Ex Ilva, Amati: “Non conosco fan dei tumori. È insopportabile l’uso della malattia per avere ragione, perché siamo tutti orfani di malati”

Siccome siamo tutti orfani di malati di tumore, trovo insopportabile l’uso della malattia per imporre la propria ragione. È un atto di prepotenza, perché punta a incidere sull’emotività e sul dolore. Non conosco in Italia politici o persone con un minimo di senno che possano essere definiti fan dei tumori; conosco invece persone che ragionevolmente, e tra mille difficoltà, lavorano per attuare i Piani ambientali e così salvaguardare la salute dalle conseguenze inquinanti degli impianti industriali”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, commentando il dibattito sulla questione ex Ilva svoltosi ieri in Consiglio regionale.

“Nessuno di noi può accreditare la teoria per cui c’è chi agisce pensando ai morti di tumore e chi li ignora – prosegue Amati –. Per tutti la salute viene prima di ogni cosa e la sua tutela è assicurata proprio attuando i Piani ambientali, così come prevedono le leggi. Per questo motivo dobbiamo chiedere al Governo atti normativi urgenti per attuare il Piano ambientale, cioè salute, e conseguentemente difendere la fabbrica, il suo potenziale produttivo e l’indotto. La mozione presentata ieri da me e dal collega Sergio Blasi chiede proprio questo, e ricalca appieno il documento approvato a Bologna dall’assemblea nazionale del PD. Resto solo stupito – conclude – che quel documento, sottoscritto anche dal segretario regionale e sostenuto dal PD nazionale, trovi difficoltà a ottenere il sostegno del gruppo consiliare e della maggioranza di centrosinistra in Regione. E questo è per ora un mistero”.

Dai vaccini ai rifiuti, io diverso da Emiliano / Intervista di oggi su Corriere del Mezzogiorno

 

Da Corriere del Mezzogiorno Puglia e Matera di domenica 17 novembre 2019

Intervista a Fabiano Amati – Amati, la sfida e le idee «Dai vaccini ai rifiuti io diverso da Emiliano»

Amati lancia il suo programma «Primarie, ecco le soluzioni. Così allargherò la coalizione»

 

di Strippoli Francesco

L’INTERVISTA

Consigliere Amati, candidato alle primarie del centrosinistra, Arcelor Mittal sta spegnendo gli impianti di Taranto. Cosa pensa?

«Bisogna impedirlo a tutti i costi, anche con un decreto legge. E una scelta che riguarda il Paese: se il governo non dovesse farlo, scriverebbe la parola fine sulla propria esistenza in vita». E dopo aver impedito lo spegnimento? «Occorrerà procedere con l’applicazione del piano ambientale che è un fatto di salute. Per portare a termine quel piano occorre che ci sia qualcuno a realizzarlo: soggetto privato, pubblico, commissario, Arcelor. Chiunque fosse, dovrebbe avere la tutela legale e l’obbligo a realizzarlo, anche a prescindere dalla produzione. Detto ciò, non vedo molte azioni al riguardo».

Cosa non vede?

«Ci sono alcuni che possono compiere atti e non lo fanno: penso a Di Maio. O ai parlamentari che chiedono l’eliminazione della protezione legale. O al presidente Emiliano che non ha una posizione precisa e beccheggia. Anche qualora la fabbrica dovesse chiudere – e non è il mio auspicio – bisogna applicare il piano ambientale. Altrimenti Taranto diventerebbe una Bagnoli 2, anzi più esplosiva di quella, vista la dimensione. E dopo il piano ambientale procedere con un’altra cosa».

Ovvero?

«Delocalizzare gli abitanti del quartiere Tamburi, a ridosso della fabbrica, con un “bonus” per acquistare altrove la casa. Non sono tra quelli che dicono: va coniugata la salute con il lavoro. No, io dico prima la salute, con il Piano ambientale, e poi di rimbalzo il lavoro».

