Di fronte all’emergenza, le misure di risposta devono essere emergenziali / Intervista rilasciata a Corriere del Mezzogiorno Puglia

Corriere del Mezzogiorno Puglia e Matera di martedì 10 marzo 2020

INTERVISTA A FABIANO AMATI: «CONTROLLI SEVERI A CHI VIENE DAL NORD»

di Strippoli Francesco

Amati chiede misure ancora più severe. «Aspettare vuol dire dilatare il contagio. Le decisioni del governo erano blande». Il consigliere pd: zone rosse sui focolai e controlli per chi arriva da Milano

Il consigliere regionale Fabiano Amati (Pd) da giorni invocava provvedimenti «draconiani» contro l’epidemia, più duri di quelli assunti finora. Ieri ha firmato, con altri 9 colleghi, di maggioranza e opposizione, un appello rivolto al governo.

A cosa si deve questa iniziativa?

«Quando ci si trova di fronte all’emergenza, le misure di risposta devono essere emergenziali. E qui l’unico mezzo di emergenza sicuramente efficace, non essendoci farmaci, è la diluizione del contagio. Questo permetterebbe la giusta assistenza a chi eventualmente avesse bisogno di un ricovero ospedaliero, in particolare un letto in Terapia intensiva. Posto non sempre disponibile».

Cosa chiedete voi dieci consiglieri?

«Occorrono misure draconiane e severe per rallentare l’epidemia: sono indispensabili più nella fase iniziale del contagio, come è ora in Puglia, che nella fase esplosiva, quando perdono efficacia. Tutta la questione ruota attorno a questo principio di matematica epidemiologica. Siamo arrivati a scrivere l’appello dopo aver consultato decine di esperti, persone che studiano da lungo tempo la questione».

Vi siete avvalsi di esperti: perché non considerati degni di attenzione gli esperti che collaborano con il governo?

«Nessun giudizio sui tecnici che lavorano a Roma. Noi esprimiamo un giudizio sui provvedimenti del governo: sono blandi, senza dubbio. Gli esperti servono a costruire le opzioni del politico, cui tocca decidere. Le decisioni di queste ore non ci sembrano andare nella direzione di una battaglia seria e credibile. Ne vuole un esempio»?

Prego.

«Il primo testo uscito dal Consiglio dei ministri invitava a “evitare in modo assoluto” di uscire dalla nuova zona di contenimento. Nella seconda versione, è stato cancellato “in modo assoluto” ed è diventato un invito a “evitare”. Gli inviti si fanno al compleanno, se è permessa una battuta».

Andiamo al dunque.

«Quando vige uno stato di emergenza, come questo, si sospendono le libertà per preservare la salute di tutti. Infatti i provvedimenti emergenziali sono previsti in Costituzione e si fronteggiano con obblighi, non con inviti. Torno al punto: se gli esperti del governo hanno suggerito i metodi blandi che si sono decisi — in contrasto con la matematica epidemiologica e la curva del contagio — noi non siamo d’accordo».

Qual è la vostra proposta?

«Chiediamo provvedimenti per isolare i Comuni che presentano focolai. Il caso di San Marco in Lamis? Non tocca a me dirlo, spetta ai virologi decidere, ma sapendo di poter utilizzare la misura. Bisogna fare qui quello che si è fatto nella ex zona rossa, per evitare la fase esplosiva dell’infezione. Cioè quello che è successo in Lombardia, fuori dalla zona rossa, dove una settimana fa si diceva Milano non si ferma».

Ci sono altre proposte?

«Occorre coordinare lo scambio di medici e malati tra Regioni confinanti per alleggerire il peso sanitario; poi il controllo in stazioni e aeroporti dei passeggeri in arrivo dalle zone rosse; stessa cosa ai caselli autostradali; infine una deroga alle norme di finanza pubblica per agevolare le spese sanitarie; infine sostegno al mondo del lavoro e delle imprese».

Cosa pensa della nomina del professor Lopalco al coordinamento pugliese della lotta al virus?

«Ottima persona e professionista. Nella mia battaglia per l’obbligo vaccinale presi ispirazione dai suoi studi. Era il tempo in cui si contrastava l’obbligo vaccinale, anche nelle istituzioni. C’è bisogno di grande spavento per mettere l’amministrazione pubblica sulla strada della prova scientifica».

