Covid, Amati: “Tra poche ore chiusi centri di Fasano e Cisternino. Riaprono gli Ospedali di comunità e PTA”

“Ancora poche ore e saranno dimessi gli ultimi pazienti dei centri Covid per post acuti di Fasano e Cisternino. Da quel momento scatteranno l’isolamento fiduciario del personale, l’adeguamento rapido e già programmato della nuova struttura di Cisternino, la riattivazione degli Ospedali di comunità e dei PTA per tutti i tipi di prestazioni”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

“È stato un periodo di grande impegno e di risultati nemmeno immaginabili per tempistica e utilità. Basti pensare all’allestimento a tempi record del centro di Cisternino, recuperando peraltro una struttura nuova e inutilizzata. Nessuna profezia di sventura annunciata dagli speculatori politici si è avverata. Non si è avverata – prosegue – l’ipotesi illogica e pure disumana del centro Covid quale strumento di contagio di massa; non si è avverata la sciocchezza ‘acchiappa-paure’ dei centri Covid come luoghi di ‘deportazione’ dei malati di ogni dove; non si avvereranno le istigazioni al campanilismo, alimentando sentimenti di contrasto tra le diverse comunità cittadine. Le uniche cose che, invece, si sono avverate riguardano il grande e generoso impegno messo in atto da decine di persone per fare cose utili e belle, sopportando il rischio di contagio nelle ore più buie e tenendo a memoria il senso del dovere e dell’umanità”.

“E allora – aggiunge infine Amati – un grande ringraziamento al personale dei due centri. Per il centro di Fasano: grazie ai medici Dino Arnese, Francesco Loliva, Francesco Mileti, Giuseppe Pace e Francesca Calò; agli infermieri Donato Palmisano, Laura Latartara, Rosa Lombardo, Antonia Pinto, Giuseppina Raia, Roberta Giannuzzi e Andrea Ardone; agli Oss Vito Loconte, Maria Calianno, Maria Giuseppina Lanera e Lidia Conteduca; agli ausiliari Maria Renna, Anna Robusto, Maria Pinto, Rosa Cavallo, Marinella Sabino, Loredana Latartara, Maria Lomascolo, Anna Laviola, Angela Ferrara, Tea Lapadula e Antonella Schiavone.
Per il centro di Cisternino: grazie ai medici Lello Di Bari, Alberto Mavilio, Riccardo Mazzara, Pietro Melodia, Giuseppina Ragno, Marco Sardella; agli infermieri Giovanna Epifani, Maria Teresa Camposeo, Maria Concetta Mignolo, Angelica Natoli, Angela Semeraro, Maria Semeraro 1, Maria Semeraro 2, Maria Semeraro 3; agli Oss Francesca Convertini, Saveria Delvecchio, Maria Antonietta Loparco, Maria Luigia Minardi, Felicia Punzi, Sabina Spadavecchia; agli ausiliari Filomena De Cantis, Angela Mignolo, Grazia Semeraro, Maria Siliberti, Anna Simeone, Francesco Soleti, Gianfranco Vinale”.

Nuovo ospedale di Taranto: si nomini un commissario, si revochi la gara in corso e si pubblichi un nuovo bando. Non si può più attendere nemmeno una settimana / rassegna stampa

Taranto: nuova battuta di arresto per l’avvio dei lavori di costruzione del nuovo ospedale San Cataldo, su decisione del Consiglio di Stato. Chi tiene davvero a risolvere i problemi di questa città, non può far finta di non sapere che il suo più grave problema è l’assenza di un ospedale come Dio comanda. Pertanto, mi sembra che la soluzioni sia la nomina di un commissario, la revoca della gara in corso e la pubblicazione di un nuovo bando. Non si può più attendere nemmeno una settimana. A meno che Invitalia, delegata dalla Asl di Taranto a svolgere la funzione di stazione appaltante, non pensi di poter aggiudicare la gara immediatamente e sulla base della sentenza non definitiva del Consiglio di Stato.

