Reimpianti Salento, C-Entra il futuro: “Una discussione surreale priva di senso della realtà, come se gli ulivi e il paesaggio fossero teorie. Audizione in Commissione”

“Le leggi vigenti consentono il reimpianto delle cultivar che hanno maggiore possibilità di resistere e rigenerare il paesaggio lunare salentino. Fuori dalle leggi e dalla realtà, la discussione assume toni surreali, facendo diventare mere teorie gli ulivi, il paesaggio e la tragedia della Xylella”. Lo dichiarano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia.

“Nei prossimi giorni – proseguono – occorrerà convocare in commissione la Soprintendenza, la sezione paesaggio della Regione e le associazioni produttive. In questi mesi la scienza sta cercando la prova di resistenza al batterio di diverse cultivar, come è stato raccontato ad Ajaccio nei giorni scorsi, al fine di dare una speranza alla produzione e preservare il vincolo paesaggistico ad uliveto di migliaia di ettari”.

“Se paradossalmente s’impedisce il reimpianto delle cultivar più resistenti – sostengono ancora i cinque consiglieri – si finisce per determinare l’inutilità del vincolo e la legittimità di ogni richiesta di sua rimozione, perché è la vocazione di un’area a consentire le restrizioni paesaggistiche e culturali sul diritto di proprietà e non la memoria di ciò che fu ed è andato distrutto. Oggi per poter preservare il vincolo paesaggistico c’è la necessità di consentire e perorare il reimpianto delle cultivar ritenute resistenti, attraverso un esclusivo giudizio scientifico agronomico e non di tipo culturale o meramente percettivo”.

“Se le cose stanno così ci pare – sottolineano – che ogni polemica sia certamente legittima ma sconfina oltre i canoni della legge, alla cui osservanza sono tenuti tutti i funzionari dello Stato, delle Regioni e di tutte le istituzioni pubbliche. Ad evitare che a tragedia – concludono – si aggiunga tragedia”.

Acqua e fogna a Fasano, Amati: “Approvata nuova estensione delle reti per oltre 2.400 metri. Ecco le strade interessate”

 

“È stata approvata una nuova estensione per oltre 2.400 metri delle reti idriche e fognarie nel territorio di Fasano. Al più presto cominceranno i lavori mentre stanno per partire i lavori autorizzati con la delibera dello scorso aprile”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati.

“Il secondo provvedimento di estensione delle reti per l’anno 2019, all’interno del territorio cittadino inserito nel perimetro di competenza del servizio idrico integrato, permetterà di realizzare la rete idrica in via degli Astronauti, via Giuseppe Perotti, via Mazzini (località Pezze di Greco), via Accademia Navale (località Savelletri), via Marsala, via Tremiti e via Catania (tre strade in località Torre Canne), via Fascianello, via Adige (località Montalbano), via De Curtis, via Magnani, via De Sica, via Musco, via Petrolini, via Colucci per un totale di metri 1.145. La rete fognaria – prosegue Amati – interesserà invece via Degli Astronauti, via Paolo VI, via Gravinella, via Stazione, via Giuseppe Perotti, via Torricelli, via dell’elettricità, via Spalato (località Savelletri), via Mazzini (località Pezze di Greco), via Catania (località Torre Canne), via De Curtis, via Magnani, via De Sica, per un totale di 1.270 metri”.

 

“È inoltre in corso la verifica tecnica sugli interventi in contrada Salamina, contrada Santa Elia, Contrada Lamascopone, Lama d’Impisa e via Fascianello, resi possibili in virtù della recente legge da me proposta per estendere le reti idriche e fognarie fuori dal perimetro urbano – aggiunge –. Nel frattempo, sono stati approvati i progetti per gli interventi deliberati ad aprile scorso, i cui lavori partiranno al più presto, e cioè la realizzazione della rete idrica in via Colucci, via della Tecnica, via della Chimica e contrada Varello e traversa, per un totale di metri 840; della rete fognaria in strada comunale San Oronzo, via Colucci, contrada Varello e traversa, per un totale di 1.030 metri”.

