Hub vaccinale Fasano-Conforama, Amati: “Allestimento in corso per partire tra qualche giorno nel più grande sito pugliese”

“Sono in corso i lavori di allestimento di uno dei più grandi hub vaccinali pugliesi: il Conforama di Fasano. L’avvio dell’attività di vaccinazione è previsto per il prossimo fine settimana”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Hanno lavorato anche di sabato e domenica gli addetti del Centro commerciale Conforama, così da consentire l’avvio da oggi dei lavori di allestimento di uno dei più grandi hub vaccinali pugliesi. E il tutto per consentire l’attività di vaccinazione a partire dagli ultimi giorni di questa settimana.
Organizzato su una superficie di 4000 mq, con 12 postazioni in grado di effettuare sino a 2000 prestazioni al giorno. È ovviamente nelle condizioni di assicurare anche il raddoppio del numero di postazioni, sulla base delle necessità.
Premettendo sempre la disponibilità delle dosi e nella speranza che pure in Italia si utilizzi al più presto e per tutti il vaccino AstraZeneca, è del tutto evidente che per raggiungere l’obiettivo dell’immunità di popolazione ci sia bisogno di grandi strutture, dotate di ampi spazi interni per numerose postazioni vaccinali e ampie sale per l’attesa distanziata pre-vaccinazione e l’osservazione post-vaccinazione, servizi igienici adeguati e plurimi, assenza di barriere architettoniche, ampi spazi di parcheggio esterno e possibilità di svolgere l’attività h24. Di tutto questo è composto il Centro commerciale Conforama.
Ringrazio la proprietà del Centro commerciale Conforama, il direttore vendite Vincenzo Di Sabato e il direttore del Centro fasanese Gianluca Buttiglione.
Ringrazio come sempre per la loro disponibilità ad affrontare sfide nuove, il DG dell’Asl di Brindisi Giuseppe Pasqualone e il suo staff, a cominciare dall’ing. Giuseppe Perrone e il direttore del Dipartimento prevenzione Stefano Termite e il suo staff”.

Fondi edilizia sanitaria, Amati: “833 milioni da spendere ma non si sa quando. Ping pong Regione-Ministero”

“Ci sono 833 milioni di euro da spendere in sanità e non si riesce a sapere quando saranno pronte tutte le carte per farlo. La Regione attende il Ministero e critica le sue regole, il ministero attende la Regione e lamenta i suoi ritardi. E al centro ci siamo noi e le necessità di modernizzazione delle strutture e tecnologie sanitarie, diventate un’emergenza in tempi Covid. Serve una presa di coscienza regionale e un immediato confronto con il Ministero, su cui ho già allertato qualche parlamentare”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentato l’esito dell’audizione odierna sui 563 milioni di euro da spendere sulle vecchie delibere Cipe 97/98 del 2008 e sui 270 milioni della delibera Cipe 51 del 2019.

“La situazione della spesa dei fondi ex articolo 20 è surreale e a oggi risulta così rappresentabile.
Fondi da delibere Cipe 97 e 98 del 2018, per un importo complessivo di euro 563. Di questi ci sono 318 milioni impegnati con un accordo stralcio del settembre 2020, che a dire della Regione potranno essere spesi solo a seguito dell’adozione di un decreto ministeriale di ammissione formale. Ma per ottenere l’adozione del decreto di ammissione formale pare che serva la presentazione dei progetti esecutivi, i cui tempi di redazione non sono allo stato conosciuti. La circostanza più preoccupante, tuttavia, è data dalla constatazione, sempre a dire della Regione, che la mancata definizione dell’accordo stralcio per 318 milioni inibisce la programmazione dei 245 milioni residui, sempre a valere sulle vecchie delibere Cipe.
Gli interventi relativi a queste somme di denaro già stanziate sono: quanto all’accordo stralcio del settembre 2020 per 318 milioni, nuovo ospedale sud Salento, nuovo ospedale Andria, demolizione e ricostruzione del monoblocco degli Ospedali riuniti di Foggia e riqualificazione dei plessi minori dello stesso presidio; quanto allo stralcio finale delle Cipe 97 e 98 del 2008 per 245 milioni, arredi e attrezzature nuovo ospedale Monopoli-Fasano e riqualificazione degli ospedali San Paolo-Bari, Di Venere-Bari, Perrino-Brindisi, Francavilla Fontana, Giovanni XXIII-Bari, Policlinico-Bari, Barletta, Castellaneta, Cerignola, San Severo, Gallipoli e nuovo ospedale del nord barese.
Per quanto riguarda invece le somme della delibera Cipe 51 del 2019, pare che la mancata definizione del procedimento sulle vecchie Cipe, inibisca già l’avvio della programmazione di queste risorse.
E mentre tutto ciò accade, in una combinazione di fatti burocratici che rischiano di travalicare in un incomprensibile ping-pong, non ci resta che continuare senza risparmio a seguire la vicenda e a collaborare nella rimozione di qualsiasi impedimento sulla strada della spesa tempestiva di queste ingenti risorse”.

