Sanità a Cisternino: presente e futuro

Incontro pubblico oggi 25 marzo alle ore 17 nella Sala Consiliare del Comune di Cisternino.

Un appuntamento dedicato alla sanità del territorio si terrà oggi, martedì 25 marzo, alle ore 17 presso la Sala Consiliare del Comune di Cisternino. Un confronto aperto tra amministratori locali e regionali per affrontare le sfide attuali e le prospettive future del sistema sanitario soprattutto in vista dell’apertura del nuovo ospedale Monopoli – Fasano.

All’incontro interverranno: il sindaco di Cisternino Lorenzo Perrini, il Direttore Generale ASL Brindisi Maurizio De Nuccio, l’assessore regionale al Bilancio Fabiano Amati e i consiglieri regionali Maurizio Bruno, Luigi Caroli e Alessandro Leoci.

L’evento sarà un’occasione di dialogo con i cittadini per approfondire le strategie di potenziamento dei servizi sanitari, la programmazione regionale e le iniziative in corso per migliorare l’assistenza sanitaria a livello locale.

 

Genoma-Puglia, Emiliano, Amati e Piemontese: “Finita sperimentazione su 4421 neonati.

Individuate 171 malattie e 560 portatori sani. La Puglia prima al mondo. Dal 1° aprile sarà per tutti.

Nota congiunta del Presidente della Regione Michele Emiliano e degli assessori Fabiano Amati e Raffaele Piemontese.

“La sperimentazione è finita: lo screening genomico neonatale della Puglia diventa strutturale e sarà garantito a tutti i neonati, gratuitamente e quindi a carico del servizio sanitario pubblico. Un primato mondiale, almeno tra i programmi interamente finanziati da un sistema sanitario pubblico. Genoma-Puglia ha permesso di diagnosticare precocemente oltre 490 malattie genetiche attraverso l’analisi di un pannello di 407 geni. Questa soglia è stata fissata per motivi etici: analizzare un numero maggiore di geni, fino all’intero genoma, avrebbe significato rilevare mutazioni per le quali non esistono terapie o trials clinici sperimentali.
Dal 1° aprile 2025, grazie a un finanziamento regionale di 5 milioni di euro, il programma entrerà a regime. Questo consentirà diagnosi precoci, prevenzione di complicazioni e cure personalizzate per le malattie genetiche individuate, oltre alla identificazione di un rischio riproduttivo.
Desideriamo ringraziare il Laboratorio di Genetica Medica dell’Ospedale Di Venere di Bari, diretto dal dottor Mattia Gentile, e tutto il suo staff per l’impegno, la competenza e la dedizione che hanno reso possibile questo straordinario risultato.”

I risultati della prima fase.

La fase sperimentale è stata condotta dal Laboratorio di Genetica Medica dell’Ospedale Di Venere, diretto da Mattia Gentile, e ha registrato un’adesione altissima: oltre l’80% delle coppie ha accettato di partecipare.

Alla data del 21 marzo 2025, la situazione è la seguente:
• Campioni analizzati: 4421 (100%);
• Campioni sequenziati: 4421 (alcuni ancora in fase di valutazione);
• Test ripetuti: 280 (circa il 6%);

Casi di malattia identificati: 171 (3.9%).

Distribuzione per gruppo di malattie e geni coinvolti:
• Malattie del metabolismo (38 casi – 22%): disturbo genetico che impedisce al corpo di metabolizzare correttamente un amminoacido (Fenilchetonuria – PAH); alti livelli di colesterolo che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari precoci (Ipercolesterolemia familiare – LDLR); alterato metabolismo glucidico (Galattosemia – GALT)
Disturbo che può causare danni neurologici e cutanei (Deficit di biotinidasi – BTD).
• Malattie ormonali (6 casi – 3.5%); difetti del metabolismo degli zuccheri (GCK, HNF4A, ABCC8).
• Malattie del sangue (85 casi – 49%): deficit enzimatico che rende i globuli rossi più fragili (G6PD); malattia della coagulazione che causa sanguinamenti frequenti (Emofilia – F8); anemie ereditarie, tra cui Anemia di Fanconi (FANCG) , Talassemia (HBB).
• Malattie del cuore e dei vasi sanguigni (13 casi – 7.5%): sindromi che aumentano il rischio di aritmie e arresto cardiaco, inclusa la predisposizione alla morte improvvisa nei neonati (SCN5A, KCNQ1, RYR2).
• Malattie neuromuscolari (11 casi – 6.4%): malattie neuromuscolari ereditarie (RYR1, DOK7).
• Malattie del sistema nervoso (2 casi – 1.2%): epilessia e disturbi del trasporto del glucosio nel cervello (KCNQ2, SLC2A1).
• Altri casi (16 casi – 9.4%): aumento del rischio di tumori ereditari (BRCA2); malattia genetica che danneggia i polmoni e/o l’apparato digerente (Fibrosi cistica – CFTR); malattie endocrine; sordità genetica (GJB2)

