Aqp, Amati: “I manager AQP dicono che non ce la fanno senza l’apporto di un privato: perché non si dimettono?”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati, con riferimento al comunicato stampa AQP inviato nel tardo pomeriggio.

“Una giustificazione molto parolaia è un po’ troppo contorta. Mi pare di capire che AQP stia denunciando l’impossibilità di realizzare celermente gli investimenti e perciò di aver bisogno dell’apporto di un privato. Siamo dunque di fronte a un’autodenucia, che in una società normale avrebbe come conseguenza le dimissioni del CdA e dell’amministratore delegato e non la ricerca di un socio.
Circa la possibilità di disporre di tecnologie avanzate, segnalo la possibilità – come sempre accaduto – di promuovere le gare per progettazioni e lavori. Che io sappia le tecnologie si possono acquistare sul mercato e non si capisce per quale motivo un possessore di tecnologie debba fornirle solo partecipando a una società. In ogni caso, una società con privato per gestire il servizio idrico mette in discussione la natura pubblica della risorsa. Una cosa che in Puglia non deve mai accadere, in nome di lunghe battaglie secolari.”

Oggi Fabiano Amati ospite de “Il fatto del giorno” su Teleregione

Questa sera, il Consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle Primarie del centrosinistra del 12 gennaio 2020 per la scelta del Presidente della Regione Puglia, sarà ospite de “Il fatto del giorno”, rubrica di approfondimento quotidiano a cura della redazione di Teleregione in onda alle 20.00 e alle 23.00 e domani (29 novembre) alle ore 15.00.

Appuntamento sul Canale 14 del digitale terrestre.

AQP, Amati: “Operazione dannosa. Si riferisca in Commissione. Che ne pensa Emiliano? E i sindaci e i partiti?”

L’operazione è dannosa e c’è qualcuno che sussurra pure l’identità e il passaporto del partner privato con cui AQP formerebbe una nuova società per la ricerca perdite e il risanamento reti. Ma tralasciando i retroscena, mi pare urgente sentire in Commissione i manager di AQP, ideatori di tale proposta. Per questo ho depositato ieri una richiesta di audizione, che spero venga fissata al più presto. Nel frattempo, sarebbe bello conoscere innanzitutto il parere del Presidente Emiliano, e poi quello dell’Autorità Idrica Pugliese, cioè dei sindaci, e dei partiti”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, con riferimento all’ipotesi di costituzione di una società mista per la ricerca perdite e il risanamento delle reti.

L’operazione non ha alcuna logica, nonostante le mille ipotesi, e mi pare destinata solo a modificare la natura pubblica della gestione del servizio idrico. Un impegno che negli anni scorsi ci è costato decine di battaglie, vinte con non poca fatica. L’ipotesi incide sulle attività rolling, le attività ripetitive nonché cuore delle lavorazioni, con necessità di garantire sempre l’efficienza e quindi una dotazione finanziaria continuativa e non limitata al primo grande investimento. È come se un parrucchiere selezionasse un socio per tagliare i capelli, cioè l’attività prevalente che lo indusse ad aprire bottega, e che dopo l’acquisto di una nuova forbice non mettesse in conto le spese per l’affilatura. Andiamo più in concreto. Se l’AIP ha autorizzato investimenti per ricerca perdite e risanamento e la società mista si propone di realizzare quelle attività, in cosa consiste l’apporto del privato nella società? In un’anticipazione delle somme disponibili per svolgere i lavori? Può darsi; ma perché non rivolgersi alle banche, considerato che AQP ha un rating di tutto rispetto? Forse – chiede ancora Amati – perché le banche non reputano sufficiente il periodo residuo di concessione? Probabile; ma perché ciò che è insufficiente per le banche dovrebbe essere sufficiente per l’Autorità di regolazione? In ogni caso, come sarebbe remunerato l’apporto finanziario del socio privato?”.

