PTA di Fasano, Amati: “Nel 2018 più di 200 mila prestazioni, tra Pronto Soccorso, Ospedale di Comunità, due sale operatorie e ambulatori medici e chirurgici”

Se è vero che solo i numeri sono in grado di dare conto, 210.543 sono le prestazioni effettuate nel 2018 dal Punto Territoriale di Assistenza di Fasano. Pronto Soccorso, Ospedale di Comunità, due sale operatorie e decine di ambulatori medici e chirurgici al servizio di un modello di assistenza all’avanguardia. Il lavoro per raggiungere questi livelli è stato durissimo e pieno di terribili incomprensioni perché la strada dell’innovazione è sempre quella più difficile da intraprendere e far riconoscere, soprattutto se le speculazioni politiche si prestano a profetizzare sventure per avere voti”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio, Fabiano Amati, commentando il Report sulle prestazioni effettuate nell’anno 2018 dal PTA di Fasano.

“Un numero altissimo di prestazioni, 210.543, che ovviamente riguardano pazienti non solo fasanesi. Il PTA di Fasano sta diventando mese dopo mese un formidabile attrattore anche per pazienti di altri comuni e di altre province. E a dire questo non c’è il politico di turno, ma la statistica; quel sistema fondato sui dati numerici e perciò testardo nel respingere ogni allusione e maldicenza”.

“Certo – prosegue Amati –, soffro ancora nel pensare che in un raggio di 130 chilometri circa, cioè tra Bari e Brindisi, non ci sia mai stata una struttura ospedaliera in grado di trattare le malattie tempo-dipendenti, cioè quelle che se non si interviene in tempo si muore, e quelle di alta complessità. Di questa carenza, mai colmata nei decenni scorsi, molti di noi sono stati ingiustamente individuati come capri espiatori: ma la vita va così. Ciò che importa è che, nonostante questo terribile ritardo, ci siamo rimboccati le maniche per costruire tra Fasano e Monopoli un nuovo ospedale, i cui lavori di costruzione vanno avanti secondo il programma”.

“Nel frattempo, ringrazio i medici, il personale del PTA di Fasano e il Direttore Generale della Asl per l’impegno dimostrato, perché sono stati in grado di trasformare la loro esperienza professionale in un modello di assistenza territoriale avanzata. A loro si sono poi associati i bravissimi medici di Medicina Generale che, accogliendo la sfida dell’Ospedale di Comunità, hanno reso a tante famiglie il sostegno di cure altamente professionali in ambiente protetto”.

Con l’impegno di tutti – conclude – la strada è ampiamente tracciata affinché tra qualche anno il territorio intermedio tra le province di Bari e Brindisi sia dotato di un ospedale d’eccellenza per acuti, di due PTA, di diverse strutture ed RSA pubbliche e private”.

PUNTO TERRITORIALE di ASSISTENZA FASANO (PTA)

Report statistico dall’1.01.2018 al 31.12.2018 e dall’1.01.2019 al 31.03.2019

 I dati sono stati raccolti dagli uffici della Presidenza della Commissione Bilancio e Programmazione della Regione Puglia

PUNTO DI PRIMO INTERVENTO (ex Pronto soccorso): dall’1 gennaio 2018 al 30 dicembre 2018, sono stati trattati 11.713 casi (9.116 nel 2017*), di cui 8.541 trattati e dimessi (6.875 nel 2017*), 1.099 centralizzati ad Ostuni (648 nel 2017*), 577 a Monopoli (470 nel 2017*), 532 a Brindisi (333 nel 2017*) e 964 trattati sul luogo dell’evento-non trasportati in ospedale (6875 nel 2017*). Circa la valutazione sanitaria nel periodo considerato del 2018, i codici rossi sono stati 139 (84 nel 2017*), i codici gialli 1.768 (1.134 nel 2017*) e i codici verdi 301 (233 nel 2017*).

* dati disponibili relativi all’anno 2017; il PPIT è stato avviato in data 12/04/2017

Dall’1 gennaio 2019 al 21 marzo 2019 sono stati trattati 2.513 casi, di cui 1.810 trattati e dimessi, 211 centralizzati a Ostuni, 135 a Monopoli, 123 a Brindisi e 234 trattati sul luogo dell’evento. Circa la valutazione sanitaria nel periodo considerato del 2019, i codici rossi sono stati 36, i codici gialli 398 e i codici verdi 35.

OSPEDALE DI COMUNITÀ: dal 29.01.2018 al 31.01.2019, sono stati effettuati 189 ricoveri di cui 87 per riabilitazione. Nell’ambito di detti ricoveri, sono state trattate le seguenti patologie: scompenso, diabete, ipertensione, fratture, decadimento cognitivo, infezione, bronchite cronica-ostruttiva (BPCO) e neoplasia. Si specifica che i ricoveri riabilitativi (per esempio post protesico, lesione neurologica, ictus, ischemia) hanno sviluppato 25 giorni di degenza media contro i 45-60 giorni che in media vengono rimborsati alle strutture private. Ciò significa un notevole risparmio di spesa, oltre all’utilità e all’efficienza del servizio.

