Pista aeroporto di Brindisi, Amati: “Lunedì mattina alle 11 partono i lavori. Sicurezza per voli e più ingressi di navi nel porto”

“Ci siamo. Cominceranno lunedì mattina, 22 febbraio alle ore 11, i lavori per la riqualificazione della pista dell’aeroporto di Brindisi. Confido molto nel lavoro e nella serietà della direzione lavori e dell’impresa appaltatrice, RTI Alò s.r.l. – Spina S.p.A – Siles s.r.l – Sintexcal S.p.A., per vedere concluse le attività nei tempi stabiliti, così da ottenere sicurezza nel volo e innalzamento del sentiero di discesa degli aeromobili, cioè il rimedio in grado di consentire l’ingresso nel porto delle grandi navi da crociera”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Ringrazio Aeroporti Puglia e tutti quelli che hanno lavorato per l’obiettivo: sono in tanti e impegnati a vario titolo nelle istituzioni e negli uffici tecnici.
Mi pare che con qualche parola in meno e qualche fatto in più si sarebbe potuto arrivare all’obiettivo con maggiore anticipo.
Ma è l’ora di guardare avanti, anche approfittando della minore consistenza del traffico aereo, causa Covid, così da agevolare le lavorazioni senza generare gravi disservizi.
Come per tutti i lavori che seguo, anche per questo farò sentire la mia presenza costante di controllo e incoraggiamento, magari aiutando nel caso dovesse sorgere qualche intoppo imprevisto così come spesso accade nel mondo del lavoro e nella vita.
La rilevanza dell’opera che si avvia, come più volte è stato detto, riguarda il potenziale di sicurezza e maggiore produttività che sarà in grado di generare, in via diretta sul traffico aereo e in via indiretta sul traffico portuale, considerata la quasi originalità brindisina di avere porto e aeroporto così strettamente connessi”.

Piano casa, Amati: “Demolire il Piano casa è condanna a morte della Puglia produttiva. Appello a Draghi, Franceschini e parlamentari”

“Mi appello a tutti i ministri del governo Draghi, in particolare a Dario Franceschini, e a tutti i parlamentari pugliesi. Demolire la legge sul ‘piano casa’ significa condannare a morte il settore produttivo edilizio, che assieme all’agricoltura sta mantenendo a galla la Puglia. Affermare che la mera proroga del piano casa sia incostituzionale per ottenere l’effetto di trascinare dinanzi al giudizio della Corte costituzionale punti diversi della legge approvati negli anni scorsi, mi sembra inammissibile dal lato processuale, infondato nel merito e comunque frutto di una forzatura della funzione tecnica di controllo sulle leggi regionali”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, commentando la richiesta d’impugnazione, avanzata dalla struttura burocratica del Mibact al Governo nazionale, dell’articolo 15 della legge regionale 30 dicembre 2020, n. 35, recante proroga dell’ambito temporale di validità, dal 31.12.2020 al 31.12.2021, della legge sul Piano casa.

“A scanso di ogni equivoco – spiega Amati – devo ribadire che in Puglia, come in qualunque regione italiana, non è possibile realizzare interventi edilizi in contrasto con le prescrizioni dei piani paesaggistici. E questo è, peraltro, apertamente ammesso nella stessa proposta d’impugnativa, per cui non si coglie in cosa consista il difetto di potere della Regione nel disporre la proroga che la struttura burocratica ministeriale ha sollevato. Ci sarebbe, anzi, da dire che sono proprio le norme tecniche del piano paesaggistico a consentire interventi edilizi che la legge regionale sul piano casa si preoccupa solo di richiamare e quindi rispettare; per fare un esempio, la giusta iniziativa avviata dal Comune di Bari per la riqualificazione della costa Sud, utilizzando sia il piano paesaggistico che la legge sul piano casa, addirittura inserita nelle richieste a valere sul Recovery. E mi fermo qui – sottolinea – per non accedere al metodo della dissipazione delle parole, che mi pare in contrasto con quello inaugurato dal governo Draghi”.

