Ospedale di Ostuni, Amati: “Riaperti i reparti di Ortopedia e Chirurgia, perfettamente nei tempi e come da cronoprogramma. Grazie alle tante persone che si sono adoperate”

“I reparti di Chirurgia e di Ortopedia dell’Ospedale di Ostuni sono stati riconsegnati alla loro piena attività. Dopo la riapertura del 1° giugno di Chirurgia, da ieri anche il reparto di Ortopedia è tornato alla regolarità e, quindi, ogni specialità ha il suo reparto. La ristrutturazione è avvenuta nei tempi previsti e secondo il cronoprogramma. Spero che questa vicenda virtuosa serva a far comprendere che nell’amministrazione pubblica i fatti hanno gambe ben più lunghe delle chiacchiere. Grazie ai tecnici, agli operai e al personale sanitario che hanno lavorato sette giorni su sette e a tempi di record per rendere possibile tutto questo”.

Lo comunica il consigliere regionale Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio, commentando la riapertura dei due reparti del nosocomio.

“L’attività di ristrutturazione era stata avviata – prosegue Amati – lo scorso aprile, approfittando del periodo di emergenza Covid, in cui erano state sospese le attività in elezione, cioè tutte quelle non urgenti. L’obiettivo era quello di intervenire sulla struttura sanitaria e consegnarla ai cittadini con caratteristiche più moderne e funzionali, sul piano infrastrutturale, impiantistico e igienico. Un progetto estremamente logico e lineare – sottolinea -, che tuttavia ha dovuto fare i conti con tanti profeti di sventura, che hanno ritenuto di ostacolare queste attività. Ma la politica e l’amministrazione pubblica sono fatte di concretezza, la stessa che ha permesso di portare a compimento i lavori in pochissimo tempo”.

“Questo risultato deve essere inquadrato – dice ancora – in un grande disegno di assistenza ospedaliera e territoriale che va dal nord della provincia di Brindisi al sud della provincia di Bari, una rete estesa che comprenderà un nuovo ospedale d’eccellenza, il Monopoli-Fasano, integrato all’ospedale di Ostuni, ai pta di Fasano, di Cisternino e di Ceglie, e in più si aggiungerà il Punto Territoriale di Assistenza di Monopoli. Dietro tali risultati ci sono grande lungimiranza, profonda attenzione al futuro ma anche dedizione e impegno. Un grande ringraziamento di cuore a tecnici e operai, compresi tutti gli operatori delle pulizie, persone tutte straordinarie, impegnate e dedite a questa causa, senza fermarsi mai”. “Grazie- aggiunge Amati – alla direzione generale della Asl, al direttore generale Pasqualone, al direttore sanitario Gigliobianco, al Direttore dei lavori Renato Ammirabile e a tutte le persone che si sono adoperate, ai medici, ai sanitari che adesso – conclude – prendono il testimone di questa infrastruttura moderna. In particolare: grazie ad Accordo Quadro Manutenzione Insel + Matera Giuseppe con i suoi tecnici e operai: Mimmo Spinelli, Vincenzo Spinelli, Filippo Cuscito, Filippo Masi, Alfonso Masi, Gaetano Valeno, Serafino Cramarossa, Tommaso Marvulli. Grazie a Consip Manutenzione Elettrica Rekkep con i suoi tecnici e operai: Fabio Blasi, Giampaolo Falcone, Ivan Martellotta, Enzo Scianaro, Vito Pepe, Benedetto Rosato, Mimmo Basile, Pippo Melcarne. Grazie a Consip Manutenzione Sacciri Clima con i suoi tecnici e operai: Federica Camassa, Massimo Camassa, Michele Santobuono. Grazie a Digipoint Grafica Segnaletica con il suo Domenico Schiavone. Grazie ai dipendenti di Sanitaservice Gildo Lena, Anna Fanizza, Sonia Roma e Pasquale Sacchi”.

 

Covid, Amati: “Anche specializzandi, 118, ausiliari e pulitori stanno combattendo la battaglia e perciò meritano il bonus”

“La battaglia contro il Covid ha visto in prima linea anche il personale convenzionato 118, i medici specializzandi, il personale delle Sanitaservice e i dipendenti delle associazioni di volontariato che gestiscono le postazioni del 118. E io sono testimone oculare. Non è giusto che a loro non sia riconosciuto il bonus, cioè lo speciale indennizzo per l’attività svolta”.

Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio.