CARDIOLOGIA: dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 ha effettuato 17.124 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (4.997 nel 2017), nello specifico: 2.406 prime visite cardiologiche; 2.244 visite cardiologiche di controllo; 1 visita spec. cardiologia; 2.249 visite TAO; 883 ecocardiografie e 437 ecocardiografie-controllo; 678 ecocolordopplergrafie cardiache e 202 ecocolordopplergrafie cardiache-controllo; 91 ecodopplergrafie cardiache e 10 ecodopplergrafie cardiache-controllo; 898 ecografie cardiache e 68 ecografie cardiache-controllo; 4.099 ECG e 1.109 ECG-controllo; 1.115 holter più 263 holter-controllo; 26 monitoraggi pressione arteriosa più 3 visite per monitoraggio-controllo; 342 test cardiovascolari da sforzo. Si aggiungono 1.021 prestazioni specialistiche ambulatoriali ospedaliere (14.227 nel 2017), di cui 88 visite cardiologiche di controllo, 597 anamnesi e valutazioni definite brevi. Dal 1° gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 4.468 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (3.766 nello stesso periodo del 2018).

CHIRURGIA GENERALE: dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 ha trattato 3.057 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (2.285 nel 2017) per numerosi interventi o prestazioni (tra ernie, sinus, fimosi, cisti lipomi, nevi, trombosi emorroidarie, impianti di accessi vascolari, rimozioni di accessi vascolari, impianti PEG, endoscopia operativa etc); 266 i day service chirurgici (192 nel 2017), mentre i day service medici sono stati 420 (338 nel 2017). Si aggiungono 51 prestazioni specialistiche ambulatoriali ospedaliere (892 nel 2017). Dall’1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha trattato 857 prestazioni ambulatoriali distrettuali (887 nello stesso periodo del 2018); 91 i day service chirurgici e 121 i day service medici.

CHIRURGIA PLASTICA: dall’1 gennaio 2018 al 31 gennaio 2018 ha effettuato 1.764 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (20 nel 2017), tra medicazioni di ferite, medicazioni di ustioni, interventi su pelle, tessuto sottocutaneo e mammella, prime visite di chirurgia plastica, ecc; 92 i day service chirurgici (2 nel 2017); si aggiungono 225 prestazioni specialistiche ambulatoriali ospedaliere (2.146 nel 2017), di cui 16 in day service (93 nel 2017). Dall’1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 686 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (371 nello stesso periodo del 2018).

DERMATOLOGIA: dall’1 gennaio al 31 dicembre 2018 ha effettuato 1.692 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (1.369 nel 2017) tra asportazione o demolizione locale di lesione o tessuto cutaneo e sottocutaneo mediante cauterizzazione o folgorazione, mediante crioterapia con azoto liquido, mediante crioterapia con neve carbonica, osservazione dermatologica in epiluminescenza, visita dermatologica di controllo, visita spec. dermatologica, ecc. Dall’1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 479 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (416 nello stesso periodo del 2018).

EMODIALISI: dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 sono state effettuate 1889 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali, di cui 1.784 prestazioni dialitiche. Dall’1 gennaio 2019 al 31.03.2019 sono state effettuate 618 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali.

– ENDOCRINOLOGIA: dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 ha effettuato 2.031 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (2.415 nello stesso periodo del 2017). Dall’1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 594 prestazioni ambulatoriali distrettuali (484 nello stesso periodo del 2018).

FARMACIA DISTRETTUALE: dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 sono stati effettuati 5.850 accessi (4.920 nel 2017) per farmaci oncologici e biologici ad alto costo; 1.780 accessi (1.200 nel 2017) per medicazioni avanzate; 948 accessi (790 nel 2017) per alimenti nefropatici; 290 accessi (245 nel 2017) per presidi per diabetici; 890 accessi (730 nel 2017) per presidi per uro-colostomizzati; 3.920 accessi (2.760 nel 2017) per presidi per incontinenti; 1.470 accessi per nutrizione enterale e parenterale.

A questi dati si aggiungono gli innumerevoli accessi giornalieri, per le erogazioni agli aventi diritto in regime di assistenza domiciliare e/o ADO, con una spesa complessiva di circa €45.500,00, oltre alle forniture settimanali a tutti i servizi ambulatoriali: Poliambulatori specialistici, Day Surgey di Chirurgia Generale, Chirurgia Plastica e Oculistica, PPIT 118, RSSA e Ospedali di Comunità afferenti al DSS n°2 di Fasano-Cisternino.

FISIATRIA: dall’1 gennaio al 31 dicembre 2018 ha effettuato 4.891 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (880 nel 2017). Dall’1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 1.576 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (1.061 nello stesso periodo del 2018).

GASTROENTEROLOGIA: dall’1 gennaio al 31 dicembre 2018 ha effettuato 294 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (314 nel 2017). Dall’1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 81 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (71 nello stesso periodo del 2018).

LABORATORIO DI ANALISI: dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 ha effettuato 79.642 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (nessuna prestazione nel 2017); più 39.096 prestazioni ambulatoriali ospedaliere (186.808 nello stesso periodo nel 2017). Dall’1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 1.107 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (1 nel 2018).

