Primarie: il dato dell’affluenza suggerisce di fare al più presto qualcosa; bisogna allargare la coalizione / rassegna stampa

 

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PRIMARIE – C’è bisogno di fare negli ultimi mesi di legislatura cose così utili da sembrare pazzesche, e soprattutto allargare la coalizione a chi sinora non c’è stato, perché  quella presentatasi alle elezioni Primarie è molto ridotta e non garantisce per nulla sulla possibilità di competere.

 

 

 

 

Perché Emiliano dovrebbe perdere – Le cose facili le sanno fare tutti, ma sono quelle difficili che cambiano il mondo / intervista su “Il Foglio”

Foglio di sabato 11 gennaio 2020, pagina 3

Fabiano Amati (Pd) ci spiega perché è bene che Emiliano perda


di David Allegranti 

“Lo so che la nomenklatura del Pd gioca a favore di Michele Emiliano e so che bisogna stare attenti perché anche l’arbitro sta dalla sua parte. So anche che aver esercitato il potere per cinque anni ti dà un vantaggio in più. Ma non potevo tacere. Anche perché le cose facili le sanno fare tutti, ma sono quelle difficili che cambiano il mondo”.

Fabiano Amati, consigliere regionale del Pd, è in campo per le primarie pugliesi che si terranno domenica 12 gennaio per scegliere il candidato governatore della Puglia.

“Assieme a un gruppetto di altri consiglieri regionali abbiamo proposto per cinque anni soluzioni alternative ai problemi più importanti, ma nella maggior parte dei casi abbiamo subito solo sabotaggi e i problemi sono rimasti in piedi”.

Quali? La Xyella: problema notevole, che non si risolve inseguendo creduloni e sciamani oppure le opinioni di attori e cantanti al posto di fitopatologi e agronomi. E quante pene hanno passato il Prof. Giovanni Martelli, appena deceduto, e i suoi allievi, Messi addirittura sotto processo. Il risultato è che oggi la Xylella ha raggiunto la provincia di Bari. Il tutto per ‘merito’ dell’assoluta indecisione dell’amministrazione regionale nell’attuare gli interventi delle stesse istituzioni scientifiche della Regione, a partire dall’Osservatorio Fitosanitario Regionale. Abbiamo sempre chiesto di ascoltare la scienza, preferendo gli scienziati agli sciamani. Ma così non è stato fatto”.

Poi, dice Amati al Foglio, “c’è la questione dei rifiuti. In Puglia non abbiamo impianti e l’alternativa sono la monnezza per strada oppure i camion che vanno in giro per l’Europa per trovare impianti di trattamento. Un Comune si era proposto di ospitare un impianto di compostaggio, Emiliano aveva accolto con favore l’impegno, poi per un assessore della sua giunta si è messo contro quel Comune e il governatore ha dato ragione al suo assessore. Emiliano è tornato sui suoi passi spiegando che purtroppo è in campagna elettorale e che bisogna assecondare l’opinione di quell’assessore. Il risultato è che non abbiamo impianti per trattare i rifiuti”.

Altro problema, le liste d’attesa. “Abbiamo proposto una norma per la sospensione automatica delle attività a pagamento qualora i tempi d’attesa tra intramoenia e attività pubblica fossero notevolmente diversi (un anno e mezzo per il pubblico contro qualche giorno per l’attività a pagamento). Quella proposta di legge è stata sabotata per contrarietà di un gruppetto di medici. Siccome i medici votano, ci è stato detto, non bisogna contrariarli. Il risultato è che le persone rimangono in fila al Cup con il carico di ansie e dolori “.

E che dire del caso ex Ilva. “Emiliano ha tenuto tutte le parti in commedia: fabbrica chiusa, fabbrica aperta. Oggi dice che il governo ha finalmente ascoltato la sua opinione. Ma qual è la sua opinione? Dov’è la sua ragione? In un confronto televisivo gliel’ho chiesto. Lui ha detto che il governo si è impegnato a decarbonizzare la fabbrica. Ma questo è l’impegno politico di quasi tutti i governi del mondo da diversi anni. E proprio per assecondare il processo di decarbonizzazione e transizione energetica vengono favorite le infrastrutture tipo il Tap. Lui invece no, ha provato a ostacolare la costruzione del gasdotto”.

