Rifiuti, Amati: “Le discariche fanno schifo e la proposta M5S ce le voleva portare in casa con la scusa del rifiuto zero”

Le discariche mi fanno schifo e non potevo votare una legge con principi che alla fine si muovono per regalarcele a piene mani, facendoci credere che in natura esista l’obiettivo del rifiuto zero e che il riuso non sia un maestoso e meritorio processo industriale, ma una raccolta di suggestioni tratte dalla società degli agricoltori-allevatori, se non proprio da quella dei raccoglitori-cacciatori”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, con riferimento alla proposta di legge “Verso un’economia circolare a rifiuto zero” proposta dal M5S e bocciata oggi in V Commissione.

“La proposta di legge dei colleghi Cinque Stelle era in realtà un manifesto politico, di tipo decrescitista, scritto molto probabilmente in buona fede ma in contraddizione con la scienza, la tecnica e l’apparato normativo vigente – prosegue Amati –. Il problema che, invece, il dibattito odierno in Commissione ha colto all’unanimità è il ritardo che registriamo nella definizione del Piano regionale dei rifiuti; una mancanza gravemente nociva sia per la chiusura del ciclo che per la semina di elementi di buon senso, scientificamente quadrati e fondati su differenziata, riuso e trasformazione di materiale in energia”.

Vivai, Amati e Pentassuglia: “Le nostre parole un atto d’accusa. La Regione si rifiuta di applicare una sua stessa legge e i vivai falliscono”

“A questo punto le nostre parole valgono quanto un atto d’accusa, perché stiamo combattendo per ottenere il rispetto di una legge. Abbiamo approvato una norma, il Governo non l’ha impugnata, ma la Regione si rifiuta di applicarla, nascondendosi dietro mille scuse. Da non crederci. E nel frattempo i vivai falliscono”.

Lo dichiarano i Presidenti delle Commissioni regionali Bilancio e Agricoltura della Regione Puglia Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, con riferimento alla nota questione delle deroghe e autorizzazioni alla movimentazione delle piante all’esterno e all’interno delle aree delimitate per contenere la diffusione della xylella.

“Con la tragedia xylella è arrivata pure la tragedia dello scarica barile e dell’inerzia, a cui non c’è purtroppo rimedio. Denunciamo da mesi questo scempio di burocrazia insensibile al rischio di perdere imprese e posti di lavoro nel settore vivaistico, ma ogni giorno assistiamo ad una scusa per rinviare e ritardare, allo scopo di non assumersi responsabilità nel decidere.

A questo punto ognuno si assuma le proprie responsabilità. Noi abbiamo provato in ogni modo a sollecitare, convincere e offrire ogni forma di aiuto. È stato purtroppo tutto vano e in costante violazione della legge e del buon senso”.

Autonomia e sanità, Amati, Blasi, Cera, Liviano, Mennea e Pentassuglia: “Se sono tutti contro vuol dire che il pericolo è concreto, a prescindere da appartenenze politiche”

“Se tutti i rappresentanti delle professioni sanitarie sono contro il progetto di autonomia del nord, significa che non stiamo parlando di appartenenza politica ma di rischi concreti per la salute dei cittadini di destra, di sinistra, di sopra, di sotto o di mezzo. Ora bisognerà ascoltare i rappresentanti della scuola e dell’università”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando l’audizione svoltasi oggi in I Commissione con i rappresentanti delle professioni sanitarie, sugli impatti finanziari dell’autonomia c.d. differenziata.

“L’unità del Paese nel servizio di assistenza sanitaria è un cardine dell’Italia repubblicana, peraltro già messo alla prova, pur senza devoluzione di poteri nuovi. Per questo motivo, non ci pare una buona idea la richiesta di rendere locale la gestione di servizi che per essere efficienti nel 2019 dovrebbero essere mantenuti come minimo su scala nazionale. In questo momento ci è di conforto il forte contrasto tra la Lega e i Cinque Stelle, che garantisce qualche probabilità di far saltare il progetto. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere gli sviluppi – concludono i Consiglieri –, ma non è insensato prepararsi opportunamente per contrapporre, ove ve ne fosse il bisogno, la più corale e determinata protesta del popolo pugliese”.

