Aiuti a piccolissime imprese, 5 Consiglieri: “Entro lunedì l’avviso, altrimenti affogheremo nel discredito”

Ultimatum. Se entro lunedì non viene pubblicato l’avviso per le piccolissime imprese (parrucchieri, estetisti, bar, pizzerie, ristoranti, commercianti, asili, ludoteche, liberi professionisti ecc.), rischiamo di affogare nel discredito. Non si può più aspettare”.

Lo comunicano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano e Donato Pentassuglia.

“Sono giorni che è pronto l’avviso per il microprestito, ma non si muove una foglia. La situazione è incredibile: le banche promettono, ma non ci risulta che sinora abbiano prestato un solo euro; le liquidazioni della cassa integrazione procedono con estrema lentezza; gli avvisi per il microcredito non sono stati ancora pubblicati dopo quasi un mese dall’annuncio. Ma è così che in Italia e in Puglia si vuole sostenere e rilanciare l’economia? Certo – aggiungono i Consiglieri –, conosciamo le difficoltà e siamo consapevoli che l’amministrazione non è un pozzo senza fondo ma, al netto di questo, vogliamo almeno velocizzare le misure su cui ci si è impegnati con una pioggia di milioni, purtroppo ad oggi solo sulla carta?”.

“Distribuire almeno 150 milioni alle piccolissime imprese è una priorità assoluta, perché sono quelle che non hanno ancora riaperto. Non bisogna essere super esperti di economia per comprendere il valore moltiplicativo che si consegue offrendo liquidità alle piccolissime imprese, cioè quelle più numerose e che, a differenza delle grandi e medie imprese, hanno maggiore difficoltà a soddisfare le regole del credito bancario. Preghiamo tutti di non costringerci a gesti di protesta eclatanti, pubblicando gli avvisi ed erogando immediatamente gli aiuti. E per questa ultima fase, cioè quella importantissima delle erogazioni – concludono –, siamo pure disposti ad aiutare Puglia Sviluppo nell’istruttoria delle pratiche”. 

Covid: Amati, Blasi, Liviano e Pentassuglia: “Non saremo complici della burocrazia e proponiamo il suo sfregio. Autocertificazione generalizzata e unico decisore. Una proposta”

O sfregiamo la burocrazia oppure sarà la fame. Subito un provvedimento amministrativo su autocertificazione generalizzata e unico decisore. In mancanza, nella prima occasione utile, presenteremo una norma, perché non abbiamo intenzione di restare in silenzio e renderci complici di un prevedibile scempio di lavoro e di speranze”.

Lo dichiarano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Gianni Liviano e Donato Pentassuglia.

“Disporre l’impiego di centinaia di milioni, come i 450 regionali, e sottoporli – spiegano – a una giuria impettita e con stipendi mensili assicurati, composta in media da almeno tre burocrati, assistiti da tre sotto-burocrati ciascuno, per un totale di dodici controllori che finiscono per controllarsi tra loro, significa ottenere risultati opposti al problema che si vuole risolvere – puntualizzano i Consiglieri –. Si parte, cioè, per spegnere il fuoco e ci si ritrova a soffiarci sopra. Qua non c’è nessuna persona o settore che non abbia subito gli effetti della crisi e che non abbia il diritto di ottenere il sostegno possibile nel tempo di un clic. L’annuncio di una qualsiasi manovra milionaria non ha credibilità sino a quando non si trasforma in accrediti sul conto corrente”.

