Aiuti a piccolissime imprese, 5 Consiglieri: “Entro lunedì l’avviso, altrimenti affogheremo nel discredito”

Ultimatum. Se entro lunedì non viene pubblicato l’avviso per le piccolissime imprese (parrucchieri, estetisti, bar, pizzerie, ristoranti, commercianti, asili, ludoteche, liberi professionisti ecc.), rischiamo di affogare nel discredito. Non si può più aspettare”.

Lo comunicano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano e Donato Pentassuglia.

“Sono giorni che è pronto l’avviso per il microprestito, ma non si muove una foglia. La situazione è incredibile: le banche promettono, ma non ci risulta che sinora abbiano prestato un solo euro; le liquidazioni della cassa integrazione procedono con estrema lentezza; gli avvisi per il microcredito non sono stati ancora pubblicati dopo quasi un mese dall’annuncio. Ma è così che in Italia e in Puglia si vuole sostenere e rilanciare l’economia? Certo – aggiungono i Consiglieri –, conosciamo le difficoltà e siamo consapevoli che l’amministrazione non è un pozzo senza fondo ma, al netto di questo, vogliamo almeno velocizzare le misure su cui ci si è impegnati con una pioggia di milioni, purtroppo ad oggi solo sulla carta?”.

“Distribuire almeno 150 milioni alle piccolissime imprese è una priorità assoluta, perché sono quelle che non hanno ancora riaperto. Non bisogna essere super esperti di economia per comprendere il valore moltiplicativo che si consegue offrendo liquidità alle piccolissime imprese, cioè quelle più numerose e che, a differenza delle grandi e medie imprese, hanno maggiore difficoltà a soddisfare le regole del credito bancario. Preghiamo tutti di non costringerci a gesti di protesta eclatanti, pubblicando gli avvisi ed erogando immediatamente gli aiuti. E per questa ultima fase, cioè quella importantissima delle erogazioni – concludono –, siamo pure disposti ad aiutare Puglia Sviluppo nell’istruttoria delle pratiche”. 

Piano casa: i giudici hanno sostituito di fatto il legislatore. Ora intervenga il Parlamento / il mio punto di vista sulla norma abrogata

Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 29 aprile 2020, pagina 9

Amati: «I giudici hanno sostituito di fatto il legislatore. Ora intervenga il Parlamento»

di De Feudis Michele
LA DIFESA DELLA NORMA ABROGATA

 

«Siamo ben oltre la burocrazia. Siamo al divieto di sopravvivere. Un problema in tempi normali, una tragedia in tempi di pandemia»: commenta così il consigliere regionale Pd Fabiano Amati la sentenza n. 70 del 2020 della Corte costituzione, un procedimento che va limitare fortemente le possibilità offerte dalla legislazione pugliese sul «Piano casa».

«C’era una norma pugliese che offriva la possibilità di demolire case per ricostruirle con i 135 per cento di volume in più. E c’era una norma che consentiva di demolire immobili non residenziali in aree urbanizzate e ricostruirle come case con 1135 per cento di volume. Poiché aggiungere il 35% di volume – spiega Amati – determina un necessario cambiamento della precedente area di sedime e un’occasione per dare bellezza, fu aggiunta al “Piano casa” della Puglia una norma di tecnica costruttiva: chiariva che si poteva usare una diversa disposizione dei volumi sull’area di pertinenza del precedente manufatto, rispettando tutti i parametri di legge».

Con questa riflessione Amati tocca il tema saliente del disposto della Consulta, che di fatto impedisce di prevedere la nuova costruzione in un perimetro diverso dal passato dopo una demolizione.