Persone portatrici di mutazioni genetiche (Carrier Status).

Questi individui non sviluppano la malattia ma possono trasmetterla ai figli se il partner è anch’esso portatore dello stesso difetto genetico.
• Fibrosi cistica (CFTR): 160 su 4421 (3.6%) – Se si considerano anche varianti meno gravi, il numero sale a 290 su 4421 (6.6%);
• Sordità genetica (GJB2): 210 su 4421 (4.8%);
• Talassemia beta: 190 su 4421 (4.3%).

Conferme da altri test metabolici.

Sono stati analizzati separatamente 14 campioni di neonati già identificati come sospetti per una malattia metabolica, e tutti hanno confermato la diagnosi.
Distribuzione:
• Fenilchetonuria (PAH): 5 casi;
• Deficit di biotinidasi (BTD): 6 casi;
• Altre malattie metaboliche rare: 3 casi (GLA, ACADM, ACADS).

Dal 1° aprile, la Puglia sarà la prima regione al mondo a offrire gratuitamente questo test a tutti i neonati.
Un passo avanti nella medicina genetica preventiva, un’opportunità unica per la diagnosi precoce e il trattamento personalizzato.

Graduatoria infermieri BA, Amati e Paolicelli: “Nostra legge eseguita. Autorizzata l’assunzione di 862 idonei. Grazie a Piemontese e dirigenti Dipartimento Salute”

Comunicato stampa dei consiglieri regionali Fabiano Amati e Francesco Paolicelli.

“La nostra legge sulla proroga della graduatoria infermieri della ASL di Bari è stata eseguita. Da oggi, infatti, tutte le aziende sanitarie pugliesi sono autorizzate a soddisfare una parte del fabbisogno complessivo, pari 1.967 unità, assumendo 862 idonei che hanno accettato, indicando la prima scelta, la richiesta di disponibilità inoltrata nelle settimane scorse dalla ASL di Bari.
È stato un lavoro difficile e abbiamo spesso dovuto fronteggiare la comprensibile impazienza degli interessati e anche qualche accusa d’inerzia ingiusta ma altrettanto comprensibile. Ringraziamo per l’impegno e la determinazione l’assessore regionale alla Salute Raffaele Piemontese, il direttore del Dipartimento Salute Vito Montanaro, la dirigente del servizio Antonella Caroli e i funzionari Lanfranco Netti e Daniela Pizzuto.
I numeri nel dettaglio.
Nel complesso ci sono stati 863 idonei della graduatoria della ASL di Bari, che hanno espresso l’accettazione all’assunzione e indicato la sede di prima scelta, su un fabbisogno complessivo accertato di 1.967 unità.
Nel dettaglio.
ASL Bari: 263 idonei disponibili su 618 unità richieste;
ASL Brindisi: 58 idonei disponibili su 58 unità richieste;
ASL BT: 65 idonei disponibili su 43 unità richieste;
ASL FG: 80 idonei disponibili su 714 unità richieste;
ASL LE: 193 idonei disponibili su 101 unità richieste;
ASL TA: 74 idonei disponibili su 128 unità richieste;
AOU Policlinico di Bari: 57 idonei disponibili su 203 unità richieste;
AOU Riuniti di Foggia: 44 idonei disponibili su 44 unità richieste;
IRCCS G. PAOLO II: 15 idonei disponibili su 18 unità richieste;
IRCCS DE BELLIS: 13 idonei disponibili su 40 unità richieste.
Le regole di assunzione saranno le seguenti: le assunzioni delle 862 unità di personale dovranno avvenire seguendo rigorosamente l’ordine di merito della graduatoria; l’azienda di destinazione dovrà essere determinata sulla base dell’ordine di preferenza espresso da ciascun candidato, sempre nel rispetto della rispettiva posizione in graduatoria. Con riferimento all’ASL LE e all’ASL BT, per le quali il numero di preferenze espresse dagli idonei risulta superiore al numero di unità richieste, le unità eccedenti dovranno essere assegnate ad altra Azienda, sempre nel rispetto della posizione in graduatoria e secondo l’ordine di preferenza espresso da ciascun candidato; il numero di unità assumibili da ciascuna azienda dovrà essere ricompreso nei limiti delle unità richieste da ciascuna Azienda; le assunzioni dovranno ad ogni buon conto essere coerenti con il fabbisogno di personale definito nei PTFP 2023-2025 di prossima approvazione da parte della Giunta regionale, nonché nei limiti del tetto di spesa assegnato con deliberazione della Giunta regionale del dicembre 2024.”

