Amati: “Non c’è solo Recovery. In Puglia ci sono da spendere 516 milioni in sanità”

“Giusta la discussione sul Recovery ma nel frattempo è bene sottoscrivere con urgenza in ambito sanitario un accordo stralcio per circa 246 milioni di euro, che già per averlo sottoscritto ci offrirebbe la possibilità di raddoppiare e quindi programmare interventi per le ulteriori risorse, pari a 270 milioni di euro, ottenute con la delibera CIPE n. 51 del 2019“.

Lo dichiarano il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, e il deputato Alberto Losacco.
“Siamo a lavoro per sollecitare la Regione a promuovere la sottoscrizione degli accordi con i progetti preliminari di fattibilità e il Ministero a fare il suo in tempi rapidi, affinché possano essere spese queste ingenti risorse, necessarie per modernizzare l’assistenza sanitaria in Puglia.
Gli interventi programmati, a valere sull’ultimo stralcio delle delibere CIPE 97 e 98/2008, per un ammontare di circa 246 milioni, riguardano l’acquisto degli arredi e attrezzature per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano e la riqualificazione degli ospedali San Paolo, Di Venere, Perrino, Francavilla Fontana, Giovanni XXIII, Policlinico, Barletta, Castellaneta, Cerignola, San Severo, Gallipoli e nuovo ospedale Nord barese. Tutti questi interventi hanno bisogno della sottoscrizione di un accordo per poter partire.
Dalla sottoscrizione dell’accordo per l’ultimo stralcio, con una sorta di modalità prendi e raddoppia, deriverebbe la possibilità di avviare il procedimento per l’utilizzo degli ulteriori 270 milioni di euro deliberati dal Cipe il 24 luglio 2019, con la delibera n. 51. E su questo sarebbe certamente opportuno che alla luce dello stato di emergenza si modificassero un po’ le regole di autorizzazione alla spesa, semplificando e accelerando i procedimenti statali e regionali”.

Obbligo vaccinazione personale sanitario, Amati: “Ho chiesto formalmente la convocazione del Consiglio. Non possiamo più aspettare, a rischio attività nei più importanti reparti”

“Non possiamo più aspettare. Ho chiesto formalmente alla presidente dell’Assemblea la convocazione del Consiglio regionale per l’esame della proposta di legge sull’obbligo vaccinale del personale sanitario, approvata all’unanimità dalla Commissione quasi un mese fa, con il parere favorevole dell’assessore Lopalco. La mancata approvazione potrebbe comportare la sospensione delle attività nei reparti a rischio, tipo ematologia, oncologia, rianimazione, sale operatorie, geriatria, medicina, ostetricia e molti altri”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati, comunicando il deposito in data odierna della richiesta formale di convocazione del Consiglio regionale.

“La proposta di legge giace in attesa dell’iscrizione all’ordine del giorno dal 19 gennaio scorso. All’infuori dell’obbligo, allo stato non ci sono rimedi per contenere l’alta percentuale di personale sanitario non vaccinato, se non la dichiarazione d’inidoneità allo svolgimento dell’attività nei reparti a rischio. Tutto questo, però, non si risolve in un rimedio ma aggrava la situazione, perché a fronte di numerose dichiarazioni d’inidoneità si generano difficoltà nel formare i turni di lavoro, con il concreto rischio di dover registrare la sospensione dell’attività nei reparti a rischio e dunque un disservizio a carico dei malati.
La proposta di legge è stata peraltro presentata sulla base delle migliori opinioni scientifiche, a partire dalla cosiddetta Carta di Pisa, redatta tra gli altri dal prof. Pierluigi Lopalco e della sentenza della Corte costituzionale n. 137 del 2019, con cui era dichiarata legittima la legge pugliese, relatore l’attuale ministro della giustizia Marta Cartabia”.

Obbligo vaccino ai sanitari, Amati: “Perché non si convoca il Consiglio per approvare la legge? Con troppi non vaccinati si chiudono i reparti”

“Non riesco a capire perché, pur di fronte a dati inequivocabili, non si convochi il Consiglio regionale per approvare la legge sull’obbligo vaccinale per il personale sanitario. Spostare di reparto il personale non vaccinato, come pure sento dire, non è un rimedio ma un aggravamento del problema: determina cioè la difficoltà di organizzare i turni nei reparti a rischio, cioè quelli più importanti per la salute delle persone”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.