“La questione centrale – sostiene ancora il consigliere regionale – che dunque si pone con la richiesta d’impugnazione, consiste nel chiedersi se rientri o meno nelle competenze della Regione prorogare per un anno ancora il piano casa, sulla base di una norma statale eccezionale e di carattere temporaneo. La risposta è semplice e disarmante: si, almeno sino a quando sarà in vigore la legge statale che ha autorizzato il ricorso al piano casa, che come è noto non ha posto alcuna data di scadenza. Se il Governo volesse dunque eliminare lo strumento del piano casa, magari ritenendo che si tratti di uno strumento protrattosi sin troppo nel tempo, non ha che da compiere la scelta politica dell’abrogazione della norma statale che consente l’esistenza dei venti piani casa regionali, con la maggior parte di questi divenuti ormai strutturali, cioè validi senza alcun tempo di durata. Questo è il punto centrale della questione, che in ogni modo sto cercando di sottoporre ai ministri e ai parlamentari pugliesi”.

“Il governo scelga allora – conclude Amati – il da farsi sullo strumento del piano casa, ma non mi pare equo portare nell’aula della giustizia costituzionale un problema di valutazione politica, attinente invece alle leve di produzione per dare tenuta all’economia italiana e dunque pugliese”.

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Siamo ai solai di copertura, quasi completato l’edificio principale”

“Manca poco al completamento della parte strutturale del nuovo ospedale Monopoli-Fasano; si lavora ai solai di copertura. Nel frattempo vanno avanti anche i lavori impiantistici, di posa delle murature esterne e si sta scegliendo il taglio della pietra per i rivestimenti esterni”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, sulla base dell’ultimo dossier redatto al 31 gennaio 2021.

“Notevoli progressi si registrano sulle opere strutturali: nel mese di gennaio sono state svolte le attività di getto della fondazione della pensilina d’ingresso nel blocco NH3, il getto della prima tesa (liv.0-1) e del solaio di copertura della Centrale Gas Medicali, il getto della III tesa (pilastri, setti e scale tra liv. 1e liv. 2) sui blocchi NH1, NH6, NH7, il getto dei solai del III impalcato (liv. 2) sui blocchi NH2, NH3, NH4, NH6 e NH7, il getto della IV tesa (pilastri, setti e scale tra liv. 2 e liv. 3) sui blocchi NH2, NH5, NH6 e NH7 e il getto del IV impalcato (liv.3 ovvero solaio di copertura) sui blocchi NH1, NH3 e NH7. È quindi in fase di completamento la struttura del nuovo ospedale. Dal punto di vista impiantistico invece, è sempre in corso di realizzazione l’impianto di protezione dai fulmini, la posa delle tubazioni di scarico nel piano terra e nei blocchi NH3, NH4, NH5, NH6 e NH7. Sono iniziate le attività di posa degli staffaggi sia al piano terra che ai blocchi NH1 e NH2. Inoltre continua l’attività di posa delle pareti esterne al piano interrato e al piano terra di tutti i blocchi e sono iniziate le pose delle guide necessarie per la realizzazione delle pareti interne, nei blocchi NH1 e NH2 al piano terra.
Alla chiusura del report di gennaio risultano pagati otto Stati Avanzamento Lavori (SAL), per un totale di € 14.830.046,16, pari al 18,59% dell’importo complessivo (73.263.878,28 euro)”.


