Acqua per zone industriali sud di Fasano e Brindisi, Amati: “Quasi cinque milioni per realizzare opere attese da anni”

 

Acqua per zone industriali sud di Fasano e Brindisi, Amati: “Quasi cinque milioni per realizzare opere attese da anni”

“Le zone industriali di Brindisi e Fasano sud hanno ottenuto il finanziamento € 4.949.213,57 per due progetti in ambito idrico. Con la pubblicazione ufficiale di assegnazione, che avverrà domani, si conoscerà l’elenco completo delle opere finanziate per tutte le aree industriali della provincia di Brindisi. Continua la grande storia delle opere pubbliche che si realizzano”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale bilancio, Fabiano Amati.

“Per Fasano si tratta della realizzazione del tronco di adduzione idrica, primo anello di distribuzione e parte della viabilità a servizio dell’agglomerato industriale di Fasano Sud (€ 2.999.113,57). Per Brindisi si tratta delle opere per il miglioramento servizio di produzione e distribuzione Acqua industriale invaso del Cillarese (€ 1.950.000,00). Le somme sono state assegnate con una procedura negoziata con la quale la Regione Puglia ha assegnato 50 milioni di euro alle ASI (Aree di Sviluppo Industriale) pugliesi per la loro riqualificazione, finalizzata all’attrazione di nuovi investimenti. Interventi importantissimi che si attendevano da anni – conclude Amati –”.

 

Eni: da rifiuti organici a bio-olio e acqua, una sperimentazione da guardare con attenzione / rassegna stampa

Rassegna Stampa >>
 
Dobbiamo guardare con attenzione e interesse alla sperimentazione #Eni in corso a Gela sulla trasformazione dei rifiuti organici in bio-olio e acqua, soprattutto in un momento difficilissimo per la gestione dei rifiuti in #Puglia, a causa della mancata dotazione impiantistica per la chiusura del ciclo. L’audizione svoltasi ieri nelle commissioni I e V con l’amministratore delegato della Syndial del gruppo Eni, Ing. Paolo Grossi, sull’impianto pilota di Gela, ha portato alla luce una tecnologia e dei numeri che impongono uno sguardo aperto alla ricerca, alle nuove tecnologie e alla migliore cultura industriale.

Acqua e fogna per tutti, è legge; PTA scelta lungimirante / rassegna stampa

Dalla Rassegna Stampa di oggi >>

Approvata ieri la nostra proposta di legge “Misure per l’estensione delle reti idriche e fognarie” che conta nella vita quotidiana delle persone. Acqua e fogna per tutti, anche se si abita fuori città, è un programma di diritti e di doveri: serve a garantire la migliore qualità della vita e la salute, a migliorare le condizioni igieniche e a tutelare l’ambiente.

PTA nella ASL di Brindisi: Il modello è una scelta lungimirante, elogiata anche nelle pagine de Il Sole 24 ore. I numeri dimostrano che la creazione di una rete territoriale influisce positivamente sull’attività degli ospedali, ed è per questo che chiedo si realizzi anche al Di Summa di Brindisi.

Consiglio regionale, C-Entra il futuro: “Legge approvata, acqua e fogna per tutti”

La nostra proposta è legge. Acqua e fogna per tutti, anche se si abita fuori città, è un programma di diritti e di doveri: serve a garantire la migliore qualità della vita e la salute, a migliorare le condizioni igieniche e a tutelare l’ambiente. Grazie a tutti i colleghi che l’hanno votata e all’assessore Gianni Giannini per il supporto e il sostegno”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, promotori della proposta di legge “Misure per l’estensione delle reti idriche e fognarie”. La proposta di legge è stata pure sottoscritta dai Consiglieri regionali Paolo Campo ed Enzo Colonna.

“La politica concreta e non manovriera, dotata di senso pratico, ribelle alla conservazione e affacciata sul futuro ha oggi prodotto una legge che conta nella vita quotidiana delle persone: essa permette di dotare del servizio acqua e fogna gli immobili situati in zona agricola e turistica, con oneri a carico della tariffa. Il tutto – spiegano i Consiglieri – alla ovvia condizione che l’intervento sia compatibile con la dotazione strutturale e tecnologica degli impianti di depurazione e con le infrastrutture destinate all’approvvigionamento idrico, e risulti economicamente equilibrata, sostenibile e giustificata nel rapporto tra costi e benefici”.

“Non potranno ovviamente beneficiare di queste disposizioni gli immobili siti in comuni privi di impianti di depurazione adeguati alla normativa vigente, oppure sottoposti a procedura d’infrazione comunitaria, anche se solo avviata e poi sospesa in attesa della realizzazione degli interventi. Il procedimento per ottenere l’estensione è estremamente semplificato e viene attivato dai singoli comuni presso l’Autorità Idrica Pugliese che, qualora ricorrano i presupposti, autorizza Acquedotto Pugliese a realizzare gli interventi”.