Hanno suscitato accese polemiche le sue parole sulla “sinistra champagne” che rifiuta il Piano casa come lei lo propone. Non poteva risparmiarsi l’espressione?

«L’ho usata perché c’era una manifestazione degli edili che chiedevano lavoro. “Sinistra champagne” non addita qualcuno, allude a un modo di pensare che è lontano anni luce dal popolo e che se ne frega delle angosce della gente e del piatto da mettere a tavola: il motivo per cui il centrosinistra perde. Abbiamo proposto di prorogare il Piano casa in scadenza e subito vari ambienti che si definiscono di sinistra si sono messi a criticare. Io scelgo di stare con gli edili e con quel progetto che serve a intervenire sugli immobili esistenti, senza consumare suolo».

Ma pure nelle aree industriali.

«Solo sugli immobili esistenti, senza consumare suolo e tutelando così l’ambiente. Per di più eliminando la discrezionalità dei funzionari pubblici perché l’intervento di ristrutturazione sarebbe un atto dovuto. Si elimina in radice ogni tentazione di corrompere e farsi corrompere».

A proposito di polemiche. Una delle sue concorrenti, Elena Gentile, l’ha definita “clone di Emiliano” per aver insinuato un patto tra lei stessa e il governatore.

«L’ho già detto, corro su Emiliano e non rispondo alle polemiche. Propongo di sospendere l’attività a pagamento dei medici per combattere le liste d’attesa; Emiliano la pensa diversamente. Sono per la linea dura sulla xylella per evitare l’espansione del contagio; Emiliano sul punto ha tentennato, a dir poco. Propongo gli impianti per trattare i rifiuti per non aver la monnezza per strada. Sono contro le discariche e contro i camion con cui Emiliano fa fare il tour d’Europa ai rifiuti pugliesi. Ho proposto un ente strumentale per accelerare la spesa dei fondi europei e il testo ha ricevuto il parere contrario del governo regionale: per questo giace in commissione. Potrei continuare».

Ha illustrato una specie di contro-programma: hanno ragione quelli che dicono che le primarie rischiano di minare l’unità della coalizione?

«Io mi sono candidato perché su molte questioni la penso diversamente da Emiliano. Ero assessore (tra il 2009 e il 2013) quando fu approvata la lista con 5 nuovi ospedali da costruire: ne è in costruzione solo uno. Voglio fare il presidente perché li voglio vedere tutti finiti in 5 anni. E per estendere la copertura vaccinale. E anche per portare acqua e fogna ovunque: qui la legge c’è, ma manca il regolamento della giunta. Mi candido perché su tante questioni ho maturato una visione diversa in termini di soluzioni possibili. Io penso che se non hai la soluzione — che piaccia o meno — tu sei parte del problema».

Qual è il leader politico che le piace di più? Zingaretti, Renzi, Salvini, Berlusconi?

«Come per la musica, non ho preferenze “singole”. Dipende, diciamo così, dai politici, dalle situazioni e dalle soluzioni che essi propongono ai problemi».

Lei è l’uomo politico pugliese più citato dal «Foglio». Cosa significa?

«Non saprei. Forse significa che il “Foglio” contesta Emiliano e sa che io propongo soluzioni diverse. Forse significa che se io vinco le primarie, la coalizione di centrosinistra diventa più larga di quella che è».

Più larga di quella di Emiliano?

«Sì, chi oggi sta fuori dal circuito delle primarie è Italia viva di Renzi e l’associazione Giusta causa che fa capo all’avvocato Laforgia. Sono due realtà politiche che a me interessano e coltivano idee che a me piacciono molto, in vista di una coalizione larga del centrosinistra».

È indispensabile che sia larga?

