Autore: Fabiano Amati
Amati: “40 milioni per 33 comuni su progetti esecutivi di infrastrutturazione turistica. Bene Piemontese e Bray”
“Per l’infrastrutturazione turistica, cioè interventi a rendimento duraturo, è previsto lo stanziamento di almeno 40 milioni di euro per finanziare 33 progetti esecutivi di altrettanti comuni, che si aggiungeranno ai quasi 7 milioni per 4 progetti già finanziati. È un impegno encomiabile degli assessori Piemontese e Bray, a valere sull’art. 4 della Legge di bilancio regionale per il 2021, contenente norme per il finanziamento di opere pubbliche demaniali e patrimoniali”.
Lo comunica il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati.
“Investire risorse su progetti esecutivi e per programmi a rendimento duraturo mi pare un metodo che andrebbe seguito sempre. In questo senso spicca l’intento della Giunta regionale, comunicato dagli assessori Raffaele Piemontese e Massimo Bray, di voler far scorrere la graduatoria degli interventi previsti con il bando sulla fruizione di aree e infrastrutture destinate al miglioramento della qualità dei servizi di accoglienza nel settore turistico.
La graduatoria di merito di quel bando aveva visto il finanziamento di soli 4 programmi per i comuni di Alberobello (3 milioni di euro), Ginosa (1.420.000 euro), Polignano (1.220.000 euro) e Galatone (1.258.000 euro) a causa della progressiva restrizione del finanziamento originario. Ciò aveva determinato il mancato finanziamento di numerosi programmi ammissibili.
Con l’indirizzo assunto si procederà dunque allo scorrimento ulteriore della graduatoria per almeno 40 milioni, che saranno dunque in grado di finanziare 33 programmi per altrettanti comuni.
È chiaro che l’ulteriore ampliamento del finanziamento disponibile, ovviamente auspicabile, comporterebbe la possibilità di finanziare molti altri comuni.
Su 40 milioni disponibili, i programmi finanziati dunque saranno i seguenti:
Cisternino (1.300.000 euro);
Castellana Grotte (1.400.000 euro);
Monte Sant’Angelo (3.000.000 euro);
Muro Leccese (1.400.000 euro);
Alessano (1.400.000 euro);
Fasano (1.400.00 euro);
Racale (500.000 euro);
Accadia (500.000 euro);
Alliste (721.400 euro);
Tricase (1.400.400 euro);
Latiano (936.500 euro);
Massafra (659.674,15 euro);
Ruvo di Puglia (1.400.000 euro);
Ostuni (1.500.000 euro);
Gravina di Puglia (1.484.590,67 euro);
Carovigno (1.400.000 euro);
Molfetta (1.500.000 euro);
Ruffano (1.391.900 euro);
Bitonto (1.265.000 euro);
Cavallino (1.130.000 euro);
Torricella (950.000 euro);
Castrignano dei Greci (1.400.000 euro);
Bisceglie (1.400.000 euro);
Pietramontecorvino (1.192.954,45 euro);
Carosino (1.400.000 euro);
Maglie (1.400.000 euro);
Matino (1.400.000 euro);
Lecce (1.500.000 euro);
Casarano (1.400.000 euro);
Otranto (680.000 euro);
Alberona (788.900 euro);
Melendugno (1.399.996 euro);
Terlizzi (1351.310,21 euro)”.
Contrade Brindisi, Amati: “Commissione approva proposta per salvare le case di centinaia di cittadini recuperate con Piano deliberato da Giunta Vendola”
“Approvata in Commissione la proposta di legge che consente l’applicazione del Piano Casa alle contrade di Brindisi-Torre Rossa, Sant’Elia e Montenegro, oggetto di un Piano di recupero in variante approvato nel 2005 dalla Giunta Vendola su proposta dell’assessore Barbanente. Ora subito in Consiglio per evitare che centinaia di cittadini possano finire per strada o continuare a vivere senza acqua e fogna”.
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.
“Ringrazio i colleghi con me proponenti Vizzino e Leoci, il Presidente della Commissione Paolo Campo e la gran parte dei i colleghi di maggioranza e opposizione che in Commissione hanno votato a favore.
