Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “La marcia prosegue. Completata la fase di fondazione, l’opera si eleva nella sua imponenza”

Prosegue la marcia di costruzione del Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano e le documentazioni fotografiche, specialmente quelle dall’alto, mostrano la struttura che si eleva nella sua grandiosa imponenza. Sono trascorsi 445 giorni dall’avvio dei lavori, pari al 44,5% del tempo di durata complessiva, che ammonta a 1.000 giorni. Siamo quasi a metà dell’opera: ne mancano 555 alla fine”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati, commentando l’andamento dei lavori al 29.02.2020.

“Nello specifico, risultano terminate le attività di scavo del building. Sono state completate le attività di getto dei magroni di fondazione, posa delle guaine pregetto e armatura delle fondazioni per quanto riguarda le strutture fondali basse (ovvero per le parti del building per cui è previsto un livello interrato). Nel mese di febbraio sono state svolte le attività di: getto delle strutture fondali alte nei blocchi NH3, NH4, NH5, NH6 e NH7; getto di pilastri nei blocchi NH4 e NH5; getto di setti, muri controterra e setti scale nei blocchi NH2 e NH7; getto del primo impalcato del blocco NH7 e banchinaggio del primo impalcato del blocco NH2. È stata avviata l’attività di realizzazione della recinzione definitiva di cantiere e si sta provvedendo alle dotazioni impiantistiche necessarie alla gestione automatizzata del controllo accessi”.

Per quanto concerne le opere esterne – specifica ancora Amati –, i rilevati stradali risultano avanzati all’80% e sono terminati i lavori di allargamento della strada di accesso provvisorio al cantiere, che sarà presto consegnata. Sono state avviate le attività propedeutiche alla realizzazione dei muretti a secco, a partire dal fronte nord-est. Sul fronte impiantistico, i getti strutturali recepiscono le predisposizioni impiantistiche intese come forometrie che consentiranno il passaggio degli impianti; è in corso di realizzazione l’impianto LPS il cui avanzamento è contestuale all’esecuzione dei pilastri. Per la cabina di consegna ENEL, è stato effettuato lo scavo, realizzato il basamento e posato il prefabbricato. Inoltre, è stato realizzato il collegamento tra le cabine utente e ricezione”.

“Rispetto al precedente report, non ci sono variazioni sul SAL (Stato Avanzamento Lavori). Risultano pagati, infatti, quattro Stati Avanzamento Lavori (SAL), per un totale di € 5.880.582,45 pari al 8,03% dell’importo complessivo (€ 73.263.878,28). Il cronoprogramma generale e i tempi di esecuzione delle opere – conclude – ci fanno ben sperare che molto presto la Puglia potrà avere una struttura adeguata per curare le malattie tempo-dipendenti o di alta complessità. Il mio ringraziamento doveroso a tutta la squadra di tecnici e operai”.

 

Saremo tutti spiati in nome della legge. Fino a quando nel PD dovremo sopportare il grillismo con bava alla bocca?

Saremo tutti spiati in nome della legge. Fino a quando nel PD dovremo sopportare il grillismo con bava alla bocca?

Mentre l’attenzione era tutta rivolta al Coronavirus, il Parlamento approvava la nuova legge sullo Stato “spione”. E purtroppo con il voto favorevole del mio partito e una modifica liberticida proposta da Pietro Grasso.
Per giustificarsi sentiremo dire che si tratta di una legge per spazzare via la corruzione. Falso. È una scusa populista: cioè mascherare il male con le sembianze del bene; dirsi discepoli della legge per farsi vassalli del boia.
Si tratta invece di una legge che consente di trasformare il nostro telefonino in un microfono, con un trojan, così da spiarci ovunque e comunque; una legge per rendere legale l’intercettazione di tutte le nostre comunicazioni, violando arbitrariamente la libertà e il diritto costituzionale ad avere segreti. E tutto questo non più per cercare la prova dei reati ma per fabbricare reati stando comodamente in cuffia.
Saremo spiati tutti. Ricchi ma soprattutto poveri, potenti ma soprattutto deboli. Perché non lo sapete? Il rigore della legge colpisce di più e da sempre chi sta sui gradini più bassi della scala sociale. Il diritto penale della libertà, infatti, fu inventato proprio per tutelare le persone più fragili.
Ci spieranno non più per punire gravi reati fondati sulla violenza, sulla morte e sul terrore, ma per tenere sotto controllo ogni mossa, compresi i “peccati”, per realizzare in pienezza la Repubblica fondata sul diritto penale. La Repubblica del grande fratello.
Eppure la Corte di Cassazione a sezioni unite aveva già emesso il suo verdetto per garantire sulla intercettazioni sia la libertà che l’accertamento dei reati. Ma in Parlamento non sono stati contenti di vedere assicurata la soluzione concreta al problema: avevano voglia di sentire pure l’odore del sangue e di assecondare la politica con la “bava alla bocca” del più becero grillismo, con l’obiettivo di farsi notare con il volto crudele della legge per speculare qualche voto in più.
Mi secca molto vedere il mio partito votare leggi come questa, facendoci apparire al guinzaglio di un’alleanza di governo impegnata a consentire l’ingresso violento dello Stato nella “vita degli altri”, così come accadeva in Germania est attraverso la Stasi.
Ha ragione Marco Minniti: fino a quando dovremo sopportare?

