Primarie in Puglia: si vota domenica 12 gennaio per la scelta del candidato Presidente del centrosinistra

Il 12 gennaio 2020 si terranno le elezioni Primarie del centrosinistra per la scelta del candidato Presidente della Regione Puglia. Sarà possibile votare dalle ore 8,00 alle 20,00 nel seggio allestito nella propria città.

“Io ho candidato una lista di soluzioni ai problemi che da anni affliggono la Puglia – e non a caso il senso del mio programma è racchiuso nello slogan “Fuori il problema, dentro la soluzione” – e se sarò eletto porterò avanti le battaglie per Xylella, Liste d’attesa in sanità, Ricerca e Scienza, Ambientalismo tecnologico, Piano Casa e tanto altro ancora – dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati -. A queste Primarie in realtà abbiamo candidato una squadra, quella di C-Entra il futuro, perché un uomo da solo è in cattiva compagnia, e un elenco di soluzioni. Pertanto, “Fuori il problema, dentro la soluzione”, non è uno slogan ma un metodo per aiutare le persone nelle loro sofferenze e nelle difficoltà. Assumere la responsabilità di una decisione, argomento per argomento, è stato il nostro metodo negli ultimi cinque anni, con iniziative anche vigorose. Noi abbiamo soluzioni perché non vogliamo essere una parte del problema e per questo siamo qui, per stare dalla parte della gente di ogni comune della nostra Puglia”.  

 

Xylella, Amati e Pentassuglia: “Chiediamo ai Ministri competenti di guardare bene la norma regionale su reimpianti”

“Sono giunte dai ministeri dei Beni culturali e Ambiente alcune obiezioni sulla norma con cui il Consiglio regionale ha deciso, su nostra proposta, di derogare ai vincoli paesaggistici regionali, così da favorire la biodiversità e la varietà colturale nelle zone colpite dalla Xylella. È chiaro che questa norma serve a evitare la mutazione genetica del batterio, in grado di vanificare la ricostruzione produttiva e paesaggistica del Salento. Pertanto, chiediamo ai ministri Bellanova, Costa e Franceschini di prestare particolare attenzione al problema”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, con riferimento alle richieste di chiarimento giunte dai ministeri dei Beni culturali e Ambiente sull’art. 26 della legge regionale 52/2019, recante “1. In conformità con le procedure e i limiti previsti dall’articolo 149, (comma 1, lettera b), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) e al fine di garantire la biodiversità agricola e la resistenza dell’ecosistema alle mutazioni o ricombinazioni del batterio della Xylella, è consentita nelle aree dichiarate infette l’attività di impianto di qualsiasi essenza arborea in deroga ai vincoli paesaggistico colturali, comunque denominati, apposti in forza di leggi regionali o di provvedimenti amministrativi di pianificazione sovraordinata o comunale”.

“La norma regionale richiama la normativa statale (art. 149, comma 1, lett. b del Codice beni culturali) in materia di esenzione da autorizzazione paesaggistica in caso di attività agro-silvo-pastorale, salvo le previsioni dei piani paesaggistici. Nel nostro caso, al cospetto della gravissima problematica della Xylella, abbiamo ritenuto di garantire la biodiversità – proseguono Amati e Pentassuglia -, e quindi un maggiore ostacolo alle mutazioni del batterio, attraverso la deroga all’obbligo di reimpianto delle stesse varietà olivicole. Una deroga, in buona sostanza, al PPTR vigente nella parte relativa agli ulteriori contesti, e quindi un via libera all’applicazione senza particolari formalità della disciplina statale prevista dal già citato 149. Un modo efficace, a detta pure del mondo scientifico, per porre riparo alla grave tragedia così da ricominciare a produrre e ricostituire il paesaggio andato distrutto”.

Chiediamo in ogni caso ai ministri competenti di prendere a cuore la questione – concludono – perché a prescindere dai profili procedurali o dalle diverse competenze tra lo Stato e la Regione, ciò che conta è ritrovare unità d’intenti nella gestione del problema, magari procedendo a ulteriori modifiche del protocollo d’intesa già vigente e senza dilungarsi in estenuanti scambi di memorie dinanzi alla Corte costituzionale”.

Primarie, Amati: “Non partecipare aiuta Emiliano. Mi appello a Italia viva, Azione, Giusta causa e Stefàno”