Si tratta di una norma che, prendendo atto dell’esistenza di numerose domande di condono ritenute conformi agli strumenti urbanistici con l’approvazione regionale di un Piano di recupero in variante, si preoccupa di consentire la definizione delle pratiche edilizie sulla base del principio di doppia conformità, purché sussistente sia al momento della realizzazione dell’incremento volumetrico, che all’atto del rilascio del titolo, così come sancito dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 107 del 2017.
Ringrazio la sezione Affari e Studi Giuridici del Consiglio regionale per i preziosi suggerimenti, oggetto poi di apposito emendamento approvato, finalizzati a evitare contenziosi in materia di conflitto di attribuzioni.
Ora la parola passa al Consiglio regionale, nella consapevolezza che la nostra attività deve essere sempre improntata al tentativo di trasformare i problemi in soluzioni, piuttosto che nel sedersi a guardare mettendosi in attesa che una possibile soluzione si trasformi in problema, così da scrollarsi di dosso il peso delle sofferenze umane. Cioè la nostra missione principale”.
Consorzi di bonifica, Amati: “Il centro-destra non può votare con maggioranza i contributi per buchi e sprechi e poi lottare contro le cartelle esattoriali”
“Non si possono servire due padroni. I soldi che il Consiglio regionale eroga ai Consorzi di bonifica, quasi all’unanimità, perché ogni anno manca il mio solo voto, sono strettamente connessi alle cartelle esattoriali. Per cui non si può protestare sulle cartelle, come fanno alcuni colleghi del centrodestra, e votare a favore o astenersi sui milioni elargiti dalla Regione per coprire sprechi e buchi”.
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.
“Sui Consorzi di bonifica c’è un clima surreale. La mia coalizione, allargata ai Cinquestelle e con l’apporto determinante del centro-destra, eroga almeno quindici milioni all’anno per i Consorzi di bonifica, prendendoli dalle tasse dei cittadini e per coprire sprechi e buchi di bilancio. E su questo punto, nonostante si faccia presente l’irragionevolezza, si procede come treni senza freni, evitando di considerare che con quelle somme si potrebbero mettere a nuovo almeno due ospedali l’anno.
Quando invece si passa a parlare delle cartelle esattoriali da tributo 630, cioè l’altra faccia della stessa medaglia, si scende in piazza e si protesta per mettere in scena il sostegno ai cittadini vessati da un tributo ingiusto.
Ecco, le due cose non possono stare assieme. O si assume la strada riformatrice, cioè quella di approvare norme durissime per ridurre i buchi, gli sprechi e negare finanziamenti pubblici, oppure la protesta verso il tributo riconosciuto ai Consorzi da una legge statale su cui la Regione nulla può, è da considerarsi al pari di un gesto d’incoerenza o, ma non credo, d’incompetenza”.
Asi Brindisi, Amati: “Finalmente si comincia a parlare di numeri, senza comizi o polemiche politiche. Subito audizione”
“Sull’Asi, il suo bilancio e la sua gestione, finalmente si comincia a parlare di numeri. Materia che non si può massaggiare con la polemica o i comizi politici di chi dovrebbe invece pensare a fare solo il manager. Mi pare che sia questo l’esito dell’incontro tra Regione, cda e revisori, su cui chiederò immediatamente l’audizione dell’assessore e della dirigente della sezione, oltre allo stesso cda, revisori e soci. E speriamo che questa volta nessuno sia impossibilitato alla partecipazione”. Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.
“La verifica regionale sulla gestione dell’attività contabile del consorzio Asi, avviata sulla base di una relazione negativa al bilancio 2019 dei revisori dei conti, sta cominciando – prosegue – a produrre i suoi effetti e speriamo le più opportune revisioni, considerato che la questione non riguarda simpatie o antipatie per partito preso, oppure solidarietà e critiche tralasciando lo stretto merito. La materia della gestione contabile degli enti pubblici economici riguarda il raggiungimento dello scopo e la tutela dei soldi dei soci, in questo caso Provincia e Comuni, per cui mi pare paradossale che un’attività di verifica possa essere ritardata o intralciata piuttosto che sostenuta con vigore dal cda e dai sindaci, tutti espressione di tali enti pubblici e quindi tutori delle tasse dei cittadini”.