“Inoltre: si dice che l’apporto del privato non sarà solo finanziario ma anche tecnologico, progettuale e gestionale. Questo significa che secondo il management di AQP il personale interno non è idoneo alla missione, e questo non mi pare, e che pure le numerose gare di progettazione effettuate in passato non hanno mai sortito effetti d’eccellenza – prosegue –. Se è così, come è stato possibile raggiungere gli alti livelli di efficienza degli ultimi dieci anni, con relativa produzione di utili? Come si spiega la necessità di richiedere apporti tecnologici e progettuali privati per colmare carenze, con gli entusiastici rapporti sul raggiungimento degli obiettivi scritti dagli stessi manager che vogliono ora ricorrere al privato? E potrei continuare a lungo con le domande e le deduzioni, anche sul fatto che non si capisce perché l’acquisizione delle tecnologie debba avvenire attraverso la partecipazione del privato-proprietario a una società e non attraverso un normale acquisto. Tante domande e tante riflessioni – conclude – su cui un momento di chiarezza non farebbe per nulla male”.

 

AQP, Amati: “I privati in società per risanamento reti è uno scempio tecnico e politico”

 

Amati: “AQP contesta opinioni contrarie su società mista con parole vacue, come se i privati fossero frati francescani”

La Regione Puglia, socio unico di AQP, non può avallare una nuova società con privati / rassegna stampa

Rassegna Stampa di oggi >>
 
#AQP: scempio tecnico e politico.
La Regione Puglia, socio unico di AQP, non può avallare una nuova società con privati per la ricerca perdite e il risanamento reti, cioè nella gestione delle reti in esercizio.
 
L’ipotesi di costituzione di una società mista per effettuare la ricerca perdite e il risanamento delle reti determina di fatto l’ingresso dei privati nel settore più delicato del servizio idrico integrato: la gestione delle reti in esercizio. A ciò si aggiunga che tale ipotesi non può che travalicare i tempi della concessione, per cui è decisamente imprudente se non impossibile, e per questo diffido l’Autorità idrica pugliese e i comuni a fornire l’autorizzazione.

Amati: “AQP contesta opinioni contrarie su società mista con parole vacue, come se i privati fossero frati francescani”

Replica del Consigliere regionale Fabiano Amati al comunicato AQP di questo pomeriggio su nuova società pubblica-privata.

“La nota del management di AQP mette assieme tante parole per non dire nulla. AQP non può perdere la sua sobrietà aggrappandosi al vocabolario della vacuità. Vorrei ricordare ai manager che gestiscono una società seria che ha sempre fatto i lavori attraverso il suo qualificato personale, gli appaltatori e sotto le forme di legge. Tutto questo mi sento di sostenerlo e provarlo in ogni sede, a meno che il management di AQP non sia in grado di dimostrare che selezionerà un socio privato benefattore, vestito con il saio da francescano, mosso non tanto dal conseguimento di un utile ma solo dal vecchio monito di giustizia pronunciato da Imbriani alla Camera per perorare la causa dell’acqua in Puglia. Ma in tal caso sono certo che anche l’AIP darebbe parere favorevole, per cui i manager AQP non hanno da preoccuparsi. Ci vediamo in audizione in commissione, che ho già richiesto”.

AQP, Amati: “I privati in società per risanamento reti è uno scempio tecnico e politico”

La Regione Puglia, socio unico di AQP, non può avallare una nuova società con privati per la ricerca perdite e il risanamento reti, cioè nella gestione delle reti in esercizio. E se lo ha già fatto, o addirittura ispirato, sta commettendo uno scempio tecnico e politico”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, con riferimento alla presentazione in conferenza stampa di una società mista per la ricerca perdite e il risanamento delle reti.

