Covid-19, Amati, Blasi, Mennea e Pentassuglia: “Commissione approva 10 milioni per sopravvivere e delega la Giunta per sospensione tasse regionali. Ora in aula”

“10 milioni circa ai comuni per distribuirli alle persone in estrema fragilità e delega alla Giunta per sospendere le tasse regionali. Ringraziamo tutti i colleghi che all’unanimità hanno approvato oggi in Commissione la nostra proposta di legge e il nostro emendamento. Ora subito in Consiglio regionale”.

Lo dichiarano i componenti PD della Commissione bilancio Fabiano Amati (Presidente), Ruggiero Mennea (vice-Presidente), Sergio Blasi e Donato Pentassuglia (componenti), con riferimento alla proposta di legge “Misure socio-economiche per fronteggiare la pandemia Covid-19”. La proposta di legge è stata sottoscritta anche dai Consiglieri regionali Enzo Colonna e Gianni Liviano.

“Avevamo presentato la proposta di legge sin dal 18 marzo, cioè da quando ancora non erano molto chiari i problemi di sopravvivenza determinati dai provvedimenti di contenimento sociale. La nostra proposta eroga ai comuni circa 10 milioni, da utilizzare per soccorrere le persone che se la stanno passando peggio. La proposta di legge, inoltre, è stata approvata con l’inserimento di un nostro emendamento, con cui si autorizza la Giunta regionale a sospendere o differire il pagamento delle tasse regionali proprie. Ci sembra ora indispensabile – proseguono Amati, Blasi, Mennea e Pentassuglia – procedere con l’approvazione del Consiglio regionale, ormai dotatosi di tutta la strumentazione tecnologica necessaria per lo svolgimento delle sedute anche in remoto. E di questo ringraziamo il Presidente Loizzo, l’Ufficio di presidenza, i dirigenti e i tecnici del Consiglio regionale, che hanno lavorato con intensità per consentirci di fare il nostro dovere, compatibilmente con le prescrizioni sanitarie di sicurezza. Ringraziamo anche tutti i colleghi, di maggioranza e di opposizione, per il contributo d’idee, le modifiche proposte e il voto favorevole. L’approvazione all’unanimità – concludono – dice di noi molto più di tante parole”.

TESTO APPROVATO

Proposta di Legge

“Misure straordinarie per fronteggiare le conseguenze socio-economiche derivanti dalla pandemia Covid-19”

Art. 1
Misure socio-economiche per pandemia Covid-19

1. Al fine di fronteggiare le conseguenze socio-economiche derivanti dalla pandemia da Covid-19, la Giunta regionale è autorizzata all’adozione di appositi provvedimenti amministrativi con dotazione finanziaria in termini di competenza e cassa di euro 9.473.693,21.

2. I provvedimenti di cui al comma 1 devono essere diretti ad assicurare dignitose condizioni di sopravvivenza a soggetti o nuclei familiari con particolari fragilità sociali, privi di qualunque forma di assistenza economica in corso di erogazione, ovvero a lavoratori autonomi risultati privi di qualsiasi reddito a causa della pandemia da Covid-19 e non destinatari di misure di sostegno previste dalla normativa statale.

3. La gestione delle misure previste dal comma 2 è di norma effettuata dai comuni, ai quali deve essere liquidata una quota proporzionata al numero di abitanti dallo stanziamento complessivo.

Art. 2
Sospensione o differimento termini di tasse regionali

1. La Giunta regionale, con propria deliberazione, può sospendere o differire il termine per l’adempimento degli obblighi tributari a favore dei contribuenti regionali interessati dalla pandemia Covid-19.

2. Il provvedimento di cui al comma 1 è assunto in relazione ai tributi propri regionali. Sono esclusi i tributi regionali compartecipati.

Art. 3
Cabina di regia

1. È istituita una cabina di regia costituita dal Presidente e dalla Giunta regionale e dai capigruppo o loro delegati, dal Presidente Anci Puglia, da rappresentanti delle organizzazioni del lavoro, sindacali e datoriali, con il compito di fornire indirizzi atti a pianificare programmare e coordinare in maniera ordinata e complessiva la fase due dell’emergenza Covid-19.

Art. 4
Norma finanziaria

1. Per le finalità di cui all’articolo 1 della presente legge regionale, nel bilancio regionale autonomo, nell’ambito della missione 12, programma 5, titolo 1, è assegnata una dotazione finanziaria per l’esercizio finanziario 2020, in termini di competenza e cassa, di euro 9.473.693,21.