«Sì, perché l’aria per noi è politicamente amara. Solo se vinco io le primarie, la coalizione si allarga. Si allarga sulle idee, non sul posto concesso all’Acquedotto o all’Arpal. Emblematico di questo aspetto è il sostegno che mi è stato accordato dall’ex assessore Tommaso Fiore, maestro di amministrazione. Mi dice così: tu sei l’unico che prende posizione sul rapporto tra decisione politica e scienza. Fiore, Italia viva, Giusta causa dicono: prima le idee. Io gliele offro».

 

 

Qui il file dell’intervista: 

Intervista_CorriereMezzogiorno17nov2019

Ex Ilva, Amati: “Si può decidere la sorte di Taranto sui veti della Lezzi? Conte ascolti tutti i parlamentari e i consiglieri pugliesi”

Ma è mai possibile che l’attuazione del Piano ambientale a Taranto e la politica industriale italiana si possano fondare sui veti di Barbara Lezzi? Sarebbe il caso che Conte ascoltasse tutti i parlamentari e i consiglieri regionali pugliesi, e non un gruppetto di persone arrivate in Parlamento a loro insaputa. È ora che si esca dai silenzi imbarazzati, perché si ha l’impressione che in molti temano più la caduta del governo che la distruzione di Taranto”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

“Conte ha detto che il governo sarà giudicato per aver affossato Taranto e non per aver introdotto la protezione legale per attuare il Piano ambientale. Parole equilibrate e logiche che però non riescono a entrare nella mente di alcuni parlamentari pugliesi dei Cinquestelle. E mentre ciò accade, si nota una sequenza di silenzi imbarazzati, forse perché in tanti temono più la caduta del governo che la distruzione di Taranto – prosegue Amati –. Ma come si fa a non capire che pure la prova di forza con Mittal, per salvare Taranto e i crediti dell’indotto, passano dall’eliminazione del presupposto su cui si fonda tutta l’azione legale di risoluzione del contratto? L’atto di citazione di Mittal ruota attorno alla protezione legale e perciò l’ascolto dell’opinione di un gruppetto di politicanti inesperti, Lezzi & company, servirebbe solo per darla vinta all’azienda”.

“Il tutto condito dal fatto, e non mi stancherò mai di ripeterlo, che la protezione legale non è una scriminante, né un’immunità, né un salvacondotto e nemmeno un’affermazione d’impunità. Si tratta solo di una norma finanche ridondante, perché afferma solo ciò che è già scritto nell’articolo 27 della Costituzione a proposito di colpevolezza. Cioè che nessuno può essere condannato per eventi non prevedibili, non evitabili e non calcolabili. È mai possibile – conclude – che dobbiamo perdere in salute e lavoro per la sciatteria di un gruppetto di volubili parlamentari pugliesi Cinquestelle?”.

Spesa farmaceutica, Amati: “Lunedì in Commissione i casi Lucentis-Eylea-Avastin e vitamina D per sostenere lavoro uffici e per contrarre spesa”

I casi Lucentis-Eylea-Avastin e vitamina D dicono che c’è ampia materia per approfondire l’indagine sulla spesa farmaceutica e dare dunque sostegno all’encomiabile lavoro degli uffici regionali. Per questo ho convocato la Commissione bilancio per l’audizione, lunedì prossimo, dei dirigenti regionali”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, dando notizia della convocazione per lunedì 21 ottobre della I Commissione, con all’ordine del giorno l’audizione dei dirigenti regionali Vito Montanaro, Vito Bavaro e Paolo Stella su “Informativa in merito alla spesa farmaceutica ed eventuali iniziative di contrazione”.

“Limitandosi ai casi Lucentis-Eylea-Avastin e vitamina D – chiarisce Amati – ci sarebbe già un risparmio di 20 milioni, su un totale di spesa farmaceutica di 1.540 milioni. Infatti, i farmaci Lucentis-Eylea per la cura di due malattie oculari sono costati nel 2018 € 11.800.000, cioè quasi sette volte in più rispetto al meno costoso Avastin, di pari efficacia. La vitamine D, invece, è costata più di 23 milioni perché prescritta in fiale, cioè con un aggravio di 9 milioni rispetto alla prescrizione in gocce di pari efficacia”.

