intervista pubblicata su La Repubblica Bari, edizione del 26 luglio 2024)

San Raffaele, Amati: “ASL chiede rispetto dei tetti e la Fondazione replica che gli extra-tetti li ha autorizzati il TAR. Vuol dire che i ricoveri in più li pagherà il Presidente del TAR? Ma che strano Paese.”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Ogni giorno una storia nuova. La ASL di Brindisi ha chiesto alla Fondazione San Raffaele che gestisce il Centro di Ceglie Messapica, diversamente da come è accaduto purtroppo in passato, di rispettare la distinzione dei posti letto in ossequio ai regolamenti regionali, vietando ogni e qualsiasi ricovero in più, che ovviamente non risulterebbe autorizzato e non remunerabile, e di rispettare il setting assistenziale a tutela dei malati e il personale impiegato. Tutto chiaro? Così sembrerebbe ai più. E invece succede che la Fondazione San Raffaele, travisando il significato dell’ordinanza presidenziale del TAR Lecce, che ha solo sospeso il subentro della ASL nella gestione del Centro sino all’udienza del 4 settembre, ritiene che la decisione del giudice amministrativo li autorizzi a fare diversamente da quanto prevedono i regolamenti, magari continuando a fare – in materia di ricoveri – tutto quello che è accaduto sinora, mettendo in atto iniziative di ricoveri ben oltre i tetti autorizzati e compensando le maggiori prestazioni con il mancato pagamento del canone di locazione.
A parte l’assurdità di tale teoria, verrebbe da chiedere: in base al ragionamento della Fondazione San Raffaele, il numero dei ricoveri non autorizzati, e decisamente splafonati rispetto ai posti letto autorizzati, chi li dovrebbe pagare? Forse il Presidente del TAR di Lecce?
Il vero problema è che in questo Paese nessuno vuole fare il suo dovere, per cui c’è chi usa una struttura pubblica per fare un’attività a chiara titolarità ospedaliera (nella specie il Perrino) con modalità (sperimentazione gestionale) mai assegnata con gara, di durata pari a ventiquattro anni e senza alcuna data di scadenza; c’è una sanità pubblica che per fare il suo mestiere deve sudare sette camicie, scontrandosi pure con l’uso politico delle impegnative statali delle leggi regionali, magari per assecondare qualche parlamentare; c’è una Fondazione privata che non vuole mollare e si rivolge al TAR per ostacolare il subentro nella piena titolarità dell’ospedale Perrino; c’è il TAR che sospende il subentro solo nell’attesa dell’udienza cautelare del 4 settembre; c’è la ASL Brindisi che finalmente si accorge di 24 anni di gestione illegittima della vicenda e puntualizza formalmente l’ovvio, ossia che non è possibile a nessuno violare i tetti assegnati per l’assistenza, erogando maggiori prestazioni; c’è la Fondazione San Raffaele, che richiamando l’ordinanza presidenziale del TAR di sospensione del subentro della ASL sino al 4 settembre, pretende di continuare come prima ed erogare illegittimamente ben oltre i tetti, come se a dirgli di fare così fosse stato il Presidente del TAR. Fosse così, la Corte dei conti chi dovrebbe condannare per danno erariale da oggi sino al 4 settembre? Il Presidente del TAR? Ma per piacere. Invito la ASL a continuare sulla strada intrapresa, perché deve finire il tempo in cui in quella struttura tutti hanno fatto come meglio gli piaceva.”

San Raffaele, Amati: “Entro domani va internalizzato il sevizio e le delibere della ASL non rispettano il dettato legislativo. Grazie a Dipartimento”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Entro domani va internalizzata la gestione del Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica e le delibere della ASL adottate in materia non rispettano il dettato della legge regionale, ma paiono offrire alla Fondazione San Raffaele (spero di sbagliare) la possibilità d’impugnarle e, in attesa del giudizio, di continuare a gestire il Centro.
Quelle delibere vanno immediatamente revocate, così come chiesto con grande determinazione dal Dipartimento Salute della Regione, su chiaro input politico del Presidente Emiliano.
Infatti. I provvedimenti della ASL nn. 1472 e 1476 del 2024 destano notevoli perplessità, in quanto fanno materializzare – in definitiva – solo l’interesse legittimo della Fondazione San Raffaele all’impugnativa dinanzi al TAR, con presupposti anche di natura cautelare, senza però attuare con immediatezza l’obiettivo di gestione pubblica.
E mi spiego meglio.
L’atto esecutivo/gestionale richiesto alla ASL Brindisi dalla legge regionale 21/2024 è un atto unico pluri-dispositivo e ad effetti contestuali e non un procedimento sviluppato su diversi atti autonomi, a formazione progressiva; e tutto questo affinché il servizio, con gestione pubblica, possa partire immediatamente.
Ci si aspetterebbe, dunque, un provvedimento dichiarativo della gestione pubblica, con contestuale nomina del responsabile sanitario e il provvisorio utilizzo del personale in servizio, salvo le successive verifiche sui presupposti giuridici, tenendo conto che la data idonea a far maturare il diritto non può che essere quella di entrata in vigore della legge e non una data successiva, magari utilizzata per sistemare qualche vicenda contrattuale che si presentasse discutibile.
Per questi motivi, plaudo in pieno al’iniziativa del Dipartimento Salute nei confronti della ASL di Brindisi, annoverando in tale plauso anche la puntualissima ricostruzione dei fatti messa a disposizione di tutte le autorità amministrative, dalla quale sono emerse situazioni nemmeno immaginabili sino a qualche settimana fa, in grado di confermare – se ancora ve ne fosse il bisogno – l’utilità della legge regionale.
E in virtù di questo mi sento di tranquillizzare tutto il personale attualmente in servizio, sottoposto a continua fibrillazione da atti amministrativi non propriamente centrati, perché è la legge ad assicurargli la possibilità di entrare a far parte della grande famiglia del servizio sanitario pubblico. Sono ovviamente a loro disposizione per tutti gli approfondimenti del caso.”