2. Alla copertura finanziaria degli oneri di cui al comma 1 si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto alla missione 20, programma 3, titolo 1, “Fondo speciale di parte corrente per il finanziamento di leggi regionali che si perfezionano dopo l’approvazione del bilancio” relativamente alla destinazione di cui all’articolo 4, comma 1, lettera d), della legge regionale 30 dicembre 2019, n. 55 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2020 e bilancio pluriennale 2020-2022 della Regione Puglia “Legge di stabilità regionale 2020”).

Coronavirus, PDL Amati + 3: “Se finiscono i soldi per mangiare potrebbero essere violate regole contenimento. Subito provvedimenti”

Temiamo che tra qualche giorno le misure di contenimento sociale potrebbero essere violate da persone che hanno finito i soldi e che hanno bisogno di mangiare. Per questo rilanciamo la nostra proposta, già depositata, di aiutare i comuni con 10 milioni di euro per garantire sostegno alle persone più in difficoltà, rastrellando inoltre dal bilancio tutte le ulteriori risorse utilizzabili. In qualsiasi momento fosse tecnicamente possibile, non c’è alcun dubbio che tutti i Consiglieri regionali sarebbero pronti a uscire di casa e ad approvare la nostra proposta o altra migliorativa – o di maggiore immediatezza – approvata dalla Giunta regionale”.

Lo dichiarano i componenti PD della Commissione bilancio Fabiano Amati (Presidente), Ruggiero Mennea (vice-Presidente), Sergio Blasi e Donato Pentassuglia (componenti), presentatori della proposta di legge “Misure socio-economiche per fronteggiare la pandemia Covid-19”.

Ogni giorno che passa aggrava la condizione economica delle persone più fragili, determinando un peso a carico delle amministrazioni comunali che, tra non molto, rischia di diventare insostenibile e potenzialmente in grado di aprire conflitti. Per questi motivi – aggiungono – riteniamo che, accanto alle misure di contenimento per dilatare nel tempo l’emergenza sanitaria, vadano assunti provvedimenti economici in grado di rendere compatibili – per le persone più fragili – il dovere di restare in casa e il diritto di sopravvivere. Non è difficile immaginare che a fronte di difficoltà di sopravvivenza e di mancate risposte alle molteplici richieste, così come già comincia ad accadere, si possano registrare fenomeni di inadempienza agli obblighi di contenimento, finalizzati alla spasmodica ricerca di aiuto o sostegno. Per questo motivo, pensiamo che la tenuta del sistema di emergenza in vigore non possa essere disgiunta da particolare attenzione nei confronti delle condizioni economiche delle persone più in difficoltà – concludono –. Lo insegna ancora una volta la storia di tutte le pandemie conosciute”.

Covid-19: “10 milioni per persone fragili e autonomi. Proposta di legge firmata da componenti PD della I Commissione”

“10 milioni ai comuni per distribuirli alle persone in estrema fragilità e agli autonomi non considerati dai provvedimenti statali. Abbiamo presentato una proposta di legge. Subito in Commissione e Consiglio regionale”.

Lo comunica il Presidente Commissione bilancio Fabiano Amati (Presidente), sottoscrittore della proposta di legge con gli altri componenti PD della I Commissione bilancio: Ruggiero Mennea (vice-Presidente), Sergio Blasi e Donato Pentassuglia (componenti).

“La dichiarazione di pandemia da Coronavirus (Covid-19) e i conseguenti provvedimenti di contenimento sociale suggeriti dal mondo scientifico quale unica possibilità di diluizione nel tempo del numero dei contagiati, così da gestire al meglio la domanda di cure specialistiche, ha fatto emergere numerosi problemi di ordine economico e sociale. Per fronteggiarli, le amministrazioni pubbliche, in particolare quella statale, stanno adottando provvedimenti contenenti numerose misure di sostegno per diverse categorie professionali. Per la dimensione del fenomeno e per l’entità sempre crescente del fabbisogno economico, risultano allo stato non considerate le esigenze di persone o nuclei familiari con particolari fragilità sociali – puntualizzano i Consiglieri Amati, Blasi, Mennea e Pentassuglia –, invisibili finanche agli ‘occhi’ di ogni forma in corso di sostegno economico-sociale, ovvero di lavoratori autonomi privi di reddito a seguito dell’emanazione dei provvedimenti di contenimento sociale e non destinatari – allo stato – di alcuna misura di sostegno prevista dalla normativa statale”.

