Riflessioni – IL MIRACOLO “ARTIFICIALE”: NON MORIRE DI MALATTIA

Articolo pubblicato sul Nuovo Quotidiano di Puglia del 28 marzo 2025

di Fabiano Amati.

Il tempo Costas l’aveva già condannato. Affetto da una rara malattia del sangue chiamata Sindrome di Pens, non era più idoneo né a nessuna terapia nota, né a un trapianto. I medici gli avevano lasciato due opzioni: morire a casa o morire in ospedale. Poi è accaduto qualcosa.

Il miracolo…

Un medico di Philadelphia, David Fajgenbaum, ha proposto al comitato etico una terapia mai testata prima. Il suggerimento non veniva da un’intuizione personale, ma da un algoritmo. Un’intelligenza artificiale, addestrata a combinare farmaci già esistenti, aveva identificato una combinazione di due medicinali. Non nuovi, non straordinari. Semplici. Nuova, inedita, l’idea di associarli. Poi fu decisa la somministrazione.

Oggi Costas cammina. Sorride. Vive.

Per la prima volta, la speranza non è arrivata da una nuova scoperta o da una nuova scienza: è arrivata da una nuova logica, capace di dare un nuovo senso alle scienze già esistenti. Un primo esperimento, sì. Ma un esperimento riuscito. Il test su una sola persona non è scienza, ma non è nemmeno un caso se una persona senza speranza ora sorride.

Il medico che ha proposto la terapia, David Fajgenbaum, è egli stesso sopravvissuto a una malattia considerata incurabile. Ha fondato il Centro per la riprogrammazione dei farmaci presso l’Università della Pennsylvania e oggi dirige la rete internazionale di collaborazione scientifica “Every Cure”.

Con l’aiuto di Amgen (sì, quella dei farmaci per l’osteoporosi) ha messo in piedi una task force capace di individuare nuovi utilizzi per farmaci già esistenti. In collaborazione con l’intelligenza artificiale.

Ecco cos’è il miracolo: non più un evento inspiegabile. Ma un’organizzazione del sapere che trasforma la speranza in possibilità; che trasforma la medicina in “addestratore” sapiente della macchina.

E anche la narrazione (dall’uomo solo per farsi addestrare dal più saggio) si rovescia: ora è l’uomo a usare l’intelligenza per potenziare l’intelligenza. I progetti si intrecciano, i contratti si rivedono, le vite si salvano. Con un farmaco semplice. Due pillole.

Con tutte le malattie gravi – e non solo – potremmo guadagnare tempo e vita se l’intelligenza artificiale accedesse agli archivi mondiali di ricerca e conoscenza. Potremmo trasformare ciò che oggi è “uso compassionevole” in un pezzo nuovo di scienza.

Perché in questo caso, l’intelligenza artificiale ha scoperto ciò che già c’era, ma non vedevamo più. È questo il vero miracolo, il miracolo artificiale. Ma del tutto umano.

E se davvero è possibile “non morire di malattia”, serve allora tutto l’impegno possibile per inseguire questa speranza. Serve una nuova politica della scienza. Serve una visione che metta al centro la conoscenza, il sapere, l’umiltà della scoperta. E servono scelte.

Perché il vero miracolo, oggi, è sempre più scientificamente spiegabile.

Fabiano AMATI

 

Amati: “Emergenza e centralizzazione sanitaria di Fasano e Cisternino a Monopoli. Ecco la verità oltre il campanilismo”

Comunicato stampa del consigliere regionale Fabiano Amati

«Come già annunciato, tra qualche giorno i pazienti soccorsi dal 118 di Brindisi nei territori di Fasano e Cisternino saranno centralizzati presso l’ospedale di Monopoli, per le patologie trattabili nei reparti attivi di quel presidio. Questa era – ed è – la notizia. E tutto ciò avviene in attesa dell’apertura del nuovo ospedale Monopoli-Fasano, sulla base di un principio irrinunciabile: la rete sanitaria ha natura re-gio-na-le, e non esistono strutture riservate ai cittadini dei comuni o dei condomìni su cui insistono.

Tutto chiaro? Sembrava di sì. E invece: proteste. Illogiche, prive di buon senso e colme di senso comune. Espresse talvolta anche da persone che, almeno sulla carta, dovrebbero essere competenti e avvedute.

Vediamo di cosa si tratta.

Tralasciando i problemi generali ben noti (come la carenza di medici), che al momento possono essere affrontati solo con coraggiose riforme strutturali, le obiezioni che stanno emergendo hanno un chiaro sapore campanilistico, con sfumature che variano in base alla provenienza della disinformazione, brindisina o barese.

La protesta sul versante Brindisi.
Secondo alcune voci, un paziente mesagnese, francavillese o fasanese, soccorso a Fasano o Cisternino dovrebbe essere trasferito a Brindisi, non a Monopoli. Perché? Perché – si dice – le centralizzazioni andrebbero decise in base alla provincia di residenza. Si teme, altrimenti, una riduzione degli accessi e quindi un possibile trasferimento del personale della ASL Brindisi verso il nuovo ospedale Monopoli-Fasano. Una prospettiva improbabile. Ma da qui discenderebbe un’assurda conseguenza: che il personale del 118, prima di decidere dove portare in urgenza i (circa) due pazienti al giorno soccorsi a Fasano o Cisternino, debba consultare l’anagrafe per valutare la residenza. È o non è una follia anche solo pensarlo?

La protesta sul versante Bari.
Al contrario, secondo altri, solo i pazienti monopolitani soccorsi a Fasano o Cisternino dovrebbero essere centralizzati a Monopoli. Se invece il paziente è fasanese o cistranese, dovrebbe essere portato a Brindisi. Il motivo? Il Pronto soccorso di Monopoli sarebbe già troppo affollato. Ma anche qui, per attuare questa idea, il 118 dovrebbe violare le linee guida sui tempi d’intervento e trasformarsi in ufficiale di stato civile. Assurdo, no?

