Amati: “DH Oncoematologia a Brindisi con i fondi dell’art. 20. Ora bisogna correre”

“Sarà possibile finanziare il nuovo Day hospital di oncoematologia del Perrino di Brindisi, con i fondi dell’art. 20 della legge 67 del 1988. È quanto emerso dai lavori odierni della I Commissione, alla quale ha partecipato il DG della Asl Brindisi Giuseppe Pasqualone”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Nel corso della riunione odierna della I Commissione, convocata per monitorare lo stato della spesa dei fondi per l’edilizia e le tecnologie sanitarie (articolo 20 della Legge n. 67 del 1988), è emersa la disponibilità di circa 8 milioni per realizzare un nuovo Day hospital di ematologia, considerato che quello attuale ha una sala di attesa in comune con quello di Oncologia, è aperto mattina e pomeriggio nei giorni feriali (ore 8-20) ed è utilizzato da circa 50-60 pazienti al giorno per diagnosi e chemioterapie.
La necessità di dotarsi di questa nuova struttura è relativa al notevole utilizzo del servizio, ampliatosi anche in termini di mobilità attiva per l’ottima reputazione professionale del direttore dell’Unità Operativa Domenico Pastore, che ha reso insufficienti la sala d’attesa, le 3 stanze visita, le stanze per chemioterapia con poltrone e le stanze con letti per terapie più lunghe.
La situazione descritta genera ovviamente problemi anche sull’organizzazione del Day hospital oncologico, per cui è auspicabile assicurare a entrambe le Unità operative le migliori condizioni di lavoro.
Ora bisogna correre nell’attivazione e conclusione del procedimento amministrativo, considerata la priorità assegnata al programma dalla Direzione generale della Asl”.

Tap-Snam e investimenti, Amati: “A fatica qualche passo avanti. Coordinare interventi perché forza contrattuale è stata colpevolmente ridotta”

“Sia pur con fatica un passo avanti su investimenti Tap-Snam l’abbiamo fatto. Abbiamo le proposte della Provincia di Lecce, presentate con un unico atto, e quelle della Provincia di Brindisi presentate dai singoli Comuni, cioè Brindisi, San Pietro Vernotico e Torchiarolo. Poiché il peso contrattuale degli enti locali è stato colposamente portato a quasi zero, credo che difficilmente ci saranno le risorse per accogliere tutte le proposte e perciò serve un coordinamento, che spero sia fatto dalle due Province”. Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.

“C’è da recuperare il tempo perduto – sottolinea – in lotte e diatribe, che comunque non hanno ragione di continuare, perché il gas Tap-Snam sta entrando nelle case di tutti, comprese quelle di chi ancora protesta contro questa importantissima infrastruttura energetica. Mi rendo conto che è stato dissipato un patrimonio di forza che oggi avrebbe portato al finanziamento dell’intero programma proposto o forse di più, e mi stupisco nel leggere commenti di chi oggi vorrebbe mostrare muscoli per chiedere più risorse, nonostante sia noto che le società interessate abbiano ottenuto maggiore peso contrattuale proprio grazie alla condotta colpevole dei contestatori del ‘non-si-puotismo’ o del ‘ben-altro-luoghismo’. Gravi patologie italiane, in grado d’intralciare la strada della rivoluzione verde e tecnologica”.

“Ma ormai – sottolinea Amati – è accaduto e non si può tornare indietro. Perciò nei prossimi giorni proverò ad aiutare le Province di Brindisi e Lecce a compiere azioni di coordinamento tra le diverse proposte, attribuendo – conclude – priorità a quelle con rendimento duraturo, a partire dal Centro di ricerca per la decarbonizzazione, e accantonando quelle finanziabili con altre risorse”.

Consorzio ASI BR, Amati: “Panettoni, bilancio, consulenze, concorsi e donazioni. Revisori segnalano irregolarità, intervenga la Giunta”