«Sollevato il problema da parte del governo – aggiunge il consigliere regionale – viene fatto notare che una norma statale del giugno 2019, fatta dalla maggioranza 5S-Lega, aveva modificato il Testo unico dell’edilizia dicendo che quando si procede a demolizione e ricostruzione, si deve far coincidere sia l’area di sedime che il volume dell’edificio ricostruito con quello demolito». «Questa norma – puntualizza ancora – fu inserita in una legge “Sblocca cantieri”, un paradosso, perché è diventata “blocca cantieri”. La Corte costituzionale, secondo me sbagliando clamorosamente e con una sentenza che non è neppure additiva ma appropriativa del potere legislativo, ha ritenuto che la norma del governo giallo-verde è un principio generale che prevale su tutte le leggi, comprese quelle vigenti speciali che prevedono incentivi volumetrici. Cioè sia quella del 2009 che diede vita al piano casa, sia il “decreto sviluppo” del maggio 2011. La Corte ha dunque dichiarato incostituzionale non il “Piano casa” della Regione Puglia in quanto tale, ma ha detto a Puglia e Italia che in virtù della norma giallo-verde sono abrogate le possibilità di aumento premiale dei volumi previste dalle stesse norme statali. La consulta ha preso il posto del legislatore cambiando l’assetto normativo italiano».

Cosa cambia nel mondo delle costruzioni private? «Un disastro per le imprese e un grave danno per i comuni. E impensabile trovare chi riqualifica senza un aumento volumetrico premiale. Gli uomini funzionano per incentivi e perciò Einaudi consigliava di mettere in competizione le persone per fargli fare qualcosa di buono per sé stessi e per il paese». Poi c’è il nodo di chi ha già avuto il via libera dagli uffici tecnici ma potrebbe incappare in interpretazioni difformi post sentenza costituzionale: «A mio avviso non si possono annullare i permessi di costruire già rilasciati, perché nel bilanciamento tra interessi è prevalente quello a non pagare i danni al privato che ha ottenuto l’autorizzazione e ha pure riqualificato quartieri fatiscenti. Ma che succede se in qualche comune c’è chi pensa di fare annullamenti?», si domanda Amati.

La palla torna al legislatore? «È necessario un pronto intervento legislativo per rimettere ordine. Mi rivolgo a tutti i gruppi parlamentari. Con le norme attuali, così come interpretare dalla Consulta, si apre la porta al consumo di suolo, con danno all’ambiente, e ai negoziati edilizi, cioè enorme discrezionalità e rischi corruttivi Avremo quindi ammazzato ambiente, moralità ed edilizia, uno dei settori produttivi con più alta densità di posti di lavoro. Mancherebbe solo Sordi nei Vitelloni con il verso celebre, “Lavoratori, tiè’…”», conclude Amati.

 

Una legge ammazza l’edilizia pugliese – Avviati i lavori per chirurgia e ortopedia all’Ospedale di Ostuni / rassegna stampa

RASSEGNA STAMPA DI OGGI >>

La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la norma pugliese che consentiva la diversa dislocazione plano-volumetrica negli interventi di demolizione e ricostruzione in base al Piano casa. Pur non condividendo la sentenza, dobbiamo prendere atto che il decreto Salvini/Di Maio, nato sulla carta per sbloccare i cantieri, si è rivelato uno straordinario blocca cantieri e un killer di un settore ad altissima densità di posti di lavoro. Ci appelliamo ai parlamentari pugliesi per correggere questa stortura.

 

Ospedale di Ostuni: sono partiti ieri i lavori di ristrutturazione dei reparti di chirurgia e ortopedia. Per raccontare i fatti servono sempre poche parole, per polemizzare l’intero vocabolario e senza risultati. Voglio sottolineare che la decisione di procedere alla ristrutturazione contemporanea dei due reparti consegue alla decisione regionale di sospendere tutti gli interventi d’elezione (non urgenti) a causa della pandemia; circostanza questa che ha interessato tutti gli ospedali pugliesi e non solo quello ostunese. È dunque proprio la sospensione delle attività non urgenti che potrà garantire una tempistica accelerata.