“Molti dipendenti si sentono abbandonati e pure un po’ frustrati, prosegue Amati –. Non è stata una gran bella notizia quella della mancata liquidazione del bonus Covid rispetto ad altre categorie professionali, sia pur meritevoli. Dal 15 marzo al 15 maggio 2020 almeno nella Asl Brindisi, e limitatamente al personale Sanitaservice, 691 operatori hanno assicurato il 70% della presenza, sviluppando oltre 31 mila turni. Già questo parziale dato numerico, dunque, è in grado di dire –sottolinea – quanto grande sia stato il loro apporto alla causa del contenimento della pandemia. Mi spiace solo che il Consiglio regionale non possa più deliberare, altrimenti avrei presentato una proposta di legge urgente. Sono però certo – conclude – che il presidente Emiliano e la struttura burocratica dell’assessorato alla Salute sapranno mettere riparo a tale iniquità con urgenza”.

Istituito l’Ospedale di Comunità di San Pancrazio Salentino. Una storia incredibile con ingredienti entusiasmanti / rassegna stampa

Istituito l’Ospedale di Comunità di San Pancrazio Salentino.
Una storia incredibile con ingredienti entusiasmanti: in pieno periodo Covid, una struttura nuova ma purtroppo inutilizzata, concessa dal Comune alla Asl, diventa simbolo di una nuova stagione di assistenza territoriale. All’inizio sembrava anche a me una chimera ma, giorno dopo giorno, con una squadra di benintenzionati abbiamo raggiunto il risultato.
 
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San Pancrazio Salentino, Amati: “La Giunta regionale ha istituto l’Ospedale di Comunità”

“Istituito l’Ospedale di Comunità di San Pancrazio Salentino. Una bellissima notizia per i cittadini, per il Comune, per la Asl e per tutti quelli che ci hanno lavorato, schivando difficoltà, incredulità e scetticismo. Grazie al Presidente Emiliano, alla Giunta regionale, all’amministrazione comunale, ai tecnici dell’assessorato e della Asl. Al più presto i piccoli lavori di adeguamento della struttura”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

“Una storia incredibile con ingredienti entusiasmanti. In pieno periodo Covid, una struttura nuova ma purtroppo inutilizzata, concessa dal Comune alla Asl, diventa simbolo di una nuova stagione di assistenza territoriale. All’inizio sembrava anche a me una chimera – spiega Amati – ma, giorno dopo giorno, con una squadra di benintenzionati abbiamo raggiunto il risultato. Com’è noto, la più recente intesa tra lo Stato e le Regioni ha sancito una notevole inversione di tendenza sui requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi degli Ospedali di Comunità. La Asl di Brindisi, recependo da subito tale intesa, ha presentato alla Regione la proposta di realizzazione dell’Ospedale di Comunità di San Pancrazio Salentino, per poter disporre di ulteriori posti letto per la gestione dei pazienti cronici sul territorio, considerato che il Comune aveva dichiarato la disponibilità di una struttura che risulta ottimale per l’utilizzo come Ospedale di Comunità. L’immobile si presta per distribuzione interna alla nuova destinazione, con ricettività massima possibile per un singolo modulo da 11 posti letto, organizzato in 5 stanze a due e 1 a un letto. Per l’entrata in esercizio dell’Ospedale di Comunità – conclude – ora servono piccoli adeguamenti tecnologici e strutturali, che la Asl sarà sicuramente in grado di realizzare nel più breve tempo possibile”.

Gli abitanti dei quartieri Torre Rossa, Sant’Elia e Montenegro possono fare domanda per gli allacci acqua e fogna / rassegna stampa

#Acqua e #fogna a Brindisi: nel giro di quindici giorni abbiamo dato una soluzione a un problema che si protraeva da diversi anni. Acquedotto pugliese è già pronto a raccogliere le domande per gli allacci alle reti idriche e fognarie per gli abitanti dei quartieri Torre Rossa, Sant’Elia e Montenegro.
 
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Acqua e fogna a Brindisi, Amati: “Da oggi si possono fare domande per allacci a Torre Rossa, Sant’Elia e Montenegro”

“Tra qualche ora sarà pubblicata la legge che consente gli allacci alle reti idriche e fognarie per gli abitanti dei quartieri Torre Rossa, Sant’Elia e Montenegro. In vista di ciò, il gestore del sevizio Acquedotto pugliese è già pronto a raccogliere le domande”.
Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.
Nel giro di quindici giorni abbiamo dato una soluzione a un problema che si protraeva da diversi anni. Una condizione igienico-sanitaria insostenibile ha caratterizzato a lungo la vita di diverse centinaia di persone, nonostante l’esistenza di una rete idrica e fognaria pienamente funzionante e l’approvazione di un Piano di recupero in attesa di essere attuato. Non appena i cittadini di quei quartieri mi hanno invitato a incontrarli – prosegue Amati -, ho colto un senso d’impotenza per le tante promesse mai mantenute e la grande quantità di parole spese inutilmente sull’argomento. Dopo l’approvazione in Consiglio regionale di una norma in grado di superare ogni impedimento burocratico e un incontro promosso dal Prefetto di Brindisi, oggi siamo in grado di avviare la fase operativa degli allacci: è l’ultimo miglio di una lunga strada e perciò – conclude – chiedo all’amministrazione comunale di Brindisi di prestare tutta la collaborazione possibile ad Acquedotto pugliese, affinché entro fine mese siano realizzati la maggior parte degli interventi”.

