Preferenza di genere: sarà impugnabile il provvedimento del Prefetto Bellomo, per violazione del decreto legge / rassegna stampa

Preferenza di genere: sarà impugnabile il provvedimento del Prefetto Bellomo, per violazione del decreto legge, qualora non contenga l’inammissibilità delle liste che non rispettino il rapporto di genere 60/40 o un meccanismo di riduzione dei candidati così come avviene per i comuni. E quel ricorso, a tutela delle donne, lo potrei presentare io come cliente e avvocato.

Acqua e fogna a Brindisi, Amati: “Commissione approva mio emendamento per sottrarre centinaia di cittadini dall’emergenza igienico-sanitaria. Spero nel Consiglio di domani”

Domani il Consiglio regionale ha l’opportunità di dare acqua e fogna a centinaia di cittadini di Brindisi, che risiedono in quartieri con piano di recupero approvato e dotati delle reti idriche e fognarie. Per questo la I Commissione ha approvato oggi un mio emendamento, in grado di superare le inerzie burocratiche del Comune di Brindisi e mettere riparo a un’eclatante emergenza igienica, sanitaria e ambientale. Su questo argomento c’è poco da chiacchierare in politichese o con confronti e tavoli inutili, ma molto da fare con concretezza e nel rispetto delle leggi vigenti”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, che oggi ha presentato un emendamento approvato dalla I Commissione e relativo alle emergenze igienico-sanitarie-ambientali di molti quartieri di città pugliesi e in particolare di tre quartieri del Comune di Brindisi (Torre Rossa, Sant’Elia e Montenegro) oggetto di Piano di recupero.

Conosco perfettamente il caso di Brindisi – prosegue Amati –, ma sono informato anche sui tanti altri casi presenti in Puglia. Si tratta di quartieri dove si attendono solo gli allacci alle reti idriche e fognarie, nonostante un Piano di recupero approvato e in attesa della conclusione del procedimento comunale attuativo, una dotazione di reti idriche e fognarie collaudate e funzionanti e con tutte le strade con storico uso pubblico e comunque cedute al demanio comunale. Non sussiste, peraltro, nemmeno una preclusione sulla pericolosità idraulica di alcune piccole porzioni del territorio, poiché le norme tecniche di attuazione del PAI consentono gli interventi di allaccio alle reti anche in casi di pericolosità. Si tratta in sostanza di una norma che mette fine all’inerzia burocratica del Comune di Brindisi – conclude – e consente ad AQP di procedere agli allacci, sottraendo centinaia di cittadini da uno stato d’emergenza insopportabile”.

Acqua ex Ilva, Amati: “Offro a sottosegretario Turco collaborazione. C’è solo da fare e non da polemizzare”

“Il sottosegretario Mario Turco e il Governo possono contare sulla mia collaborazione politica e tecnica per realizzare il programma di sostituzione delle acque del Sinni con quelle ultra-affinate del Gennarini-Bellavista. La questione riguarda il risparmio idrico, l’entrata in esercizio della diga Pappadai, e quindi l’approvvigionamento idrico e irriguo delle province di Brindisi, Lecce e Taranto. Una grande iniziativa che non può finire nell’elenco delle incompiute”.

Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio, con riferimento al botta e risposta con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Mario Turco. Lo scambio di dichiarazioni si riferisce all’esito dell’ultima riunione Cis di Taranto e in particolare sul programma di utilizzo delle acque ultra-affinate degli impianti Gennarini-Bellavista al servizio delle necessità industriali solo stabilimento ex Ilva.