 

 

 

Piano casa, Amati e Pentassuglia: “Non solo il virus. Ora una legge 5 Stelle-Lega ammazza l’edilizia pugliese. Lo ha deciso la Corte Costituzionale”

“Non bastava il virus. Ecco una nuova tegola sulla testa dell’economia pugliese, già ampiamente distrutta. La legge che doveva sbloccare i cantieri, approvata da Lega e 5 Stelle nel giugno 2019, di fatto ha chiuso i cantieri edilizi pugliesi, uccidendo l’edilizia. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, dichiarando incostituzionale – per incompatibilità con l’art. 5, comma 1, lettera b) dello sblocca cantieri – la norma pugliese del Piano casa che consentiva la diversa dislocazione dei volumi demoliti e ricostruiti. Ci appelliamo ora ai parlamentari pugliesi di buona volontà per correggere questa stortura”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, presidenti delle Commissioni regionali Bilancio e Attività produttive, commentando la Sentenza della Corte Costituzionale n.70 dell’11.02.2020 (pronuncia_70_2020), depositata il 24.04.2020.

“In questi ultimi anni, noi abbiamo fatto di tutto per tenere in piedi uno dei più importanti settori produttivi della regione, tra mille polemiche e ostilità. Ora la questione non è più nella nostra disponibilità, perché una norma statale del giugno 2019, approvata dai partiti di Salvini e Di Maio, ha previsto che gli interventi di demolizione e ricostruzione devono coincidere con l’area di sedime e con il volume dell’edificio ricostruito con quello demolito. E per questo la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la norma pugliese che consentiva, invece, la diversa dislocazione plano-volumetrica negli interventi di demolizione e ricostruzione in base al Piano casa. Pur non condividendo la sentenza della Corte Costituzionale, perché non ci pare possibile applicare una disciplina ordinaria per cancellare gli effetti di uno strumento straordinario previsto dallo stesso legislatore statale – proseguono i consiglieri Amati e Pentassuglia –, dobbiamo prendere atto che il decreto Salvini/Di Maio, nato sulla carta per sbloccare i cantieri, si è rivelato uno straordinario blocca cantieri e un killer di un settore ad altissima densità di posti di lavoro”.

“A questo punto, il Consiglio regionale non può fare più nulla ed esortiamo – dunque – l’Associazione costruttori, i sindacati e gli ordini professionali a incalzare il Governo nazionale, i ministri e i parlamentari pugliesi, così da approvare la correzione urgente della norma statale in uno dei provvedimenti sul Coronavirus. Diversamente – concludono –, avremo detto addio a migliaia di posti di lavoro e quindi alla speranza che in futuro possa andare tutto bene”.

 

 

Ospedale Ostuni, Amati: “Cominciati i lavori di ristrutturazione dei reparti. Per raccontare i fatti servono sempre poche parole”

Come da programma, sono iniziati oggi i lavori di ristrutturazione dei reparti di chirurgia e ortopedia dell’ospedale di Ostuni. Per raccontare i fatti servono sempre poche parole, per polemizzare l’intero vocabolario e senza risultati. Come sempre”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

Stamattina ho ripetuto un sopralluogo presso la struttura ospedaliera per verificare il primo adempimento agli impegni assunti la scorsa settimana, cioè la conclusione dei lavori per il 31 maggio del reparto di chirurgia e il 31 luglio per quello di ortopedia. Ne deriva che già dal 1° giugno sarà riattivata l’attività dei servizi, in coabitazione, presso il reparto di chirurgia, per poi tornare alla condizione di normalità il 1° agosto. Ho potuto constatare con piacere – prosegue Amati – la collaborazione della direzione sanitaria di presidio e di tutto il personale sanitario e ausiliario dei reparti interessati, finalizzata ad agevolare la realizzazione dei lavori nei tempi prefissati”.

M’interessa sottolineare che la decisione di procedere alla ristrutturazione contemporanea dei due reparti consegue alla decisione regionale di sospendere tutti gli interventi d’elezione (non urgenti) a causa della pandemia; circostanza questa che ha interessato tutti gli ospedali pugliesi e non solo quello ostunese. È dunque proprio la sospensione delle attività non urgenti che potrà garantire una tempistica accelerata. Nell’esercizio delle mie prerogative – conclude – sarò costante, come faccio di solito, nelle attività di collaborazione e controllo per il rispetto della tempistica, nell’ovvio rispetto delle norme di sicurezza”.