“Non partecipare alle Primarie rischia di rivelarsi il miglior aiuto a Emiliano, perché sicuramente perde chi non combatte. Per questo chiedo a Italia viva, Azione, Giusta causa e Dario Stefàno di prendere parte alla competizione e metto a loro disposizione la mia candidatura per aggiungere eventuali condizioni a garanzia del migliore svolgimento”.
Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle Primarie del centrosinistra fissate per il prossimo 12 gennaio 2020.
“Mi pare che la situazione sia molto difficile per l’intera coalizione in vista delle elezioni regionali. Per questo non posso restare impassibile di fronte al disimpegno di Italia viva, Azione e Giusta causa, così come non trovo giusto liquidare con qualche battuta o insulto le critiche di Dario Stefàno – prosegue Amati -. Bisognerebbe ricordare, infatti, che la legge elettorale regionale è fortemente maggioritaria e quindi non tollera divisioni o disimpegni. Capisco benissimo le obiezioni di programma e di metodo che queste forze politiche pongono nei confronti di Emiliano; le capisco perché nella quasi totalità sono pure le mie e degli altri Consiglieri regionali di C-Entra il futuro. Ma per far vincere le nostre proposte di soluzioni ai problemi e un metodo di governo nuovo bisogna impegnarsi e coalizzarsi affinché il 12 gennaio esca un risultato diverso da quello che temono Italia Viva, Azione, Giusta causa e Stefano. Come fare? Entrando in campo e vivendo pienamente la competizione, per evitare – conclude – che il 13 gennaio possa cominciare il solito festival delle occasioni perdute”.

Primarie 2020: sarebbe opportuno un confronto, perché si tratta di un concorso sulle soluzioni dei problemi / rassegna stampa

Rassegna Stampa di oggi >>

#Primarie2020: Emiliano dovrebbe accettare un confronto pubblico, tutti insieme, per mettere i pugliesi nelle condizioni di scegliere tra soluzioni diverse: non è un concorso di bellezza, ma un concorso sulle soluzioni dei problemi.
Io ci spero ancora e mi appello a Italia viva, Azione e La Giusta Causa, ricordando loro che ci sono anche io e che le nostre posizioni sono ampiamente compatibili.

 

 

“Il centrosinistra scelga l’ambientalismo tecnologico” / ecco l’articolo su Gazzetta del Mezzogiorno di oggi

Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 28 dicembre 2019, articolo di De Feudis Michele

«Il centrosinistra scelga l’ambientalismo tecnologico»


 

BARI. Il modello di sviluppo per la Puglia è uno dei temi su cui il centrosinistra dovrà, con le primarie del 12 gennaio, trovare una sintesi. Contro i fanatismi ecologisti si schiera Fabiano Amati, candidato ai gazebo, esponente del Pd.

«La sfida è quella dell’ambientalismo tecnologico. Registro troppi attacchi e ostacoli ai settori con più alta densità di lavoro: edilizia, agricoltura e industria. C’è chi farnetica – attacca Amati – su modelli di sviluppo invece di utilizzare i migliori ritrovati dell’ambientalismo tecnologico. C’è un largo sentimento anti-industriale che si manifesta contro gli impianti per il trattamento di rifiuti organici o dei materiali differenziati. È un attacco contro l’ambiente e contro l’economia circolare messo in scena facendo finta di essere ambientalisti».

 

Per il consigliere regionale Pd, animatore dell’associazione «C-entra il futuro», «il rifiuto dell’ambientalismo tecnologico genera un perdita delle chance industriali. Sulla decarbonizzazione, obiettivo condivisibile, quando si passa all’idea che è un processo di transizione, peraltro molto costoso, e che ha bisogno di infrastrutture per portare il gas, si nota la contrarietà – in qualche caso anche di Emiliano – ai mezzi che portano alla decarbonizzazione, come il Tap».

«Questo tema – analizza ancora Amati – si lega anche alle questioni di Taranto: se mettiamo un serbatoio di petrolio, che comunque viene estratto, evitando il transito di 40 petroliere all’anno in un porto come Taranto, parlo del serbatoio di Tempa Ross, c’è chi si oppone. Nonostante sia un’opera autorizzata dalla giunta Vendola».

Elena Gentile, ex eurodeputato e candidata alle primarie, conserva lo scetticismo verso l’attuale Piano Casa: «A Milano – replica il politico dem – ogni cinque anni smontano e rimontano la città. Qui non riusciamo nemmeno a trasformare pacificamente una vecchia rimessa di meccanico in quattro appartamenti. E quando c’è un immobile grande i comuni non dicono cosa vorrebbero e si aspettano che la Regione, come il grande fratello, dica come si devono comportare».

«Non si sa che lo sviluppo è emancipazione dalla povertà. Chi frena lo sviluppo – conclude Amati – lo fa per consolidare nel tempo monopoli di ricchezza contro il popolo, pretendendo di farlo anche in nome del popolo. Vogliono tornare indietro nel tempo, ovvero al vaso da notte da svuotare nell’orto di casa…Se vinco io ci sarà una coalizione fondata sull’ambientalismo tecnologico e non sul ritorno al passato: nel mondo del lavoro si pratica questa filosofia mentre la politica chiacchiera su altre discipline».

