Strutture sanitarie, Amati: “C’è chi polemizza e chi lavora. Ecco i lavori e gli allestimenti in corso a Ostuni, Cisternino e Fasano”

Reparto ortopedia OSTUNI

“Nel presidio ospedaliero di Ostuni il personale sanitario lavora con entusiasmo per la nuova sfida di ospedale Covid e sono quasi terminati i lavori di ristrutturazione delle tre ulteriori stanze del reparto di ortopedia. A Cisternino c’è stato oggi il sopralluogo della Asl di Lecce per l’accreditamento dell’Ospedale di comunità. A Fasano proseguono a tempi record i lavori di allestimento del Centro manutenzione Anas in Covid drive-in”.

Ospedale di comunità CISTERNINO

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“A Ostuni il personale sanitario si prepara con entusiasmo e comprensibile paura per la nuova sfida di Ospedale Covid e si lavora per completare entro fine settimana i lavori di ristrutturazione delle ultime tre stanze del nuovo reparto di ortopedia.
E questa notizia serve a chiarire una volta per tutte le sciocchezze che si dicono su questa struttura sanitaria: e cioè che la momentanea destinazione dell’ospedale per le cure Covid sia il preludio della sua chiusura. Questa affermazione è vergognosamente falsa, per cui chi è sicuro di questa cosa e non lo sta facendo per speculazione politica, allora scommetta con me una somma di denaro da destinare in beneficenza.
Inoltre, a Cisternino si è svolto stamattina il sopralluogo della Asl di Lecce per l’accreditamento dell’Ospedale di comunità. I prossimi passi per avviare definitivamente la struttura sono di competenza della Regione, con il parere e l’accreditamento.

Covid drive in FASANO

Infine, uno sguardo a Fasano, dove proseguono i lavori per l’allestimento del grande Centro manutenzione Anas per Covid drive-in nel piazzale tra due strade strade principali, la statale 16 Adriatica e la 379. C’è un grande lavoro di squadra che va avanti da giorni senza sosta. È stata chiesta anche la collaborazione delle infermiere volontarie e dei volontari della Croce Rossa e dei volontari della Protezione civile, tutto ciò per ampliare il personale addetto alla sorveglianza sanitaria. In un momento storico difficile e complesso come quello che stiamo vivendo, bisogna perdersi meno in parole e polemiche e adoperarsi il più possibile per risolvere i problemi. Per questo ringrazio tutti coloro che sono impegnati in prima persona sulle cose da fare e sui cantieri da concludere quanto prima”.

Ospedale Melli di San Pietro, Amati: “Parte la riconversione: comune autorizza Asl per riabilitazione intensiva”

“Finalmente si parte con un primo passo concreto nel processo di riconversione dell’ospedale Ninetto Melli di San Pietro Vernotico. Il Sindaco ha infatti autorizzato la Asl a avviare i primi 10 posti di riabilitazione intensiva”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Dopo anni in cui il crono-programma della riconversione era continuamente aggiornato, mi pare di poter dire che la collaborazione tra Asl Brindisi e Comune di San Pietro Vernotico sta cominciando a portare i primi tutti.
Dopo aver promosso e partecipato a un incontro risolutorio tra le due amministrazioni pubbliche, si cominciano a vedere i primi passi concreti; e di ciò ringrazio il Sindaco Pasquale Rizzo e il Direttore generale Giuseppe Pasqualone.
A San Pietro Vernotico può partire dunque una Residenza socio assistenziale (RSA) intensiva R1 con 10 posti letto che a pieno regime diventeranno 20: un servizio in grado di curare pazienti con alti livelli di complessità ed instabilità clinica.
È chiaro che il traguardo sarà la riconversione totale dell’ex ospedale Melli in PTA, per i cui lavori è in fase di aggiudicazione la gara d’appalto. E su questo non farò mancare ovviamente la mia continua attenzione, così come da anni faccio per la maggior parte delle strutture sanitarie della nostra provincia”.

Ostuni ospedale Covid: la mia lettera aperta agli ostunesi e qualche informazione ai politici specialisti in polemica e propaganda

Lettera aperta del Consigliere regionale Fabiano Amati agli ostunesi, con riferimento alla destinazione temporanea dell’ospedale cittadino alle prestazioni acute da Covid.