Ostuni: la diatriba Comune-Asl torna oggi dinanzi al Tar; i lavori di ristrutturazione del reparto di chirurgia si sono conclusi con anticipo rispetto al cronoprogramma, ben oltre le carte bollate e le polemiche. Resta da attendere la conclusione dei lavori nel reparto di ortopedia.

PDF >> RassegnaStampa_27Maggio2020

 

 

Consorzi, le clientele fermano il passaggio ad Aqp / Intervista su Corriere del Mezzogiorno di oggi

Corriere del Mezzogiorno Puglia di venerdì 22 maggio 2020, pagina 5

Intervista a Fabiano Amati – «Consorzi, le clientele fermano il passaggio ad Aqp»

Amati (Pd): «Un continuo spreco di denaro, la Regione paga 12 milioni all’anno senza alcun rilancio»

di Fatiguso Vito

BARI «Sia chiaro: la vicenda giudiziaria di Ninni Borzillo farà il suo corso. Faccio una riflessione politica e amministrativa. I consorzi di bonifica continuano a rappresentare un costo esorbitante per la comunità pugliese. Eppure, basterebbe farli confluire in Acquedotto Pugliese; lo prevede una legge che non viene applicata».

Fabiano Amati, presidente della commissione Bilancio (esponente del Pd), torna a chiedere che si faccia chiarezza. I consorzi commissariati sono diventati un ricettacolo di interessi e spesso luoghi dove il servizio, ovvero l’erogazione dell’acqua agli agricoltori, passa in secondo piano. Ogni anno dal bilancio regionale fuoriescono milioni di euro per consentire alle strutture di poter andare avanti nonostante il servizio preveda l’erogazione dell’acqua a fronte del pagamento di una tariffa.

Amati, l’indagine su Borzillo è una delle tante vicende che andrà chiarita in sede giudiziaria. Ma il problema politico è il solito: come risolvere una volta per tutte la crisi dei consorzi di bonifica?

«La soluzione è sempre la stessa e ogni volta che viene proposta scattano interessi trasversali che bloccano gli eventi: far confluire i consorzi in Acquedotto Pugliese».

Che vantaggi produrrebbe?

«Intanto per il funzionamento dei consorzi commissariati la Regione paga ogni anno dai 10 ai 12 milioni. Poi lo stesso Acquedotto Pugliese riconosce i costi di approvvigionamento delle risorse idriche dagli invasi di competenza dei consorzi. Infine, sono iscritti nel bilancio della Regione residui attivi per oltre 100 milioni. Sono cifre che i consorzi non restituiranno mai».

E dal punto di vista operativo?

«L’Acquedotto è specializzato nella distribuzione idrica e potrebbe migliorare la capillarità della rete diretta ai campi. Ma c’è altro».

Dica pure.

«In un periodo dove l’acqua è sempre più una risorsa indispensabile e preziosa c’è da lavorare per trovare fonti alternative. E sicuramente Acquedotto ha a disposizione i reflui trattati dai depuratori. La gran parte di tale risorsa viene dispersa nell’ambiente mentre potrebbe essere usata per l’agricoltura. Il problema? La rete è gestita da soggetti diversi, quindi riunire il servizio di distribuzione in un unico operatore significa creare valore».

I vantaggi sembrerebbero evidenti. Perché il progetto non decolla? Lo stesso Michele Emiliano aveva parlato di soluzione positiva.

«Non parlo di progetto, ma di legge regionale che non viene applicata. Lo prevede una norma del febbraio 2017. Purtroppo, la realtà si scontra con interessi contrapposti. Anche Emiliano su questo tema ha rallentato. C’è il “problema” del personale. La gran parte è inquadrata con contratto di dirigente e quadro. Le figure operative, invece, sono soprattutto lavoratori a tempo determinato. Passare ad Acquedotto Pugliese significherebbe ridurre questi livelli retributivi troppo elevati. Anche questo è un motivo che blocca la riforma».