“Per tanti anni non ho parlato molto di AQP perché non è mai elegante mettere in risalto i successi ottenuti quando alla guida di qualsiasi cosa ci sei stato tu. Ma ora è troppo e il silenzio equivarrebbe a complicità. L’ipotesi di costituzione di una società mista per effettuare la ricerca perdite e il risanamento delle reti determina di fatto l’ingresso dei privati nel settore più delicato del servizio idrico integrato: la gestione delle reti in esercizio. A ciò – prosegue Amati – si aggiunga che tale ipotesi non può che travalicare i tempi della concessione, per cui è decisamente imprudente se non impossibile, e per questo diffido l’Autorità idrica pugliese e i comuni a fornire l’autorizzazione. Metto in evidenza, inoltre, che l’idea pone in discussione un concetto basilare della gestione di AQP e cioè che la natura pubblica della risorsa acqua si preserva attraverso la gestione interamente pubblica delle infrastrutture, e con le forme della società di capitali al solo fine di conquistare l’efficienza, e quindi il credito bancario, e tenere lontana la parte mercantile della classe politica dal tempio di via Cognetti. Rilevo, ancora, che l’iniziativa sembra un ritorno al passato, perché non tiene conto del duro lavoro per riportare all’interno di AQP tutte le società collegate”.

“E mentre posso far finta di niente sugli orrori di ricostruzione storica, che per motivi di propaganda ha fatto diventare un semplice mutamento di denominazione in un motivo per mettere in piedi una recente e costosa festa su un centenario che non c’è, non posso consentire – conclude – che si distruggano l’Acquedotto Pugliese, il cuore di Puglia, e tutto il suo formidabile apparato tecnico e amministrativo, cresciuto negli anni scorsi con margini operativi lordi da far invidia a tutte le società pubbliche europee”.

Piano casa – “Di Summa” pronto a diventare PTA – Situazione immutata per liste d’attesa / rassegna stampa

Tre gli argomenti centrali della RASSEGNA STAMPA di oggi >>

Piano Casa: il provvedimento sarà votato in Consiglio Regionale il 4 dicembre. La proposta di legge, a firma mia e del Consigliere Donato Pentassuglia, incide su tre punti fondamentali:
LAVORO – consente di mettere il piatto a tavola e garantisce posti di lavoro
AMBIENTE – non si tagliano gli alberi perché si opera su immobili già esistenti
LEGALITÀ – recide ogni tentazione di brogli e corruzione.

Ex “Di Summa” di Brindisi in PTA: approvata dalla Giunta regionale la riconversione in Punto Territoriale d’Assistenza e ospedale di comunità. Servirà a congiungere in un unico plesso l’assistenza territoriale, allo stato dislocata in due diverse sedi, e a migliorare l’appropriatezza delle prestazioni erogate dall’ospedale “Perrino”.

Liste d’attesa: situazione immutata. Anche i dati della settimana indice di ottobre confermano la situazione di aprile scorso e di tutte le settimane indice precedenti e cioè che i cittadini sono ancora in fila al Cup. Sono mesi che proponiamo un rimedio per migliorare, purtroppo inascoltati.

 

Ex ‘Di Summa’, Amati: “La Giunta regionale accoglie mia proposta di riconversione. Grazie a Emiliano, Pasqualone e Montanaro”

Dopo due anni dalla proposta e decine di iniziative istruttorie, la Giunta regionale ha deliberato la riconversione del ‘Di Summa’ di Brindisi in Punto Territoriale d’Assistenza e ospedale di comunità. Ringrazio per l’adesione a questa importante iniziativa il Presidente Emiliano, il DG Asl Giuseppe Pasqualone, il Direttore dipartimento Vito Montanaro e il Dirigente regionale Giuseppe Lella. Ora si vada avanti nella progettazione”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati, promotore dell’iniziativa di riconversione dell’ex “Di Summa” di Brindisi, approvata oggi dalla Giunta regionale.

“La riconversione del ‘Di Summa’ prevede l’istituzione di un ospedale di comunità, con uno o due moduli da 20 posti letto, gestione delle urgenze/emergenze, prestazioni specialistiche ambulatoriali (chirurgiche e mediche) e a ciclo diurno, prestazioni di medicina e pediatria generale, servizi di radiologia, centro prelievo e farmacia, attività di prevenzione e riabilitazione, prestazioni socio-sanitarie integrate e attività amministrative. Il tutto affidato a un team di operatori composti da medici di medicina generale, medici di guardia medica, specialisti ambulatoriali, infermieri professionali, assistenti sociali, psicologi, oss, eccetera”.

