SMA, Amati: “Una goccia di sangue per combatterla: presentata proposta di legge per obbligo screening neonatale”

“Una goccia di sangue per combattere la SMA. Lo screening obbligatorio a tutti i neonati, per consentire la diagnosi precoce e la somministrazione delle terapie più opportune, compresa quella genica. Ho promosso una proposta di legge, che renderà la Puglia più all’avanguardia nella lotta alle malattie rare. Ringrazio i colleghi che hanno sottoscritto la proposta e tutti quelli che vorranno farlo nei prossimi giorni”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, promotore della proposta di legge sottoscritta anche dai Consiglieri regionali Filippo Caracciolo, Mauro Vizzino e Francesco Paolicelli.

“L’atrofia muscolare spinale – SMA è una malattia causata dalla degenerazione dei motoneuroni, prima causa di mortalità infantile e definita rara per la sua incidenza compresa tra 1/6000 a 1/10000. La diagnosi molecolare di SMA può essere realizzata mediante un test che metta in evidenza l’assenza di funzione di un gene e interpelli un gene omologo a quello che ha subito la perdita di funzione, così da stabilire la gravità della malattia. Poiché la SMA si presta bene a programmi di screening neonatale è più facile con diagnosi precoce l’utilizzo di diverse terapie, ma tutte comunque con maggiore efficacia di successo in base alla precocità dell’avvio del trattamento. Se diagnosticata in tempo diverse possono essere le terapie a cui poter sottoporre i neonati entro i 6 mesi di vita. Un esempio per tutti, la possibilità di poter ottenere il farmaco Zolgensma nome che abbiamo imparato a conoscere con le storie di Melissa, Federico, Paolo e Marco che hanno superato i 6 mesi e che non possono accedere a questa terapia in base alle norme AIFA. Per questo lo screening neonatale diventa una possibilità di riconoscere in tempo la malattia e la proposta di legge depositata oggi renderebbe obbligatorio lo screening con un test genetico effettuato entro e non oltre l’arco temporale di 2-5 giorni dall’accettazione del campione prelevato e con le modalità stabilite dal centro di riferimento. In caso d’identificazione di un neonato affetto da SMA, il risultato dovrà essere confermato su un nuovo campione di DNA estratto dallo stesso materiale prelevato, comunicato al Punto nascita di riferimento e da questo alla famiglia, che verrà indirizzata presso un servizio di Genetica medica della Regione per effettuare una completa consulenza specialistica. Approvare la proposta di legge “Screening obbligatorio per l’atrofia muscolare spinale – SMA” sarebbe un grande contributo che la Regione Puglia puó dare per la cura di questa malattia, permettendo una diagnosi precoce e soprattutto possibilità di cura e di vita maggiori”.

 

ECCO IL TESTO INTEGRALE DELLA PROPOSTA DI LEGGE “Screening obbligatorio per l’atrofia muscolare spinale – SMA”

 

PROPOSTA DI LEGGE

Proposta di legge sullo Screening obbligatorio per latrofia muscolare spinale – SMA

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RELAZIONE

Latrofia muscolare spinale SMA è una malattia causata dalla degenerazione dei motoneuroni, prima causa di mortalità infantile e definita rara per la sua incidenza compresa tra 1/6000 a 1/10000 nati vivi e frequenza dei portatori di 1/36-1/40.

Comprende tre diverse forme, SMA I-II-III, definite in base alletà desordio.

La SMA I, la forma più grave, esordisce entro i primi 6 mesi di vita e presenta marcata ipotonia ed ipostenia muscolare a carico degli arti, della muscolatura respiratoria e della muscolatura a innervazione bulbare. I pazienti non acquisiscono la posizione seduta e la maggior parte di loro non acquisisce neppure il controllo del capo. Laspettativa di vita è mediamente di 8-10 mesi e il decesso, generalmente conseguente a insufficienza respiratoria, avviene entro i 2 anni nel 68% ed entro i 4 anni nell82% dei pazienti.