Dobbiamo perciò combattere aspramente contro la tendenza burocratica a moltiplicare i procedimenti”, aggiungono i quattro consiglieri regionali. “Un fenomeno ormai tribale, considerato – sottolineano – il livello tecnologico raggiunto, e ampiamente conosciuto sotto il nome della legge di Parkinson: ‘Il lavoro si espande fino a occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo’. Dunque, poiché è tutto noto e non ci sono più giustificazioni in grado di reggere di fronte all’emergenza, salvo giustificare un intollerabile senso di disumanità, proponiamo di dichiarare concluso con una delibera della Giunta regionale il tempo di studi, convegni, istanze, integrazioni, verifiche, piani, programmi, tavoli, task force, commissioni ecc., con la più grande sburocratizzazione regionale nei pagamenti e nei procedimenti. Diversamente – dichiarano infine – proporremo una norma alla prima occasione utile, per sancire la nostra dissociazione a ogni forma di eccesso burocratico”.

Amati e Pentassuglia: “Martedì nelle Commissioni audizione di Emiliano e dirigenti su Fase 2”

La Fase 2 approda martedì prossimo (21 aprile) nelle Commissioni I e IV, con l’audizione del Presidente Michele Emiliano e dei dirigenti Vito Montanaro, Pier Luigi Lopalco, Angelo Albanese, Pasquale Orlando e Antonio De Vito. Le audizioni sono state richieste dai Consiglieri regionali Francesca Franzoso, Ignazio Zullo e Sergio Blasi”.

Lo comunicano i Presidenti delle Commissioni Bilancio, Programmazione e Attività produttive Fabiano Amati e Donato Pentassuglia.

“Purtroppo, non c’è settore che non abbia bisogno di sostegno economico a fronte di una disponibilità di risorse insufficiente a soddisfarlo. E poiché i fondi pubblici europei, nazionali, regionali e locali non vengono da un altro pianeta ma derivano dalle tasse pagate dai cittadini, è necessario valutare con attenzione i bisogni e le priorità, perché l’accortezza da avere è sempre la stessa: provare ad aiutare tutti senza nuove tasse. In questo consiste la così detta ‘Fase 2’, cioè l’intreccio tra l’emergenza sanitaria da contenere e le necessità economiche da sostenere. Un lavoro di cacciavite faticoso e attento – aggiungono i Consiglieri –, privo di gloria e ricco di sicuro dissenso, focalizzato non tanto a diagnosticare la gravità del dramma, cioè ciò che è noto a tutti, oppure l’elenco dei bisogni, cioè tutti i settori e nessuno escluso, ma a cercare il ‘come si fa’ a venire fuori dalla crisi. In altre parole, una scelta tra priorità che di per sé presuppone critiche”.

“Per questo – concludono Amati e Pentassuglia – è opportuno condividere quanto più possibile, maggioranza e opposizione, il percorso sulla rimodulazione delle risorse europee e sulle misure straordinarie e urgenti per fronteggiare l’emergenza Covid-19 e sostenere l’economia, così come richiesto dai colleghi Zullo e Franzoso, sulle risorse necessarie e sulle modalità di attivazione della Fase 2 e, in particolare, su come e quali attività produttive far ripartire, come richiesto dal collega Blasi”.

Decreto chiusure, Amati: “Senza parole. Cantieri ospedali chiusi e attività a rischio assembramento aperte”

Sono senza parole e mi sono appellato ai Ministri Bellanova e Boccia. I cantieri degli ospedali sono chiusi, mentre vengono aperte molte attività a rischio assembramento. Qualcuno ci aveva insegnato che la politica è aiutare oggi pensando al dopo, invece ci ritroviamo ad ostacolare oggi per evitare di pensare al dopo”.

Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale Bilancio.

“Ho l’impressione che tutto si decida in base ai sondaggi o alle opinioni dei benpensanti”, prosegue Amati. “La razionalità faceva pensare che dal 14 aprile avrebbero riaperto tutte le attività di ingegneria civile, compresa la costruzione degli ospedali, come quello Monopoli-Fasano, e invece ci ritroviamo con alcuni cantieri giustamente aperti (strade, ponti ecc.) e altri chiusi (ospedali, scuole ecc.). E mentre si tengono chiuse attività a rischio inferiore di assembramento, appunto i cantieri edili, si aprono – sottolinea – attività a rischio altissimo d’assembramento, tipo librerie, il cui commercio si può pure svolgere online. Ampliando, ovviamente, la gamma delle scuse accampate per uscire di casa. Per questo, ho chiesto ai Ministri Bellanova e Boccia di sollecitare il Ministro della Sviluppo economico a modificare il decreto, inserendo almeno il codice Ateco 41.2, limitatamente alla costruzione degli ospedali. Spero – conclude – che il mio appello sia accolto, altrimenti tra un mese aggiungeremo ulteriori danni ai danni, per decisioni che non sono state in grado né di aiutare oggi, né di pensare al dopo”.

