Covid-19, Amati, Blasi, Liviano, Mennea, Pentassuglia: “Stanziati 10 milioni per persone in estrema fragilità. Ci spiace astensione di chi si dice di sinistra”

I 10 milioni circa per le famiglie in difficoltà sono finalmente una certezza. Sono stati stanziati quest’oggi dal Consiglio regionale, con l’approvazione della nostra proposta di legge ‘Misure straordinarie per fronteggiare le conseguenze socio-economiche derivanti dalla pandemia Covid-19’. Questo contributo finanziario sarà erogato attraverso i comuni e concretizza l’azione della Puglia solidale. Ringraziamo tutti i colleghi per aver votato pensando al bene di chi è in difficoltà: ci spiace per il voto di astensione di colleghi che parlano sempre con esuberanza di sinistra tranne quando bisogna andare incontro alle persone fragili”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Ruggiero Mennea, Donato Pentassuglia, e Gianni Liviano, presentatori della PDL ‘Misure straordinarie per fronteggiare le conseguenze socio-economiche derivanti dalla pandemia Covid-19’ approvata nella seduta del Consiglio regionale di oggi.
La proposta di legge era stata sottoscritta anche dai colleghi Vincenzo Colonna, Giuseppe Longo e Mauro Vizzino.

“Come ormai noto, la dichiarazione di pandemia da Coronavirus e i conseguenti provvedimenti di contenimento sociale suggeriti dal mondo scientifico, quale unica possibilità di riduzione nel tempo del numero di contagiati, ha fatto emergere numerosi problemi di ordine economico e sociale. Per fronteggiarli le Amministrazioni pubbliche, in particolare quella statale, hanno adottato o stanno adottando provvedimenti contenenti misure di sostegno per diverse categorie professionali. Tuttavia, proprio in virtù della dimensione del fenomeno e dell’entità sempre crescente del fabbisogno economico, risultavano parzialmente o per nulla considerate alcune categorie. Pertanto, al fine di assicurare dignitose condizioni di sopravvivenza agli ‘invisibili’, soggetti o nuclei familiari con particolari fragilità sociali, privi di qualunque forma di assistenza economica in corso di erogazione, lavoratori autonomi risultati privi di qualsiasi reddito a causa della pandemia da Covid-19 (e non destinatari di misure di sostegno previste dalla normativa statale), abbiamo proposto un contributo pari a euro 9.473.693,21 da erogare ai Comuni per una gestione più rapida ed efficiente, in proporzione al numero di abitanti. La legge, approvata nella giornata di oggi, permette quindi di soccorrere le persone che se la stanno passando peggio. È auspicabile – proseguono ancora – che nel corso delle prossime settimane possa essere ulteriormente ampliata la quantità di risorse a disposizione, stante l’estrema necessità di corrispondere a esigenze sempre crescenti”.

Sono giorni che è pronto l’avviso per il microprestito, ma non si muove una foglia / rassegna stampa

 

Lo avevamo detto giorni fa: la situazione è incredibile. Le banche promettono, ma non ci risulta che sinora abbiano prestato un solo euro; le liquidazioni della cassa integrazione procedono con estrema lentezza; gli avvisi per il microcredito non sono stati ancora pubblicati dopo quasi un mese dall’annuncio.

Distribuire almeno 150 milioni alle piccolissime imprese è una priorità assoluta, perché sono quelle che non hanno ancora riaperto. Non bisogna essere super esperti di economia per comprendere il valore moltiplicativo che si consegue offrendo liquidità alle piccolissime imprese, cioè quelle più numerose e che, a differenza delle grandi e medie imprese, hanno maggiore difficoltà a soddisfare le regole del credito bancario.

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Aiuti a piccolissime imprese, 5 Consiglieri: “Entro lunedì l’avviso, altrimenti affogheremo nel discredito”

Ultimatum. Se entro lunedì non viene pubblicato l’avviso per le piccolissime imprese (parrucchieri, estetisti, bar, pizzerie, ristoranti, commercianti, asili, ludoteche, liberi professionisti ecc.), rischiamo di affogare nel discredito. Non si può più aspettare”.

Lo comunicano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano e Donato Pentassuglia.