Canonico ‘Latorre-Rossini’: “Il ricovero degli anziani poveri sarà a carico della Regione, in applicazione della legge Amati sulle Asp”

 

È stata trasmessa oggi all’approvazione della Giunta regionale la delibera di determinazione del fabbisogno per le strutture socio-sanitarie. Sarà approvata nella prossima seduta e contiene la contrattualizzazione dei posti letto delle Asp pugliesi, compresi i 64 del Canonico ‘Latorre-Rossini’, resa possibile in virtù di un mio emendamento alla legge di bilancio per il 2018.
Riguarda in poche parole il soggiorno gratuito degli anziani poveri, in linea con il volere dei fondatori-benefattori”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati.

“Nel dicembre 2017 presentai in Commissione un emendamento alla legge di bilancio con cui si metteva fine a una stravaganza. Si stabiliva cioè che la Regione Puglia avrebbe provveduto ad accreditare e contrattualizzare prima le strutture pubbliche gestite dalle Aziende per i servizi alle persone e poi – per il restante fabbisogno accertato – le strutture private.

Il testo della mia norma, proposta e approvata in Commissione il 18.12.2017 (come art. 44) e licenziata definitivamente dal Consiglio il 22.12.2017 (come art. 62), prevede che le Asp “rientrano con tutti i posti letto in dotazione nel procedimento di accreditamento e contrattualizzazione successivo alla determinazione del fabbisogno”. Tale disposizione era peraltro reputata necessaria “al fine di garantire l’equilibrio di bilancio degli enti pubblici regionali e assicurare la produttività attesa in conseguenza degli investimenti pubblici realizzati”.

“In applicazione di detta norma, dunque, la Giunta regionale provvederà a contestualizzare i posti letto di Fasano (64), Castellana Grotte (53 di cui 30 già contrattualizzati), Monopoli (22), Lucera (30 di cui 15 già contrattualizzati) e Manfredonia (6). È questo un importante risultato – conclude – che si accoppia con il lavoro complessivo realizzato e in via di realizzazione a Fasano in ambito sanitario e sociale, e che sinora comprende il nuovo ospedale, il PTA più Ospedale di Comunità e le residenze sociali pubbliche e private. Un compendio di attenzioni per l’uomo e il suo diritto di assistenza per malattia o vecchiaia”.

 

 

Spesa farmaceutica, Amati: “Lunedì in Commissione i casi Lucentis-Eylea-Avastin e vitamina D per sostenere lavoro uffici e per contrarre spesa”

I casi Lucentis-Eylea-Avastin e vitamina D dicono che c’è ampia materia per approfondire l’indagine sulla spesa farmaceutica e dare dunque sostegno all’encomiabile lavoro degli uffici regionali. Per questo ho convocato la Commissione bilancio per l’audizione, lunedì prossimo, dei dirigenti regionali”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, dando notizia della convocazione per lunedì 21 ottobre della I Commissione, con all’ordine del giorno l’audizione dei dirigenti regionali Vito Montanaro, Vito Bavaro e Paolo Stella su “Informativa in merito alla spesa farmaceutica ed eventuali iniziative di contrazione”.

“Limitandosi ai casi Lucentis-Eylea-Avastin e vitamina D – chiarisce Amati – ci sarebbe già un risparmio di 20 milioni, su un totale di spesa farmaceutica di 1.540 milioni. Infatti, i farmaci Lucentis-Eylea per la cura di due malattie oculari sono costati nel 2018 € 11.800.000, cioè quasi sette volte in più rispetto al meno costoso Avastin, di pari efficacia. La vitamine D, invece, è costata più di 23 milioni perché prescritta in fiale, cioè con un aggravio di 9 milioni rispetto alla prescrizione in gocce di pari efficacia”.

“Questi due casi sono emersi sulla base di un lavoro scrupoloso della struttura regionale competente sulle politiche del farmaco e suggeriscono la necessità di un sostegno politico fondato sulla più corretta informazione e diretto ad accertare tutti i casi problematici. A questo scopo – conclude –, mi pare che la riunione della Commissione possa servire a incoraggiare un lavoro di monitoraggio scrupoloso su tutte le fonti di spesa, per tirare fuori la nostra regione dall’elenco italiano dei primatisti spendaccioni”.

