Ex Ilva, Amati: “Si può decidere la sorte di Taranto sui veti della Lezzi? Conte ascolti tutti i parlamentari e i consiglieri pugliesi”

Ma è mai possibile che l’attuazione del Piano ambientale a Taranto e la politica industriale italiana si possano fondare sui veti di Barbara Lezzi? Sarebbe il caso che Conte ascoltasse tutti i parlamentari e i consiglieri regionali pugliesi, e non un gruppetto di persone arrivate in Parlamento a loro insaputa. È ora che si esca dai silenzi imbarazzati, perché si ha l’impressione che in molti temano più la caduta del governo che la distruzione di Taranto”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

“Conte ha detto che il governo sarà giudicato per aver affossato Taranto e non per aver introdotto la protezione legale per attuare il Piano ambientale. Parole equilibrate e logiche che però non riescono a entrare nella mente di alcuni parlamentari pugliesi dei Cinquestelle. E mentre ciò accade, si nota una sequenza di silenzi imbarazzati, forse perché in tanti temono più la caduta del governo che la distruzione di Taranto – prosegue Amati –. Ma come si fa a non capire che pure la prova di forza con Mittal, per salvare Taranto e i crediti dell’indotto, passano dall’eliminazione del presupposto su cui si fonda tutta l’azione legale di risoluzione del contratto? L’atto di citazione di Mittal ruota attorno alla protezione legale e perciò l’ascolto dell’opinione di un gruppetto di politicanti inesperti, Lezzi & company, servirebbe solo per darla vinta all’azienda”.

“Il tutto condito dal fatto, e non mi stancherò mai di ripeterlo, che la protezione legale non è una scriminante, né un’immunità, né un salvacondotto e nemmeno un’affermazione d’impunità. Si tratta solo di una norma finanche ridondante, perché afferma solo ciò che è già scritto nell’articolo 27 della Costituzione a proposito di colpevolezza. Cioè che nessuno può essere condannato per eventi non prevedibili, non evitabili e non calcolabili. È mai possibile – conclude – che dobbiamo perdere in salute e lavoro per la sciatteria di un gruppetto di volubili parlamentari pugliesi Cinquestelle?”.

Primarie 2020 e reimpianti ulivi / rassegna stampa

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Primarie 2020: spenderò solo in carburante, quello che serve per andare a trovare il maggior numero di persone nei luoghi in cui vivono; userò Whatsapp e i social per presentare una scaletta di soluzioni chiare e impegnative. Non ho sostenitori vip, ma la forza di 21.039 testimonial.

Reimpianti ulivi: il protocollo tra ministeri afferma ciò che è già consentito chiaramente dalla legge (articolo 149 lettera b) del Testo unico. Non sarà accettata alcuna prescrizione amministrativa che in qualche modo aggiri la disposizione della legge statale, attribuendo alle autorità amministrative locali ambiti di valutazione fondate sulla discrezionalità o sulle ragioni d’opportunità, cioè su elementi meramente arbitrari.

 

Reimpianti, C-Entra il futuro: “Bene il protocollo e i ministeri, anche se è tutto già scritto nella legge”

“Sui reimpianti di ulivi, il protocollo tra ministeri afferma ciò che è già consentito chiaramente dalla legge, (articolo 149 lettera b) del Testo unico. È stato necessario ribadire questo concetto, perdendo anche un po’ di tempo, solo perché la Soprintendenza locale riteneva di avere competenza a esprimersi sulle decisioni colturali”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia.
“Deve essere ovviamente chiaro – aggiungono – che non sarà accettata alcuna prescrizione amministrativa che in qualche modo aggiri la disposizione della legge statale, attribuendo alle autorità amministrative locali ambiti di valutazione fondate sulla discrezionalità o sulle ragioni d’opportunità, cioè su elementi meramente arbitrari. Resta in piedi, ovviamente, la questione della vincolistica statale e regionale, prevista da leggi o strumenti sovra-ordinati adottati in tempi in cui la Xylella non c’era o non aveva ancora assunto l’attuale potenza distruttiva, incompatibili con ogni iniziativa di ricostituzione della produttività e del paesaggio”.

Protezione legale ex Ilva, Amati: “Colgono nel segno emendamento Italia Viva e decisione PD di sostegno a norma di carattere generale”

“Sulla protezione legale nell’attuazione del Piano ambientale mi pare che colgano nel segno sia gli emendamenti presentati al decreto fiscale da Italia Viva che la volontà del PD di sostenere una norma di portata generale e non limitata al caso ex Ilva”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

“Il motivo del mio sostegno a queste iniziative parlamentari consiste innanzitutto nel desiderio di vedere attuato il Piano ambientale, che allo stato è l’unica risposta di salute e di prevenzione da terribili malattie. Altrimenti, il futuro molto probabile sarebbe ben più grave di quello capitato per il caso Bagnoli. La norma sulla protezione legale, infatti, assicura in modo forse superfluo – ma necessario per via di precedenti giurisprudenziali –  il principio costituzionale di colpevolezza dell’art. 27, quello secondo cui non è possibile affermare a carico dei commissari, affittuari, acquirenti o gestori, privati o pubblici che siano, una responsabilità penale ben oltre la prevedibilità, l’evitabilità e la calcolabilità dell’evento, e per condotte poste in essere nel periodo occorrente a mettere riparo ai danni causati da altri soggetti” – prosegue Amati.

