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Coronavirus, Amati: “A Fasano e Francavilla Fontana i tamponi si faranno nel drive-in, restando in auto”
“Saranno installate martedì a Fasano e giovedì a Francavilla Fontana due strutture per migliorare e velocizzare il procedimento diagnostico faringeo per il Covid-19. Le postazioni drive-in rappresentano un’ottima e pratica soluzione per ottimizzare i tempi”. Lo comunica il consigliere regionale Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio.
“Il progetto è nato dalla collaborazione tra Asl e Regione Puglia – Dipartimento di Protezione civile”, prosegue. “Si tratta di strutture amovibili e coperte, in grado di consentire il transito delle automobili e il prelievo del materiale biologico faringeo al paziente a bordo. Eliminando, quindi, la necessità di uscire dall’abitacolo – spiega Amati – sarà possibile ottimizzare il procedimento. L’attività diagnostica comincerà al più presto, cioè non appena sarà terminato l’allestimento delle strutture installate, e – conclude – sarà diretta dal Dipartimento di prevenzione della Asl”.
Covid, Amati: “Anche specializzandi, 118, ausiliari e pulitori stanno combattendo la battaglia e perciò meritano il bonus”
“La battaglia contro il Covid ha visto in prima linea anche il personale convenzionato 118, i medici specializzandi, il personale delle Sanitaservice e i dipendenti delle associazioni di volontariato che gestiscono le postazioni del 118. E io sono testimone oculare. Non è giusto che a loro non sia riconosciuto il bonus, cioè lo speciale indennizzo per l’attività svolta”.
Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio.
“Molti dipendenti si sentono abbandonati e pure un po’ frustrati, prosegue Amati –. Non è stata una gran bella notizia quella della mancata liquidazione del bonus Covid rispetto ad altre categorie professionali, sia pur meritevoli. Dal 15 marzo al 15 maggio 2020 almeno nella Asl Brindisi, e limitatamente al personale Sanitaservice, 691 operatori hanno assicurato il 70% della presenza, sviluppando oltre 31 mila turni. Già questo parziale dato numerico, dunque, è in grado di dire –sottolinea – quanto grande sia stato il loro apporto alla causa del contenimento della pandemia. Mi spiace solo che il Consiglio regionale non possa più deliberare, altrimenti avrei presentato una proposta di legge urgente. Sono però certo – conclude – che il presidente Emiliano e la struttura burocratica dell’assessorato alla Salute sapranno mettere riparo a tale iniquità con urgenza”.
Ventiquattr’ore per liberare i disabili dalle strutture residenziali o manifesterò con i genitori / rassegna stampa

Amati: “Ragazzi disabili ancora reclusi. Amministrazione senza cuore”
“I ragazzi con disabilità psico-fisica sono letteralmente reclusi da quasi quattro mesi nelle strutture residenziali, nonostante tutto il mondo sia ormai in attività e il rientro settimanale in famiglia faccia parte del trattamento terapeutico. Sono diversi giorni che combatto su questo fronte ricevendo risposte in burocratese e da timor di firma e a dispetto di ogni ragionevolezza tecnica, che nell’immaginario collettivo rischiano di richiamare a carico della pubblica amministrazione ingiusti giudizi di crudeltà e assenza di cuore”.
Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.
“Come ho già detto ieri, purtroppo ancora inascoltato, ai ragazzi con disabilità psico-fisica è vietato di fare rientro in famiglia nel fine settimana, per evitare il rischio contagio da Coronavirus. Tale provvedimento ha bisogno di essere urgentemente modificato perché – prosegue Amati – il rientro in famiglia fa parte del trattamento terapeutico; nel bilanciamento di tale interesse con l’esposizione al rischio contagio, il perdurare della misura assume caratteri insalubri e quindi afflittivi. A tal proposito, e sembra in punto di tecnica, l’affievolimento delle misure per tutte le attività, comprese quelle dei centri diurni, rischia di sembrare un inutile accanimento nei confronti dei ragazzi con disabilità e delle loro famiglie. La pronta soluzione del problema – aggiunge in chiusura – sarà ciò che mi farà desistere dall’intervenire domani e nei prossimi giorni sullo stesso argomento”.