“Su questa vicenda – aggiunge – leggo rumorose solidarietà un po’ pelose, dirette ad avallare un sistema di approccio alle istituzioni e alla cosa pubblica alquanto discutibile, in grado di generare critiche del tutto ingiustificate nei confronti di chi svolge in pieno il suo dovere di controllo stando dalla parte dell’amministrazione pubblica. È chiaro che non è solo il bilancio 2019 l’ambito di verifica sulle attività di gestione dell’Asi Brindisi, sia perché non c’è attività di una qualsiasi azienda pubblica o privata che non si riconduca al budget e sia perché ci sono ancora tanti dubbi e nodi da sciogliere su concorsi, consulenze, donazioni e piani economici finanziari”.
“Ovviamente – conclude – non si può fare tutto assieme, ma tutto va fatto al più presto. In questo senso chiedo dunque la collaborazione di tutti gli organi del consorzio Asi, dei revisori dei conti, dei soci e dei dirigenti regionali; e tutto ciò perché tutti rappresentiamo lo stesso padrone. O no?”.
Amati: “Tra qualche giorno cominciano i lavori di ristrutturazione del PTA di Fasano”
“È stato sottoscritto il contratto tra la Asl Brindisi e l’impresa appaltatrice dei lavori di ristrutturazione del PTA di Fasano. Tra qualche giorno si comincia con importanti interventi di riqualificazione, ristrutturazione e miglioramento sismico dell’intero edificio e degli spazi esterni. Un nuovo traguardo per questa struttura che vanta già numeri di accesso imponenti grazie alla professionalità dei medici che prestano servizio e da qualche mese anche dotata di 3 nuovissime sale operatorie dopo la completa ristrutturazione del blocco operatorio.
Si procede dunque al perfezionamento di una struttura in grado di diventare sempre più centro attivo e dinamico al servizio del territorio e di accogliere e organizzare la domanda dei cittadini. Il piano dei lavori complessivo è pari a 7 milioni di euro”.
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, comunicando l’avvio imminente dei lavori all’ex ospedale “Umberto I” di Fasano.
“Si tratta di lavori di riconversione mediante riqualificazione in PTA e miglioramento sismico dell’edificio monumentale. Gli interventi sono stati affidati alla R.T.I. Alfa Impianti Srl – Ilario Group Srl vincitrice di gara. Il progetto prevede l’adeguamento della struttura sia dal punto di vista funzionale, con la riconversione e l’ammodernamento di alcuni piani, sia interventi sugli spazi esterni di approccio e accoglienza”.
“Nello specifico – spiega Amati – le destinazioni funzionali ai vari piani saranno organizzate in questo modo:
– piano meno 1 (seminterrato): Archivi, Depositi, Sottostazione termica, Vani Tecnici;
– piano 0 (terra): Postazione Servizio 118, Punto di Primo Intervento Territoriale (PPIT), Guardia Medica, Servizio di Radiologia CUP, URP, Centro Assistenza Dialitica – CAD (articolazione rete dialitica aziendale), Servizio Farmacia, SERT, Point of care/Centro prelievi, Spogliatoi centralizzati, Deposito biancheria sporco-pulito, Sala mortuaria;
– piano 1 (primo): Consultorio Familiare, Oncologia (articolazione rete oncologica aziendale), Punto Raccolta sangue, Area della Prevenzione (Ufficio Igiene, Servizio Vaccinazioni, ecc.), Centro Assistenza Dialitica – CAD, Distribuzione pasti;
– piano 2 (secondo): Sale operatorie, Day Service chirurgici, Servizio di Cardiologia, Struttura di Riabilitazione (Fisiokinesiterapia), Struttura Polispecialistica, Servizi Amministrativi per l’utenza (anagrafe sanitaria, rimborsi, autorizzazioni, ecc.), Centro NIAT;
– piano 3 (terzo): Porta unica di Accesso (PUA), Sede Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) Servizio Cure Domiciliari integrate, Servizio Assistenza Residenziale e Semi residenziale Servizio Assistenza Protesica, Servizio assistenza Integrativa, Centrale Operativa 118 – Stanza Direttore e deposito Uffici amministrativi PTA, Uffici direzione distrettuale – Medico Competente;
– piano 4 (quarto): Unità di degenza territoriale (Ospedale di Comunità) – Posti letto adulti n.20, Centrale Operativa 118;
– piano 5 (quinto): Unità di degenza territoriale (Ospedale di Comunità), Centrale Operativa 118 – Server, Ambulatori Medici PTA.