Sembra riferirsi al presidente Emiliano.

«Lo sta dicendo lei. Ricordo che in Consiglio regionale fui attaccato più volte, ma ora non voglio alimentare alcuna polemica. Ora siamo tutti preoccupati e spaventati».

Concorda con l’idea che i regimi autoritari combattono più facilmente le epidemie?

«Capisco cosa intende dire. Io penso che in questo momento abbiamo il governo che ci meritiamo, ma di cui non abbiamo bisogno. La democrazia, e la nostra Costituzione, sono sufficienti per i provvedimenti di emergenza di cui necessitiamo. Ma tante volte, si veda il caso xylella, si decide immaginando le reazioni dell’opinione pubblica, compresa la sua credulità. Questa non è democrazia, è la dittatura dell’ignoranza, con cui non si progredisce e non si curano le malattie».

La Costituzione e la democrazia consentono atti e decisioni dal carattere straordinario. In situazioni che sono di emergenza occorrono misure di equivalente emergenza.

 

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Intervista_Corriere

 

Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “La marcia prosegue. Completata la fase di fondazione, l’opera si eleva nella sua imponenza”

Prosegue la marcia di costruzione del Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano e le documentazioni fotografiche, specialmente quelle dall’alto, mostrano la struttura che si eleva nella sua grandiosa imponenza. Sono trascorsi 445 giorni dall’avvio dei lavori, pari al 44,5% del tempo di durata complessiva, che ammonta a 1.000 giorni. Siamo quasi a metà dell’opera: ne mancano 555 alla fine”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati, commentando l’andamento dei lavori al 29.02.2020.

“Nello specifico, risultano terminate le attività di scavo del building. Sono state completate le attività di getto dei magroni di fondazione, posa delle guaine pregetto e armatura delle fondazioni per quanto riguarda le strutture fondali basse (ovvero per le parti del building per cui è previsto un livello interrato). Nel mese di febbraio sono state svolte le attività di: getto delle strutture fondali alte nei blocchi NH3, NH4, NH5, NH6 e NH7; getto di pilastri nei blocchi NH4 e NH5; getto di setti, muri controterra e setti scale nei blocchi NH2 e NH7; getto del primo impalcato del blocco NH7 e banchinaggio del primo impalcato del blocco NH2. È stata avviata l’attività di realizzazione della recinzione definitiva di cantiere e si sta provvedendo alle dotazioni impiantistiche necessarie alla gestione automatizzata del controllo accessi”.

Per quanto concerne le opere esterne – specifica ancora Amati –, i rilevati stradali risultano avanzati all’80% e sono terminati i lavori di allargamento della strada di accesso provvisorio al cantiere, che sarà presto consegnata. Sono state avviate le attività propedeutiche alla realizzazione dei muretti a secco, a partire dal fronte nord-est. Sul fronte impiantistico, i getti strutturali recepiscono le predisposizioni impiantistiche intese come forometrie che consentiranno il passaggio degli impianti; è in corso di realizzazione l’impianto LPS il cui avanzamento è contestuale all’esecuzione dei pilastri. Per la cabina di consegna ENEL, è stato effettuato lo scavo, realizzato il basamento e posato il prefabbricato. Inoltre, è stato realizzato il collegamento tra le cabine utente e ricezione”.

“Rispetto al precedente report, non ci sono variazioni sul SAL (Stato Avanzamento Lavori). Risultano pagati, infatti, quattro Stati Avanzamento Lavori (SAL), per un totale di € 5.880.582,45 pari al 8,03% dell’importo complessivo (€ 73.263.878,28). Il cronoprogramma generale e i tempi di esecuzione delle opere – conclude – ci fanno ben sperare che molto presto la Puglia potrà avere una struttura adeguata per curare le malattie tempo-dipendenti o di alta complessità. Il mio ringraziamento doveroso a tutta la squadra di tecnici e operai”.

 

Malattia di Parkinson, Amati: “Brindisi primo ospedale pubblico per impianto elettrostimolatore ultima generazione”

“È successo ieri. L’ospedale ‘Perrino’ di Brindisi è il primo ospedale pubblico italiano in cui è stato impiantato un neurostimolatore di ultimissima generazione, in paziente affetto da malattia di Parkinson. Grazie all’équipe di neurochirurghi e neurologi e ai manager dell’Asl. Ogni giorno nella sanità pubblica succedono cose bellissime, che purtroppo vengono silenziate dal grave problema delle liste d’attesa”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, commentando l’impianto di un nuovo e avanzatissimo neurostimolatore per la DBS (stimolazione cerebrale profonda), il Medtronic Percept PC con tecnologia BrainSense, effettuato nella giornata di ieri, 18 febbraio, in un paziente affetto da malattia di Parkinson.