– MEDICINA DELLO SPORT: dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 ha effettuato 1.360 prestazioni (3.262 nello stesso periodo nel 2017). Dall’1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 357 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (808 nello stesso periodo del 2018).

MEDICINA GENERALE: dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 ha effettuato 1.282 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (29 nel 2017), di cui 354 day service medici (29 nel 2017); si aggiungono 79 prestazioni conteggiate come ambulatoriali ospedaliere (1.653 nello stesso periodo del 2017), di cui 9 day service medici (249 nel 2017). Dall’1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 384 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (355 nello stesso periodo del 2018), di cui 110 day service medici.

DIABETOLOGIA (prestazioni inserite nell’ambito di Medicina Generale ed Endocrinologia): rispetto alla prima ricognizione anno 2018/19 le visite sono state totalmente 3.560, distinte in prime visite (provenienti da tutto il territorio delle province di Brindisi, Taranto e Bari) con un incremento pari al 75%. I day service associati all’attività di diagnosi sono aumentati dell’80% (nel 2017 non erano a regime). Sono stati inseriti n.6 sensori sotto cute per i pazienti con diabete tipo 1 portatori di microinfusore. Novità è l’attività di diagnostica vascolare, con n.80 visite dall’inizio dell’anno. Questa attività di diagnostica permette ai pazienti ricoverati in Ospedale di Comunità di usufruire di un servizio specialistico per il quale l’unico centro di riferimento è l’Ospedale “Perrino” di Brindisi.

NEFROLOGIA: dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 ha effettuato 232 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (assente nel 2017), di cui 114 prime visite nefrologiche e 108 visite di controllo; si aggiungono 644 prestazioni specialistiche ambulatoriali ospedaliere (7.550 nel 2017). Dall’1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 45 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (35 nello stesso periodo del 2018).

– NEUROLOGIA: dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 ha effettuato 1.580 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (1.385 nel 2017 nello stesso periodo). Dall’1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 377 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (430 nello stesso periodo del 2018).

 – OCULISTICA: dall’1 gennaio al 31 dicembre 2018 ha effettuato 3.603 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (5.609 nel 2017), tra interventi per cataratta, iniezioni intravitreali, calazio ecc.; i day-service sono stati 741 (865 nel 2017). Dall’1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 1.023 prestazioni ambulatoriali distrettuali (1.058 nello stesso periodo del 2018); 239 i day service chirurgici.

ODONTOIATRIA: dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 ha effettuato 248 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (402 nel 2017). Dall’1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 39 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (24 nello stesso periodo del 2018).

  ONCOLOGIA: dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 ha effettuato 5.781 visite ambulatoriali distrettuali (assente nel 2017), di cui 3.351 day service medici; si aggiungono 694 prestazioni specialistiche ambulatoriali ospedaliere (6.403 nel 2017), 491 day service medici. Dall’1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 1.425 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (897 nello stesso periodo del 2018), 722 i day service medici.

ORTOPEDIA: dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 ha effettuato 21.693 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (28.214 nello stesso periodo del 2017) a cui si aggiungono 11 prestazioni conteggiate come specialistiche ambulatoriali ospedaliere (672 nel 2017). Dall’1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 7.436 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (6.134 nello stesso periodo del 2018).

OSTETRICIA E GINECOLOGIA: dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 ha effettuato 5.055 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (nessuna prestazione nel 2017); più 175 prestazioni ambulatoriali ospedaliere (4002 nello stesso periodo del 2017) – (CTG – tracciati, pap-test, visite ginecologiche, ecografia ginecologica, colposcopia, translucenza nucale, ecc). Dall’1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 1.149 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (1.128 nello stesso periodo del 2018).

OTORINO: dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 ha effettuato 2.540 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (2.198 nello stesso periodo del 2017). Dall’1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 659 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (649 nello stesso periodo del 2018).

– PEDIATRIA (include DERMATOLOGIA E ALLERGOLOGIA PEDIATRICA): dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 ha effettuato 1.460 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (141 nel 2017), di cui: 345 prime visite generali pediatriche, 137 visite di controllo o follow up pediatriche, 284 prime visite allergologiche pediatriche, 5 per immunizzazione per allergia, 64 prime visite allergologiche, 191 prime visite dermatologiche pediatriche,  62 per screening allergologico per inalanti, 46 per spirometria basale e somministrazione di farmaco, 19 spirometrie semplici, 3 test di broncodilatazione farmacologica, 11 test epicutanei a lettura ritardata, 208 test percutanei e intracutanei a lettura immediata, 48 visite allergologiche di controllo-pediatrica, 37 visite dermatologiche di controllo pediatriche. A queste prestazioni si aggiungono 68 prestazioni conteggiate come specialistiche ambulatoriali ospedaliere (2.126 nel 2017). Dall’1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 540 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (264 nello stesso periodo del 2018).