Dunque, come stanno davvero i fatti?
I Pronto soccorso servono a gestire le emergenze. E infatti si ritrovano sovraccarichi di pazienti con codici minori, che rappresentano circa il 65% degli accessi. Per questi casi esistono (ma dovrebbero essere di più) i Punti di primo intervento (PPIT) o i Pronto soccorso di base. Strutture, anche queste, che non sono né comunali né provinciali, ma aperte a chiunque ne abbia bisogno, senza distinzioni né barriere di confine.

Riassumiamo allora con alcune domande e risposte semplici ma essenziali:
1. La rete ospedaliera è progettata su base regionale o condominiale?
Regionale.
2. I soccorsi devono seguire i confini amministrativi o le necessità cliniche, i tempi e le decisioni del personale del 118?
Le necessità cliniche e le decisioni del 118.
3. I Pronto soccorso sono al servizio dell’emergenza-urgenza, o vanno confusi con i PPIT?
Non vanno confusi con i PPIT, ma spesso colmano le carenze di questi ultimi.
4. Chi attende ingiustamente ore nei Pronto soccorso ha codici di urgenza o casistiche minori?
Casistiche minori. Gli accessi, infatti, sono per il 65-70% legati a casi non urgenti.
5. Non sarebbe più utile attivare e utilizzare di più i PPIT, che non fanno distinzione in base alla residenza?
Certo. È preferibile e comporta minori tempi d’attesa.
6. Se un paziente attende 10 ore per un problema non urgente in un Pronto soccorso, perché non si rivolge a un PPIT dove potrebbe risolvere in molto meno tempo?
È una domanda giusta, che merita di essere posta più spesso.
7. Perché, invece di affollare Monopoli, i pazienti con problemi minori non si rivolgono al PPIT di Fasano o al Pronto soccorso di Putignano?
Perché è stata inculcata l’idea – errata – che la sanità si eroghi secondo i confini amministrativi. Ma dimostra il contrario proprio il caso della centralizzazione a Monopoli dei pazienti soccorsi a Fasano e Cisternino.
8. Perché un monopolitano con richiesta d’intervento minore dovrebbe andare al PPIT di Fasano o al Pronto soccorso di base di Putignano e non al Pronto soccorso di Monopoli?
Non è vietato andare al Pronto soccorso di Monopoli, ma scegliere il PPIT di Fasano o il Pronto soccorso di base di Putignano permette di evitare lunghe attese, soprattutto considerando che la priorità di trattamento va a chi è in emergenza, in relazione alla disponibilità di unità operative per acuti, già attive a Monopoli e ancor più presenti nel futuro ospedale Monopoli-Fasano.
9. Perché il 118 di Bari centralizza a Monopoli pazienti provenienti dall’hinterland di Putignano, contribuendo all’intasamento?
Non c’è alcun motivo clinicamente o organizzativamente plausibile.

In conclusione:
Se si guardasse la realtà, si conoscessero i numeri e si utilizzassero in modo razionale i PPIT e i Pronto soccorso di base, migliorerebbe l’efficienza di tutta la rete sanitaria, soprattutto negli ospedali di I e II livello.

Conviene dirle queste cose, spiegarle, comunicarle?
O è meglio lasciarle in penombra per non disturbare il chiacchiericcio inconcludente della politica?

Attorno a questi interrogativi si trova la spiegazione del problema.
Peccato che molti non vogliano coglierla. Chissà perché.

Amati: “Il presidente dei medici BR offende il 118. Solidarietà a Massimo Leone, servono scuse”

Comunicato stampa del consigliere regionale Fabiano Amati.

“Il presidente dell’Ordine dei medici di Brindisi, Arturo Oliva, ha gravemente offeso la professionalità del direttore del 118 Massimo Leone e dell’intero Dipartimento di emergenza della ASL di Brindisi, mettendone in discussione le scelte operative sulla centralizzazione dei pazienti di Fasano e Cisternino presso l’ospedale di Monopoli.
Lo ha fatto implicitamente con dichiarazioni riportate oggi dalla Gazzetta del Mezzogiorno: «Mi sembra quantomeno azzardato parlare di centralizzazione dei pazienti di Fasano e Cisternino nell’ospedale di Monopoli. Pazienti con trauma cranico o ischemia degli arti inferiori devono essere necessariamente portati al Perrino, che è un ospedale di secondo livello, con standard fissati per legge.».
Ma davvero, secondo il presidente dell’Ordine dei medici, il dott. Leone e gli operatori del 118 — ai quali va tutta la mia solidarietà e stima — sarebbero così sprovveduti da centralizzare i malati in emergenza verso strutture non attrezzate per trattarli?
Massimo Leone e il sistema 118 conoscono benissimo i profili clinici. Se hanno condiviso questa modalità di soccorso, in accordo con la ASL di Bari, è per motivi scientifici e organizzativi ben precisi:
• alleggerire il carico del Perrino dalle emergenze trattabili a Monopoli, anche in vista dell’apertura del nuovo ospedale Monopoli-Fasano;
• garantire lo sbarellamento tempestivo per mantenere operative le ambulanze e lo staff a bordo;
• superare i confini amministrativi che non hanno senso in un sistema sanitario regionale;
• rilanciare il servizio di emergenza-urgenza come rete moderna, funzionale e interconnessa;
• valorizzare i punti di primo intervento dei PTA e le centrali operative, per contrastare il sovraffollamento nei Pronto soccorso.
Se il presidente dell’Ordine dei medici si concentrasse su ciò che la sua carica richiede, e lasciasse da parte un certo sindacalismo d’antan, contribuirebbe a far progredire il sistema, invece di ostacolarlo. E magari ogni tanto ricorderebbe anche che i medici italiani sono tra i meno pagati d’Europa, battaglia per la quale non mi risulta di aver letto suoi comunicati né dichiarazioni infuocate.
Su questo continuerò a farmi sentire io. Anche domani, se serve.”