Autonomia del nord, sei Consiglieri: “I conti della sanità sono il problema più grave: lunedì in Commissione le professioni sanitarie”

“I conti della sanità sono il problema più grave del progetto autonomia del nord contro il sud, in grado di giustificare la più determinata mobilitazione. Per questo abbiamo pensato di sentire lunedì in I Commissione i rappresentanti delle professioni sanitarie”.

Lo comunicano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Ruggiero Mennea, Gianni Liviano e Donato Pentassuglia, in vista della riunione di lunedì prossimo della I Commissione con all’ordine del giorno l’audizione dei rappresentanti delle professioni sanitarie sugli impatti finanziari e le politiche di bilancio nel progetto di autonomia c.d. rafforzata.

“Non c’è più tempo da perdere. È necessario consolidare un fronte comune tra istituzioni e cittadini di qualsiasi estrazione politica perché, se approvato, il progetto di riforma rischia di scaraventarci in un baratro di disservizi e insensatezza – ribadiscono i Consiglieri –. Basti pensare alla Puglia, che rischia di ritrovarsi con meno 682 milioni all’anno e con una spesa pro/capite pienamente decurtata, e quindi ben al di sotto degli attuali 1.810 euro. A questa contabilità immediata ed errata per difetto bisogna aggiungere i 23 milioni annui che la Puglia già perde, perché la quota assegnata non considera solo la popolazione residente, ma gli ulteriori parametri di età e genere e le modalità di rimborso a costo pieno della mobilità passiva.

E poiché nessuno può essere ragionevolmente disponibile a sacrificare l’interesse all’assistenza sanitaria per inseguire la chimera propagandistica di un localismo antistorico e contro i suoi figli, la risposta non può che essere contenuta in un alleanza che, conti alla mano, eserciti il dovere di dissentire”.

Acqua, Consiglieri contro proposta 5S: “L’acqua è già pubblica, vogliono solo dissanguare Aqp e i cittadini. Confidiamo nella Lega”

“La proposta di legge dei Cinquestelle sull’acqua è una costosa cialtronata, mentre gli emendamenti presentati per Acquedotto pugliese sono una follia. In Italia l’acqua è già pubblica, la loro iniziativa è un ritorno al carrozzone del passato per dissanguare Aqp e le tasche dei cittadini. Confidiamo ora sulla Lega di Salvini, che ha già dichiarato la sua netta è ragionevole contrarietà”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando l’esame in corso alla Camera della proposta di legge “Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque” presentata alla Camera dei deputati da 202 parlamentari del Movimento Cinquestelle (prima firmataria Federica Daga) e gli emendamenti depositati nei giorni scorsi per considerare le peculiarità pugliesi e Aqp.

“Dicono che vogliono salvaguardare il risultato del referendum e non si accorgono che la loro proposta non c’entra nulla con il referendum, come gli ha fatto già presente il sottosegretario leghista all’ambiente Vanna Gavia. La proposta dei Cinquestelle è uno slogan più o meno uguale a quelli sull’abolizione della povertà, sull’imminente boom economico del Paese, sui ristoranti e negozi lungo il nuovo Ponte Morandi ecc. In realtà, vogliono farci tornare ai tempi dei carrozzoni e metterci nuove tasse – proseguono –.

I costi a carico dei cittadini italiani per questa iniziativa sono stati stimati in 5 miliardi per indennizzi ai gestori estromessi (e i pugliesi pagheranno questa parte pur non essendo interessati), 11 miliardi per rimborsare i finanziamenti accesi dai gestori esistenti e 5 miliardi all’anno per gli investimenti.