Legge approvata in Commissione: 10 milioni ai comuni, per le persone in difficoltà / rassegna stampa

Dalla Rassegna Stampa di oggi >>

Approvata all’unanimità ieri in Commissione la nostra proposta che eroga ai comuni circa 10 milioni, da utilizzare per soccorrere le persone che se la stanno passando peggio. La proposta di legge, inoltre, è stata approvata con l’inserimento di un nostro emendamento, con cui si autorizza la Giunta regionale a sospendere o differire il pagamento delle tasse regionali proprie.

Ci sembra ora indispensabile procedere con l’approvazione del Consiglio regionale.

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RassegnaStampa_8Aprile2020

 

 

 

 

 

Covid-19, Amati, Blasi, Mennea e Pentassuglia: “Commissione approva 10 milioni per sopravvivere e delega la Giunta per sospensione tasse regionali. Ora in aula”

“10 milioni circa ai comuni per distribuirli alle persone in estrema fragilità e delega alla Giunta per sospendere le tasse regionali. Ringraziamo tutti i colleghi che all’unanimità hanno approvato oggi in Commissione la nostra proposta di legge e il nostro emendamento. Ora subito in Consiglio regionale”.

Lo dichiarano i componenti PD della Commissione bilancio Fabiano Amati (Presidente), Ruggiero Mennea (vice-Presidente), Sergio Blasi e Donato Pentassuglia (componenti), con riferimento alla proposta di legge “Misure socio-economiche per fronteggiare la pandemia Covid-19”. La proposta di legge è stata sottoscritta anche dai Consiglieri regionali Enzo Colonna e Gianni Liviano.

“Avevamo presentato la proposta di legge sin dal 18 marzo, cioè da quando ancora non erano molto chiari i problemi di sopravvivenza determinati dai provvedimenti di contenimento sociale. La nostra proposta eroga ai comuni circa 10 milioni, da utilizzare per soccorrere le persone che se la stanno passando peggio. La proposta di legge, inoltre, è stata approvata con l’inserimento di un nostro emendamento, con cui si autorizza la Giunta regionale a sospendere o differire il pagamento delle tasse regionali proprie. Ci sembra ora indispensabile – proseguono Amati, Blasi, Mennea e Pentassuglia – procedere con l’approvazione del Consiglio regionale, ormai dotatosi di tutta la strumentazione tecnologica necessaria per lo svolgimento delle sedute anche in remoto. E di questo ringraziamo il Presidente Loizzo, l’Ufficio di presidenza, i dirigenti e i tecnici del Consiglio regionale, che hanno lavorato con intensità per consentirci di fare il nostro dovere, compatibilmente con le prescrizioni sanitarie di sicurezza. Ringraziamo anche tutti i colleghi, di maggioranza e di opposizione, per il contributo d’idee, le modifiche proposte e il voto favorevole. L’approvazione all’unanimità – concludono – dice di noi molto più di tante parole”.

TESTO APPROVATO

Proposta di Legge

“Misure straordinarie per fronteggiare le conseguenze socio-economiche derivanti dalla pandemia Covid-19”

Art. 1
Misure socio-economiche per pandemia Covid-19

1. Al fine di fronteggiare le conseguenze socio-economiche derivanti dalla pandemia da Covid-19, la Giunta regionale è autorizzata all’adozione di appositi provvedimenti amministrativi con dotazione finanziaria in termini di competenza e cassa di euro 9.473.693,21.