Mock up rivestimenti esterni

 

 

Ristorazione all’Oncologico, Amati: “C’è qualcosa che non va nella gara d’appalto. Ho chiesto audizione”

“La vicenda è strana e merita un approfondimento. Ho l’impressione che sia stato assegnato, di fatto senza gara, il servizio di ristorazione collettiva ai pazienti dell’oncologico di Bari, per 2 milioni di euro. Si è estesa in buona sostanza all’IRCCS Giovanni Paolo II una gara dell’Asl di Bari, forzando gli effetti di una norma che consente le estensioni solo in caso di prestazioni identiche per tipologia e qualità, previa un’analisi puntuale e dettagliata sulla convenienza. Ho chiesto un’audizione in terza Commissione dei direttori generali dell’Asl di Bari e dell’IRCCS Giovanni Paolo II”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Il fatto è molto semplice e pone dubbi tanto con riferimento alla procedura di selezione che alla clausola sociale di transito degli operatori da un gestore del servizio all’altro.
La Asl di Bari bandiva una gara per ristorazione collettiva destinata ai pazienti dei suoi presidi, con la possibilità di estendere le stesse condizioni contrattuali in favore di altre aziende sanitarie della Puglia, fino a un massimo del 40% dell’importo di appalto. La gara era aggiudicata, con autorizzazione all’Oncologico Giovanni Paolo II di esercitare l’opzione di estensione del contratto per un importo, comprensivo di oneri, di circa 2 milioni di euro.
Insomma, c’è da capire in che modo sia stato utilizzato lo strumento molto residuale dell’estensione e con quali puntuali argomentazioni. Ciò è indispensabile, perché la norma estensiva, a mio parere di dubbia tenuta costituzionale e con ampie possibilità di essere disapplicata per contrasto con la direttiva europea appalti, comporta una forte contrazione del principio di competizione, risolvendosi in un affidamento senza gara.
A ciò si aggiunga, che occorre verificare se in forza di tale procedura non sia stata violata la normativa regionale sul transito del personale da un appaltatore all’altro, che mi pare un argomento altrettanto rilevante per valutare la convenienza sociale nell’utilizzo della modalità estensiva della gara dell’Asl di Bari in favore dell’IRCCS Giovanni Paolo II.
Sono certo che con l’audizione dei direttori generali interessati riusciremo a capire se vi è qualche dato di fatto o di diritto, che ancora mi sfugge, a convalidare la regolarità della procedura o se non vi sia la necessità di procedere all’annullamento della gara nella parte in cui consente l’estensione”.

Ospedale Ostuni, Amati: “È arrivato il momento di finanziare e completare l’ampliamento. Lunedì in Commissione”

“Credo sia arrivato il tempo per finanziare e terminare l’ampliamento dell’ospedale di Ostuni. Dai finanziamenti per l’accordo stralcio sulle delibere Cipe 97 e 98 del 2008 a quello della delibera 51 del 2019, c’è solo da decidere e far presto. Già da lunedì la Commissione che presiedo sarà al lavoro anche per questo obiettivo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.“È tutto nell’articolo 20 della legge 67 del 1988. Dalle ipotesi più semplici, cioè l’accordo stralcio da sottoscrivere al più presto per 246 milioni oppure i nuovi finanziamenti per 270 milioni, all’ipotesi con procedura molto più complessa, cioè i residui degli accordi di programma 2004 e 2007; in ogni caso mi pare che non ci sia più da indugiare sul completamento della nuova ala dell’ospedale di Ostuni.

Si tratta di un’innovazione strutturale di notevole importanza per il bacino epidemiologico Carovigno-Polignano a mare, perché in grado di sopperire ad esigenze acute di media-bassa complessità, che diversamente andrebbero a interferire con le attività tempo-dipendenti e di media-alta complessità degli ospedali di I e II livello.  Negli ultimi mesi ho dedicato particolare attenzione alla ristrutturazione di diversi reparti dell’ospedale di Ostuni, superando anche numerose incomprensioni, sentendomi spesso ripetere la domanda sul completamento dell’ampliamento.

Non ho mai dato riposte perché preferisco parlare quando c’è una minima possibilità di lavorare concretamente a un obiettivo, anche perché la storia amministrativa è costellata da dichiarazioni improvvisate.

Ora credo sia arrivato il tempo giusto per raggiungere l’obiettivo, così da terminare al più presto i lavori e dunque dislocare al meglio il pronto soccorso, il reparto di medicina e i numerosi ambulatori di cui il presidio di Ostuni ha bisogno”.