“Sono giorni che è pronto l’avviso per il microprestito, ma non si muove una foglia. La situazione è incredibile: le banche promettono, ma non ci risulta che sinora abbiano prestato un solo euro; le liquidazioni della cassa integrazione procedono con estrema lentezza; gli avvisi per il microcredito non sono stati ancora pubblicati dopo quasi un mese dall’annuncio. Ma è così che in Italia e in Puglia si vuole sostenere e rilanciare l’economia? Certo – aggiungono i Consiglieri –, conosciamo le difficoltà e siamo consapevoli che l’amministrazione non è un pozzo senza fondo ma, al netto di questo, vogliamo almeno velocizzare le misure su cui ci si è impegnati con una pioggia di milioni, purtroppo ad oggi solo sulla carta?”.

“Distribuire almeno 150 milioni alle piccolissime imprese è una priorità assoluta, perché sono quelle che non hanno ancora riaperto. Non bisogna essere super esperti di economia per comprendere il valore moltiplicativo che si consegue offrendo liquidità alle piccolissime imprese, cioè quelle più numerose e che, a differenza delle grandi e medie imprese, hanno maggiore difficoltà a soddisfare le regole del credito bancario. Preghiamo tutti di non costringerci a gesti di protesta eclatanti, pubblicando gli avvisi ed erogando immediatamente gli aiuti. E per questa ultima fase, cioè quella importantissima delle erogazioni – concludono –, siamo pure disposti ad aiutare Puglia Sviluppo nell’istruttoria delle pratiche”. 

Piano casa, Amati e Pentassuglia: “Non solo il virus. Ora una legge 5 Stelle-Lega ammazza l’edilizia pugliese. Lo ha deciso la Corte Costituzionale”

“Non bastava il virus. Ecco una nuova tegola sulla testa dell’economia pugliese, già ampiamente distrutta. La legge che doveva sbloccare i cantieri, approvata da Lega e 5 Stelle nel giugno 2019, di fatto ha chiuso i cantieri edilizi pugliesi, uccidendo l’edilizia. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, dichiarando incostituzionale – per incompatibilità con l’art. 5, comma 1, lettera b) dello sblocca cantieri – la norma pugliese del Piano casa che consentiva la diversa dislocazione dei volumi demoliti e ricostruiti. Ci appelliamo ora ai parlamentari pugliesi di buona volontà per correggere questa stortura”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, presidenti delle Commissioni regionali Bilancio e Attività produttive, commentando la Sentenza della Corte Costituzionale n.70 dell’11.02.2020 (pronuncia_70_2020), depositata il 24.04.2020.

“In questi ultimi anni, noi abbiamo fatto di tutto per tenere in piedi uno dei più importanti settori produttivi della regione, tra mille polemiche e ostilità. Ora la questione non è più nella nostra disponibilità, perché una norma statale del giugno 2019, approvata dai partiti di Salvini e Di Maio, ha previsto che gli interventi di demolizione e ricostruzione devono coincidere con l’area di sedime e con il volume dell’edificio ricostruito con quello demolito. E per questo la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la norma pugliese che consentiva, invece, la diversa dislocazione plano-volumetrica negli interventi di demolizione e ricostruzione in base al Piano casa. Pur non condividendo la sentenza della Corte Costituzionale, perché non ci pare possibile applicare una disciplina ordinaria per cancellare gli effetti di uno strumento straordinario previsto dallo stesso legislatore statale – proseguono i consiglieri Amati e Pentassuglia –, dobbiamo prendere atto che il decreto Salvini/Di Maio, nato sulla carta per sbloccare i cantieri, si è rivelato uno straordinario blocca cantieri e un killer di un settore ad altissima densità di posti di lavoro”.

“A questo punto, il Consiglio regionale non può fare più nulla ed esortiamo – dunque – l’Associazione costruttori, i sindacati e gli ordini professionali a incalzare il Governo nazionale, i ministri e i parlamentari pugliesi, così da approvare la correzione urgente della norma statale in uno dei provvedimenti sul Coronavirus. Diversamente – concludono –, avremo detto addio a migliaia di posti di lavoro e quindi alla speranza che in futuro possa andare tutto bene”.

