Primarie, Amati: “Emiliano non accetta confronti e così sabota le Primarie e indebolisce la coalizione”

Mi pare che Emiliano voglia sabotare le Primarie e indebolire la coalizione. Non accetta confronti con gli altri candidati, ha sottomesso il PD regionale e non si pone il problema di una coalizione ridotta al lumicino proprio per i contrasti con lui. Invece, occorre una grande mobilitazione, perché molti di noi vorrebbero provare a vincere e non limitarsi ad assicurare il seggio da consigliere regionale d’opposizione al miglior candidato perdente”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle Primarie del 12 gennaio 2020 per la scelta del candidato Presidente della Regione Puglia.

“La situazione è grave. Tra i cittadini pugliesi c’è un’aspra delusione su decine di problemi non affrontati, su cui si attendono proposte affinché il problema sia sostituito con la soluzione. E penso a liste d’attesa, Xylella, rifiuti, Psr ecc.; tutte questioni su cui un confronto sarebbe necessario. A questo – prosegue Amati – si aggiunga che alcuni partiti e movimenti vicini alla nostra coalizione si rifiutano di partecipare alle Primarie proprio per segnalare la loro incompatibilità con Emiliano. E penso a Italia viva, Azione e La giusta causa, con cui sarebbe più facile unirsi se le Primarie non le vincesse Emiliano. Nei circoli locali, inoltre, si tocca con mano un dissenso generalizzato nei confronti dell’ultimo quinquennio. E mi riferisco alle parole di sconforto che sento ogni giorno nel mio lungo entusiasmante tour. Al cospetto di tutto questo che facciamo? Sabotiamo le Primarie, silenziamo il dibattito e sotterriamo i confronti”.

Un vasto programma di insensatezza, verrebbe da dire. Ho accettato di partecipate alle Primarie – conclude – per far vincere sul campo un programma di soluzioni. Non mi sarei aspettato invece una situazione in cui lo sforzo maggiore è quello di nascondere l’appuntamento del prossimo 12 gennaio. Se continuiamo di questo passo alle Primarie parteciperanno pochissimi cittadini, con la conseguenza che non riusciremo a capire l’umore politico dei pugliesi e quindi regalare militanza e voti alla coalizione avversaria”.

Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano come da programma vs Liste d’attesa sempre lunghe / rassegna stampa

Rassegna Stampa di oggi:

Da una parte, i lavori per il Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano che procedono come da cronoprogramma dopo 354 giorni di lavoro (sui 1.000 complessivi). Lo stato di avanzamento delle opere conferma che tutto procede secondo i tempi e senza intoppi.

Dall’altra, le lunghe file al Cup dei cittadini: dalla comparazione tra l’attività istituzionale e quella libero-professionale riferita alla settimana indice 07-11 ottobre 2019, ancora una volta leggiamo una situazione insostenibile, in particolare al Policlinico. La media dei giorni di attesa per una prestazione a pagamento è nettamente inferiore rispetto alla stessa prevista dall’attività istituzionale. Ecco perché serviva la nostra proposta di legge, purtroppo sabotata.

 

Liste d’attesa e ALPI, Amati: “Dati ottobre come al solito; se non paghi tempi lunghi. Ecco perché serviva legge”

 

Dalla comparazione tra l’attività istituzionale e quella libero-professionale riferita alla settimana indice 07-11 ottobre 2019, ancora una volta leggiamo una situazione insostenibile, in particolare al Policlinico. La media dei giorni di attesa per una prestazione a pagamento è nettamente inferiore rispetto alla stessa prevista dall’attività istituzionale. Ecco perché serviva la nostra proposta di legge, purtroppo sabotata”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, commentando i dati di raffronto tra l’attività istituzionale e quella libero-professionale (ALPI) nella settimana indice 07-11 ottobre 2019.