Le acque del Sinni sono così preziose che non possono continuare a essere utilizzate per scopi industriali – prosegue Amati –, soprattutto se l’alternativa per il processo produttivo è a portata di mano. Il sottosegretario ha riferito che il programma è ritenuto irrealizzabile dai commissari Ilva e da ArcelorMittal. Sono disponibile ad aiutare Turco nell’opera di smentita alla luce degli atti tecnici già in possesso degli enti pubblici interessati e di alcuni progetti tecnici in possesso della gestione commissariale. Devo dire che anche quando varammo l’idea i giudizi della proprietà Ilva, nelle persone dei Riva e dei loro ambasciatori, si mantennero sulla irrealizzabilità. Infondatamente e strumentalmente. Cerchiamo di evitare, dunque, che la storia si ripeta, perché l’acqua del Sinni, la piena funzionalità della diga Pappadai, il riuso dei reflui e la siccità sono gli argomenti di una visione non fondata sul potere ma sui fatti. Cioè – conclude – l’unico luogo dove si produce il futuro”.

 

Acqua a ex Ilva, Amati: “Sottosegretario Turco dice una balla clamorosa. L’acqua affinata si può usare”

Acque reflue ex Ilva: questione grandiosa che riguarda la tutela dell’ambiente e l’approvvigionamento idrico e irriguo delle province di Brindisi, Lecce e Taranto

 

È una balla clamorosa che le acque ultra-affinate non siano idonee alle esigenze industriali dell’ex Ilva. La questione è grandiosa e riguarda la tutela dell’ambiente e l’approvvigionamento idrico e irriguo delle province di Brindisi, Lecce e Taranto.

Si tratta di risparmiare le acque del Sinni che attualmente vengono utilizzate per scopi industriali nell’ex Ilva, per poi convogliarle nell’invaso Pappadai e destinarle alle esigenze irrigue e potabili di milioni di persone. Il progetto, oggetto di prescrizione Aia, prevede di sostituire le acque del Sinni con quelle ultra-affinate dei depuratori Gennarini-Bellavista.

Si tratterebbe di utilizzare acque rese quasi potabili dal processo di ultra-affinamento risparmiando risorsa idrica da destinare agli usi umani ed evitando di buttare in mare i reflui. Insomma, i migliori trattamenti di tutela ambientale, riuso e risparmio idrico.

 

 

Acqua a ex Ilva, Amati: “Sottosegretario Turco dice una balla clamorosa. L’acqua affinata si può usare”

“È una balla clamorosa che le acque ultra-affinate non siano idonee alle esigenze industriali dell’ex Ilva. Sono costretto a dirlo perché quella decisione, tecnicamente approfondita dai dirigenti del Ministero dell’ambiente, della Regione, dell’Autorità di bacino e di Aqp, mi costò una battaglia quasi solitaria contro la riluttanza dei Riva e dei loro rappresentanti. Abbandonarla ora senza ragioni significherebbe un ritorno a quei tempi bui, in cui i dirigenti Ilva dettavano legge”.

Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio, con riferimento alle dichiarazioni rilasciate ieri dal sottosegretario Mario Turco.

“La questione è grandiosa e riguarda la tutela dell’ambiente e l’approvigionamento idrico e irriguo delle province di Brindisi, Lecce e Taranto. Non si può perciò far passare sotto silenzio questa notizia, oppure relegarla nei fatti di cronaca della città di Taranto”, prosegue Amati.

Si tratta – spiega – di risparmiare le acque del Sinni, che attualmente vengono utilizzate per scopi industriali nell’ex Ilva, per poi convogliarle nell’invaso Papadai e destinarle alle esigenze irrigue e potabili di milioni di persone. Il progetto, oggetto di prescrizione Aia, prevede di sostituire le acque del Sinni con quelle ultra-affinate dei depuratori Gennarini-Bellavista. Il progetto di ultra-affinamento, che va ben aldilà del dm 185 del 2003 (e non 183, come dice Turco), produce acque addirittura più idonee agli scopi industriali, da immettere nei circuiti di raffreddamento (o altri usi) dello stabilimento”.