Nella foto una scena del bellissimo film “Le vite degli altri”

Cassa integrazione, Amati: “5 Stelle da un lato denunciano primato negativo pugliese e dall’altro vorrebbero cancellare il Piano casa”

La collega Laricchia denuncia l’esplosione delle ore di cassa integrazione guadagni in Puglia, ma non si accorge che uno dei settori colpiti è l’edilizia, cioè il settore che lei prova con fierezza a ostacolare attraverso la cancellazione del Piano casa”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione bilancio.

“Della serie quando si citano i dati solo per fare polemica politica non ci si accorge di essere la potenziale causa del problema. I dati di gennaio pubblicati dall’INPS dicono che i settori più interessati da questo triste primato sulla cassa integrazione sono la grande industria e l’edilizia. Settori su cui i Cinquestelle hanno sempre proclamato la decrescita, con chiusura di fabbriche e di cantieri edili. Limitando la riflessione al Piano casa, i colleghi Cinquestelle, invece di suggerire la trasformazione dello strumento in provvedimento strutturale e non più temporaneo o straordinario, presentano emendamenti per cancellarlo. Così facendo non si accorgono di favorire l’omicidio del progetto del Comune di Bari di riqualificazione del lungomare, di aprire la strada a un nuovo e deleterio consumo di suolo, di lasciare spazio alla discrezionalità amministrativa, cioè agli alti rischi di cappelli in mano e corruzione, è di aggravare la crisi economica e occupazionale”.

“Il Piano casa si è rivelato invece uno straordinario strumento di successo in termini di tutela ambientale, legalità e resistenza alla crisi economica – prosegue Amati –. Lo strumento, infatti, agisce innanzitutto sul patrimonio immobiliare esistente, evitando quindi consumo di suolo e nuovi scempi ambientali; elimina ogni forma di sottomissione al potere discrezionale dei politici o dei tecnici, perché atto dovuto e quindi non negoziabile, con tutti i conseguenti rischi corruttivi; sostiene uno dei settori produttivi a più alta densità di posti di lavoro e perciò ampiamente rivolto al popolo desideroso di impiego e non di giurie intellettuali sempre pronte a imporre modelli e stili di vita”.

“L’accanimento contro questo strumento utilissimo viene peraltro spiegato, curiosamente, con il dissenso nei confronti delle riqualificazioni e dei mutamenti di destinazione degli edifici produttivi. Tale opinione è decisamente curiosa, perché omette di considerare che gli interventi sugli edifici produttivi possono essere compiuti con decine di strumenti legislativi alternativi al Piano casa e che in più hanno solo la necessità per il cittadino istante di sottomettersi al potere politico e tecnico-burocratico con delibere, varianti, conferenze di servizi, tavoli tecnici, indicazioni informali di tecnici graditi e chi più ne ha più ne metta. Cioè – conclude – lo schema classico che tutti i piani anticorruzione vorrebbero evitare”.

 

Cassa integrazione, C-Entra il futuro: “A gennaio +400% in edilizia e industria. E c’è chi propone abrogazione Piano casa e chiusura fabbriche”

Cassa integrazione, C-Entra il futuro: “A gennaio +400% in edilizia e industria. E c’è chi propone abrogazione Piano casa e chiusura fabbriche”

A gennaio in Puglia sta purtroppo volando la cassa integrazione straordinaria: +400 % per oltre 4 milioni di euro. In pratica, le tasse dei cittadini vanno a sostenere ciò che si potrebbe fare favorendo la produzione, in particolare nell’edilizia e nell’industria. E mentre ciò accade c’è addirittura chi propone la chiusura delle fabbriche e la cancellazione del Piano casa; un oltraggio al buon senso, un disprezzo delle tasse pagate dai cittadini e un disinteresse nei confronti del popolo che chiede lavoro e non provvidenze”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando il report mensile (febbraio 2020) pubblicato dall’Inps sui dati relativi a Cassa Integrazione Guadagni e Disoccupazione.