Gli interventi prevedono una serie di lavori edili, in particolare: lavori interni, tesi ad adeguare gli spazi alle nuove funzioni legate all’ospedale di Comunità; interventi più omogeni sull’involucro esterno, necessari per far fronte al diffuso stato di degrado e restituire un’immagine rinnovata del Complesso Ospedaliero. Scopo dell’intervento sulle facciate è quello di rendere il fabbricato più efficiente sotto il profilo energetico e di migliorarne anche la qualità estetica. Per quanto attiene la parte storica dell’edificio, gli interventi rivestiranno il carattere del restauro architettonico e, per alcune parti, del restauro artistico. Si precisa che, nel complesso, le opere previste per l’area del chiostro, sia di restauro che strutturali e impiantistiche, costituiranno un pacchetto a parte che l’impresa concorrente potrà offrire quale miglioria all’interno dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Gli interventi previsti all’esterno del Complesso Sanitario sono diffusi e di varia natura, riguardano aspetti di carattere tecnico, impiantistico e funzionale, di pavimentazione e di comunicazione, accessibilità e relazione. La proposta progettuale prevede poi una riconfigurazione dei percorsi pedonali, in alcuni casi ampliati a formare zone per la sosta (come davanti alla caffetteria), e la loro pavimentazione con materiale calcareo bocciardato; saranno predisposti anche stalli per il parcheggio opportunamente segnalati. Sul versante dell’accessibilità, invece, sarà migliorata l’identificazione degli ingressi sia attraverso una nuova insegna sia, in corrispondenza dell’ingresso principale di accesso al Pronto Soccorso, con il montaggio di un Totem di circa 12 metri opportunamente illuminato. Inoltre, per meglio identificare l’ingresso utilizzato dai fruitori della struttura, si prevede un percorso coperto immediatamente riconoscibile e opportunamente corredato di segnaletica orientativa. Dal punto di vista strutturale, sono previsti essenzialmente due tipologie di intervento: il primo relativo a nuove strutture che vengono realizzate ex novo e che quindi sono state progettate in conformità alle NTC 2018 per resistere alle azioni sismiche, il secondo attinente al miglioramento del comportamento delle strutture esistenti nei confronti del sisma. Infine, il progetto prevede la realizzazione degli impianti a servizio delle zone oggetto di ristrutturazione: impianto di condizionamento a pompa di calore negli ambienti oggetto di completa ristrutturazione; impianto elettrico (sostituzione di un trasformatore in cabina MT/BT, l’installazione di un nuovo gruppo elettrogeno, di un Power-Center, e la realizzazione di linee dorsali, quadri di zona, quadri di reparto, organi illuminanti, apparecchi di comando e prese, impianti ausiliari di chiamata infermieri, di rivelazione incendi, telefonico e dati e videocitofono ecc.); impianto idrico fognante a servizio delle nuove utenze (le tubazioni di adduzione saranno in acciaio per le montanti e dorsali e in multistrato per le derivazioni; le tubazioni di scarico fognante in PEAD; sarà realizzata una nuova centrale idrica dotata di gruppo di spinta con tre pompe azionate da motori ad inverter); impianto Gas Medicali (comprendente linee di alimentazione, quadri di regolazione prevenzione e di allarme)”.
“Ringrazio il Direttore Generale della Asl Brindisi Giuseppe Pasqualone e la struttura tecnica guidata dall’Ing. Sergio Rina – conclude Amati – per aver eseguito in tempi ragionevoli l’indirizzo programmatico regionale, in grado di accogliere una prospettiva assistenziale territoriale di grande prospettiva e sino a qualche anno fa addirittura incomprensibile”.
Ospedale in Fiera, Amati: “Sarebbe grave la destinazione per attività a pagamento. Audire DG Policlinico”
“Sarebbe irragionevole oltre che grave la decisione di utilizzare l’ospedale della Fiera per erogare prestazioni a pagamento, peraltro in tempi in cui ci sono da recuperare migliaia di prestazioni istituzionali in attesa. A scanso di equivoci ho chiesto l’audizione del DG del Policlinico, per diradare ogni dubbio e facendo affidamento sulla sua esperienza ed equilibrio”.