Spesa farmaceutica, C-Entra il futuro: “Ammazziamo sprechi milionari. In commissione tutti i casi, a cominciare da quello Lucentis-Eylea-Avastin”

Milioni di spesa farmaceutica ingiustificata per curare malattie che potrebbero essere trattate con soluzioni molto meno costose. A cominciare dal caso Lucentis-Eylea, farmaci nel 2018 costati € 11.800.000, quasi sette volte in più rispetto al meno costoso Avastin di pari efficacia, e tutti per la cura di due malattie oculari. Per conoscere e ammazzare tutti gli sprechi e le inappropriatezze nella spesa farmaceutica abbiamo chiesto l’audizione dei dirigenti regionali in I Commissione”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia.
“C’è un fiume di spesa inutile che scorre sotto le sembianze della salute attraverso i farmaci. Stiamo monitorando diversi casi su cui è utile svolgere ogni utile approfondimento. Va riconosciuto che gli uffici regionali con competenza sui farmaci contano personale competente e ampiamente impegnato nel contrarre gli sprechi, tant’è che negli ultimi anni sono riusciti a conseguire importanti risultati. Ma alla giusta gratitudine verso il lavoro del personale va aggiunto un chiaro sostegno politico, affinché si possa proseguire con nettezza sulla strada del risparmio, per poter indirizzare le somme verso necessità reali e senza produrre deficit da ripianare. Per questo motivo pensiamo che l’audizione nella Commissione in cui si decide e controlla la spesa, unita alla conoscenza in dettaglio di tutti i casi, potrà far conseguire una maggiore efficacia nella lotta allo spreco”.
“In questo senso – proseguono i sei Consiglieri –, spicca per cominciare il caso Lucentis-Eylea-Avastin. Si tratta di farmaci impiegabili per la degenerazione maculare correlata all’età e il trattamento della compromissione visiva dovuta a edema maculate diabetico. Ogni iniezione costa rispettivamente: € 556,82 per Lucentis, € 552,65 per Eylea e € 79,92 per Avastin. Nel 2018 la spesa sostenuta dalla Regione per l’acquisto dei più costosi Lucentis ed Eylea è stata pari a € 11.800.000 (5,9 milioni per Lucentis e 4,9 per Eylea). Il farmaco meno costoso, Avastin, è considerato una valida alternativa terapeutica, così come riconosciuto in ambito nazionale e internazionale, e soprattutto costa molto meno, quasi sette volte meno”.
“Ne deriva – concludono – che con l’utilizzo del principio attivo contenuto nell’Avastin per l’allestimento dell’iniezione, così come gli uffici regionali si stanno orientando giustamente a fare, i cittadini pugliesi potrebbero risparmiare quasi € 9.000.000”.

Casa salute Cisternino, Amati: “Il finanziamento è al sicuro. Stiamo anzi aggiungendo risorse per le strade d’accesso”

Casa salute Cisternino, Amati: “Il finanziamento è al sicuro. Stiamo anzi aggiungendo risorse per le strade d’accesso”

La progettazione per la Casa della salute di Cisternino sta per partire. Fa da garanzia il fatto che mi sono seduto sul baule che contiene il finanziamento già assegnato a cui, con il prossimo assestamento di bilancio, saranno aggiunte le somme che il comune non ha, necessarie alla realizzazione di una strada comunale che renda fruibile la struttura. È evidente, infatti, che senza la strada per raggiungere la struttura ogni centesimo per ammodernarla sarebbe sprecato. Se invitato, sono comunque pronto a riferire al Consiglio comunale”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio, Fabiano Amati.

“La questione è a conoscenza di tutti. Nei mesi scorsi ho addirittura sentito in Commissione il Sindaco e il Direttore generale della Asl, concludendo sulla necessità di finanziare il comune con altre risorse per realizzare la strada d’accesso alla Casa della salute, considerato che con fondi comunitari destinati alla salute non si possono finanziare le urbanizzazioni. Tutto procede, dunque, secondo programma – conclude Amati –. Alla soluzione dei problemi sono sempre pronto e quindi abituato; non ho invece strumenti per fronteggiare la polemica politica tutta locale, tra maggioranza e opposizione di Cisternino, messa in scena usando i bisogni delle persone e le loro paure”.

