Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “909 giorni per la fine dei lavori, in corso lavori di scavo”

“Dalla consegna del cantiere per la costruzione del nuovo ospedale Monopoli-Fasano sono trascorsi 91 giorni, pari al 9,1 % del tempo di durata complessiva (1000 giorni). Ad oggi risultano completati i lavori di demolizione del fabbricato esistente e di sbancamento di oltre 1 metro di roccia su tutta l’area del piano interrato del fabbricato. Mi pare che tutto proceda secondo il programma”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale bilancio, Fabiano Amati.

“A seguito della cerimonia di posa della prima pietra si è provveduto a organizzare il cantiere (realizzazione di recinzioni, strade di accesso, scavi per interramento linee elettriche ecc.) e ad avviare i lavori.

Alla data del 28 febbraio 2019 risulta realizzata la recinzione del cantiere (al 100%), il campo base (al 5%), la viabilità principale di cantiere (al 25%), le aree logistiche (al 5%) e gli scavi del blocco NH1 (al 15%). Oltre a numerose attività di tipo logistico organizzativo per la migliore gestione delle lavorazioni”.

Agricoltura, Amati: “Mai più divisi. Ora combattiamo assieme inerzie e contraddizioni”

“Mai più divisi. E non per la mia scomodità di dover fare la staffetta da una piazza all’altra, ma perché una forza divisa equivale a due debolezze. D’ora in poi abbiamo da combattere assieme ritardi, omissioni, inerzie, debolezze e contraddizioni, senza paura né soggezione”. Lo dichiara il Presidente della commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati, che ha partecipato oggi a Lecce alle due manifestazioni promosse dal mondo agricolo.

Xylella, gelate, decreto legge e Psr: quattro argomenti di peso, costellati – prosegue – purtroppo da molta approssimazione e qualche ingiusto dileggio. Ma ora che la piazza è tornata sotto la guida del buon senso e della prova scientifica, battendo il senso comune e le chiacchiere, mi pare che ci siano tutti gli strumenti per uno scatto di reni. Una serie di iniziative politiche che agevolino un percorso di rinascita del mondo agricolo, che ha come ingredienti non solo soldi, ma procedure snelle e ricerca”.

“In questo senso bisogna battersi, cominciando – conclude – a richiedere a tutti i parlamentari pugliesi uno straordinario impegno per modificare un insoddisfacente decreto legge, fatto più per il latte che l’olivicoltura”.

Amati, Blasi, Cera, Liviano, Mennea e Pentassuglia: “Se non ci fosse stato problema latte non avremmo avuto nemmeno il decreto. Domani nelle piazze di Lecce è solo l’inizio”

“Se non ci fosse stato il problema del latte, molto sentito al nord, non avremmo avuto nemmeno il decreto legge. E ciò perché i problemi prevalenti del sud, xylella, gelate e crisi olivicola, risultano solo citati, senza addentrarsi sulle cose necessarie e urgenti per affrontarli con norme e risorse congrue. A questo punto le piazze di domani a Lecce sono solo l’avvio di una lunga marcia senza sconti a nessuno”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando il decreto legge adottato ieri dal Consiglio dei ministri, recante “Disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi e di sostegno alle imprese agricole colpite da eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale”.

“Basta leggere gli undici articoli del decreto legge per rendersi conto che la pantomima su disegno di legge oppure decreto legge è stata risolta in favore del decreto perché c’era in ballo il problema del settore lattiero-casearo molto sentito al nord. Per il settore olivicolo, gelate e xylella, molto sentiti al sud, c’è invece molto poco o quasi niente. A questo punto diventa interessante chiedere a uno psicanalista il motivo di tanto accanimento nei confronti del sud e dei suoi mondi produttivi, confidando nei parlamentari pugliesi per potenti azioni correttive del decreto in sede di conversione”.

Grandi opere e industria, Amati, Blasi, Cera, Liviano, Mennea e Pentassuglia: “Con il Si a Tav, Salvini salvi l’onore ferito dei nostri Cinque Stelle su Tap e Ilva”

“No alla Tav? Per come è andata a finire per Tap e Ilva sarebbe uno schiaffo ai Cinque Stelle pugliesi. Perciò la nostra solidarietà ai colleghi Cinque Stelle, confidando nel Si di Salvini per salvare il loro onore”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando i contrasti nella maggioranza di governo Lega-Cinque Stelle sulla Tav.

