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“Non bisogna attendere nemmeno un minuto. Se si volesse, già dalla settimana prossima potrebbero cominciare i lavori. Il deposito della motivazione della sentenza da parte del Consiglio di Stato dice chiaramente che i lavori possono essere svolti pure di notte, perché le regole del Comune di Taranto non lo vietano per le opere di pubblica utilità. E poi sarà solo compito dell’impresa riuscire nella straordinaria impresa che ha promesso ai cittadini pugliesi: terminare in poco più di un anno”.
Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, commentando la motivazione della Sentenza del Consiglio di Stato depositata oggi.
“Spero che Invitalia proceda ora ad aggiudicare i lavori, attraverso un procedimento di rivalutazione da svolgersi in pochissime ore e da effettuarsi sul quadro normativo così come interpretato dal Consiglio di Stato, alla luce del fatto che a Taranto non risulta – a detta dei giudici – il divieto di lavorare in notturna e che il Comune non avrebbe certamente nulla da eccepire su tale eventualità. A Taranto – prosegue Amati – si aspetta la realizzazione di un ospedale regionale di II livello da fin troppo tempo. Il Piano di edilizia ospedaliera che concorsi a varare negli anni scorsi era fondato sulla priorità di un nuovo ospedale localizzato a Taranto. L’avvio dei lavori, purtroppo, è stato ritardato da molteplici problemi burocratico-giudiziari, che oggi possono finalmente dirsi risolti. Spero che l’impresa aggiudicataria assuma la piena consapevolezza sull’impegno temporale che ha preso e promesso, cioè la fine dei lavori in poco più di un anno, in grado – se mantenuto – di colmare tutti i ritardi accumulati sinora. E perciò – conclude –, sul punto, deve essere chiaro che sarà ricambiata da intolleranza qualsiasi ipotesi di dietrofront, di allungamento di ogni sorta o di scuse delle più diverse fogge”.
Dalla Rassegna Stampa di oggi >>
FASANO: dimesso l’ultimo paziente, ieri ha chiuso anche il centro post Covid. Adesso tornerà operativo il Pta. È stato un periodo di grande impegno messo in campo da persone e professionisti per fare cose utili e belle, e proprio a loro deve andare il nostro ringraziamento.
OSTUNI: dopo la recente ristrutturazione, la Pneumologia diretta dal dott. Bracciale potrà avere piena funzionalità con 20 posti letto. Anche questa attività di miglioramento dei servizi è stata portata a compimento.



Ospedale #Ostuni: riattivati i ricoveri dopo l’ultimazione dei lavori; in #pneumologia la Regione ha accreditato ulteriori 9 posti letto. La sanità della provincia di Brindisi e del sud della provincia di Bari è in pieno fermento modernizzatore.

“La Regione ha accreditato gli ulteriori 9 posti di pneumologia dell’ospedale di Ostuni. Dopo la recente ristrutturazione, il reparto può avere piena funzionalità, con 20 posti letto”.
Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.
“Anche questa attività di miglioramento dei servizi è stata portata a compimento. La sanità della provincia di Brindisi e del sud della provincia di Bari è in pieno fermento modernizzatore, con numerosi cantieri conclusi, in corso e in via di apertura. Auguro buon lavoro all’ottimo dott. Pietro Bracciale e alla sua équipe – aggiunge Amati –, consapevole che l’apporto umano e professionale è ciò che fa sempre il di più di ogni attività”.
Ospedale di Ostuni: con i primi ricoveri sono state riaperte ieri le attività di chirurgia e ortopedia. Il tutto, dopo un completo lavoro di ristrutturazione e manutenzione, avviato il 27 aprile e terminato il 26 maggio. Meno di un mese per restituire alla piena funzionalità il reparto di chirurgia, ove si svolgeranno pure le attività ortopediche in attesa che vengano ultimati i lavori del relativo reparto. L’importante è lavorare con impegno.