“Per venire dunque incontro a tale problematica – proseguono – si propone di autorizzare la Giunta regionale all’utilizzo di euro 10 milioni da erogare di norma ai comuni per una gestione più rapida e efficiente, in proporzione al numero di abitanti (10.000.000 (stanziamento): 4.029.053 (abitanti Puglia) = € 2,48 / Esempio: Bari 319.482 x 2,48 = € 792,315).

È auspicabile, ovviamente, che la dotazione finanziaria possa essere ulteriormente ampliata nel corso dell’iter (rapidissimo) di approvazione della legge, stante l’estrema necessità di corrispondere a esigenze sempre crescenti e comunque meritevoli di attenzioni”.

 

 

Testo articolato della proposta di legge

Articolo 1
(Misure socio-economiche per pandemia Covid-19)

Al fine di fronteggiare le conseguenze socio-economiche derivanti dalla pandemia da Covid-19, la Giunta regionale è autorizzata all’adozione di appositi provvedimenti amministrativi con dotazione finanziaria in termini di competenza e cassa di euro 10 milioni.
I provvedimenti di cui al comma 1 devono essere diretti ad assicurare dignitose condizioni di sopravvivenza a soggetti o nuclei familiari con particolari fragilità sociali, privi di qualunque forma di assistenza economica in corso di erogazione, ovvero a lavoratori autonomi risultati privi di qualsiasi reddito a causa della pandemia da Covid-19 e non destinatari di misure di sostegno previste dalla normativa statale.
La gestione delle misure previste dal comma 2 è di norma effettuata dai comuni, ai quali deve essere liquidata una quota proporzionata al numero di abitanti dallo stanziamento complessivo.

Articolo 2
(Norma finanziaria)

Agli oneri derivanti dall’applicazione della presente legge si provvede col capitolo di spesa “Misure straordinarie per fronteggiare le conseguenze socio-economiche derivanti dalla pandemia Covid-19”, istituito nell’ambito del bilancio autonomo e con una dotazione finanziaria per l’esercizio finanziario 2020, in termini di competenza e cassa, di euro 10 milioni, prelevata dal Fondo leggi in corso di approvazione.

Coronavirus, dieci consiglieri regionali: “Sei richieste al Governo nazionale, prima che sia troppo tardi”

C’è bisogno di misure severissime, prima che sia troppo tardi. E per questo abbiamo rivolto sei richieste al Governo nazionale per altrettante misure chiare e rigide. È noto, infatti, che il contenimento più rigoroso va applicato nelle regioni relativamente poco colpite dal virus, ancor più che in quelle ove ormai il focolaio è in piena espansione”.

È questa la richiesta inoltrata oggi al Governo nazionale dai consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Paolo Campo, Enzo Colonna, Mario Conca, Francesca Franzoso, Gianni Liviano, Peppino Longo, Donato Pentassuglia e Domenico Santorsola.

“Le uniche misure la cui efficacia è provata nel diminuire sia l’entità del numero giornaliero di infetti che il picco massimo raggiunto sono quelle di contenimento sociale, cioè tutte le misure che diminuiscono il numero di contatti giornalieri tra le persone. Ma queste misure perdono efficacia man mano che il tempo trascorre dall’accendersi di un nuovo focolaio epidemico. Guardando alla Puglia e alle regioni relativamente indenni, è vitale diluire nel tempo i contagi per meglio gestire i malati e per consentire dislocazioni tra regioni confinanti. È perciò necessario che le misure più rigorose siano prese nelle regioni come la Puglia dove l’epidemia è appena iniziata, ancor più che nelle regioni ove essa è già in stadio avanzato. Se non saranno immediatamente presi i provvedimenti più rigidi in termini di contenimento e comunicazione del rischio nelle regioni ancora relativamente immuni, la scala del disastro sanitario che ne conseguirà sarà molto probabilmente di un ordine di grandezza superiore a quanto a oggi si osserva, soprattutto in quelle regioni con pochissimi posti disponibili in terapia intensiva”.