Canale deviatore di Torre Canne, Amati: “Domani sarà abbattuto l’ultimo diaframma dell’attraversamento sotto la strada statale E55. Passo avanti per sicurezza idraulica”

Canale deviatore di Torre Canne, Amati: “Domani sarà abbattuto l’ultimo diaframma dell’attraversamento sotto la strada statale E55. Passo avanti per sicurezza idraulica”
Sarà abbattuto alle ore 10 di domani 29.8.2019 l’ultimo diaframma del cunicolo di attraversamento della strada statale E55, funzionale al completamento dei lavori di realizzazione del canale deviatore delle acque meteoriche dall’abitato di Fasano-Torre Canne. Interverranno il Sindaco di Fasano Francesco Zaccaria, il Consigliere regionale Fabiano Amati,  il Commissario Asset Elio Sannicandro, il Rup Leonardo Angelini, il direttore dei lavori Leonardo D’Adamo, il responsabile sicurezza Francesco Leone e il rappresentante legale dell’impresa Gallone Cosimo esecutrice dei lavori.
Al cantiere si potrà accedere dalla via Appia di Fasano-Torre Canne, nei pressi di fiume Piccolo.
I lavori di questa rilevante opera pubblica, che permetterà di mettere in sicurezza Torre Canne dalle alluvioni, furono appaltati alcuni anni fa e valgono circa 5 milioni di euro; rientravano in un piano generale di mitigazione del dissesto idrogeologico approvato all’epoca del mandato di Fabiano Amati da Assessore regionale ai lavori pubblici, nell’ambito del più complessivo Piano frane e versanti, per un valore di circa 200 milioni di euro. Si tratta di un canale deviatore lungo circa 2,6 chilometri, composto da 7 attraversamenti stradali e 7 opere di presa, che raccoglie le acque provenienti dalle colline sovrastanti la frazione di Torre Canne, intercettandole da tre lame per poi farle defluire in mare.
«Questo canale è un ulteriore passo verso la complessiva sicurezza idraulica della città e un chiaro esempio di politica trasformata in cantieri e concretezza – commenta il Consigliere Amati –. È un fatto di educazione, non solo di sicurezza, perché queste opere, soprattutto quelle invisibili, servono a far conoscere il rapporto che deve esserci tra l’uomo e la natura, gli equilibri che devono essere mantenuti affinché, nel mantenimento di questi equilibri, ci si allontani dal rischio ambientale e dalla perdita di vite umane, e si difenda anche la bellezza del territorio in cui si vive».
DETTAGLI TECNICI DELL’OPERA DI ATTRAVERSAMENTO OGGETTO DELL’ABBATTIMENTO DELL’ULTIMO DIAFRAMMA
Si tratta dell’unico attraversamento gettato in opera. L’opportunità di realizzare la struttura in cemento armato in opera scaturisce dalla richiesta dell’ANAS di non ridurre la carreggiata della E55 che, come noto, rappresenta un asse viari di primaria importanza per il traffico veicolare della Regione Puglia, rappresentando il principale collegamento del Salento verso nord. Prevede la realizzazione dello scatolare in cemento armato gettato in opera e successivamente spinto sotto la strada statale.
La struttura monolitica da infiggere viene realizzate al di sopra di una platea di varo. L’infissione avviene tramite martinetti che contrastano da un lato sulla struttura e dall’altro su una parete, detta muro reggispinta, che a sua volta scarica e ripartisce tale azione sul terreno retrostante.
Le fasi di realizzazione della spinta del monolite sono stare le seguenti:
1. messa in opera dei dispositivi antinfortunistici;
2. esecuzione del tagliente in acciaio e della feritoia per la fuoriuscita del lamierino sulla soletta del monolite;
3. installazione attrezzature di spinta tra il monolite e la parete reggispinta:
– collegamento martinetti idraulici alla centrale oleodinamica situata nelle immediate vicinanze, controllando l’idoneo fissaggio delle condotte contenenti olio in pressione;
– posizionamento piastre/travi in acciaio per la ripartizione della spinta sulle strutture in calcestruzzo;
4. sistemazione di coperchio sui martinetti per consentire il passaggio dei mezzi di scavo utilizzati per lo scavo del terreno all’interno del monolite. Il coperchio è posizionato sopra i martinetti perché questi ultimi non rimangano danneggiati dal passaggio dei mezzi meccanici che entrano ed escono dal monolite;
5. fissaggio del lamierino antitrascinamento alla struttura fissa di ritegno;
6. spinta di primo stacco del monolite per verifica di funzionamento dell’impianto e resistenza delle strutture in c.a.;
7. definizione caposaldo;
8. scavo dall’interno del monolite sul fronte di avanzamento eseguito con mezzi meccanici;
9. spinta del monolite per 50 cm corrispondenti alla corsa dei martinetti che a fine spinta ritirano lo stelo;
10.inserimento travi in acciaio di spessoramento di idonea lunghezza tra la parete reggispinta ed i martinetti;
11.lubrificazione eseguita dall’interno e dall’esterno del monolite, tramite opportuni fori previsti in fase di costruzione, dell’estradosso della soletta superiore;
12.ripetizione delle fasi 8-9-10-11 fino alla progr. 5,00 m di avanzamento.

