Obbligo vaccinale, sei consiglieri: “Lega e M5S vogliono togliere obbligo. Torni allora in Consiglio la nostra proposta, non si può sprofondare nel Medioevo” – VIDEO

 

“Lega e Cinquestelle chiedono l’eliminazione dell’obbligo vaccinale e noi abbiamo chiesto di riportare in Consiglio la nostra proposta sull’obbligo. Scene da Medioevo. La Puglia ha raggiunto nell’ultimo anno un notevole incremento della copertura e c’è chi tenta di dissipare tutto il lavoro fatto”.

Lo comunicano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, dopo aver appreso della presentazione in Senato di un emendamento 7.0.1 (testo 2) al disegno di legge “Disposizioni in materia di prevenzione vaccinale” (n. 770), con cui si elimina l’obbligo vaccinale per l’accesso a scuola. L’emendamento è stato presentato dai senatori Maria Cristina Cantù (Lega), Pierpaolo Sileri (M5S) e Sonia Fregolent (Lega).

“Nel giugno 2017 – proseguono i sei consiglieri regionali pugliesi –  avevamo deciso di sospendere l’esame della nostra proposta di legge sull’obbligo vaccinale perché era intervenuta una norma statale, che peraltro ha reso possibile nell’ultimo anno in Puglia un notevole incremento della copertura vaccinale. Ora, purtroppo, apprendiamo di questo tentativo a farci tornare al più terribile passato, contro ogni evidenza e prova scientifica. Per questo motivo, abbiamo chiesto l’iscrizione all’ordine del giorno del Consiglio Regionale della proposta di legge sottoscritta con altri colleghi, così – concludono – da essere pronti a legiferare nel malaugurato caso in cui dovesse passare la proposta di eliminazione dell’obbligo“.

Liste d’attesa, sei consiglieri: “Sette domande ai direttori generali per dimostrare la violazione sistematica del regolamento vigente. E i risultati purtroppo si vedono”

“Non c’è una norma del regolamento regionale 2016 su liste d’attesa e attività a pagamento che sia stata rispettata. E i risultati delle file al Cup si vedono in tutta la loro gravità. Per dimostrarlo abbiamo rivolto sette semplici domande ai direttori generali delle Asl”.

Lo comunicano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea.

“Dopo lo stravolgimento della proposta di legge sulle liste d’attesa – proseguono i sei esponenti in Consiglio regionale – abbiamo inviato una lettera ai direttori generali delle Asl, rivolgendo sette domande sull’applicazione del regolamento vigente. Noi sappiamo, ovviamente, che il regolamento 2 del 2016, approvato dalla Giunta Emiliano, non è mai stato applicato ed è per questo che avevamo pensato di presentare una proposta di legge in grado di far rispettare norme già vigenti, a fronte di una chiara violazione ed elusione”.

“Per dimostrare allora con i numeri la nostra denuncia – spiegano – abbiamo rivolto ai direttori generali delle Asl le seguenti domande:

1) Dal 15.2.2016 ad oggi quanti accertamenti d’inadempienza al regolamento regionale n. 2 dell’11.2.2016 sono state riscontrate?

2) Dal 15.2.2016 ad oggi quante e quali inadempienze sono state riscontrate alle disposizioni aziendali in materia di attività a pagamento (Alpi)?

3) Dal 15.2.2016 ad oggi quanti casi di disallineamento nei tempi d’attesa, per unità operative e singole prestazioni, sono stati riscontrati tra attività istituzionale e attività libero-professionale?

4) Dal 15.2.2016 ad oggi quanti casi di sospensione o di revoca dall’esercizio dell’Alpi nei confronti di singoli operatori sono stati effettuati?

5) Dal 15.2.2016 ad oggi quante verifiche sui presupposti d’autorizzazione della c.d. Alpi allargata sono state effettuate?

6) Dal 15.2.2016 ad oggi quante autorizzazione all’Alpi allargata sono state revocate o sospese?

7) Dal 15.2.2016 ad oggi quante attività di verifica sull’esecuzione del regolamento regionale n. 2 dell’11.2.2016 sono state promosse dall’assessorato regionale alla Salute?”.

“Sette domande – concludono – su cui attendiamo urgente risposta, per dimostrare che sulle liste d’attesa non c’è solo il rifiuto di provare altre strade, così come avevamo proposto, ma anche la violazione del regolamento vigente”.