Un taglio feroce alle lungaggini solo così non moriremo di fame / intervista su Corriere del Mezzogiorno di oggi

Corriere del Mezzogiorno Puglia e Matera di domenica 26 aprile 2020, pagina 3

«Un taglio feroce alle lungaggini solo così non moriremo di fame»

Il pd Amati ha lanciato da settimane una crociata per procedure più rapide. «Con i tempi della Ue chissà quando vedremo i 450 milioni per le imprese»

di Strippoli Francesco

 

«Bisogna sfregiare la burocrazia se non si vuole morire di fame». Fabiano Amati (Pd), presidente della commissione Bilancio in Regione, dice di voler incarnare il ruolo del «suggeritore». Significa che, in tempi di necessaria coesione politica, preferisce dare consigli senza polemizzare con alcuno.

Veniamo al punto. Cosa c’è che non funziona?

«Siamo gravati dalla burocrazia, autentico carnefice delle persone. Sembra che ogni “procedimento” non sia un’attività per procedere, come dice la parola, ma per rallentare. Sa come si chiama»?

Dica lei.

«È la legge di Parkinson: più tempo hai, più tempo spenderai. La burocrazia ha la tendenza ad allargare, a prendere tempo. L’ha teorizzato il capo della burocrazia inglese, Parkinson, a metà del Novecento. E il nostro dramma. Non sembri una cosa lontana. Vale pure per i 450 milioni, di risorse Ue e fondi Fsc, che la Regione ha stanziato per contrastare la crisi».

Cosa teme?

«Diceva Parkinson: ciò che può fare un burocrate lo fanno in dieci. Sono passaggi di carte. Ergo, ciò che si può avere in un mese, arriverà tra dieci. E il vero dramma della Ue: è diventata la somma della burocrazia di tutti gli Stati membri. Si veda il recente parere espresso dalla Corte dei conti europea sulla decisione della Commissione di spendere contro la crisi tutti i fondi strutturali e per investimento (quindi anche quelli destinati al Sud)».

Che dice il parere?

«Innanzi tutto la Commissione dice che si possono spendere al 100% i fondi di cui ho detto, senza le condizioni ordinariamente obbligatorie: cofinanziamento nazionale e destinazione di quote prefissate a ricerca e clima. Inoltre si possono trasferire i fondi da un programma all’altro e da una Regione all’altra».

Lo richiede l’emergenza.

«Senza dubbio: Bruxelles capisce che la crisi è gravissima e agisce di conseguenza. La Corte dei conti no, dice che così si indebolisce la rendicontazione (il controllo sulla spesa) e che i soldi vengono impiegati per materia che non mira alla sua funzione originaria, che è il riequilibrio tra Regioni dell’Europa. E come se ignorasse la gravità della crisi».

Incide sui 450 milioni?

«In modo spaventoso. Immagini cosa vorrà dire per i burocrati italiani e brussellesi che devono firmare le carte. Si faranno paralizzare da quel parere».

Come si risolve la questione?

«Ci vuole una fortissima volontà politica: regionale, nazionale, europea. Invece che discutere Mes sì/Mes no Eurobond si/Recovery fund no (tanto ogni euro arriva dai contribuenti lo stesso) occorre sfregiare la burocrazia».

In concreto?

«Si dovrebbe dire agli Stati: siate tranquilli e spendete, perché oggi l’unica vera necessità è spendere. Altrimenti moriremo per fame o affogati tra le carte».

I balneari si lamentano per i 24 adempimenti cui sono sottoposti per alzare gli ombrelloni.

«Conosco la vicenda. In quel caso è stato imposto un aggravamento delle procedure sanitarie, ovvio in questo periodo. Ma proprio per questo andava alleggerito il carico su altro genere di adempimenti, quelli demaniali. Per esempio, il meccanismo di smontare in inverno ciò che è in piedi per l’estate. Il dibattito è noto. Ecco: in questo caso, avrei alleggerito il carico ordinario degli adempimenti per dare più spazio agli obblighi sanitari».

