Liste d’attesa, C-Entra il futuro: “Seconda diffida alle Asl per la pubblicazione dei dati. Ci piacerebbe se ‘Con’ noi ci fossero anche altri”

“E pure per questa settimana non è successo nulla. Le Asl pugliesi continuano a violare la legge sulla pubblicazione dei dati sulle liste d’attesa e noi li diffidiamo per la seconda volta. Continueremo a farlo ogni settimana, sia perché la legge prescrive la pubblicazione dei dati d’attesa per correggere i disservizi e le pene dei cittadini in fila ai Cup, e sia perché il compito prioritario dei partiti o delle associazioni politiche consiste in proposte per la riduzione delle liste d’attesa e non in rimedi per la moltiplicazione delle liste elettorali. Sarebbe piacevole se in questa battaglia si schierassero ‘Con’ noi anche altri”. 

Lo comunicano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, annunciando l’invio di una seconda diffida ai Direttori generali delle aziende sanitarie pugliesi per la mancata pubblicazione dei dati bimestrali sui tempi d’attesa per l’attività istituzionale e libero professionale, così come previsto dalla legge regionale.

“Sono ormai 28 i giorni di ritardo. Due settimane fa avevamo inviato una semplice richiesta per chiedere l’adempimento alle disposizioni di legge, senza avere alcun riscontro. La settimana scorsa avevamo notificato una diffida, anch’essa priva di esito. Oggi abbiamo inviato, come promesso, una seconda diffida e continueremo fino a quando non vedremo comparire sui siti i dati del monitoraggio – ribadiscono i sei Consiglieri –. Sono due anni che raccogliamo lividi, dolori e ferite inflitti da questo problema ai pugliesi, dichiarandoci sempre disponibili a federarci con tutti per creare mobilitazione e riconciliare le persone con la gestione della Sanità, un ramo importante dell’amministrazione pubblica, però oscurato nelle sue molteplici buone notizie dal problema delle liste d’attesa”.

“La legge regionale – proseguono – prescrive che con scadenza bimestrale – e comunque non oltre il quinto giorno del bimestre successivo – i Direttori generali delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliero-universitarie e degli IRCCS di diritto pubblico, provvedano a pubblicare sul relativo sito istituzionale i dati di monitoraggio distinti per classi di priorità sui tempi d’attesa nell’erogazione di tutte le prestazioni eseguite nell’ambito dell’attività istituzionale e dell’attività libero-professionale intramuraria (ALPI), e i risultati della contabilità analitica e separata riferita al bimestre precedente, con indicazione dei costi diretti e indiretti, e dei mancati introiti da compartecipazione alla spesa sanitaria. La citata disposizione è entrata in vigore il 12 aprile 2019, per cui il primo bimestre su cui incombeva l’obbligo era quello maggio-giugno 2019, la cui pubblicazione sui relativi siti doveva avvenire entro il 5 luglio 2019”.

“Ad oggi, cioè dopo 28 giorni, sui siti internet delle aziende, e nonostante una richiesta inviata in data 19.7.2019 e una diffida del 26.7.2019, non risulta ancora avvenuto l’adempimento alle disposizioni di legge, per cui abbiamo pensato di notificare una seconda diffida. La pubblicazione bimestrale dei dati – concludono – è uno straordinario rimedio per radiografare con continuità la situazione, evitando così di tollerare condizioni elusive di tutte le disposizioni che regolano l’erogazione della prestazione sanitaria ed esigere immediati correttivi”.

Liste d’attesa, Amati: “Ho diffidato i Direttori generali per la mancata pubblicazione dei dati di monitoraggio maggio-giugno. L’opacità è complice del disagio”

 

Liste d’attesa, Amati: “Ho diffidato i Direttori generali per la mancata pubblicazione dei dati di monitoraggio maggio-giugno. L’opacità è complice del disagio”

172 dir, Amati: “In corso lavori di costruzione dei muri di sostegno e rotatorie. Da settembre partirà il senso unico per interventi su pareti rocciose”

Proseguono i lavori sulla 172 dir Fasano-Laureto. Alla data odierna, sono in corso i lavori di costruzione di un muro di sostegno in cemento armato in corrispondenza della curva ‘Cesaretta’, lo scavo e l’impostazione del piano di posa dei rilevati stradali delle nuove rotatorie ‘Fasano’ e ‘Cava’. I lavori proseguiranno anche ad agosto, al di fuori della sede stradale e da settembre sarà avviato il senso unico in salita su quasi tutto il tracciato, per consentire tra l’altro i lavori di gradonatura della parete rocciosa”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, commentando l’ultimo rapporto sull’andamento dei lavori consegnato alla Regione Puglia da Anas.