Xylella, C-Entra il futuro: “Osservatorio fitosanitario risponde a nostre sei domande: le cose dette a convegno Conversano sono false. Emiliano sia più prudente”

Xylella, C-Entra il futuro: “Osservatorio fitosanitario risponde a nostre sei domande: le cose dette a convegno Conversano sono false. Emiliano sia più prudente”

 

“L’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia ha risposto alle nostre sei domande. Ci pare di capire che non rispondono al vero accertato o accertabile tutte le affermazioni e supposizioni espresse a Conversano durante un convegno, svoltosi nei giorni scorsi alla presenza, purtroppo, del Presidente Emiliano. D’ora in poi maggiore prudenza e affidamento alla prova scientifica non guasterebbe”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea, presentatori nei giorni scorsi di un’istanza al Servizio Osservatorio fitosanitario regionale, riscontrata oggi, per avere informazioni dettagliate sui contenuti esposti in un convegno sulla Xylella svoltosi il 24 luglio 2019 a Conversano alla presenza del Presidente della Giunta regionale Michele Emiliano. 

Ecco il testo delle domande e delle risposte:

1. È stato detto che dall’agosto 2016 c’è un albero infetto a nord di Bari. Risulta al Servizio tale circostanza?

Alla Sezione Osservatorio, sulla base degli atti disponibili, non risulta alcun ritrovamento di piante infette a Corato.

Nello specifico, le coordinate GPS dell’agro di Corato presenti nell’appendice “Xylella fastidiosa host plant database” della pubblicazione EFSA “Update of a database of host plants of Xylella fastidiosa: 20 November 2015” del 9 febbraio 2016 (EFSA Journal) si riferiscono, come specificato dall’EFSA, non alla posizione della pianta infetta ma rappresentano le coordinate di centroide della Puglia., mentre le coordinate GPS della pianta a cui si fa riferimento e tutte le informazioni ad essa associate sono presenti nel link presente nel lavoro scientifico di riferimento citato nello stesso documento.

2. Un relatore ha dichiarato d’occuparsi di Xylella dal 2011, cioè ben prima che la presenza del batterio fosse accertata ufficialmente. Di tale circostanza ne è mai venuto a conoscenza il servizio fitosanitario? In caso affermativo, perché il servizio ritenne di non rendere pubblica la notìzia e di adottare le opportune misure?

Il servizio fitosanitario non è mai venuto a conoscenza che ci fosse qualcuno a livello regionale che si occupasse di xylella nel 2011.

