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Sistema sanitario locale: intervista / rassegna stampa
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Sistema sanitario locale: per superare la sofferenza del “Perrino”, c’è bisogno di un Pta e Odc al “Di Summa”; per il nord della Provincia, appurato il buon lavoro che sta svolgendo il Pta di Fasano, spero che i lavori in corso nell’ospedale di Monopoli-Fasano siano consegnati nel minore tempo possibile. Bisogna completare la rete territoriale e portarla al massimo delle sue capacità, ma soprattutto abbattere i tempi d’attesa che sono il problema più grosso. L’approfondimento nella mia intervista su “Quotidiano” di oggi.

Autonomia del nord, C-Entra il futuro: “Il PD non può accettare il negoziato su autonomia lombardo-veneta; un male per il sud e pure per il nord”
Autonomia del nord, C-Entra il futuro: “Il PD non può accettare il negoziato su autonomia lombardo-veneta; un male per il sud e pure per il nord”
“Avrà la nostra ostilità qualsiasi governo che dovesse portare avanti il progetto autonomista lombardo-veneto, cioè quello che si presta a fare del male al sud e pure al nord, rendendolo meridione dell’Europa. Diffidiamo pertanto i nostri partiti, in particolare il PD, dall’accettare il negoziato su questo punto e invitiamo i parlamentari pugliesi a far sentire la propria voce”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea.
“Tra i dieci punti indicati dal Movimento 5 Stelle per trattare sul programma del nuovo governo, c’è il rilancio del progetto autonomista proposto dalle regioni Lombardia e Veneto. Poiché su questi punti si svilupperà il confronto tra i partiti, compreso il PD, facciamo presente a chi non l’avesse ancora compreso che il progetto lombardo-veneto non consiste in una semplificazione amministrativa e quindi in una sfida a migliorarsi. Si tratta, invece, di un’iniziativa fondata sui soldi, cioè sul gettito fiscale da trattenere nelle regioni, che in materia di Iva sanitaria comporterebbe, per esempio, un probabile guadagno per il fondo sanitario veneto pari a 442 milioni e una probabile perdita per il fondo sanitario pugliese pari a 682 milioni”.
“A questo scenario – proseguono i sei Consiglieri –, si aggiunga che la prova scellerata dell’autonomia l’abbiamo già avuta con l’ultimo decreto semplificazioni, votato pure dai parlamentari pugliesi di maggioranza, che ha conferito alle regioni del nord le centrali idroelettriche, consentendo un guadagno sulla bolletta elettrica pari ad € 257 milioni, così distribuiti: 1.390 miliardi wattora di energia gratuita, per un valore di 201 milioni di euro; 20 euro per ogni kW a titolo di canoni aggiuntivi per concessioni scadute, per un valore di 30 milioni di euro; maggiorazione dei canoni per 26 milioni di euro. È inutile dire che in quella sede a nessun parlamentare, pure di opposizione, venne in mente di chiedere il medesimo trattamento per le regioni del sud, e circa la Puglia a valere sulla centrale termoelettrica di Brindisi e sulla più che abbondante produzione elettrica da fonti rinnovabili”.
“A ciò si aggiunga che questo progetto è pure malizioso e apre scenari inquietanti sugli sprechi regionali e la spesa pubblica, perché le regioni Lombardia e Veneto si limitano a chiedere le maggiori competenze e non il correlativo potere di tassare per farvi fronte. Troppo comodo, verrebbe da dire: lo Stato nazionale tassa e le regioni spendono”.
“Ma lo sanno i Presidenti delle regioni Lombardia e Veneto che se puoi spendere senza avere la responsabilità di tassare, finisce che le risorse vengono sprecate e buttate? E lo sanno che così facendo rischiano di determinare la meridionalizzazione delle regioni del nord, in un mondo in cui servono, invece, minori autonomie e maggiori libertà? Ecco, queste sono le cose su cui bisogna riflettere prima di mettere la firma su qualsiasi programma di governo” – concludono.