Cari cittadini ostunesi,

gli ospedali Covid non sono luoghi oscuri ove si prepara la malattia o la morte per chi sta fuori e in buona salute, ma luoghi di cura attrezzati e seriamente preparati per le necessità nostre e dei nostri familiari, qualora il dramma dovesse entrare – Dio non voglia – nelle nostre vite.
Trovo pertanto prive di buona fede le critiche di quei politici che parlano e parlano senza sapere nulla di ciò che dicono, al solo scopo di eccitare le paure delle persone e lucrare qualche voto d’indignazione. E il tutto supponendo che le persone in ascolto siano prive di capacità di critica.
Veniamo dunque ai fatti, parlando della protesta in atto per la decisione di rendere ospedale Covid il presidio di Ostuni e ben sapendo che questo ragionamento vale per tutti gli ospedali Covid della regione.
Innanzitutto. Ospedale Covid non significa che viene soppresso il Pronto soccorso/Punto di primo intervento. E quindi questa polemica è insussistente.
E poi. I critici e polemici per professione, poco avvezzi a gestire la complessità, forse dimenticano che abbiamo bisogno di curare un numero notevole di malati, che non sono marziani ma nostri amici e familiari. Che facciamo dunque? Li mandiamo tutti al Perrino, rendendo quindi inutilizzabile il presidio più importante della provincia per i pazienti con malattie no-Covid, tempo-dipendenti o di alta complessità?
Questa è la domanda.
Parlando senza illudere le persone e sforzandosi di dire la verità anche quando questa è più difficile da digerire, c’è da dire che l’ospedale Covid deve essere scelto tra Brindisi, Francavilla e Ostuni, per le forme acute della malattia (cioè quando il virus è in piena attività e può rivelarsi mortale), lasciando agli ospedali di comunità la funzione post acuta (cioè quando si è indirizzati verso la guarigione).
Per cui Brindisi, Francavilla e Ostuni, non possono essere sostituiti – come pure sento ripetere – dagli ospedali di comunità di San Pietro Vernotico, San Pancrazio Salentino (in fase di allestimento), Mesagne, Ceglie Messapica, Cisternino e Fasano.
Ora è più chiaro? I politici poco informati e pronti a “sparare” note stampa d’indignazione vogliono dunque evitare di raccontare la balla secondo cui le forme acute della malattia Covid possono essere curate negli Ospedali di comunità? Fosse stato deciso così da qualche mente non accordata alla realtà, mi chiedo, chi mai manderebbe i propri genitori o figli a curarsi in quelle strutture non adeguate alla gestione di forme di malattie acute così importanti? Penso nessuno; di solito la polemica politica serve sempre a consigliare per gli altri ciò che essi non sceglierebbero mai per se stessi. Misteri della propaganda.
Non si sfugge da tre semplici ipotesi logiche. Se si scegliesse Ostuni come ospedale Covid, i pazienti con malattie no-Covid andrebbero a Brindisi o Francavilla; se si scegliesse Brindisi come ospedale total Covid , i pazienti con malattie no-Covid andrebbero a Francavilla e Ostuni; se si scegliesse Francavilla come ospedale Covid, i pazienti con malattie no-Covid andrebbero a Brindisi e Ostuni. Non ci sono ipotesi alternative a queste tre, perché gli ospedalizzati Covid hanno bisogno di strutture per acuti – come detto – e non Ospedali di comunità o RSA.
Sulla base di ciò, allora, posso sapere dai critici di giornata di suggerire – anche per dare prestigio alle loro stesse critiche – quale ospedale proporrebbero come presidio Covid? Forse il Perrino? Bene, sappiano però che con questa proposta stanno dicendo di mettere fuori gioco diverse unità operative importantissime di quell’ospedale, come – e cito solo una piccola parte – la medicina nucleare, la radiologia interventistica, l’ematologia, le unità coronariche, l’emodinamica ecc., cioè unità operative che curano i malati con patologie importanti (compresi tanti ostunesi che dovrebbero andare – chessò – a Lecce o Bari). E tutto questo per applicare a funzioni no-Covid un ospedale, come Ostuni, dotato dei reparti di medicina e chirurgia generale, ortopedia e pneumologia, e pur sapendo che queste prestazioni si possono avere tranquillamente anche a Brindisi e Francavilla.