“Il PTA servirà a congiungere in un unico plesso l’assistenza territoriale, allo stato dislocata in due diverse sedi, ma soprattutto per migliorare l’appropriatezza delle prestazioni erogate dall’ospedale ‘Perrino’, attualmente gravato da attività sanitarie potenzialmente erogabili a domicilio, ma tramutate in ricovero per fronteggiare – conclude – situazioni di difficoltà sociale o inidoneità strutturale del domicilio, oppure per corrispondere a domande che necessitano di sorveglianza infermieristica o di osservazione sanitaria breve”.

Liste d’attesa, Amati: “I dati di ottobre dicono che nulla è cambiato. Eppure ci sarebbe un modo per migliorare la situazione”

Sulle liste d’attesa purtroppo non è cambiato nulla. Anche i dati della settimana indice di ottobre confermano la situazione di aprile scorso e di tutte le settimane indice precedenti. Il fatto che non capiti nulla di nuovo non significa, però, che siamo condannati all’inesorabile, perché sono mesi che proponiamo un rimedio per migliorare, purtroppo inascoltati”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, commentando i dati di monitoraggio dei tempi di attesa relativi alla settimana indice 7-11 ottobre 2019. 

“Dalla rilevazione dei dati (qui il file: Monitoraggio ex ante Istituzionale PUGLIA – 07_11 ottobre 2019) emerge che per la classe di priorità B ci sono prestazioni che presentano percentuale di prenotazione entro i tempi inferiore al 50% in casi come: prima visita chirurgia vascolare (42%), TC dell’addome superiore senza e con MDC (35%), RM di addome inferiore (46%), diagnostica ecografica del capo e del collo (44%), eco (color) dopplergrafia dei tronchi sovra aortici (49%), esofagogastroduodenoscopia con biopsia (45%), elettrocardiogramma dinamico-Holter (37%), elettromiografia per arto superiore (32%). Per la classe di priorità D ci sono prestazioni che presentano percentuale di prenotazione entro i tempi inferiore al 50% in casi come: prima visita cardiologica (36%), prima visita chirurgia vascolare (38%), prima visita gastroenterologica (48%). Se si prendono in considerazione le singole situazioni per provincia – prosegue Amati –, emergono maggiori criticità, per esempio: a Bari per una prima visita di chirurgia vascolare, su 19 prenotazioni con classe di priorità B solo 2 sono garantite nei tempi, dunque l’11%; per la stessa visita con classe di priorità D, su 31 prenotazioni ne sono state garantite nei tempi 5, dunque il 16%. Nella BAT, per una prima visita oculistica, su 23 prenotazioni con classe di priorità B, sono solo 3 quelle garantite entro i tempi, dunque il 13%. A Brindisi, per un elettrocardiogramma dinamico, su 7 prenotazioni con classe di priorità B, solo 1 è quella garantita entro i tempi, dunque il 14%. Nelle province di Foggia, Taranto e Lecce le prestazioni ambulatoriali garantite entro i tempi non scendono al di sotto del 20%, ma non sono comunque rispettati i tempi delle liste d’attesa”.

“Insomma, i cittadini in fila al CUP vivono una condizione di sofferenza e non possono tollerare simili situazioni, che purtroppo vanno a offuscare anche le tante cose belle che accadono in sanità. Quello delle liste d’attesa è un punto prioritario dell’azione di governo della regione Puglia. Chiunque sarà eletto presidente per la prossima legislatura dovrà occuparsi di questo, e se dovesse toccare a me sarebbe un’attività quotidiana, cominciando ad attuare le norme che prevedono la sospensione dell’attività a pagamento qualora i tempi di attesa tra attività istituzionale e a pagamento siano completamente diversi. Nelle prossime settimane – conclude – potremo analizzare i dati di comparazione tra l’attività istituzionale e quella libero-professionale, e io ve li racconterò come da prassi”.

 

Liste d’attesa: nulla di nuovo anche nei dati della settimana indice di Ottobre 2019