Amati ne ha anche per il Pd: “In privato se parli con qualche esponente nazionale, ti dice che Emiliano non va bene. Anche perché in diverse circostanze ha attaccato duramente e con parole ingiuste e infondate i governi Renzi e Gentiloni, così come i gruppi parlamentari. Prendiamo sempre il caso Ilva. E’ stato il governo Gentiloni ad aggiudicare la gestione dell’ex Ilva ad ArcelorMittal, quindi quando Emiliano critica quella decisione di fatto sta attaccando Paolo Gentiloni. Nessuno nel Pd sembra tenere conto di un fatto, e cioè che forze come Italia Viva e Azione, così come movimenti politici più regionali, non sosterranno Emiliano. E l’aria in Puglia è amara per il centrosinistra. Il Pd dovrebbe intervenire: una forza politica come la nostra non può avallare il situazionismo di Emiliano, cioè quel meccanismo che non si fonda sulla coppia problema – soluzione, cioè sugli enigmi della vita di ogni giorno. Lui parte dal problema e lo snocciola mettendo assieme tutti gli argomenti possibili e immaginabili, magari senza connessione tra loro, per giungere non alla soluzione ma a ottenere ragione, quella cioè che lui si è dato in partenza. Lui fabbrica la sua ragione con il metodo che alcune procure usano per fabbricare reati, l’inquisitio generalis. Come nel delizioso racconto La Panne di Friedrich Dürrenmatt. I vecchi giuristi dicono che a furia di insistere prima o poi un reato si trova, Emiliano pensa che a furia di mettere assieme fiumi di parole alla fine ce ne sarà una tra le tante che si potrà isolare per potergli far dire di aver avuto ragione”.

Qui l’intervista in PDF:

Intervista_Il Foglio

 

Contano i contenuti, per questo mi sono candidato. I pugliesi sono consci degli errori di Emiliano / intervista su Nuovo Quotidiano Brindisi

Nuovo Quotidiano Brindisi di venerdì 10 gennaio 2020, pagina 5

Intervista a Fabiano Amati

Amati avverte: primarie inutili se emergeranno irregolarità – «Io in campo anche con l’arbitro contro. I pugliesi consci degli errori di Emiliano»

di Gioffredi Francesco G.

Fabiano Amati, consigliere regionale Pd e candidato alle primarie di centrosinistra: in pochi giorni ha lanciato due allarmi su trasparenza e spontaneità del voto di domenica. Qualcosa avrà notato, durante questa campagna elettorale: cosa?

«In un caso ho segnalato il necessario rispetto delle regole sulla coincidenza tra elettori e contributo di un euro raccolto; nell’altro ho notato che un circolo Pd prende posizione per Emiliano, e siccome le questioni organizzative incombono sui circoli, allora ho sollevato il problema. Diventa purtroppo difficile trovare un interlocutore a cui segnalare, visto che la nomenclatura Pd è tutta con Emiliano e che queste operazioni di aggiramento delle regole sono interpretate da supporter del governatore. Insomma, se tanto mi dà tanto, allora non c’è un giudice a Berlino».

Lei ha il sostegno di Azione, il movimento di Carlo Calenda: l’ex ministro spara a zero su Emiliano, al punto che non sosterrà il centrosinistra se alle primarie dovesse vincere il governatore. Ritiene eccessiva la posizione di Calenda?

«Calenda non è parte del patto delle primarie. Emiliano poi gli ha detto cose inaudite, nonostante il ministro abbia lavorato bene nei governi Renzi e Gentiloni. Calenda non ha stima di Emiliano, non è dunque il caso di aspettarsi fiori…».

E lei rispetterà il “patto delle primarie”?

«Sì, solo la violazione delle regole può farmi cambiare idea. Tenuto pur sempre conto che gioco non solo fuori casa e con il pallone portato da altri, ma anche con l’arbitro contro. Posso avere almeno le regole dalla mia parte?».

Valeva la pena di candidarsi, allora?

«L’ho fatto innanzitutto perché sono convinto delle mie idee. Ma “chi te lo ha fatto fare?” è una domanda che non si pone mai, nemmeno con pronostici infausti, altrimenti avrebbero dovuto dirlo a Vendola nel 2005 o ad Armstrong, Aldrin e Collins prima di sbarcare sulla luna. Solo osando e avendo buone idee si può riuscire».

D’accordo, ma con la vittoria di Emiliano sareste tutti “costretti” ad accodarvi e a “dimenticare” le tante e aspre critiche formulate finora.