Xylella e monitoraggi, C-Entra il futuro: “Perché sono state sospese le attività? Xylella è un fatto concreto, non carte da compilare. Intervenga Emiliano”
Xylella e monitoraggi, C-Entra il futuro: “Perché sono state sospese le attività? Xylella è un fatto concreto, non carte da compilare. Intervenga Emiliano”
“Nessuno riesce a spiegarci perché il monitoraggio sulla Xylella si è bloccato, dopo i primi quattro giorni di lavoro. Sarà che qualcuno si è rassegnato alla distruzione e, alla fine, ciò che interessa sono solo gli adempimenti burocratici, cioè mettere le carte a posto per evitare il procedimento d’infrazione? Chiediamo ancora una volta l’intervento risoluto del Presidente Emiliano”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea, con riferimento alle attività di monitoraggio nelle aree di contenimento e cuscinetto interessate dal batterio Xylella.
“Le attività di monitoraggio sulla diffusione del batterio, funzionali all’eventuale esecuzione delle previste misure di contrasto, erano cominciate nei giorni 5, 6, 7 e 8 agosto e poi inspiegabilmente sospese. Ad oggi, non riusciamo a capire i motivi della sospensione e nemmeno le modalità con cui si intende operare. Abbiamo l’impressione che la vicenda Xylella si stia ormai vivendo solo attorno agli adempimenti burocratici, cioè al mettere a posto le carte, e non ad evitare l’espansione del contagio. A riprova di ciò ci sono la ingiustificata sospensione del monitoraggio e i procedimenti di ispezione e campionamento.
Sulla sospensione, più che risposte alle nostre domande, cioè ulteriori parole, chiediamo un intervento risoluto del Presidente Emiliano, finalizzato a far ripartire le attività. Sulle modalità del monitoraggio avvertiamo, invece, qualche perplessità, su cui chiediamo un’urgente rimeditazione – proseguono i sei -. Innanzitutto: se vogliamo contrastare la Xylella e non mettere solo le carte a posto per evitare l’infrazione, ci pare essenziale dispiegare le maggiori energie nelle fasce cuscinetto e di contenimento, con modalità più o meno simili a quelle utilizzate per i precedenti monitoraggi, prima cioè che l’Unione Europea allentasse le regole operative”.
“Le attuali modalità, infatti, risultano insufficienti perché prescrivono le ispezioni su tutte le piante per solo 5.000 ettari circa della zona cuscinetto (primo chilometro), con almeno una piante a ettaro da sottoporre a campionamento, mentre in precedenza le attività riguardavano circa 50.000 ettari di ispezione visiva e almeno 50.000 piante da campionare (una per ettaro).
Inoltre: circa la fascia di contenimento, le attuali modalità operative prescrivono solo l’ispezione visiva e il campionamento delle piante sospette, mentre in precedenza le attività riguardavano circa 100.000 ettari di ispezione visiva e almeno 100.000 piante da campionare (una per ettaro) – concludono -“.
Intervista su «La Gazzetta del Mezzogiorno» / rassegna stampa
Oggi la mia intervista su «La Gazzetta del Mezzogiorno».
Serve un governo del fare, che risponda alla crisi, che tiri fuori dall’angolo il Sud. Sarebbe interessante se mettessero come viceministri e sottosegretari i consiglieri regionali e i sindaci a fine mandato, sono gli unici a conoscere il territorio e le esigenze della gente, nonché i soli ad essere stati eletti dal popolo con le preferenze.
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Svimez dice che le costruzioni trainano l’economia pugliese e per questo presentiamo proroga della legge / rassegna stampa
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– Il settore dell’edilizia ha trainato la Puglia nel 2018 con un + 4,4 % (Fonte Svimez): per questo ieri abbiamo presentato la proposta di legge con cui si prorogano a tutto il 2020 gli effetti del Piano casa.
– Questa sera, alla Selva di Fasano, si torna a parlare di autonomia differenziata con la presentazione del libro “Verso la secessione dei ricchi? Autonomie regionali e unità nazionale” di Gianfranco Viesti.