“Sono giorni – prosegue – che torno sullo stesso argomento: esiste il problema gravissimo del personale sanitario non vaccinato, c’è la mia proposta di legge sull’obbligo approvata in commissione all’unanimità e il Consiglio regionale non viene convocato per l’esame del provvedimento. Cioè la principale funzione del Consiglio: esaminare e approvare le leggi”.

“Peraltro – sottolinea – è noto a tutti, e non c’è bisogno di nessuna circolare per ribadirlo, che il personale non vaccinato è dichiarato inidoneo a svolgere servizio nei reparti a rischio, cioè ematologia, oncologia, dialisi, rianimazione, sale operatorie, reparti Covid, geriatria, medicina, ostetricia e altri. Accettare, dunque, questa situazione, senza approvare la legge sull’obbligo, determina solo la sospensione dell’attività in quei reparti per la difficoltà di formare i turni, a tutto discapito dei malati. Una cosa che solo a dirla – conclude – sembra incredibile”.

Covid, Amati: “I sanitari non vaccinati dichiarati non idonei per i reparti a rischio. Difficoltà per i turni”

“Sta per sorgere un grosso problema. I medici competenti delle Asl, in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, stanno dichiarando non idonei i sanitari non vaccinati e impiegati presso i reparti a rischio. Ciò significa che di questo passo non si potrà garantire la turnazione nei reparti di ematologia, oncologia, dialisi, rianimazione, sale operatorie, reparti Covid, geriatria, medicina, ostetricia ed altri. Lo ripeto ancora una volta: subito in aula la proposta di legge sull’obbligo vaccinale”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione, Fabiano Amati.

“Non c’era bisogno di avere particolari doti intuitive per prevedere che il personale sanitario non vaccinato sarebbe stato dichiarato non idoneo allo svolgimento dell’attività presso le unità operative a rischio e che ciò avrebbe comportato notevoli difficoltà nel garantire la formazione delle équipe per i diversi turni” – prosegue Amati.

“Era ed è anche questo il motivo per cui è indispensabile una legge che sancisca l’obbligo di vaccinazione e mi stupisco che non si convochi il Consiglio per l’approvazione di questa iniziativa legislativa, nonostante la Commissione sanità abbia approvato e licenziato il testo da due settimane e con il parere favorevole dell’assessore Lopalco. Non lo sottolineo per polemica ma solo per evitare che tra qualche settimana la questione dei medici non vaccinati e i conseguenti riflessi sull’attività, possano assumere i caratteri dell’emergenza, come purtroppo sta accadendo per ogni cosa nella gestione della pandemia” – ha concluso il presidente Amati.

Serbatoio GNL, Amati: “Edison in fuga da Brindisi per eccesso di polemica? Confido in una notizia priva di fondamento”

Dichiarazione del presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati. 

“Corre voce che Edison stia decidendo di fuggire da Brindisi per eccesso di polemica, scegliendo altri luoghi meno chiacchieroni. Poiché il fronte contrario all’investimento è molto rumoroso ma privo di fondamenti tecnici, se non un anti-ambientalismo nemmeno troppo celato, ho motivo di ritenere che la notizie sia priva di fondamento, soprattutto ove si consideri che i pareri tecnici sull’investimento, sinora raccolti, sono tutti favorevoli.
A meno che l’eccesso di polemica non sia una scusa dell’azienda promotrice per raccogliere prospettive più appetibili: ma in tal caso ne farebbe le spese l’antica e riconosciuta serietà di Edison.
Ovviamente farò in modo che la Regione Puglia eserciti tutta la sua autorevolezza per incoraggiare l’investimento”.