Sanità a Cisternino: presente e futuro

Incontro pubblico oggi 25 marzo alle ore 17 nella Sala Consiliare del Comune di Cisternino.

Un appuntamento dedicato alla sanità del territorio si terrà oggi, martedì 25 marzo, alle ore 17 presso la Sala Consiliare del Comune di Cisternino. Un confronto aperto tra amministratori locali e regionali per affrontare le sfide attuali e le prospettive future del sistema sanitario soprattutto in vista dell’apertura del nuovo ospedale Monopoli – Fasano.

All’incontro interverranno: il sindaco di Cisternino Lorenzo Perrini, il Direttore Generale ASL Brindisi Maurizio De Nuccio, l’assessore regionale al Bilancio Fabiano Amati e i consiglieri regionali Maurizio Bruno, Luigi Caroli e Alessandro Leoci.

L’evento sarà un’occasione di dialogo con i cittadini per approfondire le strategie di potenziamento dei servizi sanitari, la programmazione regionale e le iniziative in corso per migliorare l’assistenza sanitaria a livello locale.

 

Genoma-Puglia, Emiliano, Amati e Piemontese: “Finita sperimentazione su 4421 neonati.

Individuate 171 malattie e 560 portatori sani. La Puglia prima al mondo. Dal 1° aprile sarà per tutti.

Nota congiunta del Presidente della Regione Michele Emiliano e degli assessori Fabiano Amati e Raffaele Piemontese.

“La sperimentazione è finita: lo screening genomico neonatale della Puglia diventa strutturale e sarà garantito a tutti i neonati, gratuitamente e quindi a carico del servizio sanitario pubblico. Un primato mondiale, almeno tra i programmi interamente finanziati da un sistema sanitario pubblico. Genoma-Puglia ha permesso di diagnosticare precocemente oltre 490 malattie genetiche attraverso l’analisi di un pannello di 407 geni. Questa soglia è stata fissata per motivi etici: analizzare un numero maggiore di geni, fino all’intero genoma, avrebbe significato rilevare mutazioni per le quali non esistono terapie o trials clinici sperimentali.
Dal 1° aprile 2025, grazie a un finanziamento regionale di 5 milioni di euro, il programma entrerà a regime. Questo consentirà diagnosi precoci, prevenzione di complicazioni e cure personalizzate per le malattie genetiche individuate, oltre alla identificazione di un rischio riproduttivo.
Desideriamo ringraziare il Laboratorio di Genetica Medica dell’Ospedale Di Venere di Bari, diretto dal dottor Mattia Gentile, e tutto il suo staff per l’impegno, la competenza e la dedizione che hanno reso possibile questo straordinario risultato.”

I risultati della prima fase.

La fase sperimentale è stata condotta dal Laboratorio di Genetica Medica dell’Ospedale Di Venere, diretto da Mattia Gentile, e ha registrato un’adesione altissima: oltre l’80% delle coppie ha accettato di partecipare.

Alla data del 21 marzo 2025, la situazione è la seguente:
• Campioni analizzati: 4421 (100%);
• Campioni sequenziati: 4421 (alcuni ancora in fase di valutazione);
• Test ripetuti: 280 (circa il 6%);

Casi di malattia identificati: 171 (3.9%).

Distribuzione per gruppo di malattie e geni coinvolti:
• Malattie del metabolismo (38 casi – 22%): disturbo genetico che impedisce al corpo di metabolizzare correttamente un amminoacido (Fenilchetonuria – PAH); alti livelli di colesterolo che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari precoci (Ipercolesterolemia familiare – LDLR); alterato metabolismo glucidico (Galattosemia – GALT)
Disturbo che può causare danni neurologici e cutanei (Deficit di biotinidasi – BTD).
• Malattie ormonali (6 casi – 3.5%); difetti del metabolismo degli zuccheri (GCK, HNF4A, ABCC8).
• Malattie del sangue (85 casi – 49%): deficit enzimatico che rende i globuli rossi più fragili (G6PD); malattia della coagulazione che causa sanguinamenti frequenti (Emofilia – F8); anemie ereditarie, tra cui Anemia di Fanconi (FANCG) , Talassemia (HBB).
• Malattie del cuore e dei vasi sanguigni (13 casi – 7.5%): sindromi che aumentano il rischio di aritmie e arresto cardiaco, inclusa la predisposizione alla morte improvvisa nei neonati (SCN5A, KCNQ1, RYR2).
• Malattie neuromuscolari (11 casi – 6.4%): malattie neuromuscolari ereditarie (RYR1, DOK7).
• Malattie del sistema nervoso (2 casi – 1.2%): epilessia e disturbi del trasporto del glucosio nel cervello (KCNQ2, SLC2A1).
• Altri casi (16 casi – 9.4%): aumento del rischio di tumori ereditari (BRCA2); malattia genetica che danneggia i polmoni e/o l’apparato digerente (Fibrosi cistica – CFTR); malattie endocrine; sordità genetica (GJB2)

Persone portatrici di mutazioni genetiche (Carrier Status).

Questi individui non sviluppano la malattia ma possono trasmetterla ai figli se il partner è anch’esso portatore dello stesso difetto genetico.
• Fibrosi cistica (CFTR): 160 su 4421 (3.6%) – Se si considerano anche varianti meno gravi, il numero sale a 290 su 4421 (6.6%);
• Sordità genetica (GJB2): 210 su 4421 (4.8%);
• Talassemia beta: 190 su 4421 (4.3%).