Ma da DG della Asl di Brindisi farebbero davvero così?
In realtà bisogna avere la serietà di raccontare la questione così come’è e senza speculazioni politiche di basso cabotaggio.
Nella prima fase della pandemia si è contestata la promiscuità Covid/no-Covid del Perrino, in quanto fonte di diffusi contagi nonostante i percorsi separati, con la conseguenza di mettere fuori uso – e per diversi giorni – unità operative importanti e salva vita per tanti cittadini sofferenti.
Il buon senso dovrebbe quindi suggerire che è meglio avere un unico ospedale destinato al Covid, piuttosto che più d’uno e con attività mista (Covid + no-Covid).
Non so se i critici siano a conoscenza che Ostuni è un ospedale di base che non può curare (né l’ha mai fatto) le malattie tempo-dipendenti, e quando arrivano quei pazienti – infatti – vengono trasferiti a Brindisi, nelle unità operative per malattie tempo-dipendenti (neurologia, radiologia interventistica, UTIC e emodinamica, stroke unit per ictus ecc.).
Se si tiene conto che in questo periodo sono state sospese – in tutta la Regione e pure in Italia – tutte le prestazioni in elezione (cioè quelle non urgenti), restando assicurata l’attività solo per le urgenze (tempo-dipendenza), ne deriva che Ostuni rimarrebbe in attività per rarissimi casi e peraltro non gravi, perché – lo ripeto – sono state sospese tutte le attività in elezione (cioè quelle non urgenti) in tutta la regione e quindi non solo a Ostuni.
A quale esito porta questo resoconto minuzioso sui fatti e sulle norme? A confermare l’utilità della decisione assunta.
Capisco che molte informazioni siano sconosciute o si finge di non conoscerle per fare ammuina politica, ma questo non mi pare il momento giusto per questa mediocre attività di propaganda.
Sarebbe invece bello se si considerasse che l’emergenza Covid ha accelerato e determinato l’ammodernamento di molti locali e impianti della struttura di Ostuni, nonostante anche su questo abbiamo dovuto sopportare sorprendenti contestazioni, che alla fine della pandemia restituiranno un ospedale più efficiente rispetto al passato.
E ora spazio al domandone che ricorre sempre pensando di avere la carta di briscola: e la piastra, cioè l’edificio incompiuto confinante con l’attuale struttura?
Questa è il quesito su cui intere generazioni politiche hanno marciato, annunciando soluzioni prossime o nascondendo clamorose battute d’arresto. La piastra come una specie di capro espiatorio per tutte le mancanze e per addossare ad alti responsabilità proprie.
La piastra, opera che va certamente conclusa, non c’entra un fico secco con questa storia, perché ove fosse stata finita conterrebbe – in pieno esercizio – il pronto soccorso, il reparto di medicina e qualche ambulatorio. È chiaro? La vogliamo smettere di far credere alle persone in buona fede che attraverso la piastra si materializzerà un policlinico?
Se molti politici avessero tenuto fede alla serietà e alla realtà, puntando davvero a un policlinico, avrebbero dovuto decidere tutt’altro e non sul solo ampliamento di un reparto e del pronto soccorso derivante dalla “famigerata” piastra. Avrebbero dovuto, detto non solo per esempio, evitare di ostacolare la costruzione del nuovo ospedale in località Speziale, cioè tra Fasano e Ostuni, e che senza quel furore polemico forse oggi sarebbe stato già in funzione.
Ma che c’entra il nuovo ospedale di Speziale con questa storia, dirà il politico che da quell’orecchio non vuole sentire?
Ecco il problema, dall’orecchio dell’innovazione molti politici non vogliono sentire e perciò preferiscono la zona confortevole della polemica al cantiere impegnativo del lavoro. E già, il problema è sempre lo stesso: il lavoro e il logorio della vita moderna, ai quali è quasi sempre da preferire una polemica come se fosse un Cynar.