“Questi due casi sono emersi sulla base di un lavoro scrupoloso della struttura regionale competente sulle politiche del farmaco e suggeriscono la necessità di un sostegno politico fondato sulla più corretta informazione e diretto ad accertare tutti i casi problematici. A questo scopo – conclude –, mi pare che la riunione della Commissione possa servire a incoraggiare un lavoro di monitoraggio scrupoloso su tutte le fonti di spesa, per tirare fuori la nostra regione dall’elenco italiano dei primatisti spendaccioni”.

Amati: “Primarie aperte per candidare un elenco di soluzioni chiare e non un repertorio di noiosi “ma anche”

È il momento di candidare alle primarie un elenco di soluzioni nette e non un repertorio di noiosi “ma anche”, cioè parole al vento o rimedi che paiono accontentare tutti perché non decidono niente per nessuno. Servono proposte di soluzioni chiare per affrontare i problemi più importanti e controversi, attorno ai quali aggregare un ampio fronte critico pronto alla sfida. Se il confronto non si mantiene sulle soluzioni ai problemi, si finisce per dibattere su vanità, ripicche o rivincite, a tutto vantaggio di Emiliano e delle politiche che si criticano”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Le elezioni regionali non sono un congresso per definire tattiche politiche o esperimenti su nuove aggregazioni. Per questo si facciano primarie aperte, in tempi ragionevoli e senza regole per escludere o limitare la partecipazione. La politica è bella se si fanno le cose con linearità e poi vinca il migliore – prosegue Amati –. Allora, quali secondo me le soluzioni ai problemi su cui accendere il dibattito e se il caso scontrarsi? Chi è d’accordo, chi le contesta, chi ne ha altre migliori?

Liste d’attesa: uno dei rimedi è la sospensione dell’attività libero-professionale se i giorni d’attesa risultano notevolmente diversi tra attività istituzionale e a pagamento.
Xylella: linea dura sul contenimento del contagio, attraverso l’estirpazione delle piante infette e l’uso degli agrofarmaci per controllare l’insetto vettore.
Rifiuti: chiudere il ciclo con gli impianti di compostaggio e di riutilizzo di materie e materiali, nell’ambito dell’economia circolare, evitando discariche e “tour” della monnezza per l’Europa a bordo di camion a gasolio.
Consorzi di bonifica: loro soppressione, se fosse possibile. In ogni caso, trasferimento degli schemi idraulici ad AQP per evitare la produzione di debiti da mettere a carico dei cittadini.
Piano casa: nelle zone urbanizzate, consentire con permesso di costruire diretto i cambi di destinazione con aumento di volume, per prevenire consumo di suolo e corruzione e dare forza a un settore produttivo trainante.
Vaccinazioni: esecuzione puntuale degli obblighi di vaccinazione per bambini, personale sanitario e scolastico, per realizzare e affermare il massimo livello di prevenzione dalle malattie.
Case popolari: buono per acquisto casa agli aventi diritto e assegnazione degli alloggi in proprietà, per contribuire a realizzare con le politiche abitative un’efficace integrazione sociale.
Agricoltura: promozione dell’agricoltura di precisione e del genoma editing per migliorare la resa e ridurre il consumo di acqua e l’uso di agrofarmaci.
Sanità: completamento o avvio lavori per cinque nuovi ospedali, investimenti in ricerca e innovazione per ridurre i viaggi della speranza e diffusione della rete territoriale con PTA e Ospedali di comunità.
Cantieri: opere di mitigazione del rischio idrogeologico, adeguamento e messa in sicurezza delle grandi arterie stradali, per evitare incidenti e isolamento.
Turismo: sostegno all’industria del turismo di qualità con lidi, resort e campi da golf irrigati con acque reflue affinate, promozione del turismo rurale con cambi di destinazione autorizzati per meglio tutelare gli immobili e in base alle previsioni del PPTR.
Energia: sostegno a impianti di produzione da fonti rinnovabili e a infrastrutture per approvvigionamento gas.
Industria: sostegno all’innovazione per impianti industriali esistenti e utilizzo delle tecnologie per ridurre al massimo (certamente entro i parametri della legge) le emissioni inquinanti.
Cultura: investimenti in ricerca scientifica e istituzione di centri di ricerca, promozione degli attrattori culturali permanenti a gestione pubblico-privata.
Acqua e fogna: estensione delle reti idriche e fognarie all’esterno del perimetro del servizio idrico integrato e realizzazione di tutti gli impianti di depurazione con il recapito finale dei reflui secondo le indicazioni chiare delle leggi”.