Piano casa, Amati: “La legge è salva. Già depositata la proposta abrogazione di un comma, richiesta dal Ministero per ritirare il ricorso”

“Il piano casa è salvo. Il Ministero per i Beni culturali ha chiesto l’impegno del Consiglio regionale ad abrogare una singola disposizione della disciplina e ho già depositato la proposta di legge. Non appena il Consiglio regionale approverà la modifica, il ricorso alla Corte costituzionale sarà dunque ritirato, come formalmente comunicato, per evidente sopravvenuto difetto d’interesse”.

Lo dichiara il presidente della commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.

“Ringrazio i ministri Dario Franceschini e Maristella Gelmini, i deputati Alberto Losacco e Mauro D’Attis, il presidente del Consiglio regionale Loredana Capone, il mio attivissimo capigruppo Filippo Caracciolo e i capigruppo della maggioranza Gianfranco Lopane, Grazia Di Bari e Massimiliano Stellato – prosegue Amati – per l’impegno dimostrato nel dialogo con i ministeri e al fine di salvare una delle pochissime leve economiche della Puglia di questi tempi. Il piano casa è infatti uno straordinario strumento di eco-edilizia e produzione, in grado di garantire riduzione del consumo di suolo, utilizzo di materiali per il risparmio energetico, recupero dalla fatiscenza e dall’abbandono di numerosi immobili, riduzione degli ambiti di discrezionalità amministrativa degli amministratori e delle strutture burocratiche dei comuni, quindi grandi rischi di corruzione, e migliaia di piatti a tavola. Gli unici avversari del piano casa sono purtroppo alcune frange di benpensanti orientati da narcisismo etico, condotta sociale descritta e avversata dal compianto Franco Cassano nel suo meraviglioso libro ‘L’umiltà del male’”.

“È stato molto bello vedere il Consiglio regionale – conclude – mobilitato in modo corale nel compimento di atti di amministrazione attiva su temi così rilevanti, spesso coprendo ritardi dell’azione amministrativa; si tratta, in buona sostanza, della condivisione dei problemi, prendendosi però la cura di perseguire una soluzione”.

Contrade Brindisi, Amati a Borri: “Io ignorante? Probabile, ma prima di giudicare gli abitanti delle contrade spieghi la sua villa-rudere in zona di pregio a Selva di Fasano”

“Borri accetti di confrontarsi piuttosto che offendere. Riconoscerò la mia ignoranza, molto probabile, alla condizione che egli riconosca la propria ipocrisia. Borri non può giudicare le costruzioni altrui, mettendosi sempre dalla parte della giuria e senza risolvere i problemi della povera gente, mentre a Selva di Fasano ha chiesto e ottenuto un permesso di costruire per una villa in area ad alto pregio paesaggistico, cosa che avrebbe criticato se fosse stata di un altro essere umano, lasciandola vergognosamente alla condizione di rudere in stato di degrado e abbandono”.

Lo dichiara il presidente della commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, commentando le parole offensive rivoltegli dell’assessore comunale all’urbanistica del Comune di Brindisi Dino Borri, durante il Consiglio comunale di venerdì 26 febbraio.

“Vorrei ricordare – prosegue Amati – che la norma per gli allacci all’acqua e alla fogna nelle contrade oggetto di piano di recupero in variante, approvato dalla giunta Vendola su proposta dell’assessore Barbanente, l’ho scritta e proposta io, ottenendo l’approvazione del Consiglio regionale, mentre a Brindisi si cincischiava e magari si aspettava il colera. E vorrei inoltre ricordare che i poveri cittadini delle contrade sono costretti a togliersi il cappello dinanzi alla burocrazia comunale per ricevere l’attestazione di sanabilità, necessaria per consentire ad Aqp di realizzare gli allacci”.