Conferme da altri test metabolici.

Sono stati analizzati separatamente 14 campioni di neonati già identificati come sospetti per una malattia metabolica, e tutti hanno confermato la diagnosi.
Distribuzione:
• Fenilchetonuria (PAH): 5 casi;
• Deficit di biotinidasi (BTD): 6 casi;
• Altre malattie metaboliche rare: 3 casi (GLA, ACADM, ACADS).

Dal 1° aprile, la Puglia sarà la prima regione al mondo a offrire gratuitamente questo test a tutti i neonati.
Un passo avanti nella medicina genetica preventiva, un’opportunità unica per la diagnosi precoce e il trattamento personalizzato.

I numeri della settimana, Amati: “Oltre 522 milioni di euro dalla Regione Puglia per sanità e territori. A 69 Comuni più di 16 mln per servizi, inclusione e rigenerazione urbana”

Il report settimanale (dal 14.3.2025 al 20.3.2025) sui mandati di pagamento.

Comunicato stampa dell’assessore regionale al Bilancio Fabiano Amati.

“Dalla sanità ai Comuni, la Regione Puglia ha pagato in una sola settimana oltre 522 milioni di euro per sostenere la salute pubblica e promuovere interventi nei territori. Le risorse, liquidate tra il 14 e il 20 marzo 2025, sono state impiegate principalmente, come avviene puntualmente, per il finanziamento del sistema sanitario regionale (circa 476 milioni di euro) finalizzato a garantire il funzionamento delle strutture pubbliche e la continuità assistenziale. Tra i beneficiari principali figurano l’Azienda Ospedaliera Consorziale Policlinico di Bari, con 34,1 milioni di euro, il Policlinico di Foggia con 22,1 milioni, l’IRCCS Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari con 7,4 milioni, l’IRCCS “Saverio De Bellis” di Castellana Grotte con 3,76 milioni e ARESS Puglia con 441 mila euro per attività di coordinamento strategico e supporto tecnico. Importanti cifre anche per il sostegno a progetti comunali di rigenerazione urbana, valorizzazione culturale e transizione energetica.

Sono oltre 16 i milioni di euro destinati a ben 69 Comuni pugliesi, protagonisti di interventi strategici nei rispettivi territori.
A Bitonto sono stati assegnati 1,2 milioni di euro per un progetto di rigenerazione urbana sostenibile finanziato dal POR Puglia FESR/FSE 2014-2020, mirato al recupero di spazi pubblici e al miglioramento della qualità della vita. Ugento è tra i Comuni che ha ricevuto oltre 200mila euro complessivi per due interventi distinti ma complementari per la sicurezza ambientale. Il primo riguarda l’implementazione dei Piani di Protezione Civile con azioni mirate alla previsione, prevenzione e contrasto del rischio idraulico e idrogeologico, finanziato nell’ambito del POR Puglia 2014–2020 – Azione 5.1. Il secondo, sostenuto da fondi POR e POC 2014–2020 – Asse VI, è relativo alla realizzazione del sistema di gestione delle acque pluviali, con risorse che coprono cofinanziamenti europei, statali e regionali.
Tra gli interventi di carattere sociale si segnala il finanziamento di oltre 142mila euro al Consorzio Fasano per l’integrazione e l’inclusione sociale – Ambito Ostuni-Fasano, destinato a rafforzare le politiche di contrasto alla violenza di genere e promozione dell’autodeterminazione femminile, in attuazione della legge regionale 29/2014. In particolare, sono stati liquidati 40mila euro relativi alle annualità 2022 e 2023 per i programmi antiviolenza degli Ambiti territoriali, e ulteriori 7.900 euro dalla programmazione FSE+ 2021–2027 per azioni strutturali di inclusione sociale.
Barletta ha ricevuto più di 930mila euro per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici. A Maruggio sono stati destinati 850mila euro per interventi contro il rischio idrogeologico, mentre Ginosa ha ottenuto 650mila euro per la valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale.

Numerosi altri Comuni hanno beneficiato dei fondi regionali: Martina Franca con oltre 550mila euro per la transizione energetica, Troia con 538mila euro per un programma di edilizia sociale, Leverano e Lecce con più di 500mila e 400mila euro per la riqualificazione urbana e i servizi pubblici, Grumo Appula con 443mila euro per progetti finanziati nell’ambito del PR FESR-FSE+ 2021-2027.

Tra le spese rientra anche la liquidazione alla Fondazione La Notte della Taranta per le attività di comunicazione istituzionale connesse all’edizione 2024 dell’evento di Melpignano, affidate con procedura diretta ai sensi del nuovo Codice dei contratti pubblici e pari a un importo di 5.978 euro.
Negli schemi allegati tutti i dettagli per chi volesse saperne di più.”

Nella settimana dal 14.3.2025 al 20.3.2025 i pagamenti superiori a 100 mila euro sono stati:

PAGAMENTI IMPORTO SUPERIORE A 100 MILA EURO EURO
A.S.L. LE               118.957.295
A.S.L. TA                 84.375.835
A.S.L. FG                 83.217.849
A.S.L. BR                 54.480.699
A.S.L. BAT                 53.054.780
AZIENDA OSPEDALIERA CONSORZIALE POL ICLINICO                 34.101.000
AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERITARIA “P OLICLINICO RIUNITI” DI FOGGIA                 22.110.000
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FIN ANZE                 14.263.569
ASL BARI                 14.201.664
I.R.C.C.S OSPEDALE ONCOLOGICO -ISTI TUTO TUMORI GIOVANNI PAOLO II                   7.565.313
IRCCS ‘OSPEDALE S.DE BELLIS’                   3.762.000
COMUNE DI GINOSA                   1.681.547
COMUNE DI BITONTO                   1.646.015
COMUNE DI MOTTOLA                   1.162.601
FONDAZIONE APULIA FILM COMMISSION                   1.035.000
COMUNE DI MARUGGIO                      987.672
COMUNE DI BARLETTA                      971.284
ARPA PUGLIA                      900.000
COMUNE DI LUCERA                      716.494
IPRES – ISTITUTO PUGLIESE DI RICERC HE ECONOMICHE E SOCIALI                      700.000
ARCA CAPITANATA – I.A.C.P. DI FOGGI A                      680.481
CENTRO INTERNAZIONALE ALTI STUDI UN IVERSITARI – CIASCU                      600.000
COMUNE DI MARTINA FRANCA                      599.075
COMUNE DI SAN PAOLO DI CIVITATE                      580.734
COMUNE DI TROIA                      578.581
ARET PUGLIAPROMOZIONE                      540.215
COMUNE DI LEVERANO                      527.370
COMUNE DI GRUMO APPULA                      483.698
AGENZIA DELLE ENTRATE-RISCOSSIONE                      465.768
COMUNE DI LECCE                      447.003
ARESS                      441.333
EXPRIVIA S.P.A. (GIA’ ABACO 3)                      440.242
ARCA PUGLIA CENTRALE                      438.130
COMUNE DI CAVALLINO                      423.918
COMUNE DI CORATO                      407.571
COMUNE DI GALATINA                      380.353
COMUNE DI GALATONE                      374.801
A.D.T.M. S.R.L.                      370.680
ASP MONTE DEI POVERI DI RUTIGLIANO                      364.432
COMUNE DI GIOIA DEL COLLE                      361.169
COMUNE DI FOGGIA                      358.521
COMUNE DI CASTELLUCCIO DEI SAURI                      354.682
COMUNE DI TRIGGIANO                      324.981
COMUNE DI GALLIPOLI                      322.737
COMUNE DI MANDURIA                      317.854
COMUNE DI CERIGNOLA                      290.000
GARRA S.R.L.                      279.585
ARCA JONICA – GIA’ IACP DI TARANTO                      277.333
FORM@LLIMAC ONLUS                      236.449
COMUNE DI CONVERSANO                      217.087
COMUNE DI UGENTO                      200.154
COMUNE DI TARANTO                      187.992
THIS IS IDEAL S.R.L.                      164.700
CONSORZIO BR 4-MESAGNE PER LA REALI ZZAZIONE DEL SISTEMA INTEGRATO DI W ELFARE DELL’AMBITO TERRITORIALE SOC IALE                      161.960
ASSOCIAZIONE FORMARE PUGLIA                      152.727
SUD EST DONNE -ASSOC. PROMOZ.SOCIAL E                      151.801
SOGGETTO PRIVATO 3                      148.319
CONSORZIO – FASANO PER L’INTEGRAZIO NE E L’INCLUSIONE SOCIALE AMBITO OS TUNI – FASANO                      142.575
PUGLIAFORM SO.NE.VI SAS                      140.454
CALASANZIO – CULTURA E FORMAZIONE                      136.233
MYO SPA                      134.106
ASSOCIAZIONE TRABACO                      126.553
COMUNE DI SAN SEVERO                      125.000
COMUNE DI MONTEPARANO                      121.682
PROGRAMMA SVILUPPO                      118.726
SOGGETTO PRIVATO 1                      114.388
ISTITUTO DI MEDICINA DELLO SPORT                      107.435
ENTE NAZIONALE PER LA PROTEZIONE E ASSISTENZA DEI SORDOMUTI                      105.000
RISCOPRIRSI ASSOCIAZIONE DI PROMOZI ONE SOCIALE                      102.256
DUSSMANN SERVICE S.R.L.                      100.132
SOGGETTO PRIVATO 2                      100.000
FONDAZIONE ANTIMAFIA SOCIALE STEFAN O FUMARULO                      100.000
PAGAMENTI IMPORTO INFERIORE A 100 MILA EURO EURO
ALTRE IMPRESE PRIVATE                   1.844.515
COMUNI                   1.537.639
PERSONA FISICA                   1.031.074
DITTA INDIVIDUALE                      860.983
ISTITUZIONI SOCIALI PRIVATE                      825.626
CONSORZI DI ENTI LOCALI                      232.583
LIBERI PROFESSIONISTI E STUDI ASSOCIATI DI PROFESSIONISTI                      146.515
REGIONI E PROVINCE                      124.367
ALTRI ENTI E AGENZIE REGIONALI E SUB REGIONALI                       77.873
AZIENDE SANITARIE LOCALI                       49.021
FONDAZIONI, ISTITUZIONI LIRICHE LOCALI E TEATRI STABILI DI INIZIATIVA PUBBLICA                       20.377
IMPRESE CONTROLLATE REGIONE PUGLIA                         4.759
UNIVERSITA’                         4.000
CONDOMINI                         2.030
AGENZIE FISCALI                            353
PERSONA FISICA RESIDENTE ALL’ESTERO                              92
TOTALE 522.079.405


Il totale della spesa pagata, pari a 522.079.405 euro è costituito da 502.418.874 euro di spesa corrente e da 19.660.530 euro di spesa in conto capitale.

Riepilogo

Tutti i Comuni beneficiari di pagamenti in questa settimana (dal 14.3.2025 al 20.3.2025).