L’intervento di ammodernamento e messa in sicurezza della strada 172 dir fu avviato con delibera di Giunta regionale del 12 aprile 2011, proposta da Fabiano Amati in qualità di assessore regionale ai lavori pubblici dell’epoca, e da una convenzione tra Regione Puglia e Anas sottoscritta il 19 aprile 2012 dallo stesso Amati e dal Presidente Anas dell’epoca Pietro Ciucci.

 

Il lavoro più importante sinora completato – prosegue – è la posa in opera di una nuova condotta idrica in Polietilene ad alta Densità (PEAD) del diametro di 450 mm, interrata nella sede stradale tra le curva della ‘Madonnina’ e ‘Cesaretta’, che da qualche giorno è entrata in esercizio in sostituzione della vecchia condotta in acciaio di 400 mm presente sul fronte roccioso da demolire e sagomare a gradoni. Attualmente sono in corso i lavori per l’ampliamento del raggio di curvatura di ‘Cesaretta’, attraverso l’esecuzione di un’opera di sostegno del terrapieno costituita da un muro in cemento armato su fondazione diretta, che al termine dei lavori sarà rivestito con un muro a secco in pietra locale. L’altezza massima del muro è di 7 metri. Al termine dei lavori la larghezza totale della carreggiata in questo punto, come in ogni punto dell’intero tracciato, sarà di 9,50 metri, composta da due corsie di 3,50 metri ciascuna e due banchine di 1,25 metri ciascuna.

Sono inoltre in corso i lavori di realizzazione di un tombino in cemento armato sempre alla curva ‘Cesaretta’, messo in opera per adeguare un vecchio tombino destinato a intercettare le acque meteoriche e convogliarle in un’incisione naturale, e lo scavo e l’impostazione del piano di posa dei rilevati stradali dei rami delle rotatorie di Fasano (Sacro cuore) e Cava (Cazzodda). La rotatoria di Fasano-Sacro Cuore, con diametro e larghezza della corona di 46 e 7 metri, permetterà di unificare gli incroci a raso con via Nazionale dei trulli e con la strada vecchia per la Selva, attraverso la realizzazione di una variante/bretella di 200 metri. La rotatoria di Cava (Cazzodda), invece, eliminerà diverse intersezioni a raso, offrendo la possibilità d’invertire la marcia e quindi rendendo possibile il divieto di svolta a sinistra, sia in corrispondenza del distributore carburanti e sia più a monte.

Nell’aprile-maggio scorso si è provveduto all’espianto e al successivo reimpianto di olivi monumentali, non monumentali e carrubi, per un totale di 195 piante. Restano da espiantare e reimpiantare 10 alberi di olivo non monumentali.

Sono stati infine appaltati all’impresa Del Busso di Campobasso i lavori di rimozione di ulteriori interferenze con le reti AQP ed Enel, i cui lavori sono già stati avviati – conclude Amati”.

Liste d’attesa, C-Entra il futuro: “Asl violano legge su pubblicazione dati e noi li diffidiamo. Bene mozione di altri tre colleghi sui pre-ricoveri”

Visto che una semplice richiesta non è bastata, abbiamo inviato una diffida. Lo faremo ogni settimana, perché la legge prescrive la pubblicazione dei dati d’attesa non per motivi statistici, ma per correggere i disservizi e le pene dei cittadini in fila ai Cup. E siamo contenti che da oggi sull’argomento generale dei tempi d’attesa si siano aggiunti a noi altri tre colleghi, con una mozione che tende a regolare l’attesa nella fase preparatoria ai ricoveri”.

Lo comunicano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, annunciando l’invio di una diffida ai Direttori generali delle aziende pugliesi per la mancata pubblicazione dei dati bimestrali sui tempi d’attesa per l’attività istituzionale e libero professionale, così come previsto dalla legge regionale.