La presenza di xylella sul territorio Europeo è stata segnalata per la prima volta dal Servizio fitosanitario della Regione Puglia ad ottobre 2013, come rilevabile dalla prima comunicazione fatta dal Servizio fitosanitario al Ministero a seguito della nota dei laboratori SELGE di Bari con cui si comunicava l’identificazione mediante tecniche molecolari di Xylella fastidiosa in campioni vegetali prelevati nel Salento; in particolare da olivi con manifesti segni di disseccamento, da oleandro e mandorlo.

Con l’occasione si richiama l’art. 8 del D.igs 214/05 e s.m.i., che dispone “chiunque è a conoscenza , compresi gli Enti pubblici e privati ed ogni altra istituzione scientifica, di darne immediata comunicazione al Servizio fitosanitario regionale competente per territorio, della comparsa effettiva o sospetta di organismi nocivi di cui all’allegato I o II, nonché di ogni altro organismo nocivo, non segnalato precedentemente nel territorio della Repubblica Italiana”. L’inadempimento è sanzionabile ai sensi del comma 5 dell’art. 54 del medesimo decreto legislativo.

3. È stato detto che “… la fastidiosa fastidiosa c’è sempre stata in Puglia. Considerato che la “fastidiosa fastidiosa” è l’agente della temutissima malattia di “Pierce della vite”, del cui rinvenimento non si ha notizia nonostante le analisi compiute, il Servizio Fitosanitario ha dati o notizie che possano confermare tale affermazione? Se sì, perché ciò non è stato reso noto e quali misure sono state adottate in merito? Se invece non è vero, perché non sì smentisce tale falso allarme?

A questo servizio non è giunta alcuna comunicazione sul ritrovamento di ceppi di X. fastidiosa sottospecie fastidiosa.

E’ altresì doveroso specificare che la vite è stata oggetto di specifiche attività di monitoraggio dal 2013, I cui risultati non hanno mai evidenziato infezioni su questa specie, né tantomeno sono giunte segnalazioni di viti con sintomi sospetti e attribuibili alla Malattia di Pierce.

Peraltro, tutti i dati relativi alla caratterizzazione genetica effettuata dal laboratorio BELGE ogni qualvolta è stata identificata una nuova specie ospite o un nuovo focolaio, indicano in tutti i casi la presenza di X. fastidiosa sottospecie pauca ST53.

A seguito delle prove di patogenicità effettuate su vite, suffragate dalle analisi di laboratorio effettuate sui campioni vegetali prelevati da vite nelle aree infette, con Decisione UÈ 2352 del 14/12/2017, tre varietà di vite molto diffuse in Puglia: Negroamaro, Cabernet Sauvignon e Primitivo, sono state inserite tra le specie non suscettibili alla Xylella f. pauca ST53.

4. È stato detto che la Xylella è arrivata in Puglia alla fine del secolo scorso. Se il riferimento è verosimilmente alla sottospecie “pauca”, considerato che nello stesso convegno è stato detto che la fastidiosa “c’è sempre stata in Puglia”, il Servizio Fitosanitario è in possesso di dati che confermino questa affermazione, sinora smentita dalle analisi anche genetiche effettuate da gruppi di rilevanza internazionale? E se invece tali affermazioni fossero false, perché non si procede a smentita?

Che l’introduzione possa essere avvenuta alcuni anni prima del 2013 (anno in cui è stato diagnosticato in Puglia il batterio per la prima volta) è cosa alquanto plausibile considerando che dalle informazioni acquisite nell’areale colpito dai disseccamenti, sintomi atipici di disseccamento su olivo erano stati notati già nel 2008-2010; dai dati ora a disposizione emerge che (in condizioni di campo) dal momento dell’infezione sino alla comparsa dei sintomi possono intercorrere anche anni (3-4 anni).

Gli studiosi hanno cercato di stimare la probabile data di introduzione, fra le quali l’autore del libro fa riferimento all’arco temporale individuato durante la conferenza EFSA di Mallorca del 2017, ciò ovviamente non è da intendersi come data sin dalla quale si aveva conoscenza dell’esistenza di Xylella in Puglia.