«È così, per questo vorrei evitare la ricandidatura di Emiliano: ho l’impressione che i cittadini non la pensino così e che se il centrodestra di Fitto ha una chance di vincere è avendo proprio Emiliano come concorrente. Ma del resto è stato lo stesso governatore a dirlo: a Taranto ha detto che “non c’è nessuno che ha commesso gli errori che ho commesso io, ma sono l’unico che può correggerli”. C’è un solo problema i pugliesi si sono accorti prima di lui degli errori e vogliono correggersi da soli votando un altro candidato».

E lei quali errori rimprovera al governatore?

«Ne cito tre. La xylella: grande debolezza nell’affrontare un problema che ci ha portato a un paesaggio lunare dal Salento fino a Fasano, e va reso il massimo onore a tutti i ricercatori che, anche grazie alla debolezza della politica, sono diventati zimbelli per creduloni e negazionisti. Da presidente condurrò una lotta durissima all’espansione del contagio secondo scienza, tutelerò il mondo dei vivai, e farò di tutto perla rigenerazione produttiva e paesaggistica del Salento, anche garantendo la diversità colturale che serve a non produrre mutazioni genetiche del batterio».

E gli altri due punti di critica a Emiliano?

«I rifiuti: non ci sono impianti, l’alternativa sono i rifiuti per strada e rifiuti in tour per l’Europa e le discariche. Con me si realizzeranno gli impianti, dopo dibattito pubblico, e non si vedrà un presidente che dichiara l’utilità di un impianto e un suo assessore che per voti lo ostacola. Terzo punto, i fondi comunitari: nel 2016 proposi un organismo unico per impedire l’eccesso di burocrazia e spendere bene e subito, il governo Emiliano disse di no, ora – per esempio – stiamo perdendo 146 milioni del Psr e per le misure del Titolo secondo gli imprenditori restano in fila per ricevere la grazia della liquidazione. Con me nascerà un ente strumentale ad hoc, si chiamerà “Puglia azioni veloci”».

Fondi europei vuol dire anche agevolare un’autentica politica industriale. Lei viene spesso etichettato come “sviluppista”: nota una carenza di visione industriale?

«Di politica industriale si parla solo quando c’è qualche numero col segno “più” da commentare. Ma cosa c’è dietro quei numeri? Industria, edilizia, turismo e agricoltura. Sull’industria in Puglia ci siamo imbattuti in situazioni caotiche come Ilya; nell’edilizia cerchiamo di affossare il Piano casa che mette piatti in tavola riducendo consumo del suolo e corruzione; sul turismo diciamo “no” a resort e campi da golf alimentati con i reflui affinati; e in agricoltura perdiamo le risorse. E una Regione priva di senso industriale».

Perché auspica l’intervento di Zingaretti?

«Abbiamo una coalizione stretta-stretta, allargata solo a Di Cagno Abbrescia e Cassano in cambio del Cda di Acquedotto e del commissariamento di Arpal. Mi piacerebbe, e in questo mi rivolgo a Zingaretti, che di fronte alle obiezioni di Italia viva e di Azione ci si ponesse il problema della coalizione e della probabile sconfitta e si intervenisse. Peraltro in Puglia ci sono in ballo questioni che riguardano l’intero Paese: Ilva, Tap, xylella. Trovo stupefacente che in questa vicenda pugliese il segretario Pd non dica nulla: non può tacere».

Anche Bellanova, per conto di Italia viva, si rivolge a Zingaretti e propone tuttavia l’azzeramento delle primarie e il “divorzio” da Emiliano: precondizioni per rinsaldare l’asse Pd-renziani.

«Alla mia amica Teresa, con cui ho un grande rapporto di stima, dico che dovrebbero aiutarmi, così assieme risolviamo il problema in casa senza attendere interventi romani».

Ma se il Pd dovesse continuare a tacere o a sostenere Emiliano, lei resterebbe comunque nel Pd?

«In questo momento è il partito che mi dà la possibilità di dire che ci sono persone in fila al Cup e che voglio sia approvata la mia legge sulle liste d’attesa sabotata da Emiliano. Se il Pd tace su queste cose, il problema non è se io resto o meno, ma è che il Pd non fa il Pd. Contano i contenuti, per questo mi sono candidato. Ora combatto per le idee, poi se un domani non mi sarà data la possibilità di imporre alcuni temi, allora non sarà più il mio partito».