COMUNE DI GINOSA 1.681.547
COMUNE DI BITONTO 1.646.015
COMUNE DI MOTTOLA 1.162.601
COMUNE DI MARUGGIO 987.672
COMUNE DI BARLETTA 971.284
COMUNE DI LUCERA 716.494
COMUNE DI MARTINA FRANCA 599.075
COMUNE DI SAN PAOLO DI CIVITATE 580.734
COMUNE DI TROIA 578.581
COMUNE DI LEVERANO 527.370
COMUNE DI GRUMO APPULA 483.698
COMUNE DI LECCE 447.003
COMUNE DI CAVALLINO 423.918
COMUNE DI CORATO 407.571
COMUNE DI GALATINA 380.353
COMUNE DI GALATONE 374.801
COMUNE DI GIOIA DEL COLLE 361.169
COMUNE DI FOGGIA 358.521
COMUNE DI CASTELLUCCIO DEI SAURI 354.682
COMUNE DI TRIGGIANO 324.981
COMUNE DI GALLIPOLI 322.737
COMUNE DI MANDURIA 317.854
COMUNE DI CERIGNOLA 290.000
COMUNE DI CONVERSANO 217.087
COMUNE DI UGENTO 200.154
COMUNE DI TARANTO 187.992
COMUNE DI SAN SEVERO 125.000
COMUNE DI MONTEPARANO 121.682
COMUNE DI MOTTA MONTECORVINO 93.705
COMUNE DI PUTIGNANO 86.783
COMUNE DI BARI 80.000
COMUNE DI NARDO’ 80.000
COMUNE DI ANDRIA 77.764
COMUNE DI POGGIO IMPERIALE 64.617
COMUNE DI ACCADIA 62.289
COMUNE DI CAMPI SALENTINA 60.000
COMUNE DI GAGLIANO DEL CAPO 60.000
COMUNE DI CANOSA DI PUGLIA 58.955
COMUNE DI TAURISANO 55.105
COMUNE DI MOLA DI BARI 53.398
COMUNE DI BOVINO 50.000
COMUNE DI CASARANO 49.778
COMUNE DI SAN FERDINANDO DI PUGLIA 47.340
COMUNE DI MONTERONI DI LECCE 45.000
COMUNE DI TRANI 44.113
COMUNE DI MARTANO 43.357
COMUNE DI MOLFETTA 40.000
COMUNE DI ALTAMURA 40.000
COMUNE DI VICO DEL GARGANO 40.000
COMUNE DI MODUGNO 40.000
COMUNE DI MASSAFRA 40.000
COMUNE DI GROTTAGLIE 40.000
COMUNE DI MIRABELLO 26.072
COMUNE DI MANFREDONIA 20.000
COMUNE DI MORCIANO DI LEUCA 19.900
COMUNE DI MELENDUGNO 19.036
COMUNE DI CEGLIE MESSAPICA 15.999
COMUNE DI TIGGIANO 15.000
COMUNE DI POGGIORSINI 14.086
COMUNE DI CHIEUTI 12.464
COMUNE DI BISCEGLIE 7.660
COMUNE DI SANTERAMO IN COLLE 6.650
COMUNE DI TRINITAPOLI 5.835
COMUNE DI GRAVINA IN PUGLIA 5.096
COMUNE DI SPINAZZOLA 5.011
COMUNE DI MINERVINO MURGE 4.051
COMUNE DI CAPURSO 3.000
COMUNE DI POLIGNANO A MARE 2.500
COMUNE DI CASAMASSIMA 2.394
COMUNE DI MARGHERITA DI SAVOIA 680
Totale complessivo 16.688.216

I pagamenti effettuati dalla Regione Puglia dal 1 gennaio al 20 marzo 2025 ammontano complessivamente a 2.690.417.820 euro.

Riepilogo

 

Graduatoria infermieri BA, Amati e Paolicelli: “Nostra legge eseguita. Autorizzata l’assunzione di 862 idonei. Grazie a Piemontese e dirigenti Dipartimento Salute”

Comunicato stampa dei consiglieri regionali Fabiano Amati e Francesco Paolicelli.

“La nostra legge sulla proroga della graduatoria infermieri della ASL di Bari è stata eseguita. Da oggi, infatti, tutte le aziende sanitarie pugliesi sono autorizzate a soddisfare una parte del fabbisogno complessivo, pari 1.967 unità, assumendo 862 idonei che hanno accettato, indicando la prima scelta, la richiesta di disponibilità inoltrata nelle settimane scorse dalla ASL di Bari.
È stato un lavoro difficile e abbiamo spesso dovuto fronteggiare la comprensibile impazienza degli interessati e anche qualche accusa d’inerzia ingiusta ma altrettanto comprensibile. Ringraziamo per l’impegno e la determinazione l’assessore regionale alla Salute Raffaele Piemontese, il direttore del Dipartimento Salute Vito Montanaro, la dirigente del servizio Antonella Caroli e i funzionari Lanfranco Netti e Daniela Pizzuto.
I numeri nel dettaglio.
Nel complesso ci sono stati 863 idonei della graduatoria della ASL di Bari, che hanno espresso l’accettazione all’assunzione e indicato la sede di prima scelta, su un fabbisogno complessivo accertato di 1.967 unità.
Nel dettaglio.
ASL Bari: 263 idonei disponibili su 618 unità richieste;
ASL Brindisi: 58 idonei disponibili su 58 unità richieste;
ASL BT: 65 idonei disponibili su 43 unità richieste;
ASL FG: 80 idonei disponibili su 714 unità richieste;
ASL LE: 193 idonei disponibili su 101 unità richieste;
ASL TA: 74 idonei disponibili su 128 unità richieste;
AOU Policlinico di Bari: 57 idonei disponibili su 203 unità richieste;
AOU Riuniti di Foggia: 44 idonei disponibili su 44 unità richieste;
IRCCS G. PAOLO II: 15 idonei disponibili su 18 unità richieste;
IRCCS DE BELLIS: 13 idonei disponibili su 40 unità richieste.
Le regole di assunzione saranno le seguenti: le assunzioni delle 862 unità di personale dovranno avvenire seguendo rigorosamente l’ordine di merito della graduatoria; l’azienda di destinazione dovrà essere determinata sulla base dell’ordine di preferenza espresso da ciascun candidato, sempre nel rispetto della rispettiva posizione in graduatoria. Con riferimento all’ASL LE e all’ASL BT, per le quali il numero di preferenze espresse dagli idonei risulta superiore al numero di unità richieste, le unità eccedenti dovranno essere assegnate ad altra Azienda, sempre nel rispetto della posizione in graduatoria e secondo l’ordine di preferenza espresso da ciascun candidato; il numero di unità assumibili da ciascuna azienda dovrà essere ricompreso nei limiti delle unità richieste da ciascuna Azienda; le assunzioni dovranno ad ogni buon conto essere coerenti con il fabbisogno di personale definito nei PTFP 2023-2025 di prossima approvazione da parte della Giunta regionale, nonché nei limiti del tetto di spesa assegnato con deliberazione della Giunta regionale del dicembre 2024.”