“Tra cose piccole inaudite, come le spese per i panettoni natalizi, e cose importanti come il parere negativo sul bilancio 2019, concorsi zoppicanti, consulenze discutibili, programmi azzardati e donazioni allo stato non periziate, mi pare che ci siano tutti gli ingredienti per correre al più presto a opportuni rimedi. Mi spiace constatare l’assenza della Provincia e del Comune di Brindisi, mentre ringrazio l’assessore Delli Noci e l’Avv. Berlingerio per la loro presenza e per l’attività di controllo in via di svolgimento”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Spero che il CdA possa rapidamente esprimere le sue osservazioni di merito sulle questioni sollevate dai Revisori dei conti, organismo nominato dalla Regione a cui siamo tenuti a prestare fede sino a prova contraria, così diradare ogni nube.
Nel frattempo mi pare che ci sia più d’un motivo per porre in rilievo diverse condotte: incarico di consulenza a Deloitte per valutare tutti gli elementi di attivo e passivo del bilancio, eseguito parzialmente ma pagato completamente, con sovrastima delle attività per circa 55 milioni, del patrimonio netto per circa 28 milioni, del passivo dello stato patrimoniale Regione Puglia conto finanziamenti per circa 24 milioni, del passivo stato patrimoniale enti diversi, conto anticipi, opere ultimate per circa 3 milioni; allargamento dei collegi difensivi per contenziosi pendenti senza alcuna motivazione; procedure di reclutamento di personale senza pubblicazione degli avvisi sul sito e senza che allo stato risulti agli atti la documentazione relativa alla selezione; donazioni di beni alla ASL di Brindisi in occasione dell’emergenza Covid con procedure non ancora chiarite, nonostante i solleciti, e allo stato prive degli atti giustificativi e ricognitivi previsti dalla legge; mancata approvazione del Piano economico finanziario, il cui termine è già scaduto il 31 ottobre.
Infine, e qui non c’è bisogno di deduzioni perché parlano i fatti: non è prova di buona amministrazione, l’acquisto di 30 panettoni natalizi da regalare ai dipendenti, che peraltro sono 14, prelevando dalla cassa del Consorzio i fondi occorrenti, pari a quasi 1000 euro. Una cosa piccola e irrilevante, ha commentato qualcuno: probabilmente è così, ma anche sulle piccole cose si misura la nostra statura”.

Tap-Snam, Amati: “Onore al Prof. Laforgia per serietà e chiarezza. 49 progetti da BR e LE, ma non conosciamo l’oggetto”

“Pare che Lecce e Brindisi abbiano inviato il 28 dicembre scorso 49 schede progettuali, 39 Lecce e 10 Brindisi, per gli investimenti richiesti in relazione al gasdotto Tap e pipeline di interconnessione alla rete Snam. Ovviamente, siamo in attesa di conoscere il dettaglio di queste proposte e nel frattempo mi sento di attribuire il più grande onore al prof. Domenico Laforgia, che con il suo intervento di oggi ha chiarito con neutralità e serietà i gravissimi errori compiuti nella gestione del procedimento di realizzazione dell’importante infrastruttura energetica”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando l’audizione di oggi in quarta Commissione sugli investimenti relativi alla realizzazione del gasdotto Tap-Snam.

“Attendo di conoscere il contenuto delle 49 schede progettuali, così da poter sostenere il finanziamento rapido degli investimenti, nella speranza che dette proposte avanzate dalle due province siano state condivise con i sindaci e che abbiano come obiettivo non il campanile ma il rendimento duraturo. Sono nel frattempo soddisfatto di aver udito parole importantissime dal prof. Laforgia, che in qualche modo risarciscono le poche persone che in passato avvertivano, invano, sull’utilità dell’opera e sull’assurdità dello scontro messo in atto contro il gasdotto.
Sentire il prof. Laforgia tacciare di ‘schizofrenia’ la condotta politica seguita, perché ha offerto a Tap-Snam tutta la forza possibile per ridurre al massimo i notevoli investimenti che si sarebbero potuti chiedere, da un lato rincuora per l’amore di verità che coraggiosamente svela ma dall’altro offende, per l’odio alla serietà che sottende.
Tap e Snam, che attualmente servono tutte le case pugliesi con il loro gas e che realizzano 1.500 milioni di fatturato annui, si ritrovano oggi a negoziare da una posizione di forza, perché la condotta di ostilità non ha portato a nulla, com’era prevedibile, se non a ridurre ai minimi termini la forza negoziale delle istituzioni pubbliche e quindi dei cittadini. Continuerò il mio impegno per salvare il salvabile, chiedendo la collaborazione e la comprensione delle aziende interessate, in particolare Snam, azienda dello Stato, con la quale ci sono amministratori pubblici che addirittura si rifiutano di parlare, il che, detto con le parole del prof. Laforgia, è una vera assurdità”.