Ex Ilva e acqua Sinni: l’acqua affinata non è idonea agli usi industriali /rassegna stampa

#ExIlva. L’acqua affinata non è idonea agli usi industriali. Per questo il programma dei miei tempi, spero ancora attuale, prevedeva l’impianto di depurazione con osmosi inversa gestito da AQP, con Ilva che contribuiva ai costi di gestione e pagando una somma decisamente inferiore a quella che paga per l’acqua del #Sinni, nelle due voci di costo per remunerare la risorsa grezza e la componente ambientale.

Ex Ilva e acqua del Sinni, Amati: “AM come Riva? Programma prevede osmosi inversa e contributo di gestione ad AQP”

La lettera inviata da ArcelorMittal sembra l’eco più garbato di quelle che mi mandavano i Riva. Lo sanno pure i bambini che l’acqua affinata non è idonea agli usi industriali. Per questo il programma dei miei tempi, spero ancora attuale, prevedeva l’impianto di depurazione con osmosi inversa gestito da AQP, con ILVA che contribuiva ai costi di gestione e pagando una somma decisamente inferiore a quella che paga per l’acqua del Sinni, nelle due voci di costo per remunerare la risorsa grezza e la componente ambientale. Questo è il programma. Va bene per Mittal?”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, commentando la lettera inviata ieri da ArcelorMittal alla Regione Puglia e ad Acquedotto Pugliese S.p.A..

Il programma di utilizzo delle acque del Sinni – attualmente destinate allo stabilimento ex Ilva – per invasare la diga Pappadai e integrare la disponibilità idrica delle province di Brindisi, Lecce e Taranto, è fondato sull’ottima pratica del riuso, auspicato dalla legislazione europea e statale. A questo scopo emerge la piena funzionalità degli impianti di depurazione Gennarini-Bellavista, con la tecnologia dell’osmosi inversa e non quella dell’affinamento, per produrre acqua idonea agli usi industriali. Acquedotto Pugliese, gestore del servizio idrico integrato, potrebbe occuparsi di produrre e convogliare tale risorsa sino all’ingresso dello stabilimento (nodo K), alla ovvia condizione che ArcelorMittal contribuisca ai costi di una parte del processo di gestione (l’osmosi inversa) posto al di fuori del servizio idrico integrato. Tale contributo annuo a carico di AM – prosegue Amati –, calcolato negli anni con particolare attenzione, sarebbe decisamente inferiore ai costi già sopportati dall’azienda per approvvigionarsi dell’acqua del Sinni, calcolati nella duplice voce dell’acqua grezza pagata all’EIPLI e della componente ambientale pagata alla Regione Basilicata”.

Il programma è dunque un raro esempio di virtù amministrativa e aziendale – aggiunge ancora –, perché fa conseguire i seguenti risultati positivi: riuso e tutela ambientale, attivazione della diga Pappadai, maggiore risorsa idrica per potabile e agricoltura alle province di Brindisi, Lecce e Taranto, economia di scala nella gestione dell’impianto di depurazione per AQP e consistente risparmio economico per ArcelorMittal. Se questo problema cominciasse a essere affrontato con un approccio fondato sulla sensibilità amministrativa, sui saperi tecnici e sulle buone pratiche economico-aziendali, sono certo – conclude – che non staremmo ancora a scrivere dichiarazioni alla stampa per far sapere ciò che invece rischiamo di perdere tra un fiume di parole e pochi fatti concreti”.

Una nota al Prefetto Bellomo sulla questione preferenze di genere. Spero di vedere accolto il punto di vista / rassegna stampa

PREFERENZA DI GENERE >> RASSEGNA STAMPA

La legge statale disciplina in modo univoco il principio di pari opportunità sui profili delle candidature e delle preferenze, per cui la preferenza di genere non può esserci senza l’obbligo di rispettare le quote. E per far questo il decreto ha assegnato al Prefetto il potere di individuare le norme incompatibili della legge elettorale regionale con la preferenza di genere. L’unica norma incompatibile è quella che non rende obbligatorie le quote del 60-40, perché il principio delle pari opportunità deve essere effettivo, cioè in grado di incidere concretamente sulle posizioni giuridiche. In parole semplici, deve essere garantito nello svolgimento delle elezioni. Ho inviato al Prefetto di Bari, Antonella Bellomo, le mie deduzioni sull’obbligatorietà del 60-40 nelle liste elettorali.