Lo comunica Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione.
“Apprendo del rischio di ritrovare una parte dell’ospedale in Fiera destinato all’attività intra-moenia, cioè a pagamento. Se non fosse per la particolare qualifica della fonte ci sarebbe da non crederci, considerando che l’ospedale è nato per curare le malattie acute e che il finanziamento è stato erogato per tale finalità.
Ma c’è di più: viviamo un tempo in cui l’unica cosa comprensibile è la destinazione di spazi e personale per il recupero di migliaia di prestazioni istituzionali, cioè erogate gratuitamente dal sevizio sanitario che, se non eseguite, potrebbero portarci a scoprire, a detta di quasi tutti i medici, una dolorosa realtà di diagnosi tardive.
Da fin troppo tempo conduco la battaglia per allineare i tempi tra attività istituzionale e attività a pagamento, tanto da conoscere in modo più che sufficiente il dolore che l’attesa comporta nella vita delle persone. Ed è per questo che di fronte a notizie del genere non posso che chiedere informazioni e augurarmi, invece, che gli spazi eventualmente a disposizione dell’ospedale della Fiera siano destinati alla più celere erogazione delle prestazioni istituzionali. Altro che intra-moenia”
Consorzio ASI, Amati: “Alle obiezioni dei Revisori è giusto far rispondere il CdA. Nuova audizione”
“È giusto offrire la possibilità al Presidente del Consorzio Asi di dedurre sulle obiezioni dei Revisori dei conti. Per questo faccio mie le richieste dei sindaci di Francavilla e Ostuni, chiedendo l’audizione urgente del Presidente del Consorzio Asi e del Presidente della provincia e sindaco di Brindisi. Chiedere e dare conto nella PA è la medicina giusta alla malattia della polvere messa sotto i tappeti e alla abitudine totalitaria di parlare delle persone che dicono e mai sul merito di ciò che dicono”.
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.
“Salvo che non siamo dinanzi alla solita manfrina di persone che non si abituano all’idea che il mondo deve cambiare e che ci sono pure politici che controllano seriamente piuttosto che partecipare al banchetto delle prebende, immagino che sia volontà del CdA del Consorzio rispondere prontamente a tutte le perplessità avanzate dai Revisori dei conti, così come peraltro richiesto dai sindaci di Ostuni e Francavilla Fontana. Sarebbe peraltro il primo momento in cui si potrebbero sentire in contraddittorio il CdA e i Revisori, come sto richiedendo da settimane.
È importante l’audizione del CdA, perché credo abbiano qualcosa da dire sul bilancio 2019, affinché se ne possa disporre l’approvazione; sulla pace fiscale accordata da una disposizione di legge, utilizzata nonostante il CdA avesse dichiarato una prognosi a sé favorevole del contenzioso in corso con l’Agenzia delle entrate; sull’attivo di bilancio che pare più una sopravvenienza attiva contabile che una differenza positiva d’esercizio tra ricavi e costi; sui concorsi la cui trasparenza e pubblicità non sono richieste per le aziende ma sono obbligatorie per gli enti pubblici economici; sulle donazioni le cui procedure sono previste dalle leggi, a meno che non sia stato il DG della Asl a depistare il Consorzio e in tal caso chiederne conto.
Insomma, questi e altri temi per fare chiarezza e spiegare all’ente di controllo, la Regione, le proprie ragioni.
Nella richiesta di audizione ho pregato il Presidente di concordare con il CdA la data dell’audizione,
al fine di evitare sovrapposizione con impegni più importanti e quindi eventuali indisponibilità”.
Cinquestelle in Giunta, Amati: “Crimi autorizza con riserva, ed è già ridicolo a pensarlo, e perché abbiamo salvato i Consorzi di bonifica. Una vergogna”
“L’ingresso in giunta con riserva è già ridicolo a pensarlo, figurarsi a farlo. Ma ciò che più fa ridere e vergognare è che Crimi decida di autorizzare l’operazione per aver salvato ancora una volta i più noti carrozzoni di Puglia, cioè i Consorzi di bonifica”.
Lo dichiara Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione.