SMA, Amati: “Una goccia di sangue per combatterla: presentata proposta di legge per obbligo screening neonatale”

“Una goccia di sangue per combattere la SMA. Lo screening obbligatorio a tutti i neonati, per consentire la diagnosi precoce e la somministrazione delle terapie più opportune, compresa quella genica. Ho promosso una proposta di legge, che renderà la Puglia più all’avanguardia nella lotta alle malattie rare. Ringrazio i colleghi che hanno sottoscritto la proposta e tutti quelli che vorranno farlo nei prossimi giorni”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, promotore della proposta di legge sottoscritta anche dai Consiglieri regionali Filippo Caracciolo, Mauro Vizzino e Francesco Paolicelli.

“L’atrofia muscolare spinale – SMA è una malattia causata dalla degenerazione dei motoneuroni, prima causa di mortalità infantile e definita rara per la sua incidenza compresa tra 1/6000 a 1/10000. La diagnosi molecolare di SMA può essere realizzata mediante un test che metta in evidenza l’assenza di funzione di un gene e interpelli un gene omologo a quello che ha subito la perdita di funzione, così da stabilire la gravità della malattia. Poiché la SMA si presta bene a programmi di screening neonatale è più facile con diagnosi precoce l’utilizzo di diverse terapie, ma tutte comunque con maggiore efficacia di successo in base alla precocità dell’avvio del trattamento. Se diagnosticata in tempo diverse possono essere le terapie a cui poter sottoporre i neonati entro i 6 mesi di vita. Un esempio per tutti, la possibilità di poter ottenere il farmaco Zolgensma nome che abbiamo imparato a conoscere con le storie di Melissa, Federico, Paolo e Marco che hanno superato i 6 mesi e che non possono accedere a questa terapia in base alle norme AIFA. Per questo lo screening neonatale diventa una possibilità di riconoscere in tempo la malattia e la proposta di legge depositata oggi renderebbe obbligatorio lo screening con un test genetico effettuato entro e non oltre l’arco temporale di 2-5 giorni dall’accettazione del campione prelevato e con le modalità stabilite dal centro di riferimento. In caso d’identificazione di un neonato affetto da SMA, il risultato dovrà essere confermato su un nuovo campione di DNA estratto dallo stesso materiale prelevato, comunicato al Punto nascita di riferimento e da questo alla famiglia, che verrà indirizzata presso un servizio di Genetica medica della Regione per effettuare una completa consulenza specialistica. Approvare la proposta di legge “Screening obbligatorio per l’atrofia muscolare spinale – SMA” sarebbe un grande contributo che la Regione Puglia puó dare per la cura di questa malattia, permettendo una diagnosi precoce e soprattutto possibilità di cura e di vita maggiori”.

 

ECCO IL TESTO INTEGRALE DELLA PROPOSTA DI LEGGE “Screening obbligatorio per l’atrofia muscolare spinale – SMA”

 

PROPOSTA DI LEGGE

Proposta di legge sullo Screening obbligatorio per latrofia muscolare spinale – SMA

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RELAZIONE

Latrofia muscolare spinale SMA è una malattia causata dalla degenerazione dei motoneuroni, prima causa di mortalità infantile e definita rara per la sua incidenza compresa tra 1/6000 a 1/10000 nati vivi e frequenza dei portatori di 1/36-1/40.

Comprende tre diverse forme, SMA I-II-III, definite in base alletà desordio.

La SMA I, la forma più grave, esordisce entro i primi 6 mesi di vita e presenta marcata ipotonia ed ipostenia muscolare a carico degli arti, della muscolatura respiratoria e della muscolatura a innervazione bulbare. I pazienti non acquisiscono la posizione seduta e la maggior parte di loro non acquisisce neppure il controllo del capo. Laspettativa di vita è mediamente di 8-10 mesi e il decesso, generalmente conseguente a insufficienza respiratoria, avviene entro i 2 anni nel 68% ed entro i 4 anni nell82% dei pazienti.

La SMA II, esordisce tra i 6 ed i 18 mesi di vita. I pazienti mantengono la posizione seduta ma non acquisiscono la stazione eretta e la deambulazione autonoma. Laspettativa di vita non è ridotta ma la prognosi è  aggravata da gravi deformità del rachide (scoliosi), che spesso richiedono importanti interventi chirurgici, e infezioni respiratorie ricorrenti, presenti nella quasi totalità dei pazienti.