La SMA II, esordisce tra i 6 ed i 18 mesi di vita. I pazienti mantengono la posizione seduta ma non acquisiscono la stazione eretta e la deambulazione autonoma. Laspettativa di vita non è ridotta ma la prognosi è  aggravata da gravi deformità del rachide (scoliosi), che spesso richiedono importanti interventi chirurgici, e infezioni respiratorie ricorrenti, presenti nella quasi totalità dei pazienti.

La SMA di tipo III, la forma più lieve e più rara, esordisce dopo i 18 mesi di vita. I pazienti hanno normale acquisizione delle capacità motoria, compresa la deambulazione autonoma, e presentano ipostenia prossimale prevalentemente simmetrica. La malattia presenta una grande eterogeneità clinica: alcuni pazienti perdono la deambulazione autonoma ad età variabile, mentre altri la mantengono indefinitamente, mostrando solamente una lieve debolezza muscolare.

Tutte le forme di SMA sono dovute a problematiche genetiche e in particolare alla perdita di funzione di un gene. Per questo la diagnosi molecolare di SMA può essere realizzata mediante test che mettano in evidenza lassenza di funzione del gene, interpellando, per stabilire la gravità della malattia, un gene omologo a quello che ha subito la perdita di funzione. Poiché la SMA si presta bene a programmi di screening neonatale è più facile con diagnosi precoce lutilizzo di diverse terapie, anche sperimentali, ma tutte comunque con maggiore efficacia di successo in base alla precocità dellavvio del trattamento.

Tra queste terapie si distinguono la Nusinersen, registrata con il marchio Spinraza, e la Onasemnogene abeparvovec, registrata con il marchio Zolgensma. Entrambe, sia pur con diverse modalità di accesso, sono state ammesse dallente regolatore europeo, EMA, e italiano, AIFA.

Linclusione della SMA nei piani di screening neonatali è stato a lungo dibattuto, a causa della mancanza di una terapia dotata di prova defficacia, pur presentando tutte le caratteristiche per lavvio del test di popolazione. Si dispone, infatti, di test genetici con alta sensibilità e a costi contenuti, strutture altamente specializzate per la diagnosi e la presa in carico e – soprattutto – terapie efficaci se avviate in fase precoce-presintomatica.

Tra le possibili modalità dello screening di popolazione vi sono lidentificazione dei portatori sani oppure le prove genetiche effettuate in corso di gravidanza; entrambe sono modalità con vantaggi e svantaggi ma comunque, a parere della prevalente comunità scientifica, meno indicati rispetto allo screening neonatale e, con specifico riferimento a quello in corso di gravidanza, anche per linvasività  e per motivi etici.

Per gli appena detti motivi e quelli relativi allesistenza di una terapia, il legislatore nazionale ha proceduto di recente a modificare la Legge 19 agosto 2016, n. 167, introducendo (art. 1) le malattie neuromuscolari genetiche nei livelli essenziali di assistenza (LEA) degli screening neonatali obbligatori, da effettuare su tutti i nati a seguito di parti effettuati in strutture ospedaliere o a domicilio, per consentire diagnosi precoci e un tempestivo trattamento delle patologie.

Sussistendo quindi la piena compatibilità scientifica e normativa, si deposita la presente proposta di legge finalizzata allobbligatorietà dello Screening obbligatorio per latrofia muscolare spinale – SMA.

Il testo articolato prevede:

Articolo 1(Obbligatorietà dello screening neonatale per latrofia muscolare spinale – SMA). Larticolo dispone lobbligatorietà dello screening.

Articolo 2 – (Tempi e modalità del prelievo). Larticolo definisce i tempi e le modalità del prelievo.
Articolo 3(Tempi e modalità del test). Larticolo definisce i tempi e le modalità del test.
Articolo 4(Laboratorio di medicina genomica competente). Larticolo individua il laboratorio competente.
Articolo 5(Esito del test). Larticolo stabilisce il procedimento conseguente al test.
Articolo 6(Presa in carico). Larticolo definisce la presa in carico.
Articolo 7 (Protocollo operativo). Larticolo detta norme per la definizione del protocollo operativo.
Articolo 8 (Norma finale). Larticolo stabilisce una riserva di valutazione, con poteri modificativi, in favore della Giunta regionale.