“L’ex Ilva, infatti, utilizza – sostiene ancora Amati – le acque del Sinni tal quali e perciò con impurità granulometriche ben maggiori delle acque ultra-affinate, perché la preventiva decantazione all’interno del lago non riesce a garantire l’eliminazione di residui biologici o chimico-fisici. In buona sostanza, si tratterebbe di utilizzare acque rese quasi potabili dal processo di ultra-affinamento, risparmiando risorsa idrica da destinare agli usi umani ed evitando di buttare in mare i reflui. Insomma, i migliori trattamenti di tutela ambientale, riuso e risparmio idrico. Mi piacerebbe peraltro conoscere – conclude – la corrispondenza con cui AM ha fatto presente la sua volontà di disattendere l’Aia, e in particolare le questioni tecniche che sottendono tale decisione. Non vorrei – conclude – fossero le stesse utilizzate da Girolamo Archinà, quando decise di abbandonare un lungo e acceso confronto sulla stessa questione, con il seguente parere tecnico: noi siamo noi e voi non siete nessuno”.

Amati, Blasi, Liviano e Pentassuglia: “Mancanza del numero legale colpisce studenti, produttori, edilizia e agricoltura, e mette un tappo su parità genere e Costa Ripagnola”

Si possono usare tutte le giustificazioni che si vogliono, ma un fatto è certo: oggi è mancato il numero legale e non abbiamo potuto approvare le leggi in favore degli studenti fuori sede per assicurare il loro diritto alla studio, sul ripopolamento della fauna per necessità ambientali, sul sostegno al settore lattiero-caseario per evitare l’impugnazione del governo nazionale, sul recupero dei sottotetti per evitare consumo di suolo e sull’agricoltura di precisione per stare al passo con i tempi”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Gianni Liviano e Donato Pentassuglia, commentando i lavori del Consiglio regionale odierno.

“In cinque anni abbiamo sempre assicurato la presenza in aula, anche quando eravamo in dissenso, per garantire lo svolgimento dei lavori e produrre iniziative per migliorare la qualità della vita di persone in carne e ossa. La stessa cosa avremmo desiderato oggi, magari evitando eccessi di politicizzazione o iniziative legislative controverse. E questo per non buttare, come si dice, il bambino con l’acqua sporca. Leali a questa regola di condotta e pure per dare l’esempio, il collega Blasi ha ritirato – per non pregiudicare tutto il lavoro compiuto e considerato che si trattava di un’iniziativa consiliare e non di un disegno di legge del governo – un emendamento che non trovava consenso unanime tra le file della opposizione e pure della maggioranza. La stessa cosa, cioè il ritiro di un altro emendamento controverso, non hanno fatto i colleghi dell’opposizione, determinando così la mancanza del numero legale”.

“Ora – proseguono i Consiglieri-, nessuno nega l’importanza o l’utilità degli emendamenti su cui abbiamo chiesto inascoltati lo spostamento su un altro provvedimento già all’ordine del giorno ma, a prescindere da ogni valutazione politica sui torti e le ragioni, la conseguenza sarà quella di creare migliaia di scontenti tra studenti, agricoltori, imprese edili, allevatori e cittadini sensibili alle ragioni ambientali. E il tutto – concludono – con la beffa finale: non ci potrà essere nessuna seduta del Consiglio regionale che non riparta dal punto su cui è mancato il numero legale, mettendo a rischio l’esame della riforma sulla preferenza di genere e l’istituzione del parco di Costa Ripagnola”.

Ospedale di comunità San Pancrazio Salentino, Amati: “Struttura nuovissima per potenziare assistenza territoriale. Manca solo autorizzazione della Regione”

“Come promesso qualche settimana fa, la ASL di Brindisi ha chiesto alla Regione l’autorizzazione ad attivare un nuovo Ospedale di comunità a San Pancrazio Salentino. La struttura, nuovissima e adeguata, offerta dall’amministrazione comunale per potenziare l’assistenza territoriale del distretto di Mesagne, potrebbe ospitare sino a 16 pazienti ed è facilmente adattabile alla nuova missione. Offrire nuove possibilità di cura e assistenza significa pure recuperare immobili e spendere bene i soldi dei contribuenti. Ora attendiamo l’autorizzazione”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