“Sentire poi che le contrade, e in particolare Torre Rossa, sorgono in area a rischio idraulico, per cui non è possibile autorizzare un aumento volumetrico perché le ville e le persone possono finire sott’acqua – sottolinea ancora il consigliere regionale – significa non sapere, cioè ignorare, che il carico volumetrico è già presente e che le persone già vivono in quelle case. Per cui il problema è accelerare sulle opere di mitigazione e non pontificare sugli aumenti volumetrici. Se Borri fosse coerente con il suo dire dovrebbe attivare l’immediato sgombero delle case e il successivo abbattimento, perché – ripeto – le persone già vivono in quel quartiere. Se la sente? È facile mettersi sul pulpito, strumentalizzare il rischio idraulico come se in quelle case non abitasse nessuno, e poi evitare di essere conseguenti e coerenti”.

“Infine: sarei ignorante perché, a dire di Borri, starei proponendo l’applicazione dell’articolo 36 del Testo unico dell’edilizia (c.d. doppia conformità), in virtù della sentenza della Corte costituzionale n. 107 del 2017”, sostiene Amati. “Non sarebbe meglio studiare le leggi e le carte prima di parlare? Io certamente sono ignorante, ma secondo Borri sono tutti ignoranti i componenti di quel collegio giudicante, e cioè Grossi, Criscuolo, Lattanzi, Carosi, Cartabia, Morelli, Coraggio, Amato, Sciarra, De Pretis, Zanon, Modugno, Barbera (relatore) e Prosperetti? Suvvia cerchiamo di essere seri. Non si può contrapporre alle norme e alle sentenze, che io cito con rigore, un concentrato di patafisica, aneddotica e dissipazione di parole: è un metodo, questo, contro la logica scientifica, sulla cui scia tento di preservare la mia biografia intellettuale, coltivando però sempre la virtù del dubbio e del limite”.

“Ma a parte ciò, trovo stupefacente che vi sia un’amministrazione comunale impegnata solo a giudicare le proposte altrui, peraltro bocciandole sempre, senza mai preoccuparsi di avanzare una proposta per risolvere un problema”, rimarca. “Una serie infinita di verbi coniugati al futuro – faremo, vedremo, lavoreremo, solleciteremo – senza mai assumersi la responsabilità di una decisione concreta e magari farsi coinvolgere dalle sofferenze umane, preferendo sempre il ruolo della ricca sinistra che odia il popolo, quella alla quale, come avrebbe detto Flaiano, molti di noi non aderiscono perché non se lo possono permettere. Io ignorante? Molto probabile. Ma spero – conclude – che Borri voglia spiegarmelo di persona in commissione comunale urbanistica – con alla mano leggi, sentenze e umanità – ove qualche consigliere ha già chiesto di udirci. Resto in attesa”.

Diagnosi precoce SMA, Amati: “Commissione approva proposta di legge; nostro contributo alla giornata delle malattie rare”

“Una decisione meravigliosa per la giornata delle malattie rare. Il prelievo obbligatorio di una goccia di sangue a tutti i neonati pugliesi per diagnosticare precocemente la SMA: è questo l’oggetto di una proposta di legge approvata oggi in Commissione sanità. Siamo purtroppo già in grave ritardo e perciò sono contento dell’approvazione e della sottoscrizione di tutti i colleghi consiglieri”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bbilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore della legge ‘Screening obbligatorio per l’atrofia muscolare spinale – SMA”, con i consiglieri Caracciolo, Vizzino, Paolicelli.