 

Qui PDF dell’articolo:

Il centrosinistra scelga l’ambientalismo tecnologico.pdf

Domani a Ostuni incontro con il candidato alle Primarie 2020 Fabiano Amati. Interviene l’Europarlamentare Paolo De Castro

Domani mattina, domenica 22 dicembre, alle ore 10.30, all’Hotel Monte Sarago di Ostuni (in Corso Mazzini, 233), il Consigliere regionale Fabiano Amati presenterà la sua candidatura alle Primarie del 12 gennaio 2020 per la scelta del candidato Presidente della Regione Puglia. Sarà presente l’Europarlamentare Paolo De Castro, già Ministro dell’Agricoltura e attuale coordinatore gruppo S&D Commissione Agricoltura.
Amati racconterà il suo progetto di governo e le proposte di soluzione a problemi come Xylella, liste d’attesa, edilizia pubblica, ecc.
L’incontro è aperto alla cittadinanza.

“La vera novità sono io”: perché Emiliano e Fitto hanno già fatto vedere ciò che sanno fare / rassegna stampa

Rassegna Stampa >>

“La vera novità sono io” titola la Gazzetta del Mezzogiorno di oggi in un articolo. Sì, perché Emiliano e Fitto hanno già fatto vedere ciò che sanno fare. Solo se vinco le Primarie i pugliesi potrebbero decidere il risultato di un derby vero, quello tra una soluzione nuova e una già vista.

#Primarie2020

 

Elezioni 2020, Amati: “Emiliano e Fitto hanno già dato. Solo se vinco Primarie i pugliesi potranno scegliere uno nuovo”

“Emiliano e Fitto hanno già fatto vedere ciò che sanno fare. Solo se vinco le Primarie i pugliesi potrebbero decidere il risultato di un derby vero, quello tra una soluzione nuova e una già vista”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle primarie del centrosinistra fissate per il prossimo 12 gennaio.

“Se non dovessi vincere le Primarie del prossimo 12 gennaio i pugliesi sarebbero costretti a scegliere tra due personalità che hanno già mostrato le loro ricette per governare la regione. Abbiamo invece bisogno di far fuori i problemi che in un modo o nell’altro entrambi non hanno saputo affrontare, per far entrare soluzioni nuove e più nette sul problema delle liste d’attesa, rifiuti, Xylella, celerità della spesa, edilizia pubblica, Aqp ecc.. La Puglia è una regione così creativa e ricca di risorse che non può ritrovarsi a scegliere nel 2020 tra due persone che si disputavano la scena politica regionale sin dal quinquennio 2000-2005. Per evitare questo destino c’è un’unica soluzione. Scegliermi il 12 gennaio alle Primarie aperte a tutti, anche a quelli che dal centro-destra aspirano a scegliere per la propria regione qualcosa di nuovo”.

Piano casa, Amati: “È una misura che garantisce l’ambiente, la legalità e lo sviluppo”

Ambiente, legalità e sviluppo. Le tre parole del Piano casa, per contrastare consumo di suolo, imbrogli e povertà. Spero che nei prossimi mesi divenga una misura strutturale, come chiedo da diversi anni”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

“Sono soddisfatto della proroga e mi compiaccio delle parole di soddisfazione espresse da migliaia di persone, tecnici, sindacati edili, imprese del settore e dell’indotto. Il rinnovo di un provvedimento in grado di far mettere a tavola migliaia di posti di lavoro utilizzando il capitale di rischio degli imprenditori è una decisione molto accordata con la mia cultura e con quella di forze politiche che sono nate per occuparsi prioritariamente del popolo. Diventa per questo incomprensibile osservare alcuni gruppi politici che si definiscono di sinistra, cioè dalla parte del popolo, impegnati nell’avversare un provvedimento di tale portata con argomenti un po’ troppo salottieri e quindi lontani dalla gente normale. Se qualcuno dovesse chiedersi perché il popolo vota Salvini, uno degli argomenti potrebbe essere proprio il fatto che il centrosinistra si presenta distribuendo – con saccenza e supponenza – ricette quanto più lontane dal popolo. Spetta naturalmente a ogni comune la decisione sulle parti del territorio ammesse ai benefici dello strumento, nell’ambito della propria autonomia”.

Piano casa, Amati e Pentassuglia: “Bene proroga. Sarebbe il caso di renderlo definitivo”

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Fabiano Amati e Donato Pentassuglia.
La proroga del Piano casa, fondata sul copia-incolla della nostra proposta di legge, è la norma più produttiva dell’intero bilancio regionale. Aiuta un settore a più alta densità di lavoro, riduce il consumo di suolo ed elimina discrezionalità amministrativa e i cappelli in mano. Speriamo solo che nei prossimi anni possa diventare un provvedimento definitivo, magari migliorato.
Ci spiace che per arrivare a questo risultato abbiamo dovuto attraversare il fuoco polemico con il Governo regionale e con minoranze d’opinione pubblica che pensano purtroppo all’edilizia come a un settore incline al trucco e ai raggiri. In realtà – continuano i due Consiglieri – si tratta di un settore che consente, attraverso il capitale di rischio degli imprenditori, di mettere a tavola migliaia di piatti a tavola per altrettante famiglie. Un provvedimento, insomma, in favore del popolo, che purtroppo ci abbandona quando non prestiamo ascolto ai suoi bisogni”.