Emiliano, alle sue rimostranze, dice che la Puglia è burocrazia zero. Caso mai è il codice degli appalti il vero problema e non dipende dalla Regione.

«Il peso burocratico non è nel codice degli appalti ma nelle lungaggini dei procedimenti amministrativi. La Regione può fare molto, altro che. Quattro anni fa proposi una legge per creare un organismo per accelerare la spesa dei fondi Ue. Era definito Pav, nel testo, Puglia azioni veloci. Serviva a mettere sotto una unica responsabilità la spesa. Non tanto Emiliano, ma la burocrazia regionale ha ostacolato la proposta. Che infatti è finita nel nulla. In commissione, un giorno, abbiamo ascoltato tutti i responsabili della spesa Ue in Regione. Ci sono sei centri di responsabilità».

E allora? Che vuol dire?

«È la legge di Parkinson. Più tempo hai, più tempo vuoi».

 

La vicenda • Secondo i dati diffusi dalla Cgia di Mestre le imprese pugliesi sono soffocate dalla burocrazia che «pesa» 2,5 miliardi di euro. Gli imprenditori pugliesi sono pronti a rimettersi in gioco per avviare la ripresa economica ma chiedono meno vincoli e prescrizioni legate alla burocrazia

Lo sfregio • Altro che dibattito sul Mes e gli eurobond, che poi paghiamo lo stesso: occorre uno sfregio alle procedure: Bari, Roma e Bruxelles si muovano

Articolo in PDF >>

Intervista_Corriere 26 Aprile 2020

 

Covid, Amati: “Ho visto con i miei occhi. Gli ospedali di Brindisi sono in sicurezza. Basta soffiare su paure”

“L’ho visto con i miei occhi e penso sia giusto smetterla con le polemiche. Il ‘Perrino’ e tutti gli ospedali della provincia di Brindisi sono sicuri, grazie all’attività scrupolosa e attenta del personale sanitario e tecnico-amministrativo. L’esposizione al rischio contagio da Covid-19 nelle strutture sanitarie è uguale in tutti i paesi del mondo. Perciò, soffiare sulle paure delle persone, per motivi più o meno riferibili, danneggia gli stessi malati che rinunciano a sottoporsi a cure essenziali aggravando le proprie condizioni, e in più getta discredito sulle eccellenti capacità del personale”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, a conclusione di un sopralluogo svoltosi questa mattina presso l’ospedale ‘Perrino’ di Brindisi.

“Chi ha bisogno di cure può tranquillamente rivolgersi alle strutture sanitarie della provincia di Brindisi – ribadisce Amati –. Tutto il personale è ampiamente impegnato ad assicurare le più puntuali condizioni di sicurezza. L’esposizione al rischio di contagio è strettamente legata al rispetto delle procedure e non ai rumorosi comunicati stampa da posizionamento politico o sindacale. Ringrazio ovviamente il personale e le organizzazioni sindacali responsabili – conclude –, la maggior parte, che in questa fase difficile stanno dosando al meglio le giuste critiche per migliorare e il duro lavoro per collaborare”.

Anche da drammi, come la pandemia in atto, possono nascere cose buone / rassegna stampa

Anche da drammi, come la pandemia in atto, possono nascere cose buone. Il nuovo centro per pazienti Covid post acuti, allestito a Cisternino, è la testimonianza. La chiave di buona riuscita è stata la tenace collaborazione tra Regione Puglia, Comune di Cisternino, ASL Brindisi e numerose autorità e aziende.

 

 

Cisternino, Amati: “In 12 giorni allestito il Centro Covid. A tempo di record, un deserto è stato trasformato in cattedrale”

“In 12 giorni è stato allestito il centro Covid di Cisternino. Un record per tempi di lavoro e per passione. Ringrazio tutti per l’impegno e per essere riusciti a trasformare un immobile inutilizzato, cioè un deserto, in una piccola cattedrale di efficienza e speranza di salute”.