“Ringrazio il presidente della Commissione Mauro Vizzino, che ha reso precoce una decisione avente come oggetto una diagnosi la cui precocità è necessaria per salvare la vita. Appunto.
Lo screening neonatale per tutti i neonati e per le malattie neuromuscolari è un livello essenziale di assistenza dalla fine del 2018, attraverso la legge statale di bilancio per il 2019. È davvero ingiustificabile, dunque, che da oltre due anni si attenda l’aggiornamento dell’elenco degli screening da parte dal Ministero della Salute, nonostante si sappia che per queste malattie la diagnosi precoce è strettamente collegata alla possibilità di poter accedere o meno alle più innovative cure, a partire dalle terapie geniche.
E in questo senso spero che la decisione pugliese possa servire anche da sollecitazione, affinché l’obbligo di screening sia esteso all’intero Paese.
L’atrofia muscolare spinale – SMA è una malattia causata dalla degenerazione dei motoneuroni, prima causa di mortalità infantile e definita rara per la sua incidenza compresa tra 1/6000 a 1/10000. La diagnosi molecolare di SMA può essere realizzata mediante un test che metta in evidenza l’assenza di funzione di un gene e interpelli un gene omologo a quello che ha subito la perdita di funzione, così da stabilire la gravità della malattia. Poiché la SMA si presta bene a programmi di screening neonatale è più facile con diagnosi precoce l’utilizzo di diverse terapie, ma tutte comunque con maggiore efficacia di successo in base alla precocità dell’avvio del trattamento. Se diagnosticata in tempo, diverse possono essere le terapie a cui poter sottoporre i neonati entro i 6 mesi di vita. Un esempio per tutti, la possibilità di poter ottenere il farmaco Zolgensma nome che abbiamo imparato a conoscere con le storie di Melissa, Federico, Paolo e Marco che hanno superato i 6 mesi e che non possono accedere a questa terapia in base alle norme AIFA. Per questo lo screening neonatale diventa una possibilità di riconoscere in tempo la malattia e la proposta di legge approvata oggi in Commissione renderà obbligatorio lo screening con un test genetico effettuato entro e non oltre l’arco temporale di 2-5 giorni dall’accettazione del campione prelevato e con le modalità stabilite dal centro di riferimento. In caso d’identificazione di un neonato affetto da SMA, il risultato dovrà essere confermato su un nuovo campione di DNA estratto dallo stesso materiale prelevato, comunicato al Punto nascita di riferimento e da questo alla famiglia, che verrà indirizzata presso un servizio di Genetica medica della Regione per effettuare una completa consulenza specialistica. Spero ora nell’immediata approvazione della proposta di legge in Consiglio regionale, affinché si possa partire subito, considerando che il testo è autoesecutivo e che quindi non ha bisogno di alcun provvedimento amministrativo d’esecuzione: una pratica in Italia molto abusata e che purtroppo ci rende spesso intempestivi.
Ovviamente lo screening neonatale è solo una tappa. In questi anni la genetica medica sta mettendo a punto tecnologie che il sol pensiero reclama ottimismo. Stiamo andando infatti verso il sequenziamento esomico, cioè analisi del 1-2% del genoma che codifica i geni, filtrato ad evitare che possano essere registrate variazioni di significato incerto, ovvero mutazioni in geni che lascerebbero presagire diagnosi per malattie indesiderate ad esordio in età adulta, per le quali al momento non vi è alcuna cura”.

Operatori sanitari e obbligo vaccino Covid, Amati: “Primi in Italia e secondo Costituzione. Lo facciano anche le altre regioni”

“Siamo i primi in Italia ad aver disposto misure energiche per agevolare la vaccinazione anti-Covid del personale sanitario, in coerenza con la Sentenza della Corte costituzionale n. 137 del 2019, relatrice l’attuale ministro della Giustizia Marta Cartabia. E ciò dovrebbe essere sufficiente per provare a convincere chi pensa che la Costituzione sia un contenitore di sentimenti personali, più che di norme, come la lirica per il poeta”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, promotore della legge “Operatori sanitari e vaccinazione anti-Coronavirus-19”, approvata ieri dal Consiglio regionale.

“Un Consiglio regionale accordato con la prova scientifica, almeno nella sua parte maggioritaria, ha affermato che non esiste efficacia di un obbligo senza disporre ragionevoli sanzioni.
Per questo motivo abbiamo deciso di aggiungere il vaccino anti-Covid all’elenco delle vaccinazioni alla cui obiezione la legge vigente riconnette rimedi disciplinari e sanzioni pecuniarie.
Il vaccino anti-Covid è stato dunque aggiunto a quello anti-difterite, tetano, pertosse acellulare, epatite B, morbillo, parotite, rosolia, varicella, influenza e tubercolosi; tutte vaccinazioni fortemente raccomandate dal legislatore statale.
Sino a questo momento, la mancata vaccinazione anti-Covid non poteva comportare, come per le altre previste, la sanzione pecuniaria sino a euro 5.000 e per ogni vaccinazione rifiutata.
Con la legge approvata ieri anche per il vaccino anti-Covid si aggiunge il regime sanzionatorio previsto per le altre vaccinazioni, al fine di attribuire maggiore efficacia al programma necessario a raggiungere al più presto l’immunità di popolazione, cominciando proprio dai professionisti sanitari che a rigore dovrebbero dare l’esempio.
La mancanza di una norma del genere, peraltro, comportava un mero giudizio d’inidoneità dell’operatore sanitario obiettore a essere impiegato nei reparti a rischio, cioè oncologia, ematologia, radioterapia, neonatologia, ostetricia, pediatria, malattie infettive, emergenza-urgenza è pronto soccorso, terapia intensiva e rianimazione, trapianti e gestione di pazienti trapiantati, trattamenti di pazienti dializzati, trattamenti di pazienti immuno-compromessi, strutture ambulatoriali/consultoriale ove si gestiscono donne in gravidanza e bambini, servizi vaccinali.
Considerato dunque il lungo elenco di unità operative nelle quali l’operatore non vaccinato non può operare, è facile immaginare come le alte percentuali di obiezioni (in media il 20-25%) alla vaccinazione potrebbero costituire un notevole problema di formazione dei turni lavoro e quindi un rischio di sospensione delle attività in decine di unità operative. E a questo si potrebbe aggiungere l’ulteriore rischio di assistere al fenomeno dell’obiezione vaccinale utilizzata come opportunità per evitare di prestare il servizio nelle unità operative a più alta complessità di lavoro.
Se dunque si vuole evitare di scadere nella mera polemica politica un po’ inconcludente, come sempre si dovrebbe nella pubblica amministrazione, ci è sembrato necessario rispondere alle domande di salute e profilassi, in linea con la prova scientifica e con il lungo percorso di affermazione dello stato di ragione”.