Nel gran “teatro” dell’IA l’unico posto fisso lo avrà il consumatore

da La Gazzetta del Mezzogiorno del 20 marzo 2025


di Fabiano Amati

Se “gli ultimi saranno i primi” (Matteo 20:16), allora il futuro è chiaro: il consumatore, per secoli considerato passivo, diventerà l’unico vero lavoratore. Dimenticatevi giornalisti, avvocati, notai, giudici, medici e professori: l’intelligenza artificiale farà tutto e meglio, più velocemente, senza scioperi o recriminazioni di casta. Ma niente paura: nessuno resterà senza stipendio. Semplicemente, saremo tutti pagati per fare ciò che l’umanità ha sempre sognato di fare licenziando ogni senso di colpa: leggere, viaggiare, guardare, ascoltare e, in generale, consumare. Insomma, l’economia del futuro sarà una sorta di all-you-can-eat retribuito.
Dal verbo al click: l’intelligenza artificiale sta riscrivendo la storia
Nell’inizio fu il verbo, alla fine sarà il click.
Per far funzionare l’IA serve una cosa sola: dati, centinaia e migliaia di dati. E chi glieli fornisce? Pochi manutentori del cervello artificiale, super giornalisti giuristi medici e manager, pagatissimi e privi di sentimenti o risentimenti, e noi tutti, inconsapevoli ma infaticabili addestratori. Ogni articolo letto, ogni video guardato, ogni recensione lasciata è un mattoncino che rende l’IA più intelligente. Così, mentre lei impara, noi passiamo dal ruolo di lavoratori a quello di raffinati consumatori-professionisti, pagati non per produrre, ma per scegliere, interagire e godere del prodotto finito, suggerendo alle macchine di produzione i nostri gusti, le nostre virtù e pure i nostri vizi.
I mestieri tradizionali? Destinati all’estinzione. Il giornalista sarà sostituito dal lettore di giornali, l’avvocato e il giudice dal lettore di sentenze, il medico dal paziente che consulta il referto generato dall’algoritmo, il fabbricatore di beni da un robot efficientissimo. Perché pagare qualcuno per scrivere un articolo quando il lettore stesso, nel leggere lo scritto della IA, valida, interpreta e fornisce dati?
Ma attenzione: non tutti i mestieri sono destinati a scomparire. Alcuni mestieri, essendo così antichi, sono probabilmente destinati a essere eterni. Se c’erano all’inizio della storia, continueranno a esistere fino alla fine.
I politici, per esempio, non potranno mai essere rimpiazzati: “Date a Cesare quel che è di Cesare” (Matteo 22:21) perché, alla fine, qualcuno dovrà pur decidere. L’IA potrà consigliare, suggerire, elaborare scenari complessi, ma la scelta, le regole dell’addestramento dell’IA, resterà sempre nelle mani di chi sarà scelto alle elezioni. E diciamocelo, anche l’errore è un’arte, quasi sempre di decisione, e nessuna macchina riuscirà mai a sbagliare con la stessa creatività di un essere umano, sia esse elettore o eletto.
Anche i religiosi resteranno saldi al loro posto, perché “la misericordia invece ha sempre la meglio nel giudizio” (Giacomo 12:13) e nessuna IA potrà mai dispensare misericordia, perché la macchina sarà addestrata alla giustizia. Potrà simulare empatia, certo, ma il perdono non è un’operazione matematica e la speranza non si calcola con un algoritmo. Finché l’uomo avrà domande senza risposta, servirà qualcuno che le ascolti, senza affidarsi a un database.
E poi ci sono loro, i lavoratori del corpo: atleti, danzatori, artisti del movimento. L’intelligenza artificiale può prevedere il risultato di una partita, ma non può segnare un goal. Potrà generare la coreografia perfetta, ma non potrà danzare con l’anima. Il sudore, l’adrenalina, la fatica. Sono cose che nessuna macchina potrà mai provare.
Il mondo si sta trasformando in un gigantesco “teatro”, dove il pubblico viene pagato per assistere. Gli intellettuali del passato dicevano che il potere era nelle mani di chi possedeva i mezzi di produzione, ma nel futuro la ricchezza sarà distribuita a chi possiede il mezzo più potente di tutti, l’attenzione.
Benvenuti nella nuova era: addio alla fatica, benvenuto al piacere. Il lavoro sarà solo un lontano ricordo e l’unico sforzo richiesto sarà quello di scegliere cosa guardare.
Non c’è più scelta: il futuro ha già cliccato per noi.
Sarà davvero così? Non proprio così, ma forse più esagerato di così, perché alla creatività di un uomo non c’è limite, anche quando si mette a fare l’addestratore di macchine.

 

Fasano, Grave degli appestati, Amati: “ Il teschio ritrovato nel 2021 è di un uomo di 40-50 anni. Ora stabilire se morì della peste del 1690-91”

Comunicato stampa del consigliere e assessore regionale Fabiano Amati.