(La maggior parte delle informazioni scientifiche utilizzate per la relazione sono state tratte dalla relazione al Progetto pilota per il Lazio e la Toscana, redatto dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli – IRCCS)

TESTO ARTICOLATO

Articolo 1

(Obbligatorietà dello screening neonatale per latrofia muscolare spinale – SMA)

Al fine di garantire la diagnosi precoce in età neonatale e la relativa somministrazione di efficaci terapie farmacologiche, è obbligatorio lo screening per latrofia muscolare spinale, ai sensi della Legge 19 agosto 2016, n. 167 (Disposizioni in materia di accertamenti diagnostici neonatali obbligatori per la prevenzione e la cura delle malattie metaboliche ereditarie).

Articolo 2

(Tempi e modalità del prelievo)

1. Lo spot ematico per lo screening di cui allarticolo 1 sarà prelevato al neonato dal Punto nascita interessato contestualmente a quello dello screening neonatale esteso e raccolto su un cartoncino dedicato (Dried Blood Spot, DBS), entro e non oltre larco temporale di 48-72 ore di vita del neonato.
2. Il cartoncino deve contenere il codice identificativo del Punto nascita, il nome e cognome del neonato, la data e lora del prelievo e la data e lora di nascita. La anagrafica del paziente verrà generata mediante acquisizione digitale dei dati riportati sul cartoncino.
3. I cartoncini di cui ai commi precedenti devono essere raccolti assieme a quelli degli screening obbligatori ed inviati presso il Centro Regionale dello Screening neonatale dove verranno raccolti ed inviati al Laboratorio di Genomica di cui allarticolo 4, accompagnati da un modulo sottoscritto, rispettivamente, dagli operatori addetti alla preparazione, alla consegna e alla recezione.

Articolo 3

(Tempi e modalità del test)

Il test genetico è effettuato entro e non oltre larco temporale di 2-5 giorni dallaccettazione del campione prelevato e con le modalità stabilite dal centro di riferimento.

Articolo 4

(Laboratorio di medicina genomica competente)

Il Laboratorio di medicina genomica competente per le attività di cui agli articoli 2 e 3 è quello istituito con Delibera della Giunta regionale 22 ottobre 2019, n. 1912, presso la Asl Bari, Presidio Ospedaliero Di Venere, Dipartimento per la gestione avanzata del rischio riproduttivo e delle gravidanze a rischio.

Il Responsabile del Laboratorio di cui al comma precedente può integrare e modificare i tempi e le modalità previste dagli articoli 2 e 3, sulla base di apposita relazione approvata dalla direzione sanitaria della ASL di riferimento.

Articolo 5

(Esito del test)

In caso didentificazione di un neonato affetto da SMA, il risultato dovrà essere confermato su un nuovo campione di DNA estratto dallo stesso DBS, comunicato al Punto nascita di riferimento e da questo alla famiglia, che verrà indirizzata presso un servizio di Genetica medica della Regione per effettuare una completa consulenza specialistica. Contestualmente sarà eseguito un prelievo ematico per la conferma del risultato su un campione di sangue fresco e per la determinazione del numero di copie del gene SMN2, lemissione del referto di diagnosi molecolare di SMA e la definizione della prognosi.  

Articolo 6

(Presa in carico)

Il neonato identificato affetto da SMA è indirizzato, dal servizio di Genetica medica di cui allarticolo 4, presso i Centri terziari di cura della SMA della Regione per leventuale terapia e la catamnesi.

Articolo 7

(Protocollo operativo)

Entro e non oltre quindici giorni dallentrata in vigore della presente legge, il Direttore del Laboratorio di cui allarticolo 4 adotta, con il parere obbligatorio e vincolante del Direttore sanitario della ASL competente, un protocollo operativo con cui vengono  definite le metodologie standardizzate da utilizzare nello svolgimento del test genetico.