“Chi è d’accordo? Chi è contrario? Queste – conclude – sono ipotesi di soluzione ai maggiori problemi, in grado di selezionare programmi e candidati nelle elezioni primarie, e che non ammettono l’uscita di sicurezza del “ma anche”. Cioè del non far nulla e lasciare i problemi così come si sono trovati”.

SS 16 Bari-Mola, C-Entra il futuro: “Avanti subito con il nuovo tracciato. Sicurezza e lavoro sono capisaldi”

SS 16 Bari-Mola, C-Entra il futuro: “Avanti subito con il nuovo tracciato. Sicurezza e lavoro sono capisaldi”
“Avanti subito con il nuovo tracciato della strada statale 16, nel tratto Bari-Mola. Sicurezza e lavoro sono i capisaldi dell’azione politica, e la soluzione progettuale proposta possiede questi requisiti e tiene in debito conto i valori ambientali”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea.
“Il nuovo tracciato della strada statale 16, nel tratto Bari-Mola, è un progetto già finanziato, ha valore regionale e non può essere valutato sulla base di istanze meramente locali.
Incidendo sulla spina dorsale della rete viaria pugliese, rappresenta il modo migliore di corrispondere alle necessità di sicurezza, in termini di tutela della vita umana, e lavoro, sia per quanto attiene alla fase di cantiere che per la crescita dei vari contesti produttivi. È insomma un intervento d’infrastrutturazione da cui deriva il più auspicato esito, cioè quello della civiltà che viene a trovarci – spiegano i sei Consiglieri-. Siamo ovviamente impegnati, come tutti, nel richiedere le migliori compatibilità del progetto con i beni ambientali e paesaggistici, e in questo senso riteniamo meritevoli della giusta attenzione tutti i rilievi delle amministrazioni locali direttamente interessate, all’unica condizione che non trascendano mai in veti ingiustificati. In questo senso ci pare che l’esperienza e la professionalità Anas possano essere considerate una garanzia”.
“Riteniamo inoltre meritevole di attenzione il fatto che alla dismissione dell’attuale tracciato potranno conseguire il risanamento e la valorizzazione a fini turistici di tutta l’area interessata. Per questo motivo – concludono -, approviamo l’attività dell’assessore Giannini e della Giunta regionale, e invitiamo tutti i colleghi consiglieri e i sindaci pugliesi, in particolare quelli del litorale Adriatico, a sostenere l’importante iniziativa progettuale”.

Xylella e monitoraggi, C-Entra il futuro: “Perché sono state sospese le attività? Xylella è un fatto concreto, non carte da compilare. Intervenga Emiliano”

Xylella e monitoraggi, C-Entra il futuro: “Perché sono state sospese le attività? Xylella è un fatto concreto, non carte da compilare. Intervenga Emiliano”

Nessuno riesce a spiegarci perché il monitoraggio sulla Xylella si è bloccato, dopo i primi quattro giorni di lavoro. Sarà che qualcuno si è rassegnato alla distruzione e, alla fine, ciò che interessa sono solo gli adempimenti burocratici, cioè mettere le carte a posto per evitare il procedimento d’infrazione? Chiediamo ancora una volta l’intervento risoluto del Presidente Emiliano”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea, con riferimento alle attività di monitoraggio nelle aree di contenimento e cuscinetto interessate dal batterio Xylella.