Tetto spesa personale in sanità, sei Consiglieri: “Alla nostra obiezione il Ministro Grillo ha dato una risposta bluff, perché i numeri non vogliono scuse”

Il Ministro Grillo non ha risposto alla nostra obiezione contabile. Si è limitata a smentire le obiezioni ad effetto e non ha detto che la Puglia ha certo i soldi del suo bilancio per assumere nuovo personale ma non potrebbe farlo perché la sua stessa proposta subordina tale spesa all’equilibrio finanziario. Cioè all’impossibile. Almeno sino a quando ci saranno differenze nel riparto delle risorse e le regole sul carico della mobilità passiva resteranno quelle attuali. Non nascondiamoci dietro un dito: quella norma serve soprattutto a Lombardia e Veneto, per farsi condonare un decennio di sistematico mancato rispetto del limite di spesa per personale fondato sul 2004 meno l’1,4%”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando l’intervista rilasciata oggi dal Ministro Giulia Grillo alla rivista online www.quotidianosanita.it dal titolo “Altro che bluff. Con il nostro provvedimento al Sud si potranno assumere da subito 13.700 operatori”.

“Affermare che la proposta di emendamento non limiti la capacità assunzionale della Puglia significa evitare di considerare l’inciso ‘ferma restando la compatibilità finanziaria’, su cui purtroppo c’è stato anche il parere favorevole della Regione Puglia. Se mi dici che posso assumere con le mie risorse, pari a 154 milioni, e poi mi richiedi l’equilibrio finanziario, come si potranno mai spendere quelle risorse se già la Puglia è gravata da un riparto ottenuto sul solo criterio demografico, fonte ogni anno di costante e progressiva incompatibilità finanziaria?

Inoltre: come si può dire che dal 2021 si potrà aumentare la spesa personale del 5% dell’incremento del Fondo sanitario regionale se la quota pugliese è già gravata dalla ingiusta contabilizzazione della mobilità passiva e si espone alle nubi che si addensano all’orizzonte con la proposta di maggiore autonomia del nord in danno del sud?

Risponda a queste domande il Ministro Grillo. Non provengono dalla polemica politica, flessibile a ogni opinione, ma dai numeri, e per questo s’indirizzano meglio verso la verità, perché i numeri non hanno bisogno di scuse per farsi valere”.

Xylella, Amati: “Sputacchina in arrivo, 199 alberi infetti ancora in piedi e pratiche agricole carenti. A rischio ulivi monumentali e le province Bari e Bat”

“Pochi giorni ancora e la sputacchina sarà allo stato adulto, pronta per il contagio, mentre gli alberi del fronte più avanzato sono tutti ancora in piedi nonostante per gran parte sia scaduto il termine ingiunto per l’eradicazione. Nel frattempo, risultano carenti sia le pratiche agricole per combattere il vettore che le più opportune campagne d’informazione e sensibilizzazione. E mentre tutto ciò accade, sono a rischio concreto di distruzione la Piana degli ulivi monumentali e le province di Bari e Bat”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati.

“Siamo di fronte a un rapporto contenente notizie di una guerra che si rischia di perdere, a causa di timidezze, omissioni, scaricabarile e medievali cacce alle streghe. E questi ingredienti hanno come testimoni i soggetti più testardi: i numeri.

Allo stato gli alberi infetti del fronte più avanzato sono quelli di Monopoli (1), Fasano (1), Ostuni (56), Ceglie Messapica (2) e Carovigno (148). Ad esclusione della pianta di Monopoli sotto sequestro, sono solo 9 gli alberi estirpati volontariamente (Ostuni), mentre tutti gli altri sono ancora in attesa dell’intervento dell’ARIF, nonostante il temine ingiunto sia scaduto in data di ieri (26.3.2019).

Sono state già emesse, inoltre, altre 5 ingiunzioni per un totale di 503 piante, di cui 18 a Latiano, 110 a San Vito dei Normanni, 2 a San Michele Salentino, 13 a Ostuni e 160 a Brindisi, il cui termine per l’estirpazione scade tra l’1.4.2019 e il 20.4.2019.

In questo contesto emerge la circostanza che la sputacchina, allo stato rilevata nell’innocuo stadio 3 o 4 di giovinezza, entro il 30 aprile avrà raggiunto il nocivo stadio adulto, per cui la combinazione tra la mancata estirpazione delle piante infette con i ritardi nelle pratiche agricole comporterà un serio rischio per le zone ancora indenni della Piana monumentale e delle province di Bari e Bat.

Se vogliamo davvero provare a evitare il disastro e arginare l’incombente tragedia, è opportuno che l’argomento Xylella venga affrontato dalla Pubblica amministrazione adempiendo con puntualità al proprio dovere, e nel frattempo occorre farlo diventare il primo argomento di ogni dibattito pubblico o discorso privato, di ogni conferenza o talk show, di ogni omelia, di ogni lezione scolastica o di ogni apertura di giornale”.