Obbligo vaccino Covid ai sanitari, Amati: “Puglia approva legge. Decisione accordata con salute e scienza”

“La decisione della Puglia di rendere efficace l’obbligo anche per la vaccinazione anti-Covid-19 è una decisione politica accordata con salute e scienza, sulla scia di una legge già vigente approvata nella scorsa legislatura su proposta della collega Francesca Franzoso e dichiarata pienamente costituzionale con sentenza scritta da Marta Cartabia, attuale ministro della Giustizia”.

Lo dichiara il presidente della Commissione bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando l’approvazione della proposta di legge “Operatori sanitari e vaccinazione anti-Coronavirus-19”.

“Come è noto a tutti, c’è una percentuale altissima di operatori sanitari non vaccinati contro il Covid, che per questo sono dichiarati inidonei a svolgere l’attività in reparti a rischio (oncologia, ematologia, pneumologia, malattie infettive, sale operatorie, terapia intensiva ed altri) e pregiudicano la formazione dei turni di lavori.
A tutto ciò s’intende ovviare ampliando alla vaccinazione anti-Covid la legislazione regionale vigente in materia di esecuzione degli obblighi vaccinali, ritenuta legittima con Sentenza della Corte costituzionale n. 137 del 2019, relatrice Marta Cartabia, attuale ministro della Giustizia.
È di tutta evidenza che l’esecuzione dell’obbligo vaccinale agli operatori sanitari non esaurisce la gamma dei problemi tra noi, la pandemia e l’immunità di popolazione, ma offre uno strumento in più; e tutto ciò sulla base, peraltro, di un punto di vista in passato ben argomentato dalla c.d. Carta di Pisa, che vide tra i suoi autori l’assessore pugliese Lopalco”.

Ospedale di Ostuni, Amati: “Cominciano domani i lavori di ristrutturazione del centro prelievi”

“Dopo la ristrutturazione di pneumologia, chirurgia e ortopedia, cominciano domani i lavori di ristrutturazione del centro prelievi dell’Ospedale di Ostuni. Durata delle attività 60 giorni per un importo di circa 155.000 euro”. 

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.“Nell’ambito della riorganizzazione delle attività e degli spazi esistenti all’interno del Presidio Ospedaliero di Ostuni è prevista l’ubicazione del Centro Prelievi con spazi per la Donazione del sangue presso i locali a piano terra (ex Pronto Soccorso).

Il progetto propone un intervento di ristrutturazione interna, consistente in un’ampia sala prelievi con adiacente sala donazione;  una stanza medico; una stanza medico per colloqui; uno spogliatoio per utenti; un bagno per utenti; n.2 bagni per il personale; un’ampia sala d’attesa a servizio dello sportello C.U.P. per i prelievi sangue.

Per garantire l’idoneità dell’intera struttura saranno dunque necessari vari interventi di adeguamento sia al piano terra sia al piano primo e precisamente: realizzazione di tramezzature interne; fornitura in opera di porte interne; fornitura in opera di pavimentazione e rivestimenti; opere di pitturazione; realizzazione di impianti elettrici-speciali-telematici-idrico-fognanti-climatizzazione; realizzazione di un impianto eliminacode; realizzazione dell’impianto di videosorveglianza.