 

 

Un taglio feroce alle lungaggini solo così non moriremo di fame / intervista su Corriere del Mezzogiorno di oggi

Corriere del Mezzogiorno Puglia e Matera di domenica 26 aprile 2020, pagina 3

«Un taglio feroce alle lungaggini solo così non moriremo di fame»

Il pd Amati ha lanciato da settimane una crociata per procedure più rapide. «Con i tempi della Ue chissà quando vedremo i 450 milioni per le imprese»

di Strippoli Francesco

 

«Bisogna sfregiare la burocrazia se non si vuole morire di fame». Fabiano Amati (Pd), presidente della commissione Bilancio in Regione, dice di voler incarnare il ruolo del «suggeritore». Significa che, in tempi di necessaria coesione politica, preferisce dare consigli senza polemizzare con alcuno.

Veniamo al punto. Cosa c’è che non funziona?

«Siamo gravati dalla burocrazia, autentico carnefice delle persone. Sembra che ogni “procedimento” non sia un’attività per procedere, come dice la parola, ma per rallentare. Sa come si chiama»?

Dica lei.

«È la legge di Parkinson: più tempo hai, più tempo spenderai. La burocrazia ha la tendenza ad allargare, a prendere tempo. L’ha teorizzato il capo della burocrazia inglese, Parkinson, a metà del Novecento. E il nostro dramma. Non sembri una cosa lontana. Vale pure per i 450 milioni, di risorse Ue e fondi Fsc, che la Regione ha stanziato per contrastare la crisi».

Cosa teme?

«Diceva Parkinson: ciò che può fare un burocrate lo fanno in dieci. Sono passaggi di carte. Ergo, ciò che si può avere in un mese, arriverà tra dieci. E il vero dramma della Ue: è diventata la somma della burocrazia di tutti gli Stati membri. Si veda il recente parere espresso dalla Corte dei conti europea sulla decisione della Commissione di spendere contro la crisi tutti i fondi strutturali e per investimento (quindi anche quelli destinati al Sud)».

Che dice il parere?

«Innanzi tutto la Commissione dice che si possono spendere al 100% i fondi di cui ho detto, senza le condizioni ordinariamente obbligatorie: cofinanziamento nazionale e destinazione di quote prefissate a ricerca e clima. Inoltre si possono trasferire i fondi da un programma all’altro e da una Regione all’altra».

Lo richiede l’emergenza.

«Senza dubbio: Bruxelles capisce che la crisi è gravissima e agisce di conseguenza. La Corte dei conti no, dice che così si indebolisce la rendicontazione (il controllo sulla spesa) e che i soldi vengono impiegati per materia che non mira alla sua funzione originaria, che è il riequilibrio tra Regioni dell’Europa. E come se ignorasse la gravità della crisi».

Incide sui 450 milioni?

«In modo spaventoso. Immagini cosa vorrà dire per i burocrati italiani e brussellesi che devono firmare le carte. Si faranno paralizzare da quel parere».

Come si risolve la questione?

«Ci vuole una fortissima volontà politica: regionale, nazionale, europea. Invece che discutere Mes sì/Mes no Eurobond si/Recovery fund no (tanto ogni euro arriva dai contribuenti lo stesso) occorre sfregiare la burocrazia».

In concreto?

«Si dovrebbe dire agli Stati: siate tranquilli e spendete, perché oggi l’unica vera necessità è spendere. Altrimenti moriremo per fame o affogati tra le carte».

I balneari si lamentano per i 24 adempimenti cui sono sottoposti per alzare gli ombrelloni.

«Conosco la vicenda. In quel caso è stato imposto un aggravamento delle procedure sanitarie, ovvio in questo periodo. Ma proprio per questo andava alleggerito il carico su altro genere di adempimenti, quelli demaniali. Per esempio, il meccanismo di smontare in inverno ciò che è in piedi per l’estate. Il dibattito è noto. Ecco: in questo caso, avrei alleggerito il carico ordinario degli adempimenti per dare più spazio agli obblighi sanitari».

Emiliano, alle sue rimostranze, dice che la Puglia è burocrazia zero. Caso mai è il codice degli appalti il vero problema e non dipende dalla Regione.

«Il peso burocratico non è nel codice degli appalti ma nelle lungaggini dei procedimenti amministrativi. La Regione può fare molto, altro che. Quattro anni fa proposi una legge per creare un organismo per accelerare la spesa dei fondi Ue. Era definito Pav, nel testo, Puglia azioni veloci. Serviva a mettere sotto una unica responsabilità la spesa. Non tanto Emiliano, ma la burocrazia regionale ha ostacolato la proposta. Che infatti è finita nel nulla. In commissione, un giorno, abbiamo ascoltato tutti i responsabili della spesa Ue in Regione. Ci sono sei centri di responsabilità».