“Mentre su Tap e Ilva il Movimento 5 Stelle si è da subito rimangiato ogni promessa elettorale di blocco e chiusura, sulla questione Tav sta invece resistendo, pur mettendo a rischio la vita del governo. Da ciò si capisce, ovviamente, l’inconsistente peso politico dei Cinque Stelle pugliesi.

Sosteniamo l’utilità della Tav e pertanto auspichiamo la vittoria di Salvini in questo braccio di ferro, così da poter avere la Tav e vendicare l’onore ferito dei nostri colleghi. Se non ci aiutiamo tra noi!”.

Xylella, Amati: “Il Tar Lazio ha respinto il ricorso di alcune associazioni pugliesi negazioniste, credulone e operanti contro paesaggio, produttività e scienza”

“Sulla xylella il Tar Lazio ha respinto il ricorso negazionista di alcune associazioni pugliesi. Confermo la prognosi data all’epoca della presentazione: un ricorso traditore della Puglia, del suo paesaggio, della sua produttività e delle scienze naturali e giuridiche. Stilato con argomenti simili a quelli che si trattano al taglio dell’anguria stando in riva al mare, cioè farcito di parole disimpegnate e attinenti a tutto l’armamentario politicista del negazionismo credulone. Ringrazio l’avvocatura regionale per l’impegno e la competenza”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, commentando l’esito cautelare del ricorso promosso dinanzi al Tar Lazio da alcune associazioni pugliesi, avverso la Delibera della Giunta pugliese n. 1890/2018 e il D.M. 13.2.2018 e discusso ieri.

“Era un ricorso promosso dalla solita compagnia contro tutto e tutti, che in fondo se ne fregava della xylella e delle gravi conseguenze che sta portando alla Puglia.

Ma per fortuna il Tar Lazio lo ha rigettato per i seguenti motivi:
a) l’impugnazione era tardiva;
b) il decreto ministeriale impugnato risulta coerente con quanto previsto dalle decisioni della Commissione Europea e l’individuazione delle misure non rientra nella discrezionalità tecnica dell’autorità amministrativa competente;
c) il metodo alternativo di contrasto alla Xylella non risulta validato a livello ufficiale dalle competenti autorità;
d) la scelta di non effettuare il test di conferma per le piante che sono situate in aree in cui la presenza di piante infette è stata già ufficialmente accertata con la doppia analisi ed è congrua e coerente con i principi di economicità e buon andamento dell’azione amministrativa;
e) l’abbattimento senza analisi delle piante infette è previsto dalla delibera impugnata solo su segnalazione ed assenso del proprietario e solo in zone in cui la presenza dell’infezione è stata già rilevata in precedenti monitoraggi;
f) l’eradicazione delle piante risulta coerente con le decisioni UE;
g) l’esigenza di tutela dell’ambiente deve essere contemperata con altri diritti fondamentali alla cui tutela sono finalizzate le misure propugnate dalla gravata delibera in piena coerenza con le statuizioni dei competenti organi comunitari;
h) la questione di legittimità costituzionale di una norma statale è irrilevante in quanto gli atti impugnati non sono stati emanati in attuazione della disposizione in esame”.

Manifestazioni 9 marzo a Lecce su xylella. Amati, Blasi, Cera, Liviano, Mennea e Pentassuglia, “Noi aderiamo a entrambe, ma per dare maggiore forza ci piacerebbe fosse unica”

“Aderiamo alle manifestazioni promosse dalle associazioni agricole per sabato 9 marzo a Lecce e, per dare maggiore forza all’opera di sensibilizzazione e alle richieste avanzate, auspichiamo ogni sforzo affinché le iniziative siano unificate”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, con riferimento a due diverse manifestazioni organizzate per il prossimo 9 marzo a Lecce da Coldiretti-Unaprol e Cia-Confagricoltura-Confcooperative-Copagri-Legacoop, sulle conseguenze inflitte al territorio dalla xylella e sulle iniziative per fronteggiare la conseguente crisi produttiva e paesaggistica.