Xylella, Amati: “Sottovalutato il fronte avanzato del contagio, sputacchina in arrivo e non si hanno notizie sugli alberi infetti di Fasano e Monopoli. A rischio Bari Nord e Bat. Forse serve nuova manifestazione”

“Bene i soldi per la zona infetta, ma si hanno notizie degli alberi infetti di Fasano-Torre Canne e Monopoli? È in arrivo la stagione della sputacchina che si mette all’opera e ho l’impressione che si stia sottovalutando il fronte avanzato del contagio. Se si molla la presa, c’è il rischio concreto di vedere presto invase le province di Bari e Bat. Forse occorre al più presto una nuova manifestazione”.

Lo dichiara il presidente della commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati.

“La giusta attenzione che si sta rivolgendo verso le risorse per ricostruire gli ambiti produttivi e paesaggistici distrutti – prosegue Amati – rischia di distrarre dall’avanzata del batterio, tant’è che non si hanno notizie, per esempio, sulla sorte degli alberi infetti ritrovati a Fasano e Monopoli. Eppure si avvicina la stagione in cui si schiudono le uova della sputacchina, cioè il momento a più alto rischio di contagio per gli alberi sani.

Se si intende davvero frenare la devastazione in corso – avverte l’esponente del Pd – non si può lasciare il fronte più avanzato al suo destino o nella distrazione, magari in ascolto di varie suggestioni o a tollerare l’impotenza della pubblica amministrazione di fronte alle difficoltà che insorgono per eseguire le decisioni più risolute”.

“Vorrei ricordare – aggiunge il presidente della commissione Bilancio – che la stesa cosa accadde purtroppo nel Salento qualche anno fa. Si discuteva sulla bontà dei rimedi indicati dalla scienza per contenere il diffondersi del batterio e nel frattempo il contagio avanzava, lasciando alle sue spalle la distruzione che oggi si vede. Ho l’impressione che quelle antiche e inconcludenti discussioni si siano trasferite nei comuni dell’ultimo fronte e, tra un convegno e l’altro, rischiamo di ritrovarci tra qualche mese a dover manifestare per nuovi fondi per ricostruire le province di Bari e della Bat”.

Vaccinazioni obbligatorie, Amati: “Ho subito tante contestazioni, ma i dati di copertura del 2018 ci danno ragione, facendoci risalire dal Medioevo in cui ci stavamo cacciando”

“Quando proposi la legge per l’obbligo vaccinale fui assalito da numerose contestazioni, anche da parte di alcuni colleghi consiglieri. Poi venne la legge nazionale sull’obbligo, i cui risultati in Puglia portano ottime notizie. Sono infatti i numeri del 2018 ad attestare il valore di salute e prevenzione della pratica vaccinale, facendoci risalire dal Medioevo in cui stavano rischiando di cacciarci. Grazie agli straordinari operatori dei servizi di igiene e prevenzione delle Asl e ai medici-pediatri, igienisti e immunologi, per il loro lavoro e le campagne di educazione e indignazione”.

Lo dichiara il presidente della commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati, già promotore di una contestata proposta di legge sull’obbligo vaccinale in Puglia, commentando i dati di copertura per il 2018 elaborati dal Gruppo Malinf della Regione Puglia, dai servizi di igiene e sanità pubblica delle Aziende sanitarie locali e dai pediatri di libera scelta della Regione Puglia.

“L’andamento delle coperture vaccinali (CV), esaminato in alcune coorti di nascita prima e dopo l’applicazione della legge, attesta – prosegue Amati – l’aumento delle percentuali e in molti casi il raggiungimento dell’immunità di comunità o di gregge fissata nel 95 %”.

Analizzando l’andamento delle coperture vaccinali nella prima infanzia si rileva che nella coorte dei nati 2015 (bambini con meno di 36 mesi di vita al 31/12/2018), per Difterite-Tetano-Pertosse e Poliomielite, la copertura è passata dal 94,4% (al 31/12/2017) al 96,3% (al 31/12/2018), registrando un incremento del +1,9%; per Epatite B, la copertura è passata dal 94,3% (al 31/12/2017) al 96,3% (al 31/12/2018), registrando un incremento del +2%; per Haemophilus influenzae di tipo b si è passati dal 94,2% (al 31/12/2017) al 95,8% (al 31/12/2018), attestando un aumento dell’1,6%. Per la prima dose di Morbillo-Parotite-Rosolia, l’incremento registrato è pari al +4,9%: si passa, infatti, dal 91,1% (al 31/12/2017) al 96,0% (al 31/12/2018); per la prima dose di Varicella, infine, la coperture pari al valore di 88,8% (al 31/12/2017) è passata al 93,7% (al 31/12/2018) attestando un +4,9%.

