“Non basta dire Europa”: il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi presenta il suo nuovo libro in un dibattito con Fabiano Amati

Domani, venerdì 10 maggio, presso Palazzo Nervegna di Brindisi alle ore 19,00, sarà presentato il nuovo libro di Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana nonché fondatore del partito politico Articolo 1, dal titolo “Non basta dire Europa” (Castelvecchi Editore), a cura di Antonio Pollio Salimbeni. L’appuntamento è organizzato e promosso dall’associazione Left Brindisi e Articolo Uno Mdp.

La presentazione del libro sarà occasione per un dibattito sul tema Europa a cui parteciperanno Fabiano Amati (Presidente della Commissione Bilancio della Regione Puglia), Cristiano D’Errico (Assessore al Bilancio del Comune di Brindisi) e Carmine Dipietrangelo (Presidente dell’associazione Left Brindisi).

In questo volume il presidente Rossi fornisce un’analisi puntuale di quali siano le cause che hanno generato la crisi dell’Unione e mette in evidenza le contraddizioni più gravi. «Per contrastare i nazionalpopulisti non basta dire Europa, bisogna portare avanti il progetto di comunità tra Stati che finora è stato solo tratteggiato – ribadisce l’autore –. Il bilancio dell’Unione va fissato al 4% del Pil dei Paesi aderenti, l’Eurozona deve essere completata con un salario minimo garantito e un fondo comune per la disoccupazione, reperendo le risorse necessarie con tasse sulle grandi imprese che eludono il fisco e sfruttano il dumping sociale, i redditi più alti, i grandi patrimoni e le emissioni di co2. Ma tutto questo non è sufficiente. L’Europa e gli europei saranno al sicuro solo quando lo saranno la democrazia, la pace e la giustizia sociale: i governi che violano lo Stato di diritto con leggi ingiuste e liberticide dovranno essere emarginati e sanzionati come previsto nei trattati».

Il testo contiene anche un appello del musicista britannico Sting contro la Brexit e un intervento di Frans Timmermans, candidato del Pse alla presidenza della Commissione europea, che illustra il programma dei socialisti europei.

L’appuntamento è aperto a tutta la cittadinanza.

 

Enrico Rossi presenta Non basta dire Europa

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “I dati di avanzamento lavori al 30 aprile dicono che dopo 140 giorni di lavoro sono quasi completi gli scavi di due blocchi”

“Proseguono regolarmente i lavori per la realizzazione del nuovo ospedale Monopoli-Fasano. Dopo 140 giorni sono stati completati lo scavo del polo tecnologico e quello del blocco 1. In tutti gli altri blocchi sono stati scavati circa 3 metri. Sono questi i dati di avanzamento lavori in data 30 aprile 2019″.

Lo comunica il presidente della commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati.

“Ad oggi risultano realizzate – prosegue – le seguenti attività di scavo: blocco NH1 94% (a marzo 41%); blocco NH2 47% (a marzo 18%); blocco NH3 47% (a marzo 23%); blocco NH4 48 % (a marzo 10%); blocco NH5 46% (a marzo 6%); blocco NH6 49% (a marzo 7%); blocco NH7 47% (a marzo 7%); polo tecnologico 98% (a marzo 95%). Inoltre, è stata realizzata da parte di Acquedotto Pugliese la condotta idrica a servizio dell’ospedale.

La realizzazione della condotta è costata 185 mila euro, per una lunghezza di 900 metri circa, e il suo percorso – conclude – darà la possibilità d’allaccio alla rete idrica per 20 nuove utenze”.

 

Amati: “Il DG assicura che il servizio dialisi rispetta le procedure e i protocolli. Mi pare di poter dire che finalmente le analisi non vengono più trasformate in voti”

“Il servizio dialisi rispetta le procedure e i protocolli. È quanto mi è stato comunicato dal Direttore Generale con una lettera, e a questo punto credo di poter dire che a Fasano le analisi si fanno regolarmente e abbiano perso solo la capacità – finalmente – di essere trasformate in voti”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, che nei giorni scorsi aveva interrogato il DG della Asl di Brindisi in merito a una denuncia avanzata dal Dott. Franco Di Tano sulla inattendibilità dei risultati delle analisi dei pazienti dializzati.