“Non molti sanno che il ‘Perrino’ di Brindisi è sede del Centro regionale di Chirurgia funzionale della malattia di Parkinson. Dal 26 gennaio 2017, data del primo impianto in Puglia, sono stati effettuati 26 interventi. Quello di ieri è il ventisettesimo e si caratterizza per essere il primo intervento italiano in struttura pubblica e il secondo in generale. I neurostimolatori, collegati al cervello con elettrodi, sono impiantati nella zona toracica sottoclaveare e servono a garantire una maggiore efficienza nei frequenti procedimenti di regolazione.
L’èquipe che ha eseguito l’intervento è composta da: Francesco Romeo, Responsabile dell’U.O.C. di Neurochirurgia; Piermassimo Proto, neurochirurgo; Bruno Passarella, Direttore dell’U.O.C. di Neurologia; Francesca Spagnolo, neurologa Referente per la malattia di Parkinson e i disordini del movimento; Emanuela Leopizzi, neurofisiopatologa; Marco Frizzi, tecnico di Neurofisiopatologia e Fabrizio Picoco, anestesista”.

Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Con il primo solaio comincia a vedersi la costruzione. Tutto in regola a metà del percorso”

Con il primo solaio comincia a vedersi la costruzione. È trascorso quasi metà del tempo previsto per i lavori del Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano e il cronoprogramma procede senza ostacoli: lo conferma lo stato di avanzamento delle opere. Difatti, dall’avvio dei lavori al 31.01.2020 sono trascorsi 416 giorni, pari al 41,6% del tempo di durata complessivo, stimato in 1.000 giorni. Ne mancano, dunque, 584 alla fine”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati, commentando l’andamento dei lavori al 31.01.2020.

Dopo aver terminato tutte le attività di scavo del building, sono state eseguite e completate le attività di getto dei magroni di fondazione, posa delle guaine pregetto e armatura delle fondazioni per quanto riguarda le strutture fondali basse (ovvero per le parti del building per cui è previsto un livello interrato). Nel mese di gennaio sono state avviate le attività di: getto delle strutture fondali nel blocco NH3, NH6 e NH7; getto di pilastri nei blocchi NH1, NH2, NH4, NH5, NH6 e NH7; getto di setti e muri controterra nel blocco NH7 e montaggio delle gabbie di armatura nei blocchi NH5 e NH6; getto del primo impalcato del blocco NH1. Per le opere impiantische – prosegue Amati – è in corso di realizzazione l’impianto LPS il cui avanzamento è contestuale all’esecuzione dei pilastri”.

“Per quanto concerne la cabina di consegna ENEL è stato effettuato lo scavo, realizzato il basamento e posato il prefabbricato. Inoltre, è stato realizzato il collegamento tra le cabine utente e ricezione. I rilevati stradali – aggiunge ancora – risultano avanzati all’80%. In data 24.01.2020 sono state completate tutte le attività relative all’allargamento della strada di accesso al cantiere ed è stata istallata tutta la cartellonistica prevista. Sono state avviate, inoltre, le attività propedeutiche alla realizzazione dei muretti a secco, a partire dal fronte nord-est”.

“Risultano pagati quattro Stati Avanzamento Lavori (SAL), per un totale di € 5.880.582,45 pari al 8,03% dell’importo complessivo (€ 73.263.878,28). Mi sembra doveroso ringraziare l’intera squadra di tecnici e operai che, con il suo lavoro e un impegno costante sta garantendo la realizzazione di un grandioso progetto, la risposta – conclude – alla condizione attuale contraddistinta da ospedali affollati e da una rete territoriale in fase di organizzazione, allo stato insufficienti a colmare la domanda di salute dei pugliesi”.