RADIOLOGIA: dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 ha effettuato 8.223 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (assente nel 2017) tra ecografie, radiografie, diagnostica ecografica del capo e del collo, rx, tomografie computerizzate; si aggiungono 586 prestazioni conteggiate come specialistiche ambulatoriali ospedaliere. Dall’1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 2.141 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (1.462 nello stesso periodo del 2018).

REUMATOLOGIA: dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 ha effettuato 539 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (218 nello stesso periodo del 2017). Dall1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 182 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (109 nello stesso periodo del 2018).

UROLOGIA: dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 ha effettuato 726 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (662 nello stesso periodo del 2017). Dall’1 gennaio 2019 al 31 marzo 2019 ha effettuato 191 prestazioni specialistiche ambulatoriali distrettuali (214 nello stesso periodo del 2018).

A questo elenco vanno aggiunte le prestazioni specialistiche assicurate attraverso l’attività di specialisti convenzionati.

I risultati riepilogati sono stati raggiunti, nelle diverse responsabilità, mansioni e titoli contrattuali attraverso il lavoro dei medici Renzo Ammirabile, Leonardo Arnese, Gianluigi Calabrese Martino Carriero, Norma Carrozzo, Valentina D’Andria, Anna Rita Dell’Anna, Umberto Di Capua, Lello Di Bari, Franco Di Tano, Giuseppe Durante, Giuseppe Franchino, Francesco Giannini, Vittoria Gigantelli, Consilia Giovine, Marisa Latorre, Massimo Leone, Valentina Lezzi, Paolo Longo, Francesco Loliva, Paolo Luperto, Sandro Manca, Angelo Masotina, Francesco Mileti, Giovanni Mileti, Wanda Giorgia Monaco, Cosimo Moro, Maria Letizia Pacciolla, Angelo Pagliarulo, Antonia Perricci, Concetta Piliero, Luciana Pupo, Francesco Rinaldi, Cosima Quatraro, Filomeno Santostasi, Patrizio Scianaro, Tobia Semerano, Giustina Ricciardi, Giuseppe Tedesco, Franco Trapani, Stefania Zizzi e Franco Zizzi, dei medici di Medicina Generale di Fasano, oltre a quello di tutto il personale adibito – direttamente e indirettamente – ai diversi e numerosi servizi.

Si ringrazia, inoltre, la dott.ssa Rossella Rosato (Direttrice del distretto) e tutto il personale amministrativo addetto.

Si ringrazia, infine, il dott. Giuseppe Pasqualone, Direttore Generale della Asl Brindisi.

 

REPORT 2018 PTA DI FASANO

 

 

Liste d’attesa, Amati: “Il Governo ha impugnato l’articolo annacqua legge”

“Com’era prevedibile, il Governo nazionale ha impugnato le modifiche con cui fu annacquata la nostra proposta di legge. Cioè quelle norme con cui fu eliminato il blocco dell’attività a pagamento e furono previste nuove spese, attingendo a fondi vincolati o senza alcuna copertura finanziaria”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, commentando la decisione del Governo nazionale d’impugnare la legge sulle liste d’attesa, adottata nella seduta di ieri del Consiglio dei ministri.

“Per venire incontro alle esigenze e alle paure di alcuni medici, alcuni colleghi presentarono – con il parere favorevole del Governo regionale – una proposta di modifica al testo originario della legge, eliminando il blocco automatico dell’attività a pagamento in caso di tempi molto più corti rispetto a quelli dell’attività istituzionale. Il rimedio del blocco fu sostituito con la previsione di maggiori risorse in favore dei medici e dei privati convenzionati. Durante la seduta del Consiglio regionale – prosegue Amati –, più volte ricordammo ai colleghi proponenti e al Governo regionale il forte rischio d’impugnativa di quelle norme. Risultato: inascoltati.

Con la delibera di ieri, il Consiglio dei ministri ha impugnato proprio quelle norme di modifica, perché è previsto che le maggiori risorse per i medici siano attinte da un fondo vincolato (fondo di perequazione), mentre quelle per i privati convenzionati non hanno copertura finanziaria. Il tutto comportando la violazione dell’ordinamento civile (Costituzione art. 117, 2 comma, lettera l) e l’obbligo di copertura previsto dall’art. 81 della Costituzione.

E pensare che si sentiva dire che a essere incostituzionale fosse la previsione del blocco dell’attività a pagamento…”.

 

Piano regionale liste d’attesa, sei consiglieri: “E noi cosa avevamo detto? Sprecato più d’un anno per dire che le visite a pagamento vanno sospese in caso di tempi lunghi”

Nuovo monitoraggio tempi d’attesa, Amati: “E l’attesa continua, anche secondo i dati di aprile 2019”

«In quasi tutte le prestazioni ambulatoriali non sono garantiti i tempi di attesa previsti con riferimento alle classi di priorità Breve e Differita: è questo il dato che emerge dall’ultimo rilevamento nella settimana indice 1-5 aprile 2019. Aspettiamo ora che sia pubblicato a breve il raffronto tra attività istituzionale e attività libero-professionale. Per ora si può ben dire che l’attesa continua».

Lo comunica il Presidente della commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati, commentando i dati di monitoraggio sui tempi d’attesa nella settimana indice 1-5 aprile 2019 delle prestazioni ambulatoriali in modalità ex ante per l’attività istituzionale.