Piano casa, C-Entra il futuro: “Svimez dice che le costruzioni trainano l’economia pugliese e per questo presentiamo proroga della legge”
Xylella, C-Entra il futuro: “Emiliano non può screditare il lavoro delle istituzioni scientifiche su Xylella o avallare teorie tipo quella dei bambini portati dalla cicogna”
Xylella, C-Entra il futuro: “Emiliano non può screditare il lavoro delle istituzioni scientifiche su Xylella o avallare teorie tipo quella dei bambini portati dalla cicogna”
“Il Presidente Emiliano la smetta di sminuire o screditare implicitamente il lavoro sulla Xylella compiuto dalle istituzioni scientifiche, comprese quelle che egli stesso guida, assecondando teorie sfornite di prova scientifica e perciò strampalate. La disputa sulle questioni scientifiche è possibile se chi discute fornisce la prova di ciò che dice. Per sostenere per esempio che i bambini vengono portati dalla cicogna bisogna provarlo, senza prove non si può dire né si può accettare il dibattito, soprattutto se si rappresentano le istituzioni pubbliche”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando l’intervento del Presidente della Giunta regionale, Michele Emiliano, alla presentazione di un libro a Castellana Grotte.
“Negli anni abbiamo subito contestazioni, attacchi e irrisione, solo perché pretendevamo decisioni politiche accordate con la prova scientifica e invocavamo assunzione di responsabilità. Oggi che l’intero patrimonio olivetato del Salento è andato distrutto e il rischio d’espansione del contagio riguarda la Piana degli ulivi monumentali e la provincia di Bari, sentiamo riemergere rivendicazioni del diritto al dubbio, come se la tragedia salentina non sia stata probabilmente favorita proprio da opinioni senza scienza e da dubbi senza prova. Per non ripetere la sceneggiata salentina, ove a tutti, fuorché ai fitopatologi, era consentito somministrare la propria ricetta, fatta di suggestioni parolaie o intrugli magici, è opportuno che le istituzioni non si prestino per calcolo politico a generare confusione nelle persone – continuano i sei Consiglieri –”.
“Ai rappresentanti politici delle istituzioni tocca invece sostenere nel loro lavoro, con chiarezza e senza cerchiobottismo, i ricercatori e i funzionari pubblici, difendendoli dalle aggressioni che subiscono da persone che, orfane di protagonismo politico, oppure alla ricerca di un seggio, si mettono a discettare di materie difficili che non hanno mai studiato”.
“E mentre noi siamo costretti a scrivere queste cose abbastanza ovvie, la realtà dice che l’intero patrimonio olivicolo del Salento è secco, che nessun ‘santone’ è riuscito a curare gli alberi di sua proprietà, che si attende di vedere estirpate 858 piante infette per difendere la Piana e la provincia di Bari dal contagio e che nessuna ricerca sulle eventuali cure, finanziata dalla Regione e promossa dalle stesse persone che hanno tenuto a lungo il fronte del negazionismo, ha prodotto risultati – concludono –”.
Crisi di governo e autonomia, C-Entra il futuro: “Si sono appropriati di 256 milioni all’anno con l’idroelettrico e ci sono politici che si riciclano con Salvini per salvarsi. Scateniamo l’inferno”
Crisi di governo e autonomia, C-Entra il futuro: “Si sono appropriati di 256 milioni all’anno con l’idroelettrico e ci sono politici che si riciclano con Salvini per salvarsi. Scateniamo l’inferno”
“Salvini ha detto che sta facendo cadere il governo perché è stufo dei “no”, compreso il “no” all’autonomia del nord. Ma tutti quelli che vogliono salvarsi con lui, a cominciare da un’ampia schiera di politici in via di riciclaggio, hanno compreso bene che la salvezza proposta ha l’autonomia del nord tra i motivi programmatici? E lo sanno che abbiamo già avuto modo di assaggiare l’antipasto, sciaguratamente votato da tutti i parlamentari meridionali e pugliesi di maggioranza, compresi i piangi-morto dei 5S, con la cessione delle centrali idroelettriche alle regioni settentrionali? Non lo sanno? E allora lo diremo noi. Proveremo a scatenare un inferno informativo, affinché chi cerca la salvezza con Salvini, o chi lo sceglierà col voto, sappia che ci stanno fregando”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea.