“La settimana scorsa avevamo inviato una semplice richiesta per chiedere l’adempimento alle disposizioni di legge. Ad oggi nessun riscontro. Per questo, abbiamo notificato oggi una diffida, che ripeteremo ogni settimana fino a quando non vedremo comparire sui siti i dati. La legge regionale prescrive che con scadenza bimestrale – e comunque non oltre il quinto giorno del bimestre successivo – i direttori generali delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliero-universitarie e degli IRCCS di diritto pubblico, provvedano a pubblicare sul relativo sito istituzionale i dati di monitoraggio distinti per classi di priorità sui tempi d’attesa nell’erogazione di tutte le prestazioni eseguite nell’ambito dell’attività istituzionale e dell’attività libero-professionale intramuraria (ALPI), e i risultati della contabilità analitica e separata riferita al bimestre precedente, con indicazione dei costi diretti e indiretti, e dei mancati introiti da compartecipazione alla spesa sanitaria. La citata disposizione è entrata in vigore il 12 aprile 2019, per cui il primo bimestre su cui incombeva l’obbligo era quello maggio-giugno 2019, la cui pubblicazione sui relativi siti doveva avvenire entro il 5 luglio 2019”.

“Ad oggi – proseguono i sei – sui siti internet delle aziende, e nonostante una prima richiesta inviata in data 19.7.2019, non risulta ancora avvenuto l’adempimento alle disposizioni di legge, per cui abbiamo pensato di notificare una diffida.
La pubblicazione bimestrale dei dati è uno straordinario rimedio per radiografare con continuità la situazione, evitando così di tollerare situazioni elusive di tutte le disposizioni che regolano l’erogazione della prestazione sanitaria ed esigere immediati correttivi”.

“Nel frattempo – concludono – abbiamo appreso della presentazione da parte di tre colleghi consiglieri di una mozione per regolamentare l’attesa nei pre-ricoveri: ci sembra un’iniziativa utile e perciò da sostenere, sperando che sia calendarizzata in aula al più presto, perché l’impegno nella lotta alla tragedia delle liste d’attesa deve essere sempre più ampio e corale, incline a coinvolgere anche colleghi che sinora hanno ostacolato le nostre iniziative”.

 

Liste d’attesa, Amati: “Ho diffidato i Direttori generali per la mancata pubblicazione dei dati di monitoraggio maggio-giugno. L’opacità è complice del disagio”

Autonomia delle regioni del nord, C-Entra il futuro: “La battaglia contro l’autonomia del nord sembra finta, a causa di alcuni gruppi e singole personalità. Si stenta a passare dalle parole ai fatti”

Vista dal Consiglio regionale di oggi, la battaglia contro il progetto di autonomia delle regioni del nord sembra una finzione, a causa di alcuni gruppi politici e di alcune personalità. Si ha l’impressione che per molti tutto si riduca in posizioni di facciata, al servizio di qualche innocuo comunicato stampa, retrocedendo non appena c’è da passare dalle parole ai fatti”.

 

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando il rifiuto di alcuni gruppi politici a esaminare oggi la mozione contro il progetto di autonomia differenziata delle regioni del nord. Il testo della mozione chiedeva, sulla base di una mozione approvata nei mesi scorsi dallo stesso Consiglio regionale, di istituire un Comitato di mobilitazione composto da 12 Consiglieri regionali e 12 Sindaci.

 

“Non appena si prova a dare concretezza alle iniziative di mobilitazione, cioè a passare dalle parole ai fatti così come chiedeva la nostra mozione, c’è sempre la tendenza a perdere tempo, adducendo improbabili problemi di galateo regolamentare, anche a dispetto della sovranità del Consiglio, e quindi buttando la palla in tribuna”.

 

Viene il dubbio – aggiungono ancora i sei – che alcuni non abbiano una reale convinzione di combattere, mentre altri subiscano il potere dolce dei sondaggi favorevoli a Salvini, col risultato che entrambi finiscono per ostacolare iniziative organizzate a tutela dei cittadini meridionali. Eppure, parlare di contrasto vero al progetto di autonomia significherebbe, tanto per fare un esempio, evitare che ci siano sottratti 282 milioni all’anno dal fondo sanitario regionale, solo pensando agli effetti della proposta sull’Iva sanitaria”.