Ecco il testo della lettera inviata ad Amati dal Dott. Giuseppe Pasqualone:

“Gentile Presidente,

nel ringraziarLa per la sua attenzione e sensibilità al tema della salute dei cittadini pugliesi ed in particolare di quelli nel territorio nel quale operiamo entrambi, seppure con ruoli differenti, in merito all’oggetto della sua lettera pubblica ripresa da alcuni organi di informazione, oltre che dagli stessi social, posso rassicurare che il Servizio Dialisi del PTA di Fasano rispetta le procedure e i protocolli previsti dalle norme.

In particolare, circa la conservazione delle provette contenti i prelievi dei pazienti, esse vengono custodite in apposite strutture refrigerate a temperature controllate ed il trasporto successivo nel Centro analisi dell’ospedale Perrino di Brindisi avviene entro i termini e nelle condizioni previste dai protocolli sanitari.

Per quanto riguarda la tipologia dei mezzi utilizzati per il trasporto di queste provette, gli stessi rispondono ai requisiti previsti per il trasferimento in sicurezza dei prelievi.

Circa i tempi che intercorrono tra il prelievo effettuato a Fasano e gli esami di laboratorio processati a Brindisi, come già sottolineato, le provette sono costantemente monitorate e gli esami di laboratorio rappresentano un’ulteriore conferma dei risultati che gli specialisti del Centro Dialisi di Fasano effettuano in tempo reale al paziente attraverso “l’emogasanalizzatore”. Da questo esame estemporaneo derivano le informazioni sull’equilibrio acido base, sui valori di emoglobina e degli elettroliti su cui vengono modulate le decisioni terapeutiche ad horas. Valutazioni poi che – come da protocollo – vengono completate in laboratorio.

Fin qui, illustre Presidente Amati, le informazioni che riguardano le procedure e dunque la tutela della salute dei nostri cittadini.

In merito agli interrogativi che Lei pone, ritengo che le considerazioni contenute nella denuncia del medico siano del tutto errate, meravigliandomi come lo stesso professionista non conosca i percorsi sanitari e, soprattutto, non abbia segnalato quanto da egli stesso evidenziato ai suoi diretti superiori.

Ritengo che, per tale circostanza, l’Azienda abbia il dovere di intraprendere ogni azione finalizzata a tutelare l’immagine e la professionalità del personale che opera con grande capacità, ma anche per ristabilire, qualora ce ne fosse bisogno, i corretti percorsi che queste informazioni devono avere, così da non consentire – come in questo caso – allarmismi ingiustificati nella opinione pubblica e, soprattutto, nei pazienti dializzati già costretti dalla malattia ad affrontare enormi sacrifici.

Infine trovo persino inopportuno soffermarmi sulla richiesta del medico di trasferirsi presso altra struttura sanitaria, considerando infondate le motivazioni addotte alla stessa.

Nel ringraziarLa, resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Distinti saluti.

Il Direttore Generale

Dott. Giuseppe Pasqualone”

 

Amati: “Un medico di Fasano denuncia false refertazioni sulle analisi. Se è vero si puniscano i responsabili, se non è vero si agisca contro il medico. Ho scritto al DG”

Con riferimento a un commento rilasciato dal Dott. Franco Di Tano sulla pagina Facebook di un politico fasanese, il Presidente della Commissione regionale Bilancio Fabiano Amati ha scritto al Direttore Generale della Asl BR Giuseppe Pasqualone.

Ecco il testo della lettera:

Gentilissimo Direttore,

un medico in servizio a Fasano, il Dott. Franco Di Tano del Servizio dialisi, sostiene di essere “costretto a conservare in frigo le provette dei miei pazienti che dializzano di pomeriggio, in quanto non c’è possibilità di inviarle a Brindisi di sera. Queste provette giungono poi solo alle 13.00 del giorno successivo a destinazione, con dei risultati (emocromo, elettroliti in particolare) del tutto inattendibili”.