“Per questi motivi – proseguono i dieci Consiglieri –, abbiamo rivolto al Governo nazionale l’adozione di un provvedimento che faccia conseguire i seguenti risultati:

1. Isolare (dichiarare zona rossa, con la normativa connessa) i comuni ove si osservino casi;

2. Coordinare lo scambio di malati e medici, ove necessario, con le regioni confinanti;

3. Controllare tutti i passeggeri in arrivo presso aeroporti, stazioni ferroviarie ecc., provenienti da zona rossa, con la possibilità di imporre loro la quarantena obbligatoria;

4. Controllare l’arrivo di auto da regioni in zona rossa attraverso i caselli autostradali e possibilità di imporre quarantena a questi passeggeri;

5. Derogare alle norme di finanza pubblica per effettuare le spese sanitarie necessarie e indifferibili;

6. Sostenere il mondo del lavoro e delle imprese attraverso la sospensione dei tributi e del pagamento mutui”.

 

IL TESTO INTEGRALE DEL DOCUMENTO

Premessa

In assenza di un farmaco o un vaccino, le uniche misure la cui efficacia è provata nel diminuire sia l’entità del numero giornaliero di infetti che il picco massimo sono le misure di contenimento sociale, cioè tutte quelle misure che diminuiscono il numero di contatti giornalieri tra individui.

Tuttavia, come noto in letteratura relativamente alla diffusione dei virus influenzali, l’efficacia di queste misure (telelavoro, chiusura delle scuole, isolamento degli infetti, quarantena volontaria dei potenziali infetti) perdono rapidamente efficacia man mano che il tempo trascorre dall’accendersi di un nuovo focolaio epidemico.

Per questo, le misure di contenimento più rigide andrebbero in realtà applicate in regioni relativamente poco colpite da COVID-19 ancor più che in quelle ove ormai il focolaio è in piena espansione.

Si ricorda, inoltre, che è in questa fase vitale contenere l’epidemia soprattutto nelle regioni ancora relativamente indenni, per evitare che dopo gli ultimi episodi di disseminazione del virus, si abbia una sincronizzazione delle curve di crescita esponenziali regionali degli infetti; una desincronizzazione, infatti, permette una miglior dislocazione dei malati e delle risorse umane e strutturali tra regioni confinanti, mitigando la saturazione dovuta all’afflusso simultaneo di moltissimi malati in tutte le regioni.

Perché si possa differenziare al massimo l’andamento epidemico tra regioni diverse, è ancora una volta necessario che le misure più rigorose siano prese in quelle regioni ove l’epidemia è appena iniziata, ancor più che nelle regioni ove essa è già in stadio avanzato.

Se non saranno immediatamente presi i provvedimenti più rigidi in termini di contenimento e comunicazione del rischio nelle regioni ancora relativamente immuni, la scala del disastro sanitario che ne conseguirà sarà molto probabilmente di un ordine di grandezza superiore a quanto a oggi si osserva, soprattutto in quelle regioni con pochissimi posti disponibili in terapia intensiva.

Tutto ciò premesso, chiediamo al Governo nazionale provvedimenti diretti a:

1. Isolare (dichiarare zona rossa, con la normativa connessa) i comuni ove si osservino casi che fanno presumere la presenza di un focolaio di diffusione;

2. Coordinare lo scambio di malati e medici, ove necessario, con le regioni confinanti;

3. Controllare tutti i passeggeri in arrivo presso aeroporti, stazioni ferroviarie ecc., provenienti da zona rossa, con la possibilità di imporre loro la quarantena obbligatoria;

4. Controllare l’arrivo di auto da regioni in zona rossa attraverso i caselli autostradali e possibilità di imporre quarantena a questi passeggeri;

5. Derogare alle norme di finanza pubblica e di reclutamento del personale per effettuare le spese sanitarie necessarie e per poter prestare con maggiore efficacia le cure;

6. Sostenere il mondo del lavoro e delle imprese attraverso la sospensione dei tributi e del pagamento mutui.

Xylella, Amati e Pentassuglia: “Chiediamo ai Ministri competenti di guardare bene la norma regionale su reimpianti”