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Intervista-CorriereMezzogiorno

 

Ospedale Ostuni: i lavori possono andare avanti, lo conferma il TAR / rassegna stampa

 

Ospedale di Ostuni: il TAR di Lecce ha sospeso l’ordinanza del Sindaco di Ostuni, dando così ragione alla ASL.Ora avanti tutta con i lavori di ristrutturazione dei reparti di chirurgia e ortopedia. Chiedo a tutti di sospendere i furori polemici, di collaborare con i più opportuni incoraggiamenti e di abbandonare le affollate sale della speculazione politica per entrare in quelle poche frequentate dei fatti concreti.

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Rassegna Stampa_8 maggio 2020

Covid-19, Amati, Blasi, Liviano, Mennea, Pentassuglia: “Stanziati 10 milioni per persone in estrema fragilità. Ci spiace astensione di chi si dice di sinistra”

I 10 milioni circa per le famiglie in difficoltà sono finalmente una certezza. Sono stati stanziati quest’oggi dal Consiglio regionale, con l’approvazione della nostra proposta di legge ‘Misure straordinarie per fronteggiare le conseguenze socio-economiche derivanti dalla pandemia Covid-19’. Questo contributo finanziario sarà erogato attraverso i comuni e concretizza l’azione della Puglia solidale. Ringraziamo tutti i colleghi per aver votato pensando al bene di chi è in difficoltà: ci spiace per il voto di astensione di colleghi che parlano sempre con esuberanza di sinistra tranne quando bisogna andare incontro alle persone fragili”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Ruggiero Mennea, Donato Pentassuglia, e Gianni Liviano, presentatori della PDL ‘Misure straordinarie per fronteggiare le conseguenze socio-economiche derivanti dalla pandemia Covid-19’ approvata nella seduta del Consiglio regionale di oggi.
La proposta di legge era stata sottoscritta anche dai colleghi Vincenzo Colonna, Giuseppe Longo e Mauro Vizzino.

“Come ormai noto, la dichiarazione di pandemia da Coronavirus e i conseguenti provvedimenti di contenimento sociale suggeriti dal mondo scientifico, quale unica possibilità di riduzione nel tempo del numero di contagiati, ha fatto emergere numerosi problemi di ordine economico e sociale. Per fronteggiarli le Amministrazioni pubbliche, in particolare quella statale, hanno adottato o stanno adottando provvedimenti contenenti misure di sostegno per diverse categorie professionali. Tuttavia, proprio in virtù della dimensione del fenomeno e dell’entità sempre crescente del fabbisogno economico, risultavano parzialmente o per nulla considerate alcune categorie. Pertanto, al fine di assicurare dignitose condizioni di sopravvivenza agli ‘invisibili’, soggetti o nuclei familiari con particolari fragilità sociali, privi di qualunque forma di assistenza economica in corso di erogazione, lavoratori autonomi risultati privi di qualsiasi reddito a causa della pandemia da Covid-19 (e non destinatari di misure di sostegno previste dalla normativa statale), abbiamo proposto un contributo pari a euro 9.473.693,21 da erogare ai Comuni per una gestione più rapida ed efficiente, in proporzione al numero di abitanti. La legge, approvata nella giornata di oggi, permette quindi di soccorrere le persone che se la stanno passando peggio. È auspicabile – proseguono ancora – che nel corso delle prossime settimane possa essere ulteriormente ampliata la quantità di risorse a disposizione, stante l’estrema necessità di corrispondere a esigenze sempre crescenti”.

Cisternino, Amati: “Al Centro Covid i primi quattro pazienti. Professionalità e umanità portano sempre efficienza”

Sono arrivati questa mattina al Centro Covid di Cisternino i primi due pazienti e nel pomeriggio ne sono attesi altri due. L’impegno professionale e l’umanità sono la spinta per ottenere risultati, per fare bene e in fretta sotto il faro dell’efficienza”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, commentando l’arrivo dei pazienti nel Centro Covid di Cisternino.