“La realizzazione di un Ospedale di comunità a San Pancrazio Salentino – da affiancare ai quattro già attivi a Fasano, Cisternino, Ceglie e Mesagne e a quello, già autorizzato e speriamo di prossima attivazione, del ‘Di Summa’ di Brindisi – permetterebbe di potenziare l’offerta territoriale nel sud della Provincia di Brindisi – aggiunge Amati –. Rappresenta, inoltre, una risposta concreta ed efficiente alla necessità di avere un numero ulteriore di posti letto per la gestione dei pazienti cronici sul territorio. Come si evince dalla relazione tecnico-epidemiologica presentata dalla ASL Brindisi, infatti, nei prossimi anni aumenterà il numero di persone che necessitano di assistenza per rimanere autonome in età avanzata, ma anche di quelle in buona salute. I numeri, poi, ci danno conferma del ruolo che l’assistenza territoriale riveste come più grande aiuto che si possa offrire ai malati e alle loro famiglie. I dati relativi all’ultima rilevazione illustrano tale stato di salute della popolazione brindisina: tra i soggetti intervistati con età maggiore di 64 anni, circa il 29% riferisce di soffrire di diabete, il 28,5% di patologie respiratorie, il 34% di malattia cardiaca e il 30% di altra patologia del cuore, il 39% di patologia cardiocerebrovascolare e il 15,8% è affetto da tumore. Il dato che fa maggiormente riflettere è quello relativo al numero di soggetti che dichiarano di avere una patologia cronica (35,40%) e quelli che dichiarano di essere affetti da due o più patologie croniche (36,76%)”.

“Questa novità per la sanità della Provincia di Brindisi è altresì un notevole alleggerimento delle strutture ospedaliere di I e II livello. Una volta ottenuta l’autorizzazione – conclude – si potrà procedere velocemente ad adattare l’immobile e ad avviare in tempi brevi il servizio”.

PTA di Fasano, Amati: “Come da programma, partiti oggi i lavori di ristrutturazione totale del blocco operatorio”

Si apre un altro cantiere. Nel PTA di Fasano, così come programmato e annunciato, sono cominciati nella giornata di oggi i lavori di completa ristrutturazione del blocco operatorio (comprensivo di 3 sale). Si tratta di un intervento necessario per effettuare con maggiore sicurezza le migliaia di prestazioni chirurgiche e ambulatoriali che ogni anno vengono erogate in questa struttura. Il completamento è previsto in tempi brevissimi, cioè entro Ferragosto”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

“I lavori di ristrutturazione rispondono alla necessità di modernizzazione e messa a norma del PTA di Fasano, per fronteggiare al massimo dell’efficienza le migliaia di prestazioni che ogni anno vengono effettuate. Un esempio di avanguardia e operatività, confermata dai dati riferiti all’anno 2019: più di 120 mila le prestazioni effettuate, tra Pronto Soccorso, Ospedale di Comunità, due sale operatorie e decine di ambulatori medici e chirurgici. E volendo entrare nello specifico, quasi 107 mila le prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (estratte dal CUP), con incrementi (rispetto all’anno precedente) nei comparti di oculistica, oncologia, chirurgia plastica, pediatria, fisiatria, ortopedia, emodialisi ed endocrinologia. A queste, si aggiungono le attività di cardiologia, chirurgia generale, dermatologia, gastroenterologia, medicina generale, medicina dello sport, neurologia, nefrologia, odontoiatria, ostetricia e ginecologia, otorino, psichiatria, radiologia, reumatologia e urologia. Insomma – prosegue Amati –, risultati raggiunti nelle diverse responsabilità grazie alla professionalità e all’impegno di medici e personale adibito nei vari e numerosi servizi, che sono esempio di sanità funzionante. Il PTA di Fasano è ormai un punto di riferimento per i bisogni di salute della comunità fasanese, ma anche per pazienti di altri comuni e province”.