Serbatoio GNL Brindisi, Amati: “Ipotesi Capobianco non è alternativa ma foglio di via a Edison”

Sulla questione della localizzazione del serbatoio Edison leggo che viene proposta la soluzione alternativa di Capobianco. E allora mi chiedo: vi pare plausibile che Brindisi rinunci alla Zona franca doganale o che Edison possa attendere almeno cinque anni per la realizzazione di banchine, colmata, e dragaggi, opere allo stato prive dei finanziamenti pubblici stimati per almeno 100 milioni di euro? 

Peraltro, l’ipotesi Capobianco si scontrerebbe con la proposta del sindaco di spostare in quei luoghi la Marina. E chi glielo dice ora che è una pessima idea? È evidente a tutti che chi sostiene l’ipotesi Capobianco quale alternativa sta suggerendo, non si sa quanto consapevolmente, un’opzione dall’esito impossibile e un foglio di via a Edison. Ma quando la finiremo di giocare alla politica?”.
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio a Programmazione Fabiano Amati.
“Il ‘ben-altro-luoghismo’ si è immortalato dunque nell’offrire una soluzione localizzativa diversa per il serbatoio Edison, dimenticando però di avanzarla con le caratteristiche della plausibilità. Un dettaglio non da poco.
Se dunque si analizzassero i fatti e i luoghi, piuttosto che incentrare le osservazioni sulle persone che esprimono idee, forse non ci si ritroverebbe in un vicolo cieco.
I fatti, quindi. Capobianco si compone a grandi linee di due parti. L’una, cioè quella colmata da British gas, è destinata alla Zona franca doganale, così come da decisione adottata dall’Agenzia delle dogane. Qualora la proposta si riferisse dunque a questa parte, bisognerebbe rinunciare alla Zona franca. E non mi sembra una buona idea quella di rinunciare a un grande investimento per accogliere un investimento più piccolo.
La seconda parte di Capobianco, invece, ha bisogno di essere infrastrutturata (banchine e colmata), operazione che allo stato non ha nemmeno la progettazione e che per essere realizzata ha bisogno di 100 milioni d’investimenti pubblici. In altre parole, se ci fossero i soldi e tutto dovesse andare per il meglio, servirebbero almeno cinque anni di tempo per rendere disponibile l’area a ciò aggiungendo, ovviamente, i tempi di realizzazione del serbatoio di gas naturale liquefatto. Un ottimo motivo per convincere Edison ad andare altrove.
In realtà Capobianco non è una soluzione alternativa plausibile ma un rifugio dialettico, per dare a vedere di possedere una soluzione alternativa e non farsi affibbiare il giudizio di ‘non-si-puotisti’, che mi pare invece possa essere confermato, a meno che non passi l’idea, Dio non voglia, che in tanti parlano senza un minimo di approfondimento di merito”.

Vaccinazioni Covid, Amati: “Al Conforama di Fasano il primo hub vaccinale da almeno 2000 prestazioni al giorno, su 4000 mq di superficie”

“Nascerà a Fasano il primo hub vaccinale da 4000 mq, per almeno 2000 prestazioni al giorno. È stato localizzato dalla ASL Brindisi nel padiglione espositivo del Centro commerciale Conforama. Ringrazio la proprietà del Centro commerciale, che ha concesso gratuitamente gli spazi necessari, la Asl di Brindisi e il Sindaco del Comune di Fasano. Ora a lavoro per il più tempestivo allestimento”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Il centro vaccinale ‘Conforma’ di Fasano sarà una delle quattro sedi previste dal primo piano di organizzazione vaccinale – in via di completamento – della Asl di Brindisi. Le altre città individuate e su cui si stanno effettuando i sopralluoghi per individuare la localizzazione, sono Brindisi, Francavilla Fontana e Mesagne: a queste – ovviamente – potranno aggiungersi altre sedi, in base alla disponibilità di spazi compatibili con l’obiettivo del raggiungimento dell’immunità di popolazione nel più breve tempo possibile.
Mi pare che questo sia il metodo più giusto per raggiungere il risultato atteso, seguito nel caso di Brindisi con la solita apertura mentale del DG della ASL Pasqualone e del direttore del Dipartimento di prevenzione Termite.
È del tutto evidente, infatti, che per raggiungere l’obiettivo e rispettare il programma vaccinale, ci sia bisogno di grandi strutture, dotate di ampi spazi interni per numerosi cubicoli vaccinali e ampie sale per l’attesa distanziata pre-vaccinazione e l’osservazione post-vaccinazione, servizi igienici adeguati e plurimi, assenza di barriere architettoniche, ampi spazi di parcheggio esterno e possibilità di svolgere l’attività h24.
A questo proposito suggerisco a tutte le Asl pugliesi di dotarsi al più presto di strutture con tali caratteristiche, cominciando per esempio a sondare la disponibilità delle multisale cinematografiche, che mi paiono le più sovrapponibili alle condizioni ideali riscontrate, per un’originale coincidenza, nel centro commerciale Conforma di Fasano.
Penso dunque che sia necessario fare al più presto, sicché sia la Puglia a segnalarsi all’Italia con dati d’efficienza nell’ora in cui si materializzerà l’abbondante disponibilità del vaccino”.