“Se osserviamo nello specifico le ore autorizzate per trattamenti di integrazione salariale, si rileva che il numero di ore totali in Puglia è passato da 1.145.978 del gennaio 2019 a 4.287.684 di gennaio 2020. In percentuale si registra una variazione del +274,15% (la Puglia risulta la regione con maggiore aumento sulle ore totali; dopo la Puglia ci sono solo la Campania (con una variazione dell’87,80%) e la Toscana (con 86,64%). Da sottolineare: la Lombardia registra un -0,78% nel numero di ore totali (sempre nello stesso periodo considerato). Per la CIG Straordinaria (CIGS) si è passati da 807.520 ore nel gennaio 2019 a 4.028.547 ore nel gennaio 2020, con variazione pari a +398,88%. Per quanto concerne, invece, il numero di ore di CIG Ordinaria (CIGO), in Puglia a gennaio 2019 era pari a 334.234; a gennaio 2020 diventa di 259.137. Variazione di un -22,47%. Analizzando il numero di ore di CIGS per solidarietà emerge che la variazione è pari a – 96,31%, con 134.284 ore nel gennaio 2019 e 4.958 ore nel gennaio 2020. Il numero di ore di CIG in Deroga (CIGD), a gennaio 2019, è stato di 4.224”.

 

 

Dalla distribuzione regionale delle domande di prestazione NASpI, considerando i mesi di presentazione domanda, ovvero gennaio 2017-dicembre 2019 (dati provvisori definiti sulla base dei dati di archivio al 2 febbraio 2020), si evidenzia che in Puglia: le domande presentate da gennaio a dicembre 2017 sono state 138.626; le domande presentate da gennaio a dicembre 2018 sono state 152.200; e quelle presentate da gennaio a dicembre 2019 sono state in numero pari a 151.831”.

“Questi dati, senza dubbio allarmanti – concludono i Consiglieri di C-Entra il futuro – rispecchiano una situazione su cui intervenire, certamente non con chiusure e ostacoli a misure che all’impiego e alla produttività danno invece linfa vitale”.

ECCO IL REPORT INPS >>

Pagine da CIG_focus_febbraio_2020

Esclusione Conca, Amati: “Decisione coerente di un partito liberticida e menzognero, passato da piattaforma Rousseau a ghigliottina Robespierre”

“Nulla di strano o di imprevedibile nell’esclusione di Mario Conca dalle liste Cinquestelle. Si tratta di una decisione coerente con la loro impostazione liberticida, totalitaria, verticistica e menzognera, che molti di noi denunciano da anni, e in grado di falsare le gare della piattaforma Rousseau sganciando le lame della ghigliottina Robespierre. Mi stupisco di chi si stupisce e continua a dar credito alla più gonfia bolla di balle presentatasi sullo scenario politico italiano e regionale”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale Bilancio.

“Nel dare la solidarietà al collega Mario Conca, colgo l’occasione per sottolineare che la lotta ai Cinquestelle, così da fargli conseguire tutti gli insuccessi che meritano, equivale a realizzare un’opera di giustizia ma soprattutto di carità: salvare tutti gli eletti o militanti dall’illusione in cui sono ancora imprigionati. Che di questo si tratti, e senza particolari applicazioni psicanalitiche, basta leggere il comunicato-coccodrillo dedicato a Conca, scritto oggi da Antonella Laricchia: un testamento d’incapacità nel distinguere il dissenso dal tradimento e la solita pretesa a Cinquestelle di riempire l’aria di menzogne spacciandole per improbabili verità. Una tecnica usata in questi ultimi anni – conclude Amati – e che tanti danni ha fatto alla politica, al paese e soprattutto a tante persone in buona fede che pure ci avevano creduto”.

 

Amati e Pentassuglia: “Non ci pare una buona idea depotenziare l’ufficio di Polizia di Frontiera di Taranto”

Non ci pare una buona idea chiudere o depotenziare l’ufficio di Polizia di Frontiera di Taranto. E in ogni caso sarebbe opportuno che i pugliesi nel Governo e in Parlamento si occupassero di tale questione”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, rispettivamente presidenti delle commissioni Bilancio e Attività Produttive.