Articolo 8

(Norma finale)

La Giunta regionale può provvedere a modificare le modalità operative dello screening previste dalla presente legge, sulla base di motivate valutazione susseguenti alla sua prima applicazione, ovvero qualora alcune disposizioni previste dovessero interferire con lutilizzo delle migliori metodologie standardizzate oggetto del protocollo operativo di cui allarticolo 7.

                ​​​​​​                              Fabiano Amati

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Filippo Caracciolo

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Mauro Vizzino

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Francesco Paolicelli

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Clausola di invarianza:

La presente proposta di legge non comporta variazioni in aumento o in diminuzione a carico del bilancio regionale, perché ai relativi costi si provvede nellambito della dotazione appostata per le prestazioni e servizi rientranti nei livelli essenziali dassistenza.

Recovery, Amati: “M’interessa prima il ‘cosa’ si fa e in quanto tempo e poi il ‘quanto’. Su questo le parole di Draghi rassicurano”

“Il mio maggiore interesse sul Recovery è sul ‘cosa si fa’, in quanto tempo e se si tratta di investimenti a rendimento elevato e duraturo per la ripresa di prodotto e competitività dell’Italia. Le conversazioni pur interessanti sul metodo (spesso afflitto da eccessivo localismo) e sul ‘quanto ci spetta’ suddiviso per territori, può essere solo una conseguenza delle idee chiare sui singoli interventi. In questo senso reputo una garanzia la dichiarazione del Presidente incaricato Mario Draghi, nel recente lavoro pubblicato dal Gruppo dei 30, e la relazione al regolamento Recovery approvata dal Parlamento europeo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, all’esito della riunione svoltasi oggi tra i Capigruppo consiliari, i Presidenti delle Commissioni e gli uffici del Gabinetto e della Programmazione unitaria.

“I tempi per definire la proposta italiana sono strettissimi per cui sarà diligente il territorio che si farà trovare pronto con proposte accordate con i criteri conosciuti e negligente quello che si lamenterà per non aver avuto il giusto tempo per pensarci.
La primaria caratteristica dei programmi straordinari, infatti, consiste nella possibilità di raggiungere in pochissimo tempo il recupero del prodotto perduto.
Per questi motivi le prossime ore non dovranno servire a moltiplicare i ‘tavoli’ di confronto regionali, come rimedio attendista, ma a scremare le proposte pugliesi sulla base dei criteri sommari già conosciuti e cioè, come detto, la possibilità di essere realizzate in pochissimi anni e con il rendimento elevato e duraturo.
E il tutto per mantenersi fedeli alla circostanza che le risorse rese disponibili sono un debito che i cittadini europei (e quindi italiani) stanno contraendo, iscrivendo perciò un’ipoteca di primo grado sulla testa dei giovani e dei bambini”.

Acqua Sinni e ArcelorMittal, Amati: “Ancora in alto mare l’ipotesi dissalatore per risparmiare acqua potabile usata nell’industria”

“Sembrava cosa fatta e invece non c’è ancora nulla di definito sul dissalatore di Taranto, che dovrebbe servire a liberare le acque del Sinni dagli usi industriali per essere destinate agli usi potabili e agricoli. Riproverò tra un mese, nella speranza di conoscere chi costruirà l’opera, dove sorgerà, con quali risorse sarà realizzata e in quanto tempo. Cioè l’essenziale delle cose che si vogliono fare davvero”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando l’audizione del direttore di ASSET, Acquedotto pugliese e Comune di Taranto.