Ringrazio il direttore generale della Asl Giuseppe Pasqualone per il costante interesse verso le attività di ristrutturazione ed il progettista nonché direttore dei lavori Ammirabile”.

Nuovo porto di Otranto, Amati: “Condotte d’acqua è pronta, nei prossimi giorni sarà rilasciata la concessione regionale e poi i lavori”

“Condotte d’acqua S.p.A. conferma l’interesse alla realizzazione del nuovo porto di Otranto e si dichiara pronta a cominciare i lavori. Entro domani sarà inviato l’ultimo atto mancante, la SOA, e nel giro di pochi giorni la Regione rilascerà la concessione”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando l’audizione svoltasi oggi in V Commissione con la società Condotte d’Acqua S.p.A., il Comune di Otranto e il Direttore di Dipartimento Bilancio.

“Sino a qualche giorno fa si parlava dell’abbandono dell’importante programma, che avrebbe rappresentato un grave danno per l’economia turistica pugliese.
Oggi invece il tempo si è messo al bello e dal dialogo tra il rappresentante della società prof. Giovanni Bruno e il Direttore del Dipartimento Bilancio dott. Angelosante Albanese, è venuto l’impegno per un cronoprogramma rapidissimo.
Entro domani mattina Condotte d’acqua presenterà la certificazione SOA e la Regione si è impegnata a rilasciare in pochissimi giorni la concessione. A quel punto, scontati i tempi di legge, potranno avviarsi i lavori per poi concludersi entro 36 mesi dall’avvio”.

Fondi edilizia sanitaria, Amati: “Assenza dirigenti comporta ancora nulla di fatto sui 515 milioni. Intervenga Emiliano per ricordare disciplina e onore”

“Niente di fatto oggi in Commissione per conoscere lo stato delle procedure sui 515 milioni di interventi di edilizia e tecnologia sanitaria, a causa dell’assenza, purtroppo congiunta, del direttore del Dipartimento salute e dei dirigenti delle relative sezione e servizio. Spero che il presidente della Giunta e l’assessore regionale ricordino alle strutture burocratiche che rientra nei loro doveri partecipare alle riunioni delle Commissioni e soprattutto svolgere il proprio dovere con disciplina e onore. La riunione è stata comunque aggiornata a lunedì prossimo”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Mi spiace dover intervenire ricordando i principi costituzionali e l’ordinamento regionale, ma la funzione neutrale di presidente mi obbliga a tutelare le prerogative dei consiglieri regionali e quindi stigmatizzare ogni attività che si ponga in contrasto con le loro prerogative.
L’argomento all’ordine del giorno della seduta odierna riguardava la chiusura dell’ultimo accordo stralcio per circa 246 milioni di euro e la conseguente possibilità di utilizzare le ulteriori risorse a disposizione pari a euro 270 milioni.
Siamo infatti nella fase in cui spetta alla Regione promuovere la sottoscrizione degli accordi con i progetti preliminari di fattibilità con il Ministero della salute a fare il suo in tempi altrettanti rapidi. E tutto questo affinché possano essere spese queste ingenti risorse, necessarie per modernizzare l’assistenza sanitaria in Puglia.
Gli interventi programmati, a valere sull’ultimo stralcio delle delibere CIPE 97 e 98/2008, per un ammontare di circa 246 milioni, riguardano l’acquisto degli arredi e attrezzature per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano e la riqualificazione degli ospedali San Paolo, Di Venere, Perrino, Francavilla Fontana, Giovanni XXIII, Policlinico, Barletta, Castellaneta, Cerignola, San Severo, Gallipoli e nuovo ospedale Nord barese. Tutti questi interventi hanno bisogno della sottoscrizione di un accordo per poter partire.
Dalla sottoscrizione dell’accordo per l’ultimo stralcio, con una sorta di modalità prendi e raddoppia, deriverebbe la possibilità di avviare il procedimento per l’utilizzo degli ulteriori 270 milioni di euro deliberati dal Cipe il 24 luglio 2019, con la delibera n. 51. E su questo sarebbe certamente opportuno che alla luce dello stato di emergenza si modificassero un po’ le regole di autorizzazione alla spesa, semplificando e accelerando i procedimenti statali e regionali.
Ecco in cosa consiste l’importanza dell’argomento posto all’ordine del giorno della seduta odierna, soprattutto nel momento in cui si parla continuamente di Recovery fund, senza prestare l’attenzione che merita sulle risorse già disponibili e in attesa di essere programmate per la spesa”.