Nella coorte 2014 (bambini entro i 48 mesi di vita per i quali è disponibile il confronto con la copertura al 31/12/2016), dall’entrata in vigore dell’obbligo, si è registrato un incremento del +3% della copertura per esavalente, oggi decisamente superiore al 95%. Nello specifico: per Difterite-Tetano-Pertosse e Poliomielite si è passati dal 93,3% del 2016 al 95,6% del 2017, fino al 96,4% al 31/12/2018, registrando un aumento del +3,1%.

Per Epatite B: dal 93,3% del 2016 si passa al 95,4% del 2017 fino al 96,3% del 2018, con un +3%. Per Haemophilus influenzae di tipo b, dal 93,3% del 2016, il valore della copertura si attesta sul 95,3% nel 2017 e poi sul 96,0 % nel 2018: qui l’incremento è del +2,7%. Per anti Morbillo-Parotite-Rosolia si va dall’85,9% del 2016 al 93% del 2017 fino al 95,8% del 2018 registrando un aumento pari al +9,9%. Stesso incremento per la prima dose di monovalente Varicella, per la quale si passa dall’82,4% del 2016 al 90,5% del 2017 fino al 92,3% del 2018 (+9,9%).

Nella coorte 2010 (bambini di 8 anni), il tasso di richiamo anti-Difterite, Tetano, Pertosse e Poliomielite ha raggiunto il 93,6% (+2,4% dal 31/12/2017); quello per la seconda dose di MPR tocca il 93,4% (dall’89,6 % al 31/12/2017, +3,8%); quello per la seconda dose di Varicella ha raggiunto il 90,1% (dall’85,5% al 31/12/2017, +4,6%).

Tra gli adolescenti della coorte 2002, l’incremento della CV per il secondo richiamo dTap -IPV ha superato il +10%: per Difterite-Tetano-Pertosse, dal 62,2% al 31/12/2017 il tasso ha toccato il 72,5% al 31/12/2018 (+10,3%); per anti Poliomielite, dal 57% al 31/12/2017 si passa al 72,5% al 31/12/2018: qui l’incremento raggiunge addirittura un +15,5%. Per MPR l’aumento sfiora il 6%: si va dall’85% al 31/12/2017 al 90,8% al 31/12/2018.

“Il confronto dei dati di rilevazioni, ripetute su alcune coorti di nascita, ha permesso – spiega ancora l’esponente Pd – di valutare gli effetti positivi dell’obbligatorietà vaccinale sancita dalla legge, divenuta presidio di tutela della sanità pubblica. I dati sono la conferma che in materia di prevenzione vaccinale, il rigore scientifico, il buon senso, la lungimiranza e la fiducia nel patrimonio medico, umano e culturale – da noi appoggiati e sostenuti con ogni mezzo, contro le forme moderne di credulità – hanno decretato il risultato sperato, un risultato che dovremo impegnarci a portare sempre più in alto”, conclude il presidente Amati.

Liste attesa, Amati: “Cose mai viste. Pochi medici valgono più dei cittadini in fila al Cup, col risultato di trasformarci in procacciatori d’affari per più ampia attività privata.

“Una cosa mai vista. Rinviare e tergiversare per più di un anno per poi dire che i voti di alcuni medici valgono più delle persone in fila al Cup. E la cosa più grave è che si è approfittato della nostra proposta di legge per introdurre un aumento di budget in favore dei privati, come se fossimo procacciatori d’affari per l’attività privata. Che peccato. Ma noi non ci fermeremo nel denunciare lo scempio dell’attesa in sanità”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, commentando l’esito della votazione sulla proposta di legge sulle liste d’attesa.

“Una legge che alla fine non tiene conto della legge statale, del Piano nazionale e del contratto dei medici. Una legge trasformata in un mostro giuridico. Ma per comprendere ciò che è accaduto basti pensare che la proposta che prevedeva il blocco dell’attività privata in caso di mancato allineamento con l’attività pubblica, è stata sostituita con una norma che farà innalzare le prestazioni private e le spese, senza risolvere il problema dell’attesa. Una norma impossibile per l’ordinamento, che prevede l’acquisto di prestazioni da operatori accreditati esterni, in extra budget rispetto agli accordi contrattuali vigenti. Insomma, un’ingiustizia e un pasticcio”.