“Certo, sarebbe senza dubbio meglio se la norma sulla protezione legale avesse valore generale, cioè per tutte le imprese impegnate nell’attuazione di Piano ambientale, e non limitata al caso specifico di Ilva. In ogni caso – conclude – mi pare che, se si ha davvero voglia di tutelare la salute dei cittadini di Taranto e anche i benefici economici e occupazionali che lo stabilimento apporta all’Italia, non si possa prescindere dal fare tutto il possibile per vedere realizzato il Piano ambientale più rigoroso al mondo e quindi la funzionalità della fabbrica nel rispetto delle norme vigenti in materia di compatibilità ambientale e di emissione di inquinanti”.

ArcelorMittal: la fabbrica deve funzionare sulla base del piano ambientale più rigoroso del mondo / intervista

#ArcelorMittal: sembra che stiamo in lite con lo sviluppo e in nome di un malinteso senso ecologico preferiamo tenerci stretto l’inquinamento, anziché attuare piani ambientali.
La verità è una: la fabbrica deve funzionare sulla base del piano ambientale più rigoroso del mondo e con la prospettiva di migliorare la qualità del prodotto. Non ci sono terze vie.

I dettagli nella mia intervista di oggi su La Gazzetta del Mezzogiorno.

Reimpianti ulivi e paesaggio, Amati: “Lunedì in Commissione audizione con Soprintendenza, sezione paesaggio della Regione e associazioni produttive”

 

“Per poter preservare il vincolo paesaggistico ad uliveto di migliaia di ettari sul territorio pugliese c’è la necessità di consentire e perorare il reimpianto delle cultivar ritenute resistenti, servendosi del giudizio e dell’operato della Scienza. Approfondiremo il tema reimpianto ulivi e paesaggio lunedì 11 novembre in quarta Commissione consiliare, su convocazione del Presidente Donato Pentassuglia, con l’audizione del Presidente della Giunta regionale, delle strutture regionali competenti unitamente alla Soprintendenza Belle arti e paesaggio”.

Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

“C’è speranza per la produzione e per preservare il vincolo paesaggistico: le leggi vigenti consentono il reimpianto delle cultivar che hanno maggiore possibilità di resistere e rigenerare il paesaggio lunare salentino e studi scientifici da mesi stanno cercando la prova di resistenza al batterio di diverse cultivar. Nel momento in cui si impedisce il reimpianto delle cultivar più resistenti – conclude Amati – si finisce per determinare l’inutilità del vincolo e la legittimità di ogni richiesta di sua rimozione”.

Due grandi opere, che sino a qualche anno fa sembravano impossibili, Ospedale e Palazzetto / rassegna stampa

Non avrei mai pensato di leggere sulla stessa pagina di giornale due notizie per due grandi opere, che sino a qualche anno fa sembravano impossibili.

Da una parte i lavori per il Nuovo ospedale Monopoli-Fasano che proseguono come da programma, dall’altra la posa della prima pietra del Palazzetto dello sport e l’apertura imminente del cantiere.

Questo vorrei accadesse per tutta la Puglia…

#rassegnastampa

 

Ex Ilva, Amati: “Approvo intenzione PD e Italia Viva su ripristino immunità. Serve anche a capire reali intenzioni di AM”

Approvo l’intenzione dei gruppi parlamentari di PD e Italia Viva di presentare un emendamento per ripristinare la norma che sottrae l’azienda dalle conseguenze penali derivanti dall’attuazione del Piano ambientale, cioè dalle conseguenze non prevedibili e non evitabili, anche per verificare sino in fondo le reali intenzioni di ArcelorMittal”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

Per una fabbrica che produce il 12% del PIL regionale e impiega migliaia di lavoratori, mi pare alquanto irresponsabile correre rischi o fornire alibi per l’introduzione di una norma che, a mio modesto giudizio, non scrimina né immunizza, ma si limita a presumere la diligenza nell’esecuzione del Piano ambientale e a sancire – forse in modo ridondante – il principio costituzionale di colpevolezza, quello secondo cui non è possibile affermare a carico di chiunque una responsabilità penale a titolo di colpa generica residuale, cioè ben oltre la prevedibilità, l’evitabilità e la calcolabilità dell’evento”.

“La reintroduzione della norma, dunque, servirà a capire definitivamente se ArcelorMittal è spaventata da alcuni precedenti giurisprudenziali non conformi al principio costituzionale di colpevolezza o – conclude Amati – se il tutto è un pretesto per concorrere alla chiusura della fabbrica e all’appropriazione senza oneri delle sue quote di mercato”.