E allora? Che vuol dire?

«È la legge di Parkinson. Più tempo hai, più tempo vuoi».

 

La vicenda • Secondo i dati diffusi dalla Cgia di Mestre le imprese pugliesi sono soffocate dalla burocrazia che «pesa» 2,5 miliardi di euro. Gli imprenditori pugliesi sono pronti a rimettersi in gioco per avviare la ripresa economica ma chiedono meno vincoli e prescrizioni legate alla burocrazia

Lo sfregio • Altro che dibattito sul Mes e gli eurobond, che poi paghiamo lo stesso: occorre uno sfregio alle procedure: Bari, Roma e Bruxelles si muovano

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Intervista_Corriere 26 Aprile 2020

 

Cisternino, Amati: “In 12 giorni allestito il Centro Covid. A tempo di record, un deserto è stato trasformato in cattedrale”

“In 12 giorni è stato allestito il centro Covid di Cisternino. Un record per tempi di lavoro e per passione. Ringrazio tutti per l’impegno e per essere riusciti a trasformare un immobile inutilizzato, cioè un deserto, in una piccola cattedrale di efficienza e speranza di salute”.

Lo ha dichiarato il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, partecipando oggi alla funzione di benedizione della struttura impartita da don Carmelo Semeraro, parroco della Chiesa madre di Cisternino. Alla funzione erano presenti il DG della Asl di Brindisi, Giuseppe Pasqualone, il Sindaco di Cisternino, Luca Convertini, il DS della Asl di Brindisi, Andrea Gigliobianco, il responsabile Area Tecnica Asl, Sergio Rini, il direttore lavori Renato Ammirabile.

Anche da inciampi o drammi, come nel caso della pandemia, possono emergere cose buone. È quanto accaduto a Cisternino. Una struttura nuovissima, mai utilizzata, trasformata a tempi record, cioè 12 giorni, in una struttura per Covid post acuti, che nella sua capacità massima potrà contare di 24 posti letto dislocati su due piani. La scelta di spendere risorse pubbliche su una struttura pubblica – prosegue Amati – ha un duplice significato: curare le persone e lasciare in funzione, alla fine dell’emergenza, una struttura nuovissima per l’attività ordinaria di Ospedale di comunità e Punto territoriale di assistenza. E per questo ci affidiamo alla squadra di medici, infermieri e personale sanitario che da oggi comincerà a darci protezione e sicurezza in questa nuova sede”.

L’impresa è stata possibile grazie a una tenace collaborazione tra Regione Puglia, Comune di Cisternino, Asl Brindisi e numerose altre autorità o aziende. Ringrazio pertanto il Presidente della Regione, Michele Emiliano, il Sindaco di Cisternino, Luca Convertini, il DG della Asl Brindisi, Giuseppe Pasqualone. Le tre amministrazioni pubbliche hanno messo a disposizione dell’iniziativa tutte le loro energie e parte dei loro tecnici: il Direttore del dipartimento regionale sanità Vito Montanaro, con i dirigenti e i funzionari regionali Giovanni Campobasso, Mauro Nicastro, Vito Carbone e Antonella Caroli; il direttore sanitario della Asl Andrea Gigliobianco, con i dirigenti e i funzionari Sergio Rini, Elisabetta Esposito, Stefano Termite, Angelo Greco, Rossella Rosato, Pasquale Pedote e Renato Ammirabile; gli amministratori comunali Martino Montanaro, Giovanna Curci e Giampiero Bennardi, e i dirigenti e i funzionari comunali Angela Bomba e Antonio Rodio. Ringrazio inoltre il comandante dei Vigili del fuoco di Brindisi Antonio Panaro e il funzionario Terenzio Ventura; i dirigenti e tecnici di Enel distribuzione; i dirigenti e i tecnici di Acquedotto Pugliese. Grazie, ancora, alla proprietà, ai tecnici e agli operai delle imprese impegnate per i lavori edili, stradali, impiantistici, lavorazione ferro, idraulici ed elettrici. Infine – conclude –, un ringraziamento al personale straordinario di ‘Sanitaservice’ che, con la solita forza, dedizione e allegria ha consegnato una struttura luminosa quanto uno specchio. Grazie all’amministratore Flavio Roseto e a Raffaele Borgo, Tea Lapadula, Anna Laviola, Gildo Lena, Pasquale Sacchi, Antonella Schiavone e Francesco Semeraro”.