Oggi in aula abbiamo inoltre introdotto un ulteriore articolo di legge, con cui si rende possibile il posizionamento di contatore lungo la rete di distribuzione su asse viario principale, affinché i richiedenti possano realizzare una rete privata di distribuzione collegata alle abitazioni o alle attività” – concludono.

 

Acqua e fogna per tutti, C-Entra il futuro: “Una bella notizia: approvata in Commissione proposta di legge per acqua e fogna a tutti. Ora in Consiglio”

Sava-Manduria, Amati: “Recapito a Torre Colimena è errore tecnico e spreco di denaro pubblico”

Lo scarico a Torre Colimena del nuovo depuratore Sava-Manduria è un errore tecnico, oltre che un clamoroso spreco di denaro. E questo me l’hanno insegnato negli anni i valorosissimi tecnici di AQP e gli altrettanto valorosi dirigenti e funzionari della sezione tutela delle acque della regione”.

Lo dichiara il presidente della commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati, intervenendo sul nuovo fronte di protesta apertosi contro la soluzione progettuale di individuare Torre Colimena come recapito finale del nuovo depuratore di Sava-Manduria.

Sette anni persi – prosegue – lasciando quel territorio a galleggiare sui liquami destinati al mare senza trattamento, per escogitare una soluzione fatta di sovra costi e manipolando le parole, al punto che le trincee drenanti vengono chiamate ‘buffer ecologici’ e il recapito finale ‘scarico d’emergenza’ o ‘troppo pieno’, pur non avendo nulla di diverso rispetto ai numerosi recapiti finali di tutte le località marine della regione e, in particolare, di quelle ove accanto al recapito insistono resort di successo che danno numeri di potenza al turismo pugliese”.

“Non ha alcun senso, se non per l’interesse della magistratura contabile, la previsione – aggiunge –  di un tortuoso e lungo percorso di scavi e tubazioni per portare a un bacino artificiale con ben altra missione (Torre Colimena) le acque depurate, adducendo l’utilizzo in agricoltura, protezione civile e igiene nei comuni (pulizia strade), come se questi usi – e quindi la sempre auspicabile riduzione di apporti al mare – non si potessero raggiungere con tutte le altre soluzioni idrauliche contemplate dall’ordinamento e dalle regole delle costruzioni idrauliche. E tutto questo solo per assecondare un punto politico, privo di fondamento tecnico e legislativo, e non tornare – conclude – alla soluzione del 2012 proposta da me e approvata dalla giunta Vendola, che risulta ancora oggi la più congrua, quadrata e compatibile con l’ambiente, e che si presenta come l’unica autorizzata e dotata di tutti i pareri favorevoli”.

Rifiuti, Amati: “Stanno sperimentando la trasformazione dei rifiuti organici in acqua e bio olio. Ho chiesto a Eni di venire in audizione”

 

“Pare che la frazione organica dei rifiuti possa essere trasformata in bio olio e acqua. Si tratta di un progetto pilota dell’Eni, in fase di sperimentazione a Gela. Per saperne di più ho chiesto all’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, di venire in commissione per illustraci l’iniziativa”.

 

Lo comunica il presidente della commissione consiliare Programmazione e Bilancio, Fabiano Amati.

“Nella situazione pugliese – prosegue Amati – di grave crisi impiantistica per la chiusura del ciclo dei rifiuti, corredata da inerzia e ‘no’ a tutto, mi pare che ogni innovazione industriale e tecnologica debba essere ben vista e conosciuta nei dettagli. Dalla lettura delle prime informazioni, il progetto pilota della Syndial, società ambientale di Eni, trasforma la frazione organica dei rifiuti in bio olio, utile a produrre carburanti di nuova generazione”.

“La tecnologia in sperimentazione a Gela – spiega – permette di replicare in poche ore, in un impianto industriale a basso impatto ambientale, un processo che la natura compie in milioni di anni: trasformare biomasse preistoriche in energia. Il processo di trasformazione pare che generi pure acqua, da utilizzare per usi industriali e civili, perché la frazione organica dei rifiuti è composta di acqua per una percentuale pari al 70%. Una notizia straordinaria, verrebbe da dire, soprattutto nella Puglia sitibonda e perciò sempre alle prese con la scarsità di risorsa idrica. La credibilità della sperimentazione – conclude il consigliere regionale Pd – è peraltro attestata dallo sperimentatore, l’Eni, una delle società più serie e solide del mondo, orgoglio della migliore tradizione industriale italiana”.