Lo ha dichiarato il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, partecipando oggi alla funzione di benedizione della struttura impartita da don Carmelo Semeraro, parroco della Chiesa madre di Cisternino. Alla funzione erano presenti il DG della Asl di Brindisi, Giuseppe Pasqualone, il Sindaco di Cisternino, Luca Convertini, il DS della Asl di Brindisi, Andrea Gigliobianco, il responsabile Area Tecnica Asl, Sergio Rini, il direttore lavori Renato Ammirabile.

Anche da inciampi o drammi, come nel caso della pandemia, possono emergere cose buone. È quanto accaduto a Cisternino. Una struttura nuovissima, mai utilizzata, trasformata a tempi record, cioè 12 giorni, in una struttura per Covid post acuti, che nella sua capacità massima potrà contare di 24 posti letto dislocati su due piani. La scelta di spendere risorse pubbliche su una struttura pubblica – prosegue Amati – ha un duplice significato: curare le persone e lasciare in funzione, alla fine dell’emergenza, una struttura nuovissima per l’attività ordinaria di Ospedale di comunità e Punto territoriale di assistenza. E per questo ci affidiamo alla squadra di medici, infermieri e personale sanitario che da oggi comincerà a darci protezione e sicurezza in questa nuova sede”.

L’impresa è stata possibile grazie a una tenace collaborazione tra Regione Puglia, Comune di Cisternino, Asl Brindisi e numerose altre autorità o aziende. Ringrazio pertanto il Presidente della Regione, Michele Emiliano, il Sindaco di Cisternino, Luca Convertini, il DG della Asl Brindisi, Giuseppe Pasqualone. Le tre amministrazioni pubbliche hanno messo a disposizione dell’iniziativa tutte le loro energie e parte dei loro tecnici: il Direttore del dipartimento regionale sanità Vito Montanaro, con i dirigenti e i funzionari regionali Giovanni Campobasso, Mauro Nicastro, Vito Carbone e Antonella Caroli; il direttore sanitario della Asl Andrea Gigliobianco, con i dirigenti e i funzionari Sergio Rini, Elisabetta Esposito, Stefano Termite, Angelo Greco, Rossella Rosato, Pasquale Pedote e Renato Ammirabile; gli amministratori comunali Martino Montanaro, Giovanna Curci e Giampiero Bennardi, e i dirigenti e i funzionari comunali Angela Bomba e Antonio Rodio. Ringrazio inoltre il comandante dei Vigili del fuoco di Brindisi Antonio Panaro e il funzionario Terenzio Ventura; i dirigenti e tecnici di Enel distribuzione; i dirigenti e i tecnici di Acquedotto Pugliese. Grazie, ancora, alla proprietà, ai tecnici e agli operai delle imprese impegnate per i lavori edili, stradali, impiantistici, lavorazione ferro, idraulici ed elettrici. Infine – conclude –, un ringraziamento al personale straordinario di ‘Sanitaservice’ che, con la solita forza, dedizione e allegria ha consegnato una struttura luminosa quanto uno specchio. Grazie all’amministratore Flavio Roseto e a Raffaele Borgo, Tea Lapadula, Anna Laviola, Gildo Lena, Pasquale Sacchi, Antonella Schiavone e Francesco Semeraro”.





Puglia verso la Fase 2: positiva la Commissione di ieri, ma bisogna sfregiare la burocrazia / rassegna stampa

 

Puglia verso la Fase 2: la Commissione congiunta di ieri è stata una riunione molto positiva con una connessione tra economia ed epidemia. Tutte le risorse possibili e immaginabili sono benvenute, ma bisogna sfregiare la burocrazia, consentendo ai cittadini di accedere alle risorse con un clic, con un clic deve essere possibile avere un parere, un’autorizzazione o un nullaosta. Sugli scenari futuri sarà essenziale la sinergia tra le valutazioni epidemiologiche e gli orientamenti per la ripartenza economica.

Ospedale Ostuni: in poche settimane riapriranno le unità operative di chirurgia e ortopedia. Per far rivivere questi servizi, salvaguardare la salute e le persone, è urgente procedere alla ristrutturazione degli ambienti, tacitando ogni forma di polemica o inutile contrapposizione.

Rassegna Stampa_22 Aprile 2020