“La struttura nuovissima, allestita in tempi record (soltanto 12 giorni) per Covid post acuti, accoglie da oggi i primi pazienti. È il frutto del lavoro e della passione di tante persone, che sono riuscite a trasformare un immobile inutilizzato in un luogo di cura, speranza e futuro. Pertanto, il mio ringraziamento di cuore va ai medici, agli infermieri, agli operatori socio-sanitari, agli ausiliari, al personale addetto alla sanificazione, che con disponibilità e spirito di dedizione hanno accolto questo grande impegno professionale. Ippocrate per loro non è un’immagine antichissima da incorniciare o un nome da citare per retorica” – aggiunge Amati.

 

“Vorrei ancora ricordare che questa struttura è nata da una situazione d’emergenza, per rispondere a un’esigenza attuale di sicurezza e protezione, ma resterà in funzione anche in futuro, per l’attività ordinaria di Ospedale di comunità e Punto territoriale di assistenza. E il merito va sicuramente attribuito a una virtuosa collaborazione tra Regione Puglia, Comune di Cisternino, Asl Brindisi e numerose altre autorità o aziende”.

 

Piano casa, Amati e Pentassuglia: “Non solo il virus. Ora una legge 5 Stelle-Lega ammazza l’edilizia pugliese. Lo ha deciso la Corte Costituzionale”

“Non bastava il virus. Ecco una nuova tegola sulla testa dell’economia pugliese, già ampiamente distrutta. La legge che doveva sbloccare i cantieri, approvata da Lega e 5 Stelle nel giugno 2019, di fatto ha chiuso i cantieri edilizi pugliesi, uccidendo l’edilizia. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, dichiarando incostituzionale – per incompatibilità con l’art. 5, comma 1, lettera b) dello sblocca cantieri – la norma pugliese del Piano casa che consentiva la diversa dislocazione dei volumi demoliti e ricostruiti. Ci appelliamo ora ai parlamentari pugliesi di buona volontà per correggere questa stortura”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, presidenti delle Commissioni regionali Bilancio e Attività produttive, commentando la Sentenza della Corte Costituzionale n.70 dell’11.02.2020 (pronuncia_70_2020), depositata il 24.04.2020.

“In questi ultimi anni, noi abbiamo fatto di tutto per tenere in piedi uno dei più importanti settori produttivi della regione, tra mille polemiche e ostilità. Ora la questione non è più nella nostra disponibilità, perché una norma statale del giugno 2019, approvata dai partiti di Salvini e Di Maio, ha previsto che gli interventi di demolizione e ricostruzione devono coincidere con l’area di sedime e con il volume dell’edificio ricostruito con quello demolito. E per questo la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la norma pugliese che consentiva, invece, la diversa dislocazione plano-volumetrica negli interventi di demolizione e ricostruzione in base al Piano casa. Pur non condividendo la sentenza della Corte Costituzionale, perché non ci pare possibile applicare una disciplina ordinaria per cancellare gli effetti di uno strumento straordinario previsto dallo stesso legislatore statale – proseguono i consiglieri Amati e Pentassuglia –, dobbiamo prendere atto che il decreto Salvini/Di Maio, nato sulla carta per sbloccare i cantieri, si è rivelato uno straordinario blocca cantieri e un killer di un settore ad altissima densità di posti di lavoro”.

“A questo punto, il Consiglio regionale non può fare più nulla ed esortiamo – dunque – l’Associazione costruttori, i sindacati e gli ordini professionali a incalzare il Governo nazionale, i ministri e i parlamentari pugliesi, così da approvare la correzione urgente della norma statale in uno dei provvedimenti sul Coronavirus. Diversamente – concludono –, avremo detto addio a migliaia di posti di lavoro e quindi alla speranza che in futuro possa andare tutto bene”.