 

Covid drive-in, Amati: “In tempi record adeguato il Centro Anas per la seconda postazione di Fasano. Una soluzione anche per i tamponi rapidi e per Monopoli?”

“È stato adeguato in tempi record il Centro manutenzione Anas di Fasano, dove domani sarà installato il secondo Covid drive-in. Gli uomini di Anas hanno terminato le attività lavorando di sabato e domenica. Domani sarà installata la struttura e tra pochissimi giorni si potrebbe avviare l’attività, magari ampliata ai tamponi rapidi e al sevizio anche della Asl Bari e in particolare Monopoli”. Lo comunica il consigliere regionale Fabiano Amati, commentando i lavori di Anas del Centro manutenzione di Fasano.

“Ciò che consiglio agli altri, comincio innanzitutto io a farlo: occuparmi di ospedali e tamponi”, prosegue. “Per questo sto insistendo affinchè questa postazione nel Centro manutenzione Anas di Fasano possa diventare un Covid drive-in interprovinciale, funzionante h 24, in quanto ha le condizioni strutturali che permettono di farlo: a cominciare dalla grandezza dell’area per accogliere senza problemi le auto che raggiungono il piazzale, fino alla posizione, dato che si trova nel raccordo tra due strade principali, la statale 16 Adriatica e la 379. E per questo potrebbe servire anche l’utenza di Monopoli – aggiunge – per colmare l’assenza di una struttura simile in città. Sarebbe ancor più auspicabile – conclude Amati – che si riesca a utilizzare questa postazione anche per effettuare tamponi rapidi, senza lunghe trafile e con esiti in meno tempo. Staremo a vedere”.

Covid, Amati: “Concentriamoci su ospedali e tamponi per curare e risparmiare ogni vita umana”

“Dobbiamo concentrarci su ospedali e tamponi, organizzando sul campo strutture e servizi, e preferendo i fatti alle carte. Lasciamo al Governo nazionale ogni decisione sulle misure di contenimento, che rischiano di distrarci e farci perdere di vista (a volte nel fuoco della polemica) l’essenziale: cioè la necessità di curare e risparmiare anche solo una vita umana”. Il consigliere regionale, Fabiano Amati, invita tutti i colleghi e i dirigenti regionali a restare quanto più possibile nel perimetro delle proprie maggiori competenze, “cioè l’assistenza sanitaria e gli atti d’organizzazione rapidi e concreti per fronteggiare una situazione sempre più difficile”.

Il riferimento è alle polemiche scatenatesi nelle ultime ore e relative alla querelle giudiziaria, sociale e politica sulle misure di contenimento, a cominciare da quelle rivolte alle scuole.
“Abbiamo così tanto da fare – continua il consigliere regionale – sulla maggiore dotazione di posti in terapia intensiva, sub intensiva, nei reparti di malattie infettive e pneumologia, per curare e per migliorare gli indici di rischio che sono strettamente collegati alle migliori dotazioni o alle carenze. E poi c’è da completare l’allestimento delle strutture per le necessità post acute della malattia e per l’ospitalità di persone sole nel periodo immediatamente successivo alla guarigione. Dobbiamo intensificare – sostiene Amati – l’attività di esecuzione dei tamponi e dei laboratori per processarli, affinché la celerità e la diffusione sul territorio possa aiutarci nel controllare la diffusione della pandemia e per migliorare – anche in questo caso – i parametri che elevano l’indice di rischio e che come conseguenza determinano le misure restrittive.
È questo un lavoro di Protezione civile, che per sua natura consiste nella presenza in campo, senza particolari fascinazioni per le farraginose procedure burocratiche, seguendo passo dopo passo tutte le attività e collaborando nella soluzione di numerosi micro problemi, elettrici, idraulici ed edilizi, che sempre si frappongono alla migliore riuscita delle iniziative emergenziali. Insomma, dobbiamo stare in campo – conclude – tra tecnici, operai, personale sanitario e ammalati, dando indirizzi, incoraggiando tutti e sedando polemiche, affinché si compia il nostro dovere in questo momento difficile”.

Covid a Brindisi, Amati: “Il dormitorio è una bomba, ho scritto al prefetto. Per le annunciate misure più restrittive si cominci da lì”