La proposta di legge grillina e i relativi emendamenti espongono noi pugliesi a un conto salatissimo, sia come contribuenti italiani che come pugliesi. Se approvata, infatti, saremo chiamati a pagare indennizzi che non ci riguardano ai soci privati di altre società di gestione italiana (5 miliardi), a contribuire al rimborso dei finanziamenti accessi da tutti i gestori italiani con le banche (11 miliardi), a subire la probabile richiesta di rinegoziazione del debito contratto con la Banca Europea per gli Investimenti (200 milioni) e a pagare con la fiscalità generale (con ulteriori tasse) sia la nostra quota di investimenti che quella di tutti i servizi idrici italiani, compresi quelli di regioni ricche per PIL e per quantità di risorsa idrica, per un ammontare di 5 miliardi.

Senza contabilizzare – perché una stima è allo stato attuale impossibile – il costo da mancati introiti sulla tariffa, per difetto stimati per 2 miliardi annui e che in Puglia ammonterebbero a 132 milioni”.

Autonomia in Consiglio il 5 marzo, Amati: “Doppio furto, i voti ai genitori e il futuro ai figli. Si mobilitino i giovani”

“La discussione nel Consiglio del 5 marzo sarà l’occasione per dire che l’autonomia del nord serve per ‘rubare’ i voti ai genitori e il futuro ai figli, per eccitare le nostalgie dei nonni così da addormentare le speranze dei nipoti. Speriamo che i giovani meridionali e italiani si mobilitino, perché alle nostre porte c’è la povertà dell’Italia e non solo del meridione. E, perciò, tutti in campo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, in vista del Consiglio regionale del prossimo 5 marzo, che presenta all’ordine del giorno la mozione sottoscritta dallo stesso Amati e dai consiglieri Blasi, Cera, Colonna, Liviano D’Arcangelo, Longo, Mazzarano, Mennea, Pendinelli, Pentassuglia e Franzoso.

“La proposta di autonomia del nord è un paradosso di insensatezza nel mondo dei continenti. Nei nostri anni in cui più nulla è locale – né la vita delle persone, né la produzione e lo scambio di merci e servizi, né le soluzioni ai problemi – che senso ha parlare di maggiore autonomia? È proprio curioso leggere i giornali di queste settimane e rilevare il più strano degli accoppiamenti informativi: su una pagina, notizie sulla imminente autonomia a contenuto localistico ‘ierocentrico’ e, sull’altra, notizie bellissime e inesorabili dal globo, cioè dal mondo dell’intelligenza artificiale e delle quotidiane innovazioni tecnologiche.

E mentre si perde clamorosamente l’appuntamento con il migliore destino, si rischia di pagare conti immediati su sanità (meno 682 milioni all’anno), scuola (riduzione degli stipendi dei docenti meridionali) e infrastrutture.

Cosa c’è di più sciocco del farsi del male?”.

Liste d’attesa, Amati: “Anche il Piano Nazionale ci chiede di fare ciò che noi abbiamo già proposto. Ora subito in Consiglio”

«Sulle liste d’attesa anche il Piano Nazionale ci chiede di fare ciò che proponiamo sin da gennaio scorso con la nostra proposta di legge. A questo punto spero proprio che il prossimo Consiglio regionale approvi la nostra iniziativa, consentendo la sospensione dell’attività a pagamento quando i tempi di attesa non sono allineati con quelli dell’attività istituzionale. A meno che la Giunta regionale non adotti una delibera per modificare il Regolamento vigente nel senso da noi auspicato».

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio Fabiano Amati, commentando la presentazione avvenuta oggi in Conferenza Stato-Regioni del Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa.

«Non era difficile prevedere questo esito, perché pienamente conforme con la legge, il contratto dei medici e il vecchio Piano Nazionale delle Liste d’Attesa. È sotto gli occhi di tutti il fatto che le liste d’attesa siano il problema più grave della sanità, in grado di oscurare anche le tante cose buone che il sistema regionale e i medici offrono ogni giorno. Accomunarsi, dunque, in un’iniziativa di responsabilità che non criminalizza nessuno è il modo migliore per stare dalla parte dei cittadini in fila al CUP. Era ed è questo il senso della nostra proposta che oggi viene ulteriormente confermato dal Piano Nazionale – conclude il Presidente Amati –».