Amati: “Non c’è solo Recovery. In Puglia ci sono da spendere 516 milioni in sanità”

“Giusta la discussione sul Recovery ma nel frattempo è bene sottoscrivere con urgenza in ambito sanitario un accordo stralcio per circa 246 milioni di euro, che già per averlo sottoscritto ci offrirebbe la possibilità di raddoppiare e quindi programmare interventi per le ulteriori risorse, pari a 270 milioni di euro, ottenute con la delibera CIPE n. 51 del 2019“.

Lo dichiarano il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, e il deputato Alberto Losacco.
“Siamo a lavoro per sollecitare la Regione a promuovere la sottoscrizione degli accordi con i progetti preliminari di fattibilità e il Ministero a fare il suo in tempi rapidi, affinché possano essere spese queste ingenti risorse, necessarie per modernizzare l’assistenza sanitaria in Puglia.
Gli interventi programmati, a valere sull’ultimo stralcio delle delibere CIPE 97 e 98/2008, per un ammontare di circa 246 milioni, riguardano l’acquisto degli arredi e attrezzature per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano e la riqualificazione degli ospedali San Paolo, Di Venere, Perrino, Francavilla Fontana, Giovanni XXIII, Policlinico, Barletta, Castellaneta, Cerignola, San Severo, Gallipoli e nuovo ospedale Nord barese. Tutti questi interventi hanno bisogno della sottoscrizione di un accordo per poter partire.
Dalla sottoscrizione dell’accordo per l’ultimo stralcio, con una sorta di modalità prendi e raddoppia, deriverebbe la possibilità di avviare il procedimento per l’utilizzo degli ulteriori 270 milioni di euro deliberati dal Cipe il 24 luglio 2019, con la delibera n. 51. E su questo sarebbe certamente opportuno che alla luce dello stato di emergenza si modificassero un po’ le regole di autorizzazione alla spesa, semplificando e accelerando i procedimenti statali e regionali”.

Obbligo vaccinazione personale sanitario, Amati: “Ho chiesto formalmente la convocazione del Consiglio. Non possiamo più aspettare, a rischio attività nei più importanti reparti”

“Non possiamo più aspettare. Ho chiesto formalmente alla presidente dell’Assemblea la convocazione del Consiglio regionale per l’esame della proposta di legge sull’obbligo vaccinale del personale sanitario, approvata all’unanimità dalla Commissione quasi un mese fa, con il parere favorevole dell’assessore Lopalco. La mancata approvazione potrebbe comportare la sospensione delle attività nei reparti a rischio, tipo ematologia, oncologia, rianimazione, sale operatorie, geriatria, medicina, ostetricia e molti altri”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati, comunicando il deposito in data odierna della richiesta formale di convocazione del Consiglio regionale.

“La proposta di legge giace in attesa dell’iscrizione all’ordine del giorno dal 19 gennaio scorso. All’infuori dell’obbligo, allo stato non ci sono rimedi per contenere l’alta percentuale di personale sanitario non vaccinato, se non la dichiarazione d’inidoneità allo svolgimento dell’attività nei reparti a rischio. Tutto questo, però, non si risolve in un rimedio ma aggrava la situazione, perché a fronte di numerose dichiarazioni d’inidoneità si generano difficoltà nel formare i turni di lavoro, con il concreto rischio di dover registrare la sospensione dell’attività nei reparti a rischio e dunque un disservizio a carico dei malati.
La proposta di legge è stata peraltro presentata sulla base delle migliori opinioni scientifiche, a partire dalla cosiddetta Carta di Pisa, redatta tra gli altri dal prof. Pierluigi Lopalco e della sentenza della Corte costituzionale n. 137 del 2019, con cui era dichiarata legittima la legge pugliese, relatore l’attuale ministro della giustizia Marta Cartabia”.