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Intervista_Quotidiano Brindisi

Intervista – Tap e Ilva, eccesso di parole e scarsità di fatti – Primarie / rassegna stampa

Oggi in Rassegna Stampa:

– #Intervista su “Corriere del Mezzogiorno Puglia e Matera”: auspico la tempesta perfetta con la mia vittoria, che è una delle pochissime possibilità che abbiamo per vincere le elezioni regionali, tenuto conto degli errori commessi da Emiliano. Lui sarebbe l’unico candidato per far vincere Fitto. Ecco il link per leggere tutta l’intervista in dettaglio: http://bit.ly/35AyBdK

– #Tap e #Ilva: mi candido per mettere fine alla stagione degli eccessi di parole e della scarsità di fatti. Su Tap l’unica cosa certa sinora è che si tratta di un tubo di un diametro inferiore a un metro, che serve per le necessità energetiche e quindi pure per la decarbonizzazione, e che a causa dell’ammuina fatta abbiamo perso tutta la forza contrattuale per ottenere milionari ristori. Su Ilva, ci ritroviamo, purtroppo con ritardo clamoroso generato da populismo pure volubile (ogni giorno un’idea diversa), esattamente dove sono riusciti a portarci i governi Renzi e Gentiloni con mille traversie. Cioè, a una fabbrica che dovrebbe funzionare nel rispetto del Piano ambientale, garantendo salute e ambiente.

– #Primarie: abbiamo perso di autorevolezza, la capacità di farci coinvolgere dai problemi delle persone. Noi non abbiamo nomenclature e potere costituito perché abbiamo semplicemente candidato un programma di soluzioni.

Ora intervenga Zingaretti altrimenti la Puglia finisce a Fitto / intervista di oggi su Corriere del Mezzogiorno Puglia

Corriere del Mezzogiorno Puglia e Matera di giovedì 9 gennaio 2020, pagina 2

Intervista a Fabiano Amati: «Battere Fitto? Solo io potrei farcela» – «Ora intervenga Zingaretti altrimenti la Puglia finisce a Fitto»

di Cozzi Michele

BARI Fabiano Amati, consigliere regionale Pd, candidato alle primarie del centrosinistra, il clima è incandescente. C’è il rischio di una tempesta perfetta?

«Auspico la tempesta perfetta con la mia vittoria che è una delle pochissime possibilità che abbiamo per vincere le elezioni regionali, tenuto conto degli errori commessi da Emiliano. Lui sarebbe l’unico candidato per far vincere Fitto».

Ci sono partiti e associazioni che non partecipano alle primarie. Non è uno strappo?

«C’è di più. Dicono che se vince Emiliano non lo sosterranno alle Regionali. Per questo invito tutti a partecipare al voto di domenica, in modo che non ci sia questo esito e si possa mettere su una coalizione larga. Perdiamo le votazioni, se i nostri unici alleati sono Di Cagno Abbrescia (all’Agp), e Cassano (messo all’Arpa,. Per questo il segretario del pd, Zingaretti, dovrebbe intervenire invece di trincerarsi dietro un inspiegabile silenzio».

Perché ha deciso di candidarsi?

«Sulle liste di attesa ho fatto una proposta che è stata sabotata. Sulla xylella ho sostenuto la linea dura e abbiamo messo sotto processo gli scienziati. Approfitto per ricordare con devozione il professor Martelli deceduto oggi (ieri, ndr). Uomo di grande saggezza vituperato ingiustamente, lui e i suoi allievi. Sui rifiuti abbiamo ripetuto che il ciclo si chiude con gli impianti, altrimenti le conseguenze sono le discariche e la monnezza per strada. Si è risposto con il nulla».

Amati governatore da dove incomincerebbe?

«Liste d’attesa, sospensione dell’attività libero-professionale in caso di disallineamento, proposta che non mi hanno approvato. Sulla xylella lotta dura, con espianti, trattamenti per evitare l’espansione del contagio, rigenerazione paesaggista e produttiva del Salento. Sui rifiuti: impianti pubblici di compostaggio e di trattamento».

Cos’altro?

«Realizzazione dei cinque nuovi ospedali, non solo quello di Monopoli-Fasano di cui mi sono occupato e che è in corso. Accelerazione della spesa comunitaria, con l’istituzione di un unico soggetto di gestione: l’avevo proposto nel 2016, è stato bocciato».

Calenda, che si è espresso per la sua candidatura, definisce Emiliano il peggiore governatore d’Italia. Condivide?

«Per me è un onore la stima di Calenda che è stato un ottimo ministro e ha fatto tanto per l’Italia. Poi ricordo che Emiliano ha detto cose negative su Calenda, Renzi, Gentiloni: non credo che il governatore potesse aspettarsi fiori. Emiliano ha la cattiva abitudine di pugnalare il cuore delle persone e poi pretende che il cuore delle persone non debba sanguinare».