Futuro post-Xylella fastidiosa, domani a Oria un seminario con Amati

“FS17: una prospettiva…Favolosa?” è il titolo del seminario in programma per domani 21 febbraio, alle ore 16.00, nell’Aula Consiliare del Comune di Oria (via Epitaffio, n.1). L’incontro, promosso dall’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Brindisi, dall’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, dall’Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori e dalla Città di Oria, approfondirà esperienze e condividerà pareri per un futuro post-Xylella fastidiosa del territorio e dell’olivicoltura nella provincia di Brindisi. Interverrà il Consigliere regionale Fabiano Amati, che relazionerà sul tema “La prova scientifica, la decisione e il diritto”.

Gli interventi saranno moderati da Francesco Morleo (responsabile UNSIC della sede di Oria). La serata sarà aperta dai saluti di Maria Carone (sindaco di Oria); Antonio Greco (direttore CAA UNSIC s.r.l.); Alessandro Colucci (presidente Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Brindisi); Adriano Abate (direttore Provinciale Confagricoltura di Brindisi); Enrico Pignatelli (presidente Circolo ACLI “Sant’Annibale Maria Di Francia” di Oria).

Seguiranno le relazioni su “La gestione del disseccamento rapido dell’olivo: stato attuale e prospettive” (Franco Nigro, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” – Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti; vice-presidente Ordine Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Brindisi); “Resistenza a Xylella fastidiosa in olivo: esperienze di campo e laboratorio” (Pasquale Saldarelli, Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante, Consiglio Nazionale delle Ricerche); “La FS17: caratteristiche salienti ed aspetti della produzione vivaistica” (Giacomo Carreras, presidente Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Bari); “Esperienze pluriennali di gestione di impianti tradizionali e intensivi della varietà Favolosa” (Nicola Ruggiero, presidente Consorzio Oliveti d’Italia S.C.p.A.); “Il reinnesto dell’olivo con varietà resistenti al disseccamento rapido: stato attuale e prospettive” (Giovanni Melcarne, presidente del Consorzio dei Produttori Olio DOP Terra d’Otranto); “Comportamento varietale e qualità dell’olio” (Angela Canale, Capo Panel, esperta del settore olivicolo-oleario). Il seminario si chiuderà con l’intervento “La prova scientifica, la decisione e il diritto” – in programma alle ore 19.30 – del Consigliere regionale Fabiano Amati.

Autonomia, Amati: “È battaglia per il sud e va fatta infischiandosene della tattica di Emiliano o dell’ambiguità dei candidati segretari PD”

“La battaglia per contrastare il progetto del nord contro il sud non ammette tattiche contorte, sbandamenti o disciplina di partito. È la lotta intrapresa dai Consiglieri regionali per evitare che la Puglia subisca una riduzione di 682 milioni sul fondo sanitario regionale e, nel far questo, se ne infischiano della tattica del Presidente Emiliano o delle opinioni ambigue dei candidati alla segretaria nazionale del PD”.

Lo ha dichiarato il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa di presentazione del documento di contrasto all’iniziativa di autonomia rafforzata avanzata dalle regioni del nord.

“Speriamo che a molti arrivi in dono la giusta illuminazione di San Tommaso Moro, patrono dei politici, così da comprendere che l’Italia ha bisogno di minore autonomia e non di commerciare o mercanteggiare poteri al fine di eccitare gli egoismi delle persone e farsi propaganda politica. Nei tempi dell’intelligenza artificiale e della blockchain sentire parlare di problemi locali da gestire a livello locale – cioè di autonomia – è un fuori luogo che fa male al nord e al sud del Paese.