“Sono giunte dai ministeri dei Beni culturali e Ambiente alcune obiezioni sulla norma con cui il Consiglio regionale ha deciso, su nostra proposta, di derogare ai vincoli paesaggistici regionali, così da favorire la biodiversità e la varietà colturale nelle zone colpite dalla Xylella. È chiaro che questa norma serve a evitare la mutazione genetica del batterio, in grado di vanificare la ricostruzione produttiva e paesaggistica del Salento. Pertanto, chiediamo ai ministri Bellanova, Costa e Franceschini di prestare particolare attenzione al problema”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, con riferimento alle richieste di chiarimento giunte dai ministeri dei Beni culturali e Ambiente sull’art. 26 della legge regionale 52/2019, recante “1. In conformità con le procedure e i limiti previsti dall’articolo 149, (comma 1, lettera b), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) e al fine di garantire la biodiversità agricola e la resistenza dell’ecosistema alle mutazioni o ricombinazioni del batterio della Xylella, è consentita nelle aree dichiarate infette l’attività di impianto di qualsiasi essenza arborea in deroga ai vincoli paesaggistico colturali, comunque denominati, apposti in forza di leggi regionali o di provvedimenti amministrativi di pianificazione sovraordinata o comunale”.

“La norma regionale richiama la normativa statale (art. 149, comma 1, lett. b del Codice beni culturali) in materia di esenzione da autorizzazione paesaggistica in caso di attività agro-silvo-pastorale, salvo le previsioni dei piani paesaggistici. Nel nostro caso, al cospetto della gravissima problematica della Xylella, abbiamo ritenuto di garantire la biodiversità – proseguono Amati e Pentassuglia -, e quindi un maggiore ostacolo alle mutazioni del batterio, attraverso la deroga all’obbligo di reimpianto delle stesse varietà olivicole. Una deroga, in buona sostanza, al PPTR vigente nella parte relativa agli ulteriori contesti, e quindi un via libera all’applicazione senza particolari formalità della disciplina statale prevista dal già citato 149. Un modo efficace, a detta pure del mondo scientifico, per porre riparo alla grave tragedia così da ricominciare a produrre e ricostituire il paesaggio andato distrutto”.

Chiediamo in ogni caso ai ministri competenti di prendere a cuore la questione – concludono – perché a prescindere dai profili procedurali o dalle diverse competenze tra lo Stato e la Regione, ciò che conta è ritrovare unità d’intenti nella gestione del problema, magari procedendo a ulteriori modifiche del protocollo d’intesa già vigente e senza dilungarsi in estenuanti scambi di memorie dinanzi alla Corte costituzionale”.

Liste d’attesa e ALPI, Amati: “Dati ottobre come al solito; se non paghi tempi lunghi. Ecco perché serviva legge”

 

Dalla comparazione tra l’attività istituzionale e quella libero-professionale riferita alla settimana indice 07-11 ottobre 2019, ancora una volta leggiamo una situazione insostenibile, in particolare al Policlinico. La media dei giorni di attesa per una prestazione a pagamento è nettamente inferiore rispetto alla stessa prevista dall’attività istituzionale. Ecco perché serviva la nostra proposta di legge, purtroppo sabotata”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, commentando i dati di raffronto tra l’attività istituzionale e quella libero-professionale (ALPI) nella settimana indice 07-11 ottobre 2019.

“La scorsa settimana, analizzando i tempi di attesa riferiti sempre alla settimana indice 07-11 ottobre 2019, avevo messo in luce come, per alcune prestazioni, la percentuale di prenotazione entro i tempi resti inferiore al 50% e spesso addirittura al di sotto del 20%. Oggi, il confronto tra prestazioni istituzionali e a pagamento ci dice che le file al CUP continuano a essere molto lunghe e che l’attività libero-professionale mantiene invece carattere di brevità. Per esempio, dal riepilogo regionale sul monitoraggio dei tempi d’attesa, emerge che per una prima visita cardiologica, per una prenotazione con classe di priorità B (da eseguire entro i 10 giorni) occorre aspettare in media 31 giorni, per una prenotazione con classe di priorità D (da eseguire entro 30 giorni se riferita ad una visita specialistica, da eseguire entro 60 giorni se riferita ad una prestazione strumentale) bisogna attendere 72 giorni, ma – quasi miracolosamente – i giorni di attesa diventano solo 8 se la visita è a pagamento. E ancora, per una risonanza magnetica dell’addome inferiore, la media dei giorni di attesa è di 116 per prestazioni con classe di priorità B, di 31 per prestazioni con classe di priorità D e di soli 3 giorni se a pagamento. Insomma, questi casi a titolo esemplificativo, scelti tra i più eclatanti e scandalosi, servono a dimostrare che lo stato delle liste d’attesa in Puglia continua a essere imbarazzante – prosegue ancora Amati –. A questo si aggiunga che una simile condizione va ad oscurare le tante cose belle che accadono in sanità e gli importanti risultati che il nostro sistema sanitario raggiunge quotidianamente, grazie alla maggior parte del personale medico, infermieristico e sociale”.