2. I provvedimenti di cui al comma 1 devono essere diretti ad assicurare dignitose condizioni di sopravvivenza a soggetti o nuclei familiari con particolari fragilità sociali, privi di qualunque forma di assistenza economica in corso di erogazione, ovvero a lavoratori autonomi risultati privi di qualsiasi reddito a causa della pandemia da Covid-19 e non destinatari di misure di sostegno previste dalla normativa statale.

3. La gestione delle misure previste dal comma 2 è di norma effettuata dai comuni, ai quali deve essere liquidata una quota proporzionata al numero di abitanti dallo stanziamento complessivo.

Art. 2
Sospensione o differimento termini di tasse regionali

1. La Giunta regionale, con propria deliberazione, può sospendere o differire il termine per l’adempimento degli obblighi tributari a favore dei contribuenti regionali interessati dalla pandemia Covid-19.

2. Il provvedimento di cui al comma 1 è assunto in relazione ai tributi propri regionali. Sono esclusi i tributi regionali compartecipati.

Art. 3
Cabina di regia

1. È istituita una cabina di regia costituita dal Presidente e dalla Giunta regionale e dai capigruppo o loro delegati, dal Presidente Anci Puglia, da rappresentanti delle organizzazioni del lavoro, sindacali e datoriali, con il compito di fornire indirizzi atti a pianificare programmare e coordinare in maniera ordinata e complessiva la fase due dell’emergenza Covid-19.

Art. 4
Norma finanziaria

1. Per le finalità di cui all’articolo 1 della presente legge regionale, nel bilancio regionale autonomo, nell’ambito della missione 12, programma 5, titolo 1, è assegnata una dotazione finanziaria per l’esercizio finanziario 2020, in termini di competenza e cassa, di euro 9.473.693,21.

2. Alla copertura finanziaria degli oneri di cui al comma 1 si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto alla missione 20, programma 3, titolo 1, “Fondo speciale di parte corrente per il finanziamento di leggi regionali che si perfezionano dopo l’approvazione del bilancio” relativamente alla destinazione di cui all’articolo 4, comma 1, lettera d), della legge regionale 30 dicembre 2019, n. 55 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2020 e bilancio pluriennale 2020-2022 della Regione Puglia “Legge di stabilità regionale 2020”).

Emergenza Covid-19, C-Entra il futuro: “Fame e rischio ribellioni. Sono dieci giorni che lo diciamo, subito la legge”

Ma come dobbiamo dirlo ancora? Le persone cominciano ad avere fame e potrebbero ribellarsi. Sono dieci giorni che poniamo l’attenzione su questa questione, richiedendo l’intervento del Governo nazionale e provando a cercare rimedi regionali. Chiediamo perciò l’approvazione urgente della nostra proposta di legge sui 10 milioni alle persone economicamente più fragili, magari aumentando la dotazione, o qualsiasi altro provvedimento che la Giunta regionale reputi più efficace e immediato”.

Lo dichiarano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia.

“Non era difficile immaginare – proseguono i sei consiglieri – che i provvedimenti di contenimento sociale avrebbero ben presto portato all’aumento delle povertà e della fame, con seri rischi di ribellione. Per questo avevamo pensato per tempo a rivolgere un appello al Governo nazionale e a presentare una proposta di legge regionale per 10 milioni da utilizzare come rimedio immediato. In queste ore, purtroppo, comincia a rendersi visibile ciò che avevamo previsto, confermato pure dai dati sull’aumento dell’usura e la diminuzione dei reati”.