Il cantiere avviato oggi – che rientra nel piano di lavori post Covid per rendere all’avanguardia l’assistenza territoriale nel distretto di Fasano-Cisternino-Ostuni – anticipa quello che partirà nelle prossime settimane con una più generale ristrutturazione dell’Umberto I, del valore di 7 milioni di euro. Un pensiero d’incoraggiamento – conclude – va al direttore dei lavori, all’impresa, ai tecnici e agli operai di questo nuovo cantiere inaugurato nel rispetto di ogni previsione”.

 

Conservatorio di Musica “Nino Rota” di Monopoli, da lunedì 15 giugno ripartono didattica ed esami in presenza

Riprenderanno lunedì 15 giugno le attività musicali e di studio del Conservatorio di Musica “Nino Rota” di Monopoli. Sarà quindi consentito agli studenti di poter tornare in aula per seguire le lezioni e prepararsi adeguatamente a sostenere gli esami (per specifiche tipologie di Corsi) nelle prossime sessioni. Già a partire dallo scorso 5 giugno è stato consentito a determinate categorie di studenti lo svolgimento di esami in presenza in sede, nel rispetto di un calendario che ha previsto modalità in presenza, mista e online. Contestualmente, è stata predisposta la possibilità di riprendere l’attività didattica svolgendo lezioni in presenza – in maniera volontaria – sia per i docenti che per gli studenti fino al 31 luglio. Il personale amministrativo, per tutta la durata dell’emergenza epidemiologica (prevista, attualmente, fino al 31 luglio 2020), alternerà lavoro in presenza in sede d’ufficio e lavoro agile, secondo le indicazioni del Direttore amministrativo. A partire dal 15 giugno e fino al 31 luglio, il personale coadiutore eseguirà la prestazione lavorativa dal lunedì al venerdì e/o al sabato, se è prevista attività, secondo le esigenze dello svolgimento dell’attività didattica e degli esami, secondo la doppia turnazione ordinaria, fermo restando specifiche esigenze. Tutti i protocolli adottati sono pubblicati sul sito web del Conservatorio.

 

“La riapertura sarà possibile grazie ai protocolli per la prevenzione del contagio adottati, concordati con l’RSPP e il Medico del lavoro, con il quale abbiamo stipulato apposita convenzione, che consentiranno i massimi livelli di sicurezza possibili; a tal fine il Conservatorio si è anche fornito di tutti i dispositivi di protezione previsti dalle raccomandazioni INAIL – dichiarano il Presidente, Avv. Fabiano Amati, e il Direttore, M° Roberto De Leonardis –. È una riapertura parziale, graduale e che dovrà necessariamente tenere in considerazione che non sarà possibile usufruire pienamente di tutte le aule e di tutti gli spazi cui eravamo abituati; per il rispetto delle condizioni di sicurezza gran parte della nostra produzione artistica dovrà essere sacrificata (almeno fino a quando permarranno le disposizioni attuali) – proseguono. Dunque, sarà necessario un puntuale rispetto delle prescrizioni da parte di tutti coloro che accederanno all’Istituto e una precisa organizzazione degli ingressi, che saranno contingentati per garantire i corretti numeri di accesso giornalieri. Contiamo sulla consapevolezza delle complesse problematiche e sulla massima disponibilità in questo delicato momento della nostra Istituzione. Ai docenti e agli studenti tutti – concludono – i nostri migliori auspici di un proficuo e sereno lavoro”.

Una task force per ogni Asl per recuperare le prestazioni sanitarie arretrate / rassegna stampa

Sono migliaia (allo stato nemmeno contabilizzate con precisione) le prestazioni con classe di priorità breve, differita e programmata che attendono ancora di essere eseguite, a causa della sospensione Covid. A queste si aggiungono centinaia di prestazioni che si rendono necessarie ogni giorno. Per recuperare le migliaia di prestazioni sanitarie sospese serve una task force per ogni Asl, organizzata con le regole delle visite a pagamento intramoenia (Alpi), in attività 24 ore su 24 e composta di medici e personale sanitario entusiasti.

 

RassegnaStampa_7 Giugno 2020