“La scorsa settimana, analizzando i tempi di attesa riferiti sempre alla settimana indice 07-11 ottobre 2019, avevo messo in luce come, per alcune prestazioni, la percentuale di prenotazione entro i tempi resti inferiore al 50% e spesso addirittura al di sotto del 20%. Oggi, il confronto tra prestazioni istituzionali e a pagamento ci dice che le file al CUP continuano a essere molto lunghe e che l’attività libero-professionale mantiene invece carattere di brevità. Per esempio, dal riepilogo regionale sul monitoraggio dei tempi d’attesa, emerge che per una prima visita cardiologica, per una prenotazione con classe di priorità B (da eseguire entro i 10 giorni) occorre aspettare in media 31 giorni, per una prenotazione con classe di priorità D (da eseguire entro 30 giorni se riferita ad una visita specialistica, da eseguire entro 60 giorni se riferita ad una prestazione strumentale) bisogna attendere 72 giorni, ma – quasi miracolosamente – i giorni di attesa diventano solo 8 se la visita è a pagamento. E ancora, per una risonanza magnetica dell’addome inferiore, la media dei giorni di attesa è di 116 per prestazioni con classe di priorità B, di 31 per prestazioni con classe di priorità D e di soli 3 giorni se a pagamento. Insomma, questi casi a titolo esemplificativo, scelti tra i più eclatanti e scandalosi, servono a dimostrare che lo stato delle liste d’attesa in Puglia continua a essere imbarazzante – prosegue ancora Amati –. A questo si aggiunga che una simile condizione va ad oscurare le tante cose belle che accadono in sanità e gli importanti risultati che il nostro sistema sanitario raggiunge quotidianamente, grazie alla maggior parte del personale medico, infermieristico e sociale”.

“Un modo per cambiare rotta esiste, e da mesi stiamo cercando di spiegarlo – conclude –. Basterebbe attuare le norme nazionali che prevedono la sospensione dell’attività a pagamento qualora i tempi di attesa tra attività istituzionale e a pagamento siano completamente diversi: su questo continuerò la mia battaglia, perché non si può tollerare che i cittadini debbano sopportare lunghe file al CUP o sborsare chissà quali cifre in nome del diritto alla salute”.

 

Confronto tempi medi di attesa Istituzionale vs Alpi_Settimana Indice 07-11 ottobre 2019

Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Tutto nei tempi dopo 354 giorni di lavoro. Oggi il getto del primo solaio; grazie a tecnici e operai”

“I lavori per la costruzione del Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano procedono come da cronoprogramma. Dall’avvio dei lavori al 30.11.2019 sono trascorsi 354 giorni, pari al 35,4% del tempo di durata complessivo, stimato in 1000 giorni. Ne mancano, dunque, 646 alla fine. Lo stato di avanzamento delle opere conferma che tutto procede secondo i tempi e senza intoppi. L’avvio dei getti del primo impalcato dei blocchi Polo Tecnologico (comprensivo di Isola ecologica) e NH1, avvenuto oggi, 5 dicembre, è la dimostrazione che impegno, determinazione, entusiasmo e sostegno costante nei confronti di tutti gli operai e i tecnici impegnati nella realizzazione dell’opera portano a risultati concreti”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati, commentando l’andamento dei lavori al 30.11.2019.

Per quanto concerne le opere strutturali, sono terminate le attività di scavo. Risultano eseguite e quasi completate le attività di getto dei magroni di fondazione, posa delle guaine pregetto ed armatura delle fondazioni per quanto riguarda le strutture fondali basse (ovvero per le parti del building per cui è previsto un livello interrato). Le stesse risultano già gettate per oltre il 50%. Sono state avviate le attività di: getto di pilastri nei blocchi PT, NH1; getto di setti e muri controterra nei blocchi NH1. Nel mese di novembre – precisa ancora Amati – sono state avviate le attività di: getto delle strutture fondali nei blocchi NH2, NH5 e NH6; getto di pilastri nei blocchi NH1 e NH2; getto di setti e muri controterra nei blocchi NH1 e NH2”.

Risultano pagati tre Stati Avanzamento Lavori (SAL), per un totale di € 3.736.423,02 pari al 5,10% dell’importo complessivo (€ 73.263.878,28). Quella del Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano è una lunga battaglia, combattuta per diversi anni per dare a un’area intermedia tra Bari e Brindisi un ospedale per curare le malattie tempo-dipendenti o di alta complessità, che si materializza con l’edificio che emerge dalle viscere della terra. Sarà la risposta concreta alla condizione attuale – conclude – nella quale ospedali affollati e una rete territoriale in fase di organizzazione sono insufficienti a colmare la domanda di salute dei cittadini”.

 

Proroga Piano Casa: è saltata ieri in Consiglio Regionale. Invito il settore a far sentire la sua voce / Rassegna Stampa

Proroga PIANO CASA: è saltata ieri in Consiglio Regionale.