Una risposta scientifica in tal senso è stata fornita ad aprile 2019, sulla rivista scientifica “Applied and Environmental Microbiology” è stato pubblicato il lavoro “Genomic diversity and recombination among Xylella fastidiosa subspecies” di: Mathieu Vanhove, Adam C. Retchless, Anne Sicard, Adrien Rieux, Helvecio D. Coletta-Filho, Leonardo De La Fuente, Drake C. 5tenger,e Rodrigo P. P. Almeida, che attraverso una analisi bioinformatica delle sequenze dei genomi disponibili (quindi dati reali) ha stimato come data di introduzione statisticamente più probabile in Puglia il 2008, mentre in Costa Rica la data di introduzione statisticamente più probabile è il 1943.

5. È stato detto che “la Francia ha deciso di abbandonare il problema…”. Considerato che non risulta avviato alcun procedimento d’inadempimento (infrazione) a carico della Francia, mentre al contrario sono stati resi più volte pubblici gli esiti del monitoraggio del materiale vegetale importato e del controllo di potenziali focolai sul territorio francese, cosa intende fare il Servizio Fitosanitario per impedire che il prestare credito a tale tipo di informazioni può favorire il propagarsi dell’epidemia?

Al Servizio fitosanitario pugliese non risulta che “La Francia ha deciso di abbandonare il problema”.

La Francia nella regione Provenza-Alpi – Costa Azzurra (PACA), attua misure di eradicazione e in Corsica misure di contenimento. Si rammenta che le misure di eradicazione che sono le più drastiche hanno come obiettivo Feradicazione del batterio dal territorio interessato, mentre in Corsica nonostante sia un’isola e il batterio è diffuso e insediato, si attuano misure di contenimento proprio per cercare di contenerne la diffusione.

6. È stato detto che “a Mentone hanno trovato tutti i 5 tipi” (riferendosi presumibilmente a tutte le diverse sottospecie di Xylella). E’ una affermazione che trova conferma nei documenti ufficiali?

Dai report ufficiali della Francia presentati in seno al Comitato Fitosanitario Permanente di Bruxelles e pubblicati su CIRCA (portale della Commissione) non risulta che in Francia siano stati individuate tutte le sottospecie di xylella.

Le sottospecie rilevate in Francia nella regione PACA sono: X. fastidiosa subsp. multiplex e X. fastidiosa subsp. pauca.

Xylella e monitoraggi, C-Entra il futuro: “Perché sono state sospese le attività? Xylella è un fatto concreto, non carte da compilare. Intervenga Emiliano”

Xylella e monitoraggi, C-Entra il futuro: “Perché sono state sospese le attività? Xylella è un fatto concreto, non carte da compilare. Intervenga Emiliano”

Nessuno riesce a spiegarci perché il monitoraggio sulla Xylella si è bloccato, dopo i primi quattro giorni di lavoro. Sarà che qualcuno si è rassegnato alla distruzione e, alla fine, ciò che interessa sono solo gli adempimenti burocratici, cioè mettere le carte a posto per evitare il procedimento d’infrazione? Chiediamo ancora una volta l’intervento risoluto del Presidente Emiliano”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea, con riferimento alle attività di monitoraggio nelle aree di contenimento e cuscinetto interessate dal batterio Xylella.

“Le attività di monitoraggio sulla diffusione del batterio, funzionali all’eventuale esecuzione delle previste misure di contrasto, erano cominciate nei giorni 5, 6, 7 e 8 agosto e poi inspiegabilmente sospese. Ad oggi, non riusciamo a capire i motivi della sospensione e nemmeno le modalità con cui si intende operare. Abbiamo l’impressione che la vicenda Xylella si stia ormai vivendo solo attorno agli adempimenti burocratici, cioè al mettere a posto le carte, e non ad evitare l’espansione del contagio. A riprova di ciò ci sono la ingiustificata sospensione del monitoraggio e i procedimenti di ispezione e campionamento.
Sulla sospensione, più che risposte alle nostre domande, cioè ulteriori parole, chiediamo un intervento risoluto del Presidente Emiliano, finalizzato a far ripartire le attività. Sulle modalità del monitoraggio avvertiamo, invece, qualche perplessità, su cui chiediamo un’urgente rimeditazione – proseguono i sei -. Innanzitutto: se vogliamo contrastare la Xylella e non mettere solo le carte a posto per evitare l’infrazione, ci pare essenziale dispiegare le maggiori energie nelle fasce cuscinetto e di contenimento, con modalità più o meno simili a quelle utilizzate per i precedenti monitoraggi, prima cioè che l’Unione Europea allentasse le regole operative”.