“Un modo per cambiare rotta esiste, e da mesi stiamo cercando di spiegarlo – conclude –. Basterebbe attuare le norme nazionali che prevedono la sospensione dell’attività a pagamento qualora i tempi di attesa tra attività istituzionale e a pagamento siano completamente diversi: su questo continuerò la mia battaglia, perché non si può tollerare che i cittadini debbano sopportare lunghe file al CUP o sborsare chissà quali cifre in nome del diritto alla salute”.

 

Confronto tempi medi di attesa Istituzionale vs Alpi_Settimana Indice 07-11 ottobre 2019

AQP, Amati: “Operazione dannosa. Si riferisca in Commissione. Che ne pensa Emiliano? E i sindaci e i partiti?”

L’operazione è dannosa e c’è qualcuno che sussurra pure l’identità e il passaporto del partner privato con cui AQP formerebbe una nuova società per la ricerca perdite e il risanamento reti. Ma tralasciando i retroscena, mi pare urgente sentire in Commissione i manager di AQP, ideatori di tale proposta. Per questo ho depositato ieri una richiesta di audizione, che spero venga fissata al più presto. Nel frattempo, sarebbe bello conoscere innanzitutto il parere del Presidente Emiliano, e poi quello dell’Autorità Idrica Pugliese, cioè dei sindaci, e dei partiti”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, con riferimento all’ipotesi di costituzione di una società mista per la ricerca perdite e il risanamento delle reti.

L’operazione non ha alcuna logica, nonostante le mille ipotesi, e mi pare destinata solo a modificare la natura pubblica della gestione del servizio idrico. Un impegno che negli anni scorsi ci è costato decine di battaglie, vinte con non poca fatica. L’ipotesi incide sulle attività rolling, le attività ripetitive nonché cuore delle lavorazioni, con necessità di garantire sempre l’efficienza e quindi una dotazione finanziaria continuativa e non limitata al primo grande investimento. È come se un parrucchiere selezionasse un socio per tagliare i capelli, cioè l’attività prevalente che lo indusse ad aprire bottega, e che dopo l’acquisto di una nuova forbice non mettesse in conto le spese per l’affilatura. Andiamo più in concreto. Se l’AIP ha autorizzato investimenti per ricerca perdite e risanamento e la società mista si propone di realizzare quelle attività, in cosa consiste l’apporto del privato nella società? In un’anticipazione delle somme disponibili per svolgere i lavori? Può darsi; ma perché non rivolgersi alle banche, considerato che AQP ha un rating di tutto rispetto? Forse – chiede ancora Amati – perché le banche non reputano sufficiente il periodo residuo di concessione? Probabile; ma perché ciò che è insufficiente per le banche dovrebbe essere sufficiente per l’Autorità di regolazione? In ogni caso, come sarebbe remunerato l’apporto finanziario del socio privato?”.

“Inoltre: si dice che l’apporto del privato non sarà solo finanziario ma anche tecnologico, progettuale e gestionale. Questo significa che secondo il management di AQP il personale interno non è idoneo alla missione, e questo non mi pare, e che pure le numerose gare di progettazione effettuate in passato non hanno mai sortito effetti d’eccellenza – prosegue –. Se è così, come è stato possibile raggiungere gli alti livelli di efficienza degli ultimi dieci anni, con relativa produzione di utili? Come si spiega la necessità di richiedere apporti tecnologici e progettuali privati per colmare carenze, con gli entusiastici rapporti sul raggiungimento degli obiettivi scritti dagli stessi manager che vogliono ora ricorrere al privato? E potrei continuare a lungo con le domande e le deduzioni, anche sul fatto che non si capisce perché l’acquisizione delle tecnologie debba avvenire attraverso la partecipazione del privato-proprietario a una società e non attraverso un normale acquisto. Tante domande e tante riflessioni – conclude – su cui un momento di chiarezza non farebbe per nulla male”.