“Il teschio rinvenuto nel sito Grave degli appestati nel 2021 a Fasano è di un uomo. È quanto emerso dalla prima analisi e riferito nel corso dell’audizione in VII Commissione della Dirigente della Sezione Tutela e Valorizzazione dei Patrimoni Culturali della Regione Puglia, Adele Candela.
Dai primi risultati emersi il sito è stato classificato come giacitura secondaria, ovvero di minore rilevanza rispetto a una fossa comune, anche se le fonti storiche confermano la presenza di un seppellimento collettivo di vittime della peste del 1690, che potrebbe essere occultato dagli inerti accumulatisi nei secoli successivi.
Questi i primi risultati raggiunti dopo il finanziamento regionale disposto dall’art. 65 della L.R. 51/2021, finalizzato alla riqualificazione, valorizzazione e fruibilità del sito carsico “Grave degli Appestati” nel Comune di Fasano. Ora l’obiettivo è prevedere ulteriori scavi e approfondimenti che potrebbero confermare questa ipotesi.
Sul piano antropologico, l’analisi morfologica del cranio, rinvenuto precisamente il 11 dicembre 2021 e che si ipotizza possa risalire alla peste del 1690-1691, ha evidenziato che appartiene a un uomo tra i 40 e i 50 anni, senza segni evidenti di patologie ossee. Il quella occasione fu chiamato Laurenzia per omaggiare la festa del giorno. Inoltre per accertare la presenza della peste sarà necessario effettuare un’analisi genetica sul collagene dentale, in quanto la malattia non lascia tracce sulle ossa. Per chiarire la datazione e la natura del ritrovamento, sono stati previsti due tipi di analisi: la datazione con Carbonio 14 (C14), utile a stabilire con precisione l’epoca del decesso, con un costo stimato di 500 euro per campione e la necessità di almeno dieci campioni, e l’analisi genetica per individuare il batterio della peste, effettuabile in pochissimi laboratori italiani specializzati, con un costo stimato di circa 5.000 euro per campione e tempi di esecuzione di 5-6 mesi. Il genoma del ceppo di peste del 1690 è già stato sequenziato e, se il materiale biologico del ritrovamento non risulterà degradato, sarà possibile confrontarlo per verificare una corrispondenza. Capire e avere informazioni certe su questo ritrovamento giustificherebbe ulteriori investimenti per la rimozione degli inerti che, nel corso dei secoli, potrebbero aver coperto i cadaveri delle vittime della peste. Senza una finalità scientifica, culturale o storica, la Regione non avrebbe motivo di finanziare questi interventi. Si procederà quindi a raccogliere informazioni dettagliate sui costi delle analisi e sugli istituti specializzati disponibili a effettuarle anche qui in Puglia, per poi valutare, con il Dipartimento Cultura, la richiesta di ulteriori approfondimenti da presentare in una prossima audizione”.

118 BR, Amati: “Dal prossimo 2 aprile pazienti del nord Brindisi centralizzati anche a Monopoli, in attesa apertura nuovo ospedale”

Comunicato stampa del consigliere e assessore regionale Fabiano Amati.

“Dopo la sollecitazione dei giorni scorsi, una riunione alla Regione e un sopralluogo svoltosi oggi, i dipartimenti di emergenza delle ASL di Bari e Brindisi hanno deciso di centralizzare i pazienti dei comuni del nord della provincia di Brindisi anche presso l’ospedale di Monopoli, in vista dell’attivazione del nuovo ospedale Monopoli-Fasano. E il tutto a partire dal prossimo 2 aprile. Si tratterà, in generale, della centralizzazione delle chiamate al 118 dei pazienti di Fasano e Cisternino, per esigenze di cure relative a unità operative già attive all’ospedale di Monopoli; per gli altri pazienti, quelli cioè bisognosi di cure non erogabili dalle unità operative attualmente in funzione, la centralizzazione continuerà ad avvenire presso l’ospedale Perrino di Brindisi.
La nuova attività interprovinciale del servizio d’emergenza non tiene conto dei confini provinciali e valorizza solo la tempestività e l’idoneità della cura nella scelta del presidio ospedaliero di destinazione, così come prevedono le norme e la programmazione regionale e così come dovrebbe avvenire ovunque. In senso più puntuale, ossia con riferimento al bacino epidemiologico del nord della provincia di Brindisi, l’iniziativa servirà a migliorare la tempestività degli interventi e soprattutto a tarare il sistema d’emergenza dei comuni del nord della provincia di Brindisi al nuovo ospedale Monopoli-Fasano, così da non farci trovare impreparati.
Certo, si tratta di un modo nuovo di fare assistenza ospedaliera nella dimensione dell’emergenza e, come tutte le novità, si porta dietro numerosi bias derivanti dall’abitudine e dalla difficoltà ad adattarsi. Ma in questo senso, hanno avuto rilievo in questa vicenda la volontà del direttore generale della ASL di Bari, in particolare, e del direttore generale della ASL di Brindisi, indirizzati dalla professionalità del responsabile del Dipartimento emergenza della ASL Brindisi Massimo Leone, dal responsabile del Dipartimento emergenza della ASL Bari Guido Quaranta, dalla responsabile della Centrale operativa 118 della ASL Bari Anna Maria Natola e dalla direttrice dell’Unità operativa di Pronto soccorso dell’ospedale di Monopoli Anna Lisa Bolognino.
A tutti loro la mia gratitudine: non è da tutti accettare di mettersi alla prova dell’innovazione con la stessa organizzazione, proiettandosi nel futuro solo con la speranza di vedersi riconosciuto il merito e quindi ottenere maggiori risorse umane e tecnologiche. Un metodo generalmente sconosciuto nella PA e che spesso diventa motivo di ritardi e disservizi.”