Il Piano Casa e il piatto a tavola di migliaia di pugliesi sono a rischio. Ma che razza di politica è quella che non pensa al lavoro del popolo e lo affama? L’attuazione del Piano Casa ha rivitalizzato il settore dell’edilizia e sarebbe uno scempio metterlo in ginocchio, dopo Ilva, agricoltura e decine di aziende.

Invito i sindaci, i professionisti tecnici, gli imprenditori e i sindacati edili, i lavoratori e tutto l’indotto a far conoscere la propria contrarietà. Dall’edilizia senza consumo di suolo e discrezionalità amministrativa, si vuole passare al deturpamento di aree non edificate e alla burocrazia del cappello in mano.

Qui il PDF con tutta la Rassegna: 

RassegnaStampa_5Dicembre2019

 

 

 

Piano Casa, Amati: “Proroga a rischio. Invito i lavoratori del settore a far sentire la voce”

“Il Piano Casa e il piatto a tavola di migliaia di pugliesi sono a rischio. Ma che razza di politica è quella che non pensa al lavoro del popolo e lo affama? Ma come si fa a prendere posizione senza sapere nulla, prendendo a pesci in faccia il proprio assessore e mettendosi a offendere con gratuita supponenza come ha provato invano a fare Emiliano oggi con me? Invito i sindaci, i professionisti tecnici, gli imprenditori e i sindacati edili, i lavoratori e tutto l’indotto a far conoscere la propria contrarietà. Dall’edilizia senza consumo di suolo e discrezionalità amministrativa, si vuole passare al deturpamento di aree non edificate e alla burocrazia del cappello in mano”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Durante il Consiglio regionale di oggi è stata approvata, con la nostra forte contrarietà, una modifica che vanifica gli ampliamenti degli immobili non residenziali. A quel punto, abbiamo fatto mancare il numero legale nella speranza che i prossimi giorni possano portare rimeditazioni. Il Presidente Emiliano, sostenitore di tale modifica, ha addirittura manifestato la sua contrarietà al Piano Casa, affermando che quello strumento avrebbe dovuto essere eccezionale e con validità temporale limitata a due anni, cioè al 2011. Come se mettere il piatto a tavola fosse un fatto eccezionale, il cui bisogno è limitato a soli due anni di vita. L’attuazione del Piano Casa ha invece rivitalizzato il settore dell’edilizia e sarebbe uno scempio metterlo in ginocchio, dopo Ilva, agricoltura e decine di aziende”.

Newco Aqp, Amati: “Emiliano non parla e Aqp non spiega a che punto è la gara in corso”

“Dopo otto giorni il Presidente Emiliano non dice cosa pensa della nuova società di scopo Aqp-privati e Aqp non spiega a che punto è la gara in corso per la progettazione lavori di ricerca perdite e risanamento reti”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, con riferimento all’ipotesi di costituzione di una società mista per la ricerca perdite e il risanamento delle reti, annunciata la settima scorsa agli organi d’informazione.

“Martedì scorso, Aqp ha annunciato di voler costituire una nuova società per fare la ricerca perdite e il risanamento delle reti. Da quel giorno non si contano le critiche e le risposte impettite, generiche e inconcludenti di Aqp. E mentre ciò accade, il Presidente Emiliano non fa conoscere la sua opinione su un’operazione che rischia di scassare l’idea di gestione pubblica del servizio idrico. E per non farci mancare nulla – prosegue Amati –, c’è Aqp che assegna alla nuova società il compito di progettare lavori per 637 milioni, giustificandosi con la necessità di accelerare, senza accorgersi di aver già avviato e quasi concluso la gara per progettare gli stessi lavori. Mi interesserebbe sapere, piuttosto, quando procederanno ad aggiudicare la gara visto che hanno la necessità di accelerare? A meno che l’istinto velocista vale solo se a correre si cimenti un privato e non l’azienda e la sua straordinaria forza lavoro – conclude –. Resto comunque in attesa, attendendo la prossima mossa o la resa silenziosa dallo sciagurato progetto”.