Nel gran “teatro” dell’IA l’unico posto fisso lo avrà il consumatore

da La Gazzetta del Mezzogiorno del 20 marzo 2025


di Fabiano Amati

Se “gli ultimi saranno i primi” (Matteo 20:16), allora il futuro è chiaro: il consumatore, per secoli considerato passivo, diventerà l’unico vero lavoratore. Dimenticatevi giornalisti, avvocati, notai, giudici, medici e professori: l’intelligenza artificiale farà tutto e meglio, più velocemente, senza scioperi o recriminazioni di casta. Ma niente paura: nessuno resterà senza stipendio. Semplicemente, saremo tutti pagati per fare ciò che l’umanità ha sempre sognato di fare licenziando ogni senso di colpa: leggere, viaggiare, guardare, ascoltare e, in generale, consumare. Insomma, l’economia del futuro sarà una sorta di all-you-can-eat retribuito.
Dal verbo al click: l’intelligenza artificiale sta riscrivendo la storia
Nell’inizio fu il verbo, alla fine sarà il click.
Per far funzionare l’IA serve una cosa sola: dati, centinaia e migliaia di dati. E chi glieli fornisce? Pochi manutentori del cervello artificiale, super giornalisti giuristi medici e manager, pagatissimi e privi di sentimenti o risentimenti, e noi tutti, inconsapevoli ma infaticabili addestratori. Ogni articolo letto, ogni video guardato, ogni recensione lasciata è un mattoncino che rende l’IA più intelligente. Così, mentre lei impara, noi passiamo dal ruolo di lavoratori a quello di raffinati consumatori-professionisti, pagati non per produrre, ma per scegliere, interagire e godere del prodotto finito, suggerendo alle macchine di produzione i nostri gusti, le nostre virtù e pure i nostri vizi.
I mestieri tradizionali? Destinati all’estinzione. Il giornalista sarà sostituito dal lettore di giornali, l’avvocato e il giudice dal lettore di sentenze, il medico dal paziente che consulta il referto generato dall’algoritmo, il fabbricatore di beni da un robot efficientissimo. Perché pagare qualcuno per scrivere un articolo quando il lettore stesso, nel leggere lo scritto della IA, valida, interpreta e fornisce dati?
Ma attenzione: non tutti i mestieri sono destinati a scomparire. Alcuni mestieri, essendo così antichi, sono probabilmente destinati a essere eterni. Se c’erano all’inizio della storia, continueranno a esistere fino alla fine.
I politici, per esempio, non potranno mai essere rimpiazzati: “Date a Cesare quel che è di Cesare” (Matteo 22:21) perché, alla fine, qualcuno dovrà pur decidere. L’IA potrà consigliare, suggerire, elaborare scenari complessi, ma la scelta, le regole dell’addestramento dell’IA, resterà sempre nelle mani di chi sarà scelto alle elezioni. E diciamocelo, anche l’errore è un’arte, quasi sempre di decisione, e nessuna macchina riuscirà mai a sbagliare con la stessa creatività di un essere umano, sia esse elettore o eletto.
Anche i religiosi resteranno saldi al loro posto, perché “la misericordia invece ha sempre la meglio nel giudizio” (Giacomo 12:13) e nessuna IA potrà mai dispensare misericordia, perché la macchina sarà addestrata alla giustizia. Potrà simulare empatia, certo, ma il perdono non è un’operazione matematica e la speranza non si calcola con un algoritmo. Finché l’uomo avrà domande senza risposta, servirà qualcuno che le ascolti, senza affidarsi a un database.
E poi ci sono loro, i lavoratori del corpo: atleti, danzatori, artisti del movimento. L’intelligenza artificiale può prevedere il risultato di una partita, ma non può segnare un goal. Potrà generare la coreografia perfetta, ma non potrà danzare con l’anima. Il sudore, l’adrenalina, la fatica. Sono cose che nessuna macchina potrà mai provare.
Il mondo si sta trasformando in un gigantesco “teatro”, dove il pubblico viene pagato per assistere. Gli intellettuali del passato dicevano che il potere era nelle mani di chi possedeva i mezzi di produzione, ma nel futuro la ricchezza sarà distribuita a chi possiede il mezzo più potente di tutti, l’attenzione.
Benvenuti nella nuova era: addio alla fatica, benvenuto al piacere. Il lavoro sarà solo un lontano ricordo e l’unico sforzo richiesto sarà quello di scegliere cosa guardare.
Non c’è più scelta: il futuro ha già cliccato per noi.
Sarà davvero così? Non proprio così, ma forse più esagerato di così, perché alla creatività di un uomo non c’è limite, anche quando si mette a fare l’addestratore di macchine.