Autonomia, sei Consiglieri: “Nostra mozione passa per un soffio. Eppure diceva un no chiaro a progetto del nord contro sud”

“È passata per un soffio la nostra mozione per contrastare l’autonomia del nord. Eppure era l’unica a dire un no chiaro al progetto del nord contro il sud, quello per intenderci che toglierebbe alla Puglia 682 milioni di euro all’anno dal fondo sanitario, soffermandosi solo sull’Iva. Sarà che praticare le decisioni chiare non si addice al più comodo indecisionismo politico”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Ruggiero Mennea, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia, commentando l’esito del voto di oggi in Consiglio regionale sulla così detta autonomia differenziata.

L’autonomia di cui stiamo parlando non è un convegno di costituzionalisti, o un meccanismo di semplificazione oppure un diversivo per posizionamenti politici più o meno scaltri. Si tratta di una proposta lombardo-veneta da contrastare con forza, perché mira a prendersi funzioni per trattenere nelle regioni del nord un maggiore gettito fiscale prodotto. Ove passasse, solo per la Puglia significherebbe perdere 682 milioni all’anno limitandosi a considerare l’Iva sanitaria.

Il bello è che c’è qualcuno che prova a giustificare le istanze autonomiste sulla base di una presunta efficienza del nord, che se fosse vero e a tutto concedere significherebbe la necessità di minore autonomia per sottrarre l’Italia dalla condizione di sud dell’Europa.

E nemmeno si può dire che il nord paga più tasse, perché tale calcolo si effettua sulla pressione fiscale rispetto al PIL territoriale e non utilizzando il metodo truffaldino del valore assoluto. Ne deriva, secondo i dati della Banca d’Italia, che le entrate dello Stato rispetto al PIL territoriale sono il 49,5 % per la Lombardia, il 48,3 % per la Puglia, il 48% per l’Emilia Romagna, il 47,7% per il Piemonte, il 47,4% per la Campania, il 45,9% per la Toscana, il 45,3% per la Calabria, il 45,3% per la Sicilia è il 45,1% per il Veneto.

Dopo aver letto questa graduatoria – concludono – sembra ancora che si possa giustificare tutto ciò che vogliono far accadere e magari mettere un silenziatore sulla proposta del nord a danno del sud?”.

Xylella, Amati: “Scuola di Monopoli organizza e ospita convegno negazionista. Lettera al preside: saniamo il danno con invito alle istituzioni scientifiche”

Un convegno negazionista su Xylella propinato oggi, in ore di lezione, agli studenti di una scuola superiore di Monopoli. Purtroppo con il patrocinio della scuola e il saluto del dirigente. Un’istituzione scolastica non può favorire il diffondersi di teorie non provate, contro le decisioni di altre istituzioni scientifiche. Per rimettere le cose al giusto posto, ho scritto al dirigente affinché sia organizzato un altro incontro con la Regione, l’Osservatorio Fitopatologico regionale, il CNR e l’Università di Bari”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, dopo aver appresso dello svolgimento oggi a Monopoli, presso gli Istituti Tecnici “Vito Sante Longo”, di un convegno su “Paesaggio e Xylella” con relatori che negano la prova scientifica fornita dalle istituzioni europee, nazionali e regionali.

“Siccome è meglio informare che polemizzare, ho scritto al dirigente scolastico per organizzare un nuovo incontro e fare in modo che un’istituzione scolastica prediliga le istituzioni scientifiche piuttosto che teorie credulone.

Il convegno di Monopoli, rivolto agli studenti, aveva relatori che negano la prova scientifica offerta sull’argomento Xylella dalle istituzioni scientifiche europee, nazionali e regionali. E a dirla tutta, proprio le teorie esposte al convegno di Monopoli sono state il fondamento, dal 2013 ad oggi, di azioni che hanno pesantemente interferito con le pratiche di contenimento del batterio, contribuendo a portarlo sino a Monopoli. Cioè nella città ove ha sede la scuola.

Poiché tale mistificazione è avvenuta in ore di lezione presso una scuola pubblica, mi pare ragionevole che sia dato spazio alle istituzioni pubbliche che decidono le modalità di lotta al batterio e tutela del paesaggio, in conformità con la prova scientifica e non con mere opinioni prive di rilievo tecnico e dignità didattica. Per questi motivi ho chiesto al dirigente di consentire un nuovo incontro sullo stesso argomento, al quale parteciperò accompagnato da esperti dell’Osservatorio Fitopatologico regionale, CNR e Università di Bari, al fine di offrire agli studenti informazioni accordate con la scienza e le sue prove, piuttosto che con indimostrate suggestioni o narrazioni socio-politiche”.