“Le esigenze di ricostruire il paesaggio distrutto dalla xylella, di rilanciare la produttività dei terreni, di contenere l’ulteriore diffusione del batterio e di aiutare il settore florovivaistico, ci sembrano meritevoli del nostro sostegno anche nelle forme della sensibilizzazione di piazza. Ma c’è di più: il successo di queste manifestazioni è auspicabile perché in grado di divulgare in modo più ampio, e senza equivoci, il senso della tragedia che stiamo vivendo. Ovviamente, ci piacerebbe che, entro la data fissata per le manifestazioni, le organizzazioni agricole facciano ogni sforzo per ritrovare unità”.

Vivai, Amati e Pentassuglia: “Le nostre parole un atto d’accusa. La Regione si rifiuta di applicare una sua stessa legge e i vivai falliscono”

“A questo punto le nostre parole valgono quanto un atto d’accusa, perché stiamo combattendo per ottenere il rispetto di una legge. Abbiamo approvato una norma, il Governo non l’ha impugnata, ma la Regione si rifiuta di applicarla, nascondendosi dietro mille scuse. Da non crederci. E nel frattempo i vivai falliscono”.

Lo dichiarano i Presidenti delle Commissioni regionali Bilancio e Agricoltura della Regione Puglia Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, con riferimento alla nota questione delle deroghe e autorizzazioni alla movimentazione delle piante all’esterno e all’interno delle aree delimitate per contenere la diffusione della xylella.

“Con la tragedia xylella è arrivata pure la tragedia dello scarica barile e dell’inerzia, a cui non c’è purtroppo rimedio. Denunciamo da mesi questo scempio di burocrazia insensibile al rischio di perdere imprese e posti di lavoro nel settore vivaistico, ma ogni giorno assistiamo ad una scusa per rinviare e ritardare, allo scopo di non assumersi responsabilità nel decidere.

A questo punto ognuno si assuma le proprie responsabilità. Noi abbiamo provato in ogni modo a sollecitare, convincere e offrire ogni forma di aiuto. È stato purtroppo tutto vano e in costante violazione della legge e del buon senso”.

Acqua, Consiglieri contro proposta 5S: “L’acqua è già pubblica, vogliono solo dissanguare Aqp e i cittadini. Confidiamo nella Lega”

“La proposta di legge dei Cinquestelle sull’acqua è una costosa cialtronata, mentre gli emendamenti presentati per Acquedotto pugliese sono una follia. In Italia l’acqua è già pubblica, la loro iniziativa è un ritorno al carrozzone del passato per dissanguare Aqp e le tasche dei cittadini. Confidiamo ora sulla Lega di Salvini, che ha già dichiarato la sua netta è ragionevole contrarietà”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando l’esame in corso alla Camera della proposta di legge “Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque” presentata alla Camera dei deputati da 202 parlamentari del Movimento Cinquestelle (prima firmataria Federica Daga) e gli emendamenti depositati nei giorni scorsi per considerare le peculiarità pugliesi e Aqp.

“Dicono che vogliono salvaguardare il risultato del referendum e non si accorgono che la loro proposta non c’entra nulla con il referendum, come gli ha fatto già presente il sottosegretario leghista all’ambiente Vanna Gavia. La proposta dei Cinquestelle è uno slogan più o meno uguale a quelli sull’abolizione della povertà, sull’imminente boom economico del Paese, sui ristoranti e negozi lungo il nuovo Ponte Morandi ecc. In realtà, vogliono farci tornare ai tempi dei carrozzoni e metterci nuove tasse – proseguono –.

I costi a carico dei cittadini italiani per questa iniziativa sono stati stimati in 5 miliardi per indennizzi ai gestori estromessi (e i pugliesi pagheranno questa parte pur non essendo interessati), 11 miliardi per rimborsare i finanziamenti accesi dai gestori esistenti e 5 miliardi all’anno per gli investimenti.