Covid vaccinazioni, Amati: “Commissione approva proposta di legge su obbligo per operatori sanitari”

“Sulle vaccinazioni obbligatorie agli operatori sanitari il Consiglio regionale della Puglia, per ora in Commissione, si mantiene accordato con la prova scientifica, estendendo l’obbligo vaccinale contenuto nella legge vigente alla vaccinazione anti Coronavirus-19. Ringrazio i colleghi e l’assessore Lopalco per il sostegno alla proposta di legge”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati, all’esito dell’approvazione in terza Commissione della proposta di legge ‘Operatori sanitari e vaccinazione anti Coronavirus-19’.
“Nella materia dell’obbligo vaccinale a carico degli operatori sanitari c’è una storia di originalità tutta pugliese, avviata nella scorsa legislatura con la proposta di legge avanzata dalla collega Francesca Franzoso e approvata dal Consiglio regionale.
Un’idea che scaturì dai suggerimenti della c.d. Carta di Pisa, redatta tra gli altri dall’attuale assessore alla sanità Pierluigi Lopalco e fortemente sostenuta dai dirigenti dei dipartimenti di prevenzione, a cominciare da Michele Conversano del dipartimento di Taranto.
Con la mia proposta di legge, approvata ieri all’unanimità dalla terza Commissione, continuiamo su quel percorso nella speranza che sia fatto proprio dall’intero Consiglio regionale”.

Snam e opere Brindisi, Amati: “Forse c’è danno ambientale ma Comune rifiuta confronto con azienda disponibile a opere compensazione. Continuerò da solo”

“Finalmente abbiamo capito di più. Il Comune di Brindisi ha finalmente avviato la verifica su eventuali danni ambientali conseguenza della realizzazione dell’opera di connessione alla rete Snam del gasdotto Tap, ma non ritiene di dover discutere direttamente con la società esecutrice che ha già dato la sua disponibilità per la realizzazione di opere di riequilibrio ambientale come per legge. Vuol dire che continuerò ad occuparmene direttamente, con l’aiuto di tutti i Consiglieri comunali che lo vorranno, perché non si tratta del negoziato generale sugli investimenti Tap-Snam, in corso con il sottosegretario Turco e riguardante le province di Lecce e Brindisi, ma d’interventi ulteriori per danno puntuale e localizzato”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, con riferimento alla audizione svoltasi oggi in V Commissione con Comune di Brindisi, Snam e Comitato cittadini del quartiere di Torre Rossa. L’audizione aveva come oggetto i lavori di realizzazione della pipeline d’interconnessione alla rete Snam del gasdotto Tap e agli eventuali danni alla falda acquifera.

“Tranne che a Brindisi, non c’è sindaco o comune italiano che si sottrarrebbe dal discutere direttamente con Snam, azienda peraltro pubblica, sulla sussistenza di eventuali danni ambientali in grado di far ottenere, senza oneri, lavori di urbanizzazione primari e secondari in favore dei cittadini di un quartiere della propria città.
Nonostante la Snam abbia riferito la sua disponibilità a realizzare opere di riequilibrio ambientale, il sindaco di Brindisi preferisce non interloquire con l’azienda se non attraverso il tavolo avviato dal Sottosegretario Turco nell’ambito del negoziato generale Tap-Snam: in altre parole viene chiesto a Snam di aggiungere spontaneamente risorse economiche sul tavolo di discussione generale, mettendo dunque a disposizione delle province di Lecce e Brindisi ciò che in realtà dovrebbe essere destinato a Brindisi e a un suo specifico quartiere.
Poiché non ho alcuna voglia, diversamente dal Sindaco Rossi di rimettermi alla ‘generosità’ di Snam e di condividere con altre province somme che sarebbero invece da destinare solo per Brindisi, chiederò una nuova audizione sull’argomento non appena la Snam – come riferito – avrà dedotto sulla relazione Arpa, cioè nei primi giorni di marzo”.