Bisogna abrogare la norma che ha cancellato il vincolo di esclusività per i primari / rassegna stampa

 

Rassegna Stampa >>

#Sanità: proporrò l’abrogazione della norma obbrobrio che ha cancellato il vincolo di esclusività per i primari. Una norma che ammazzerebbe la sanità pubblica. E sino ad allora chiedo alla Giunta regionale di non procedere al riordino dell’istituto dell’esclusività, che era l’intento originario, poi snaturato, della proposta.

Il mantenimento in vigore di questa norma metterebbe la parola fine su tutti gli sforzi compiuti per migliorare la sanità pubblica e per ridurre le liste d’attesa.

 

Sanità, Amati: “Cancellare subito la norma obbrobrio che elimina obbligo di esclusività per i primari”

Alla prima occasione utile proporrò l’abrogazione della norma obbrobrio che ha cancellato il vincolo di esclusività per i primari. Una norma che ammazzerebbe la sanità pubblica. E sino ad allora chiedo alla Giunta regionale di non procedere al riordino dell’istituto dell’esclusività, che era l’intento originario – poi snaturato – della proposta”. Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale Bilancio, con riferimento all’art. 44 della legge regionale 52 del 30 novembre 2019.

“Con la legge di assestamento di bilancio del novembre scorso – prosegue Amati – il Consiglio regionale ha dato mandato alla Giunta regionale di riordinare il rapporto di lavoro esclusivo dei dirigenti medici, garantendo però, attraverso l’accoglimento di un sub emendamento, la possibilità per i primari di svolgere indiscriminatamente l’attività extramoenia, cioè fuori dalle strutture pubbliche che dirigono. Praticamente, un terribile ritorno alla normativa del 1999, abrogata dalla riforma Bindi”.

Il mantenimento in vigore di questa norma – conclude – metterebbe la parola fine su tutti gli sforzi compiuti per migliorare la sanità pubblica e per ridurre le liste d’attesa, perché a quel punto tutto si svolgerebbe nelle strutture private e a pagamento”.

Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano: l’edificio emerge dalle viscere della terra / rassegna stampa

Oggi, su “Nuovo Quotidiano Brindisi” si parla del Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano, un cantiere che come sapete sto seguendo nel suo sviluppo quotidiano.
L’edificio che emerge dalle viscere della terra rappresenta la risposta concreta alla condizione attuale nella quale ospedali affollati e una rete territoriale in fase di organizzazione sono insufficienti a colmare la domanda di salute dei cittadini.
 
#rassegnastampa #sanità #cantieriaperti

Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano come da programma vs Liste d’attesa sempre lunghe / rassegna stampa

Rassegna Stampa di oggi:

Da una parte, i lavori per il Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano che procedono come da cronoprogramma dopo 354 giorni di lavoro (sui 1.000 complessivi). Lo stato di avanzamento delle opere conferma che tutto procede secondo i tempi e senza intoppi.

Dall’altra, le lunghe file al Cup dei cittadini: dalla comparazione tra l’attività istituzionale e quella libero-professionale riferita alla settimana indice 07-11 ottobre 2019, ancora una volta leggiamo una situazione insostenibile, in particolare al Policlinico. La media dei giorni di attesa per una prestazione a pagamento è nettamente inferiore rispetto alla stessa prevista dall’attività istituzionale. Ecco perché serviva la nostra proposta di legge, purtroppo sabotata.

 

Liste d’attesa e ALPI, Amati: “Dati ottobre come al solito; se non paghi tempi lunghi. Ecco perché serviva legge”

 

Dalla comparazione tra l’attività istituzionale e quella libero-professionale riferita alla settimana indice 07-11 ottobre 2019, ancora una volta leggiamo una situazione insostenibile, in particolare al Policlinico. La media dei giorni di attesa per una prestazione a pagamento è nettamente inferiore rispetto alla stessa prevista dall’attività istituzionale. Ecco perché serviva la nostra proposta di legge, purtroppo sabotata”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, commentando i dati di raffronto tra l’attività istituzionale e quella libero-professionale (ALPI) nella settimana indice 07-11 ottobre 2019.