BARI. Mettere in fila le idee per provare a spiegare, ancora una volta, che i vaccini salvano vite e non sono una congiura delle multinazionali. Chi tre anni fa era in Consiglio regionale – quando in Puglia una maggioranza politica trasversale provò a introdurre l’obbligo vaccinale per i minorenni, mentre il governatore Michele Emiliano strizzava l’occhio ai no-vax – ha vissuto quel conflitto sulla propria pelle: la proposta di legge pugliese fu accantonata quando a introdurre l’obbligo ci pensò il ministro Lorenzin, eppure qualcuno (i grillini) portò sedicenti esperti a dirci che mangiare noci è meglio che vaccinarsi.
Per non dimenticare, dunque, il consigliere regionale Fabiano Amati (con Maria Giovanna Cappelli, Elena Cattaneo, Michele Conversano, Cinzia Germinario, Andrea Grignolio, Nicola Laforgia e Francesca Zampano) ha scritto «Vaccini e minori tra dinsinformazione e falsi miti (Codice edizioni, 8 euro, prefazione di Mario Loizzo). «Non bisogna avere paura dei vaccini – dice Amati – e bisogna avere fiducia nella scienza. Ed è sbagliato dire “dimostrami che i vaccini non fanno male”, perché non si può pensare che il mondo giri intorno a continui complotti». Certo, il contesto mondiale della pandemia spingerà, inevitabilmente, verso la vaccinazione di massa.
«Dal punto di vista culturale – analizza Amati – abbiamo avuto ragione, al prezzo però di una mega-pandemia. Se noi avessimo oggi il vaccino per il covid, ci sarebbe una fila lunghissima ogni giorno: poi magari tra una settimana qualcuno comincerà a eccepire, visto che già si comincia a dire che il coronavirus non esiste e che le malattie sono una congiura di politica e industria». Il libro ripercorre anche la storia delle vaccinazioni. «Le persone si sono dilaniate intorno all’obbligo sin dai dai tempi di Jenner e dai primi sieri contro il vaiolo. Ma il libro nasce proprio dall’esperienza fatta in Consiglio: quando proponemmo una legge per l’obbligo e ogni martedì si scatenava la protesta dei movimenti no-vax. In quella occasione ci fu un seminario con Elena Cattaneo, Michele Conversano, Cinzia Germinario e Michele Laforgia proprio per discutere dell’argomento e far capire come l’obbligo fosse una necessità per ottenere una copertura vaccinale di almeno il 95%». La Puglia, va detto, su questo tema è all’avanguardia anche grazie a Dipartimenti di prevenzione (in particolare quello di Taranto, guidato da Michele Conversano) che lavorano con le famiglie per sensibilizzarle all’importanza delle vaccinazioni.
«Siamo una delle pochissime Regioni ad aver introdotto l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari», ricorda Amati. Anche se c’è da chiedersi se questo traguardo – un traguardo di civiltà, perché protegge sia il personale che i pazienti – sarebbe stato raggiunto se non si fosse scatenata la bufera dell’epidemia. «Non lo so – risponde Amati -, so soltanto che a volte la realtà ci si presenta dinanzi e ci aiuta a fare dei passi avanti: penso alla peste di Milano, oppure al colera che in Puglia ha portato la fognatura. Queste tragedie deflagrano eppure aiutano gli uomini a migliorare. Forse la pandemia da coronavirus ci ha resi ancora più attenti rispetto a questi argomenti, l’importante è non perdere la memo- ria. Ed è per questo che servono i libri».