Acqua e fogna per tutti, C-Entra il futuro: “Una bella notizia: approvata in Commissione proposta di legge per acqua e fogna a tutti. Ora in Consiglio”

“Possiamo dare una bella notizia: oggi è stata approvata all’unanimità la proposta di legge per l’estensione delle reti idriche e fognarie all’esterno del perimetro urbano, qualora le infrastrutture idriche e fognarie siano in grado di sopportarla. Adesso speriamo che il Consiglio Regionale la approvi in tempi brevi”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, promotori dell’associazione C-Entra il futuro, con riferimento alla proposta di legge sulle “Misure per l’estensione delle reti idriche e fognarie” approvata oggi in V Commissione.

Questa proposta di legge punta a dotare del servizio integrato gli immobili ad uso prevalentemente civile in zone con destinazione agricola e turistica, all’esterno dell’agglomerato di competenza e attraverso la realizzazione di nuove reti idriche e fognarie. La realizzazione dell’opera è subordinata all’autorizzazione semplificata dell’Autorità idrica pugliese che deve riconoscere le relative spese nella tariffa del Servizio idrico integrato, compatibilmente con le disponibilità economico-finanziarie e con la sostenibilità tariffaria. Speriamo che nel giro di qualche settimana il Consiglio Regionale la approvi e che poi, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, si possa partire con queste opere di investimento che saranno realizzate come sempre da Acquedotto Pugliese”.

“È bello occuparsi di questi argomenti – spiegano i sei – perché ci permettono di parlare lo stesso linguaggio delle persone, che pensano a cose concrete, cioè alle cose di tutti i giorni. L’estensione delle reti idriche e fognarie è un’innovazione tanto attesa che non va soltanto a raccogliere il diritto all’acqua e alla fogna, ma ingloba anche il dovere di preservare l’ambiente e l’igiene. Il servizio idrico integrato è dunque un diritto e un dovere, perché da un lato serve per dissetarsi e vivere nella pulizia e dall’altro per vivere in condizioni di igiene tali da non inquinare l’ambiente”.

All’innovazione non potranno accedere, ovviamente, i comuni – per fortuna pochi – privi di impianti di depurazione adeguati alla normativa vigente, ovvero sottoposti a infrazione comunitaria. Per questo invitiamo ad accogliere sempre con favore gli impianti di depurazione, perché oltre ad essere presidi di salute assicurano la possibilità di accedere all’ampliamento del servizio” concludono i sei.

Lunedì 24 giugno inaugurazione del pozzo “” in agro di Fasano

I lavori di ripristino e rifunzionalizzazione del pozzo denominato “Lamie di Olimpia”, in agro del Comune di Fasano, saranno presentati pubblicamente lunedì 24 giugno, alle ore 12.30. All’inaugurazione saranno presenti: l’assessore regionale Giovanni Giannini, i Consiglieri regionali Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, il Sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria, il Sindaco di Locorotondo, Tommaso Scatigna; per ARIF presenzieranno il Commissario Straordinario, Oronzo Milillo, e il Responsabile Ufficio Attività Irrigue, Antonio Giannini.

Il progetto – finanziato con Legge Regionale 45/2013-art.44 – ha permesso il ripristino e la rifunzionalizzazione dell’impianto di sollevamento del pozzo, di proprietà regionale, a cui si accede tramite strada vicinale delle Lamie, in territorio fasanese. Nello specifico, sono stati realizzati i seguenti lavori: attrezzamento del pozzo con realizzazione dell’impianto di sollevamento con elettropompa centrifuga ad asse verticale di 80 Hp con alimentazione di autotrasformatore 660 V. trifase; realizzazione di impianto elettrico di comando della pompa di aspirazione, quadro elettrico generale, autotrasformatore; impianto per carico autobotti dotato di elettropompa ad asse orizzontale; impianto con elettropompa di spinta; spazi per lo stazionamento del personale; area di servizio delimitata da recinzione con muretti a secco. Per il pozzo “Lamie di Olimpia” è stato finanziato importo pari a € 154.035,08.

Il suddetto finanziamento ha interessato anche il ripristino e la rifunzionalizzazione della rete irrigua di adduzione degli impianti di proprietà regionale ricadenti nel territorio della Murgia sud est, in agro dei comuni di Martina Franca e Locorotondo.

Galleria Pavoncelli bis, Amati: “Tutto pronto per portare acqua in Puglia, mancano solo le ultime carte. Ho scritto al Ministro Lezzi”

“È irragionevole e inspiegabile che sia tutto pronto per portare l’acqua in Puglia con la Galleria Pavoncelli e le ultime cose che manchino siano alcuni adempimenti burocratici, cioè le famosissime carte nel Paese delle lungaggini. Per questo ho scritto al Ministro per il Sud, Barbara Lezzi”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati.