“La scorsa settimana, analizzando i tempi di attesa riferiti sempre alla settimana indice 07-11 ottobre 2019, avevo messo in luce come, per alcune prestazioni, la percentuale di prenotazione entro i tempi resti inferiore al 50% e spesso addirittura al di sotto del 20%. Oggi, il confronto tra prestazioni istituzionali e a pagamento ci dice che le file al CUP continuano a essere molto lunghe e che l’attività libero-professionale mantiene invece carattere di brevità. Per esempio, dal riepilogo regionale sul monitoraggio dei tempi d’attesa, emerge che per una prima visita cardiologica, per una prenotazione con classe di priorità B (da eseguire entro i 10 giorni) occorre aspettare in media 31 giorni, per una prenotazione con classe di priorità D (da eseguire entro 30 giorni se riferita ad una visita specialistica, da eseguire entro 60 giorni se riferita ad una prestazione strumentale) bisogna attendere 72 giorni, ma – quasi miracolosamente – i giorni di attesa diventano solo 8 se la visita è a pagamento. E ancora, per una risonanza magnetica dell’addome inferiore, la media dei giorni di attesa è di 116 per prestazioni con classe di priorità B, di 31 per prestazioni con classe di priorità D e di soli 3 giorni se a pagamento. Insomma, questi casi a titolo esemplificativo, scelti tra i più eclatanti e scandalosi, servono a dimostrare che lo stato delle liste d’attesa in Puglia continua a essere imbarazzante – prosegue ancora Amati –. A questo si aggiunga che una simile condizione va ad oscurare le tante cose belle che accadono in sanità e gli importanti risultati che il nostro sistema sanitario raggiunge quotidianamente, grazie alla maggior parte del personale medico, infermieristico e sociale”.

“Un modo per cambiare rotta esiste, e da mesi stiamo cercando di spiegarlo – conclude –. Basterebbe attuare le norme nazionali che prevedono la sospensione dell’attività a pagamento qualora i tempi di attesa tra attività istituzionale e a pagamento siano completamente diversi: su questo continuerò la mia battaglia, perché non si può tollerare che i cittadini debbano sopportare lunghe file al CUP o sborsare chissà quali cifre in nome del diritto alla salute”.

 

Confronto tempi medi di attesa Istituzionale vs Alpi_Settimana Indice 07-11 ottobre 2019

Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Tutto nei tempi dopo 354 giorni di lavoro. Oggi il getto del primo solaio; grazie a tecnici e operai”

“I lavori per la costruzione del Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano procedono come da cronoprogramma. Dall’avvio dei lavori al 30.11.2019 sono trascorsi 354 giorni, pari al 35,4% del tempo di durata complessivo, stimato in 1000 giorni. Ne mancano, dunque, 646 alla fine. Lo stato di avanzamento delle opere conferma che tutto procede secondo i tempi e senza intoppi. L’avvio dei getti del primo impalcato dei blocchi Polo Tecnologico (comprensivo di Isola ecologica) e NH1, avvenuto oggi, 5 dicembre, è la dimostrazione che impegno, determinazione, entusiasmo e sostegno costante nei confronti di tutti gli operai e i tecnici impegnati nella realizzazione dell’opera portano a risultati concreti”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati, commentando l’andamento dei lavori al 30.11.2019.

Per quanto concerne le opere strutturali, sono terminate le attività di scavo. Risultano eseguite e quasi completate le attività di getto dei magroni di fondazione, posa delle guaine pregetto ed armatura delle fondazioni per quanto riguarda le strutture fondali basse (ovvero per le parti del building per cui è previsto un livello interrato). Le stesse risultano già gettate per oltre il 50%. Sono state avviate le attività di: getto di pilastri nei blocchi PT, NH1; getto di setti e muri controterra nei blocchi NH1. Nel mese di novembre – precisa ancora Amati – sono state avviate le attività di: getto delle strutture fondali nei blocchi NH2, NH5 e NH6; getto di pilastri nei blocchi NH1 e NH2; getto di setti e muri controterra nei blocchi NH1 e NH2”.

Risultano pagati tre Stati Avanzamento Lavori (SAL), per un totale di € 3.736.423,02 pari al 5,10% dell’importo complessivo (€ 73.263.878,28). Quella del Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano è una lunga battaglia, combattuta per diversi anni per dare a un’area intermedia tra Bari e Brindisi un ospedale per curare le malattie tempo-dipendenti o di alta complessità, che si materializza con l’edificio che emerge dalle viscere della terra. Sarà la risposta concreta alla condizione attuale – conclude – nella quale ospedali affollati e una rete territoriale in fase di organizzazione sono insufficienti a colmare la domanda di salute dei cittadini”.