“Il dormitorio di Brindisi è una bomba Covid innescata. E’ strano che il Comune di Brindisi tema giustamente l’aumento dei contagi e però ignori la situazione del dormitorio. Dopo aver scritto alla competente Asl, ho segnalato la questione al prefetto come ultima possibilità. Poi ognuno faccia ciò che crede e se succede ciò che si teme io non tacerò”.
E’ quanto dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, che torna ancora una volta sulla vicenda delle precarie condizioni igienico sanitarie dei due immobili di proprietà comunale all’interno dei quali vi sono alloggi temporanei per migranti. 
“E invece la situazione è vergognosa – ribadisce Amati -. Lo è anzitutto sul piano della dignità umana e delle più basilari condizioni di vita e della decantata accoglienza dei migranti. Mi chiedo quanto il sindaco si scandalizzerebbe se tale situazione fosse verificata  in alloggi di servizio gestiti da privati. Ma è una situazione vergognosa anche sul piano del decoro di quell’area della città, dell’immagine del nostro capoluogo di provincia, di tutti i cittadini che legittimamente sono preoccupati da tutto questo. E quel che è più grave è che si tolleri tale condizione mentre il mondo sta affrontando una pandemia così pericolosa come il Covid 19″.
“Al sindaco – prosegue il consigliere regionale – che nelle scorse ore si è preoccupato di annunciare misure ancora più restrittive di quelle previste dal Governo per la “zona arancione” nella quale ci troviamo, suggerisco di assumere tale maggiore risolutezza a cominciare dalle cose che può gestire direttamente, magari proprio guardando all’interno del dormitorio di Brindisi: lì gli ospiti vivono senza il minimo rispetto delle norme di igiene e di tutela sanitaria e pertanto potrebbero, in qualunque momento di qui a breve, creare situazioni di contagio da Covid difficilmente gestibili e monitorabili. Si è chiesto a tutti noi e ai cittadini sacrifici enormi sul fronte delle libertà personali e dell’economia. E’ inaudito che si faccia finta di non vedere una vergogna che  è responsabilità delle Istituzioni”.
Da qui, l’annuncio del consigliere Amati di richiesta di intervento fatta al prefetto di Brindisi. “Nei giorni scorsi avevo scritto al direttore generale della Asl – spiega – chiedendo un’azione risoluta, pur nella consapevolezza che il pronto intervento su quell’area è questione di competenza del Comune. Ma visti i dati che il bollettino regionale sulla curva epidemiologica ci rimanda quotidianamente, non posso attendere oltre, per ragioni di coscienza. E pertanto – rimarca Fabiano Amati – ho scritto al prefetto per sollecitarne l’intervento. Bisogna restituire dignità agli ospiti, degrado e vivibilità alla comunità che circonda quelle strutture e sicurezza sanitaria all’intera popolazione. Al contrario, se e quando accadrà ciò che è prevedibile, ciascuno se ne assumerà le responsabilità. Per quel che mi riguarda – conclude – non farò sconti”.

Covid, Amati: “Anas mette a disposizione area per secondo drive-in di Fasano. Potrebbe funzionare h24 e servire Monopoli”

“Sarà allestito nel piazzale del Centro di manutenzione Anas di Fasano il secondo Covid drive-in di Fasano. Per le sue caratteristiche ampie e il collegamento alla principale rete stradale, potrebbe essere adibito a centro interprovinciale e funzionare h24”.

Lo comunica il consigliere regionale Fabiano Amati.
“Ringrazio innanzitutto Anas S.p.A. e il suo personale per aver prontamente aderito alla richiesta di collaborazione rivolta mettendo a disposizione l’ampio Centro di manutenzione di Fasano per l’installazione del secondo Covid drive-in del territorio.
La nuova struttura per effettuare i tamponi sarà installata lunedì, mentre nelle prossime ore si svolgeranno tutte le attività di adattamento e messa in sicurezza dell’area.
Il Centro manutenzione Anas di Fasano sorge nel punto di raccordo tra le strade 16 e 379, accessibile dalla complanare ovest, è in grado di garantire le operazioni in piena sicurezza. Infine, ben si presta per caratteristiche geografiche a una attività h24 al servizio dei cittadini della provincia di Brindisi e Bari, a cominciare dalla vicina Monopoli, così da concorrere a migliorare il quoziente regionale nel rapporto contagi/tamponi, che è – come è noto – uno dei parametri con cui si misura l’indice di rischio”.

Risonanza a Francavilla, Amati: “Dopo installazione ecco la conformità. Si parte”

“Dopo il posizionamento della risonanza magnetica nucleare mobile a Francavilla Fontana, ecco l’atto di conformità adottato oggi dalla Regione Puglia. Ciò vuol dire che si può partire non appena il personale sanitario lo riterrà. Grazie ai dirigenti regionali Giovanni Campobasso, Mauro Nicastro e Vito Carbone”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Una storia di efficienza quella della risonanza magnetica a Francavilla Fontana. Partita dalla richiesta del Sindaco della città, prontamente accolta dalla Asl e dalla Regione e in tempi record allestita, sia pur nella forma provvisoria della macchina mobile. Ciò vuol dire che la strada è ampiamente spianata per trasformare il servizio nella forma tecnologica definitiva”.