 

Fasano, Grave degli appestati, Amati: “ Il teschio ritrovato nel 2021 è di un uomo di 40-50 anni. Ora stabilire se morì della peste del 1690-91”

Comunicato stampa del consigliere e assessore regionale Fabiano Amati.

“Il teschio rinvenuto nel sito Grave degli appestati nel 2021 a Fasano è di un uomo. È quanto emerso dalla prima analisi e riferito nel corso dell’audizione in VII Commissione della Dirigente della Sezione Tutela e Valorizzazione dei Patrimoni Culturali della Regione Puglia, Adele Candela.
Dai primi risultati emersi il sito è stato classificato come giacitura secondaria, ovvero di minore rilevanza rispetto a una fossa comune, anche se le fonti storiche confermano la presenza di un seppellimento collettivo di vittime della peste del 1690, che potrebbe essere occultato dagli inerti accumulatisi nei secoli successivi.
Questi i primi risultati raggiunti dopo il finanziamento regionale disposto dall’art. 65 della L.R. 51/2021, finalizzato alla riqualificazione, valorizzazione e fruibilità del sito carsico “Grave degli Appestati” nel Comune di Fasano. Ora l’obiettivo è prevedere ulteriori scavi e approfondimenti che potrebbero confermare questa ipotesi.
Sul piano antropologico, l’analisi morfologica del cranio, rinvenuto precisamente il 11 dicembre 2021 e che si ipotizza possa risalire alla peste del 1690-1691, ha evidenziato che appartiene a un uomo tra i 40 e i 50 anni, senza segni evidenti di patologie ossee. Il quella occasione fu chiamato Laurenzia per omaggiare la festa del giorno. Inoltre per accertare la presenza della peste sarà necessario effettuare un’analisi genetica sul collagene dentale, in quanto la malattia non lascia tracce sulle ossa. Per chiarire la datazione e la natura del ritrovamento, sono stati previsti due tipi di analisi: la datazione con Carbonio 14 (C14), utile a stabilire con precisione l’epoca del decesso, con un costo stimato di 500 euro per campione e la necessità di almeno dieci campioni, e l’analisi genetica per individuare il batterio della peste, effettuabile in pochissimi laboratori italiani specializzati, con un costo stimato di circa 5.000 euro per campione e tempi di esecuzione di 5-6 mesi. Il genoma del ceppo di peste del 1690 è già stato sequenziato e, se il materiale biologico del ritrovamento non risulterà degradato, sarà possibile confrontarlo per verificare una corrispondenza. Capire e avere informazioni certe su questo ritrovamento giustificherebbe ulteriori investimenti per la rimozione degli inerti che, nel corso dei secoli, potrebbero aver coperto i cadaveri delle vittime della peste. Senza una finalità scientifica, culturale o storica, la Regione non avrebbe motivo di finanziare questi interventi. Si procederà quindi a raccogliere informazioni dettagliate sui costi delle analisi e sugli istituti specializzati disponibili a effettuarle anche qui in Puglia, per poi valutare, con il Dipartimento Cultura, la richiesta di ulteriori approfondimenti da presentare in una prossima audizione”.