“Gli atti mirati a contenere la fame, ed eventuali movimenti di protesta e ribellione, sono legati – spiegano – sia al prioritario senso d’umanità che alle azioni di contenimento del contagio. Basta osservare la storia per rendersi conto con chiarezza dei rischi che corriamo. Perciò, in attesa di un intervento statale diretto a dare soldi alle persone fragili – concludono i consiglieri –, offriamo la nostra piena disponibilità a uscire di casa, raggiungere il Consiglio e approvare o sostenere la nostra o qualsiasi altra proposta diretta a occuparsi con urgenza del problema”.

Coronavirus, PDL Amati + 3: “Se finiscono i soldi per mangiare potrebbero essere violate regole contenimento. Subito provvedimenti”

Temiamo che tra qualche giorno le misure di contenimento sociale potrebbero essere violate da persone che hanno finito i soldi e che hanno bisogno di mangiare. Per questo rilanciamo la nostra proposta, già depositata, di aiutare i comuni con 10 milioni di euro per garantire sostegno alle persone più in difficoltà, rastrellando inoltre dal bilancio tutte le ulteriori risorse utilizzabili. In qualsiasi momento fosse tecnicamente possibile, non c’è alcun dubbio che tutti i Consiglieri regionali sarebbero pronti a uscire di casa e ad approvare la nostra proposta o altra migliorativa – o di maggiore immediatezza – approvata dalla Giunta regionale”.

Lo dichiarano i componenti PD della Commissione bilancio Fabiano Amati (Presidente), Ruggiero Mennea (vice-Presidente), Sergio Blasi e Donato Pentassuglia (componenti), presentatori della proposta di legge “Misure socio-economiche per fronteggiare la pandemia Covid-19”.

Ogni giorno che passa aggrava la condizione economica delle persone più fragili, determinando un peso a carico delle amministrazioni comunali che, tra non molto, rischia di diventare insostenibile e potenzialmente in grado di aprire conflitti. Per questi motivi – aggiungono – riteniamo che, accanto alle misure di contenimento per dilatare nel tempo l’emergenza sanitaria, vadano assunti provvedimenti economici in grado di rendere compatibili – per le persone più fragili – il dovere di restare in casa e il diritto di sopravvivere. Non è difficile immaginare che a fronte di difficoltà di sopravvivenza e di mancate risposte alle molteplici richieste, così come già comincia ad accadere, si possano registrare fenomeni di inadempienza agli obblighi di contenimento, finalizzati alla spasmodica ricerca di aiuto o sostegno. Per questo motivo, pensiamo che la tenuta del sistema di emergenza in vigore non possa essere disgiunta da particolare attenzione nei confronti delle condizioni economiche delle persone più in difficoltà – concludono –. Lo insegna ancora una volta la storia di tutte le pandemie conosciute”.

Covid-19: “10 milioni per persone fragili e autonomi. Proposta di legge firmata da componenti PD della I Commissione”

“10 milioni ai comuni per distribuirli alle persone in estrema fragilità e agli autonomi non considerati dai provvedimenti statali. Abbiamo presentato una proposta di legge. Subito in Commissione e Consiglio regionale”.

Lo comunica il Presidente Commissione bilancio Fabiano Amati (Presidente), sottoscrittore della proposta di legge con gli altri componenti PD della I Commissione bilancio: Ruggiero Mennea (vice-Presidente), Sergio Blasi e Donato Pentassuglia (componenti).

“La dichiarazione di pandemia da Coronavirus (Covid-19) e i conseguenti provvedimenti di contenimento sociale suggeriti dal mondo scientifico quale unica possibilità di diluizione nel tempo del numero dei contagiati, così da gestire al meglio la domanda di cure specialistiche, ha fatto emergere numerosi problemi di ordine economico e sociale. Per fronteggiarli, le amministrazioni pubbliche, in particolare quella statale, stanno adottando provvedimenti contenenti numerose misure di sostegno per diverse categorie professionali. Per la dimensione del fenomeno e per l’entità sempre crescente del fabbisogno economico, risultano allo stato non considerate le esigenze di persone o nuclei familiari con particolari fragilità sociali – puntualizzano i Consiglieri Amati, Blasi, Mennea e Pentassuglia –, invisibili finanche agli ‘occhi’ di ogni forma in corso di sostegno economico-sociale, ovvero di lavoratori autonomi privi di reddito a seguito dell’emanazione dei provvedimenti di contenimento sociale e non destinatari – allo stato – di alcuna misura di sostegno prevista dalla normativa statale”.