«I dati di tutte le strutture ospedaliere pugliesi consentono di rilevare che su un totale di 4040 prestazioni con classe di priorità Breve, solo 2.821 risultano erogate nei tempi massimi d’attesa, cioè entro 10 giorni. Ne deriva che in 1.121 casi i tempi massimi d’attesa non sono stati rispettati. Per quanto riguarda, invece, le 6.537 prestazioni con classe di priorità Differita, solo 4.863 risultano erogate nei tempi massimi d’attesa, cioè entro 30 giorni per le visite ed entro 60 giorni per gli accertamenti diagnostici. Ne deriva che in 1.674 casi i tempi massimi d’attesa non sono stati rispettati. È chiaro – prosegue Amati – che scorporando il dato regionale nelle singole prestazioni delle singole strutture ospedaliere si può affermare la presenza di numerose prestazioni in cui si mantengono i tempi massimi, ma tale dato, tuttavia, non è in grado di smentire la prevalenza delle situazioni in cui lo scostamento dei tempi è molto sensibile.

Attendiamo ora i dati di raffronto dell’attività istituzionale con l’attività libero-professionale a pagamento – conclude – per comprendere se persiste la grave situazione di mancato allineamento nei tempi d’attesa, a parità, ovviamente, di numero di prestazioni, personale impiegato e ore lavorate. Argomento questo su cui per più di un anno abbiamo combattuto, purtroppo invano».

Amati: “Il DG assicura che il servizio dialisi rispetta le procedure e i protocolli. Mi pare di poter dire che finalmente le analisi non vengono più trasformate in voti”

“Il servizio dialisi rispetta le procedure e i protocolli. È quanto mi è stato comunicato dal Direttore Generale con una lettera, e a questo punto credo di poter dire che a Fasano le analisi si fanno regolarmente e abbiano perso solo la capacità – finalmente – di essere trasformate in voti”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, che nei giorni scorsi aveva interrogato il DG della Asl di Brindisi in merito a una denuncia avanzata dal Dott. Franco Di Tano sulla inattendibilità dei risultati delle analisi dei pazienti dializzati.

Ecco il testo della lettera inviata ad Amati dal Dott. Giuseppe Pasqualone:

“Gentile Presidente,

nel ringraziarLa per la sua attenzione e sensibilità al tema della salute dei cittadini pugliesi ed in particolare di quelli nel territorio nel quale operiamo entrambi, seppure con ruoli differenti, in merito all’oggetto della sua lettera pubblica ripresa da alcuni organi di informazione, oltre che dagli stessi social, posso rassicurare che il Servizio Dialisi del PTA di Fasano rispetta le procedure e i protocolli previsti dalle norme.

In particolare, circa la conservazione delle provette contenti i prelievi dei pazienti, esse vengono custodite in apposite strutture refrigerate a temperature controllate ed il trasporto successivo nel Centro analisi dell’ospedale Perrino di Brindisi avviene entro i termini e nelle condizioni previste dai protocolli sanitari.

Per quanto riguarda la tipologia dei mezzi utilizzati per il trasporto di queste provette, gli stessi rispondono ai requisiti previsti per il trasferimento in sicurezza dei prelievi.

Circa i tempi che intercorrono tra il prelievo effettuato a Fasano e gli esami di laboratorio processati a Brindisi, come già sottolineato, le provette sono costantemente monitorate e gli esami di laboratorio rappresentano un’ulteriore conferma dei risultati che gli specialisti del Centro Dialisi di Fasano effettuano in tempo reale al paziente attraverso “l’emogasanalizzatore”. Da questo esame estemporaneo derivano le informazioni sull’equilibrio acido base, sui valori di emoglobina e degli elettroliti su cui vengono modulate le decisioni terapeutiche ad horas. Valutazioni poi che – come da protocollo – vengono completate in laboratorio.

Fin qui, illustre Presidente Amati, le informazioni che riguardano le procedure e dunque la tutela della salute dei nostri cittadini.

In merito agli interrogativi che Lei pone, ritengo che le considerazioni contenute nella denuncia del medico siano del tutto errate, meravigliandomi come lo stesso professionista non conosca i percorsi sanitari e, soprattutto, non abbia segnalato quanto da egli stesso evidenziato ai suoi diretti superiori.

Ritengo che, per tale circostanza, l’Azienda abbia il dovere di intraprendere ogni azione finalizzata a tutelare l’immagine e la professionalità del personale che opera con grande capacità, ma anche per ristabilire, qualora ce ne fosse bisogno, i corretti percorsi che queste informazioni devono avere, così da non consentire – come in questo caso – allarmismi ingiustificati nella opinione pubblica e, soprattutto, nei pazienti dializzati già costretti dalla malattia ad affrontare enormi sacrifici.

Infine trovo persino inopportuno soffermarmi sulla richiesta del medico di trasferirsi presso altra struttura sanitaria, considerando infondate le motivazioni addotte alla stessa.

Nel ringraziarLa, resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Distinti saluti.