Sma e casi Melissa, Federico e Paolo, Amati: “Con un protocollo terapeutico redatto da un centro specialistico italiano o estero, il farmaco c’è”

“Se c’è un protocollo terapeutico emesso da un centro di altissima specializzazione europeo o extraeuropeo, Melissa, Federico e Paolo potranno avere il farmaco per combattere la SMA 1. E ciò è previsto dalla normativa europea, nazionale e da una delibera regionale del maggio 2019”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Ci sono tre casi conosciuti di SMA 1 in Puglia, quelli dei piccoli Melissa, Federico e Paolo, di età superiore a sei mesi, che in base alle regole europee EMA, per ora non applicabili in Italia, potrebbero accedere alle cure con il farmaco innovativo Zolgensma. Detto farmaco in moltissimi paesi europei ed extraeuropei è erogabile a pazienti con peso corporeo non superiore a 21 kg, sulla base di idonea prescrizione clinica, mentre in Italia la somministrazione è stata invece autorizzata, dall’ente regolatorio nazionale (AIFA), per bimbi sino a 6 mesi d’età e sempre sulla base di attestata compatibilità clinica.
Melissa, Federico e Paolo sono dunque tre bimbi europei, oltre che pugliesi, che in base alle regole continentali, recepite da numerosi stati, potrebbero ottenere l’erogazione del farmaco, mentre non possono ottenerla per le regole italiane, tranne il caso di attivazione della procedura off label.
Ne deriva che in base alla Direttiva europea 2011/24/UE, la legge statale 595/1985, la delibera della giunta pugliese n. 795/2019 e apposito protocollo terapeutico redatto da centro di altissima specializzazione, il farmaco Zolgensma può essere erogato ai tre bimbi nella forma dell’assistenza diretta, qualora il centro di somministrazione fosse europeo, e nella forma dell’assistenza indiretta qualora il centro erogatore fosse extra europeo.
Ovviamente, qualora l’AIFA dovesse conformare il suo ordinamento a quello prevalente negli altri paesi europei ed extraeuropei, che è ciò che auspico in tempi rapidissimi, anche i centri specialistici italiani potrebbero prescrivere la somministrazione del farmaco qualora ricorrano, ovviamente, le condizioni cliniche”.

Scuole e Covid, Amati: “Da domani, massimo martedì, si riapra in presenza. No all’ignoranza di gregge”

“Il presidente Emiliano modifichi la sua ordinanza e da domani, massimo martedì, si riaprano le scuole in presenza, con le modalità e regole previste dal dpcm 14 gennaio. La decisione del Governo nazionale, supportata dal comitato tecnico scientifico, non può essere disattesa con decisioni autonome delle Regioni”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Programmazione e Bilancio, Fabiano Amati.

“In tempi d’emergenza – spiega – spetta solo allo Stato la decisione e la responsabilità sulle attività consentite o sospese. Se, dunque, il Governo nazionale ha deciso per l’apertura delle scuole, sentito il comitato tecnico scientifico, alle istituzioni territoriali spettano solo le attività di leale collaborazione per rendere possibili tutte le misure di maggiore sicurezza per evitare i contagi.

“Mi stupisce che da mesi – sottolinea Amati – si discuta attorno ai fondamentali dell’organizzazione statuale, sottraendo tempo alle attività che invece sono più proprie: tamponi, ospedali, residenze socio-assistenziali, vaccini e trasporti. La prova scientifica dice che la scuola non è motore di contagio e che la sua chiusura – se usate tutte le misure di sicurezza prescritte (banchi, mascherine, screening, tracciamento, isolamento) – può coincidere solo con la chiusura generale del Paese. A ciò si aggiunga che la scuola è una delle attività più importanti di una nazione e che non si può – fuori da casi eccezionalissimi – protrarre troppo a lungo l’attività in forme didatticamente improprie, così da evitare – conclude – che nella ricerca dell’immunità di gregge non si finisca per condannare una generazione di studenti all’ignoranza di gregge”.