 

 

Un taglio feroce alle lungaggini solo così non moriremo di fame / intervista su Corriere del Mezzogiorno di oggi

Corriere del Mezzogiorno Puglia e Matera di domenica 26 aprile 2020, pagina 3

«Un taglio feroce alle lungaggini solo così non moriremo di fame»

Il pd Amati ha lanciato da settimane una crociata per procedure più rapide. «Con i tempi della Ue chissà quando vedremo i 450 milioni per le imprese»

di Strippoli Francesco

 

«Bisogna sfregiare la burocrazia se non si vuole morire di fame». Fabiano Amati (Pd), presidente della commissione Bilancio in Regione, dice di voler incarnare il ruolo del «suggeritore». Significa che, in tempi di necessaria coesione politica, preferisce dare consigli senza polemizzare con alcuno.

Veniamo al punto. Cosa c’è che non funziona?

«Siamo gravati dalla burocrazia, autentico carnefice delle persone. Sembra che ogni “procedimento” non sia un’attività per procedere, come dice la parola, ma per rallentare. Sa come si chiama»?

Dica lei.

«È la legge di Parkinson: più tempo hai, più tempo spenderai. La burocrazia ha la tendenza ad allargare, a prendere tempo. L’ha teorizzato il capo della burocrazia inglese, Parkinson, a metà del Novecento. E il nostro dramma. Non sembri una cosa lontana. Vale pure per i 450 milioni, di risorse Ue e fondi Fsc, che la Regione ha stanziato per contrastare la crisi».

Cosa teme?

«Diceva Parkinson: ciò che può fare un burocrate lo fanno in dieci. Sono passaggi di carte. Ergo, ciò che si può avere in un mese, arriverà tra dieci. E il vero dramma della Ue: è diventata la somma della burocrazia di tutti gli Stati membri. Si veda il recente parere espresso dalla Corte dei conti europea sulla decisione della Commissione di spendere contro la crisi tutti i fondi strutturali e per investimento (quindi anche quelli destinati al Sud)».

Che dice il parere?

«Innanzi tutto la Commissione dice che si possono spendere al 100% i fondi di cui ho detto, senza le condizioni ordinariamente obbligatorie: cofinanziamento nazionale e destinazione di quote prefissate a ricerca e clima. Inoltre si possono trasferire i fondi da un programma all’altro e da una Regione all’altra».

Lo richiede l’emergenza.

«Senza dubbio: Bruxelles capisce che la crisi è gravissima e agisce di conseguenza. La Corte dei conti no, dice che così si indebolisce la rendicontazione (il controllo sulla spesa) e che i soldi vengono impiegati per materia che non mira alla sua funzione originaria, che è il riequilibrio tra Regioni dell’Europa. E come se ignorasse la gravità della crisi».

Incide sui 450 milioni?

«In modo spaventoso. Immagini cosa vorrà dire per i burocrati italiani e brussellesi che devono firmare le carte. Si faranno paralizzare da quel parere».

Come si risolve la questione?

«Ci vuole una fortissima volontà politica: regionale, nazionale, europea. Invece che discutere Mes sì/Mes no Eurobond si/Recovery fund no (tanto ogni euro arriva dai contribuenti lo stesso) occorre sfregiare la burocrazia».

In concreto?

«Si dovrebbe dire agli Stati: siate tranquilli e spendete, perché oggi l’unica vera necessità è spendere. Altrimenti moriremo per fame o affogati tra le carte».

I balneari si lamentano per i 24 adempimenti cui sono sottoposti per alzare gli ombrelloni.

«Conosco la vicenda. In quel caso è stato imposto un aggravamento delle procedure sanitarie, ovvio in questo periodo. Ma proprio per questo andava alleggerito il carico su altro genere di adempimenti, quelli demaniali. Per esempio, il meccanismo di smontare in inverno ciò che è in piedi per l’estate. Il dibattito è noto. Ecco: in questo caso, avrei alleggerito il carico ordinario degli adempimenti per dare più spazio agli obblighi sanitari».

Emiliano, alle sue rimostranze, dice che la Puglia è burocrazia zero. Caso mai è il codice degli appalti il vero problema e non dipende dalla Regione.