Il Direttore Generale

Dott. Giuseppe Pasqualone”

 

Amati: “Un medico di Fasano denuncia false refertazioni sulle analisi. Se è vero si puniscano i responsabili, se non è vero si agisca contro il medico. Ho scritto al DG”

Con riferimento a un commento rilasciato dal Dott. Franco Di Tano sulla pagina Facebook di un politico fasanese, il Presidente della Commissione regionale Bilancio Fabiano Amati ha scritto al Direttore Generale della Asl BR Giuseppe Pasqualone.

Ecco il testo della lettera:

Gentilissimo Direttore,

un medico in servizio a Fasano, il Dott. Franco Di Tano del Servizio dialisi, sostiene di essere “costretto a conservare in frigo le provette dei miei pazienti che dializzano di pomeriggio, in quanto non c’è possibilità di inviarle a Brindisi di sera. Queste provette giungono poi solo alle 13.00 del giorno successivo a destinazione, con dei risultati (emocromo, elettroliti in particolare) del tutto inattendibili”.

In virtù di tanto e quale fonte di responsabilità professionale, lo stesso medico avrebbe chiesto “con grande rammarico il trasferimento al Centro Dialisi di Monopoli” accusando le scelte aziendali con “Una sola parola: VERGOGNA”.

A parte ogni questione sulla richiesta di trasferimento a Monopoli, se cioè fondata sui motivi sostenuti pubblicamente ovvero altri legittimi ma molto più personali o professionali, mi pare di poter dire che a questo punto le ipotesi sono tre: 1) il Dott. Di Tano ha correttamente denunciato (sia pur con mezzo inusuale) la produzione di referti inattendibili o falsi per inidoneità dei reperti; 2) il Dott. Di Tano ha fornito la prova di inadeguatezza delle decisioni aziendali in materia; 3) il Dott. Di Tano ha diffamato il lavoro di altri colleghi e dell’azienda.

È evidente che nel primo caso bisognerebbe avviare un procedimento disciplinare a carico del personale adibito al prelievo e alla refertazione; nel secondo, collegato strettamente al primo, il procedimento dovrebbe riguardare anche la revoca o la modifica di tutti i provvedimenti aziendali; nel terzo, infine, il procedimento disciplinare dovrebbe riguardare lo stesso Dott. Di Tano.

L’unica cosa certa è che questa storia nuoce in ogni caso all’ordinario affidamento dei cittadini alle strutture sanitarie e perciò non può essere retrocessa tra le opinioni spot a mezzo social; a maggior ragione perché dette opinioni provengono da dipendente Asl e professionista riconosciuto nella sua qualificata competenza, il cui giudizio non è sicuramente distorto da una dichiarata simpatia politica – per il Movimento 5 Stelle -, espressa negli ultimi anni anche con particolare ardore e partigianeria.

In attesa di riscontro, invio il mio cordiale saluto.

Avv. Fabiano Amati

Liste d’attesa, sei consiglieri: “Nessuna risposta alle sette domande sull’applicazione o meno del regolamento vigente. Diffidiamo i direttori generali a rispondere”

Nessuna risposta dai direttori generali delle Asl dopo quasi un mese dalle sette domande formulate per conoscere lo stato d’applicazione del regolamento regionale su liste d’attesa e attività a pagamento. Per sollecitare la risposta, dunque, abbiamo inviato una lettera di diffida, perché le file ai CUP non diminuiscono e temiamo che il regolamento adottato nel 2016 non sia applicato in nessuna azienda”.

Lo comunicano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea.

“Dopo lo stravolgimento della proposta di legge sulle liste d’attesa – proseguono i sei esponenti in Consiglio regionale – inviammo una lettera ai Direttori Generali delle Asl, con sette domande sull’applicazione del regolamento vigente. Sapevamo, ovviamente, che risponderci sarebbe stato molto difficile, perché il regolamento n. 2 del 2016, approvato dalla Giunta Emiliano, non ci risulta sia mai stato applicato nelle sue parti più sensibili e vigorose. E, infatti, proprio la sua disapplicazione ci aveva fatto pensare a una proposta di legge in grado di far rispettare norme già vigenti, a fronte di una chiara violazione ed elusione”.

“È passato quasi un mese – rimarcano – dalla richiesta e non abbiamo ottenuto risposta, in violazione delle nostre prerogative, e forse perché i numeri potrebbero giustificare l’utilità della nostra iniziativa ingiustificatamente bocciata. Per questi motivi abbiamo diffidato i direttori generali delle Asl, aziende universitarie e Irccs a rispondere con urgenza alle nostre sette domande, riservandoci tutte le iniziative consentite dall’ordinamento in caso di ulteriore inerzia.