“Le attività di monitoraggio sulla diffusione del batterio, funzionali all’eventuale esecuzione delle previste misure di contrasto, erano cominciate nei giorni 5, 6, 7 e 8 agosto e poi inspiegabilmente sospese. Ad oggi, non riusciamo a capire i motivi della sospensione e nemmeno le modalità con cui si intende operare. Abbiamo l’impressione che la vicenda Xylella si stia ormai vivendo solo attorno agli adempimenti burocratici, cioè al mettere a posto le carte, e non ad evitare l’espansione del contagio. A riprova di ciò ci sono la ingiustificata sospensione del monitoraggio e i procedimenti di ispezione e campionamento.
Sulla sospensione, più che risposte alle nostre domande, cioè ulteriori parole, chiediamo un intervento risoluto del Presidente Emiliano, finalizzato a far ripartire le attività. Sulle modalità del monitoraggio avvertiamo, invece, qualche perplessità, su cui chiediamo un’urgente rimeditazione – proseguono i sei -. Innanzitutto: se vogliamo contrastare la Xylella e non mettere solo le carte a posto per evitare l’infrazione, ci pare essenziale dispiegare le maggiori energie nelle fasce cuscinetto e di contenimento, con modalità più o meno simili a quelle utilizzate per i precedenti monitoraggi, prima cioè che l’Unione Europea allentasse le regole operative”.

“Le attuali modalità, infatti, risultano insufficienti perché prescrivono le ispezioni su tutte le piante per solo 5.000 ettari circa della zona cuscinetto (primo chilometro), con almeno una piante a ettaro da sottoporre a campionamento, mentre in precedenza le attività riguardavano circa 50.000 ettari di ispezione visiva e almeno 50.000 piante da campionare (una per ettaro).
Inoltre: circa la fascia di contenimento, le attuali modalità operative prescrivono solo l’ispezione visiva e il campionamento delle piante sospette, mentre in precedenza le attività riguardavano circa 100.000 ettari di ispezione visiva e almeno 100.000 piante da campionare (una per ettaro) – concludono -“.

Xylella, C-Entra il futuro: “Rigenerare e contenere sono una coppia che non può essere scoppiata. 300 milioni da usare valgono 300 piante da estirpare”

Xylella, C-Entra il futuro: “Rigenerare e contenere sono una coppia che non può essere scoppiata. 300 milioni da usare valgono 300 piante da estirpare”

“Sulla tragedia Xylella c’è una coppia che non può scoppiare: rigenerare e contenere. O le azioni stanno assieme, oppure le iniziative sul territorio che vogliamo rigenerare, con le relative risorse, saranno vanificate dalla diffusione del contagio a territori ancora indenni e che non stiamo difendendo come si deve. Per questo l’impegno per 300 milioni da usare deve valere come quello per 300 piante infette da estirpare, o come quello per circa 1000 iscrizioni al registro produttori da rilasciare ai vivaisti salentini e pugliesi”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando l’esito dell’incontro convocato oggi dal Ministro Barbara Lezzi presso la Prefettura di Lecce.

È giustissimo occuparsi della rigenerazione produttiva e paesaggistica del Salento, mettendo a disposizione risorse e testa. Sono anni che lo diciamo e non possiamo che salutare con estrema soddisfazione ogni atto diretto a realizzare questo obiettivo. Ma la rigenerazione del Salento, ad oggi promessa con 300 milioni di dotazione, non deve ridurre l’interesse nei confronti delle attività di contenimento del batterio per difendere le zone indenni; ad oggi, infatti, sono 354 le piante infette non ancora estirpate, nonostante la scadenza del termine assegnato, e tra qualche giorno scadrà l’ingiunzione per altre 504 piante. La mancata e tempestiva estirpazione, così come suggeriscono le istituzioni scientifiche, è infatti potenzialmente idonea ad allargare il territorio infestato dal batterio – spiegano i sei Consiglieri –”.