 

Autonomia, C-Entra il futuro: “Depositata nuova mozione per costituire comitato di lotta regione-comuni”

Rifiuti e nuove tecnologie, C-Entra il futuro: “Attenzione e interesse alla sperimentazione Eni di Gela, soprattutto in questo momento difficile per la Puglia”

In un momento difficilissimo per la gestione dei rifiuti in Puglia, a causa della mancata dotazione impiantistica per la chiusura del ciclo, guardiamo con attenzione e interesse alla sperimentazione Eni in corso a Gela sulla trasformazione dei rifiuti organici in bio-olio e acqua”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando l’audizione svoltasi oggi nelle commissioni I e V con l’amministratore delegato della Syndial del gruppo Eni, Ing. Paolo Grossi, sull’impianto pilota di Gela.

“La tecnologia utilizzata e i numeri portati alla nostra attenzione impongono uno sguardo aperto alla ricerca, alle nuove tecnologie e alla migliore cultura industriale. Da oggi sappiamo che a Gela c’è un progetto pilota che sta sperimentando la tecnologia Waste to Fuel, cioè una replica in poche ore di ciò che fa la natura in migliaia di anni, trattando 700 kg di rifiuti organici al giorno. È stato riferito che, qualora la sperimentazione dovesse registrare esiti positivi, gli impianti di trattamento su scala industriale sarebbero in grado di trattare 150.000 tonnellate annue di rifiuti organici, cioè il corrispettivo prodotto da 1.500.000 abitanti”.

“Secondo gli alti dirigenti del gruppo Eni, il processo è in grado di trasformare i rifiuti organici in bio-olio a basso contenuto di zolfo (< 0,1%), utilizzabile in ambito di trasporto marittimo o come carica di raffinerie per produrre biocarburanti per auto; in acqua (70%), utilizzabile a scopi irrigui o industriali, e in bio-metano (1%)”.

“Sotto il profilo della tutela ambientale, i dirigenti Syndial hanno infine riferito che i rifiuti non vengono sottoposti a combustione ma a termo liquefazione, perciò con minori emissioni di anidride carbonica rispetto al compostaggio (- 80%) e al biogas (- 70%)”.

Rifiuti, Amati: “Domani con Eni conosceremo un progetto innovativo e valuteremo la sua adattabilità alla Puglia”

 

Rifiuti organici trasformati in bio olio e acqua: domani in convocazione congiunta delle Commissioni I e V, avremo modo di conoscere e approfondire i dettagli di una innovazione industriale e tecnologica, al fine di valutare l’eventuale adattabilità alle esigenze della nostra regione”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, con riferimento all’audizione in programma per domani dell’Ing. Paolo Grossi, amministratore delegato della Syndal S.p.A., società ambientale del gruppo Eni S.p.A.. All’audizione sono stati invitati anche ANCI, l’Autorità Idrica Pugliese (AIP), l’Agenzia per la Gestione dei Rifiuti (AGER), l’Acquedotto Pugliese SpA (AQP), Puglia Sviluppo, Confindustria, CGIL, CISL e UIL.

“Dalle prime informazioni emerge che il progetto pilota di Gela trasforma la frazione organica dei rifiuti in bio olio, utile a produrre carburanti di nuova generazione. Questa tecnologia permetterebbe di replicare in poche ore, in un impianto industriale a basso impatto ambientale, un processo che la natura compie in milioni di anni: trasformare biomasse preistoriche in energia. Il processo di trasformazione – spiega Fabiano Amati – pare abbia anche la capacità di generare acqua, da utilizzare per usi industriali e civili, in quanto la frazione organica dei rifiuti è composta di acqua per una percentuale pari al 70%”.

“Tale sperimentazione deve essere guardata con occhio attento e interessato – conclude –, perché ha comprovati benefici, non solo ambientali, perché è resa credibile dal fatto che sia Eni a promuoverla – una delle società più serie e solide del mondo, orgoglio della migliore tradizione industriale italiana –, e infine perché c’entra molto con il futuro”.