118 BR, Amati: “Dal prossimo 2 aprile pazienti del nord Brindisi centralizzati anche a Monopoli, in attesa apertura nuovo ospedale”

Comunicato stampa del consigliere e assessore regionale Fabiano Amati.

“Dopo la sollecitazione dei giorni scorsi, una riunione alla Regione e un sopralluogo svoltosi oggi, i dipartimenti di emergenza delle ASL di Bari e Brindisi hanno deciso di centralizzare i pazienti dei comuni del nord della provincia di Brindisi anche presso l’ospedale di Monopoli, in vista dell’attivazione del nuovo ospedale Monopoli-Fasano. E il tutto a partire dal prossimo 2 aprile. Si tratterà, in generale, della centralizzazione delle chiamate al 118 dei pazienti di Fasano e Cisternino, per esigenze di cure relative a unità operative già attive all’ospedale di Monopoli; per gli altri pazienti, quelli cioè bisognosi di cure non erogabili dalle unità operative attualmente in funzione, la centralizzazione continuerà ad avvenire presso l’ospedale Perrino di Brindisi.
La nuova attività interprovinciale del servizio d’emergenza non tiene conto dei confini provinciali e valorizza solo la tempestività e l’idoneità della cura nella scelta del presidio ospedaliero di destinazione, così come prevedono le norme e la programmazione regionale e così come dovrebbe avvenire ovunque. In senso più puntuale, ossia con riferimento al bacino epidemiologico del nord della provincia di Brindisi, l’iniziativa servirà a migliorare la tempestività degli interventi e soprattutto a tarare il sistema d’emergenza dei comuni del nord della provincia di Brindisi al nuovo ospedale Monopoli-Fasano, così da non farci trovare impreparati.
Certo, si tratta di un modo nuovo di fare assistenza ospedaliera nella dimensione dell’emergenza e, come tutte le novità, si porta dietro numerosi bias derivanti dall’abitudine e dalla difficoltà ad adattarsi. Ma in questo senso, hanno avuto rilievo in questa vicenda la volontà del direttore generale della ASL di Bari, in particolare, e del direttore generale della ASL di Brindisi, indirizzati dalla professionalità del responsabile del Dipartimento emergenza della ASL Brindisi Massimo Leone, dal responsabile del Dipartimento emergenza della ASL Bari Guido Quaranta, dalla responsabile della Centrale operativa 118 della ASL Bari Anna Maria Natola e dalla direttrice dell’Unità operativa di Pronto soccorso dell’ospedale di Monopoli Anna Lisa Bolognino.
A tutti loro la mia gratitudine: non è da tutti accettare di mettersi alla prova dell’innovazione con la stessa organizzazione, proiettandosi nel futuro solo con la speranza di vedersi riconosciuto il merito e quindi ottenere maggiori risorse umane e tecnologiche. Un metodo generalmente sconosciuto nella PA e che spesso diventa motivo di ritardi e disservizi.”

118 Brindisi, Amati: “Servono 46 infermieri. Servizio emergenza è priorità. Rassicurazioni dal DG. Mai più ambulanze Victor”

Comunicato stampa del consigliere e assessore regionale Fabiano Amati.

“Nel servizio 118 di Brindisi mancano 46 infermieri per garantire in pienezza il servizio prioritario dell’emergenza. Questa carenza costringe a tenere in esercizio 9 ambulanze Victor, con a bordo solo soccorritori. E ciò è inconcepibile, sia nell’attualità ma anche in vista dell’apertura dei nuovi ospedali, che recano l’innovazione di nuovi luoghi di cura per malattie tempo-dipendenti e il superamento dei confini amministrativi delle singole province e quindi delle singole ASL.
Di fronte a questa necessità, e considerato che la dotazione d’infermieri necessari al 118 e non solo è pienamente inserita nel Piano del fabbisogno di personale aziendale, il DG della ASL di Brindisi mi ha assicurato che procederà alle assunzioni nei prossimi giorni e in concomitanza con il via libera per l’utilizzo della graduatoria di Bari prorogata con una recente legge regionale. Insomma, risolvere il problema e mai più in servizio ambulanze Victor.”