“Con i primi ricoveri sono state riaperte oggi le attività di chirurgia e ortopedia, dopo una completa ristrutturazione del reparto. Appena un mese di lavori, pure di domenica e festivi, per rispettare il cronoprogramma, che nei lavori pubblici equivale alla parola data”.
Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.
“Un completo lavoro di ristrutturazione e manutenzione, avviato il 27 aprile e terminato il 26 maggio. Meno di un mese per restituire alla piena funzionalità il reparto di chirurgia, ove si svolgeranno pure le attività ortopediche. Nei prossimi 60 giorni i lavori continueranno nel reparto di ortopedia. Ora tocca al lavoro del personale sanitario, che ringrazio per tutto ciò che fa. In questi mesi, abbiamo lavorato per l’obiettivo prefissato ascoltando tutti, in particolare gli scettici in buona fede, e sorridendo alla lagna polemica mandata in filodiffusione per motivi di piccolo cabotaggio politico. Così va il mondo; l’importante – prosegue Amati – è lavorare con impegno senza prendersi troppo sul serio, e perciò offrendo sorrisi in risposta al malumore”.
“Per l’ultimo miglio del cammino – conclude –, ringrazio i dipendenti di Sanitaservice, Gildo Lena, Isa Schena, Antonella Nacci, Francesco Semeraro, Pasquale Sacchi, Francesco Guarnieri, Giovanni Di Tano, Sonia Roma, Rino Francioso, Rosa Sabatelli. Ringrazio, inoltre, gli OSS di chirurgia e ortopedia, Francesca Ruggiero, Adele Moro, Marilina Stefani, Mariella Caroli, Claudia Mantuano, Angela Convertino, Filomena Galetta (ausiliaria)”.
Centri post acuti Covid-19 Fasano e Cisternino: dimessi gli ultimi pazienti. Scattano dunque isolamento fiduciario, adeguamento della struttura di Cisternino, riattivazione di PTA e Ospedale di Comunità. Un periodo di grande impegno, per il quale parlano da soli i risultati. Un sincero grazie a tutti gli operatori di entrambe le strutture.

“Ancora poche ore e saranno dimessi gli ultimi pazienti dei centri Covid per post acuti di Fasano e Cisternino. Da quel momento scatteranno l’isolamento fiduciario del personale, l’adeguamento rapido e già programmato della nuova struttura di Cisternino, la riattivazione degli Ospedali di comunità e dei PTA per tutti i tipi di prestazioni”.
Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.
“È stato un periodo di grande impegno e di risultati nemmeno immaginabili per tempistica e utilità. Basti pensare all’allestimento a tempi record del centro di Cisternino, recuperando peraltro una struttura nuova e inutilizzata. Nessuna profezia di sventura annunciata dagli speculatori politici si è avverata. Non si è avverata – prosegue – l’ipotesi illogica e pure disumana del centro Covid quale strumento di contagio di massa; non si è avverata la sciocchezza ‘acchiappa-paure’ dei centri Covid come luoghi di ‘deportazione’ dei malati di ogni dove; non si avvereranno le istigazioni al campanilismo, alimentando sentimenti di contrasto tra le diverse comunità cittadine. Le uniche cose che, invece, si sono avverate riguardano il grande e generoso impegno messo in atto da decine di persone per fare cose utili e belle, sopportando il rischio di contagio nelle ore più buie e tenendo a memoria il senso del dovere e dell’umanità”.
“E allora – aggiunge infine Amati – un grande ringraziamento al personale dei due centri. Per il centro di Fasano: grazie ai medici Dino Arnese, Francesco Loliva, Francesco Mileti, Giuseppe Pace e Francesca Calò; agli infermieri Donato Palmisano, Laura Latartara, Rosa Lombardo, Antonia Pinto, Giuseppina Raia, Roberta Giannuzzi e Andrea Ardone; agli Oss Vito Loconte, Maria Calianno, Maria Giuseppina Lanera e Lidia Conteduca; agli ausiliari Maria Renna, Anna Robusto, Maria Pinto, Rosa Cavallo, Marinella Sabino, Loredana Latartara, Maria Lomascolo, Anna Laviola, Angela Ferrara, Tea Lapadula e Antonella Schiavone.
Per il centro di Cisternino: grazie ai medici Lello Di Bari, Alberto Mavilio, Riccardo Mazzara, Pietro Melodia, Giuseppina Ragno, Marco Sardella; agli infermieri Giovanna Epifani, Maria Teresa Camposeo, Maria Concetta Mignolo, Angelica Natoli, Angela Semeraro, Maria Semeraro 1, Maria Semeraro 2, Maria Semeraro 3; agli Oss Francesca Convertini, Saveria Delvecchio, Maria Antonietta Loparco, Maria Luigia Minardi, Felicia Punzi, Sabina Spadavecchia; agli ausiliari Filomena De Cantis, Angela Mignolo, Grazia Semeraro, Maria Siliberti, Anna Simeone, Francesco Soleti, Gianfranco Vinale”.