“Tutto è passato sotto silenzio per mesi – proseguono i sei –, eppure si trattava di ciò che ora Salvini vuole fare in grande stile, così come sta dicendo. Un anticipo di autonomia del nord contro il sud, un arricchimento del nord e un impoverimento del sud, nemmeno compensato con la cessione di un corrispettivo di energia gratuita prodotta per esempio dalla centrale termoelettrica di Brindisi-Cerano. Tutto sotto silenzio. Eppure i conti sono più che indicativi. Con il decreto semplificazioni sono state assegnate alle regioni del nord le centrali idroelettriche, e quindi un relativo vantaggio economico pari a 256 milioni, così distribuiti: 1.390 miliardi wattora di energia gratuita, per un valore di 201 milioni di euro; 20 euro per ogni kW a titolo di canoni aggiuntivi per concessioni scadute, per un valore di 30 milioni di euro; maggiorazione dei canoni per 26 milioni di euro”.
“E che lo scopo del provvedimento sia stato quello di avvantaggiare le regioni del nord, sia in termini economici e di bolletta elettrica – aggiungono –, si capisce dal fatto che a nessuno sia venuto in mente di compensare questo vantaggio con la concessione alla Regione Puglia, per esempio, di almeno 1.390 miliardi wattora di energia gratuita dalla produzione di Cerano e dalla produzione da fonti energetiche rinnovabili. E invece niente. Niente di niente. Cornuti e mazziati”.
“Come si può allora battere le mani a Salvini, o pensare di salvarsi le poltrone attraverso le sue preghiere alla Vergine Maria, se la sua iniziativa è destinata a politiche di respingimento nei confronti dei cittadini del sud? È questo il mistero di questa stagione politica, che merita una battaglia di unità e resistenza fuori dall’ordinario. Una battaglia infernale d’informazione che abbia il sapore della verità, della libertà e dell’uguaglianza tra tutti cittadini italiani – concludono –”.
Xylella, C-Entra il futuro: “Rigenerare e contenere sono una coppia che non può essere scoppiata. 300 milioni da usare valgono 300 piante da estirpare”
Xylella, C-Entra il futuro: “Rigenerare e contenere sono una coppia che non può essere scoppiata. 300 milioni da usare valgono 300 piante da estirpare”
“Sulla tragedia Xylella c’è una coppia che non può scoppiare: rigenerare e contenere. O le azioni stanno assieme, oppure le iniziative sul territorio che vogliamo rigenerare, con le relative risorse, saranno vanificate dalla diffusione del contagio a territori ancora indenni e che non stiamo difendendo come si deve. Per questo l’impegno per 300 milioni da usare deve valere come quello per 300 piante infette da estirpare, o come quello per circa 1000 iscrizioni al registro produttori da rilasciare ai vivaisti salentini e pugliesi”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando l’esito dell’incontro convocato oggi dal Ministro Barbara Lezzi presso la Prefettura di Lecce.
“È giustissimo occuparsi della rigenerazione produttiva e paesaggistica del Salento, mettendo a disposizione risorse e testa. Sono anni che lo diciamo e non possiamo che salutare con estrema soddisfazione ogni atto diretto a realizzare questo obiettivo. Ma la rigenerazione del Salento, ad oggi promessa con 300 milioni di dotazione, non deve ridurre l’interesse nei confronti delle attività di contenimento del batterio per difendere le zone indenni; ad oggi, infatti, sono 354 le piante infette non ancora estirpate, nonostante la scadenza del termine assegnato, e tra qualche giorno scadrà l’ingiunzione per altre 504 piante. La mancata e tempestiva estirpazione, così come suggeriscono le istituzioni scientifiche, è infatti potenzialmente idonea ad allargare il territorio infestato dal batterio – spiegano i sei Consiglieri –”.
“Contenere, dunque, con scrupolo la diffusione del batterio significa pure evitare che i già scarsi 300 milioni per il Salento possano essere ulteriormente suddivisi per soccorrere le necessità di nuove aree infette, rese tali – come detto – per mancanza di attenzione e scrupolo nel compimento delle prescritte azioni di lotta”.
“A questo si aggiunga – concludono – la consapevolezza che la tragedia della Xylella induce ad azioni corali su tutti i fronti, compresa quella che allo stato vede in attesa d’iscrizione al Registro unico dei produttori circa 100 aziende vivaistiche e che sono in corso le istruttorie su ulteriori 900 istanze. Tutti i ritardi su questi procedimenti comportano conseguenze dissonanti con la rigenerazione, aldilà di ogni buona intenzione”.