La criminalità in Capitanata. Che fare?

«Sulla Capitanata, è lo Stato nella sua interezza che deve alzare la propria presenza. E la Regione, come pezzo dello Stato, deve fare la sua parte».

Questione Ilva. C’è stata una schiarita per l’altoforno 2. Si va verso una mascherata nazionalizzazione?

«Mi sembra il gioco dell’oca. Torniamo sempre sullo stesso punto. Se ci fossero stati meno proclami e parole altisonanti, la questione sarebbe stata risolta prima. Siamo dinanzi ad una azienda che deve restare in attività, e non ho cambiato opinione a secondo delle circostanze. Occorre mettere mano al piano ambientale facendo in modo che la fabbrica non inquini, con un ruolo più collaborativo della Regione. Perché se discutiamo di revisione Aia e poi due soggetti controllati dalla Regione, Arpa e Asl, non mandano le carte al ministero, sin dal 25 ottobre, che Regione è? E una Regione che omette. Mi pare che la soluzione sia quella indicata dai governi Renzi, Gentiloni, Conte le Conte 2, con le brevi parentesi di populismo che spero siano alle spalle».

Sul gasdotto Tap, Emiliano torna all’attacco. Che pensa?

«L’unica cosa certa è che si tratta di un tubo di un diametro inferiore al metro che serve per le necessità energetiche e quindi pure per la decarbonizzazione. A causa dell’ammuina abbiamo perso la forza contrattuale per ottenere ristori milionari. Resto poi stupito che si possa dire che la citazione a giudizio penale sancisca la illegittimità dell’opera».

Crede di vincere?

«Credo nella misura in cui in tanti nel 2005 credevano nella vittoria di Vendola. Non si conosce mai la propria statura se non ci si alza. Alziamoci e andiamo a votare».

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Corriere INTERVISTA

 

Carlo Calenda: in Puglia sto con Amati, persona seria e con una grande esperienza tecnica e della macchina amministrativa / oggi su Gazzetta del Mezzogiorno

Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 8 gennaio 2020, pagina 4

Intervista a Carlo Calenda – Calenda: in Puglia sto con Amati – Calenda schiera Azione «In Puglia con Amati»

di Calpista Roberto

Carlo Calenda, domenica in Puglia ci saranno le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato alla presidenza della Regione. «Azione», il movimento che ha fondato dopo essere uscito dal Pd, parteciperà? E con quale indicazione di voto?

Ci saremo e sosterremo Fabiano Amati. È una persona seria e con una grande esperienza tecnica e della macchina amministrativa. È la persona giusta per chiudere con l’era Emiliano e liberare la Regione dalla grande ipoteca populista dell’attuale governatore.

Con Emiliano non corre buon sangue fin da tempi in cui lei era ministro dello Sviluppo economico. Perché?

Emiliano è stato il peggior presidente di Regione con cui da ministro ho avuto a che fare. Spregiudicato ai massimi livelli, cercava e cerca solo visibilità personale. Oggettivamente la Puglia non merita di essere rappresentata da lui che, a mio parere, è dannoso anche a livello nazionale per tutti i progressisti e riformisti.

Zingaretti non la pensa come lei…

Sono certo che non lo farà mai, ma Zingaretti da segretario dem dovrebbe dare indicazione chiare contro Michele Emiliano. Tutto il Pd, di cui tra l’altro Emiliano non fa più parte, dovrebbe quanto meno far finta di non appoggiarlo. Basta ricordare le cose tremende dette dal presidente pugliese non solo contro il governo Renzi, ma anche contro quello guidato da Gentiloni.

A proposito di Matteo Renzi, i rapporti tra voi due come sono?

Quelli personali sono a zero. Quelli politici ormai di contrapposizione, dopo che Italia viva non solo ha supportato la nascita di questo governo ma si è piegato ai diktat dei 5 Stelle per esempio votando contro lo scudo penale a proposito dell’ex liva.

Quindi «Azione» è alternativa a Italia Viva?

«Azione» è per chi pensa che l’Italia non possa essere divisa tra Salvini e la Meloni da una parte e Grillo e Casaleggio dall’altra. Un partito «Iiberal-progressista», nato in opposizione ai riformisti che si sono rammolliti e che si aggregano ai populisti e ai sovranisti. Costruendo un grande fronte repubblicano e rinnovando le persone, noi possiamo respingere sovranisti e populisti ai margini.

Con le elezioni? E vero che piuttosto che sopportare questo governo giallorosso, preferirebbe tornare al voto?