Covid, Amati: “Tra poche ore chiusi centri di Fasano e Cisternino. Riaprono gli Ospedali di comunità e PTA”
“Ancora poche ore e saranno dimessi gli ultimi pazienti dei centri Covid per post acuti di Fasano e Cisternino. Da quel momento scatteranno l’isolamento fiduciario del personale, l’adeguamento rapido e già programmato della nuova struttura di Cisternino, la riattivazione degli Ospedali di comunità e dei PTA per tutti i tipi di prestazioni”.
Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.
“È stato un periodo di grande impegno e di risultati nemmeno immaginabili per tempistica e utilità. Basti pensare all’allestimento a tempi record del centro di Cisternino, recuperando peraltro una struttura nuova e inutilizzata. Nessuna profezia di sventura annunciata dagli speculatori politici si è avverata. Non si è avverata – prosegue – l’ipotesi illogica e pure disumana del centro Covid quale strumento di contagio di massa; non si è avverata la sciocchezza ‘acchiappa-paure’ dei centri Covid come luoghi di ‘deportazione’ dei malati di ogni dove; non si avvereranno le istigazioni al campanilismo, alimentando sentimenti di contrasto tra le diverse comunità cittadine. Le uniche cose che, invece, si sono avverate riguardano il grande e generoso impegno messo in atto da decine di persone per fare cose utili e belle, sopportando il rischio di contagio nelle ore più buie e tenendo a memoria il senso del dovere e dell’umanità”.
“E allora – aggiunge infine Amati – un grande ringraziamento al personale dei due centri. Per il centro di Fasano: grazie ai medici Dino Arnese, Francesco Loliva, Francesco Mileti, Giuseppe Pace e Francesca Calò; agli infermieri Donato Palmisano, Laura Latartara, Rosa Lombardo, Antonia Pinto, Giuseppina Raia, Roberta Giannuzzi e Andrea Ardone; agli Oss Vito Loconte, Maria Calianno, Maria Giuseppina Lanera e Lidia Conteduca; agli ausiliari Maria Renna, Anna Robusto, Maria Pinto, Rosa Cavallo, Marinella Sabino, Loredana Latartara, Maria Lomascolo, Anna Laviola, Angela Ferrara, Tea Lapadula e Antonella Schiavone.
Per il centro di Cisternino: grazie ai medici Lello Di Bari, Alberto Mavilio, Riccardo Mazzara, Pietro Melodia, Giuseppina Ragno, Marco Sardella; agli infermieri Giovanna Epifani, Maria Teresa Camposeo, Maria Concetta Mignolo, Angelica Natoli, Angela Semeraro, Maria Semeraro 1, Maria Semeraro 2, Maria Semeraro 3; agli Oss Francesca Convertini, Saveria Delvecchio, Maria Antonietta Loparco, Maria Luigia Minardi, Felicia Punzi, Sabina Spadavecchia; agli ausiliari Filomena De Cantis, Angela Mignolo, Grazia Semeraro, Maria Siliberti, Anna Simeone, Francesco Soleti, Gianfranco Vinale”.
Legge per persone bisognose, Amati, Blasi, Liviano, Mennea, Pentassuglia: “Quasi 10 milioni ai Comuni pugliesi”
“Dopo la nostra proposta, l’approvazione del Consiglio e la delibera di Giunta, ai comuni pugliesi andranno circa 10 milioni. La somma sarà distribuita dai comuni alle famiglie e alle persone in condizione di fragilità e difficoltà economiche a causa della pandemia”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, sottoscrittori della proposta di legge ‘Misure straordinarie per fronteggiare le conseguenze socio-economiche derivanti dalla pandemia Covid-19’. La proposta di legge fu firmata anche dai Consiglieri Vincenzo Colonna, Giuseppe Longo e Mauro Vizzino.
“Le risorse, definite in misura proporzionale al numero di abitanti, potranno essere assegnate alle amministrazioni comunali che le assegneranno a quei soggetti o nuclei familiari con particolari fragilità sociali. La misura rappresenta un valido sostegno per il contrasto delle fragilità economiche e sociali oggettivamente presenti sul territorio regionale”.
Legge per persone bisognose, Amati: “Quasi 925mila euro alla Provincia di Brindisi. Ecco il riparto comune per comune”
“Dopo la nostra proposta, l’approvazione del Consiglio e la delibera di Giunta, ai comuni della Provincia di Brindisi andranno quasi 925mila euro. La somma – per un totale specifico di 924.019,75 € – sarà distribuita dai comuni alle famiglie e alle persone in condizione di fragilità e difficoltà economiche a causa della pandemia”.
Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, sottoscrittore – con i Consiglieri Sergio Blasi, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia – della proposta di legge ‘Misure straordinarie per fronteggiare le conseguenze socio-economiche derivanti dalla pandemia Covid-19’. La proposta di legge fu firmata anche dai Consiglieri Vincenzo Colonna, Giuseppe Longo e Mauro Vizzino.
“Le risorse, definite in misura proporzionale al numero di abitanti, potranno essere consegnate alle amministrazioni comunali che le assegneranno a quei soggetti o nuclei familiari con particolari fragilità sociali. La misura rappresenta un valido sostegno per il contrasto delle fragilità economiche e sociali oggettivamente presenti sul territorio regionale. La distribuzione – specifica ancora Amati – prevede l’attribuzione delle seguenti cifre per Comune: Brindisi 204.124,95 €; Carovigno 40.151,57 €; Ceglie Messapica 46.175,71 €; Cellino San Marco 15.114,44 €; Cisternino 27.106,30 €; Erchie 20.238,03 €; Fasano 93.644,66 €; Francavilla Fontana 84.984,66 €; Latiano 33.553,69 €; Mesagne 62.562,23 €; Oria 35.352,47 €; Ostuni 72.663,61 €; San Donaci 15.234,36 €; San Michele Salentino 14.724,12 €; San Pancrazio Salentino 23.052,59 €; San Pietro Vernotico 31.533,89 €; San Vito dei Normanni 44.880,12 €; Torchiarolo 12.626,72 €; Torre Santa Susanna 24.545,69 €; Villa Castelli 21.749,94”.

Fondi sanità decreto Rilancio, Amati: “Mi batterò per finanziamento e rapida realizzazione del Pta al ‘Di Summa’ di Brindisi”
“Dopo l’idea e l’autorizzazione, ora c’è un’altra occasione per il Pta e Ospedale di comunità del ‘Di Summa’ di Brindisi: i fondi per il potenziamento della sanità territoriale. Mi batterò affinché il progetto sia tra i primi a ottenerne il finanziamento e tra i primi a essere ultimato. Ovviamente, sono graditi tutti gli aiuti”.
Lo dichiara il consigliere regionale e presidente della Commissione bilancio, Fabiano Amati, con riferimento ai finanziamenti per il potenziamento della rete sanitaria territoriale nell’ambito dei provvedimenti Covid-19.
“Se è vero, come spero, che la fase 3 – prosegue – sarà caratterizzata da fondi per il potenziamento della sanità territoriale e da poteri speciali per realizzare rapidamente i progetti, mi pare una delle cose prioritarie la candidatura del progetto di ristrutturazione del ‘Di Summa’ di Brindisi in Pta e Ospedale di comunità. Quando immaginai la soluzione – aggiunge Amati –, la Asl l’accolse e la Giunta regionale l’approvò: era chiara l’urgenza di potenziare la sanità territoriale e alleggerire il ‘Perrino’ da prestazioni non tempo-dipendenti, di bassa complessità e intensità di cura. Con la pandemia da Covid-19 questo scenario si è reso ancor più evidente e addirittura non più rinviabile. Mi auguro solo che in questa fase, diversamente dalla prevenente di ideazione e autorizzazione, si riesca ad avere un generalizzato interesse, un corale sostegno e incoraggiamento da parte di tutta la classe dirigente brindisina, non solo quella politica, perché – conclude – alla fine ciò che conta sono solo i fatti concreti che si riescono a produrre”.
Sono giorni che è pronto l’avviso per il microprestito, ma non si muove una foglia / rassegna stampa
Lo avevamo detto giorni fa: la situazione è incredibile. Le banche promettono, ma non ci risulta che sinora abbiano prestato un solo euro; le liquidazioni della cassa integrazione procedono con estrema lentezza; gli avvisi per il microcredito non sono stati ancora pubblicati dopo quasi un mese dall’annuncio.
Distribuire almeno 150 milioni alle piccolissime imprese è una priorità assoluta, perché sono quelle che non hanno ancora riaperto. Non bisogna essere super esperti di economia per comprendere il valore moltiplicativo che si consegue offrendo liquidità alle piccolissime imprese, cioè quelle più numerose e che, a differenza delle grandi e medie imprese, hanno maggiore difficoltà a soddisfare le regole del credito bancario.
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