“Le attuali modalità, infatti, risultano insufficienti perché prescrivono le ispezioni su tutte le piante per solo 5.000 ettari circa della zona cuscinetto (primo chilometro), con almeno una piante a ettaro da sottoporre a campionamento, mentre in precedenza le attività riguardavano circa 50.000 ettari di ispezione visiva e almeno 50.000 piante da campionare (una per ettaro).
Inoltre: circa la fascia di contenimento, le attuali modalità operative prescrivono solo l’ispezione visiva e il campionamento delle piante sospette, mentre in precedenza le attività riguardavano circa 100.000 ettari di ispezione visiva e almeno 100.000 piante da campionare (una per ettaro) – concludono -“.

Piano casa, C-Entra il futuro: “Svimez dice che le costruzioni trainano l’economia pugliese e per questo presentiamo proroga della legge”

Piano casa, C-Entra il futuro: “Svimez dice che le costruzioni trainano l’economia pugliese e per questo presentiamo proroga della legge”
“La Svimez ha detto che il settore dell’edilizia ha trainato la Puglia nel 2018 con un + 4,4 %. È stato soddisfacente sentire tante lodi a questo importante risultato economico, in particolare del Presidente Emiliano e del Sindaco De Caro, soprattutto per chi come noi, assieme ai colleghi Peppino Longo e Enzo Colonna, si preoccupa di presentare ogni anno la legge di proroga al Piano casa, che è lo strumento più utilizzato per raggiungere quel risultato economico. E per questo, oggi abbiamo provveduto a presentare un’ulteriore proroga in vista del 2020”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea, annunciando la presentazione odierna della proposta di legge con cui si prorogano a tutto il 2020 gli effetti del Piano casa.
“È piacevole sentire in queste ore parole d’entusiasmo sui risultati economici della Puglia, in qualche caso però prive di riferimento al settore che principalmente li genera. In alcuni ambienti vige purtroppo l’idea infondata che l’edilizia non sia una encomiabile attività professionale e che gli imprenditori, i muratori e i professionisti tecnici siano soggetti predisposti alla violazione sistematica di regole o alla distruzione dell’ambiente o del paesaggio” – proseguono i sei consiglieri.
“Non è ovviamente così, e quanto al Piano casa si tratta, invece, di offrire la possibilità ai comuni, ognuno secondo la sua volontà o necessità, di aumentare i volumi senza consumare suolo – quindi tutelando spazi non costruiti – e di assecondare le destinazioni richieste dall’antico meccanismo della domanda e dell’offerta. Certo, con il passare degli anni la legge sul Piano casa ha subito così tante modifiche che almeno un lifting di chiarezza sarebbe necessario; e su questo siamo ovviamente disponibili a collaborare con il Governo regionale e con tutti i colleghi”.
Restano però da confermare alcune idee di fondo consolidate e che offrono i risultati economici contabilizzati dalla Svimez: che il legislatore regionale abilita al compimento di un’attività edilizia ma spetta ai comuni decidere se avvalersene o meno; che una legge chiara nel procedimento e negli effetti volumetrici, tale da giustificare il ricorso al permesso di costruire e non a provvedimenti attuativi discrezionali, elimina alla fonte ogni forma di corruzione, anche nella forma della tentazione; che le migliori riqualificazioni avvengono incentivando i proprietari; che le destinazioni d’uso, cioè il modo di vivere delle persone, devono essere flessibili nel tempo e non assoggettati a regole di vita imposte da un Grande artefice; che l’edilizia è una delle attività a più alta densità di posti di lavoro e che permette a migliaia di cittadini pugliesi di mettere il piatto a tavola e mandare i figli a scuola – concludono –”.