Ci sentiamo di raccogliere e sostenere l’allarme lanciato dal SIULP Taranto, perché le ragioni del dissenso rispetto a ogni ipotesi di chiusura non sono fondate sul classico rivendicazionismo territoriale oppure sull’incapacità di adattarsi ai tempi nuovi. Infatti, è proprio nella dimensione dei tempi nuovi che la contrarietà assume valore – proseguono i due Consiglieri –. Negli anni in cui si prova ad aprire Taranto a più significative attività internazionali nel traffico merci e passeggeri, non ci pare sostenibile la decisione di far transitare in capo alla Questura le funzioni di Polizia di Frontiera, magari con lo stesso organico già sottodimensionato. Pertanto, auspichiamo che sia fissato al più presto un concreto incontro di lavoro tra i rappresentanti politici nazionali e i sindacati di polizia” – concludono.

Alimenti e sicurezza, Amati: “Senatore chiede l’adozione di 23 maiali per intralciare attività di Asl e Nas. Da non crederci”

Da non crederci. Un senatore pugliese ha chiesto alla Procura di Brindisi di adottare 23 maiali malati per intralciare l’attività di sicurezza alimentare. Un non nuovo abuso della funzione parlamentare. Ovviamente, io sto dalla parte del servizio veterinario dell’Asl di Brindisi e dei Nas, e contro tutte le cialtronerie dilaganti”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

Una storia incredibile. A seguito di un ordine di abbattimento di 23 maiali, disposto dalla Procura di Brindisi e sulla base di relazione dei Nas e dell’Asl di Brindisi, il senatore Lello Ciampolillo ha provato a intralciare l’attività delle autorità, prima chiedendo l’adozione dei maiali come animali da compagnia e poi – considerato il rifiuto del PM – facendosi affidare il terreno in comodato per dichiararlo residenza parlamentare. È quello che sta accadendo in queste ore in una masseria di Cisternino – prosegue Amati –, in cui è stato scoperto un allevamento di animali senza nessuna precauzione di tipo igenico-sanitario, esercitato nella commistione tra rifiuti di ogni genere e materiale organico in abbondante decomposizione. Il Senatore Ciampolillo, peraltro, non è nuovo a iniziative del genere. Tempo fa intralciò a lungo l’attività di eradicazione di un ulivo infetto da Xylella con la stessa pretesa: eleggere il terreno interessato a residenza parlamentare”.

“Il problema – conclude – è che a causa di questi intralci il provvedimento di abbattimento non è stato ancora eseguito, per cui si rischia di ritrovare in commercio le carni macellate dei maiali. Sarebbe auspicabile l’intervento del Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, per stigmatizzare la condotta di un membro del Parlamento che ostacola l’esecuzione degli ordini dell’Autorità”

Piano casa, Amati: “Bravo Decaro. Provvedimento usato per riqualificare i ruderi del lungomare di Bari. E c’è chi vorrebbe abrogarlo”

Bravo Antonio Decaro. Il Piano casa sarà usato dal Comune di Bari per riqualificare i ruderi del lungomare, anche utilizzando la norma del Piano paesaggistico che regola le attività sui territori costieri. E pensare che c’è chi lo ostacola come strumento di risparmio suolo, tutela ambientale, riqualificazione urbana e sviluppo economico, e chi vorrebbe addirittura abrogare una mia recente norma che punta a valorizzare sul piano urbanistico l’art. 45 del PPTR”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale Bilancio, commentando la delibera sulle modalità di utilizzo del Piano casa approvata ieri dal Consiglio comunale di Bari.

La delibera del Consiglio comunale di Bari dovrebbe essere imitata dalla maggior parte dei comuni pugliesi, e in particolare da quelli costieri – aggiunge Amati –. È una decisione che valorizza con giudizio tutto il potenziale della disciplina del Piano casa, adattandolo alle migliori esigenze di riqualificazione e riduzione del consumo di suolo, riduce al massimo la discrezionalità politico-amministrativa e i relativi rischi di corruzione. Viene introdotta, inoltre, la possibilità di recuperare i ruderi della fascia costiera, in particolare il lungomare, recependo il valore urbanistico della disposizione dell’art. 45 del Piano paesaggistico; cioè – conclude – una norma a cui i comuni avrebbero già dovuto adeguarsi e che di recente è stata resa oggetto di polemiche disinformate o dettate da strumentalizzazione politica”.

Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Con il primo solaio comincia a vedersi la costruzione. Tutto in regola a metà del percorso”

Con il primo solaio comincia a vedersi la costruzione. È trascorso quasi metà del tempo previsto per i lavori del Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano e il cronoprogramma procede senza ostacoli: lo conferma lo stato di avanzamento delle opere. Difatti, dall’avvio dei lavori al 31.01.2020 sono trascorsi 416 giorni, pari al 41,6% del tempo di durata complessivo, stimato in 1.000 giorni. Ne mancano, dunque, 584 alla fine”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati, commentando l’andamento dei lavori al 31.01.2020.