“Per venire dunque incontro a tale problematica – proseguono – si propone di autorizzare la Giunta regionale all’utilizzo di euro 10 milioni da erogare di norma ai comuni per una gestione più rapida e efficiente, in proporzione al numero di abitanti (10.000.000 (stanziamento): 4.029.053 (abitanti Puglia) = € 2,48 / Esempio: Bari 319.482 x 2,48 = € 792,315).

È auspicabile, ovviamente, che la dotazione finanziaria possa essere ulteriormente ampliata nel corso dell’iter (rapidissimo) di approvazione della legge, stante l’estrema necessità di corrispondere a esigenze sempre crescenti e comunque meritevoli di attenzioni”.

 

 

Testo articolato della proposta di legge

Articolo 1
(Misure socio-economiche per pandemia Covid-19)

Al fine di fronteggiare le conseguenze socio-economiche derivanti dalla pandemia da Covid-19, la Giunta regionale è autorizzata all’adozione di appositi provvedimenti amministrativi con dotazione finanziaria in termini di competenza e cassa di euro 10 milioni.
I provvedimenti di cui al comma 1 devono essere diretti ad assicurare dignitose condizioni di sopravvivenza a soggetti o nuclei familiari con particolari fragilità sociali, privi di qualunque forma di assistenza economica in corso di erogazione, ovvero a lavoratori autonomi risultati privi di qualsiasi reddito a causa della pandemia da Covid-19 e non destinatari di misure di sostegno previste dalla normativa statale.
La gestione delle misure previste dal comma 2 è di norma effettuata dai comuni, ai quali deve essere liquidata una quota proporzionata al numero di abitanti dallo stanziamento complessivo.

Articolo 2
(Norma finanziaria)

Agli oneri derivanti dall’applicazione della presente legge si provvede col capitolo di spesa “Misure straordinarie per fronteggiare le conseguenze socio-economiche derivanti dalla pandemia Covid-19”, istituito nell’ambito del bilancio autonomo e con una dotazione finanziaria per l’esercizio finanziario 2020, in termini di competenza e cassa, di euro 10 milioni, prelevata dal Fondo leggi in corso di approvazione.

Di fronte all’emergenza, le misure di risposta devono essere emergenziali / Intervista rilasciata a Corriere del Mezzogiorno Puglia

Corriere del Mezzogiorno Puglia e Matera di martedì 10 marzo 2020

INTERVISTA A FABIANO AMATI: «CONTROLLI SEVERI A CHI VIENE DAL NORD»

di Strippoli Francesco

Amati chiede misure ancora più severe. «Aspettare vuol dire dilatare il contagio. Le decisioni del governo erano blande». Il consigliere pd: zone rosse sui focolai e controlli per chi arriva da Milano

Il consigliere regionale Fabiano Amati (Pd) da giorni invocava provvedimenti «draconiani» contro l’epidemia, più duri di quelli assunti finora. Ieri ha firmato, con altri 9 colleghi, di maggioranza e opposizione, un appello rivolto al governo.

A cosa si deve questa iniziativa?

«Quando ci si trova di fronte all’emergenza, le misure di risposta devono essere emergenziali. E qui l’unico mezzo di emergenza sicuramente efficace, non essendoci farmaci, è la diluizione del contagio. Questo permetterebbe la giusta assistenza a chi eventualmente avesse bisogno di un ricovero ospedaliero, in particolare un letto in Terapia intensiva. Posto non sempre disponibile».

Cosa chiedete voi dieci consiglieri?