La nostra distanza dal governo nazionale è totale. Del resto con un governo nato senza nessuna comunanza di valori e intenti, che aveva l’unico obiettivo di non andare alle elezioni, era facile prevedere che sarebbe stato sconfitto dal governare, che è una cosa complicatissima. Pensi al «mio» ex ministero, oramai a pezzi, non gestito più da staff di professionisti ma da gente messali da Di Maio perché erano amici suoi, una cosa da lottizzazione, neanche da prima Repubblica. Però questi a casa non ci vogliono andare, guardi cosa stanno combinando sulla prescrizione e i decreti sicurezza. Per il Pd erano il male assoluto, ma la prima è passata, i secondi restano ben saldi.

Eppure proprio lei aveva detto che i decreti sicurezza non erano tutti da buttare…

L’ho detto e lo confermo. Ci sono componenti perfino di buon senso, mentre altre vanno immediatamente ritirate. Ma io non sto nell’attuale maggioranza, dove invece siedono i dem e i «sinistri» di Leu. Erano loro, non io, a denunciare l’attacco alla democrazia di questi decreti. Per non parlare della prescrizione: è una cosa mostruosa quella voluta dai 5Stelle e «avallata» dal Pd.

Speranza, il ministro della Salute, ha chiesto di ripristinare l’articolo 18 e togliere il Jobs act: due cavalli di battaglia dei governi in cui lei è stato ministro. Che gli risponde?

Senza l’articolo 18 i licenziamenti si sono ridotti della metà; con il jobs act c’è stato un record di occupati. Speranza lasci perdere l’ideologia e si occupi dei problemi reali degli italiani.

E Conte? II presidente del Consiglio potrà diventare il leader di un nuovo centrosinistra?

Conte è leader e campione di trasformismo. Uno che ha governato prima con la Lega e poi con il Pd e che, con Zingaretti, Renzi e Leu mantiene tutti i provvedimenti adottati con Salvini, è l’esempio del trasformismo italiano. Ma è un uomo fragile, incapace di dire una parola sulla crisi tra gli Usa e l’Iran. Con Conte l’Italia ha perso ogni valore non solo a livello mondiale, ma anche europeo, dove da mesi Germania e Francia preferiscono confrontarsi con la Spagna piuttosto che con Roma.

Intervista in PDF:

Intervista Calenda_Sostegno per Amati

 

 

Ho sfidato Emiliano perché i pugliesi pretendono risposte / intervista su Repubblica

Repubblica Bari di martedì 7 gennaio 2020, pagina 2

Intervista a Fabiano Amati – Fabiano Amati “Ho sfidato Emiliano perché i pugliesi pretendono risposte” – Amati “Pugliesi senza risposte negli ultimi cinque anni, serve un’alternativa a Emiliano”

di Cassano Antonello

 

«L’aria è amara per il centrosinistra. In questi cinque anni non abbiamo dato risposte ai cittadini su problemi importanti: è evidente che abbiamo bisogno di un candidato diverso da Michele Emiliano e io sono quel candidato». Fabiano Amati, consigliere regionale del Pd, è candidato alle primarie di centrosinistra del 12 gennaio. Oltre al governatore Emiliano sfiderà l’altra dem Elena Gentile e l’outsider Leonardo Palmisano.

In molti dicono che queste primarie siano un modo per legittimare la ricandidatura di Emiliano. Il malcontento prevale soprattutto a sinistra: Nichi Vendola non voterà e ha parlato di «primarie fiction». È cosi?

«Esattamente il contrario. Secondo me quelli che non vogliono far vincere Emiliano hanno un’unica cosa da fare: votare per me, altrimenti si terranno Emiliano come candidato. Quanto a Vendola, io lo stimo e gli voglio bene ma mi pare che per lui fiction è tutto ciò in cui non è protagonista. Sarà che il cammeo da giardiniere in ozio nel film di Checco Zalone lo avrà esaltato».

Alle precedenti primarie votarono in 140 mila. Ora c’è il rischio che non si arrivi neanche a 100 mila.

«Questo non lo so. Io spero ci sia una ampia partecipazione perché noi dobbiamo proporre ai pugliesi soluzioni peri singolo argomenti: dalla sospensione dell’attività intramoenia per ridurre le liste di attesa all’accelerazione della lotta contro la xylella, dalle soluzioni su Ilva all’adozione del piano rifiuti con la realizzazione di nuovi impianti».