La SMA di tipo III, la forma più lieve e più rara, esordisce dopo i 18 mesi di vita. I pazienti hanno normale acquisizione delle capacità motoria, compresa la deambulazione autonoma, e presentano ipostenia prossimale prevalentemente simmetrica. La malattia presenta una grande eterogeneità clinica: alcuni pazienti perdono la deambulazione autonoma ad età variabile, mentre altri la mantengono indefinitamente, mostrando solamente una lieve debolezza muscolare.

Tutte le forme di SMA sono dovute a problematiche genetiche e in particolare alla perdita di funzione di un gene. Per questo la diagnosi molecolare di SMA può essere realizzata mediante test che mettano in evidenza lassenza di funzione del gene, interpellando, per stabilire la gravità della malattia, un gene omologo a quello che ha subito la perdita di funzione. Poiché la SMA si presta bene a programmi di screening neonatale è più facile con diagnosi precoce lutilizzo di diverse terapie, anche sperimentali, ma tutte comunque con maggiore efficacia di successo in base alla precocità dellavvio del trattamento.

Tra queste terapie si distinguono la Nusinersen, registrata con il marchio Spinraza, e la Onasemnogene abeparvovec, registrata con il marchio Zolgensma. Entrambe, sia pur con diverse modalità di accesso, sono state ammesse dallente regolatore europeo, EMA, e italiano, AIFA.

Linclusione della SMA nei piani di screening neonatali è stato a lungo dibattuto, a causa della mancanza di una terapia dotata di prova defficacia, pur presentando tutte le caratteristiche per lavvio del test di popolazione. Si dispone, infatti, di test genetici con alta sensibilità e a costi contenuti, strutture altamente specializzate per la diagnosi e la presa in carico e – soprattutto – terapie efficaci se avviate in fase precoce-presintomatica.

Tra le possibili modalità dello screening di popolazione vi sono lidentificazione dei portatori sani oppure le prove genetiche effettuate in corso di gravidanza; entrambe sono modalità con vantaggi e svantaggi ma comunque, a parere della prevalente comunità scientifica, meno indicati rispetto allo screening neonatale e, con specifico riferimento a quello in corso di gravidanza, anche per linvasività  e per motivi etici.

Per gli appena detti motivi e quelli relativi allesistenza di una terapia, il legislatore nazionale ha proceduto di recente a modificare la Legge 19 agosto 2016, n. 167, introducendo (art. 1) le malattie neuromuscolari genetiche nei livelli essenziali di assistenza (LEA) degli screening neonatali obbligatori, da effettuare su tutti i nati a seguito di parti effettuati in strutture ospedaliere o a domicilio, per consentire diagnosi precoci e un tempestivo trattamento delle patologie.

Sussistendo quindi la piena compatibilità scientifica e normativa, si deposita la presente proposta di legge finalizzata allobbligatorietà dello Screening obbligatorio per latrofia muscolare spinale – SMA.

Il testo articolato prevede:

Articolo 1(Obbligatorietà dello screening neonatale per latrofia muscolare spinale – SMA). Larticolo dispone lobbligatorietà dello screening.

Articolo 2 – (Tempi e modalità del prelievo). Larticolo definisce i tempi e le modalità del prelievo.
Articolo 3(Tempi e modalità del test). Larticolo definisce i tempi e le modalità del test.
Articolo 4(Laboratorio di medicina genomica competente). Larticolo individua il laboratorio competente.
Articolo 5(Esito del test). Larticolo stabilisce il procedimento conseguente al test.
Articolo 6(Presa in carico). Larticolo definisce la presa in carico.
Articolo 7 (Protocollo operativo). Larticolo detta norme per la definizione del protocollo operativo.
Articolo 8 (Norma finale). Larticolo stabilisce una riserva di valutazione, con poteri modificativi, in favore della Giunta regionale.