“Il 24 ottobre 2017 si concludevano i lavori di scavo della galleria di valico Pavoncelli bis, importantissima opera idraulica in grado di convogliare nella rete di Acquedotto Pugliese le acque del gruppo sorgentizio del Sele e del Calore. Dall’ottobre 2017 ad oggi sono stati invece conclusi e collaudati i lavori di collegamento della nuova galleria con le sorgenti e il canale principale. Ciò nonostante, si frappongono all’entrata in esercizio dell’opera numerosi adempimenti burocratici di livello statale e infra-regionale”.

“La realizzazione della Pavoncelli bis – prosegue Amati – si rese necessaria all’indomani del terremoto irpino del 23 novembre 1980, le cui violente scosse avevano gravemente danneggiato la gloriosa – per storia – galleria “Pavoncelli”, oggi come ieri unico mezzo di approvvigionamento idrico per circa due milioni di pugliesi. A ciò si aggiunga la memoria di un trentennio di appalti andati a male, contenziosi, lungaggini burocratiche e spreco di denaro pubblico, per fortuna vendicati da una sensibile accelerazione registrata negli ultimi anni e che ha portato il risultato tanto atteso”.

“Dopo così tante traversie – conclude – appare dunque irragionevole e inspiegabile la circostanza che un’opera attesa per anni non entri in esercizio per la mancata adozione di atti burocratici di concerto tra amministrazioni pubbliche (in particolare quello tra Regioni Puglia e Campania), a fronte della sua piena funzionalità tecnica. Per questi motivi ho chiesto al Ministro di promuovere, presso i Ministeri competenti e le Regioni interessate, ogni iniziativa utile a rendere possibile il pieno utilizzo della nuova galleria e ad accettare l’invito a partecipare a una riunione della Commissione che presiedo, per far conoscere lo stato del procedimento e gli esiti dell’iniziativa che il Ministro stesso vorrà intraprendere”

Amati: “Acqua e fogna a tutti, anche in zone agricole e produttive, perché averle è un dovere nei confronti dell’ambiente e della salute. Una proposta di legge”

“Acqua e fogna per tutti, anche nelle zone esterne ai perimetri urbani, cioè nelle zone agricole abitate, produttive e turistiche. E tutto questo perché avere l’acqua e la fogna è un dovere, prima che un diritto, a tutela delle migliori condizioni igieniche e ambientali. E per questo abbiamo presentato una proposta di legge, aperta alla sottoscrizione di tutti, che speriamo possa essere approvata al più presto”.

Lo comunica il consigliere regionale Fabiano Amati, presentatore della proposta di legge “Misure per l’estensione delle reti idriche e fognarie”, sottoscritta anche dai colleghi Sergio Blasi, Gianni Giannini, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia.

“La proposta di legge – spiega Amati – è finalizzata a consentire la realizzazione di reti idriche e fognarie a servizio delle zone agricole abitate, produttive e turistiche, allo stato escluse perché non inserite nel perimetro delle aree urbane, utilizzando un procedimento semplificato, nel rispetto della normativa europea e statale, e compatibilmente con la dotazione finanziaria, impiantistico-strutturale e tecnologica.

Le diverse norme della proposta di legge prevedono che i comuni o AQP possano richiedere l’estensione della rete idrica e fognaria all’Autorità Idrica Pugliese, la quale – previa verifica dei presupposti tecnici ed economici – dovrà riscontrarla nel termine perentorio di 45 giorni. La mancata risposta nel termine comporterà il silenzio-assenso.

Ovviamente – prosegue Amati –, sarà sempre fatta salva la facoltà della Regione di annullare l’autorizzazione qualora non ricorrano i presupposti tecnici o legali, però nel termine perentorio di 15 giorni dalla data di autorizzazione o di formazione del silenzio-assenso. In poche parole, tutto si dovrà fare velocemente. L’autorizzazione all’estensione dovrà salvaguardare gli indici di copertura tra idrico e fognario previsti dalla normativa europea e statale, e la compatibilità dell’intervento con la dotazione strutturale e tecnologica degli impianti di depurazione. Da ciò deriva, logicamente, che l’autorizzazione non potrà essere rilasciata nei territori dei comuni privi di impianti di depurazione adeguati alla normativa vigente in materia di trattamento e recapito finale, ovvero sottoposti a procedura d’inadempimento, anche solo avviata e seppure sospesa.

Mi sembra di poter dire, dunque, che con questa proposta di legge si afferma il diritto all’acqua per tutti e in tutte le zone in cui si vive e si produce, in quanto ognuno di noi ha il dovere di dotarsi del servizio idrico e fognario perché ciò – conclude – è la più straordinaria forma di tutela dell’ambiente e (attraverso l’igiene) della salute”.