Dopo aver terminato tutte le attività di scavo del building, sono state eseguite e completate le attività di getto dei magroni di fondazione, posa delle guaine pregetto e armatura delle fondazioni per quanto riguarda le strutture fondali basse (ovvero per le parti del building per cui è previsto un livello interrato). Nel mese di gennaio sono state avviate le attività di: getto delle strutture fondali nel blocco NH3, NH6 e NH7; getto di pilastri nei blocchi NH1, NH2, NH4, NH5, NH6 e NH7; getto di setti e muri controterra nel blocco NH7 e montaggio delle gabbie di armatura nei blocchi NH5 e NH6; getto del primo impalcato del blocco NH1. Per le opere impiantische – prosegue Amati – è in corso di realizzazione l’impianto LPS il cui avanzamento è contestuale all’esecuzione dei pilastri”.

“Per quanto concerne la cabina di consegna ENEL è stato effettuato lo scavo, realizzato il basamento e posato il prefabbricato. Inoltre, è stato realizzato il collegamento tra le cabine utente e ricezione. I rilevati stradali – aggiunge ancora – risultano avanzati all’80%. In data 24.01.2020 sono state completate tutte le attività relative all’allargamento della strada di accesso al cantiere ed è stata istallata tutta la cartellonistica prevista. Sono state avviate, inoltre, le attività propedeutiche alla realizzazione dei muretti a secco, a partire dal fronte nord-est”.

“Risultano pagati quattro Stati Avanzamento Lavori (SAL), per un totale di € 5.880.582,45 pari al 8,03% dell’importo complessivo (€ 73.263.878,28). Mi sembra doveroso ringraziare l’intera squadra di tecnici e operai che, con il suo lavoro e un impegno costante sta garantendo la realizzazione di un grandioso progetto, la risposta – conclude – alla condizione attuale contraddistinta da ospedali affollati e da una rete territoriale in fase di organizzazione, allo stato insufficienti a colmare la domanda di salute dei pugliesi”.

Rifiuti, Amati: “Lo dice pure la DIA. Il no agli impianti e all’ambientalismo tecnologico favorisce il crimine”

Le cause delle continue emergenze sui rifiuti sono da ricondurre alla mancanza di impianti. Ciò perché si allunga l’iter di trattamento e trasporto, avverando il motto ‘Trasi munnizza e n’iesci oro’, e si favorisce l’inserimento nel processo delle organizzazioni criminali. Insomma, il no agli impianti e quindi all’ambientalismo tecnologico non può essere tollerato in nessun programma amministrativo o politico-elettorale”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, commentando il focus “Mafia&Rifiuti” contenuto nella Relazione semestrale al Parlamento del Ministro dell’interno sull’attività svolta e i risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA).

“Secondo la relazione e in base alle attività d’indagine, l’emergenza che caratterizza alcune aree del paese, compresa la Puglia, ha come causa l’assenza di adeguata impiantistica, che peraltro impedisce l’autosufficienza almeno regionale come previsto dalle norme. Una situazione che, espandendo il procedimento, finisce per mancare il completamento del ciclo, favorire le discariche e l’inquinamento ambientale e consentire l’infiltrazione delle organizzazioni criminali. A tutto discapito – sempre secondo la relazione – del futuro delle prossime generazioni, che non può essere assicurato solo dall’azione giudiziaria”.

“Mi pare dunque di poter riassumere – prosegue Amati – che siamo di fronte a una richiesta d’aiuto alle amministrazioni pubbliche per meglio fronteggiare la criminogena situazione, vertente su tre linee d’azione: realizzare l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti e del loro trattamento in ambiti territoriali ottimali, perché più rifiuti, più passaggi, più chilometri, più affari in vista;  permettere lo smaltimento dei rifiuti e il recupero dei rifiuti urbani indifferenziati in uno dei luoghi idonei più vicini alla produzione o raccolta, al fine di ridurre i movimenti dei rifiuti stessi, tenendo conto del contesto geografico o della necessità di impianti specializzati per determinati tipi di rifiuti; utilizzare i metodi e le tecnologie più idonei a garantire un alto grado di protezione dell’ambiente e della salute pubblica”.

“In poche parole. Per preservare l’ambiente, la legalità, le libertà e il progresso raggiunti dalle persone occorre che ci si apra sempre a tutte le innovazioni tecnologiche dirette a contenere e ridurre al massimo i danni. E questo – conclude – perché la tutela ambientale è qualcosa di molto concreto e non un teorico programma socio-politico su non meglio specificati modelli di sviluppo che alcuni uomini, purtroppo, pensano di poter imporre agli altri in nome di ciò che secondo loro è il bene e il male”.