«Il peso burocratico non è nel codice degli appalti ma nelle lungaggini dei procedimenti amministrativi. La Regione può fare molto, altro che. Quattro anni fa proposi una legge per creare un organismo per accelerare la spesa dei fondi Ue. Era definito Pav, nel testo, Puglia azioni veloci. Serviva a mettere sotto una unica responsabilità la spesa. Non tanto Emiliano, ma la burocrazia regionale ha ostacolato la proposta. Che infatti è finita nel nulla. In commissione, un giorno, abbiamo ascoltato tutti i responsabili della spesa Ue in Regione. Ci sono sei centri di responsabilità».

E allora? Che vuol dire?

«È la legge di Parkinson. Più tempo hai, più tempo vuoi».

 

La vicenda • Secondo i dati diffusi dalla Cgia di Mestre le imprese pugliesi sono soffocate dalla burocrazia che «pesa» 2,5 miliardi di euro. Gli imprenditori pugliesi sono pronti a rimettersi in gioco per avviare la ripresa economica ma chiedono meno vincoli e prescrizioni legate alla burocrazia

Lo sfregio • Altro che dibattito sul Mes e gli eurobond, che poi paghiamo lo stesso: occorre uno sfregio alle procedure: Bari, Roma e Bruxelles si muovano

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Intervista_Corriere 26 Aprile 2020

 

Covid, Amati: “Ho visto con i miei occhi. Gli ospedali di Brindisi sono in sicurezza. Basta soffiare su paure”

“L’ho visto con i miei occhi e penso sia giusto smetterla con le polemiche. Il ‘Perrino’ e tutti gli ospedali della provincia di Brindisi sono sicuri, grazie all’attività scrupolosa e attenta del personale sanitario e tecnico-amministrativo. L’esposizione al rischio contagio da Covid-19 nelle strutture sanitarie è uguale in tutti i paesi del mondo. Perciò, soffiare sulle paure delle persone, per motivi più o meno riferibili, danneggia gli stessi malati che rinunciano a sottoporsi a cure essenziali aggravando le proprie condizioni, e in più getta discredito sulle eccellenti capacità del personale”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, a conclusione di un sopralluogo svoltosi questa mattina presso l’ospedale ‘Perrino’ di Brindisi.

“Chi ha bisogno di cure può tranquillamente rivolgersi alle strutture sanitarie della provincia di Brindisi – ribadisce Amati –. Tutto il personale è ampiamente impegnato ad assicurare le più puntuali condizioni di sicurezza. L’esposizione al rischio di contagio è strettamente legata al rispetto delle procedure e non ai rumorosi comunicati stampa da posizionamento politico o sindacale. Ringrazio ovviamente il personale e le organizzazioni sindacali responsabili – conclude –, la maggior parte, che in questa fase difficile stanno dosando al meglio le giuste critiche per migliorare e il duro lavoro per collaborare”.

Puglia verso la Fase 2: positiva la Commissione di ieri, ma bisogna sfregiare la burocrazia / rassegna stampa

 

Puglia verso la Fase 2: la Commissione congiunta di ieri è stata una riunione molto positiva con una connessione tra economia ed epidemia. Tutte le risorse possibili e immaginabili sono benvenute, ma bisogna sfregiare la burocrazia, consentendo ai cittadini di accedere alle risorse con un clic, con un clic deve essere possibile avere un parere, un’autorizzazione o un nullaosta. Sugli scenari futuri sarà essenziale la sinergia tra le valutazioni epidemiologiche e gli orientamenti per la ripartenza economica.

Ospedale Ostuni: in poche settimane riapriranno le unità operative di chirurgia e ortopedia. Per far rivivere questi servizi, salvaguardare la salute e le persone, è urgente procedere alla ristrutturazione degli ambienti, tacitando ogni forma di polemica o inutile contrapposizione.

Rassegna Stampa_22 Aprile 2020