Le domande su cui si attende risposta – spiegano – sono le seguenti:
1) Dal 15.2.2016 ad oggi quanti accertamenti d’inadempienza al regolamento regionale n. 2 dell’11.2.2016 sono stati riscontrati? 2) Dal 15.2.2016 ad oggi quante e quali inadempienze sono state riscontrate alle disposizioni aziendali in materia di attività a pagamento (Alpi)? 3) Dal 15.2.2016 ad oggi quanti casi di disallineamento nei tempi d’attesa, per unità operative e singole prestazioni, sono stati riscontrati tra attività istituzionale e attività libero-professionale? 4) Dal 15.2.2016 ad oggi quanti casi di sospensione o di revoca dall’esercizio dell’Alpi nei confronti di singoli operatori sono stati effettuati? 5) Dal 15.2.2016 ad oggi quante verifiche sui presupposti d’autorizzazione della c.d. Alpi allargata sono state effettuate? 6) Dal 15.2.2016 ad oggi quante autorizzazioni all’Alpi allargata sono state revocate o sospese? 7) Dal 15.2.2016 ad oggi quante attività di verifica sull’esecuzione del regolamento regionale n. 2 dell’11.2.2016 sono state promosse dall’assessorato regionale alla Salute?”.

Liste d’attesa, sei consiglieri: “Sette domande ai direttori generali per dimostrare la violazione sistematica del regolamento vigente. E i risultati purtroppo si vedono”

Amati: “La Giunta regionale istituisca presso il Di Summa di Brindisi un PTA + Ospedale di Comunità. I soldi ci sono. Ho scritto a Emiliano”

Bisogna ristrutturare il “Di Summa” di Brindisi e destinarlo a Punto Territoriale d’Assistenza e Ospedale di Comunità, ovvero lungodegenza o riabilitazione. Serve per ridurre il carico dell’ospedale “Perrino” e per meglio fronteggiare la domanda di assistenza territoriale. Visto che i soldi sono disponibili, ho scritto oggi al Presidente Emiliano, chiedendogli di promuovere una delibera di autorizzazione della Giunta regionale e il relativo finanziamento dei lavori di adeguamento della struttura”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati.

“La richiesta che oggi ho avanzato al Presidente Emiliano si giustifica non solo per congiungere in un unico plesso l’assistenza territoriale, allo stato dislocata in due diverse sedi, ma soprattutto per migliorare l’appropriatezza delle prestazioni erogate dall’ospedale “Perrino”, attualmente gravato di attività sanitarie potenzialmente erogabili a domicilio, ma tramutate in ricovero per fronteggiare situazioni di difficoltà sociale o inidoneità strutturale del domicilio, oppure per corrispondere a domande che necessitano di sorveglianza infermieristica o di osservazione sanitaria breve.

Tale riorganizzazione dovrebbe passare attraverso la riqualificazione strutturale dell’ex ospedale “Di Summa”, al servizio di cure primarie, continuità assistenziale, gestione delle urgenze/emergenze, attività di prevenzione e riabilitazione, prestazioni socio sanitarie integrate, attività amministrative, prestazioni di medicina e pediatria generale, prestazioni specialistiche ambulatoriali e a ciclo diurno, servizi di radiologia, centro prelievo e farmacia. Il tutto affidato a un team di operatori composti da medici di medicina generale, medici di guardia medica, specialisti ambulatoriali, infermieri professionali, assistenti sociali, psicologi, oss, ecc,.

Il modello succintamente descritto sarebbe in grado di evitare l’attuale dispersione dei servizi, anche al fine di contenere l’eccessivo afflusso in ospedale, migliorando così l’appropriatezza delle prestazioni e assicurando all’ospedale “Perrino” la sua vera vocazione di ospedale regionale di II livello.

A mio giudizio – conclude Amati – l’autorizzazione alla realizzazione di tale progetto è prioritaria e troverebbe il suo finanziamento nelle risorse FESR attualmente disponibili e di prossima modulazione”.

Obbligo vaccinale, sei consiglieri: “Lega e M5S vogliono togliere obbligo. Torni allora in Consiglio la nostra proposta, non si può sprofondare nel Medioevo” – VIDEO

 

“Lega e Cinquestelle chiedono l’eliminazione dell’obbligo vaccinale e noi abbiamo chiesto di riportare in Consiglio la nostra proposta sull’obbligo. Scene da Medioevo. La Puglia ha raggiunto nell’ultimo anno un notevole incremento della copertura e c’è chi tenta di dissipare tutto il lavoro fatto”.

Lo comunicano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, dopo aver appreso della presentazione in Senato di un emendamento 7.0.1 (testo 2) al disegno di legge “Disposizioni in materia di prevenzione vaccinale” (n. 770), con cui si elimina l’obbligo vaccinale per l’accesso a scuola. L’emendamento è stato presentato dai senatori Maria Cristina Cantù (Lega), Pierpaolo Sileri (M5S) e Sonia Fregolent (Lega).

“Nel giugno 2017 – proseguono i sei consiglieri regionali pugliesi –  avevamo deciso di sospendere l’esame della nostra proposta di legge sull’obbligo vaccinale perché era intervenuta una norma statale, che peraltro ha reso possibile nell’ultimo anno in Puglia un notevole incremento della copertura vaccinale. Ora, purtroppo, apprendiamo di questo tentativo a farci tornare al più terribile passato, contro ogni evidenza e prova scientifica. Per questo motivo, abbiamo chiesto l’iscrizione all’ordine del giorno del Consiglio Regionale della proposta di legge sottoscritta con altri colleghi, così – concludono – da essere pronti a legiferare nel malaugurato caso in cui dovesse passare la proposta di eliminazione dell’obbligo“.