“Dieci anni fa si decise di puntare ai due depuratori Gennarini-Bellavista per produrre acqua ultra-affinata da erogare all’ex Ilva, così da poter riutilizzare nel potabile e nell’irriguo i 500 litri al secondo di acqua che l’industria siderurgica continua a usare per finalità industriali.
Qualche mese fa sembrava che tutto fosse pronto per avviare il procedimento, con dichiarazioni molto determinate rese in una della riunioni del tavolo permanente per Taranto. E invece nulla, tutto ancora in alto mare.
A seguito delle proteste di Arcelor Mittal, a mio giudizio infondate, si cambiava obiettivo annunciando,
come come decisa, la realizzazione di un dissalatore.
Pensando dunque di poter conoscere solo il cronoprogramma per la realizzazione dell’importante progetto, decidevo di chiedere l’audizione in Commissione di tutti i protagonisti tecnici. Ma anche questa volta nessuna risposta precisa, se non la conferma della decisione di realizzare il dissalatore, su localizzazione dell’impianto, realizzatore e fonti di finanziamento.
Riproverò tra un mese con le stesse domande, in questo aiutato dal Presidente della V Commissione Paolo Campo, sino a quando non ci sarà una risposta. E tutto ciò perché l’argomento della razionalizzazione degli usi della risorsa idrica attiene alle aspettative di maggiore dotazione idrica delle province di Taranto, Brindisi e Lecce, all’ambiente e alla produttività”.

Vaccino personale sanitario a Brindisi, Amati: “A fine settimana ne mancheranno 2.000 e temo che questo trend si replichi in ogni ASL”

“La copertura vaccinale del personale sanitario della Asl di Brindisi, in prima e seconda dose, è molto probabile che non supererà il 70% entro fine settimana. Mancheranno dunque all’appello 1.930 unità. A parte il dato soddisfacente dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, il quadro è inquietante e purtroppo replica, bene o male, l’andamento in tutte le Asl pugliesi, salvo felicissime smentite che spero giungano numerosi con i numeri allegati. Ribadisco pertanto che serve approvare subito la proposta di legge sull’obbligo, perché vaccinarsi è un atto che aiuta a rendere libere dalla malattia le persone con cui si entra in contatto; cioè il massimo del dovere per rispettare il più grande dei diritti umani”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Nonostante lo straordinario impegno organizzativo e persuasivo della direzione generale e del dipartimento di prevenzione della ASL di Brindisi, alla data del 7 febbraio 2021 i dati in corso di ulteriore elaborazione dicono che sono state somministrate 4.122 prime dosi e 3.554 seconde dosi, su un totale del personale sanitario di 6.435 unità. Cioè il 64,1% di prime dosi e il 55,2 % di seconde dosi.
Scorporando i dati risulta che il personale ASL si è vaccinato al 68,7% prima dose e 62,1 % seconda dose, su 4.369 operatori; il personale Sanitaservice al 50,1 prima dose e 46,8 seconda dose, su 953 operatori; i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta al 90,55% prima dose e 76,7% seconda dose, su 347 operatori; l’assistenza domiciliare integrata 69,2% prima dose e 2,7% seconda dose, su 260 operatori; Croce rossa italiana 0%, su 203 operatori; i medici specialisti e convenzionati al 52,4% prima dose e 41,5% seconda dose, su 212 operatori; i co.co.co . Al 40,7% prima dose e 35,2% seconda dose, su 91 operatori.
A ciò vanno ovviamente aggiunti i dati, attualmente non conosciuti, sulle somministrazioni agli operatori sanitari e ospiti delle residenze sanitarie per anziani”.

Fogna a Porto Cesareo, Amati: “Subito autorizzazione provvisoria allo scarico, se siamo davvero ambientalisti”

“A Porto Cesareo non si può più attendere nemmeno un minuto in più. Se siamo Regione nei fatti ambientalista, bisogna rilasciare l’autorizzazione provvisoria allo scarico e allacciare le abitazioni alla fogna. Non si può lasciare a quella bellissima città l’etichetta di paese inquinato per beghe politiche”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando l’esito dell’audizione svoltasi ieri in V Commissione sul caso della fogna a Porto Cesareo.