(La maggior parte delle informazioni scientifiche utilizzate per la relazione sono state tratte dalla relazione al Progetto pilota per il Lazio e la Toscana, redatto dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli – IRCCS)

TESTO ARTICOLATO

Articolo 1

(Obbligatorietà dello screening neonatale per latrofia muscolare spinale – SMA)

Al fine di garantire la diagnosi precoce in età neonatale e la relativa somministrazione di efficaci terapie farmacologiche, è obbligatorio lo screening per latrofia muscolare spinale, ai sensi della Legge 19 agosto 2016, n. 167 (Disposizioni in materia di accertamenti diagnostici neonatali obbligatori per la prevenzione e la cura delle malattie metaboliche ereditarie).

Articolo 2

(Tempi e modalità del prelievo)

1. Lo spot ematico per lo screening di cui allarticolo 1 sarà prelevato al neonato dal Punto nascita interessato contestualmente a quello dello screening neonatale esteso e raccolto su un cartoncino dedicato (Dried Blood Spot, DBS), entro e non oltre larco temporale di 48-72 ore di vita del neonato.
2. Il cartoncino deve contenere il codice identificativo del Punto nascita, il nome e cognome del neonato, la data e lora del prelievo e la data e lora di nascita. La anagrafica del paziente verrà generata mediante acquisizione digitale dei dati riportati sul cartoncino.
3. I cartoncini di cui ai commi precedenti devono essere raccolti assieme a quelli degli screening obbligatori ed inviati presso il Centro Regionale dello Screening neonatale dove verranno raccolti ed inviati al Laboratorio di Genomica di cui allarticolo 4, accompagnati da un modulo sottoscritto, rispettivamente, dagli operatori addetti alla preparazione, alla consegna e alla recezione.

Articolo 3

(Tempi e modalità del test)

Il test genetico è effettuato entro e non oltre larco temporale di 2-5 giorni dallaccettazione del campione prelevato e con le modalità stabilite dal centro di riferimento.

Articolo 4

(Laboratorio di medicina genomica competente)

Il Laboratorio di medicina genomica competente per le attività di cui agli articoli 2 e 3 è quello istituito con Delibera della Giunta regionale 22 ottobre 2019, n. 1912, presso la Asl Bari, Presidio Ospedaliero Di Venere, Dipartimento per la gestione avanzata del rischio riproduttivo e delle gravidanze a rischio.

Il Responsabile del Laboratorio di cui al comma precedente può integrare e modificare i tempi e le modalità previste dagli articoli 2 e 3, sulla base di apposita relazione approvata dalla direzione sanitaria della ASL di riferimento.

Articolo 5

(Esito del test)

In caso didentificazione di un neonato affetto da SMA, il risultato dovrà essere confermato su un nuovo campione di DNA estratto dallo stesso DBS, comunicato al Punto nascita di riferimento e da questo alla famiglia, che verrà indirizzata presso un servizio di Genetica medica della Regione per effettuare una completa consulenza specialistica. Contestualmente sarà eseguito un prelievo ematico per la conferma del risultato su un campione di sangue fresco e per la determinazione del numero di copie del gene SMN2, lemissione del referto di diagnosi molecolare di SMA e la definizione della prognosi.  

Articolo 6

(Presa in carico)

Il neonato identificato affetto da SMA è indirizzato, dal servizio di Genetica medica di cui allarticolo 4, presso i Centri terziari di cura della SMA della Regione per leventuale terapia e la catamnesi.

Articolo 7

(Protocollo operativo)

Entro e non oltre quindici giorni dallentrata in vigore della presente legge, il Direttore del Laboratorio di cui allarticolo 4 adotta, con il parere obbligatorio e vincolante del Direttore sanitario della ASL competente, un protocollo operativo con cui vengono  definite le metodologie standardizzate da utilizzare nello svolgimento del test genetico.

Articolo 8

(Norma finale)

La Giunta regionale può provvedere a modificare le modalità operative dello screening previste dalla presente legge, sulla base di motivate valutazione susseguenti alla sua prima applicazione, ovvero qualora alcune disposizioni previste dovessero interferire con lutilizzo delle migliori metodologie standardizzate oggetto del protocollo operativo di cui allarticolo 7.