In virtù di tanto e quale fonte di responsabilità professionale, lo stesso medico avrebbe chiesto “con grande rammarico il trasferimento al Centro Dialisi di Monopoli” accusando le scelte aziendali con “Una sola parola: VERGOGNA”.

A parte ogni questione sulla richiesta di trasferimento a Monopoli, se cioè fondata sui motivi sostenuti pubblicamente ovvero altri legittimi ma molto più personali o professionali, mi pare di poter dire che a questo punto le ipotesi sono tre: 1) il Dott. Di Tano ha correttamente denunciato (sia pur con mezzo inusuale) la produzione di referti inattendibili o falsi per inidoneità dei reperti; 2) il Dott. Di Tano ha fornito la prova di inadeguatezza delle decisioni aziendali in materia; 3) il Dott. Di Tano ha diffamato il lavoro di altri colleghi e dell’azienda.

È evidente che nel primo caso bisognerebbe avviare un procedimento disciplinare a carico del personale adibito al prelievo e alla refertazione; nel secondo, collegato strettamente al primo, il procedimento dovrebbe riguardare anche la revoca o la modifica di tutti i provvedimenti aziendali; nel terzo, infine, il procedimento disciplinare dovrebbe riguardare lo stesso Dott. Di Tano.

L’unica cosa certa è che questa storia nuoce in ogni caso all’ordinario affidamento dei cittadini alle strutture sanitarie e perciò non può essere retrocessa tra le opinioni spot a mezzo social; a maggior ragione perché dette opinioni provengono da dipendente Asl e professionista riconosciuto nella sua qualificata competenza, il cui giudizio non è sicuramente distorto da una dichiarata simpatia politica – per il Movimento 5 Stelle -, espressa negli ultimi anni anche con particolare ardore e partigianeria.

In attesa di riscontro, invio il mio cordiale saluto.

Avv. Fabiano Amati

Piano regionale liste d’attesa, sei consiglieri: “E noi cosa avevamo detto? Sprecato più d’un anno per dire che le visite a pagamento vanno sospese in caso di tempi lunghi”

“E noi cosa avevamo detto? Abbiamo sprecato più d’un anno, subìto polemiche e critiche, per poi sentirci dare ragione e giungere al risultato che le visite a pagamento devono essere sospese in caso di tempi lunghi nell’attività pubblica e che alla norma sui soldi ai privati convenzionati non ci crede nemmeno la Giunta, nonostante alcuni componenti la abbiamo approvata. Ci aspettiamo che i pochi medici che ci ostacolarono e diversi colleghi sappiano ora fare autocritica, per applicare con determinazione il Piano approvato”.

Lo dichiarano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando l’approvazione da parte della Giunta regionale del Piano regionale di governo delle liste d’attesa.

“Tutto ciò che avevamo proposto dal gennaio 2018 – proseguono i sei rappresentanti del Consiglio regionale – è contenuto nel Piano regionale sulle liste d’attesa. Non manca proprio nulla: c’è il responsabile unico delle liste d’attesa, c’è il monitoraggio continuativo dei tempi, c’è la sospensione dell’attività a pagamento in caso di disallineamento con i tempi dell’attività istituzionale e c’è la possibilità di acquistare le prestazioni a pagamento per smaltire le liste d’attesa. Le uniche cose assenti sono quelle infilate nella nostra legge per snaturarla, purtroppo approvate per convenienza politica anche dal Presidente e diversi componenti della Giunta, e che fanno a pugni con la legge statale e cioè: soldi ai privati convenzionati in extra budget e rimborso da parte delle Asl delle parcelle pagate per le visite a pagamento.

Ora – concludono – speriamo che si applichi subito quanto deliberato perché, per sottrarsi dai tempi lunghi, non è giusto che i cittadini siano sottoposti al pagamento di una vera e propria tassa sulla malattia, chiamata però con la suggestiva e finta formula della libertà di scegliersi il medico”.