Screening neonatale, Amati e Piemontese: “Puglia regione più avanzata in Italia su SMA e 60 malattie metaboliche, compresa MLD, e primi al mondo per progetto Genoma. Grazie O.Ma.R”

Comunicato stampa degli assessori regionali Fabiano Amati e Raffaele Piemontese, commentando i dati emersi dal volume pubblicato dall’Osservatorio Malattie Rare (OMAR).

“La pubblicazione del volume ‘Screening della SMA: la responsabilità di una scelta’, a cura dell’Osservatorio Malattie Rare (OMAR), conferma il primato della Puglia nella lotta all’Atrofia Muscolare Spinale (SMA) e nelle politiche di screening neonatale. Dal 1° dicembre 2021, la nostra regione è infatti la prima in Italia a garantire il test obbligatorio per la SMA a tutti i neonati, effettuato presso il laboratorio di Genetica Medica dell’Ospedale Di Venere di Bari. Grazie a questa scelta lungimirante, sono stati diagnosticati 10 casi, tutti trattati tempestivamente presso l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, permettendo ai bambini di crescere senza alcun sintomo della malattia. È la dimostrazione concreta che la diagnosi precoce e l’accesso immediato alle cure salvano la vita.”
“Dallo stesso lavoro editoriale emergono notizie su altre regioni italiane che fanno spiccare l’attività pugliese: la Puglia è la regione italiana che assicura lo screening neonatale per il più alto numero di malattie metaboliche ereditarie, ben 61, grazie alla Legge Regionale n. 17 del 12 agosto 2022 e alla Legge Regionale n. 15 del 15 giugno 2023. Lo screening neonatale super esteso, introdotto con queste normative, è stato avviato concretamente il 21 novembre 2022 presso il laboratorio dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII di Bari, punto di riferimento per l’intero sud Italia.
Attraverso la legge del 2022 fu aggiunta, in particolare, la Leucodistrofia Metacromatica (MLD), una patologia gravissima per cui la diagnosi precoce è fondamentale, così come sta emergendo in queste ore con numerose campagne di sensibilizzazione.
Nella pubblicazione di OMAR non vi sono riferimenti, ovviamente, sugli ulteriori progetti innovativi delle regioni e per quanto ci riguarda al progetto Genoma-Puglia: su questo sono pochissimi gli Stati del mondo che lo hanno attivato, ma nessuno lo ha fatto su tutti i neonati, con finanziamento pubblico e per un pannello di 407 geni per verificare 480 condizioni di malattie. Anche su questo speriamo che in Italia si generi un fenomeno imitativo, magari con l’approvazione della proposta di legge già depositata al Senato.
“Ringraziamo l’Osservatorio Malattie Rare per il prezioso lavoro di approfondimento e divulgazione, che aiuta a diffondere consapevolezza su un tema così importante. Il nostro obiettivo è far sì che ogni bambino abbia la possibilità di crescere sano e senza disabilità evitabili. La Puglia ha la sua strada e i suoi primati, ma ora ci auguriamo che lo stesso livello d’attenzione sia assicurato dalle altre regioni. Essere d’esempio per essere imitati è punto d’orgoglio.”
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ELENCO MALATTIE SCREENATE IN PUGLIA

Malattie metaboliche ereditarie
1. Fenilchetonuria (PKU)
2. Iperfenilalaninemia benigna
3. Deficit della biosintesi del cofattore biopterina
4. Deficit della rigenerazione del cofattore biopterina
5. Tirosinemia di tipo I
6. Tirosinemia di tipo II
7. Tirosinemia di tipo III
8. Malattia delle urine a sciroppo d’acero
9. Omocistinuria (difetto CBS)
10. Omocistinuria (deficit severo di MTHFR)
11. Deficit di glicina N-metiltransferasi
12. Deficit di metionina adenosiltransferasi
13. Deficit di S-adenosilomocisteina idrolasi
14. Citrullinemia di tipo I
15. Citrullinemia di tipo II (deficit di Citrina)
16. Acidemia argininosuccinica
17. Argininemia