 

Rifiuti, C-Entra il futuro: “Eni ha accettato l’invito per illustrare il progetto pilota di trasformazione dei rifiuti organici in bio olio e acqua”

Consiglio regionale, C-Entra il futuro: “Legge approvata, acqua e fogna per tutti”

La nostra proposta è legge. Acqua e fogna per tutti, anche se si abita fuori città, è un programma di diritti e di doveri: serve a garantire la migliore qualità della vita e la salute, a migliorare le condizioni igieniche e a tutelare l’ambiente. Grazie a tutti i colleghi che l’hanno votata e all’assessore Gianni Giannini per il supporto e il sostegno”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, promotori della proposta di legge “Misure per l’estensione delle reti idriche e fognarie”. La proposta di legge è stata pure sottoscritta dai Consiglieri regionali Paolo Campo ed Enzo Colonna.

“La politica concreta e non manovriera, dotata di senso pratico, ribelle alla conservazione e affacciata sul futuro ha oggi prodotto una legge che conta nella vita quotidiana delle persone: essa permette di dotare del servizio acqua e fogna gli immobili situati in zona agricola e turistica, con oneri a carico della tariffa. Il tutto – spiegano i Consiglieri – alla ovvia condizione che l’intervento sia compatibile con la dotazione strutturale e tecnologica degli impianti di depurazione e con le infrastrutture destinate all’approvvigionamento idrico, e risulti economicamente equilibrata, sostenibile e giustificata nel rapporto tra costi e benefici”.

“Non potranno ovviamente beneficiare di queste disposizioni gli immobili siti in comuni privi di impianti di depurazione adeguati alla normativa vigente, oppure sottoposti a procedura d’infrazione comunitaria, anche se solo avviata e poi sospesa in attesa della realizzazione degli interventi. Il procedimento per ottenere l’estensione è estremamente semplificato e viene attivato dai singoli comuni presso l’Autorità Idrica Pugliese che, qualora ricorrano i presupposti, autorizza Acquedotto Pugliese a realizzare gli interventi”.

Oggi in aula abbiamo inoltre introdotto un ulteriore articolo di legge, con cui si rende possibile il posizionamento di contatore lungo la rete di distribuzione su asse viario principale, affinché i richiedenti possano realizzare una rete privata di distribuzione collegata alle abitazioni o alle attività” – concludono.

 

Acqua e fogna per tutti, C-Entra il futuro: “Una bella notizia: approvata in Commissione proposta di legge per acqua e fogna a tutti. Ora in Consiglio”

Rifiuti, C-Entra il futuro: “Eni ha accettato l’invito per illustrare il progetto pilota di trasformazione dei rifiuti organici in bio olio e acqua”

C’entra molto con il futuro il nostro interesse a conoscere tutte le innovazioni industriali e tecnologiche: per questo siamo contenti che Eni abbia accettato l’invito a venire in Puglia il prossimo giovedì 18 luglio per illustrare il progetto sperimentale di trasformazione dei rifiuti organici in bio olio e acqua. Ringraziamo i presidenti delle commissioni, in particolare Mauro Vizzino della V, per aver accolto la nostra richiesta d’audizione”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando la convocazione congiunta delle Commissioni I e V per l’audizione dell’Ing. Paolo Grossi, amministratore delegato della Syndal S.p.A., società ambientale del gruppo Eni S.p.A., in merito al progetto pilota per la trasformazione della Forsu in bio olio e acqua, in sperimentazione a Gela.

“Dalle prime informazioni emerge che il progetto pilota di Gela trasforma la frazione organica dei rifiuti in bio olio, utile a produrre carburanti di nuova generazione. Questa tecnologia permetterebbe di replicare in poche ore, in un impianto industriale a basso impatto ambientale, un processo che la natura compie in milioni di anni: trasformare biomasse preistoriche in energia. Il processo di trasformazione – spiegano i sei Consiglieri – pare che generi pure acqua, da utilizzare per usi industriali e civili, perché la frazione organica dei rifiuti è composta di acqua per una percentuale pari al 70%. È questo un ulteriore motivo per guardare con interesse a questo progetto, soprattutto in una terra come quella pugliese contraddistinta da scarsità di risorse idriche.