 

 

Liste attesa, Amati: “Cose mai viste. Pochi medici valgono più dei cittadini in fila al Cup, col risultato di trasformarci in procacciatori d’affari per più ampia attività privata.

Liste d’attesa, sei consiglieri: “Nessuna risposta alle sette domande sull’applicazione o meno del regolamento vigente. Diffidiamo i direttori generali a rispondere”

Nessuna risposta dai direttori generali delle Asl dopo quasi un mese dalle sette domande formulate per conoscere lo stato d’applicazione del regolamento regionale su liste d’attesa e attività a pagamento. Per sollecitare la risposta, dunque, abbiamo inviato una lettera di diffida, perché le file ai CUP non diminuiscono e temiamo che il regolamento adottato nel 2016 non sia applicato in nessuna azienda”.

Lo comunicano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea.

“Dopo lo stravolgimento della proposta di legge sulle liste d’attesa – proseguono i sei esponenti in Consiglio regionale – inviammo una lettera ai Direttori Generali delle Asl, con sette domande sull’applicazione del regolamento vigente. Sapevamo, ovviamente, che risponderci sarebbe stato molto difficile, perché il regolamento n. 2 del 2016, approvato dalla Giunta Emiliano, non ci risulta sia mai stato applicato nelle sue parti più sensibili e vigorose. E, infatti, proprio la sua disapplicazione ci aveva fatto pensare a una proposta di legge in grado di far rispettare norme già vigenti, a fronte di una chiara violazione ed elusione”.

“È passato quasi un mese – rimarcano – dalla richiesta e non abbiamo ottenuto risposta, in violazione delle nostre prerogative, e forse perché i numeri potrebbero giustificare l’utilità della nostra iniziativa ingiustificatamente bocciata. Per questi motivi abbiamo diffidato i direttori generali delle Asl, aziende universitarie e Irccs a rispondere con urgenza alle nostre sette domande, riservandoci tutte le iniziative consentite dall’ordinamento in caso di ulteriore inerzia.

Le domande su cui si attende risposta – spiegano – sono le seguenti:
1) Dal 15.2.2016 ad oggi quanti accertamenti d’inadempienza al regolamento regionale n. 2 dell’11.2.2016 sono stati riscontrati? 2) Dal 15.2.2016 ad oggi quante e quali inadempienze sono state riscontrate alle disposizioni aziendali in materia di attività a pagamento (Alpi)? 3) Dal 15.2.2016 ad oggi quanti casi di disallineamento nei tempi d’attesa, per unità operative e singole prestazioni, sono stati riscontrati tra attività istituzionale e attività libero-professionale? 4) Dal 15.2.2016 ad oggi quanti casi di sospensione o di revoca dall’esercizio dell’Alpi nei confronti di singoli operatori sono stati effettuati? 5) Dal 15.2.2016 ad oggi quante verifiche sui presupposti d’autorizzazione della c.d. Alpi allargata sono state effettuate? 6) Dal 15.2.2016 ad oggi quante autorizzazioni all’Alpi allargata sono state revocate o sospese? 7) Dal 15.2.2016 ad oggi quante attività di verifica sull’esecuzione del regolamento regionale n. 2 dell’11.2.2016 sono state promosse dall’assessorato regionale alla Salute?”.

Liste d’attesa, sei consiglieri: “Sette domande ai direttori generali per dimostrare la violazione sistematica del regolamento vigente. E i risultati purtroppo si vedono”

Amati: “La Giunta regionale istituisca presso il Di Summa di Brindisi un PTA + Ospedale di Comunità. I soldi ci sono. Ho scritto a Emiliano”

Bisogna ristrutturare il “Di Summa” di Brindisi e destinarlo a Punto Territoriale d’Assistenza e Ospedale di Comunità, ovvero lungodegenza o riabilitazione. Serve per ridurre il carico dell’ospedale “Perrino” e per meglio fronteggiare la domanda di assistenza territoriale. Visto che i soldi sono disponibili, ho scritto oggi al Presidente Emiliano, chiedendogli di promuovere una delibera di autorizzazione della Giunta regionale e il relativo finanziamento dei lavori di adeguamento della struttura”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati.