Una nociva propaganda politica, sostenuta anche dai meridionali che hanno scelto Salvini sulla scia della sua popolarità, sta generando il falso convincimento che la modernità possa essere governata nell’ambito stretto delle regioni, in tempi in cui pure la nazione è piccola cosa, condannando così l’intera politica e le sue decisioni all’irrilevanza. Se è almeno l’Europa l’ambito territoriale in cui la decisione politica produce effetti, che senso ha condannare gli elettori a eleggere i propri rappresentanti solo per le comparsate in Tv? Ma pur prescindendo da analisi sulle discordanze del progetto autonomista con la modernità, mi pare che non si possa accettare un’idea che si traduca in un chiaro schiaffo per il sud e la Puglia – prosegue Amati –.

Basta leggere le bozze delle intese e accorgersi che per tutti i settori c’è la conseguenza dell’impoverimento del sud. Fermandosi alla salute, come argomento oggettivamente più importante, rilevano la già detta riduzione del fondo sanitario per 682 milioni (limitandoci a calcolarla solo sul minor gettito da IVA) e il certo abbattimento per il sud della spesa procapite (1.810 euro) oggi sostenuta dallo Stato per tutti i cittadini italiani.
Infatti, poiché il costo della sanità in Italia è il 6,7 % del PIL, un’ipotetica e sciagurata ripartizione di ricchezza per aree geografiche e per popolazione porterebbe a un aumento della spesa procapite per il nord (2.211 euro) e per il centro (1.963 euro), e a una correlativa riduzione per il sud (1.192 euro). E questo perché il 6,7 % del PIL prodotto dalle regioni del nord incide per l’1,1 % del PIL (11 miliardi) e che, con riferimento alle regioni Lombardia e Veneto, non è inferiore alla metà e cioè a 6 miliardi di euro.

Sarebbe più plausibile condurre una battaglia da sud, per segnalare che il riparto non può avvenire aggiungendo al dato demografico il parametro delle classi d’età. Questa tecnica di distribuzione del fondo nazionale ha prodotto, in danno delle regioni più giovani del sud, minori risorse per 3 miliardi di euro in meno di tredici anni.

Su questi motivi di merito e di contabilità si fonda la nostra iniziativa di contrasto al progetto di autonomia del nord e su questo livello di discussione ci piacerebbe essere sfidati, smentiti oppure sostenuti”.

Vivai, Amati e Pentassuglia: “O per sconfiggere la burocrazia o nella lotta di piazza, noi stiamo con i vivaisti”

“Così come sempre negli anni e in particolare negli ultimi mesi, noi stiamo con i vivaisti. E le ultime buone notizie che paiono arrivare da Roma, gemelle di quelle, ahinoi, sentite diverse volte in Commissione o in varie riunioni, saranno tali solo quando saranno adottati gli atti di autorizzazione e di deroga, sconfiggendo così le lungaggini della burocrazia che molto spesso ha bisogno della lotta di piazza per scuotersi”.

Lo dichiarano i Presidenti delle Commissioni regionali Bilancio e Agricoltura Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, commentando le indiscrezioni sugli esiti della riunione di ieri presso il Servizio fitosanitario centrale, in materia di movimentazione di piante all’interno e all’esterno delle aree colpite da xylella e perciò delimitate.

“Ci spiace dover osservare lavoratori che loro malgrado si trasformano in manifestanti e tutto ciò per obiettivi ritardi burocratici inseriti nel dramma xylella e nella umana paura dei dirigenti regionali di sbagliare e vedersi sotto processo. Abbiamo promosso e gestito decine di riunioni per chiarire le questioni e facilitare le relazioni amministrative tra i vivaisti e la regione. Ad oggi, purtroppo, si scorge l’ennesima notizia positiva (speriamo confermata) che di per sé non equivale però all’atto amministrativo che i vivaisti si aspettano.

Arriva un momento in cui le parole, per quanto importanti, non bastano più, perché al loro cospetto si presentano revoche di commesse, licenziamento di personale e distruzione di un settore altamente produttivo.
Per questi motivi e per tenere alta l’attenzione – concludono – la manifestazione di domani dei vivaisti è cosa buona e pure giusta”. /comunicato