Nel settore dei rifiuti, come del resto in tutti, il nostro intento è sempre quello di conoscere e capire per poi eventualmente utilizzare le innovazioni nella nostra regione. In questo caso, si tratta di una sperimentazione di sicuro interesse, resa credibile dal fatto che sia Eni a promuoverla, cioè una delle società più serie e solide del mondo, orgoglio della migliore tradizione industriale italiana – concludono -. All’audizione sono stati invitati anche ANCI, l’Autorità Idrica Pugliese (AIP), l’Agenzia per la Gestione dei Rifiuti (AGER), l’Acquedotto Pugliese SpA (AQP), Puglia Sviluppo, Confindustria, CGIL, CISL e UIL”.

Nuovi ospedali sud Salento e Andria, Amati: “La Giunta autorizzi la progettazione per anticipare i tempi dell’appalto lavori”

Su mandato della I Commissione ho chiesto al Presidente Emiliano di autorizzare le Aziende sanitarie di Lecce e BAT ad avviare la gara per la progettazione dei nuovi ospedali del sud Salento e di Andria, così come è emerso durante l’audizione dei direttori generali e dei dirigenti regionali. Ciò permetterebbe d’anticipare di parecchi mesi il tempo dell’appalto dei lavori e di recuperare almeno un anno sul cronoprogramma”.

Lo comunica il Presidente della I Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati che, con una lettera inviata oggi al Presidente della Giunta regionale Michele Emiliano, ha chiesto di autorizzare l’avvio della gara per la progettazione dei due nuovi ospedali, per i quali nella Seduta in Commissione del 3 luglio scorso era stato comunicato il positivo andamento del procedimento per finanziarne la realizzazione.

“Nel corso dell’audizione in Commissione con i dirigenti dell’assessorato e con i Direttori generali delle AASSLL di Lecce e BAT, convocata per conoscere l’andamento della programmazione finanziaria per la costruzione dei nuovi ospedali del sud Salento e di Andria, è emersa la buona notizia della ormai prossima conclusione del procedimento di finanziamento delle due strutture sanitarie. In vista di ciò si è verificata positivamente – con il supporto dei dirigenti regionali intervenuti – la possibilità di procedere all’emanazione del bando per la progettazione, magari autorizzando l’utilizzo del cofinanziamento regionale, così da anticipare di parecchi mesi l’appalto dei lavori.”

 

 

Nuovi ospedali sud Salento e Andria, C-Entra il futuro: “Per Lecce lunedì sarà aggiudicato incarico fattibilità. Per Andria è pronto lo studio di fattibilità. La Giunta autorizzi la gara per le progettazioni esecutive”

 

Cantieri e opere pubbliche, C-Entra il futuro: “Nostra norma per sbloccare cantieri bloccati dallo sblocca-cantieri”

Abbiamo sbloccato i cantieri bloccati dallo sblocca-cantieri. Sembra un gioco di parole, ma senza la norma approvata oggi in Consiglio regionale molti cantieri di opere pubbliche avrebbero subito notevoli rallentamenti. Ringraziamo l’assessore regionale Giannini per il sostegno alla nostra proposta”.

Lo comunicano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, presentatori della norma urgente approvata oggi dal Consiglio regionale in materia di autorizzazione del Genio civile sul progetto strutturale di opere in aree a bassa sismicità.

“Con il c.d. “Sblocca Cantieri” è previsto – anche in aree a bassa sismicità – che serva l’autorizzazione e non il semplice deposito del progetto strutturale presso il Genio civile per le opere di adeguamento o miglioramento sismico, per le nuove costruzioni che si discostino dalle usuali tipologie o che per la loro particolare complessità strutturale richiedano più articolate calcolazioni e verifiche, e per gli interventi relativi ad edifici di interesse strategico e alle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, nonché relativi agli edifici e alle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un loro eventuale collasso.

La nuova previsione normativa sta determinando un notevole rallentamento negli stati di avanzamento dei cantieri, soprattutto quelli più rilevanti. Poiché la stessa norma statale prevede l’emanazione di linee guida da parte del Ministero delle infrastrutture e che nelle more della loro emanazione le regioni possono confermare la disciplina vigente, abbiamo proposto di avvalerci di tale facoltà e permettere quindi lo svolgimento dei lavori e l’avanzamento dei cantieri già avviati senza rallentamenti, cioè facendo in modo che nelle zone a bassa sismicità si continui con il deposito del progetto strutturale”.