“La richiesta che oggi ho avanzato al Presidente Emiliano si giustifica non solo per congiungere in un unico plesso l’assistenza territoriale, allo stato dislocata in due diverse sedi, ma soprattutto per migliorare l’appropriatezza delle prestazioni erogate dall’ospedale “Perrino”, attualmente gravato di attività sanitarie potenzialmente erogabili a domicilio, ma tramutate in ricovero per fronteggiare situazioni di difficoltà sociale o inidoneità strutturale del domicilio, oppure per corrispondere a domande che necessitano di sorveglianza infermieristica o di osservazione sanitaria breve.

Tale riorganizzazione dovrebbe passare attraverso la riqualificazione strutturale dell’ex ospedale “Di Summa”, al servizio di cure primarie, continuità assistenziale, gestione delle urgenze/emergenze, attività di prevenzione e riabilitazione, prestazioni socio sanitarie integrate, attività amministrative, prestazioni di medicina e pediatria generale, prestazioni specialistiche ambulatoriali e a ciclo diurno, servizi di radiologia, centro prelievo e farmacia. Il tutto affidato a un team di operatori composti da medici di medicina generale, medici di guardia medica, specialisti ambulatoriali, infermieri professionali, assistenti sociali, psicologi, oss, ecc,.

Il modello succintamente descritto sarebbe in grado di evitare l’attuale dispersione dei servizi, anche al fine di contenere l’eccessivo afflusso in ospedale, migliorando così l’appropriatezza delle prestazioni e assicurando all’ospedale “Perrino” la sua vera vocazione di ospedale regionale di II livello.

A mio giudizio – conclude Amati – l’autorizzazione alla realizzazione di tale progetto è prioritaria e troverebbe il suo finanziamento nelle risorse FESR attualmente disponibili e di prossima modulazione”.

172 dir, Amati: “Dichiarazioni disumane, folli e paranoiche, smentite pure da Toninelli. I nullafacenti contro chi fa, nel classico schema dell’invidia”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

I nullafacenti occupano il tempo criticando chi fa. Vergogna e poi vergogna, grandissima vergogna.

È vergognoso che per propaganda politica e per denigrare gli altri si arrivi a dire che i lavori di messa a norma e in sicurezza della 172 dir sono inutili e pericolosi.

C’è del disumano e paranoico in dichiarazioni del genere, materia per un medico buono, perché per un pugno di voti non si tiene in considerazione neppure la memoria dei morti, oltre che il lavoro di chi ha fatto qualcosa dopo cinquant’anni in cui a tante promesse conseguivano zero fatti.
C’è una dose incredibile di follia o di paranoia nel travisare pure il contenuto di una lettera di qualche mese fa del ministro Toninelli con cui si faceva propria la seguente risposta di Anas:

«Il progetto esecutivo dei lavori pur non prevedendo l’installazione di cordoli nel “c.d. rettilineo Agip”, in quanto non risulta tecnicamente realizzabile un ostacolo fisso al centro della carreggiata stradale, ha comunque previsto soluzioni tecniche atte ad evitare manovre sinistrorse.

Per quanto riguarda il richiamato “intervento alla c.d. curva della Vernesina”, si rappresenta che nel corso dell’attività di progettazione dell’intervento era stata valutata la possibilità di realizzare una rotatoria in corrispondenza dell’intersezione a raso esistente. Tale soluzione progettuale non è stata ritenuta fattibile dal punto di vista geomorfologico, in quanto avrebbe comportato grandi quantità di scavi nella zona al Monte e altrettanti riempimenti la valle, con conseguenti movimenti di terra non compatibili con le relative prescrizioni di cui al decreto Via e con le antropizzazioni ivi presenti.