«Occorrono misure draconiane e severe per rallentare l’epidemia: sono indispensabili più nella fase iniziale del contagio, come è ora in Puglia, che nella fase esplosiva, quando perdono efficacia. Tutta la questione ruota attorno a questo principio di matematica epidemiologica. Siamo arrivati a scrivere l’appello dopo aver consultato decine di esperti, persone che studiano da lungo tempo la questione».

Vi siete avvalsi di esperti: perché non considerati degni di attenzione gli esperti che collaborano con il governo?

«Nessun giudizio sui tecnici che lavorano a Roma. Noi esprimiamo un giudizio sui provvedimenti del governo: sono blandi, senza dubbio. Gli esperti servono a costruire le opzioni del politico, cui tocca decidere. Le decisioni di queste ore non ci sembrano andare nella direzione di una battaglia seria e credibile. Ne vuole un esempio»?

Prego.

«Il primo testo uscito dal Consiglio dei ministri invitava a “evitare in modo assoluto” di uscire dalla nuova zona di contenimento. Nella seconda versione, è stato cancellato “in modo assoluto” ed è diventato un invito a “evitare”. Gli inviti si fanno al compleanno, se è permessa una battuta».

Andiamo al dunque.

«Quando vige uno stato di emergenza, come questo, si sospendono le libertà per preservare la salute di tutti. Infatti i provvedimenti emergenziali sono previsti in Costituzione e si fronteggiano con obblighi, non con inviti. Torno al punto: se gli esperti del governo hanno suggerito i metodi blandi che si sono decisi — in contrasto con la matematica epidemiologica e la curva del contagio — noi non siamo d’accordo».

Qual è la vostra proposta?

«Chiediamo provvedimenti per isolare i Comuni che presentano focolai. Il caso di San Marco in Lamis? Non tocca a me dirlo, spetta ai virologi decidere, ma sapendo di poter utilizzare la misura. Bisogna fare qui quello che si è fatto nella ex zona rossa, per evitare la fase esplosiva dell’infezione. Cioè quello che è successo in Lombardia, fuori dalla zona rossa, dove una settimana fa si diceva Milano non si ferma».

Ci sono altre proposte?

«Occorre coordinare lo scambio di medici e malati tra Regioni confinanti per alleggerire il peso sanitario; poi il controllo in stazioni e aeroporti dei passeggeri in arrivo dalle zone rosse; stessa cosa ai caselli autostradali; infine una deroga alle norme di finanza pubblica per agevolare le spese sanitarie; infine sostegno al mondo del lavoro e delle imprese».

Cosa pensa della nomina del professor Lopalco al coordinamento pugliese della lotta al virus?

«Ottima persona e professionista. Nella mia battaglia per l’obbligo vaccinale presi ispirazione dai suoi studi. Era il tempo in cui si contrastava l’obbligo vaccinale, anche nelle istituzioni. C’è bisogno di grande spavento per mettere l’amministrazione pubblica sulla strada della prova scientifica».

Sembra riferirsi al presidente Emiliano.

«Lo sta dicendo lei. Ricordo che in Consiglio regionale fui attaccato più volte, ma ora non voglio alimentare alcuna polemica. Ora siamo tutti preoccupati e spaventati».

Concorda con l’idea che i regimi autoritari combattono più facilmente le epidemie?

«Capisco cosa intende dire. Io penso che in questo momento abbiamo il governo che ci meritiamo, ma di cui non abbiamo bisogno. La democrazia, e la nostra Costituzione, sono sufficienti per i provvedimenti di emergenza di cui necessitiamo. Ma tante volte, si veda il caso xylella, si decide immaginando le reazioni dell’opinione pubblica, compresa la sua credulità. Questa non è democrazia, è la dittatura dell’ignoranza, con cui non si progredisce e non si curano le malattie».

La Costituzione e la democrazia consentono atti e decisioni dal carattere straordinario. In situazioni che sono di emergenza occorrono misure di equivalente emergenza.

 

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