La proposta di legge grillina e i relativi emendamenti espongono noi pugliesi a un conto salatissimo, sia come contribuenti italiani che come pugliesi. Se approvata, infatti, saremo chiamati a pagare indennizzi che non ci riguardano ai soci privati di altre società di gestione italiana (5 miliardi), a contribuire al rimborso dei finanziamenti accessi da tutti i gestori italiani con le banche (11 miliardi), a subire la probabile richiesta di rinegoziazione del debito contratto con la Banca Europea per gli Investimenti (200 milioni) e a pagare con la fiscalità generale (con ulteriori tasse) sia la nostra quota di investimenti che quella di tutti i servizi idrici italiani, compresi quelli di regioni ricche per PIL e per quantità di risorsa idrica, per un ammontare di 5 miliardi.

Senza contabilizzare – perché una stima è allo stato attuale impossibile – il costo da mancati introiti sulla tariffa, per difetto stimati per 2 miliardi annui e che in Puglia ammonterebbero a 132 milioni”.

Autonomia in Consiglio il 5 marzo, Amati: “Doppio furto, i voti ai genitori e il futuro ai figli. Si mobilitino i giovani”

“La discussione nel Consiglio del 5 marzo sarà l’occasione per dire che l’autonomia del nord serve per ‘rubare’ i voti ai genitori e il futuro ai figli, per eccitare le nostalgie dei nonni così da addormentare le speranze dei nipoti. Speriamo che i giovani meridionali e italiani si mobilitino, perché alle nostre porte c’è la povertà dell’Italia e non solo del meridione. E, perciò, tutti in campo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, in vista del Consiglio regionale del prossimo 5 marzo, che presenta all’ordine del giorno la mozione sottoscritta dallo stesso Amati e dai consiglieri Blasi, Cera, Colonna, Liviano D’Arcangelo, Longo, Mazzarano, Mennea, Pendinelli, Pentassuglia e Franzoso.

“La proposta di autonomia del nord è un paradosso di insensatezza nel mondo dei continenti. Nei nostri anni in cui più nulla è locale – né la vita delle persone, né la produzione e lo scambio di merci e servizi, né le soluzioni ai problemi – che senso ha parlare di maggiore autonomia? È proprio curioso leggere i giornali di queste settimane e rilevare il più strano degli accoppiamenti informativi: su una pagina, notizie sulla imminente autonomia a contenuto localistico ‘ierocentrico’ e, sull’altra, notizie bellissime e inesorabili dal globo, cioè dal mondo dell’intelligenza artificiale e delle quotidiane innovazioni tecnologiche.

E mentre si perde clamorosamente l’appuntamento con il migliore destino, si rischia di pagare conti immediati su sanità (meno 682 milioni all’anno), scuola (riduzione degli stipendi dei docenti meridionali) e infrastrutture.

Cosa c’è di più sciocco del farsi del male?”.

Liste d’attesa, Amati: “Anche il Piano Nazionale ci chiede di fare ciò che noi abbiamo già proposto. Ora subito in Consiglio”

«Sulle liste d’attesa anche il Piano Nazionale ci chiede di fare ciò che proponiamo sin da gennaio scorso con la nostra proposta di legge. A questo punto spero proprio che il prossimo Consiglio regionale approvi la nostra iniziativa, consentendo la sospensione dell’attività a pagamento quando i tempi di attesa non sono allineati con quelli dell’attività istituzionale. A meno che la Giunta regionale non adotti una delibera per modificare il Regolamento vigente nel senso da noi auspicato».

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio Fabiano Amati, commentando la presentazione avvenuta oggi in Conferenza Stato-Regioni del Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa.

«Non era difficile prevedere questo esito, perché pienamente conforme con la legge, il contratto dei medici e il vecchio Piano Nazionale delle Liste d’Attesa. È sotto gli occhi di tutti il fatto che le liste d’attesa siano il problema più grave della sanità, in grado di oscurare anche le tante cose buone che il sistema regionale e i medici offrono ogni giorno. Accomunarsi, dunque, in un’iniziativa di responsabilità che non criminalizza nessuno è il modo migliore per stare dalla parte dei cittadini in fila al CUP. Era ed è questo il senso della nostra proposta che oggi viene ulteriormente confermato dal Piano Nazionale – conclude il Presidente Amati –».