Con riferimento all’”allargamento in località Laureto”, si evidenzia che la realizzazione dell’allargamento richiesta, non può essere prevista. Anas, tuttavia, di intesa con gli enti competenti, potrà valutare la possibilità di uno specifico studio progettuale, previa disponibilità della regione Puglia al finanziamento delle opere che risulteranno necessarie, attraverso l’utilizzo delle economie di gara conseguite sullo stesso finanziamento».

E la Regione ha già dato la sua disponibilità per l’utilizzo delle economie.

Ciò chiarito, torno a controllare – come ogni giorno – i numerosi cantieri in corso d’opera, che fanno digrignare i denti a più d’un profeta di sventura, nello schema classico della più umana e comprensibile invidia.

Xylella, sei consiglieri: “328 alberi infetti non ancora espiantati. Un grido d’allarme per salvare ulivi monumentali e province di Bari e Bat”

“Lanciamo il nostro nuovo grido d’allarme, non si può più perdere tempo. Ad oggi dovevano essere stati espiantati 337 alberi d’ulivo infetti e invece niente: ne sono stati espiantati solo 9 dai proprietari e ne mancano quindi 328. E tra pochi giorni vedremo la sputacchina nello stato adulto, cioè in grado di contagiare gli alberi sani e rischiare di distruggere anche la Piana degli ulivi monumentali e le province di Bari e Bat”.

Lo dichiarano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia.

“Non più tardi di ieri sono stati pubblicati – proseguono – i dati di monitoraggio sull’insetto vettore, da cui risulta che è prossimo il passaggio della sputacchina allo stato adulto e, quindi, nelle condizioni di infettare gli alberi sani. E mentre richiamiamo tutte le amministrazioni a propagandare le iniziative di lavorazioni meccaniche sui terreni, utili a ridurre gli insetti vettori, rileviamo che dal 12 marzo ad oggi sono scaduti i termini per estirpare contenuti in sette atti d’ingiunzione”.

“Allo stato, dunque, risultano non ancora estirpati – rimarcano i sei rappresentanti del Consiglio regionale – 47 alberi a Ostuni con scadenza 12.03.2019, 1 a Ostuni con scadenza 24.03.2019, 148 a Carovigno e 2 a Ceglie Messapica con scadenza 26.03.2019, 18 a Latiano e 110 a San Vito dei Normanni con scadenza 01.04.2019 e 2 a San Michele Salentino con scadenza 02.04.2019.

È prossima alla scadenza, invece, l’eradicazione di 13 alberi ad Ostuni e 160 a Brindisi – concludono – con scadenza, rispettivamente, al 14.04.2019 e al 20.04.2019”.

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “890 giorni per la fine dei lavori. In fase di realizzazione anche la condotta idrica”

“Al 31.03.2019 risultano trascorsi 110 giorni di lavoro per la realizzazione del nuovo ospedale Monopoli-Fasano, pari all’11% del tempo di durata complessiva (1000 giorni). Ne mancano, dunque, 890 per la consegna, come da contratto. In questo mese sono proseguiti i lavori di scavo e sono stati avviati i lavori di realizzazione della condotta idrica”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale bilancio, Fabiano Amati.

“Anche per questo mese di lavorazione tutto procede per il meglio. Alla data del 31 marzo 2019, infatti, risulta realizzata la seguente attività di scavo: blocco NH1 41% (a febbraio 15%); blocco NH2 18% (a fine febbraio 0%); blocco NH3 23% (a fine febbraio 0%); blocco NH4 10 % (a fine febbraio 0%); blocco NH5 6% (a fine febbraio 0%); blocco NH6 7% (a fine febbraio 0%); blocco NH7 7% (a fine febbraio 0%); polo tecnologico 95% (a fine febbraio 0%).

Inoltre, sono cominciati nella giornata di ieri (1 aprile) i lavori per la realizzazione della condotta idrica a servizio del nuovo ospedale, che saranno prevedibilmente completati entro questa settimana. La realizzazione della condotta avrà un costo di 185 mila euro per una lunghezza di 900 metri circa. Il percorso della nuova condotta, inoltre, darà la possibilità d’allaccio alla rete idrica per 20 nuove utenze”.