Obbligo vaccino ai sanitari, Amati: “Perché non si convoca il Consiglio per approvare la legge? Con troppi non vaccinati si chiudono i reparti”

“Non riesco a capire perché, pur di fronte a dati inequivocabili, non si convochi il Consiglio regionale per approvare la legge sull’obbligo vaccinale per il personale sanitario. Spostare di reparto il personale non vaccinato, come pure sento dire, non è un rimedio ma un aggravamento del problema: determina cioè la difficoltà di organizzare i turni nei reparti a rischio, cioè quelli più importanti per la salute delle persone”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.

“Sono giorni – prosegue – che torno sullo stesso argomento: esiste il problema gravissimo del personale sanitario non vaccinato, c’è la mia proposta di legge sull’obbligo approvata in commissione all’unanimità e il Consiglio regionale non viene convocato per l’esame del provvedimento. Cioè la principale funzione del Consiglio: esaminare e approvare le leggi”.

“Peraltro – sottolinea – è noto a tutti, e non c’è bisogno di nessuna circolare per ribadirlo, che il personale non vaccinato è dichiarato inidoneo a svolgere servizio nei reparti a rischio, cioè ematologia, oncologia, dialisi, rianimazione, sale operatorie, reparti Covid, geriatria, medicina, ostetricia e altri. Accettare, dunque, questa situazione, senza approvare la legge sull’obbligo, determina solo la sospensione dell’attività in quei reparti per la difficoltà di formare i turni, a tutto discapito dei malati. Una cosa che solo a dirla – conclude – sembra incredibile”.

Covid, Amati: “I sanitari non vaccinati dichiarati non idonei per i reparti a rischio. Difficoltà per i turni”

“Sta per sorgere un grosso problema. I medici competenti delle Asl, in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, stanno dichiarando non idonei i sanitari non vaccinati e impiegati presso i reparti a rischio. Ciò significa che di questo passo non si potrà garantire la turnazione nei reparti di ematologia, oncologia, dialisi, rianimazione, sale operatorie, reparti Covid, geriatria, medicina, ostetricia ed altri. Lo ripeto ancora una volta: subito in aula la proposta di legge sull’obbligo vaccinale”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione, Fabiano Amati.

“Non c’era bisogno di avere particolari doti intuitive per prevedere che il personale sanitario non vaccinato sarebbe stato dichiarato non idoneo allo svolgimento dell’attività presso le unità operative a rischio e che ciò avrebbe comportato notevoli difficoltà nel garantire la formazione delle équipe per i diversi turni” – prosegue Amati.

“Era ed è anche questo il motivo per cui è indispensabile una legge che sancisca l’obbligo di vaccinazione e mi stupisco che non si convochi il Consiglio per l’approvazione di questa iniziativa legislativa, nonostante la Commissione sanità abbia approvato e licenziato il testo da due settimane e con il parere favorevole dell’assessore Lopalco. Non lo sottolineo per polemica ma solo per evitare che tra qualche settimana la questione dei medici non vaccinati e i conseguenti riflessi sull’attività, possano assumere i caratteri dell’emergenza, come purtroppo sta accadendo per ogni cosa nella gestione della pandemia” – ha concluso il presidente Amati.

Serbatoio GNL, Amati: “Edison in fuga da Brindisi per eccesso di polemica? Confido in una notizia priva di fondamento”

Dichiarazione del presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati. 

“Corre voce che Edison stia decidendo di fuggire da Brindisi per eccesso di polemica, scegliendo altri luoghi meno chiacchieroni. Poiché il fronte contrario all’investimento è molto rumoroso ma privo di fondamenti tecnici, se non un anti-ambientalismo nemmeno troppo celato, ho motivo di ritenere che la notizie sia priva di fondamento, soprattutto ove si consideri che i pareri tecnici sull’investimento, sinora raccolti, sono tutti favorevoli.
A meno che l’eccesso di polemica non sia una scusa dell’azienda promotrice per raccogliere prospettive più appetibili: ma in tal caso ne farebbe le spese l’antica e riconosciuta serietà di Edison.
Ovviamente farò in modo che la Regione Puglia eserciti tutta la sua autorevolezza per incoraggiare l’investimento”.