                ​​​​​​                              Fabiano Amati

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Filippo Caracciolo

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Mauro Vizzino

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Francesco Paolicelli

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Clausola di invarianza:

La presente proposta di legge non comporta variazioni in aumento o in diminuzione a carico del bilancio regionale, perché ai relativi costi si provvede nellambito della dotazione appostata per le prestazioni e servizi rientranti nei livelli essenziali dassistenza.

Recovery, Amati: “M’interessa prima il ‘cosa’ si fa e in quanto tempo e poi il ‘quanto’. Su questo le parole di Draghi rassicurano”

“Il mio maggiore interesse sul Recovery è sul ‘cosa si fa’, in quanto tempo e se si tratta di investimenti a rendimento elevato e duraturo per la ripresa di prodotto e competitività dell’Italia. Le conversazioni pur interessanti sul metodo (spesso afflitto da eccessivo localismo) e sul ‘quanto ci spetta’ suddiviso per territori, può essere solo una conseguenza delle idee chiare sui singoli interventi. In questo senso reputo una garanzia la dichiarazione del Presidente incaricato Mario Draghi, nel recente lavoro pubblicato dal Gruppo dei 30, e la relazione al regolamento Recovery approvata dal Parlamento europeo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, all’esito della riunione svoltasi oggi tra i Capigruppo consiliari, i Presidenti delle Commissioni e gli uffici del Gabinetto e della Programmazione unitaria.

“I tempi per definire la proposta italiana sono strettissimi per cui sarà diligente il territorio che si farà trovare pronto con proposte accordate con i criteri conosciuti e negligente quello che si lamenterà per non aver avuto il giusto tempo per pensarci.
La primaria caratteristica dei programmi straordinari, infatti, consiste nella possibilità di raggiungere in pochissimo tempo il recupero del prodotto perduto.
Per questi motivi le prossime ore non dovranno servire a moltiplicare i ‘tavoli’ di confronto regionali, come rimedio attendista, ma a scremare le proposte pugliesi sulla base dei criteri sommari già conosciuti e cioè, come detto, la possibilità di essere realizzate in pochissimi anni e con il rendimento elevato e duraturo.
E il tutto per mantenersi fedeli alla circostanza che le risorse rese disponibili sono un debito che i cittadini europei (e quindi italiani) stanno contraendo, iscrivendo perciò un’ipoteca di primo grado sulla testa dei giovani e dei bambini”.

Acqua Sinni e ArcelorMittal, Amati: “Ancora in alto mare l’ipotesi dissalatore per risparmiare acqua potabile usata nell’industria”

“Sembrava cosa fatta e invece non c’è ancora nulla di definito sul dissalatore di Taranto, che dovrebbe servire a liberare le acque del Sinni dagli usi industriali per essere destinate agli usi potabili e agricoli. Riproverò tra un mese, nella speranza di conoscere chi costruirà l’opera, dove sorgerà, con quali risorse sarà realizzata e in quanto tempo. Cioè l’essenziale delle cose che si vogliono fare davvero”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando l’audizione del direttore di ASSET, Acquedotto pugliese e Comune di Taranto.

“Dieci anni fa si decise di puntare ai due depuratori Gennarini-Bellavista per produrre acqua ultra-affinata da erogare all’ex Ilva, così da poter riutilizzare nel potabile e nell’irriguo i 500 litri al secondo di acqua che l’industria siderurgica continua a usare per finalità industriali.
Qualche mese fa sembrava che tutto fosse pronto per avviare il procedimento, con dichiarazioni molto determinate rese in una della riunioni del tavolo permanente per Taranto. E invece nulla, tutto ancora in alto mare.
A seguito delle proteste di Arcelor Mittal, a mio giudizio infondate, si cambiava obiettivo annunciando,
come come decisa, la realizzazione di un dissalatore.
Pensando dunque di poter conoscere solo il cronoprogramma per la realizzazione dell’importante progetto, decidevo di chiedere l’audizione in Commissione di tutti i protagonisti tecnici. Ma anche questa volta nessuna risposta precisa, se non la conferma della decisione di realizzare il dissalatore, su localizzazione dell’impianto, realizzatore e fonti di finanziamento.
Riproverò tra un mese con le stesse domande, in questo aiutato dal Presidente della V Commissione Paolo Campo, sino a quando non ci sarà una risposta. E tutto ciò perché l’argomento della razionalizzazione degli usi della risorsa idrica attiene alle aspettative di maggiore dotazione idrica delle province di Taranto, Brindisi e Lecce, all’ambiente e alla produttività”.