Puglia verso la Fase 2: positiva la Commissione di ieri, ma bisogna sfregiare la burocrazia / rassegna stampa

 

Puglia verso la Fase 2: la Commissione congiunta di ieri è stata una riunione molto positiva con una connessione tra economia ed epidemia. Tutte le risorse possibili e immaginabili sono benvenute, ma bisogna sfregiare la burocrazia, consentendo ai cittadini di accedere alle risorse con un clic, con un clic deve essere possibile avere un parere, un’autorizzazione o un nullaosta. Sugli scenari futuri sarà essenziale la sinergia tra le valutazioni epidemiologiche e gli orientamenti per la ripartenza economica.

Ospedale Ostuni: in poche settimane riapriranno le unità operative di chirurgia e ortopedia. Per far rivivere questi servizi, salvaguardare la salute e le persone, è urgente procedere alla ristrutturazione degli ambienti, tacitando ogni forma di polemica o inutile contrapposizione.

Rassegna Stampa_22 Aprile 2020

 

Dalla Regione Puglia, un contributo al Comune di Carovigno per il depuratore, il più imponente presidio di salute della zona / rassegna stampa

Con passione e con il giusto decisionismo, abbiamo superato decine di difficoltà operative, molte delle quali sorte per un irragionevole paradosso ecologista: ritenere fonte d’inquinamento un impianto tecnologico, com’è un depuratore, la cui unica funzione consiste, invece, nel mettere fine all’inquinamento del suolo e della falda.

Al Comune di Carovigno, la Regione Puglia ha erogato un contributo straordinario, pari a € 250.000,00, per i maggiori costi sostenuti nel procedimento di realizzazione del depuratore consortile, il più imponente presidio di salute della zona.

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RassegnaStampa_18Aprile2020

 

Amati e Pentassuglia: “Martedì nelle Commissioni audizione di Emiliano e dirigenti su Fase 2”

La Fase 2 approda martedì prossimo (21 aprile) nelle Commissioni I e IV, con l’audizione del Presidente Michele Emiliano e dei dirigenti Vito Montanaro, Pier Luigi Lopalco, Angelo Albanese, Pasquale Orlando e Antonio De Vito. Le audizioni sono state richieste dai Consiglieri regionali Francesca Franzoso, Ignazio Zullo e Sergio Blasi”.

Lo comunicano i Presidenti delle Commissioni Bilancio, Programmazione e Attività produttive Fabiano Amati e Donato Pentassuglia.

“Purtroppo, non c’è settore che non abbia bisogno di sostegno economico a fronte di una disponibilità di risorse insufficiente a soddisfarlo. E poiché i fondi pubblici europei, nazionali, regionali e locali non vengono da un altro pianeta ma derivano dalle tasse pagate dai cittadini, è necessario valutare con attenzione i bisogni e le priorità, perché l’accortezza da avere è sempre la stessa: provare ad aiutare tutti senza nuove tasse. In questo consiste la così detta ‘Fase 2’, cioè l’intreccio tra l’emergenza sanitaria da contenere e le necessità economiche da sostenere. Un lavoro di cacciavite faticoso e attento – aggiungono i Consiglieri –, privo di gloria e ricco di sicuro dissenso, focalizzato non tanto a diagnosticare la gravità del dramma, cioè ciò che è noto a tutti, oppure l’elenco dei bisogni, cioè tutti i settori e nessuno escluso, ma a cercare il ‘come si fa’ a venire fuori dalla crisi. In altre parole, una scelta tra priorità che di per sé presuppone critiche”.

“Per questo – concludono Amati e Pentassuglia – è opportuno condividere quanto più possibile, maggioranza e opposizione, il percorso sulla rimodulazione delle risorse europee e sulle misure straordinarie e urgenti per fronteggiare l’emergenza Covid-19 e sostenere l’economia, così come richiesto dai colleghi Zullo e Franzoso, sulle risorse necessarie e sulle modalità di attivazione della Fase 2 e, in particolare, su come e quali attività produttive far ripartire, come richiesto dal collega Blasi”.