Prima proposta di legge, Amati: “Cominciamo dalla legge sulla eco-edilizia, la proroga del Piano casa”

“Ho depositato la proposta di legge per prorogare il Piano casa anche per il 2021. È la prima proposta di legge della legislatura e coniuga, come è ormai chiaro, eco-edilizia, lavoro, piatti a tavola e legalità”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati, presentatore della prima proposta di legge della XI legislatura in materia di proroga al 31.12.2021 della Legge regionale 30 luglio 2009, n. 14.

“Non è per segnare un record che questa è la prima proposta di legge della legislatura, ma perché è stata l’unica legge che negli anni scorsi ha prodotto risultati economici da record. Come da record è stata l’utilità pratica e concreta delle disposizioni, più di tanti convegni benintenzionati, diretta a tutelare l’ambiente attraverso un’edilizia capace di non consumare nemmeno un centimetro quadrato di terreno e utilizzare materiali in grado di garantire il massimo risparmio energetico.
Una legge i cui principi sono stati peraltro ritenuti validi anche dal Governo e dal Parlamento nazionale, che in tempi recenti hanno pure modificato il Testo unico dell’edilizia per rendere maggiore chiarezza interpretativa sul punto delle demolizioni e ricostruzioni, così da favorire gli investimenti sul recupero del patrimonio edilizio e sulle riqualificazione delle aree su cui insistono.
Senza nascondere, ovviamente, il contributo al rispetto della legalità che questa legge ha obiettivamente offerto, in quanto ha ridotto del tutto, nelle materie degli ampliamenti o delle volumetrie premiali, il ricorso alla discrezionalità degli organi di indirizzo politico dei comuni e dei relativi uffici tecnici, chiudendo la porta alle più ampie possibilità di tentazioni corruttive che la discrezionalità obiettivamente favorisce.
Insomma, una legge di eco-edilizia, alta produzione e legalità.
Certo, mi piacerebbe vedere nella legge sul Piano casa uno strumento ordinario e non più temporaneo da prorogare di anno in anno; ma su questo ritengo indispensabile che la riflessione coinvolga il giusto protagonismo del Governo regionale e di tutti i colleghi consiglieri”.

TESTO INTEGRALE DELLA PROPOSTA DI LEGGE: 

“Anno 2020 – Modifiche agli articoli 5 e 7 della Legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 – Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale.”

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Articolo 1

(Modifiche all’articolo 5 della Legge regionale 30 luglio 2009, n. 14)

All’articolo 5 comma 1 della Legge regionale 30 luglio 2009 n. 14, sostituire il periodo alfanumerico “1° agosto 2019” con il periodo alfanumerico “1° agosto 2020”.

Articolo 2

(Modifiche all’articolo 7 della Legge regionale 30 luglio 2009, n. 14)

 

All’articolo 7 comma 1 della Legge regionale 30 luglio 2009 n. 14, sostituire il periodo alfanumerico “31 dicembre 2020” con il periodo alfanumerico “31 dicembre 2021”.

 

Fabiano Amati

 

 

Covid drive-in, Amati: “Due altre postazioni a San Pietro e Fasano gestite dalla Difesa in operazione ‘Igea’”

“La ASL di Brindisi ha chiesto e ottenuto dal Dipartimento regionale di Protezione civile, due ulteriori postazioni di Covid drive-in da localizzare a San Pietro Vernotico e Fasano, da mettere a disposizione del personale della Difesa nell’ambito dell’operazione ‘Igea’”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“L’Operazione Igea è un’iniziativa condotta da team interforze, composti da personale di tutte le Forze Armate, che il Ministero della Difesa ha organizzato per incrementare la capacità giornaliera italiana di effettuare tamponi con le modalità drive-in.

Nelle prossime ore saranno individuate le localizzazioni delle strutture, che come al solito dovranno essere installate in stretta prossimità con le canalizzazioni idriche, fognarie e l’alimentazione elettrica, avendo cura di evitare – come conseguenza – la chiusura di attività presenti nell’area prescelta.

Le due nuove postazioni si aggiungeranno a quelle già in esercizio di Brindisi (Perrino e PalaPentassuglia), Fasano (via Lisi), Francavilla (parcheggio Ospedale), Mesagne (parcheggio Ospedale) e Ostuni (ex scuola Vitale), portando a otto le strutture totali a disposizione della Provincia di Brindisi”.