 

Aqp e Newco, Amati: “Da quattro giorni aspetto opinione di Emiliano. È forse d’accordo? In tal caso venga in Consiglio”

Da quattro giorni aspetto invano una parola del Presidente Emiliano sulla decisione di costituire una nuova società AQP-privati / rassegna stampa

RASSEGNA STAMPA >>

Sono quattro giorni che aspetto invano una parola del Presidente Emiliano sulla decisione di costituire una nuova società AQP-privati, per la gestione della rete idrica. Devo dedurre che c’è il suo consenso? Se è così, venga in Consiglio a chiedere un mandato, perché la gestione pubblica dell’acqua non è materia per decisioni solitarie.

 

Aqp e Newco, Amati: “Da quattro giorni aspetto opinione di Emiliano. È forse d’accordo? In tal caso venga in Consiglio”

 

“Sono quattro giorni che aspetto invano una parola del Presidente Emiliano sulla decisione di costituire una nuova società AQP-privati, per la gestione della rete idrica. Devo dedurre che c’è il suo consenso? Se è così, venga in Consiglio a chiedere un mandato, perché la gestione pubblica dell’acqua non è materia per decisioni solitarie”. Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale Bilancio, con riferimento all’ipotesi di costituzione di una società mista per la ricerca perdite e il risanamento delle reti.

“Un’ipotesi di società pubblica-privata, che nega la gestione pubblica dell’acqua, eccede il termine della concessione (2023), attribuisce mansioni – la progettazione – già oggetto di gara in fase di aggiudicazione, non autorizzata dall’Autorità Idrica e contrastata dall’associazione dei comuni, può mai essere ignorata dal Presidente della Giunta regionale?”, prosegue Amati. “Stiamo parlando di un colosso della gestione pubblica di un servizio a rete, con una storia secolare di giustizia e libertà, che ha come socio unico – sottolinea – la Regione Puglia. È mai possibile che non dobbiamo sapere se per esempio abbiamo cambiato idea rispetto all’impegno referendario del 2011? Io non ho cambiato idea. Sostenevo e sostengo l’idea di una società di gestione interamente pubblica, perché solo in questo modo è possibile garantire il valore pubblico della risorsa acqua. Se altri hanno cambiato idea lo dicano e chiedano al Consiglio regionale il mandato per questo cambiamento a 360 gradi di prospettiva. Lo esige – conclude – un obbligo di chiarezza che è l’unico modo per fare politica e prendere decisioni”.

AQP, Amati a Di Cagno Abbrescia: “Ma dopo le chiacchiere da politicante vuole rispondere alle domande tecniche?”

“L’unica cosa che Di Cagno Abbrescia non fa è rispondere al domandone tecnico: è vero che la progettazione per i 640 milioni di euro di lavori è in fase di aggiudicazione e che quindi non può essere oggetto della nuova società con i privati? E se è così, perché AQP ha fatto comunicazioni pubbliche menzognere? Sul resto non è mia intenzione fare ping pong con politicanti chiacchieroni, che in nome di un incarico ad AQP si sono trasformati da fieri avversari di Emiliano in suoi fieri sostenitori. Si dimetta, che è meglio”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, replicando al comunicato stampa del Presidente del CdA di Acquedotto Pugliese S.p.A..

“È chiaro che Di Cagno Abbrescia è in grande imbarazzo e non sa che pesci pigliare. A questo si aggiunga che probabilmente anche il socio unico Regione Puglia lo sta scaricando, considerato che il Presidente Emiliano non ha detto una sola parola sulla vicenda. Di Cagno Abbrescia si arrampica dietro frasi di stile e circostanza, autoincensandosi su ponderazione, consapevolezza e impegno, e non si accorge che nel suo dire mancano proprio gli argomenti tecnici e di merito che attestino tutta quella quantità di virtù. E infine, con la tecnica di chi, non sapendo cosa rispondere nel merito preferisce attaccare la persona che domanda, Di Cagno Abbrescia insinua – da politicante impenitente – che io stia parlando ‘per ben altre finalità’, non considerando che in questo momento gli unici dubbi che abbiamo non sono sul fatto che il 12 gennaio ci saranno le Primarie e che lui voterà il suo ex ‘nemico’ Emiliano, ma – conclude Amati – sulle ‘ben altre finalità’ che l’operazione di Newco nasconde e su cui da diversi giorni non si riesce a sapere nulla di chiaro”.

 

Aqp, Amati: “I manager AQP dicono che non ce la fanno senza l’apporto di un privato: perché non si dimettono?”