Acidemie organiche
18. Acidemia glutarica di tipo I
19. Acidemia isovalerica
20. Deficit di beta-chetotiolasi
21. Acidemia 3-idrossi-3-metilglutarica
22. Acidemia propionica
23. Acidemia metilmalonica (Mut)
24. Acidemia metilmalonica (Cbl-A)
25. Acidemia metilmalonica (Cbl-B)
26. Acidemia metilmalonica con omocistinuria (Cbl-C)
27. Acidemia metilmalonica con omocistinuria (Cbl-D)
28. Deficit di 2-metilbutirril-CoA deidrogenasi
29. Aciduria malonica
30. Deficit multiplo di carbossilasi
31. Acidurie 3-metilglutaconiche
32. Deficit 3-metilcrotonil-CoA carbossilasi
33. Deficit 2-metil-3-idrossibutirril-CoA deidrogenasi

Difetti del metabolismo degli acidi grassi
34. Deficit del trasporto della carnitina
35. Deficit di carnitina palmitoil-transferasi I
36. Deficit di carnitina palmitoil-transferasi II
37. Deficit di carnitina-acilcarnitina traslocasi
38. Acidemia glutarica di tipo II
39. Deficit della proteina trifunzionale mitocondriale
40. Deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena molto lunga (VLCAD)
41. Deficit di 3-idrossi-acil-CoA deidrogenasi a catena lunga (LCHAD)
42. Deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena media (MCAD)
43. Deficit di 3-idrossi-acil-CoA deidrogenasi a catena media/corta
44. Deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena corta (SCAD)
45. Deficit di isobutirril-CoA deidrogenasi

Altre malattie metaboliche
46. Galattosemia
47. Deficit di biotinidasi

Malattie endocrino-metaboliche e genetiche
48. Ipotiroidismo congenito
49. Fibrosi cistica
50. Atrofia muscolare spinale (SMA)

Malattie da accumulo lisosomiale
51. Malattia di Fabry
52. Malattia di Pompe
53. Malattia di Gaucher
54. Mucopolisaccaridosi di tipo I
55. Leucodistrofia metacromatica (MLD)

Immunodeficienze congenite severe
56. Immunodeficienza severa combinata (SCID)
57. Agammaglobulinemia legata all’X (XLA)

Malattie neuromuscolari e altre patologie genetiche
58. Deficit di decarbossilasi degli L-aminoacidi aromatici (DDC)
59. Distrofia muscolare di Duchenne (DMD)
60. Adrenoleucodistrofia legata all’X (X-ALD)
61. Sindrome adreno-genitale (iperplasia surrenalica congenita)

Siccità, Amati: “Acqua affinata come rimedio. I 7 casi pugliesi, il primato del lago di Fasano-Forcatella e la virtù della provincia di Brindisi. Ma deve diventare la regola. Bene Pentassuglia”

Comunicato stampa del consigliere e assessore regionale al Bilancio Fabiano Amati.