“Capisco Emiliano che spinge per i Cinquestelle in giunta, sia per intestarsi la prima volta in una regione, che per contribuire a distruggerli. Ma mi sarei fatto i fatti miei se non avessi letto che il motivo programmatico principale dell’ingresso in giunta, cioè quello che ha determinato di rompere ogni indugio e rendere la decisione addirittura urgente, consista nell’aver impedito il transito della sezione irrigua dei Consorzi di bonifica in AQP, cioè il modo per continuare a tenere in piedi l’attività che fa i maggiori buchi e che pagano i cittadini con le tasse.
Non è proprio possibile tacere e assecondare un vorace appetito di posti di potere mettendo le mani nelle tasche dei cittadini, che per i Consorzi equivale a 15 milioni all’anno per sprechi e super stipendi, con i quali potremmo ogni anno ristrutturare e mettere a norma almeno due ospedali”.
Ospedale di Ostuni, Amati: “Attività di ristrutturazione reparti chirurgia e ortopedia era legittima: il TAR boccia ordinanza del comune”
“È stato più che opportuno ristrutturare i reparti di chirurgia e ortopedia dell’ospedale di Ostuni approfittando della sospensione delle attività non urgenti nella prima fase Covid, resistendo dunque all’ordinanza del Comune di Ostuni, annullata definitivamente dal Tar, con cui si prescriveva la riattivazione di attività incompatibili con le misure regionali di contenimento della pandemia e con la ristrutturazione dei reparti. Sono molto contento, perché la decisone del Tar sanziona ogni forma di polemica inutile e respinge l’idea che si possano portare in tribunale dispute meramente politicistiche e in conflitto con gli interessi dei cittadini”.
Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, in merito alla sentenza emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce – Sezione Seconda sul ricorso (numero di registro generale 470 del 2020) proposto dall’Azienda Sanitaria Locale di Brindisi contro il Comune di Ostuni.
“Nell’aprile scorso, in concomitanza con la sospensione sull’intero territorio regionale delle attività non urgenti e accorpamento delle attività urgenti nei presidi di I e II livello, la Asl di Brindisi programmava la ristrutturazione dei reparti di chirurgia generale e ortopedia dell’ospedale di Ostuni e contestuale temporaneo trasferimento delle attività di chirurgia generale ed ortopedia dall’ospedale di Ostuni a quello di Francavilla Fontana.
Contro tale provvedimento il Comune di Ostuni adottava un’ordinanza sindacale, con cui era intimata la riattivazione dell’attività nei reparti di chirurgia e ortopedia-traumatologia dell’Ospedale di Ostuni, puntando quindi a disattendere il provvedimento regionale generale diretto a rendere disponibili posti letto e professionisti per la gestione di casi sospetti/positivi e in ottemperanza alle disposizioni regionali circa la riduzione delle attività non urgenti.
Contro l’ordinanza sindacale insorgeva la Asl chiedendo e ottenendo dal Tar di Lecce la sospensione cautelare del provvedimento. Tale pronuncia provvisoria del giudice amministrativo consentiva l’esecuzione e la conclusione dei lavori in tempi record, restituendo all’assistenza ospedaliera due reparti pienamente ammodernati e tecnologicamente adeguati.
Nei gironi scorsi è stata depositata la sentenza con cui è stata definitivamente annullata l’ordinanza sindacale.
Secondo i Giudici amministrativi, il sindaco di Ostuni, con l’ordinanza di riattivazione dei reparti, non ha considerato il complessivo quadro organizzativo sanitario all’interno del quale si è collocata la sospensione dei ricoveri nell’ospedale di Ostuni, ricoveri che sono stati dirottati nell’ospedale di Francavilla Fontana. L’ordinanza adottata sarebbe quindi nulla, poiché affetta da incompetenza assoluta in quanto avrebbe avuto l’unica finalità di impedire l’esecuzione del provvedimento che l’ASL aveva adottato in tema di organizzazione del servizio ospedaliero, cioè in materia assolutamente estranea alle competenze del sindaco.
La pronuncia del TAR ha confermato la legittimità dell’operato della ASL e dimostrato la debolezza delle ragioni di chi, pur di alimentare una polemica inutile, ha rischiato di compromettere la conclusione dei lavori di ristrutturazione dei reparti”.