Liste d’attesa, sei consiglieri: “Sette domande ai direttori generali per dimostrare la violazione sistematica del regolamento vigente. E i risultati purtroppo si vedono”

“Non c’è una norma del regolamento regionale 2016 su liste d’attesa e attività a pagamento che sia stata rispettata. E i risultati delle file al Cup si vedono in tutta la loro gravità. Per dimostrarlo abbiamo rivolto sette semplici domande ai direttori generali delle Asl”.

Lo comunicano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea.

“Dopo lo stravolgimento della proposta di legge sulle liste d’attesa – proseguono i sei esponenti in Consiglio regionale – abbiamo inviato una lettera ai direttori generali delle Asl, rivolgendo sette domande sull’applicazione del regolamento vigente. Noi sappiamo, ovviamente, che il regolamento 2 del 2016, approvato dalla Giunta Emiliano, non è mai stato applicato ed è per questo che avevamo pensato di presentare una proposta di legge in grado di far rispettare norme già vigenti, a fronte di una chiara violazione ed elusione”.

“Per dimostrare allora con i numeri la nostra denuncia – spiegano – abbiamo rivolto ai direttori generali delle Asl le seguenti domande:

1) Dal 15.2.2016 ad oggi quanti accertamenti d’inadempienza al regolamento regionale n. 2 dell’11.2.2016 sono state riscontrate?

2) Dal 15.2.2016 ad oggi quante e quali inadempienze sono state riscontrate alle disposizioni aziendali in materia di attività a pagamento (Alpi)?

3) Dal 15.2.2016 ad oggi quanti casi di disallineamento nei tempi d’attesa, per unità operative e singole prestazioni, sono stati riscontrati tra attività istituzionale e attività libero-professionale?

4) Dal 15.2.2016 ad oggi quanti casi di sospensione o di revoca dall’esercizio dell’Alpi nei confronti di singoli operatori sono stati effettuati?

5) Dal 15.2.2016 ad oggi quante verifiche sui presupposti d’autorizzazione della c.d. Alpi allargata sono state effettuate?

6) Dal 15.2.2016 ad oggi quante autorizzazione all’Alpi allargata sono state revocate o sospese?

7) Dal 15.2.2016 ad oggi quante attività di verifica sull’esecuzione del regolamento regionale n. 2 dell’11.2.2016 sono state promosse dall’assessorato regionale alla Salute?”.

“Sette domande – concludono – su cui attendiamo urgente risposta, per dimostrare che sulle liste d’attesa non c’è solo il rifiuto di provare altre strade, così come avevamo proposto, ma anche la violazione del regolamento vigente”.

Tetto spesa personale in sanità, sei Consiglieri: “Alla nostra obiezione il Ministro Grillo ha dato una risposta bluff, perché i numeri non vogliono scuse”

Il Ministro Grillo non ha risposto alla nostra obiezione contabile. Si è limitata a smentire le obiezioni ad effetto e non ha detto che la Puglia ha certo i soldi del suo bilancio per assumere nuovo personale ma non potrebbe farlo perché la sua stessa proposta subordina tale spesa all’equilibrio finanziario. Cioè all’impossibile. Almeno sino a quando ci saranno differenze nel riparto delle risorse e le regole sul carico della mobilità passiva resteranno quelle attuali. Non nascondiamoci dietro un dito: quella norma serve soprattutto a Lombardia e Veneto, per farsi condonare un decennio di sistematico mancato rispetto del limite di spesa per personale fondato sul 2004 meno l’1,4%”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando l’intervista rilasciata oggi dal Ministro Giulia Grillo alla rivista online www.quotidianosanita.it dal titolo “Altro che bluff. Con il nostro provvedimento al Sud si potranno assumere da subito 13.700 operatori”.

“Affermare che la proposta di emendamento non limiti la capacità assunzionale della Puglia significa evitare di considerare l’inciso ‘ferma restando la compatibilità finanziaria’, su cui purtroppo c’è stato anche il parere favorevole della Regione Puglia. Se mi dici che posso assumere con le mie risorse, pari a 154 milioni, e poi mi richiedi l’equilibrio finanziario, come si potranno mai spendere quelle risorse se già la Puglia è gravata da un riparto ottenuto sul solo criterio demografico, fonte ogni anno di costante e progressiva incompatibilità finanziaria?

Inoltre: come si può dire che dal 2021 si potrà aumentare la spesa personale del 5% dell’incremento del Fondo sanitario regionale se la quota pugliese è già gravata dalla ingiusta contabilizzazione della mobilità passiva e si espone alle nubi che si addensano all’orizzonte con la proposta di maggiore autonomia del nord in danno del sud?

Risponda a queste domande il Ministro Grillo. Non provengono dalla polemica politica, flessibile a ogni opinione, ma dai numeri, e per questo s’indirizzano meglio verso la verità, perché i numeri non hanno bisogno di scuse per farsi valere”.