Contenere, dunque, con scrupolo la diffusione del batterio significa pure evitare che i già scarsi 300 milioni per il Salento possano essere ulteriormente suddivisi per soccorrere le necessità di nuove aree infette, rese tali – come detto – per mancanza di attenzione e scrupolo nel compimento delle prescritte azioni di lotta”.

“A questo si aggiunga – concludono – la consapevolezza che la tragedia della Xylella induce ad azioni corali su tutti i fronti, compresa quella che allo stato vede in attesa d’iscrizione al Registro unico dei produttori circa 100 aziende vivaistiche e che sono in corso le istruttorie su ulteriori 900 istanze. Tutti i ritardi su questi procedimenti comportano conseguenze dissonanti con la rigenerazione, aldilà di ogni buona intenzione”.

Autonomia delle regioni del nord, C-Entra il futuro: “La battaglia contro l’autonomia del nord sembra finta, a causa di alcuni gruppi e singole personalità. Si stenta a passare dalle parole ai fatti”

Vista dal Consiglio regionale di oggi, la battaglia contro il progetto di autonomia delle regioni del nord sembra una finzione, a causa di alcuni gruppi politici e di alcune personalità. Si ha l’impressione che per molti tutto si riduca in posizioni di facciata, al servizio di qualche innocuo comunicato stampa, retrocedendo non appena c’è da passare dalle parole ai fatti”.

 

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando il rifiuto di alcuni gruppi politici a esaminare oggi la mozione contro il progetto di autonomia differenziata delle regioni del nord. Il testo della mozione chiedeva, sulla base di una mozione approvata nei mesi scorsi dallo stesso Consiglio regionale, di istituire un Comitato di mobilitazione composto da 12 Consiglieri regionali e 12 Sindaci.

 

“Non appena si prova a dare concretezza alle iniziative di mobilitazione, cioè a passare dalle parole ai fatti così come chiedeva la nostra mozione, c’è sempre la tendenza a perdere tempo, adducendo improbabili problemi di galateo regolamentare, anche a dispetto della sovranità del Consiglio, e quindi buttando la palla in tribuna”.

 

Viene il dubbio – aggiungono ancora i sei – che alcuni non abbiano una reale convinzione di combattere, mentre altri subiscano il potere dolce dei sondaggi favorevoli a Salvini, col risultato che entrambi finiscono per ostacolare iniziative organizzate a tutela dei cittadini meridionali. Eppure, parlare di contrasto vero al progetto di autonomia significherebbe, tanto per fare un esempio, evitare che ci siano sottratti 282 milioni all’anno dal fondo sanitario regionale, solo pensando agli effetti della proposta sull’Iva sanitaria”.

 

Autonomia, C-Entra il futuro: “Depositata nuova mozione per costituire comitato di lotta regione-comuni”

Eni: da rifiuti organici a bio-olio e acqua, una sperimentazione da guardare con attenzione / rassegna stampa

Rassegna Stampa >>
 
Dobbiamo guardare con attenzione e interesse alla sperimentazione #Eni in corso a Gela sulla trasformazione dei rifiuti organici in bio-olio e acqua, soprattutto in un momento difficilissimo per la gestione dei rifiuti in #Puglia, a causa della mancata dotazione impiantistica per la chiusura del ciclo. L’audizione svoltasi ieri nelle commissioni I e V con l’amministratore delegato della Syndial del gruppo Eni, Ing. Paolo Grossi, sull’impianto pilota di Gela, ha portato alla luce una tecnologia e dei numeri che impongono uno sguardo aperto alla ricerca, alle nuove tecnologie e alla migliore cultura industriale.