Vaccino personale sanitario a Brindisi, Amati: “A fine settimana ne mancheranno 2.000 e temo che questo trend si replichi in ogni ASL”

“La copertura vaccinale del personale sanitario della Asl di Brindisi, in prima e seconda dose, è molto probabile che non supererà il 70% entro fine settimana. Mancheranno dunque all’appello 1.930 unità. A parte il dato soddisfacente dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, il quadro è inquietante e purtroppo replica, bene o male, l’andamento in tutte le Asl pugliesi, salvo felicissime smentite che spero giungano numerosi con i numeri allegati. Ribadisco pertanto che serve approvare subito la proposta di legge sull’obbligo, perché vaccinarsi è un atto che aiuta a rendere libere dalla malattia le persone con cui si entra in contatto; cioè il massimo del dovere per rispettare il più grande dei diritti umani”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Nonostante lo straordinario impegno organizzativo e persuasivo della direzione generale e del dipartimento di prevenzione della ASL di Brindisi, alla data del 7 febbraio 2021 i dati in corso di ulteriore elaborazione dicono che sono state somministrate 4.122 prime dosi e 3.554 seconde dosi, su un totale del personale sanitario di 6.435 unità. Cioè il 64,1% di prime dosi e il 55,2 % di seconde dosi.
Scorporando i dati risulta che il personale ASL si è vaccinato al 68,7% prima dose e 62,1 % seconda dose, su 4.369 operatori; il personale Sanitaservice al 50,1 prima dose e 46,8 seconda dose, su 953 operatori; i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta al 90,55% prima dose e 76,7% seconda dose, su 347 operatori; l’assistenza domiciliare integrata 69,2% prima dose e 2,7% seconda dose, su 260 operatori; Croce rossa italiana 0%, su 203 operatori; i medici specialisti e convenzionati al 52,4% prima dose e 41,5% seconda dose, su 212 operatori; i co.co.co . Al 40,7% prima dose e 35,2% seconda dose, su 91 operatori.
A ciò vanno ovviamente aggiunti i dati, attualmente non conosciuti, sulle somministrazioni agli operatori sanitari e ospiti delle residenze sanitarie per anziani”.

Fogna a Porto Cesareo, Amati: “Subito autorizzazione provvisoria allo scarico, se siamo davvero ambientalisti”

“A Porto Cesareo non si può più attendere nemmeno un minuto in più. Se siamo Regione nei fatti ambientalista, bisogna rilasciare l’autorizzazione provvisoria allo scarico e allacciare le abitazioni alla fogna. Non si può lasciare a quella bellissima città l’etichetta di paese inquinato per beghe politiche”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando l’esito dell’audizione svoltasi ieri in V Commissione sul caso della fogna a Porto Cesareo.

“È una storia incredibile nel 2021. Ragioni di propaganda politica in grado di generare uno stato d’inquinamento insostenibile del suolo, della falda e del mare, ci portano a dover chiedere ciò che le norme esigono: il rilascio di un’autorizzazione provvisoria al recapito finale per consentire gli allacci al sistema fognario.
Capisco i dubbi e pure le iniziative per ottenere una deroga alla legge per individuare un recapito alternativo, ma nelle more che ciò avvenga non si può continuare a inquinare. Il Ministero dell’Ambiente ha già detto ‘no’ in passato a una richiesta di ‘deroga alla deroga’. C’è chi pensa che una seconda istanza potrà avere maggior successo; bene, sono lieto del pronostico. Ma cosa c’entra tutto questo con l’avvio all’esercizio, magari nelle forme provvisorie, dello schema fognario di Porto Cesareo? Per questo la mia richiesta si farà d’ora in poi petulante e me ne scuso in anticipo”.