Negli ultimi tempi è emerso con forza il tema ambientale. Lei ha portato in consiglio regionale la proroga sul Piano casa. La sua sfidante Elena Gentile l’ha accusata per questo parlando di legge «violentata su interessi di parte».

«Il Piano casa evita consumo di suolo perché agisce su edifici esistenti e riduce rischio per tangenti e corruzione. La parte più discussa viene fuori da due modifiche presentate da altri consiglieri regionali e con parere favorevole delle assessore Angela Barbanente e Anna Maria Curcuruto».

Si riferisce alla parte che consente il cambio di destinazione d’uso?

«Esatto. Io mi sono semplicemente preoccupato di presentare ogni anno la proroga di uno strumento che condivido».

Il cambio di destinazione d’uso dovrebbe restare, dunque.

«Certo, perché se lo togliamo da lì resta pur sempre in altre leggi regionali: rigenerazione, contratti di quartiere, accordi di programma eccetera. Con una differenza: il Piano casa è un atto dovuto egli altri sono strumenti negoziali».

Quanto ai temi ambientali, è polemica anche su un’altra legge promossa da lei: quella sul turismo rurale, che prevede di trasformare immobili rurali in attività turistiche senza l’avallo degli uffici regionali.

«Questa trasformazione si può fare dal 1998 con le autorizzazioni di Regione, Comune e sovrintendenze. Con la mia norma si potrà fare con le sole autorizzazioni di Comune e sovrintendenze. Ho tolto un giro di giostra. Per me l’importante è che si snellisca la burocrazia».

Fra i temi ambientali c’è l’ Ilva. Cosa devono fare governo e Regione?

«Dobbiamo innanzitutto dire che su questo tema Emiliano ha avuto tutte le parti in commedia. Negli ultimi tempi si è convertito alla fabbrica aperta e io me lo sono ritrovato su questa posizione. La fabbrica deve produrre nel rispetto del piano ambientale. La Regione deve spingere sugli enti che controlla, Arpa e Asl, affinché mandino gli atti necessari perla revisione Aia che il ministero aspetta da ottobre, invece di blaterare sciocchezze come la partecipazione della Regione nel capitale di Ilva. E poi bisogna finalmente pensare a delocalizzare il quartiere Tamburi».

E la Banca Popolare di Bari.

«Era troppo “banca del territorio”. Ma il banchiere come diceva Luigi Einaudi, si fa senza aggettivi. Io l’ho vissuto sulla mia pelle: quando ero assessore e mi occupavo di Acquedotto Pugliese decidemmo di differenziare le banche su cui fare i depositi e avviammo una indagine di mercato. Tenga conto che Aqp incassa 1,5 milioni di euro circa al giorno: trovammo tante banche che offrivano condizioni migliori rispetto alla Popolare e decidemmo di servircene. Apriti cielo. Fui contattato da tutto il ceto politico barese. Un giorno sarà bello anche rivelare i nomi di chi voleva interferire sulla scelta di Aqp. Inutile dire che non ascoltammo nessuno e da allora non ho mai goduto di particolari simpatie da quelle parti».

La politica cosa ha fatto?

«In tanti, non solo fra i politici, godevano di benefici, direttamente e indirettamente. Posso dire che da presidente della Regione vigilerò con la moral suasion affinché le banche facciano le banche».

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Intervista Amati_Repubblica

 

 

 

Primarie: ogni problema deve avere delle soluzioni: quella è la mia linea. Invito i pugliesi a votare / articolo su Gazzetta del Mezzogiorno

Gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 6 gennaio 2020, pagina 4

«Ma su Ilva, sanità e Xylella lui ha fallito serve uno nuovo per accelerare i fondi Ue»

IL CANDIDATO DI C-ENTRA IL FUTURO «Ma su Ilva, sanità e Xylella lui ha fallito serve uno nuovo per accelerare i fondi Ue» Amati lancia la sfida: se Michele candidato alle urne, vincerebbe Fitto • articolo di Michele de Feudis

 

«Invito i pugliesi a votare alle Primarie del 12 gennaio, non per partecipare al grande gioco della politica, ma perché dobbiamo spendere oltre 5 miliardi di fondi europei in 3 anni e per farlo serve una classe dirigente di rivoluzionari delle cose normali. Persone cioè che portino avanti la proposta che mi è stata boicottata dal governo Emiliano, ossia accentrare in un unico soggetto la gestione dei fondi europei, usata da tutte le regioni che se la passano meglio di noi». Così Fabiano Amati, candidato alle primarie, torna a lanciare un appello alla partecipazione ai gazebo del 12 gennaio. «Se ti riduci all’ultimo giorno nella spesa dei fondi europei – aggiunge – potrai pur dire di stare nell’obiettivo minimo, ma significa che non stai amministrando al meglio. Se poi hai da spendere oltre 5 miliardi entro 3 anni, quando in 6 anni, cioè dal 2014 ad oggi, sei riuscito a spendere appena 2 miliardi, significa che almeno per prudenza hai proprio bisogno di cambiare tutto. Perciò occorre darsi da fare e istituire un organismo strumentale in grado di accentrare tutti i procedimenti, così come è accaduto in tante regioni italiane più virtuose della Puglia».