 

AQP, Amati: “I privati in società per risanamento reti è uno scempio tecnico e politico”

 

Amati: “AQP contesta opinioni contrarie su società mista con parole vacue, come se i privati fossero frati francescani”

Ex ‘Di Summa’, Amati: “La Giunta regionale accoglie mia proposta di riconversione. Grazie a Emiliano, Pasqualone e Montanaro”

Dopo due anni dalla proposta e decine di iniziative istruttorie, la Giunta regionale ha deliberato la riconversione del ‘Di Summa’ di Brindisi in Punto Territoriale d’Assistenza e ospedale di comunità. Ringrazio per l’adesione a questa importante iniziativa il Presidente Emiliano, il DG Asl Giuseppe Pasqualone, il Direttore dipartimento Vito Montanaro e il Dirigente regionale Giuseppe Lella. Ora si vada avanti nella progettazione”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati, promotore dell’iniziativa di riconversione dell’ex “Di Summa” di Brindisi, approvata oggi dalla Giunta regionale.

“La riconversione del ‘Di Summa’ prevede l’istituzione di un ospedale di comunità, con uno o due moduli da 20 posti letto, gestione delle urgenze/emergenze, prestazioni specialistiche ambulatoriali (chirurgiche e mediche) e a ciclo diurno, prestazioni di medicina e pediatria generale, servizi di radiologia, centro prelievo e farmacia, attività di prevenzione e riabilitazione, prestazioni socio-sanitarie integrate e attività amministrative. Il tutto affidato a un team di operatori composti da medici di medicina generale, medici di guardia medica, specialisti ambulatoriali, infermieri professionali, assistenti sociali, psicologi, oss, eccetera”.

“Il PTA servirà a congiungere in un unico plesso l’assistenza territoriale, allo stato dislocata in due diverse sedi, ma soprattutto per migliorare l’appropriatezza delle prestazioni erogate dall’ospedale ‘Perrino’, attualmente gravato da attività sanitarie potenzialmente erogabili a domicilio, ma tramutate in ricovero per fronteggiare – conclude – situazioni di difficoltà sociale o inidoneità strutturale del domicilio, oppure per corrispondere a domande che necessitano di sorveglianza infermieristica o di osservazione sanitaria breve”.

Xylella, C-Entra il futuro: “Si deroga ai vincoli per garantire biodiversità e maggiore resistenza alle mutazioni del batterio”

Nelle aree infette da Xylella si potranno piantare, in deroga ai vincoli paesaggistici, specie arboree diverse dagli ulivi, al fine di garantire la biodiversità agricola e la maggiore resistenza delle piante da reimpiantare alle mutazioni o ricombinazioni del batterio”.

Lo comunicano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, presentatori di un emendamento alla legge di assestamento di bilancio approvato oggi in Commissione.

Abbiamo presentato l’emendamento approvato in Commissione sulla base di richieste provenienti dal mondo agricolo e dalle istituzioni scientifiche. Si tratta – specificano i Consiglieri – di una norma che, in conformità con il codice dei beni culturali e ambientali, sancisce la possibilità – in deroga ai vincoli paesaggistici regionali – di reimpiantare colture diverse dagli olivi, per garantire la biodiversità agricola e la resistenza dell’ecosistema alle mutazioni o ricombinazioni del batterio Xylella”.

Reimpianti ulivi e paesaggio, Amati: “Lunedì in Commissione audizione con Soprintendenza, sezione paesaggio della Regione e associazioni produttive”

 

“Per poter preservare il vincolo paesaggistico ad uliveto di migliaia di ettari sul territorio pugliese c’è la necessità di consentire e perorare il reimpianto delle cultivar ritenute resistenti, servendosi del giudizio e dell’operato della Scienza. Approfondiremo il tema reimpianto ulivi e paesaggio lunedì 11 novembre in quarta Commissione consiliare, su convocazione del Presidente Donato Pentassuglia, con l’audizione del Presidente della Giunta regionale, delle strutture regionali competenti unitamente alla Soprintendenza Belle arti e paesaggio”.

Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

“C’è speranza per la produzione e per preservare il vincolo paesaggistico: le leggi vigenti consentono il reimpianto delle cultivar che hanno maggiore possibilità di resistere e rigenerare il paesaggio lunare salentino e studi scientifici da mesi stanno cercando la prova di resistenza al batterio di diverse cultivar. Nel momento in cui si impedisce il reimpianto delle cultivar più resistenti – conclude Amati – si finisce per determinare l’inutilità del vincolo e la legittimità di ogni richiesta di sua rimozione”.