“Che si fa con l’acqua di fogna? In alcuni casi virtuosi si riutilizza, ma sarebbe bello se la si utilizzasse tutta come regola e non come virtuose eccezioni. Infatti, abbiamo solo 7 impianti in funzione per l’affinamento, ma anche in questi casi sprechiamo il 75% dell’acqua affinata perché la rete di distribuzione è insufficiente. E il tutto accade mentre si prosciugano le falde, mettendo a rischio il nostro futuro idrico.
Questo e altro suggerito dai numeri riportati dal “Piano di emergenza per il superamento della crisi idrica 2025” redatto dalla Sezione Risorse Idriche e dal Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale e Ambientale della Regione Puglia, che permettono un’analisi del livello delle risorse disponibili, dei rischi per l’approvvigionamento e delle azioni necessarie per affrontare l’emergenza.
Ad oggi in Puglia sono in funzione 7 impianti; nel 2023 hanno affinato complessivamente 3,9 milioni di metri cubi di acqua, ma solo 1,1 milioni sono stati effettivamente usati in agricoltura. A distinguersi come modelli virtuosi sono il programma avanguardista del lago di Fasano-Forcatella e gli impianti di Gallipoli, Ostuni, Acquaviva delle Fonti, Castellana Grotte, San Pancrazio Salentino e Corsano.
E nel dettaglio, ecco la classifica su affinamento e riutilizzo: Fasano 3.115.640 metri cubi affinati, 1.298.183 metri cubi utilizzati; Gallipoli 2.611.210 metri cubi affinati, 1.088.004 metri cubi utilizzati; Ostuni 1.565.850 metri cubi affinati, 652.438 metri cubi utilizzati; Acquaviva delle Fonti 1.474.860 metri cubi affinati, 614.417 metri cubi utilizzati; Castellana Grotte 725.255 metri cubi affinati, 302.190 metri cubi utilizzati; San Pancrazio Salentino 604.440 metri cubi affinati, 251.850 metri cubi utilizzati; Corsano 485.085 metri cubi affinati, 202.119 metri cubi utilizzati.
La Regione Puglia negli anni ha investito molto per potenziare gli impianti di affinamento, infatti nel 2025 altri 6 depuratori entreranno in esercizio a Trinitapoli, San Ferdinando di Puglia, Zapponeta, San Severo, Martina Franca e Pulsano.
Se il sistema attuale può garantire fino a 10,5 milioni di metri cubi di acqua affinata all’anno e 4,4 milioni di metri cubi durante i 5 mesi irrigui (maggio-settembre), questi nuovi impianti aggiungeranno una capacità di circa 8,5 milioni di metri cubi annui e 3,5 milioni di metri cubi per la stagione irrigua di 5 mesi, contribuendo significativamente alla riduzione della pressione sulle falde.
Ora bisogna migliorare e ampliare le reti irrigue, le infrastrutture di distribuzione, applicare il Regolamento Regionale n. 8/2012, che disciplina il riuso delle acque reflue in agricoltura e completare i Piani di Gestione del Rischio (PdGR) necessari per l’attivazione delle autorizzazioni previste dal Decreto Siccità (DL 39/2023).
Ringrazio per questo il collega e assessore regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia al lavoro su questa visione condivisa che ci permetterà di costruire un sistema più sostenibile per contrastare la siccità.”

Amati: “Forse un ricatto e azioni discutibili della Fondazione San Raffaele anche a Campi Salentina. Stesso copione di Ceglie, ma la Regione e la ASL stanno attuando la decisone del Consiglio”

Comunicato stampa del consigliere e assessore regionale al Bilancio, Fabiano Amati.

“A Campi Salentina si sta ripetendo quanto già accaduto a Ceglie Messapica, sempre per mano del gruppo Fondazione San Raffaele e attraverso la sua collegata e controllata SGAS
È tutto sintetizzato in una foto che documenta la protesta in corso dei dipendenti, lo scatto davanti alla struttura salentina con uno striscione che dice: “Vergogna! Dipendenti senza stipendio”. Un copione già visto.
Ecco i fatti: nella RSA di Campi Salentina, struttura di proprietà della ASL di Lecce, la SGAS vorrebbe continuare a operare nonostante la gara di gestione sia scaduta da tempo.
Il Consiglio regionale ha deciso di internalizzare il servizio e la ASL di Lecce sta attuando questa decisione. Nel frattempo, cosa fa la SGAS del gruppo Fondazione San Raffaele? Smette di pagare gli stipendi ai dipendenti. Un gesto che ha forse il sapore di una ritorsione, su cui ognuno può trarre le proprie conclusioni.
Ma non basta. Ai parenti dei pazienti è stato chiesto d’integrare la retta, sostenendo che ciò sia necessario per colmare presunte inadempienze della Regione. Falso.
E ancora: la SGAS o la capogruppo Fondazione sta svolgendo riunioni con i i familiari dei pazienti, proponendo d’incaricare avvocati “di sua fiducia” per intentare azioni legali contro la Regione, con l’obiettivo di ottenere l’integrazione della retta. Di questo esistono atti documentali in mio possesso e che mostrerò al Giudice qualora volessero querelarmi per diffamazione, come fatto in passato per il caso di Ceglie Messapica.
Cosa fare? La risposta è semplice: ripetere il metodo Ceglie. Faremo tutto ciò che è necessario per ristabilire a questa incresciosa e ulteriore situazione. Diciamolo chiaramente, esattamente come hanno fatto i dipendenti con il loro striscione: “Vergogna. Dipendenti senza stipendio”.”