“È una storia incredibile nel 2021. Ragioni di propaganda politica in grado di generare uno stato d’inquinamento insostenibile del suolo, della falda e del mare, ci portano a dover chiedere ciò che le norme esigono: il rilascio di un’autorizzazione provvisoria al recapito finale per consentire gli allacci al sistema fognario.
Capisco i dubbi e pure le iniziative per ottenere una deroga alla legge per individuare un recapito alternativo, ma nelle more che ciò avvenga non si può continuare a inquinare. Il Ministero dell’Ambiente ha già detto ‘no’ in passato a una richiesta di ‘deroga alla deroga’. C’è chi pensa che una seconda istanza potrà avere maggior successo; bene, sono lieto del pronostico. Ma cosa c’entra tutto questo con l’avvio all’esercizio, magari nelle forme provvisorie, dello schema fognario di Porto Cesareo? Per questo la mia richiesta si farà d’ora in poi petulante e me ne scuso in anticipo”.

Pista aeroporto Brindisi, Amati: “Controllerò ogni settimana i lavori. Ne va della sicurezza aerea e dei transiti portuali”

“Dopo qualche cerimonia azzardata e qualche ritardo che si sarebbe potuto risparmiare, cominceranno il 22 febbraio i lavori per la riqualificazione della pista di volo dell’aeroporto di Brindisi. Ora bisogna appunto volare, anche approfittando del traffico ridotto nello scalo e della disponibilità dell’impresa aggiudicataria di dare il massimo dell’impegno. Ringrazio Aeroporti Puglia, il suo CdA e i suoi tecnici, per l’impegno nel superare tutti i problemi”.

Lo comunica il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Ovviamente seguirò giorno per giorno i lavori, come già faccio per diversi cantieri, considerata l’importanza dell’intervento sia per il traffico aereo che per i riflessi sul traffico portuale e
in particolare per innalzare il sentiero di atterraggio nella fase di sorvolo del porto, così da consentire l’ingresso delle grandi navi da crociera.
Il momento più delicato dei lavori è previsto tra fine aprile e metà maggio, di conseguenza potrebbero emergere disagi per il traffico aereo. In questo senso mi pare utile sin d’ora far sentire alla società aeroportuale e all’impresa esecutrice (Ragruppamento Alò s.r.l. – Spina S.p.A – Siles s.r.l – Sintexcal S.p.A.) tutto il nostro sostegno e la nostra comprensione, perché da un disagio di qualche settimana deriverà un futuro di maggiore produttività che si aspetta da anni.
Il costo complessivo dei lavori, di valore pari a 13 milioni di euro, compresa l’esecuzione della progettazione definitiva ed esecutiva, prevede interventi di riqualificazione della pista di volo e l’ampliamento del piazzale dell’aviazione generale”.

Vaccinazioni personale sanitario, Amati: “Gravissima la percentuale dei rifiuti. Subito in aula legge obbligo”

“Il rifiuto della vaccinazione tra il personale sanitario ha percentuali preoccupanti, in alcune province si stima circa il 30%, e in tanti stanno addirittura rifiutando il richiamo. Una situazione gravissima che suggerisce la decisione di portare subito in aula la legge sull’obbligo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, promotore della proposta di legge per estendere l’obbligo alla vaccinazione anti-Covid del personale sanitario.

“In generale non si può scegliere di contagiare gli altri, figurarsi in ambito sanitario e per di più nell’ambito delle iniziative di contrasto a una delle più grandi e gravi pandemie registrate nella storia conosciuta dell’umanità. Gli operatori sanitari dovrebbero essere i primi a volere l’ampia diffusione della pratica vaccinale, proprio perché sanno meglio degli altri cosa significhi ammalarsi di Covid-19. Per questo un rifiuto non può essere interpretato come un atto di libertà individuale ma come disprezzo della salute altrui. A questo punto l’obbligo mi sembra ancor più indispensabile. Spetta dunque al Consiglio regionale della Puglia mantenersi accordato con la prova scientifica, estendendo l’obbligo vaccinale contenuto nella legge vigente alla vaccinazione anti Coronavirus. Mi auguro che la proposta di legge, approvata all’unanimità dalla Terza Commissione il mese scorso, venga portata subito in Aula, così da interrompere la catena dei rifiuti tra chi invece dovrebbe essere d’esempio, a sostegno della salute e della prova scientifica”.