Secondo Amati «c’è un forte desiderio di sostituire Emiliano come candidato: è un sentire presente costantemente nei circoli del Pd, dove spesso ho calmato i militanti che usavano anche parole non propriamente civili. Faccio una battaglia difficile e rischiosa ma sono convinto della mia visione. Ogni problema deve avere delle soluzioni: quella è la mia linea. Non mi piacciono i comizi e le parole sprecate per non dire nulla. Per questo mi sono candidato, dal momento che su molti problemi la soluzione, in Puglia, non si vede nemmeno da lontano». L’elenco delle doglianze è lungo, a cominciare dall’ex Uva e l’idea che la Regione entri nel capitale. «Emiliano si è vergognato nel presentare questa ipotesi e poi l’ha definita una iperbole. Dice prima una enormità e poi pensa che qualificandola come eccesso gli possa essere perdonata. Ma questo può accadere in un cabaret – attacca Amati – non in una amministrazione pubblica. Nel caso specifico: l’ordinamento non lo consente e non avremmo nemmeno i soldi per fare l’operazione».

I nuovi ospedali? «Se ne dovevano fare cinque fin dai tempi in cui ero assessore. Solo uno, si sta realizzando, secondo programma. Se divento presidente della Regione -promette colmerò questi cinque anni di ritardo». Quanto alle liste d’attesa «nessuno dei miei rivali ha assunto l’impegno di applicare la legge che prevede che se i tempi d’attesa sono più lunghi di quanto previsto e brevissimi se si va a pagamento, bisogna sospendere l’attività a pagamento. Su questo punto mi impegno a farlo senza tentennamenti». Le Liste d’attesa, insieme all’organismo unico per i fondi europei (PAV) e la lotta alla Xylella sono le priorità per Amati. Quanto alla sfida delle urne, «Emiliano è l’unico che potrebbe far vincere Fitto». Su questo dovrebbe riflettere anche «la “sinistra-champagne”. Caso rifiuti, per esempio: se non fai gli impianti di trattamento avrai la monnezza in strada. Come si fa, se sei di sinistra, a non scegliere l’ambientalismo tecnologico? Che sinistra è pensare all’ambiente, proponendo il ritorno al vaso da notte, svuotato il mattino nell’orto? Possedere un orto, del resto, presuppone che debba essere ricchi. Quindi ultra-benestanti. E non popolo».

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Articolo Amati su Primarie

 

Primarie: non riconoscerò il risultato dei seggi ove non ci fosse corrispondenza tra i voti espressi e il contributo economico raccolto / rassegna stampa

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#Primarie: a una settimana esatta dall’apertura dei seggi, sento echi di mobilitazioni non spontanee, condotte dai capi bastone locali di Emiliano, avverto che non riconoscerò il risultato dei seggi ove non ci fosse corrispondenza tra i voti espressi e il contributo economico raccolto. Le elezioni Primarie sono uno straordinario strumento di partecipazione alla condizione che tutto si svolge regolarmente e in libertà.

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Primo confronto candidati alle Primarie – Sfacelo per la perdita di 86 milioni di fondi europei / rassegna stampa

Rassegna Stampa del giorno:

Primo confronto tra candidati alle #Primarie: mi sono candidato per attestare una differenza, perché ho soluzioni nuove e diverse ai problemi della Puglia. Sanità, fondi europei, Ex Ilva, elezioni di primavera i temi affrontati nello studio de “Il Graffio” su Telenorba.

Fondi europei: il 17 novembre 2015 presentai una proposta di legge per la costituzione di PAV – Puglia Azioni Veloci, cioè un ufficio unico pugliese istituito proprio per accelerare la spesa dei fondi europei. Purtroppo, la proposta non si trasformò in legge per il parere contrario della Giunta Emiliano. Adesso, sul fondo rurale ci apprestiamo a subire il disimpegno di 86 milioni circa. Uno sfacelo.

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