 

(Ph. Nursetimes)

Sma e Zolgensma, Amati: “La Regione è obbligata a pagare farmaco se c’è prescrizione anche estera. Lo dice la legge”

“Lo ripeto ancora una volta, perché i rappresentanti delle istituzioni pubbliche devono pronunciare poche parole sobrie e non possono far entrare in confusione le povere famiglie pugliesi colpite dal dramma Sma: se c’è una prescrizione di un centro di alta specializzazione, italiano con la procedura off label, o straniero, in base alle regole delle loro agenzie sui farmaci, i bimbi pugliesi possono ottenere dalla Regione sia la terapia Zolgensma che le spese per affrontare le cure. E non sono io a dirlo ma la legge europea, italiana e pure una delibera regionale”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, con riferimento ai casi di Sma1 e della terapia innovativa Zolgensma.

“Osservo un gran dibattere su cose – prosegue – che sono ampiamente regolate e su cui è arrivato di recente pure l’avallo del Comitato scientifico famiglie Sma con cui s’implora Aifa di procedere al riconoscimento della terapia sino al peso corporeo di 21 kg, invece che sino a 6 mesi d’età, così come avviene in molti altri Paesi. In ogni caso, nell’attesa della decisione Aifa e in base alla legge europea, italiana e alle delibere della Giunta pugliese, le possibilità di erogazione del farmaco sono due: o sulla base di un protocollo terapeutico di un centro italiano e con la procedura off label, cioè per bimbi con oltre 6 mesi di età; oppure sulla base di un protocollo terapeutico di un centro estero di alta specializzazione e sulla base delle regole di sicurezza valido in quei Paesi, cioè oltre i 6 mesi d’età e sino a 21 kg di peso corporeo. In entrambi – conclude il consigliere regionale – i casi spetterà alla regione fornire il farmaco e, con riferimento alle cure all’estero, pure le spese di soggiorno”.

Ospedale San Pietro Vernotico, Amati: “Si parte, aggiudicata gara per ristrutturazione generale”

“È stata aggiudicata la gara per i lavori di ristrutturazione dell’Ospedale di San Pietro Vernotico. L’Asl di Brindisi ha affidato i lavori all’impresa vincitrice, la Perrotta Group S.r.l. – DE.PA. Impianti S.r.l. di Martano che ha presentato l’offerta economica più vantaggiosa. Gli interventi avranno un costo complessivo di 9.200.000,00 euro. Tra qualche settimana dunque si parte anche a San Pietro Vernotico per realizzare un nuovo importantissimo presidio di salute in provincia di Brindisi, che risponda alle esigenze di cura di tutto il territorio tanto da migliorare la qualità e la quantità dei servizi attivati”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Questo importante intervento comprende lavori di “Adeguamento a norma, rinnovo, acquisto di tecnologia sanitaria per la rete delle dipendenze patologiche e riconversione”. La spesa derivante dall’esecuzione delle attività previste nel progetto, complessivamente pari a 9.200.000,00 euro ed è finanziata con risorse derivanti dal POR Puglia 2014/2020 (Obiettivo Tematico IX, Azione 9.12). Il quadro economico dell’intervento prevede: totale lavori da appaltare € 4.931.923,76l (tra lavori edili ed impiantistici € 4.815.133,76 e oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso € 116.790,00); per somme a disposizione per la S.A:
– Rilievi, accertamenti e indagini da eseguire ai diversi livelli di progettazione € 40.000,00;
– Imprevisti € 493.192,37;
– Spese tecniche relative alla progettazione, alle attività preliminari, al coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, alle conferenze di servizi, alla direzione lavori e al coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, all’assistenza giornaliera e contabilità € 600.000,00;
– Spese tecniche relative alla verifica di vulnerabilità sismica € 100.000,00;
– Incentivo di cui all’art. 113, c. 2 del Dlgs 50/16 € 146.100,00;
– Spese per attività tecnico-amministrative art. 26 del Dlgs 50/16 € 40.000,00;
– Spese per pubblicità € 10.000,00;
– Collaudi € 58.200,00;
– IVA su lavori, imprevisti (10%) € 542.511,61;
– Spese CNPAIA su C1, C4, C5, C9 € 31.928,00;
– Altra IVA su punti precedenti € 182.628,16;
– Contributo ANAC € 800,00;
– Economie di gara € 2.022.716,09;
Totale somme a disposizione € 4.268.076,24. Importo totale progetto € 9.200.000,00. Ringrazio il DG dell’Asl di Brindisi Giuseppe Pasqualone e tutta l’Area Gestione Tecnica per il lavoro svolto per raggiungere questo traguardo nel territorio provinciale per garantire maggiori possibilità di cura in una struttura all’avanguardia”.

Recovery e sanità, Amati: “A Roma comincia tempo della serietà e speriamo di accordarci a cominciare dagli interventi in sanità”

“A Roma si marcia spediti verso il governo Draghi della serietà, della sobrietà di parola e della potenza dei fatti. Spero che anche in Puglia si proceda accordati con questo spirito, a cominciare dalle nostre proposte d’intervento nel settore sanitario”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.

“Nelle prossime ore – prosegue – riceveremo le ultime schede relative agli interventi proposti in sanità, a valere sul Recovery fund: un’occasione di indebitamento, sia nella parte prestiti che sussidi, che va affrontata con grande prudenza e responsabilità perché iscrive ipoteca sulla testa dei giovani e dei bambini. Quella sanitaria è la materia su cui abbiamo mostrato negli anni le maggiori criticità, proprio per un colpevole disinteresse, tranne i casi dei due ospedali nuovi in costruzione, verso le iniziative a rendimento duraturo. Quelle cioè in grado di essere realizzate rapidamente, con effetti benefici ben oltre il costo dell’opera e in grado di accogliere tutte le occasioni di modernizzazione nella organizzazione sanitaria”.

“Queste carenze, in grado di rappresentare una situazione di emergenza già in epoca pre-Covid, hanno oggi – aggiunge Amati – la possibilità di essere finalmente superate. Ci tocca quindi appassionarci al merito e non al metodo. Alla valutazione dei singoli interventi e non allo scibile dei pensieri astratti. E allora: accelerare e finanziare i tre nuovi ospedali programmati (Maglie-Melendugno, Andria e nord barese) e magari aggiungere quello di Martina Franca-Massafra; finanziare la più radicale trasformazione e riconversione dei vecchi ospedali in pta e ospedali di comunità, pure nelle grandi città, per alleggerire il carico improprio delle cure a bassa e media complessità sugli ospedali di I e II livello (esempio Di Summa di Brindisi); mettere mano a tutte le incompiute presenti negli ospedali di base; mettere in sicurezza e ammodernare la rete stradale di collegamento di tutte le città con gli ospedali di riferimento, per stare sempre e da ogni punto nei tempi massimi d’intervento; istituire un ospedale pediatrico per il sud della Puglia, con prevalente specializzazione per le malattie neuromotorie; indirizzare gli ospedali di I e II livello verso una prevalente specializzazione, così da ridurre la quota di mobilità passiva derivante da carenza e incrementare la mobilità attiva da reputazione”.

“E naturalmente – sottolinea – il mondo non finisce ai fondi Recovery. C’è un mondo di risorse ulteriori da impiegare e addirittura da utilizzare, e un grande bisogno di riforme da adottare. Con queste provviste e con intento riformatore, in grado di accompagnare il disegno di ripresa sancito dal Recovery, bisogna finanziare – conclude – le scuole di specializzazione per le figure professionali carenti, in attesa delle necessarie riforme nell’ordinamento universitario; finanziare la ricerca scientifica e le azioni relative nel campo della genetica medica, malattie rare e prevenzione; cancellare l’attesa nelle prestazioni sanitarie, ponendo una stretta regolamentazione tra prestazioni istituzionali e libero-professionali a pagamento”.